martedì 16 dicembre 2014

L’altro Natale. A Palermo serata di beneficenza per l’AFIPreS Marco Saura


Un sostegno alla prevenzione del suicidio. E’ questa, in sintesi, la proposta che l’AFIPreS Marco Saura di Palermo lancia ai propri concittadini. Infatti, l’associazione, presente a Palermo da oltre 20 anni, è fortemente impegnata con attività ludico-formative, convegni di studio e servizio del Telefono Giallo sul fronte della prevenzione del suicidio.
Le feste natalizie, per chi è solo o soffre del “mal di vivere”, possono essere un periodo di ulteriore tristezza e depressione. Insomma, un “altro” Natale che non va trascurato e che richiede la presenza di volontari e persone specializzate a sostenere chi, in questo periodo, potrebbe pensare al suicidio. Un tale servizio ha bisogno di mezzi e risorse per essere ben svolto e poter proseguire lungo il corso dell’anno. Per questo l’AFIPreS organizza “L’altro Natale” serata di beneficenza in memoria di Marco Saura. L’evento si svolge sabato 20 dicembre alle ore 17 al Teatro Agricantus di Palermo. Partecipano: il cabarettista Ivan Fiore; Rosalia Billeci e Nicola Marchese che reciteranno e canteranno brani letterari; il gruppo musicale Sonora e il cantastorie Giovanni Cannatella.
Con un contributo di 10 euro si potrà trascorrere una serata in allegria e si darà un sostegno alle attività dell'associazione di volontariato AFIPreS.

domenica 14 dicembre 2014

CSVnet, Tabò riconfermato presidente

Stefano Tabò sarà per altri tre anni il Presidente di CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV); lo ha eletto il neo Consiglio Direttivo, riunitosi il 13 dicembre 2014 a Roma.
Cinquantatré anni, genovese, alla guida di CSVnet da novembre del 2011, Stefano Tabò è fondatore del CSV “Celivo” di Genova ed è attivo nel mondo del volontariato già dagli anni 70.
A lui il compito di guidare i CSV in un momento particolarmente delicato per il futuro di tutto il terzo settore.
“Proseguirò nell’incarico facendo tesoro dell’esperienza maturata ma anche aprendo CSVnet a novità importanti. Già la nostra Assemblea ci ha impegnato su un progetto di cambiamento con respiro triennale, a partire dall’aggiornamento dello statuto ed il rafforzamento della sinergia tra i CSV ed i territori. Il nostro sistema continuerà ad essere punto di riferimento per lo sviluppo del volontariato e per affermare un “modo” di esprimere solidarietà organizzata limpido nelle intenzioni e nelle azioni, nonché trasparente nella gestione delle risorse economiche".
Alla vicepresidenza nuovo ingresso per Silvio Magliano (CSV Torino) insieme ai riconfermati Luciano Squillaci (CSV Reggio Calabria) e Francesca Danese, nominata vicepresidente vicaria.
Su proposta del Presidente il Consiglio Direttivo nominerà i nove componenti del Comitato Esecutivo nella prossima seduta.

sabato 13 dicembre 2014

Disabili, ancora bloccata l'assistenza

Dal Giornale di Sicilia del 13 dicembre 2014 la notizia delle proteste dei disabili a Palermo (clicca sull'immagine per ingrandirla).

giovedì 11 dicembre 2014

Povertà in crescita, l'analisi di Federconsumatori

Dal Giornale di Sicilia del 11 dicembre riportiamo un'intervista a Federconsumatori sul crescente fenomeno della poevrtà (clicca sull'immagine per ingrandirla).

martedì 9 dicembre 2014

Welfare a Palermo, se ne parla in un convegno il 10 dicembre 2014

Proposto dal Cevas, un convegno che si svolge mercoledì  10 dicembre ore 9.30-17.00 sul tema  'Governare il Welfare a Palermo: operatori e amministratori a confronto'.  L'incontro è aperto al pubblico di operatori e esperti di politiche sociali e sono previsti 5 crediti formativi per assistenti sociali.  La sede del convegno è indicata nella brochure che puoi scaricare qui sotto ed è presso l'Istituto Pedro Arrupe a Palermo.

BROCHURE

sabato 6 dicembre 2014

Sul 48mo rapporto Censis sulla situazione del Paese, il punto di vista di un economista siciliano

Sul Giornale di Sicilia del 6 dicembre 2014 un'analisi e una riflessione "siciliana" a partire dai dati del Rapporto del Censis. Qui sotto l'articolo (clicca sull'immagine per ingrandirla).

A scuola di #coding: la programmazione arriva ai bambini ed ai ragazzi di Palermo

Il gruppo promotore di CoderDojo Palermo, in collaborazione con il Centro Tau, intende promuovere un’attività di formazione sul pensiero computazionale rivolta a docenti di scuola primaria e secondaria ed a educatori di centri di aggregazione giovanile interessati a partecipare al processo CoderDojo. Gli incontri formativi verteranno sui concetti chiave il pensiero computazionale, offrendo al contempo una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili per formare bambini, ragazzi e giovani ai concetti di base dell'informatica e del pensiero computazionale stesso. In particolare verranno sviluppati moduli su Scratch, Arduino, HTML, Javascript e CSS.
Il processo CoderDojo è finalizzato a promuovere sul territorio attività gratuite il cui obiettivo è l’insegnamento della programmazione informatica ai più piccoli. CoderDojo è un movimento aperto, libero e totalmente gratuito organizzato in centinaia di “club” indipendenti sparsi in tutto il mondo. Ogni “club” Dojo organizza le proprie attività senza scopo di lucro, rispettando le indicazioni della Charter internazionale stilata dalla Fondazione Internazionale CoderDojo (www.coderdojo.com ). Le attività di formazione dei club CoderDojo, rivolta a bambini e ragazzi, ruota intorno al gioco, lo scambio reciproco ed il peer learning, secondo l’unica regola fondamentale di ogni dojo: Be Cool. Le attività di CoderDojo sono finalizzate ad insegnare a bambini e ragazzi che esiste un potenziale utilizzo delle nuove tecnologie che va ben oltre l’utilizzo passivo della tecnologia, trasformandoli in utilizzatori attivi in grado di adattare strumenti e tecnologie ai propri bisogni.
Il primo CoderDojo Palermo nasce all’interno del Centro TAU, un’Officina di Promozione Socioculturale presente nel quartiere Zisa da 26 anni e da sempre impegnato nella promozione di interventi innovativi nel settore dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni.
Invitiamo insegnanti, docenti ed educatori a partecipare ad un incontro di presentazione e confronto sul processo CoderDojo e sul percorso di formazione che si svolgerà sabato 13 dicembre p.v. alle ore 10 al Centro TAU in Via Cipressi, 9/C - Palermo.
All’incontro interverranno, Francesco Passantino, coordinatore CoderDojo Palermo; Giusi Carini, insegnante, docente CoderDojo; Antonella Enea, docente; Francesco Di Giovanni, coordinatore del Centro TAU; Gianna Cappello, presidente del Med - Associazione Italiana per l’educazione ai Media e alla Comunicazione.

venerdì 5 dicembre 2014

Pubblicato il 48mo Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese

Tante famiglie spaventate dalla povertà, "virus che può colpire chiunque". La percezione di vulnerabilità porta il 60% degli italiani a ritenere che a chiunque possa capitare di finire nell'indigenza. Dissipato un capitale umano di 15 milioni di persone. Immigrati sempre più vitali. Si ampliano le disuguaglianze.
Questo in sintesi quanto emerso dal 48mo Rapporto Censis che nel dettaglio passa in rassegna i grandi settori della vita italiana.
In particolare, l'istituto parla di "attendismo cinico delle famiglie liquide". Dopo la paura della crisi, spiega il Rapporto, "è un approccio attendista alla vita che si va imponendo tra gli italiani. Si fa strada la convinzione che il picco negativo della crisi sia alle spalle: lo pensa il 47% degli italiani, il 12% in più rispetto all'anno scorso. Ma ora è l'incertezza a prevalere. Di conseguenza, la gestione dei soldi da parte delle famiglie è fatta di breve e brevissimo periodo. Tra il 2007 e il 2013 tutte le voci delle attività finanziarie delle famiglie sono diminuite, tranne i contanti e i depositi bancari, aumentati in termini reali del 4,9%, arrivando a costituire il 30,9% del totale (erano il 27,3% nel 2007). A giugno 2014 questa massa finanziaria liquida è cresciuta ancora, fino a 1.219 miliardi di euro. Prevale un cash di tutela, con il 45% delle famiglie che destina il proprio risparmio alla copertura da possibili imprevisti, come la perdita del lavoro o la malattia, e il 36% che lo finalizza alla voglia di sentirsi con le spalle coperte".
Il capitale umano perduto. Secondo il Censis, in Italia c'è un capitale umano di 15 milioni di persone la cui energia e competenza è dissipata. Si tratta di quasi 8 milioni senza lavoro, tra disoccupati, inattivi e pronti a lavorare anche se non cercano un impiego. A questi si aggiungono altri 7,7 milioni di persone tra part-time, cassa integrati e di sottoinquadrati, che cioè svolgono un ruolo inferiore rispetto alle proprie competenze. "Agli oltre 3 milioni di disoccupati - spiega il Rapporto - si sommano quasi 1,8 milioni di inattivi perchè scoraggiati. E ci sono 3 milioni di persone che, pur non cercando attivamente un impiego, sarebbero disponibili a lavorare".
Imprenditori immigrati sempre più vitali. Secondo il Censis, nei sette anni della crisi le imprese con titolare extracomunitario sono aumentate del 31,4%, mentre quelle gestite da italiani sono diminuite del 10%. Sono due i settori in cui gli stranieri stanno esercitando maggiormente la loro capacità di fare mixitè di prossimità tra la propria cultura e la nostra: il commercio e l'artigianato.
L'Italia delle diseguaglianze sociali. Negli anni della crisi le disuguaglianze sociali si sono ampliate, il ceto medio si è indebolito, le opportunità di integrazione sono diminuite. Spicca, tra le altre cose, "lo slittamento verso il basso delle grandi città del Sud. Il tasso di occupazione dei 25-34enni oscilla tra il 34,2% di Napoli e il 79,3% di Bologna, la quota di persone con titolo di studio universitario passa dall'11,1% di Catania al 20,9% di Milano. A Bari solo 2,8 bambini di 0-2 anni ogni 100 sono presi in carico dai servizi comunali per l'infanzia contro i 36,7 di Bologna. (fonte Redattore Sociale e Agenzia DIRE)

