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mercoledì 5 ottobre 2016

Diciamo pane al pane e vino al vino, una riflessione sulla riforma del Terzo settore da parte del MoVI nazionale

Dal numero 3-2016 della newsletter "Movità" del MoVI nazionale, proponiamo l'editoriale.

Il 6 giugno 2016 è una data importante, perché quel giorno la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la legge 106 che affida al Governo “la delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per
la disciplina del servizio civile universale”. C’è quasi un anno di tempo per l’adozione dei decreti sui vari e diversi ambiti. Un moderato ottimismo è quindi giustificato.
Quella data potrebbe addirittura diventare “storica” se si riuscirà a dissipare dubbi e perplessità che ancora permangono, perché a scorrere il testo non si trova chiarezza nella definizione di due realtà
sorelle, e proprio perché sorelle portatrici di caratteristiche proprie e distinte.
Parliamo di impresa sociale e volontariato. Volontariato si coniuga con gratuità, impresa sociale con profitto (certo, a cui gli azionisti rinunciano e che viene reinvestito nell’impresa). Essa infatti non può
evitare di darsi una organizzazione “da impresa”, considerando costi (materiali e di lavoro) e ricavi (tariffe, sia pure ridotte e selettive a seconda dei bisogni), entrate (rimborsi, sostegni, prestiti…) e uscite (forniture, retribuzioni, oneri…), utili o perdite.
Il volontariato invece – a parte alcune indispensabili spese di segreteria o spese vive di servizio (sempre secondo la concezione della sostenibile leggerezza, anche per quella parte impegnata su
fronti particolarmente complessi) – vive soprattutto di mobilitazione e vicinanza personale, in cui i servizi materiali sono un mezzo per esprimere il fine della prossimità solidale. E per questi oneri intervengono soprattutto le quote associative o la beneficienza, o contributi da parte di Enti quando affidano un incarico.
Insomma, una differenza che sarebbe importante ribadire e difendere, perché esprime davvero due realtà e due concezioni che intervengono fianco a fianco, ma con modalità e spirito diverso. Entrambe legittime, eppure non riducibili l’una all’altra. Il volontariato non costa nulla al fruitore, i servizi di un’azienda noprofit costano, magari poco, ma non potranno essere totalmente gratuiti (o li paga il fruitore o il contribuente salvo qualche benefattore). Né la confusione può essere giustificata dall’uso
frequente che l’impresa sociale fa dell’opera di volontari, perché quella circostanza non può basarsi su un calcolo economicistico (“non mi costa nulla”) ma dovrebbe tenere presente la specificità del
volontariato come “presenza umana”, al di là di una semplice “erogazione di servizio”. In altri termini il volontariato non può essere considerato semplicemente “manodopera gratuita” ma impegno
libero per il bene comune in logica personale di solidarietà, anche quando è “organizzato” cioè espresso collettivamente.
Secondo l’esperienza che noi tutti facciamo quotidianamente, il volontario non consegna, ma porge; non fa semplice presenza, ma ascolta-osserva-consiglia-conforta; addirittura sperimenta e inventa; non vende il suo impegno, ma impegna se stesso anche per difendere (advocacy) e prevenire, non solo per “servire” materialmente. C’è ancora tempo per chiarire con il Legislatore le peculiarità del cammino del volontariato, evitando l’errore di appiattirsi su aspetti economici e efficientistici, e recuperando l’ispirazione ideale e culturale della nostra presenza nella società. E’ necessario che il Legislatore interloquisca con realtà più ampie e varie di quanto abbia fatto finora. Non basta l’impresa sociale (Fondazioni, Cooperative, ONG…), perché essa è altra cosa rispetto all’associazionismo di tipo mutualistico (APS) e ancor di più rispetto al volontariato libero, cioè operante a favore dei non iscritti (ODV).
Siamo consci che anche nel volontariato è in corso una benefica evoluzione che tenga conto della necessità di una sempre migliore risposta alle aspettative della società, e contemporaneamente rimaniamo saldi nel rivendicare una presenza e una rappresentanza non mediata da altri. Per questa ragione intendiamo rilanciare la autoconvocazione proposta nel maggio dello scorso anno e abbandonata da alcuni dei nostri compagni di strada nella riforma del Terzo Settore, forse non sufficientemente consapevoli della importanza strategica del volontariato, e del suo significato nella società di oggi e di domani. L’autunno dovrebbe vedere quindi una ripresa della mobilitazione e un rilancio del dialogo ampio per ricostruire legami più solidi di solidarietà nel Paese. E noi sentiamo il dovere di farcene animatori con le forze che si riconoscono in questi valori che poi sono ben configurati nella “carta dei valori del volontariato” che condividiamo.
Piergiorgio Acquaviva 

lunedì 19 settembre 2016

Chi rappresenta il volontariato? Il MoVI propone di riaprire l’Autoconvocazione

Nel momento in cui, all'interno del Terzo Settore, sembra saltato il dialogo sui nodi della riforma legislativa in corso, il MoVI rilancia lo spirito dell'autoconvocazione del volontariato, chiedendo di organizzare incontri nelle regioni per confrontarsi sul ruolo specifico del volontariato oggi nel promuovere cittadinanza attiva e impegno per i beni comuni.
Questo il messaggio del comunicato che il MoVI ha scritto riflettendo sulla chiusura dell'autoconvocazione che doveva essere lo strumento per fare sintesi di riflessioni e idee del mondo del volontariato italiano.
“Siamo preoccupati di quanto sta accadendo nel mondo della solidarietà organizzata intorno alla riforma della normativa del terzo settore. Ci chiediamo, al di là del lavoro di lobbying di singole categorie che mirano a realizzare obiettivi particolari, chi possa oggi rappresentare davvero il mondo del volontariato” Così apre il comunicato.
Il MoVI sottolinea che il volontariato è azione a favore di terzi, con attenzione all'interesse generale e proprio questa “libertà” di azione, lontana dalla difesa di interessi stabili e specifici, ha permesso storicamente al volontariato di rappresentare le istanze e i diritti dei cittadini più fragili e di impegnarsi per il Bene Comune. Compito che il volontariato svolge più facilmente di altre realtà del Terzo Settore.
Il comunicato evidenzia che il testo della legge di riforma riconferma questa specificità, precisando che l'armonizzazione delle normative va fatta "riconoscendo e favorendo, all'interno del Terzo settore, le tutele dello status di volontario e la specificità delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266" (art 5.1.a) e che deve essere prevista, negli Enti che gestiranno i Centri Servizi Volontariato, "l'attribuzione della maggioranza assoluta dei voti nell'assemblea alle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266". Secondo il MoVI va sottolineato che questo non vuol dire accordare un privilegio alle organizzazioni di volontariato ma piuttosto è un modo per riconoscere la loro specifica e diversa natura e il diverso ruolo civile, per la promozione di una solidarietà diffusa e come serbatoio che alimenta un impegno civile di tutti. Da ciò discende che il volontariato è chiamato a giocare un ruolo importante di garanzia dell'interesse generale. Al contrario non è corretto, afferma il MoVI, che altre realtà del Terzo Settore siano chiamate a rappresentare il volontariato, solo perché al loro interno operano alcuni volontari.
Rappresentare il Terzo Settore e il volontariato richiede una costante impegno per il dialogo e per l'inclusione di tutte le voci. Secondo il MoVI, una rappresentanza che esclude e si divide, per difendere interessi parziali, non è adeguata, deve essere profondamente ripensata.
In merito alla scrittura dei Decreti Delegati, al Governo il MoVI richiede, come espressione istituzionale "sopra le parti", di costruire un percorso trasparente e competente, coinvolgendo di volta in volta chi può portare contributi utili e significativi ed evitando accordi al ribasso con questa o quella parte.
Il MoVI ritiene necessario prepararsi al futuro rilanciando le tante esperienze straordinarie che sono in cammino dal basso nel paese e propone di riprendere il confronto e di far ripartire l’Autoconvocazione del Volontariato promuovendo insieme a tutte le realtà e reti del volontariato disponibili, a partire dall’autunno, incontri aperti nei territori nei quali dialogare e nutrire la speranza di legami solidali e democratici per il paese.

Il comunicato completo sul sito http://www.movinazionale.it
Per informazioni: 0432 943002 - movita@movinazionale.it

martedì 17 novembre 2015

Assemblea nazionale del MoVI dal 5 al 7 dicembre

Dal 5 al 7 dicembre il MoVi convoca la sua Assemblea Nazionale.
Sono invitati i rappresentanti delle Federazioni Regionali ma anche "chi desidera condividere il nostro cammino o è curioso di conoscere il MoVI e Strade Nuove" scrive il presidente Franco bagnarol nella lettera di Invito.
Un importante incontro Nazionale che chiude il ciclo che ha visto il movimento impegnato per 6 anni in una significativa ricerca e sperimentazione, cercando le Strade Nuove su cui proseguire il cammino del volontariato italiano, continuando a credere che la soluzione ai problemi e alle sfide di oggi sia ancora e sempre la solidarietà, l'accoglienza, l'impegno gratuito per l'interesse di tutti. "Anche oggi, di fronte ai drammatici fatti di Parigi", prosegue Bagnarol, "vogliamo ritrovarci per rilanciare la speranza e immaginare insieme percorsi concreti per costruire la Pace."
L'Assemblea prende avvio a Roma, il 5 dicembre, presso al sede di CESV-SPES, ricordando il fondatore del MoVI a 15 anni dalla sua scomparsa con un incontro pubblico dal titolo "Dalle intuizioni di Luciano Tavazza alle Strade Nuove del volontariato di oggi". Riflessioni introdotte da Renato Frisanco, per lunghi anni stretto collaboratore di Tavazza.
I lavori proseguono quindi a Monteporzio Catone, in una struttura sequestrata alla mafia e ora gestita da una realtà collegata a Libera.
Domenica 5 mattina, si comincerà con la tavola rotonda "Fare rete e mettere a sistema le riserve di gratuità: per un movimento di trasformazione della società che sta agendo dal basso" con Alessandra Smerilli, Peppino Cotturri e Sandro Cargnelutti. A seguire lavori di gruppo e confronto assembleare per definire ipotesi operative per connettere e dare forza ai movimenti che dal basso stanno costruendo una nuova Italia.
Lunedì mattina, la parte più "istituzionale" con l'approvazione del programma di lavoro e l'elezione del nuovo Comitato Nazionale di Coordinamento.

Qui sotto puoi scaricare il PDF con il testo di lancio, notizie dettagliate e il modulo di iscrizione.
Per informazioni: 0432 943002 - segreteria@movinazionale.it

INVITO-PROGRAMMA CON MODULO DI ISCRIZIONE

martedì 17 febbraio 2015

Riforma del Terzo Settore Contributo del MoVI per il dibattito sull'art 3 del disegno di legge delega

E' in discussione presso la XII Commissione della Camera dei deputati, il disegno di legge n.2617, delega al Governo per la riforma del Terzo Settore. In particolare in prossimi giorni dovrebbe iniziare l'esame dell'articolo 3, che riguarda più da vicino il volontariato. Recentemente è stato inoltre presentato, un po' a sorpresa, un disegno di legge quadro di riforma della L 266/1991, progetto nr n.2791, che si "intromette" nel dibattito sollevando alcune questioni rilevanti.
Il MoVI, con lo scopo di contribuire al dibattito, ha inviato alla Consulta del Volontariato presso il Forum un proprio contributo al fine di avviare il percorso che porterà poi alla scrittura di un testo base per un'auto convocazione del Volontariato Italiano che è prevista per la prossima primavera.

CLICCA QUI per leggere il testo del documento MoVI

sabato 14 giugno 2014

Linee guida per la riforma del Terzo Settore. Il contributo del MoVI nazionale


Il MoVI dà il suo contributo al dibattito sulle linee guida diramate dal Governo Renzi a proposito di riforma del Terzo settore. Qui sotto il testo del MoVI.


PERCHÉ INTERVENIAMO?

Perché il MoVI rappresenta da 50 anni le piccole tantissime organizzazioni di volontariato diffuse in tutta Italia collegate in reti locali e in federazione nazionale, attive in ogni settore di intervento;
Perché il MoVI si mobilita da anni sul valore civile e democratico dell’essere volontari e sulla funzione “politica” del fare volontariato in Italia;
Perché il MoVI sostiene il valore della gratuità dell’azione dei volontari e delle associazioni di volontariato come base etica e organizzativa che garantisce con chiarezza IL TOTALE INTERESSE PUBBLICO DELL’AZIONE DEL VOLONTARIATOPER QUESTE RAGIONI INTERVENIAMO in risposta al documento PRIORITARIAMENTE SUI TEMI CHE RIGUARDANO IL VOLONTARIATO, NELL’INTERESSE DEL PAESE


3 NODI CENTRALI per il rilancio dell’Italia grazie anche alle risorse del volontariato e Terzo Settore

1) USO DEI BENI COMUNI E LORO CURA PER INTERESSE COLLETTIVO, PUBBLICO, COMUNITARIO.
Bisognerà ragionare su quei beni che andranno sottratti alle leggi del mercato a condizione che realmente moltiplichino il loro valore economico e sociale per la società e ne determinino lo sviluppo. Per far ciò è centrale un forte investimento politico utilizzando formule che garantiscano processi partecipativi territoriali nella gestione della cosa comune. Bisogna andare verso una vera DEMOCRAZIA SOCIALE, sviluppando nuove forme di amministrazione condivisa e partecipata: la politica dei Beni Comuni è centrale e porta con sé immediate conseguenze amministrative per gli Enti Locali.

2) I DIRITTI di cittadinanza, i livelli essenziali di welfare necessari per realizzare il disegno costituzionale, devono essere il nostro orizzonte di impegno civile e l’obiettivo della intera nazione. Solo così si investe sul futuro e si suscitano tutte le risorse dell’Italia per costruire un’Italia equa e
sostenibile.

3) I CITTADINI PIÙ DEBOLI sono i nostri compagni di strada e devono essere l’indicatore, per chi governa, del giusto orientamento delle politiche. L’investimento pubblico e l’impegno della società civile nel sistema di welfare deve avere l’obiettivo di coinvolgere anche i più deboli nella ripresa del Paese, rendono anch’essi protagonisti attivi e non fruitori passivi di servizi sempre più ridotti. Serve un welfare in cui si dà spazio alla capacità auto-progettuale dei soggetti deboli in cui la comunità si muove compatta verso l’equità e la coesione sociale. La lotta contro la corruzione e contro le mafie, l’attacco ai patrimoni dei protagonisti dell’una e delle altre può essere messa in relazione con una grande investimento in un welfare comunitario che ci mobiliti tutti per l costruzione di una Italia più giusta e responsabile.

Questi sono in sintesi i temi su cui il nostro movimento è impegnato oggi. Il MoVI ha infatti aperto, a partire dal 2011 Anno Europeo del Volontariato, un’importante riflessione su quali siano gli spazi e le frontiere dell’azione solidale e dell’impegno di cittadinanza attiva oggi. Ci siamo accorti e constatiamo ogni giorno che esistono nel paese importanti “riserve di gratuità”, rappresentate da moltissimi cittadini che non sia arrendono alla crisi, che continuano a credere che la solidarietà è l’unica strada percorribile per far fare al nostro paese e al mondo quel salto in avanti di cui davvero abbiamo bisogno. Che pensano che le soluzioni vadano cercate tutti insieme, assumendosi in prima persona e allargando gli spazi di responsabilità e di impegno per il cambiamento. Abbiamo sintetizzato tutto questo nell’idea di Strade Nuove sulle quali movimenti, persone, e gruppi già ora stanno camminando e provando a concretizzare nuove pratiche sociali.
Alleghiamo il documento “Strade Nuove per ...” per un maggiore approfondimento e per rafforzare l’idea e la proposta che una riforma del Terzo Settore, attesa e necessaria, possa e debba avere il coraggio di guardare lontano e di valorizzare visioni nuove e coraggiose che i cittadini, il volontariato e il Terzo Settore sono capaci anche oggi di sognare, anticipare e praticare.

CLICCA QUI PER L'INTERO CONTRIBUTO MoVI

martedì 18 febbraio 2014

Presentazione del volume Bioresistenze – Cittadini per il territorio: l'agricoltura responsabile

Verrà presentato a Roma, in occasione dell’Assemblea elettiva della CIA il 27 febbraio 2014, il volume Bioresistenze frutto del progetto promosso dal Mo.V.I e CIA. Il Movimento di Volontariato Italiano è un’associazione di volontariato di secondo livello, un’associazione composta, cioè, da associazioni di volontariato operanti su tutto il territorio nazionale. Fondato nel 1978, nasce per rispondere all’esigenza di mettere in rete le esperienze di solidarietà e dalla necessità di promuovere e tutelare una cultura fondata sulle scelte responsabili. CIA è la Confederazione Italiana Agricoltori, fondata nel 1977, è un’organizzazione laica, autonoma dai partiti e dai Governi. Opera in Italia, in Europa e a livello internazionale per il progresso dell’agricoltura, per la difesa dei redditi e la pari dignità degli agricoltori nella società. Organizza gli imprenditori agricoli e tutti coloro che sono legati all’attività agricola da rapporti non transitori.
Soggetto del libro è il grande patrimonio rappresentato da un certo tipo di agricoltura: quell’agricoltura che, conscia del concetto di limite, di tempo, di complessità dell’ambiente opera per i beni comuni. Un’agricoltura che è azione di salvaguardia dei diritti e della legalità, azione di salvaguardia ambientale, azione di tutela del territorio, del paesaggio, della biodiversità.
Il termine bioresistenze vuole descrivere una pluralità di azioni che ruotano attorno ad un “sano” rapporto con il territorio dimostrando che l’agricoltura non è solo azione economica/finanziaria ma, anche, pratica di resistenza alle forme di illegalità, resistenza all’uniformazione (che è appiattimento e non uguaglianza) sia culturale che alimentare, resistenza alla violenza con cui vengono trattate e gestite le risorse naturali, resistenza alla scomparsa di biodiversità.
Articoli di: Giovanni Serra, Giuseppe Politi, Massimo Montanari, Alessandra Guigoni, Marcello Buiatti, Nadia Marchettini, Roberta Carlini, Luca Martinelli, Daniele De Michele (Don Pasta), Luigi Ciotti.
Esperienze documentate fotograficamente nel volume: Libera Sardegna > Gergei Su Piroi [Ca]; Cooperativa Valle del Marro > Polistena [Rc]; Cooperativa Solidarietà > Palermo; Agricoltura Capodarco > Grottaferrata [Roma]; (R)esistenza > Napoli; Kolymbetra > Agrigento; Gonnelli Manola > Lari [Pi]; County Eden > Monrupino [Ts]; Fattoria di Vaira > Petacciato [Cb]; San Michele > Breda di Piave [Tv]; La Fonte > Folgaria [Tn]; Ca’Lustra > Faedo [Pd]; Fontanafredda > Serralunga d’Alba [Cu]; Natalino del Prete > San Donaci [Br]; Nico > Orbicciano [Lu]; Cooperativa sociale Garibaldi > Roma; Cooperativa Valli Unite > Costa Vescovado [Al]; Terra! Onlus > Roma; Terra! Onlus > Genova; Sos Rosarno > Rosarno [Rc]; Gilio Antonio > Ferrandina [Mt].
Il percorso che porta alla pubblicazione è raccontato nel sito del progetto: www.bioresistenze.it dove sono raccolte le interviste a: Gregorio Arena, Natalino Balasso, Anna Barba, Gianni Belloni, Simone Benevelli, Fabio Brescacin, Silvia Cama, Marcello Cerasola, Gherardo Colombo, Ciro Corona, Carlo De Angelis, Natalino Del Prete, Marica Di Pierri, Giampiero Farru, Maurizio Ferraro, Emanuela Zamberlan Feruglio, Francesca Gobbo, Alberto Grasso, Piercarlo Grimaldi, Arturo Lavorato, Giuseppe Lo Pilato, Haron Marucelli, Omar Marucelli, Elena Martinelli, Federico Martinelli, Matteo Mascia, Franco Monterubbianesi, Elisabetta Monti, Antonio Napoli, Pietro Omodeo, Roy Paci, Cinzia Paolillo,Giacomo Panizza, Antonio Pergolizzi, Roberto Poli, Giuseppe Politi, Nino Quaranta, Francesca Rispoli, Ottavio Rube, Antonio Russo, Francesco Sapia, Cinzia Scaffidi, Salvatore Settis, Ilaria Signoriello, Ferdinando Siringo, Giuseppe Taverniti, Michele Trungadi, Olga Turrini, Carmen Vogani, Gustavo Zagrebelsky.
Info e contatti:
www.bioresistenze.it
bioresistenze@gmail.com
@bioresistenze

venerdì 25 ottobre 2013

A Mazara del Vallo (TP) le Giornate della legalità organizzate dall'AiSP e dal MoVI

Sabato 26 e domenica 27 ottobre, a Mazara le Giornate della legalità, qui sotto il programma completo (clicca sull'immagine per ingrandirla).

martedì 8 ottobre 2013

MoVI 2.0

Lunedì 14 ottobre, a partire dalle ore 10, conferenza stampa nazionale del MoVI per la presentazione della nuova rivista "Moviduepuntozero" che si caratterizza per la centralità del cittadino che racconta e scrive perché protagonista di una notizia/esperienza. La rivista, inoltre, si colloca all'interno del percorso Strade nuove e fa parte del progetto Reti per il cambiamento.
In pratica il 14 ottobre - in streaming dalla sede di Napoli - sarà possibile seguire online su internet la conferenza stampa che, oltre Napoli, coinvolgerà le sedi di: Palermo, Gela, Reggio Calabria e altre.
Grazie al progetto “Reti per il cambiamento”, finanziato dalla Fondazione con il Sud, nasce Moviduepuntozero, rivista fortemente voluta dal Mo.V.I. – Movimento di Volontariato Italiano, fondato da Luciano Tavazza perché la partecipazione e la cittadinanza attiva vanno sperimentate anche nel mondo dell’informazione. Più che una rivista telematica, Moviduepuntozero vuole essere un luogo, dove le parole scritte, lette, dette, sognate o profetiche hanno voglia di ascoltare, raccontare, ridere, testimoniare, denunciare, proporre e condividere principi. Ridare valore ai valori, per rifare assieme comunità e costruire appartenenza.
Se abbiamo pensato a Moviduepuntozero è perché sappiamo che l’impegno a vivere principi di cittadinanza e solidarietà appartiene a molte persone e, insieme con loro, vorremmo condividerli adesso. Una sfida o forse l’ambizione di poter costruire assieme uno strumento di comunicazione civico-partecipativa, tassello oggi mancante nel mondo mediatico. Uno strumento che, forte della propositività dei cittadini, sia capace di recuperare antiche galassie solidali così come scoprire nuove riserve di gratuità, nascoste nel quotidiano. Moviduepuntozero come luogo plurimo dove far incontrare e convivere le azioni, stili di vita, segnalazioni, riflessioni e difficoltà di chiunque le vorrà condividere raccontandole direttamente agli altri lettori.
L’idea di Moviduepuntozero è di fornire non tanto contenuti ma pratiche sociali in modo semplice, provocatorio e propositivo, con linguaggi diversi e avvalendosi di un mix di strumenti. Ma la sfida vera è tutta nel coinvolgimento dei cittadini per la sua realizzazione.
I luoghi si vivono, si attraversano, si condividono e Moviduepuntozero lo fa da subito dando voce ad alcune esperienze significative di cittadinanza e partecipazione presenti sui territori di Napoli, Palermo, Gela e Reggio Calabria, raccontate dai protagonisti.
La rivista on line moviduepuntozero sarà presentata alla Stampa
Lunedì 14 ottobre 2013 alle ore 10.00 a Palermo
c/o CESVOP Via Maqueda, 334
e in collegamento streaming a Napoli, Reggio Calabria e Gela
Alla conferenza stampa – moderata da Fulvio Bufi del Corriere della Sera - a Palermo sarà presente Ferdinando Siringo, presidente Mo.V.I. Sicilia.
In collegamento streaming da:
Napoli Carlo Borgomeo, presidente Fondazione con il Sud; Franco Bagnarol, presidente nazionale Mo.V.I. – Movimento di Volontariato Italiano; Marco Musella, direttore Dipartimento di Scienze Politiche Università degli Studi di Napoli Federico II; Domenico De Simone, responsabile cabina di regia progetto “Reti per il Cambiamento”; M. Paola Tavazza, direttore responsabile rivista on line “moviduepuntozero” e Ciro Corona, uno dei protagonisti dell’esperienza di recupero del Fondo rustico Amato Lamberti, bene confiscato alla mafia nel rione Scampia a Napoli.
Reggio Calabria Orsola Foti, presidente Mo.V.I. Calabria, Pasquale Neri animatore territoriale progetto “Reti per il Cambiamento” per la Calabria e l’esperienza del Movimento Peppe Trapasso impegnato sul tema della psichiatria.
Gela Pino Valenti – che racconta l’esperienza della Casa del Volontariato - e Roberto Strano, fotografo sociale

venerdì 7 giugno 2013

8-9 giugno 2013, a Gela (CL) gli Stati generali della Società Civile. Partecipa anche il presidente Crocetta

A Gela la prima edizione di "CS3 - Stati Generali della Società Civile" promossa da una vastissima rete di associazioni e movimenti riunita nel ‘Coordinamento delle associazioni di Volontariato’. Già prima del suo inizio, la manifestazione sta avendo eco anche nell’ambiente politico locale. «E' positivo - dice il presidente regionale del MoVI Sicilia, Ferdinando Siringo - che si sviluppi dibattito politico sulla mobilitazione degli Stati Generali della società civile. I nostri Comuni, ma anche la Regione, hanno bisogno di un forte impulso riformista e trasparente per superare la crisi orientando tutte le risorse disponibili ad un vero sviluppo e non all'assistenzialismo fine a se stesso. L'uso dei fondi comunitari, la formazione, la politica industriale, il welfare e i beni comuni saranno i terreni principali su cui confrontarsi. Tutte le forze politiche che si ritrovano su questa linea avranno nel volontariato siciliano un valido interlocutore». «Dopo nove anni di sperimentazione sociale – aggiunge Enzo Madonia, portavoce del Comitato Promotore degli Stati Generali – la rete del volontariato di Gela ha maturato e dunque proposto a chi governa la città di provare a costruire forme di governo socialmente condivise e attivare così nuove forme di esercizio della democrazia. La Città Nuova si costruisce attraverso percorsi civici finalizzati a trasformare gli enti locali da luoghi di amministrazione burocratica in laboratori permanenti di governo condiviso. Il dialogo organizzato con il territorio può costituire il vero antidoto all’antipolitica perché è proprio di politiche che abbiamo bisogno cioè di proposte coerenti ai bisogni di un territorio e una scelta condivisa della priorità».
Entrando nel dettaglio dell’evento, l’8 giugno al teatro “Eschilo” alle ore 17 si svolge un confronto con il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, su cosa fare insieme per il recupero e la valorizzazione dei beni comuni. Si partirà dagli stimoli e dalle riflessioni su “La cittadinanza attiva nella costituzione” proposti da Gregorio Arena, ordinario di Diritto amministrativo nell'Università degli Studi di Trento e presidente di Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà. Inoltre, saranno presentate due esperienze pionieristiche d’eccellenza nella valorizzazione dei Beni Comuni in Sicilia si tratta del progetto FARM CULTURAL PARK di Favara (AG), illustrato da Andrea Bartoli, e del progetto CASA DEL VOLONTARIATO di Gela (CL), illustrato da Antonio Prestia. Il tutto dopo i saluti e l’introduzione di: Angelo Fasulo, Sindaco di Gela, Ferdindando Siringo, Presidente del MoVI Sicilia e del CeSVoP, Enzo Madonia, Presidente del MoVI Gela e Responsabile del “Coordinamento delle Associazioni di Volontariato di Gela”. Ai lavori partecipano gli amministratori pubblici e i volontari provenienti da diversi comuni della Sicilia.
Domenica mattina, 9 giugno, i delegati delle società civile di Gela, presidenti di associazioni, gruppi, movimenti, comitati di quartiere, aggregazioni formali e informali, amministratori pubblici si raduneranno presso la Casa del Volontariato, nella periferia della città per elaborare la “Carta della Città Partecipata”. Si lavorerà in gruppi divisi in 5 Tavoli Tematici: Sicurezza Sociale, emergenza educativa e prevenzione della devianza; Mobilità urbana, spazi verdi e sostenibilità ambientale; Lotta alle povertà e al disagio; Spazi per la cultura e valorizzazione dei Beni Culturali; Cura alla persona, servizi socio sanitari e integrazione dei diversamente abili.
Nel pomeriggio sarà redatto il documento comune che sarà firmato alla fine della giornata. Presso la Casa del Volontariato, sempre domenica, dalle 17 è previsto un percorso culturale con una mostra didattica sulla solidarietà a Gela, la consegna degli attestati agli studenti che hanno partecipato al progetto “Passaporto del Volontariato” e successivamente una rassegna di cortometraggi a partire dalle 18: “10 mila passi per Gela”, “Strade nuove”, “La storia di Gela dal dopoguerra ad oggi”. Alle ore 19:30 invece sarà firmata la carta della città partecipata.
L’iniziativa è realizzata con il supporto del CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo) e della sua Delegazione di Gela, dalla Fondazione con il Sud, dalla Banca Mediolanum Family Banker Office di Niscemi. Inoltre, ha ottenuto il Patrocinio Gratuito: della Regione Siciliana, del Comune di Gela, dell’Ordine degli Avvocati di Gela, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Gela.
I lavori si potranno seguire anche su Twitter: l’hashtag dell'evento è #cs3gela. Mentre il sito ufficiale dell’evento è www.cs3gela.org

giovedì 4 aprile 2013

A Gela successo per il Passaporto del Volontariato

A Gela continua con successo l'esperienza del Passaporto del Volontariato promossa dalle associazioni del territorio con il coordinamento del MoVI Gela. Qui sotto la cronaca de La Sicilia (2 aprile 2013) che racconta come sta procedendo l'iniziativa (clicca sull'articolo per ingradirlo).

giovedì 31 maggio 2012

Quarto meeting del volontariato educativo. In Sicilia, l’impegno educativo della società civile è una realtà concreta

La risposta del volontariato e della società civile alla sfida educativa. Si può riassumere così il senso del Meeting del Volontariato Educativo l’8, 9 e 10 giugno in forma residenziale presso il Park Hotel ‘Stella Marina’ di Scoglitti (RG) a cui partecipano i volontari siciliani impegnati con i minori, o che sono responsabili dei grest e dei centri giovanili. In pratica, si tratta di un’esperienza formativa in cui la ricerca educativa è l’elemento trasversale che accomuna i diversi partecipanti provenienti da realtà associative ed ecclesiali differenti. Alla sua quarta edizione, il Meeting del Volontariato Educativo è promosso dal MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) di Gela (CL), dall’Ufficio Pastorale Giovanile della diocesi di Piazza Armerina (EN), in collaborazione con l'ufficio Scolastico Regionale e il sostegno indispensabile del CeSVoP. La formazione è curata da Creativ e dall’Istituto Europeo della Creatività.
Il percorso del Meeting permette la scoperta della scelta educativa come impegno sociale e l’orientamento a scelte di vita capaci di promuovere il vero significato del volontariato: dono e impegno. Esso si rivolge ai giovani a partire dai 16 anni e a tutti coloro che intendono formarsi al servizio dell’animazione.
«Un’esperienza di questo tipo è vera educazione alla legalità ed alla cittadinanza attiva – sottolinea Enzo Madonia del MoVI di Gela – questi volontari, soprattutto giovani, intervengono prima che il disagio diventi devianza, attraverso l’aggregazione dei loro coetanei che promuove valori positivi di solidarietà. Perché educare significa rendere il bambino capace di trovare i supporti necessari per crescere. Ma per questo innanzitutto vi devono essere luoghi e risorse umane che sappiano promuovere socializzazione e partecipazione».
«In un momento di grande delusione nei confronti della politica e delle istituzioni – afferma Ferdinando Siringo, presidente regionale del MoVI in Sicilia e presidente del CeSVoP – riteniamo importante rilanciare la funzione educativa del volontariato nei confronti dei giovani. Crediamo che nel volontariato sia possibile costruire quelle forze di verità e di impegno al servizio per gli altri di cui sempre di più l'Italia ha bisogno».
«Lanciamo, però, forte un invito alle istituzioni a costruire spazi per i bambini e luoghi per la condivisione delle scelte educative – continua Enzo Madonia – questo si traduce in una quotidiana strategia progettuale nei confronti di bambini, ragazzi ed adolescenti e di chi sostiene la loro educazione».
Grazie al sostegno del CeSVoP, e di nessun altro ente, la partecipazione sarà gratuita.

Per requisiti e modalità d'iscrizione o per consultare il programma si può visitare il sito internet www.cesvop.org

sabato 26 maggio 2012

Strade nuove per l’Italia: oltre 300 iscritti da ogni parte del Paese

A Roma, dall'1 al 3 giugno, il laboratorio promosso dal MoVI “per ripartire dalla crisi” con un nuovo progetto di società.
Sono oltre 300 gli iscritti al laboratorio “Strade nuove per l’Italia. Profezie e responsabilità dei cittadini per ripartire dalla crisi”, promosso dal Movimento di Volontariato Italiano (MoVI), che si terrà a Roma dall’1 al 3 giugno prossimi, all'Hotel Casa del Pellegrino, nei pressi del Santuario del Divino Amore, in via del Santuario 4. Alla proposta di elaborare insieme un nuovo progetto di società hanno risposto cittadini e organizzazioni di ogni parte d’Italia. Oltre un centinaio i giovani sotto i 35 anni.
“È possibile che la crisi rappresenti non una maledizione, ma una opportunità,” spiega Franco Bagnarol, presidente del MoVI. “L’obiettivo dell’iniziativa è quello di proporre un momento in cui volontari, associazioni, movimenti, reti e società civile, semplici ‘cittadini inquieti’ possano confrontarsi su ciò che sta accadendo in Italia e sulle responsabilità che abbiamo per il nostro futuro. La crisi economica e sociale che stiamo attraversando ha affondato non solo i bilanci degli Stati, delle banche e delle famiglie, ma anche teorie, pregiudizi, stili di vita che parevano indiscutibili. Il ‘pensiero unico’ individualista ha fatto anch’esso bancarotta. C’è un nuovo progetto di società che dobbiamo ricostruire insieme, senza chiuderci in vecchi recinti, bensì riscoprendo la bellezza del prendersi cura della comunità.”
“Di fronte ai cambiamenti che stanno avvenendo,” continua Bagnarol, “che riguardano anche il sistema politico e la stessa rappresentanza, il volontariato deve mettersi in gioco in modo nuovo e più alto, per far crescere nel Paese quel ‘tesoro di gratuità e partecipazione’ che si è accumulato nelle mobilitazioni per i beni comuni e attraverso la generosità invisibile di molti volontari, insegnanti, educatori, associazioni, testimoni, famiglie, movimenti politici e organizzazioni religiose. Una gratuità intesa non solo ed esclusivamente come assenza di compenso, ma come rifiuto dell'etica mercantilistica, per farsi carico responsabilmente e gratuitamente della convivenza umana e di conseguenza della dimensione sociale dell'impegno, anche in politica.”
Per questo il MoVI promuove “un laboratorio, non un convegno”, chiarisce Bagnarol, “perché nessuno ha risposte preconfezionate da presentare. Vogliamo che questo appuntamento sia un’occasione autentica d’incontro tra coloro che operano per costruire comunità solidali.”
Il laboratorio si propone come “un invito a cercare insieme, per aprire nuovi cantieri di riflessione e proposta”. È strutturato per dare ampio spazio al protagonismo dei partecipanti. Per questo l’apertura dell’evento avverrà con un “teatro forum” sul tema “Ripartire dalla crisi”. Cinque gruppi di lavoro saranno dedicati a ambiente e sostenibilità; partecipazione e politica; welfare; disuguaglianze, squilibri e legalità; dall’individuo alla comunità. È previsto anche uno spazio per “racconti e testimonianze di processi partecipativi che hanno funzionato”: Comitati civici per una nuova democrazia, Se non ora quando, il referendum sull’acqua, Banca etica.
Interverranno, tra gli altri, Gregorio Arena, Ugo Biggeri, Gianluca Cantisani, Cristina Comencini, Davide Conte, Giuseppe Cotturri, