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lunedì 19 settembre 2016

Chi rappresenta il volontariato? Il MoVI propone di riaprire l’Autoconvocazione

Nel momento in cui, all'interno del Terzo Settore, sembra saltato il dialogo sui nodi della riforma legislativa in corso, il MoVI rilancia lo spirito dell'autoconvocazione del volontariato, chiedendo di organizzare incontri nelle regioni per confrontarsi sul ruolo specifico del volontariato oggi nel promuovere cittadinanza attiva e impegno per i beni comuni.
Questo il messaggio del comunicato che il MoVI ha scritto riflettendo sulla chiusura dell'autoconvocazione che doveva essere lo strumento per fare sintesi di riflessioni e idee del mondo del volontariato italiano.
“Siamo preoccupati di quanto sta accadendo nel mondo della solidarietà organizzata intorno alla riforma della normativa del terzo settore. Ci chiediamo, al di là del lavoro di lobbying di singole categorie che mirano a realizzare obiettivi particolari, chi possa oggi rappresentare davvero il mondo del volontariato” Così apre il comunicato.
Il MoVI sottolinea che il volontariato è azione a favore di terzi, con attenzione all'interesse generale e proprio questa “libertà” di azione, lontana dalla difesa di interessi stabili e specifici, ha permesso storicamente al volontariato di rappresentare le istanze e i diritti dei cittadini più fragili e di impegnarsi per il Bene Comune. Compito che il volontariato svolge più facilmente di altre realtà del Terzo Settore.
Il comunicato evidenzia che il testo della legge di riforma riconferma questa specificità, precisando che l'armonizzazione delle normative va fatta "riconoscendo e favorendo, all'interno del Terzo settore, le tutele dello status di volontario e la specificità delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266" (art 5.1.a) e che deve essere prevista, negli Enti che gestiranno i Centri Servizi Volontariato, "l'attribuzione della maggioranza assoluta dei voti nell'assemblea alle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266". Secondo il MoVI va sottolineato che questo non vuol dire accordare un privilegio alle organizzazioni di volontariato ma piuttosto è un modo per riconoscere la loro specifica e diversa natura e il diverso ruolo civile, per la promozione di una solidarietà diffusa e come serbatoio che alimenta un impegno civile di tutti. Da ciò discende che il volontariato è chiamato a giocare un ruolo importante di garanzia dell'interesse generale. Al contrario non è corretto, afferma il MoVI, che altre realtà del Terzo Settore siano chiamate a rappresentare il volontariato, solo perché al loro interno operano alcuni volontari.
Rappresentare il Terzo Settore e il volontariato richiede una costante impegno per il dialogo e per l'inclusione di tutte le voci. Secondo il MoVI, una rappresentanza che esclude e si divide, per difendere interessi parziali, non è adeguata, deve essere profondamente ripensata.
In merito alla scrittura dei Decreti Delegati, al Governo il MoVI richiede, come espressione istituzionale "sopra le parti", di costruire un percorso trasparente e competente, coinvolgendo di volta in volta chi può portare contributi utili e significativi ed evitando accordi al ribasso con questa o quella parte.
Il MoVI ritiene necessario prepararsi al futuro rilanciando le tante esperienze straordinarie che sono in cammino dal basso nel paese e propone di riprendere il confronto e di far ripartire l’Autoconvocazione del Volontariato promuovendo insieme a tutte le realtà e reti del volontariato disponibili, a partire dall’autunno, incontri aperti nei territori nei quali dialogare e nutrire la speranza di legami solidali e democratici per il paese.

Il comunicato completo sul sito http://www.movinazionale.it
Per informazioni: 0432 943002 - movita@movinazionale.it

mercoledì 4 maggio 2016

Lettera aperta del MoVI nazionale sull'autoconvocazione del volontariato a Lucca

Il MoVI nazionale ha diffuso la seguente lettera.


Autoconvocazione del Volontariato nazionale: un'occasione persa per il volontariato italiano
Lettera aperta al volontariato Italiano
Il Movimento di Volontariato Italiano (MoVI), esprime delusione per l'interruzione del percorso dell'autoconvocazione del volontariato italiano, decretata senza che si sia raggiunto lo scopo per cui era stata avviata.
Avviata con un primo incontro il 9 maggio 2015 alla presenza di oltre 300 rappresentanti di organizzazioni italiane di volontariato, l'autoconvocazione è stata chiusa dal Comitato incaricato di coordinarne i lavori, pochi giorni prima del Festival del Volontariato di Lucca dello scorso aprile.
Dopo anni di assenza di una reale attenzione – al di là dei tradizionali riconoscimenti retorici – al volontariato italiano nel dibattito pubblico, l'autoconvocazione era stata pensata come un modo per ritrovarci e capire insieme dove stiamo andando, per condividere un'elaborazione culturale e far sentire il nostro punto di vista, anche in occasione del processo di riforma della normativa del Terzo Settore avviato dal Governo nel 2014 e con l'auspicio di arrivare alla prossima Conferenza Nazionale del Volontariato con un percorso partecipato e significativo.
Molti parlano sul volontariato, si fanno ricerche e convegni, esponenti del terzo settore suggeriscono linee e indirizzi su di noi, ma senza di noi: il volontariato non è riuscito ad esprimere una sintesi e proporre il proprio punto di vista, trovando nuovo slancio e ripensando la propria presenza e il proprio ruolo in questo delicato momento di cambiamenti sociali.
Il dibattito avviato dal governo, come naturale che sia, ha evidenziato punti di vista diversi su questioni importanti come la gratuità, il rapporto con altre realtà del no-profit o sul ruolo dei Centri Servizi per il Volontariato, con proposte di allentare il rigore della legislazione attuale o ipotesi di superamento di una legislazione di favore per le organizzazioni di soli volontari.
Invece di promuovere un ampio confronto tra volontari, che avrebbe permesso di costruire un'interlocuzione forte e partecipata con il legislatore, si è preferito presentarsi in ordine sparso, cercando ognuno di portare acqua al proprio mulino, svalorizzando nei fatti le rappresentanze del volontariato italiano.
Crediamo che quanto accaduto rappresenti un occasione persa dal volontariato, evidenziando il momento di crisi che sta attraversando anche il nostro sistema di rappresentanza nazionale e la sua grave incongruenza e debolezza.
Crisi che ci interroga e ci impegna, come MoVI e come volontari, a mobilitarci per rilanciare i nostri valori e ribadire la vera natura della nostra presenza anche in vista della prossima approvazione della legge delega per la riforma della normativa del Terzo Settore e del conseguente avvio della fase di scrittura dei decreti delegati.
Ci impegna a costruire spazi e modalità per far sentire la voce del volontariato Italiano e dei cittadini solidali che desiderano attivarsi nell'interesse generale per contribuire alla gestione dei beni comuni e al rilancio di una sana e virtuosa dinamica democratica partecipativa nello spirito della nostra Costituzione.

giovedì 17 marzo 2016

Il Volontariato che dà energia. Incontri provinciali di riflessione e avvio programmazione

Si svolgono in tutte le province della Sicilia. Per quel che riguarda il CeSVoP gli appuntamenti sono a Trapani il 19 marzo, a Caltanissetta l'1 aprile, ad Agrigento il 4 aprile a a Palermo l'8 aprile. Tutti gli incontri sono dalle ore 9,30 alle 17. Qui sotto i luoghi e gli altri dettagli nella lettera di invito della presidente del CeSVoP, Giuditta Petrillo.

Care e cari Presidenti delle Organizzazioni di Volontariato della Sicilia occidentale,

dopo l'esperienza nel 2015 che nei territori della Sicilia occidentale ci ha portato ad ampliare le "alleanze" e ad incrociare le nostre strade con quelle di istituzioni, enti locali e realtà sociali alla riscoperta dei beni comuni e di nuovi percorsi di inclusione sociale e partecipazione, è tempo di dare continuità e più forza al percorso. Possiamo partire dai risultati rilevanti che abbiamo ottenuto: il miglioramento e potenziamento del coordinamento e della cooperazione fra organizzazioni di volontariato; l'attenzione ai beni comuni e agli strumenti amministrativi che si possono attivare per una gestione e tutela partecipata degli spazi pubblici; l'attivazione di nuove esperienze di Case del Volontariato; progetti e attività di animazione territoriale; percorsi educativi e di sensibilizzazione sulle risorse dei territori e sull'attenzione ai meno tutelati, ecc.

Per dare ulteriori prospettive a tutto questo impegno, volevo invitarvi a degli incontri provinciali nei quali rifletteremo su quale ruolo e impegni assumere come volontari alla luce della situazione "fotografata" dalla recente Ricerca che abbiamo condotto sui bisogni del volontariato siciliano e sulla scorta dei possibili scenari che potrebbero delinearsi con la Riforma del Terzo settore che è in discussione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Tale Riforma ha aperto un ampio dibattito a livello nazionale, tanto da sollecitare una ulteriore autoconvocazione del volontariato italiano che si svolgerà a Lucca, nell'ambito del Festival del Volontariato, dal 14 al 17 aprile 2016. In particolare, fra i temi posti in questione dal disegno di legge delega vi sono anche: le modalità e le forme di rappresentanza del volontariato; i rapporti all'interno del Terzo settore; i meccanismi di finanziamento del volontariato stabiliti dalla legge 266/91; il sistema e il ruolo dei Centri di Servizio per il Volontariato.

Dentro tale cornice si intrecciano, dunque, orizzonti e problematiche inedite. Per questo, negli incontri provinciali che il CeSVoP vi propone, dovremo affrontare importanti domande: quali forme sta assumendo il volontariato nelle nostre realtà? Che sfide dovranno affrontare le OdV? Come reinterpretare l'intuizione del CeSVoP di garantire alle OdV le delegazioni territoriali, come "luoghi" di confronto e progettazione comune? Quali coordinate operative seguire in continuità con la programmazione sin qui svolta, sia a livello distrettuale che interdistrettuale? Quali strumenti di coordinamento fra le OdV? Quali spazi creare per forme di nuova socialità e solidarietà, di partecipazione e integrazione sociale, di crescita della consapevolezza dei diritti?

Si tratta di interrogativi di non poco conto e a cui tenteremo di dare risposte nel corso degli incontri che si terranno:

- il 19 marzo 2016 con le OdV della provincia di Trapani, presso Oratorio Salesiano in Via G.B. Fardella 28, Trapani (MAPPA), dalle ore 9,30 alle 17;
- l'1 aprile 2016 con le OdV della provincia di Caltanissetta, presso la Casa del Volontariato e delle Culture, via Xiboli 310, Caltanissetta (MAPPA), dalle ore 9,30 alle 17;
- il 4 aprile 2016 con le OdV della provincia di Agrigento, presso la Sezione esterna della Biblioteca comunale Santo Spirito al Centro civico commerciale, Via Fontanelle 33, Fontanelle-Agrigento (MAPPA)
, dalle ore 9,30 alle 17;
- l'8 aprile 2016 con le OdV della provincia di Palermo, presso l'Opera Pia Santa Lucia, Via Principe di Belmonte 105, Palermo (MAPPA), dalle ore 9,30 alle 17.

In attesa di vederci negli incontri suindicati, vi porgo i miei più cordiali saluti.

Giuditta Petrillo, presidente del CeSVoP

martedì 30 giugno 2015

L'autoconvocazione del volontariato in pillole

Per conoscere in sintesi i dettagli dell'incontro svoltosi a Roma lo scorso 9 maggio 2015, il sito di CSVnet (Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) propone vari link che riportano filmati e documenti dell'evento. Per entrare nella pagina dedicata all'autoconvocazione del volontariato CLICCA QUI.

mercoledì 22 aprile 2015

Presentata a Roma l'autoconvocazione del volontariato italiano. Si comincia il 9 maggio

“Siamo qui per presentare un evento straordinario nella storia del volontariato italiano che sta attraversando, come il Paese, una fase storica complicata.” Così ha esordito Pietro Barbieri, Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, presentando l’iniziativa di auto convocazione che, a partire dall’evento del 9 maggio a Roma, proseguirà in un percorso articolato, e in costruzione, almeno fino al 5 dicembre 2015, Giornata internazionale del Volontariato.
La crisi economica, sociale, culturale e politica che investe il Paese richiama alla necessità ed al protagonismo del vasto mondo della solidarietà che raccoglie 4,5 milioni volontari ed esprime centinaia di migliaia di organizzazioni. “L’auto convocazione - ha proseguito Barbieri - vuole rappresentare un momento di impatto, un’espressione forte di quello che il volontariato vuole essere in questa fase storica. Per questo non è pensato come una sola giornata, ma come un percorso partecipato che consentirà al volontariato di essere protagonista, di esprimersi e di proporre la propria agenda. Crediamo di essere ora nel momento giusto per la realizzazione di questo percorso”.
"La proposta di legge uscita dalla Camera non tiene in alcun conto valori, richieste e proposte del volontariato organizzato" ha evidenziato Emma Cavallaro presidente della ConVol aggiungendo "Siamo stati auditi ma non siamo stati ascoltati. La Convenzione delle Nazioni Unite sulla discriminazione delle persone con disabilità si intitola «Niente su di noi senza di noi», un forte messaggio che ben rappresenta i sentimenti del volontariato organizzato. Ci sembra che il welfare si stia trasformando in un investimento su qualcuno che potrà contribuire al sistema produttivo e quindi non sia più tutela dei diritti delle persone più fragili".
“Vogliamo dare voce al volontariato, una realtà diffusa in tutto il Paese in modo eterogeneo ma capace di esprimere valori condivisi come il dono, la gratuità, la partecipazione e la responsabilità che sono il presupposto su cui costruire l’Italia che verrà. - ha dichiarato Stefano Tabò, presidente di CSVnet. Nella Riforma del Terzo Settore abbiamo visto evaporare il principio di sussidiarietà nella gestione dei Centri di Servizio; chiediamo che venga riconosciuta l’identità e l’autonomia del Volontariato, non solo la sua capacità di rispondere operativamente ai bisogni sociali”.
“Il 9 maggio - ha affermato Enzo Costa, Coordinatore della consulta del volontariato presso il Forum - il volontariato italiano alzerà la voce per dire le sue ragioni, che poi si traducono in ‘valori’, dal momento che sinora la politica italiana non lo ha fatto. Noi crediamo che il volontariato, che coinvolge milioni di cittadini, sia una pratica storica diffusa in tutto il Paese, e in quanto tale, un grandissimo patrimonio da sostenere e valorizzare. Il 9 maggio lanceremo un segnale, avremo una rappresentanza con molte facce e molte voci per dare espressione a questo Paese”.
L'auto convocazione del volontariato italiano è promossa da Forum Nazionale del Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il volontariato (CSVnet), Conferenza permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato (ConVol), Caritas Italiana e Centro Nazionale Volontariato (CNV).
L’appuntamento è per il 9 maggio, dalle ore 10.00 alle 17.00 presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, Università di Roma (via Salaria 113).‎

Clicca qui per scaricare il documento “Il Volontariato italiano si auto convoca”

martedì 21 aprile 2015

9 maggio, a Roma autoconvocazione del volontariato

L'iniziativa lanciata da CSVnet, Convol, Forum del Terzo settore, Caritas Italiana, Centro Nazionale per il Volontariato punta a evidenziare il ruolo fondamentale del volontariato nel sistema Italia. Qui sotto la nota di convocazione della conferenza stampa di presentazione (clicca sull'immagine per ingrandirla).

venerdì 5 dicembre 2014

Lanciato il percorso per l’Autoconvocazione del Volontariato

In occasione della Giornata Internazionale del Volontariato viene lanciato un percorso che porterà nella prossima primavera all’Autoconvocazione del Volontariato italiano.
L’iniziativa è promossa dal Forum Nazionale del Terzo Settore, la Consulta del Volontariato presso il Forum, CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato e ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni Federazioni e Reti di Volontariato ed intende coinvolgere, attraverso decine di migliaia di organizzazioni presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, i milioni di cittadini attivi che ogni giorno operano per il bene comune, attraverso il loro agire volontario, creando occasioni di partecipazione e promozione umana e sociale. Un impegno concreto che contribuisce a fornire risposte e tutela dei diritti delle persone più fragili anticipandone spesso i bisogni.
“Constatiamo - dichiara Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – che nel DDL di riforma del Terzo Settore proprio il volontariato pare messo ai margini a vantaggio di altri strumenti che oggi paiono più attraenti.”
“Con tale iniziativa – aggiunge Enzo Costa, coordinatore della Consulta del Volontariato presso il Forum - desideriamo rimettere al centro dell’agenda politica la necessità di valorizzare tale patrimonio nazionale, creando condizioni che ne liberino ulteriormente le grandi energie.”
“È il momento di dare voce al volontariato italiano, coinvolgendo le sue numerose organizzazioni: le più grandi così come le più piccole” – commenta Stefano Tabò, presidente di CSVnet. “È loro dovere esprimersi per ciò che fanno quotidianamente e, prima ancora, per ciò che sono e, insieme, rappresentano per il nostro Paese”.
“Abbiamo sempre vissuto il 5 dicembre come una giornata di impegno anziché di celebrazione – dichiara Emma Cavallaro, Presidente di ConVol - ancor più quest’anno in cui vediamo i più deboli fatti oggetto di scandalose e intollerabili speculazioni. L’autoconvocazione del Volontariato italiano sarà occasione per rilanciarne i valori fondanti come la gratuità, il ruolo politico e quello di advocacy” (fonte ufficio stampa CSVnet).