Lanciato il percorso per l’Autoconvocazione del Volontariato

In occasione della Giornata Internazionale del Volontariato viene lanciato un percorso che porterà nella prossima primavera all’Autoconvocazione del Volontariato italiano.
L’iniziativa è promossa dal Forum Nazionale del Terzo Settore, la Consulta del Volontariato presso il Forum, CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato e ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni Federazioni e Reti di Volontariato ed intende coinvolgere, attraverso decine di migliaia di organizzazioni presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, i milioni di cittadini attivi che ogni giorno operano per il bene comune, attraverso il loro agire volontario, creando occasioni di partecipazione e promozione umana e sociale. Un impegno concreto che contribuisce a fornire risposte e tutela dei diritti delle persone più fragili anticipandone spesso i bisogni.
“Constatiamo - dichiara Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – che nel DDL di riforma del Terzo Settore proprio il volontariato pare messo ai margini a vantaggio di altri strumenti che oggi paiono più attraenti.”
“Con tale iniziativa – aggiunge Enzo Costa, coordinatore della Consulta del Volontariato presso il Forum - desideriamo rimettere al centro dell’agenda politica la necessità di valorizzare tale patrimonio nazionale, creando condizioni che ne liberino ulteriormente le grandi energie.”
“È il momento di dare voce al volontariato italiano, coinvolgendo le sue numerose organizzazioni: le più grandi così come le più piccole” – commenta Stefano Tabò, presidente di CSVnet. “È loro dovere esprimersi per ciò che fanno quotidianamente e, prima ancora, per ciò che sono e, insieme, rappresentano per il nostro Paese”.
“Abbiamo sempre vissuto il 5 dicembre come una giornata di impegno anziché di celebrazione – dichiara Emma Cavallaro, Presidente di ConVol - ancor più quest’anno in cui vediamo i più deboli fatti oggetto di scandalose e intollerabili speculazioni. L’autoconvocazione del Volontariato italiano sarà occasione per rilanciarne i valori fondanti come la gratuità, il ruolo politico e quello di advocacy” (fonte ufficio stampa CSVnet).

giovedì 4 dicembre 2014

Concerto di Natale a Caltanissetta

L’Associazione Comitato Familiari Alzheimer Onlus in occasione del periodo prenatalizio è lieta di invitare la S.V. al “V Concerto Di Natale MUSICA PER LA MEMORIA" con il coro Gospel Joy’s Chorus che si terrà a Caltanissetta il 13 dicembre 2014 presso l’Auditorium “G. Bufalino” in via Libertà, 11.

mercoledì 3 dicembre 2014

A Caltanissetta Tavolo tecnico permanente per l'integrazione dei servizi socio-sanitari

Dal MoVI di Caltanissetta questa nota di invito per tutte le realtà del Terzo settore nisseno.

DAL PROTOCOLLO D'INTESA TRA ASP E COMUNE DI CALTANISSETTA NASCE IL “TAVOLO TECNICO PERMANENTE” LE PRIORITÀ SONO: SALUTE MENTALE; NEUROPSICHIATRIA DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA; SALUTE E BENESSERE PSICO-SOCIALE DEI BAMBINI, DELLE FAMIGLIE E DEGLI ADULTI; DISABILITÀ; FRAGILITÀ ED ANZIANI; DIPENDENZE; TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI STRANIERI MIGRANTI; PROMOZIONE STILI DI VITA SANI.

La neocostituita Federazione provinciale di Caltanissetta del MO.VI. Movimento di Volontariato Italiano informa che lo scorso ottobre la direzione dell'Azienda Sanitaria ASP 2 di Caltanissetta ed il Comune di Caltanissetta hanno sottoscritto un “protocollo d'intesa” per la realizzazione, in ambito locale, di un “sistema integrato dei servizi sociali e socio-sanitari”. L'intesa nasce dal quadro giuridico determinato dalla Legge 328 del 2000 in materia di interventi e servizi sociali e mira a rendere più efficace la collaborazione e l'integrazione degli interventi dei due Enti pubblici, migliorando le risposte ai bisogni della cittadinanza. Per consentire tali risultati, è stato quindi creato il “Tavolo Tecnico Permanente” di coordinamento che sarà formato, oltre che dai rappresentanti di ASP e Comune, anche da una rappresentanza del Terzo settore. E' stato ritenuto importante e necessario, infatti, assicurare il coinvolgimento del mondo del volontariato e del nonprofit secondo i principi di sussidiarietà e cooperazione. 8 gli obiettivi di priorità sociale individuati, unitamente alle linee di indirizzo per l'attuazione degli interventi: salute mentale; neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza; salute e benessere psico-sociale dei bambini, delle famiglie e degli adulti; disabilità; fragilità ed anziani; dipendenze; tutela della salute dei cittadini stranieri migranti e promozione stili di vita sani.
Per discutere di questi temi ed avviare la concreta attivazione del Tavolo, il Comune di Caltanissetta ha organizzato per giovedì 4 dicembre p.v., alle ore 17.00 presso il foyer del Teatro Margherita al secondo piano del Palazzo municipale, un incontro con i referenti locali dell'associazionismo e del Terzo settore; nell'occasione si procederà all'individuazione di due rappresentanti delle stesse organizzazioni per ciascuno degli 8 tavoli tematici.
In proposito, il Presidente del MO.V.I. Caltanissetta, Filippo Maritato, ha dichiarato: “Salutiamo con favore la volontà di ASP e Comune di realizzare un sistema integrato di interventi e servizi sociali che, attraverso politiche sociali condivise, persegua l'obiettivo di prevenire e ridurre le condizioni di bisogno e di disagio degli individui e delle famiglie nel nostro territorio, in una proficua logica di coinvolgimento di vari livelli istituzionali e del mondo del non profit, in quanto soggetto attivo nella progettazione e nella realizzazione del sistema integrato dei servizi. Ciò non solo perché si riconosce al Terzo settore il ruolo, in quanto fornitore dei servizi sociali, di promotore del benessere sociale, ma anche perché tra gli scopi del sistema integrato c’è quello della promozione della solidarietà sociale e la valorizzazione delle iniziative che partono dalla società civile. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le associazioni ed organizzazioni di volontariato a partecipare all'incontro del 4 dicembre ed assicurare, quindi, la collaborazione per la riuscita di questa iniziativa”.

Federazione MoVI di Caltanissetta

Comunità alloggio siciliane a rischio chiusura

Non arrivano fondi da un anno. Il governo regionale siciliano è bloccato dal Patto di stabilità, ma rassicura sul fatto che si troverà una soluzione. Ne parla il Giornale di Sicilia del 3 dicembre 2014 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Il volontariato che supplisce. Intervista del Giornale di Sicilia al presidente del CeSVoP

Il Giornale di Sicilia del 3 dicembre 2014 dedica un ampio spazio a tematiche di carattere sociale e alla cronaca di iniziative di solidarietà. Fra l'altro, con Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP e portavoce del Coordinamento dei CSV di Sicilia, il giornale affronta le questioni riguardanti il ruolo di supplenza a cui, sempre più spesso, è chiamato il volontariato. Qui sotto l'intervista (clicca sull'immagine per ingrandirla).

martedì 2 dicembre 2014

Ecco il volontariato che fa bene all'Italia

Il 2 dicembre presentata a Roma l’indagine Istat, CSVnet e Fondazione Volontariato e Partecipazione.
Sono 6,63 milioni gli italiani che dedicano tempo agli altri. 4,14 milioni si impegnano in organizzazioni o in gruppi mentre 3 milioni sono i volontari non organizzati; dal punto di vista geografico il lavoro volontario è più diffuso al nord, soprattutto nel nordest.
L'indagine, che fornisce la fotografia del volontariato italiano, è stata realizzata da Istat, CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato - eFondazione Volontariato e Partecipazione ed è stata presentata oggi a Roma, presso l'aula magna dell'Istat, alla presenza del presidente dell’Istat, Giorgio Alleva e del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Bobba.
Dall'indagine, armonizzata agli standard internazionali contenuti nel Manuale sulla misurazione del lavoro volontario pubblicato dall'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), emerge una forte relazione fra volontariato, istruzione e situazione economica. Gli studenti sono i più impegnati nel volontariato (9,5%) mentre i volontari occupati si attestano al 9,1%. I dati dimostrano anche come il titolo di studio più diffuso fra chi fa volontariato sia la laurea (13,6%).
I volontari hanno molta più fiducia negli altri: sul totale della popolazione ben il 35,6% di chi fa volontariato organizzato ha fiducia della maggior parte delle persone rispetto al 20.9% dei cittadini comuni.
Nei volontari è maggiore anche il senso di fiducia verso le istituzioni: 24,46% contro 20,8% del totale. I volontari infine sono più soddisfatti della loro vita: 46,8% rispetto al 35%. Stesso trend si registra anche nell'ottimismo verso il futuro: i volontari ottimisti sono il 30,3% rispetto al 24% della popolazione totale.
L'indagine ha analizzato anche le motivazioni di chi fa volontariato. Il 49,7% è spinto dall'impegno a far fronte ai bisogni non soddisfatti e opera a favore della comunità e dell'ambiente. Un volontario su tre, soprattutto fra i giovani e anziani, decide di fare volontariato per socializzare, incontrare amici o stringere e conservare rapporti. Il 25,8% è spinto da motivazioni religiose, mentre un 17,7% per "valere" cioè per mettersi alla prova, valorizzare capacità ed essere più spendibili nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda le ricadute del volontariato nella vita personale, i dati illustrati le distinguono in tre tipologie: quella relazionale, quella civica e quella legata alla dimensione del benessere. Il 51,6% di chi fa volontariato ha allargato la rete dei rapporti sociali, il 51,3% ha sviluppato una coscienza civica e politica e il 49,6% si sente meglio con se stesso.
"Vogliamo -afferma il presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione Alessandro Bianchini- che gli elementi di conoscenza e le chiavi di lettura che emergono da questa indagine servano a far comprendere più a fondo il fenomeno volontario e riescano ad aiutarlo a vincere le tante sfide poste dai tempi che viviamo".
“Così come il volontariato non deve avere timori di misurarsi utilizzando parametri scientifici accreditati, così le istituzioni non devono temere di promuoverlo e sostenerlo secondo il principio della sussidiarietà” - ha commentato Stefano Tabò, presidente di CSVnet. “Questa convinzione deve condizionare la Riforma del Terzo Settore, a ragione dei benefici - diretti e non - generati dall’azione volontaria che la ricerca ci ha confermato nell’incremento della coesione sociale e della fiducia che fanno delle organizzazioni di volontariato un antidoto all’apatia civica e politica”.
L’incontro di presentazione ha visto gli interventi di: Saverio Gazzelloni, Direttore centrale delle statistiche socio-demografiche e ambientale - Istat; Ksenija Fonovic CSV Spes/CSVnet; Tania Cappadozzi Direzione centrale delle statistiche socio-demografiche e ambientale - Istat; Riccardo Guidi, Fondazione Volontariato e Partecipazione;Marco Musella, Università Federico II di Napoli (fonte ufficio stampa CSVnet).

lunedì 1 dicembre 2014

CSVnet ha un nuovo Consiglio Direttivo

L'Assemblea dei soci di CSVnet, il Coordinamento che riunisce e rappresenta 76 Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), si è riunita oggi (29 novembre 2014) a Roma per eleggere il nuovo Consiglio Direttivo.
Stefano Tabò, presidente del Coordinamento dal novembre del 2011, ha conseguito il maggior numero di preferenze fra i neo consiglieri.
Altissima la percentuale dei votanti: il 98% degli aventi diritto: "Sono molto soddisfatto per la grande partecipazione di cui hanno dato prova i CSV soci e apprezzo la disponibilità e l'impegno della nuova compagine consigliare" – commenta Stefano Tabò. "La nostra strada maestra è moltiplicare le risorse: capitalizzare i patrimoni relazionali di cui siamo espressione; mobilitare le convinzioni e le disponibilità in una logica di alleanza e cooperazione per la difesa e la crescita del bene comune".
Sono 35 gli eletti del nuovo Direttivo, rinnovato per un terzo dei suoi componenti. 8 volontarie e 27 volontari rappresentano tutte le regioni d'Italia, con un età media di 53 anni.
Un sistema, quello dei CSV, che in oltre 15 anni di attività ha saputo radicarsi su tutto il territorio italiano, con 400 tra sedi e sportelli, migliaia di servizi forniti ogni anno e una base associativa di oltre 25mila organizzazioni che rappresenta circa il 52% del volontariato italiano.
Il consigliere più anziano, a cui spetta la decisione, ha convocato l'insediamento del Consiglio Direttivo, che procederà all'elezione del presidente, per sabato 13 dicembre 2014. Tra gli ordini del giorno approvati in Assemblea anche l'impegno di aggiornare, nei prossimi mesi, le procedure elettorali che si sono dimostrate particolarmente farraginose.
L'Assemblea dei soci ha inoltre eletto i Revisori dei Conti – nelle persone di: Gianluca Mezzasoma, Adriano Propersi, Ermete Dall'Asta – e il Collegio dei Garanti: Gennaro Castaldi, Lino Lacagnina e Giuditta Petrillo (vicepresidente del CeSVoP).

giovedì 20 novembre 2014

Webcomico, quando cronaca e pubblicità vanno "troppo" d'accordo

Il sito di Repubblica Palermo pubblica le foto della protesta dei senza-casa davanti al Palazzo arcivescovile di Palermo. Guarda un po' che contrasto tragicomico si crea con la pubblicità proposta nella cornice (clicca sull'immagine per ingrandirla).

martedì 18 novembre 2014

In aumento il numero di stranieri in carcere

E' il dato che emerge da una convegno che si svolge a Palermo dal 17 novembre 2014. I dettagli della notizia li racconta un articolo del Giornale di Sicilia del 18 novembre 2014 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

lunedì 17 novembre 2014

Finalmente tecnico-radiologa. A Palermo la prima laureata di origine africana

Globalizzazione, cittadini di un mondo senza frontiere e così via... Per cui ormai dovrebbe essere normale vedere ragazze e ragazzi italiani di origine africana laurearsi, lavorare, farsi un futuro. E invece fa ancora notizia. Uno dei tanti segnali che ci dice quanto la vera integrazione abbia ancora molta strada da fare in Italia. Qui sotto l'articolo del Giornale di Sicilia del 17 novembre che racconta la storia della prima giovane donna di origine africana che si laurea tecnico in Radiologia a Palermo (clicca sull'immagine per ingrandirla)

Giornata mondiale dei Sopravvissuti, il convegno nazionale dell'AFIPreS


I volontari dell'Associazione Famiglie Italiane Prevenzione Suicidio (AFIPreS) "Marco Saura" di Palermo, in collaborazione con il CeSVoP, organizzano per il 22 novembre 2014 a Palermo (Villa Niscemi - Sala delle Carrozze) alle ore 8,30 un convegno nazionale dedicato ai sopravvissuti al suicidio.
L’iniziativa si svolge in occasione della Giornata internazionale dei sopravvissuti che è nata con lo scopo di farli incontrare e insieme onorare e ricordare i propri cari e costruire una comunità che sia fonte e motivo di speranza.
Quest'anno la Rete progettuale Alive Italia, composta da associazioni e operatori nel campo della prevenzione del suicidio e dell'assistenza ai sopravvissuti, ha deciso di celebrare la Giornata in modo coordinato su tutto il territorio nazionale, in modo da dare una voce comune al disagio e allo stigma. Quest’ultimo, in particolare, è uno dei problemi più grandi legati all’atto estremo di togliersi la vita; è una sorta di marchio peggiorativo che rende ancora più difficile - per persone che sono state toccate da tale tragedia - riuscire a parlare e a trovare il coraggio di chiedere aiuto e in definitiva di ricominciare a vivere.
Un evento suicidario può rimanere un argomento tabù, vissuto in silenzio. E’ un fardello spesso ceduto «in eredità» ai membri più giovani della famiglia. La ferita della perdita di un caro suicidatosi può non venire mai risolta interamente, ma essere vissuta come irrimediabile, rappresentando un netto decadimento nella qualità di un'intera vita.
La «Giornata Mondiale dei Sopravvissuti al suicidio» ha, dunque, l'obiettivo di mettere a disposizione dei partecipanti uno spazio all'interno del quale poter apertamente parlare del dolore legato alla perdita in un'atmosfera di ascolto reciproco e in piena accettazione. L'auspicio è che il confronto, tra persone che vivono lo stesso dramma e sperimentano gli stessi vissuti di angoscia, dolore e senso di colpa, possa rappresentare a un tempo un'ispirazione e un incoraggiamento a creare nuovi percorsi «di guarigione» o a ripercorrere sentieri ormai abbandonati.
Ci si prefigge, inoltre, di aumentare la consapevolezza dell'importanza e della disponibilità dei servizi di supporto al lutto, come pure di cercare di dar voce e spazio a chi continua a vivere in solitudine la propria vita, sopravvivendo ad un dolore così profondo.
In concreto, l’AFIPreS “Marco Saura” auspica che, a partire dal convegno di Palermo, si possa implementare una rete nazionale di supporto al lutto, un forum nazionale per la discussione ed eventualmente la formazione di coloro che intendano fornire il loro aiuto ad altri in modo tecnicamente avanzato. All’incontro di Villa Niscemi (Sala delle Carrozze) del 22 novembre alle ore 8,30 partecipano: specialisti, docenti universitari, ricercatori, imprenditori, uomini politici, amministratori locali e sanitari, psicologi e pedagogisti, rappresentanti del volontariato e dell’industria farmaceutica. Il dettaglio nel programma qui sotto.

PROGRAMMA

domenica 16 novembre 2014

Colletta alimentare edizione 2014

Presentata l'edizione 2014 della Colletta alimentare a Palermo. Qui sotto l'articolo che il Giornale di Sicilia del 16 novembre 2014 dedica all'iniziativa (clicca sul'immagine per ingrandirla).

sabato 15 novembre 2014

Forum del Terzo settore, l'incontro di Palermo raccontato dal Giornale di Sicilia

L'incontro del 14 novembre 2014, promosso dal Forum del Terzo settore di Palermo, è stato raccontato da un articolo del Giornale di Sicilia del 15 novembre 2014 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

venerdì 14 novembre 2014

Assistenza giovani disabili, la Regione Siciliana promette contributi

Il Giornale di Sicilia del 14 novembre 2014 dedica un articolo all'impegno assunto da Bruno Caruso, neo-assessore alla Famiglia e alle Politiche sociali che ha promesso risorse per far ripartire l'assistenza ai disabili (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Dalla povertà a Palermo all'economia sociale con i beni confiscati, le proposte del Forum del Terzo settore di Palermo

Tavolo di presidenza dell'incontro. Da destra: Pippo Di Natale, portavoce regionale del Forum;
Giuseppe Pitrè, Centro Ascolto Don Orione Palermo; Armando Zanotti, presidente Anteas Palermo;
Pippo Romancini, portavoce provinciale del Forum; Enzo Costa, Forum nazionale;
Giuseppe Labita, presidente di People help the people
Il 14 novembre a Palermo si sono svolti gli Stati generali del Terzo settore provinciale. Promosso dal Forum Terzo settore, l'incontro ha toccato tre temi fondamentali: la povertà a Palermo, l'utilizzo dei beni confiscati alla mafia, la riforma del Terzo settore. Per ognuno di essi il Forum ha proposto dati, riflessioni e proposte.
Sulla povertà assoluta che tocca ormai livelli preoccupanti, il Forum chiede fra l'altro: un monitoraggio sull'uso dei fondi destinati a chi è in difficoltà, l'incremento considerevole degli investimenti e delle risorse, l'accoglimento della proposta nazionale del REIS (Reddito di inclusione sociale), la piena funzionalità dello Sportello e dell'Osservatorio Famiglia.
Per quel che riguarda i beni confiscati: una visione strategica che in una sinergia tra pubblico e privato sociale faccia divenire i beni e le aziende confiscate un volano di sviluppo, al contrario di quanto accade oggi in cui sembramo regnare per lo più improvvisazione e gestione emergenziale.
Sulla Riforma del Terzo settore, il Forum palermitano propone: una riforma complessiva delle politiche sociali nazionali, un intervento legislativo che non privilegi solo l'ambito dell'impresa sociale ma guardi soprattutto a volontariato e promozione sociale (che costituiscono il 90% del Terzo settore), un 5permille stabilizzato ma con tempi brevi e certi di liquidazione e senza tetti di finanziamento, risorse adeguate a tutto il sistema della solidarietà organizzata (senza incoerenze e contraddizioni tra linee di riforma per il Terzo settore e provvedimenti economici quale la Legge di stabilità), ampliamento del servizio civile, razionalizzazione e potenziamento dei centri di servizio per il volontariato (essenziali, soprattutto per le piccole organizzazioni).
Qui sotto, riportiamo la sintesi che l'edizione palermitana di Repubblica.it (14 novembre 2014) ha fatto dei dati raccolti dal Forum del Terzo settore palermitano in materia di povertà (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Master universitario in comunicazione sociale

L'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” propone per l'anno accademico 2014/15 un master di primo livello in comunicazione sociale con modalità didattica mista presenza/distanza. Coordinatore sarà il prof. Andrea Volterrani. Qui sotto alcuni dettagli e la possibilità di scaricare il programma completo.

Nell'anno accademico 2014/2015 è istituito e attivato, presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie
della Formazione, il Master Universitario di I livello in "Comunicazione sociale" (SOCIOCOM), ai
sensi dell’art. 9 del d.m. 270/2004.
FINALITÀ
Il Master universitario si propone di formare figure professionali rilevanti per le organizzazioni di terzo settore e di volontariato, per le fondazioni, per le ong, per le amministrazioni pubbliche, per le
istituzioni scolastiche, per le università, per le associazioni di categoria e i sindacati con competenze e conoscenze diffuse e specifiche nell’ambito della comunicazione sociale.
E' rivolto, quindi, a chi necessita di acquisire e sviluppare competenze specialistiche in:
− strategie di comunicazione sociale
− gestione e sviluppo delle narrazioni
− strumenti e tecniche per la comunicazione sociale
− gestione (economia e diritto) della comunicazione sociale
− innovazione nella comunicazione sociale
ARTICOLAZIONE
Il Master ha la durata complessiva di 1 anno accademico.
L’attività didattica formativa erogata dal Master per complessivi 60 crediti formativi (CFU), pari a
1500 ore di impegno per lo studente, è di 432 ore, in modalità mista presenza/distanza e un periodo
dedicato alla stesura del project work.
L’impegno didattico e formativo complessivo è così ripartito:
− 90 sono dedicate all’interazione diretta in aula nella Summer School;
− 342 sono dedicate alla didattica e-learning;
− il restante 10 % del percorso è dedicato all'elaborazione del project work e stesura della tesi
conclusiva. 


PROGRAMMA COMPLETO

giovedì 13 novembre 2014

Oltre 1000 posti per il servizio civile in Sicilia

Sull'edizione del 13 novembre 2014 del Giornale di Sicilia compare questo articolo (clicca sull'immagine per ingrandirla) sul bando per svolgere servizio civile in Sicilia.

Per un sistema dei CSV radicato nel territorio e proiettato al futuro

CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) è stato il 10 novembre 2014 pomeriggio dalla XII Commissione "Affari Sociali" della Camera dei Deputati per un'audizione in merito al Disegno di Legge "Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale".
Il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, ha portato all'attenzione della Commissione proposte concrete al fine di stimolare una Riforma tesa a cogliere tutte le potenzialità del sistema dei CSV.
"Poter contare sull'infrastruttura sociale garantita dai CSV, diffusa su tutto il territorio nazionale (i CSV sono 78 in tutta Italia con oltre 400 sedi e sportelli territoriali), significa impiegare una risorsa qualificata per continuare ad accompagnare, sostenere e promuovere il volontariato stesso nelle sue nuove sfide" – ha sottolineato il presidente di CSVnet.
"Consideriamo irrinunciabili l'auto-gestione del volontariato ed il radicamento territoriale dei CSV che consente la prossimità dei servizi, grazie ad una struttura operativa di 560 unità di lavoro a tempo pieno e una governance di 800 volontari. Per questo, proponiamo una riorganizzazione in senso confederale dei CSV esistenti.
Ciò significa: programmare l'attività dei CSV in una logica unitaria ed integrata; distribuire equamente le risorse economiche provenienti dalle Fondazioni di origine bancaria nelle diverse regioni; favorire la condivisione di buone prassi tra CSV; realizzare economie di scala; assumere metodi condivisi tra CSV, strumenti comuni ma anche progettualità unitarie.
Per realizzare in modo stabile tutto questo - ha sottolineato Stefano Tabò - non bastano le nostre intenzioni ma è necessario intervenire normativamente. Per tale motivo proponiamo anche una revisione del sistema di controllo sui CSV, che permetta l'affermazione di principi e criteri finalmente omogenei su tutto il territorio nazionale".
"Siamo pronti anche alla sfida di assumere nuovi compiti, integrativi a quelli fino ad oggi espressi, ma per farlo abbiamo bisogno di risorse adeguate rispetto a quelle garantite dagli attuali dispositivi normativi e dagli accordi con le Fondazioni di origine bancaria. Risorse ridotte, negli ultimi cinque anni, sotto i limiti di sostenibilità, con un calo di oltre il 50% e che sembrano destinate ad un ulteriore decremento per effetto della Legge di stabilità, se non compensata da un superamento dell'Atto di indirizzo Visco del 19 aprile 2001".
"Confermiamo infine" – ha concluso Tabò – "la disponibilità dei CSV verso il Governo e il Parlamento per una costruttiva collaborazione, impegnando le competenze maturate nel sistema dei CSV. Dopo 15 anni, la fase sperimentale dei CSV è da considerarsi chiusa. La nostra rete è ormai funzionale alla crescita dei beni relazionali ed alla coesione sociale di tutto il paese e di ogni sua porzione. Scommettiamo sui CSV: una grande e diffusa infrastrutturazione sociale (unica in Europa), il cui profilo è unico per genesi e caratteristiche".

lunedì 10 novembre 2014

Riforma Terzo settore: diretta delle audizioni informali alla Commissione Affari sociali

La Commissione Affari sociali, presso l'Aula della Commissione Trasporti, nell’ambito dell’esame dei progetti di legge recanti “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale, il 10 novembre 2014 ha svolto le seguenti audizioni informali (qui sotto la registrazione dell'intera seduta trasmessa in streaming web):
ore 11.30 - Conferenza nazionale enti per il servizio civile (CNESC), Forum Nazionale Servizio Civile, Consulta nazionale servizio civile, Associazione mosaico, Cesc project, Associazione italiana servizio civile (AISeC) e Associazioni provinciali invalidi civili e cittadini anziani (A.P.I.CI);
ore 13 - Forum Nazionale del Terzo settore;
ore 14 - Caritas Italiana, Conferenza permanente delle associazioni, federazioni e reti di volontariato (ConVol), Coordinamento nazionale dei centri di Servizio per il volontariato (CSVnet), Associazione di fondazioni e di casse di risparmio (ACRI), Associazione difesa utenti servizi bancari finanziari postali e assicurativi (ADUSBEF), Cittadinanzattiva, Fondazione I bambini delle fate, Campagna sbilanciamoci, Fairwatch, Libera, Dipartimento advocacy dell’Associazione WeWorld onlus, Federazione volontari del soccorso della regione Lombardia, Giuliano Marrucci, giornalista e Luca Gori, ricercatore Istituto Dirpolis-Scuola Sant’Anna di Pisa;
ore 17 - Alleanza delle cooperative italiane sociali, Banca Popolare Etica, Emergency, Transparency International, Giovanna Melandri presidente di Human Foundation, Centro ELIS, Harambée-Africa international e Centri di aiuto alla Vita (CAV);
ore 18 - Guardia di finanza, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Consiglio nazionale del notariato (CNN).

CLICCA QUI PER VEDERE LA REGISTRAZIONE INTEGRALE DELLA SEDUTA

venerdì 7 novembre 2014

Nel nostro blog una nuova sezione dedicata alla Riforma del Terzo settore

Su suggerimento dell'assemblea dei soci del CeSVoP, abbiamo inaugurato una nuova sezione del blog Mondo solidale. Se guardi nel menù in alto, sulla destra, trovi il link per la pagina in cui raccogliamo documenti e interventi che riguardano l'importante riforma che riguarda tutto il mondo del volontariato, assieme a quello delle associazioni di promozione sociale e delle imprese sociali.
La sezione verrà aggiornata costantemente in modo da darti la possibilità di seguire passo passo l'iter della riforma e il dibattito che ne scaturisce.

Fondi precari per i disabili siciliani

Dal Giornale di Sicilia del 7 novembre un articolo di cronaca e un corsivo sulla sistuazione dei fondi per l'assistenza ai disabili (clicca sull'immagine per ingrandirla).

mercoledì 5 novembre 2014

Convegno nazionale ARIS a Palermo

A seguito della convenzione per la prevenzione della cecità in Sicilia firmata dall'Assessore alla salute della Regione Siciliana, Lucia Borsellino, l'Associazione dei Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani (A.R.I.S.) in merito alla realizzazione dei programmi di prevenzione e riabilitazione visiva, come previsto dalla L.284/97, organizza il Convegno Nazionale sulla riabilitazione visiva in età evolutiva giorno 14 Novembre 2014 presso l'Aula Magna M. Vignola dell'A.O.O.R. Villa Sofia-Cervello.
Con tale iniziativa si intende promuovere un servizio per i disabili visivi che al Sud non è mai stato creato.
Alla suddetta iniziativa promossa dall'Assessorato alla Salute, parteciperanno i Centri italiani di riabilitazione visiva che sono espressione di volontariato, tutti i Comitati Consuntivi Siciliani, gli ordini Professionali, ecc.
L'intento di tale iniziativa è quella di offrire un'importante opportunità formativa per tutti i professionisti del settore, e rafforzare altresì la rete, per un miglioramento dell'assistenza socio-sanitaria in età pediatrica
L'evento è accreditato ECM.

Io volontari@, e tu?, concorso fotografico

In vista della pubblicazione del calendario interculturale 2015 (potete vedere il modello all'indirizzo http://www.peace-calendar.org/2013/Calendar_2013_Oct_Dec.pdf) l'Associazione InformaGiovani indice il concorso fotografico "Io volontari@, e tu?" aperto alla partecipazione di chiunque, di età compresa fra 17 e 65 anni, voglia raccontare con un'immagine la propria esperienza di volontariato interculturale.
Le 12 fotografie selezionate saranno usate per illustrare il calendario 2015 e i rispettivi autori vinceranno come premio la partecipazione gratuita (gratuità della tessera e gratuità della quota di iscrizione) ad un campo di volontariato internazionale organizzato nel 2015 dalla nostra associazione o da uno dei suoi partner nel mondo.
Come partecipare
Ciascun partecipante potrà inviare massimo 2 fotografie aventi le seguenti caratteristiche:
- devono essere scattate in un periodo compreso fra il 2012 e il 2014
- risoluzione minima 200 dpi e formato minimo di 1,200x800
- formato orizontale
- riprodurre, a colori o in bianco e nero, un'attività di volontariato in ambito interculturale e/o internazionale
- per motivi di legge, non si possono accettare fotografie che riportino il volto di minori residenti in Italia, anche se fatte con il consenso degli interessati.
Le foto devono essere accompagnate da una dichiarazione sottoscritta dall'autore nella quale si attesta che si ha il diritto d'uso dell'immagine e lo si cede, a titolo gratuito, non esclusivo e permanente, all'Associazione InformaGiovani per le sue attività di promozione del volontariato internazionale. Vanno inoltre indicati l'anno e il luogo in cui la foto è stata scattata.
Le fotografie vanno inviate all'indirizzo info@informa-giovani.org scrivendo nell'oggetto "Foto Peace Calendar" I vincitori saranno contatti entro la fine di novembre.

Stop all'assistenza ai disabili nelle scuole superiori, a Palermo mancano i fondi

Il Giornale di Sicilia del 4 novembre 2014 pubblica la notizia dell'interruzione dell'assistenza ai disabili nelle scuole superiori. Qui sotto l'articolo (clicca sull'immagine per ingrandirla).

venerdì 31 ottobre 2014

Promesso mezzo miliardo contro la povertà, ma più della metà dei soldi manca all'appello

L'Agenzia di stampa Redattore Sociale ha verificato la situazione degli interventi previsto dal Governo contro la povertà in Italia e sono venute fuori delle cattive sorprese. Qui sotto il lancio del 31 ottobre 2015 di Redattore Sociale.

Prenderà il via da gennaio 2015 l’allargamento a tutto il Sud Italia della sperimentazione del Sia, il Sostegno per l’inclusione attiva (già nuova social card), che seguirà a ruota l’introduzione del nuovo Isee. Dopo l’introduzione del finanziamento di 250 milioni di euro per il fondo carta acquisti previsto in legge di stabilità, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali arriva un quadro chiaro e dettagliato degli strumenti e delle risorse messe in campo contro la povertà assoluta. A fare il punto con Redattore sociale, Raffaele Tangorra, direttore generale per l’Inclusione presso il ministero del Welfare. “Per l’allargamento stiamo lavorando su gennaio 2015 – spiega Tangorra -. Tuttavia, non dipende solo da noi. Il decreto è pronto, si tratta di fare le ultime verifiche col ministero dell’Economia e delle Finanze e sentire le regioni interessate. Se questi passaggi saranno rapidi si partirà a gennaio. Se qualcosa si inceppa, l’allargamento potrà subire rallentamenti”.

I fondi previsti in legge di stabilità per la "vecchia" social card
Il primo chiarimento riguarda proprio i 250 milioni previsti nel ddl di stabilità 2015, così come proposto dal governo. Nel testo, infatti, si legge che il “fondo di cui all’art. 81, comma 29, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 113 è incrementato di 250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015”. Si tratta della ‘vecchia’ social card, quella ordinaria, che come lo scorso anno ha ricevuto 250 milioni. Se necessarie, però, queste risorse potranno essere utilizzate anche per la sperimentazione. “La dotazione in legge di stabilità è sufficiente a garantire la carta ordinaria ai beneficiari correnti – spiega Tangorra –. Non ci sono risorse aggiuntive che possono essere utilizzate per la sperimentazione se si decide di mantenere la stessa platea di beneficiari attuale per l’ordinaria. Tuttavia, resta fermo quello che è stato scritto lo scorso anno in legge di stabilità, cioè che le risorse che affluiscono al fondo carta acquisti possono eventualmente essere indirizzate alla sperimentazione del Sia con decreto, ma è necessaria una scelta politica”.

Le risorse complessive contro la povertà per il 2015
Nonostante il ddl stabilità preveda solo 250 milioni, per il 2015 la lotta alla povertà assoluta potrà contare su oltre 500 milioni di euro. Ai 250 milioni di euro stanziati per il prossimo anno per la carta acquisti ordinaria, infatti, bisogna aggiungere i 40 milioni previsti dalla legge di stabilità 2014 per l’estensione al Centro Nord della sperimentazione della nuova carta acquisti, attualmente inutilizzati, e gli ulteriori 40 milioni previsti per il 2015. Con la legge di stabilità 2014, infatti, sono stati stanziati 40 milioni annui per tre anni (quindi 120) per allargare a tutto il Centro Nord la nuova social card. A questi ulteriori 80 milioni vanno ad aggiungersi i 167 milioni di euro previsti per l’allargamento a tutto il Sud Italia. Infine, ci sono gli oltre 11 milioni di euro per la sperimentazione a Roma che dalle ultime notizie in possesso dal ministero partirà proprio nel 2015. Il totale di queste risorse supera i 500 milioni di euro per il solo 2015.

Il giallo dei 300 milioni annunciati dal governo Letta
Nella storia degli strumenti contro la povertà assoluta adottati in Italia, quella della social card probabilmente non ha pari per complessità, ritocchi, rinvii, lungaggini e cifre ballerine. Come il caso dei 300 milioni aggiuntivi annunciati nel 2013 dall’allora ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia. In una informativa del 27 dicembre 2013 (pagina 5), infatti, si parlava di 300 milioni a sostegno del Sia (con l’allora ministro del Welfare, Enrico Giovannini) provenienti dal Piano di azione e coesione. Dopo la caduta del governo Letta, però, di quel documento non se ne seppe più nulla. Quei fondi, spiega Tangorra, “furono solo annunciati. Per potersi concretizzare necessitavano di atti di riprogrammazione delle risorse. Non c’erano atti, solo intenzioni”. Risorse da dimenticare, secondo Tangorra. Un capitolo chiuso definitivamente.

Il 2015, anno cruciale per il Sia
Se quest’anno è stato quello che ha visto finalmente entrare nel vivo la sperimentazione della nuova social card, il prossimo sarà quello decisivo per l’unica misura presente in Italia contro la povertà assoluta. Le difficoltà incontrate nell’implementazione del Sia nelle 12 città con più di 250 mila abitanti, infatti, non sono state inutili. Lo dimostra l’intenzione di superare la logica del bando, che nei comuni interessati ha determinato il parziale insuccesso dello strumento. Da gennaio 2015, quindi, oltre al nuovo Isee, per accedere al Sia non occorrerà partecipare a bandi, ma basterà recarsi agli sportelli dei comuni per presentare domanda. Si deciderà caso per caso sulla base dei requisiti in possesso e sulle risorse disponibili. A preoccupare il ministero, però, non è più l’affluenza ai bandi. “Il problema vero è lo stato dei servizi – spiega Tangorra -. Una misura di questo tipo ha successo solo se il condizionamento non è punitivo, ma proattivo, recuperando le capacità per poter stare sul mercato del lavoro, agendo su tutta la famiglia, sulla frequenza scolastica, gli stili di vita, la salute”. Il progetto del ministero del Lavoro, però, al Sud non è semplice da realizzare. “La prospettiva è rivoluzionaria per lo stato dei servizi – aggiunge Tangorra -. Fortunatamente per gennaio 2015 dovremmo avere le risorse del Pon inclusione, volto a promuovere proprio tutti i servizi di attivazione connessi al Sia sui territori. Se riusciamo a partire con delle linee guida, a supportare i territori nella progettazione e a finanziare subito i progetti di presa in carico, credo che per il Mezzogiorno ci troveremo di fronte a tante prime volte, ma magari potrà essere la leva che produrrà il cambiamento”.(ga) (fonte e copyright Redattore Sociale)

martedì 28 ottobre 2014

Il Forum regionale Terzo settore Sicilia sulla Nomina del Garante delle Persone con disabilità

Il portavoce del Forum del Terzo settore siciliano ha diramato una nota a proposito della recente nomina del Garante regionale dei diritti dei disabili in Sicilia. Qui sotto il testo.

Apprendiamo, dal sito internet dell'assessorato regionale alla famiglia, la nomina del Garante delle Persone con disabilità. Il Forum del Terzo settore siciliano saluta tale atto di nomina che, finalmente, dopo due anni, dà attuazione a quanto prevede una precisa norma legislativa.
Tuttavia, crediamo opportuno ricordare che nel 2012 il governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo aveva già nominato il Garante. Incarico poi revocato dal successore Rosario Crocetta, perché affidato poco prima delle dimissioni di Lombardo.
Nulla a che vedere con quanto accaduto oggi.
Infatti, il decreto dell'(ormai ex) assessore Bruno porta la data del 22 ottobre. Stesso giorno dell’azzeramento della Giunta regionale da parte del presidente Crocetta. Coincidenza?
Un secondo aspetto. Ci saremmo aspettati che l'Assessore prima della scelta coinvolgesse il Forum del Terzo settore e le organizzazioni che si occupano ogni giorno dei disabili e dei loro diritti.
Da parte nostra non vi è nulla contro la persona designata come Garante, anche se la lettura del suo curriculum rivela più una formazione sanitaria che non un impegno sui diritti delle persone con disabilità.
Detto questo, per amore di verità, auspichiamo che il Garante - a cui auguriamo buon lavoro - si muova nell'alveo della collaborazione e sinergia con quanti sono impegnati nel settore. Si tratta di rappresentanti, operatori e volontari di organizzazioni che si aspettano una politica attenta e vicina ai cittadini. Tutti.
Da parte nostra, il Forum non farà mancare il suo fattivo contributo all’elaborazione di politiche adeguate in favore dei disabili, come pure non mancherà di fare da stimolo, riconoscendo anche meriti e qualità, e avanzando critiche laddove necessario.
Pippo Di Natale
portavoce regionale del Forum Terzo settore Sicilia 

E' stata nominata la dottoressa Giovanna Maria Gambino. Clicca qui per leggere il decreto di nomina 

Volontariato e Stato sociale

In un intervista al Giornale di Sicilia del 28 ottobre 2014, il prof. Antonio La Spina traccia un profilo del volontariato siciliano e del suo rapporto con lo Stato sociale. Qui sotto l'articolo (clicca sull'immagine per ingrandirla).

martedì 21 ottobre 2014

Riforma del Terzo Settore e Volontariato: Verso un solo CSV per Regione? Ma il Volontariato è stato informato?

Dal CSV di Ferrara, Agire Sociale, riceviamo questo appello che pubblichiamo quale contributo alla riflessione e alla discussione delle organizzazioni di volontariato della Sicilia occidentale

Agire Sociale, in sinergia con gli altri CSV emiliano romagnoli, lancia un appello alle Organizzazioni di Volontariato per partecipare al dibattito in corso nell’ambito della riforma del Terzo Settore, che comprende la “armonizzazione delle diverse discipline vigenti in materia di volontariato e di promozione sociale” e la revisione del sistema dei centri di servizio (CSV) quali strumenti di sostegno e supporto alle associazioni di volontariato.

DIFENDIAMO LE RISORSE PREVISTE PER LEGGE? Ad oggi, la Legge-quadro sul volontariato n 266-91 formalmente in vigore, prevede la costituzione di Fondi Speciali per il Volontariato presso le regioni, costituiti tramite l’accantonamento di 1/15 degli utili delle Fondazioni di origine bancaria presenti sul territorio regionale, da destinare a centri di servizio a disposizione delle organizzazioni di volontariato, e da queste gestiti. Di fatto, in seguito ad accordi siglati nel 2010 [accordo Acri-CSVnet 2010] e nel 2013 [accordo Acri-CSVnet 2013] a livello nazionale da più Organismi come Forum del Terzo Settore, CSVnet (Coordinamento Nazionale dei CSV), ConVol (Conferenza permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato) e Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) negli ultimi 4 anni il fondo a disposizione per l’Emilia Romagna è calato di più del 60%. Sul tema delle risorse inoltre dobbiamo rimarcare il grave ritardo sulla nuova tornata di progettazione sociale, promessa già dallo scorso anno nella misura di 12 milioni di Euro a livello nazionale e a cui non è mai stata data attuazione.
Nonostante il drastico calo delle risorse, che hanno costretto i CSV a pesanti riorganizzazioni interne, il sistema dei Centri ha continuato ad operare sia nell’erogazione dei servizi di supporto al volontariato, sia sostenendo la progettazione sociale delle reti associative, in particolare nel contrasto alla situazione emergente delle vulnerabilità e delle nuove povertà.

DIFENDIAMO LA TERRITORIALITÀ E L’AUTONOMIA ORGANIZZATIVA? Nell’ambito del più ampio percorso di riforma del Terzo Settore, a proposito della revisione del sistema dei CSV emergono da più sedi posizioni e pressioni da parte di Organismi ed Associazioni che dichiarano di voler rendere il sistema di gestione dei fondi speciali più semplice, efficace ed efficiente, proponendo la riduzione del numero dei soggetti che operano in base all’attuale normativa e concentrando su base nazionale lo svolgimento di alcune funzioni [DOCUMENTO_FEDERAZIONE_ADA_NAZIONALE]. In particolare, si ventila la possibilità di un solo CSV per regione con funzioni di pianificazione delle attività e di rappresentanza verso le istituzioni, mentre le risorse economiche andrebbero centralizzate in mano a una sovrastruttura nazionale che le distribuirebbe poi ai CSV, anche se non è chiaro in che modalità e misura. Di fatto, questo comporterebbe l’abolizione deiComitati di Gestione (CoGe) che in realtà, nel corso di questi anni, si sono dimostrati strumenti che, sia pure con qualche limite, consentono comunque un confronto con la programmazione locale e regionale e un controllo delle risorse a livello locale.
In Italia, in quasi un ventennio di esistenza, i CSV hanno acquisito modelli organizzativi, in alcuni casi regionali in altri provinciali, che funzionano perché conoscono e si adattano ai loro territori di riferimento. Perché ridurre tutti i CSV d’Italia allo stesso modello organizzativo?
A livello di CSV emiliano romagnoli siamo totalmente contrari alla costituzione di un unico CSV regionale. Pur rispettando la scelta di quelle regioni che hanno optato per la regionalizzazione dei CSV, siamo convinti che in ogni regione sia possa determinare il modello più adeguato per l’espletamento del proprio servizio verso le ODV. Verifichiamo altresì che l’esperienza in Emilia Romagna evidenzia numerosi e consolidati elementi che propendono per la presenza territoriale: CSV provinciali con sportelli decentrati. Questa organizzazione non centralizzata, vicina anche territorialmente alle associazioni, è comunque attenta ad una politica oculata delle risorse e a contrastare gli sprechi. Difatti, già da tempo i CSV dell’Emilia Romagna hanno avviato una autoriforma finalizzata all’ottimizzazione e all’impiego pianificato delle risorse, al fine di razionalizzare alcuni aspetti dell’offerta di servizi, alla condivisione di competenze e di buone prassi. Riteniamo però che il processo di rilettura dei servizi e di razionalizzazione non vada calato dall’alto in maniera omologante, ma affrontato a livello locale, a partire dalle specificità di ciascun territorio.

DIFENDIAMO LA PARTECIPAZIONE DEL VOLONTARIATO?
Perché revisionare in tempi così brevi il sistema dei CSV senza una democratica consultazione a partire dalle organizzazioni di volontariato?
Crediamo importante ribadire la necessità di un urgente dibattito a livello territoriale e nazionale nell’ambito delle suddette questioni, all’interno di spazi in cui sia in primis il volontariato e la base associativa ad avere voce in capitolo, nel pieno rispetto di modalità trasparenti e democratiche.
Accogliendo pertanto l’Appello del MOVI (il Movimento di Volontariato Italiano, fondato da Luciano Tavazza), i CSV desiderano supportare tale percorso, assicurando la diffusione delle informazioni e l’organizzazione nelle prossime settimane di opportuni spazi di discussione e partecipazione.

Allegati: Delibera Consiglio Direttivo CSVnet_5_ottobre 2014; Legge-quadro sul volontariato n 266-91; TestoDDLRiforma Terzo Settore-03-09-14; Capire la Riforma del Terzo Settore; Articolo Riforma Terzo Settore; Appello del MOVI; DOCUMENTO_FEDERAZIONE_ADA_NAZIONALE; Che cosa sono i Comitati di Gestione (CoGe)

La Legge di stabilità rischia di mettere in pericolo il sistema che sostiene il volontariato italiano

La nuova legge di stabilità al vaglio del Quirinale mette a rischio le attività dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Il Disegno di legge di stabilità contiene elementi positivi per il rilancio delle politiche sociali, ma anche misure preoccupanti nei confronti di chi quelle politiche le realizza concretamente sul territorio.
Accanto ai tagli alle Regioni, che come primo impatto andranno inevitabilmente a gravare sui servizi alla persona, ricadranno sul Volontariato e su tutto il Terzo settore anche le modifiche che interessano la tassazione degli enti non commerciali, con particolare riferimento alle Fondazioni di origine bancaria. Il combinato disposto porterebbe ad un impatto negativo sulla sanità e sul welfare, da decifrare nelle dimensioni e nelle conseguenze.
“Se quanto preannunciato dal Premier Renzi lo scorso 16 ottobre sarà approvato, la legge di stabilità colpirà pesantemente le rendite delle Fondazioni, riducendo le risorse destinate dalle stesse Fondazioni a tutto il mondo del Volontariato e ai Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), che ne promuovono lo sviluppo sul territorio nazionale” commenta Stefano Tabò, presidente di CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Le Fondazioni sono un supporto fondamentale per lo sviluppo della cultura - un agente di crescita anche economico per il nostro Paese – ed hanno un ruolo fondamentale per il mantenimento di quel sistema di welfare che negli ultimi anni ha subito tagli progressivi. Tra l’altro, per effetto dell’articolo 15 della legge 266/91, finanziano il lavoro dei Centri di Servizio, grazie ai quali il Volontariato in Italia in questi ultimi 10 anni è cresciuto e si è consolidato.
Per il sistema dei Centri di Servizio si tratterebbe – a parità di ricavi delle Fondazioni – di un ulteriore taglio del 50% alle risorse che negli ultimi 5 anni sono già diminuite del 40% anche per effetto dell’Atto di indirizzo Visco che, dalla sua emanazione nell’aprile 2001, tutti i Governi hanno fin qui fatto proprio.
Un taglio che ne metterebbe a rischio la sopravvivenza, distruggendo una infrastrutturazione sociale di livello nazionale importante per lo sviluppo del Paese.
I CSV sono 78 in tutta Italia e si articolano sul territorio con oltre 400 tra sedi e sportelli; sono espressione di una base associativa di oltre 25mila organizzazioni che rappresenta il 50% del Volontariato; offrono servizi di varia natura a più di 30.300 associazioni di volontariato ogni anno.
“In occasione della preannunciata Riforma del Terzo Settore abbiamo offerto la nostra rete e le nostre competenze ad un disegno di rilancio complessivo delle stesse organizzazioni di Terzo settore e dei valori che esprimono. Oggi vediamo compromessa anche la nostra stessa esistenza. Auspichiamo che il Governo, nel portare avanti le scelte annunciate, tenga conto di tutte le conseguenze dirette e indirette delle misure presentate”, conclude Stefano Tabò.

martedì 14 ottobre 2014

Nuovo lavoro in Sicilia, se ne parla all'agorà dei FQTS

"Itinerari per la costruzione di nuovo lavoro in Sicilia" è il tema dell'agorà regionale proposta nell'ambito del percorso FQTS che si svolge venerdì 17 ottobre dalle ore 10 alle 17 nell'Oratorio di Santa Cita in via Valverde, 3 a Palermo.

venerdì 10 ottobre 2014

Volontari per l'Expo 2015

In vista della grande Esposizione a Milano, CSVnet (coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) propone "Volontari per Expo", un programma per favorire la partecipazione di migliaia di persone, prevalentemente giovani.
Il programma, affidato alla neo costituita ATS tra Ciessevi Milano e CSVnet, vuole promuovere un volontariato che avrà un ruolo fondamentale per lo svolgimento di Expo Milano 2015 e determinerà un aumento del capitale sociale connesso ad esso.
Gli aspiranti volontari devono candidarsi tramite il sito dedicato, dove possono trovare tutti i dettagli e scegliere il periodo di servizio più congeniale.

Clicca qui per entrare nel sito Volontari per EXPO

martedì 30 settembre 2014

Da Fondazione con il Sud gli esiti del Bando Volontariato 2013

Fondazione con il Sud ha pubblicato i progetti approvati nell'ambito del Bando Volontariato 2013. Qui sotto ol testo della notizia così come è stata pubblicata dalla stessa Fondazione nel suo sito. In fondo trovi anche i link degli elenchi dei progetti approvati.

Pubblicati gli esiti del Bando Volontariato 2013
OLTRE 6 MILIONI DI EURO A SOSTEGNO DI 112 INIZIATIVE PER RAFFORZARE LE RETI DI VOLONTARIATO AL SUD.
Promuovere e implementare le reti di volontariato nelle regioni meridionali, rafforzandone il ruolo e l’impatto nelle comunità locali, per migliorare e ampliare l’offerta dei servizi erogati ai cittadini. Questo è l’obiettivo del “Bando Volontariato”, promosso dalla Fondazione CON IL SUD e giunto alla terza edizione, al quale hanno risposto migliaia di organizzazioni di volontariato meridionali proponendo interventi in rete con altre associazioni del territorio.
Per quanto riguarda gli interventi proposti dalle “reti locali” sono state selezionate 103 iniziative che saranno sostenute complessivamente con 5,2 milioni di euro e che coinvolgono circa 800 organizzazioni.
Di queste iniziative, 28 saranno avviate in Campania, 24 in Puglia, 20 in Sicilia, 15 in Calabria, 13 in Basilicata, 3 in Sardegna, in ambiti sociali di particolare rilevanza: dal rafforzamento delle azioni di pronto soccorso della protezione civile, alla realizzazione di una cucina mobile per la distribuzione di pasti durante le emergenze, a servizi di consulenza e assistenza psicologica rivolti a donne vittime di abusi, a iniziative per favorire l’autonomia delle persone disabili, a interventi per la prevenzione e il monitoraggio del rischio idrogeologico e degli incendi, a servizi per persone in difficoltà economica e sociale - immigrati e anziani - come l’assistenza socio-sanitaria e domiciliare e la distribuzione di generi alimentari.
Attraverso lo stesso Bando sono state selezionate 9 iniziative promosse da “reti nazionali” di volontariato, per una erogazione di oltre 800 mila euro, con l’obiettivo di accrescerne l’impatto sociale sul territorio con attività finalizzate al coordinamento, rafforzamento e sviluppo nelle comunità di riferimento di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Considerando le due precedenti edizioni del Bando, la Fondazione CON IL SUD ha erogato complessivamente oltre 16 milioni di euro per sostenere circa 280 programmi e reti di volontariato nelle regioni meridionali.Il divario vero tra Nord e Sud non è tanto o solo divario di reddito, di Pil – dichiara Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD - ma di condizioni di vita, di diritti e di opportunità. In quest’ottica, immaginare lo sviluppo è possibile se si parte dal sociale. Pochi giorni fa a Milano abbiamo organizzato una manifestazione per condividere idee e interventi concreti avviati al Sud sui temi dello sviluppo sostenibile. E’ emersa una linea del cambiamento che passa proprio dalla capacità delle comunità locali di fare rete, di innovare e generare opportunità. Il volontariato è un pezzo importante di questo processo, che risponde ad un modo diverso di approcciarsi allo sviluppo del Sud, facendo leva sulle responsabilità e sulla volontà di cambiamento di un territorio. Per questo la Fondazione CON IL SUD accanto ai progetti esemplari e alle fondazioni di comunità ha deciso di dotarsi di uno strumento specifico per il volontariato, che possa mettere in condizioni le associazioni di stringere legami più forti tra loro e di implementare le proprie azioni di prossimità, incidendo maggiormente sul territorio ed evitando di dover “inventare” un progetto per accedere ai finanziamenti.
Un importante supporto alle associazioni partecipanti al bando è stato offerto dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV.net) e dai CSV del Mezzogiorno per attività gratuite di orientamento e accompagnamento nella redazione del programma di sostegno; mentre le reti beneficiarie del finanziamento del bando potranno contare anche sul supporto dei CSV per gli aspetti gestionali e di rendicontazione.
Oggi il volontariato è una componente strutturale del nostro Paese sia per il numero di organizzazioni presenti sul territorio (oltre 35 mila) che per quello delle persone che vi operano con gratuità e fini di solidarietà (oltre 1 milione). Una presenza che, tuttavia, è maggiore nelle regioni settentrionali e centrali che in quelle meridionali, dove troviamo il 28,1% delle Organizzazioni di Volontariato e il 23,5% dei volontari complessivi (Rilevazione Feo-Fivol 2006). I settori in cui si concentra maggiormente la loro attività sono quello socio-assistenziale (47%), sanitario (22,2%) e della promozione della donazione del sangue e di organi (16,4%). In crescita l’impegno nell’ambito della partecipazione civica, soprattutto dell’educazione e della formazione, della protezione civile, della tutela e promozione dei diritti e della cultura. Un’attività che la maggior parte dei volontari svolge in modo continuativo o sistematico e che ha un significativo valore sociale e impatto economico. Beneficiari degli interventi sono soprattutto le persone con problemi di salute (37,6%), i minori e i giovani (33%), gli anziani, anche non autosufficienti, e chi è in stato di bisogno, anche momentaneo.

Esiti reti locali

Esiti reti nazionali

martedì 23 settembre 2014

D'Andrea Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza a Palermo

Il Comune di Palermo ha nominato Lino D'Andrea come garante per l'infanzia e l'adolescenza. Si tratta di una scelta che riconosce anche il ruolo fondamentale del volontariato. Apprezzamento e felicitazioni da parte del presidente del CeSVoP.
Già presidente nazionale di Arciragazzi e componente dell'Osservatorio Nazionale sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, D'Andrea rappresenta una delle figure più significative del volontariato palermitano e siciliano.
Il presidente del CeSVoP, Ferdinando Siringo, esprimendo grande apprezzamento per la scelta, dice: «Auguro buon lavoro a Lino, di cui ben conosco qualità e competenze maturate in 30 anni di impegno volontario sul campo, e mi felicito per il ruolo importante che potrà avere in favore di bambine, bambini, ragazze e ragazzi del capoluogo siciliano».

sabato 6 settembre 2014

Dall'annuncio di Biagio Conte alla mobilitazione di chi chiede al missionario laico di non mollare

A Palermo Biagio Conte è sinonimo di solidarietà e di attenzione agli ultimi, in particolare senza fissa dimora, immigrati, alcolisti, persone sole. Il missionario laico nei giorni scorsi ha annunciato la sua intenzione di lasciare tutto, perché stanco dell'indifferenza di chi, per legge, dovrebbe garantire i diritti di tutti e, specialmente, dei meno tutelati. In questo articolo del Giornale di Sicilia del 6 settembre, i dettagli della vicenda, le storie personali e le reazioni dell'opinione pubblica (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, l'appello di don Ciotti

Il Giornale di Sicilia del 5 settembre riporta l'appello lanciato da don Ciotti per sbloccare i meccanismi burocratici che rendono difficoltoso il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata (clicca sull'immagine per ingrandirla).

giovedì 4 settembre 2014

Verso il Benessere Biopsicofisico, il 10 settembre convegno a Palermo


Tracciare strategie e individuare percorsi comuni per la prevenzione del suicidio è l’obiettivo del Convegno nazionale «Verso il Benessere Biopsicofisico» che si svolge a Palermo il 10 settembre 2014 a partire dalle ore 9 nell’Aula Ascoli del Policlinico.
In occasione della Giornata dedicata al tema, si rinnova il consueto appuntamento dell’associazione AFIPreS «Marco Saura» onlus che quest’anno affronta le questioni riguardanti il benessere biopsicofisico. Tecnici, psicologi, psicoterapeuti, si confronteranno con i volontari delle associazioni che operano nell'ambito del disagio psichico al fine di diffondere conoscenze ed esperienze di lavoro in questo delicato ambito socio-sanitario. Nel dettaglio, lo scopo è promuovere non solo una corretta cultura della prevenzione e degli interventi in condizioni di crisi, ma anche sviluppare un dibattito ampio e libero che favorisca il superamento dello stigma e del pregiudizio che accompagna un certo tipo di disagio sui temi del suicidio e del tentato suicidio. Oltre ai temi importanti della prevenzione delle condotte suicidarie in ambito ospedaliero, questo XVII Convegno offrirà numerosi contributi che spazieranno dai fattori di rischio socio-culturale nella società attuale, ai suicidi in ambito militare, dagli aspetti protettivi di ordine spirituale, agli interventi in condizione di crisi, dal lavoro di rete e al coinvolgimento delle famiglie alla specificità del disagio adolescenziali.
Interverranno fra gli altri: Amedeo Claudio Casiglia, responsabile UO Risk Management dell’ASP Palermo; Viviana Cutaia, psicologo coordinatore HelpLine Telefono Giallo; Michele Ferdico, responsabile UOC di Psichiatria di Corleone; Antonio Francomano, ricercatore psichiatra dell’Università di Palermo; Carlo Roberto Gambino, referente aziendale progettazione dell’ASP Palermo; Rosa Maria Iannitto, direttore UOSD di Psicologia clinica ARNAS Ospedale Civico Di Cristina Benfratelli Palermo; Michele Inguglia, dirigente medico di Psichiatria dell’ASP Palermo; Daniele La Barbera, direttore della UO di Psichiatria dell’AUOP «Paolo Giaccone» di Palermo; Rodolfo Papa, Accademico ordinario della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon; Giovanna Perricone, professore associato di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e di Psicologia pediatrica Università di Palermo; Salvatore Varia, direttore Modulo 5 DSM ASP Palermo; Enza Zarcone, vicepresidente Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia.

PROGRAMMA DETTAGLIATO

sabato 23 agosto 2014

Una cena per i poveri a Palermo

L'associazione il Genio di Palermo, in collaborazione con la chiesa evangelica Shalom, promuove una cena a favore dei poveri. L'iniziativa si svolge il 27 agosto 2014 alle ore 18 nei locali di via Corradino di Svevia, 8 (traversa di via Eugenio l'Emiro a Palermo).
«Non vogliamo sostituirci a nessun altro ente religioso - dichiara il pastore Francesco Conigliaro -, ma essere un ulteriore punto di riferimento per i bisognosi della nostra città». «In un momento di crisi come quello che sta vivendo Palermo - aggiunge Stefano Drago, presidente dell'associazione Il Genio di Palermo -, è importantissimo dar seguito a queste iniziative di beneficenza. Ed è proprio per questo che la nostra associazione ha scelto di affiancare la chiesa evangelica in questo cammino e, infine, ringraziamo per la loro attiva collaborazione: i panifici "Arte bianca" di via Trasselli, "Scalavino" di corso Calatafimi, "Argante" di via Pindemonte; e l'azienda "Scalici detersivi" di corso Calatafimi 220 a Palermo.

venerdì 22 agosto 2014

A Caltanissetta, un servizio di consulenza e sostegno psicologico ai familiari dei malati di Alzheimer


Presso lo sportello operativo dell'associazione Comitato Familiari Alzheimer di Caltanissetta (viale Luigi Monaco, 109 nella RSA dove riceve il Dr. Cumbo), è operativo un servizio di consulenza e sostegno psicologico (anche domiciliare su richiesta) rivolto ai familiari degli ammalati di Alzheimer e a chiunque ne facesse richiesta anche per altre condizioni di disagio. Il servizio esteso a tutti i cittadini, è diretto dalla d.ssa Jenny Vendra Psicologo e Psicoterapeuta della famiglia, in forma esclusivamente gratuita.

A Palermo arriva il bando per il contributo affitto

Un aiuto a chi non può sostenere l'affitto della propria casa. Arriva dal Comune di Palermo. Sintesi del bando, aspettative, problemi e requisiti nell'articolo del Giornale di Sicilia del 22 agosto 2014 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

lunedì 18 agosto 2014

“Giochiamo tutti”, arriva il marchio della Fish

Un progetto di inclusione sociale diventa un marchio registrato: accade a “Giochiamo tutti”, la campagna lanciata nel 2010 da Fish (Federazione italiana superamento handicap), con lo scopo di promuovere la realizzazione di aree gioco accessibili e fruibili da tutti i bambini. Oggi, quel progetto è diventato vero e proprio marchio, a disposizione delle amministrazioni comunali che vogliono aderire al progetto e contribuire a costruire una società più inclusiva.
“Negli ultimi trent’anni – spiegano i promotori - la qualità della vita dei bambini con disabilità ha fatto enormi passi in avanti in Italia. Nel giro di una generazione siamo passati da una situazione sostanzialmente istituzionalizzante ad una condizione di inclusione in molti ambiti ordinari della vita. Ma può ancora capitare che i bambini, in particolare con grave disabilità, rischino diverse forme di istituzionalizzazione, o passino più ore fuori dalla classe che insieme ai propri compagni, oppure non possano giocare con i loro coetanei nei cortili o nei ‘parchetti’ sotto casa o vicino scuola”.
L’area gioco diventa allora “luogo simbolico e strategico – spiega la Fish - per costruire insieme il pieno ‘rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa’ (Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità), in un contesto informale e ludico, con il gioco come collante per una cultura inclusiva sia per i bambini che per gli adulti”. (fonte Redattore Sociale)

Alla ricerca di eroi umanitari. 19 agosto: World humanitarian day

Dal 2008 il 19 agosto si celebra il World Humanitarian Day, giornata designata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per rendere omaggio agli operatori umanitari impegnati nel sostegno alle popolazioni bisognose e sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore e, a volte, la pericolosità del loro lavoro. Si pensi alle 22 vittime dell’attentato agli uffici Onu di Baghdad, che persero la vita il 19 agosto 2003.
“Il mondo ha bisogno di eroi umanitari”: questo è il tema dell’edizione di quest’anno, che ha sostenuto un’articolata campagna di promozione mediatica per accrescere la rilevanza delle celebrazioni in Europa, anche grazie alla collaborazione del Dipartimento per gli Aiuti umanitari e la Protezione civile della Commissione europea (Echo).
Le Nazioni unite hanno inteso mettere l’accento sull’azione degli operatori umanitari attraverso la produzione della serie Voices from the Field (sotto puoi vedere il trailer), realizzata da Ocha. Al fine di coinvolgere maggiormente le nuove generazioni attraverso l’utilizzo dei principali social media, dove è possibile condividere il messaggio del World Humanitarian Day, è stata creata una piattaforma digitale Messengers of Humanity, dove sarà anche possibile vedere e votare il video ufficiale delle celebrazioni del Whd, One Voice, nominato agli Mtv Music Video Award nella categoria Best Video with a Social Message (fonte Redattore Sociale).

venerdì 15 agosto 2014

Stelle, rapaci e musica all'Eremo di San Felice

Come ogni mezza estate, si rinnova l'appuntamento organizzato dall'associazione Amici dell'Eremo di San Felice che animano la piccola struttura al centro dell'area naturalistica di Monte Cane e Pizzo Trigna a Trabia (PA). Per la decima edizione di "Sotto lo stesso cielo", l'Eremo il 16 agosto ospita i visitatori che vogliono godersi le "stelle cadenti", la natura e tanta buona musica. Qui sotto la breve del Giornale di Sicilia del 15 agosto che descrive l'edizione 2014 dell'evento (clicca sull'immagine per ingrandirla).

mercoledì 6 agosto 2014

Riforma Terzo settore, ecco il testo della legge delega varato dal Governo Renzi

Riportiamo il testo integrale del lancio del 6 agosto 2014 dell'agenzia di stampa Redattore Sociale che racconta la presentazione e i contenuti del disegno di legge delega per la riforma del Terzo settore:

"Terzo settore, la riforma prende il via: associazioni soddisfatte, con riserva
Presentato il testo del ddl delega. Stanziati 50 milioni per le imprese sociali, sulle altre partite rinvio alla legge di stabilità. Perplessità sul cinque per mille: non sparisce il tetto di spesa. Poletti: “E’ una grande riforma”. Barbieri: "Schema buono, daremo battaglia per i fondi"
06 agosto 2014
ROMA – Il testo era stato approvato il 10 luglio scorso dal Consiglio dei ministri ma ci sono voluti più di 25 giorni per poterlo leggere: compie finalmente il primo passo ufficiale la riforma del terzo settore che può ora approdare in Parlamento con il disegno di legge delega che – una volta approvato - darà al governo il compito di mettere mano alla normativa all’insegna della semplificazione, della trasparenza e del riordino complessivo del sistema. Il documento è stato presentato in conferenza stampa dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti e dal suo sottosegretario Luigi Bobba.
Con sette articoli il testo di legge “delega al governo per la riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale” prevede – fra le altre cose - che il governo semplifichi l’iter di riconoscimento giuridico delle associazioni, istituisca un registro unico delle organizzazioni del terzo settore, produca una semplificazione della legislazione fiscale, definendo i vantaggi, fissando l’esatta nozione di “ente non commerciale”, razionalizzi deduzioni e detrazioni dal reddito, riformi in modo strutturale il cinque per mille. Sul quale, però, rimane l’incubo del “tetto” massimo di spesa, che l’intero mondo del non profit vorrebbe fosse abolito ma che è espressamente previsto dal testo.
Sul servizio civile, nessuna cifra indicata ma la conferma, da parte di Poletti e Bobba, dell’obiettivo di raggiungere quota 100 mila giovani nel 2017. Fra fine 2014 e inizio 2015 partiranno 35 mila giovani, la determinazione dei contingenti per il resto del 2015 e tutto il 2016 è rinviato ai decreti attuativi. Con quali risorse? Quelle che non frattempo si saranno reperite all’interno della legge di stabilità 2015. Nella quale, prevede il ddl delega, potranno essere indicate anche le cifre destinate al cinque per mille. Quel che è certo, al momento, è che il ddl delega prevede che il servizio civile universale sia destinato ai giovani fra i 18 e i 28 anni, con possibilità di durata variabile (si parla di un periodo fra i 6 e i 12 mesi, ma il testo non lo specifica espressamente) e di svolgerne una parte in uno dei paesi dell’Unione europea. Nessuna presa di posizione sull’apertura agli stranieri, il testo delega presentato dal governo non lo prevede e non lo esclude. Fra le altre norme, anche la revisione e la promozione del sistema dei Centri di servizio per il volontariato. Quanto alle risorse, infine, il testo di legge delega individua la cifra di 50 milioni di euro, che vengono destinati all’istituzione di un fondo rotativo destinato a finanziare a condizioni agevolate gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali effettuati dalle imprese sociali.
POLETTI - “I soggetti di questo mondo sono stati vissuti come quelli che arrivano quando lo Stato non ce la fa e il mercato non ha niente da guadagnarci: arrivano i buoni che suppliscono e si occupano del bene sociale: questa logica è sbagliata perché i protagonisti della società non sono lo Stato e il mercato, vengono prima le persone. Ed è necessario che le norme ne tengano conto”. Per Poletti è fondamentale muoversi nell’ottica di “politiche attive” che non si limitino a trasferimenti monetari ma che favoriscano progetti individualizzati. “La riforma del terzo settore è costitutiva della nostra idea di società e di economia e va di pari passo con tutte le altre grandi riforme che il governo Renzi sta portando avanti, partendo dal riconoscimento sostanziale del ruolo che ricopre la capacità di auto-organizzarsi dei cittadini”.
BOBBA - “Non di solo Pil vive una società, il cuore di questa riforma è quello di favorire la libera iniziativa dei cittadini ad associarsi per perseguire finalità di interesse generale”. E’ questo il cuore della riforma per il sottosegretario che ha seguito l’iter fin dal primo momento e ha curato una consultazione pubblica alla quale hanno risposto 1016 soggetti, con netta prevalenza di organizzazioni del Terzo settore (37%) e singoli cittadini9 (38%). “Speriamo che il Parlamento entro il 2014 possa approvare il testo di legge delega – dice Bobba – ma nel frattempo lavoreremo già su alcuni temi che sono ad uno stadio avanzato: il servizio civile, il cinque per mille, le imprese sociali. Ci portiamo avanti con il lavoro in modo da poter rendere operative le norme nel corso del 2015”.
LE REAZIONI – “Si tratta di un buon testo di cui siamo complessivamente soddisfatti, per l'articolazione e la complessità dell'articolato, che abbraccia tutta la normativa del terzo settore e che ha saldi ancoraggi costituzionali, solidaristici e si pone in una prospettiva di riduzione delle disuguaglianze”. Così Pietro Barbieri, portavoce del Forum nazionale del terzo settore, che mette in evidenza però anche alcune criticità come il tetto ancora previsto per il 5 per mille. La battaglia si sposta ora da un lato sull’esame del ddl da parte del Parlamento e dall’altro sulla legge di stabilità: “Era già terreno di lavoro per povertà, non autosufficienza e politiche sociale, lo sarà, ora, anche per il servizio civile, per il 5 per mille e la fiscalità di vantaggio per il terzo settore”. Per Giuseppe Guerini, portavoce dell’Alleanza delle cooperative sociali e presidente di Federsolidarietà Confcooperative, “erano anni che attendevamo questa cornice che, per la prima volta, ci colloca nel cuore di un progetto di riforma”. E invita il Parlamento ad approvare “al più presto” il disegno di legge. Per la Fish "era necessario fissare nuovi criteri che consentano di premiare e incentivare un settore straordinariamente dinamico, ma anche di fissare regole di trasparenza a garanzia dei singoli e della collettività”. Ma il presidente Vincenzo Falabella auspica che alcuni elementi siano aggiustati in sede di discussione parlamentare, "uno fra tutti la ambigua e un po’ inquietante indicazione di ‘razionalizzare le categorie di lavoratori svantaggiati’ a proposito delle imprese sociali”. "Si apre ora una nuova fase normativa che, insieme al mondo del volontariato e di tutto il terzo settore, seguiremo con molta attenzione e in tutte le sue parti”. E' il commento di Stefano Tabò, presidente di Csvnet, Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato (Csv). (ska)"

I COMMENTI E LE REAZIONI:

CSVNET: “Il DDL di Riforma del Terzo Settore, nel quadro più generale della pre-visione, conferma letteralmente le anticipazioni riguardanti i Centri di Servizio per il Volontariato, che avevamo già commentato positivamente.
Si apre ora una nuova fase normativa che, insieme al mondo del volontariato e di tutto il terzo settore, seguiremo con molta attenzione e in tutte le sue parti – continua Tabò -.
Non si tratta certo di attendere ma, semmai, di intensificare l’impegno e l’interlocuzione politica sulla base del contenuto del DDL stesso. Il futuro dei Centri di Servizio, dopo questa importante conferma, appartiene ancora di più alla capacità di fare rete delle nostre organizzazioni.
In questo periodo di scarsità, le risorse che la legge 266/91 assicura, sia pure in costante e significato calo, al sistema dei Centri di Servizio, tramite le Fondazioni di origine bancaria, rappresentano una grande opportunità per la promozione del volontariato stesso e per il suo supporto in questo periodo di cambiamento.
CSVnet è pronto a mettere a disposizione del legislatore tutta l’esperienza maturata in questi anni per entrare nello specifico della previsione del Decreto: “revisione e promozione del sistema dei Centri di servizio per il volontariato, e riordino delle modalità di riconoscimento e controllo degli stessi”. Anche noi – conclude Tabò -vogliamo investire sul futuro, valorizzando al massimo il patrimonio rappresentato dai nostri Centri di servizio, capillarmente diffusi in tutto il territorio nazionale".

FISH, ALLEANZA DELLE COOPERATIVE, FORUM DEL TERZO SETTORE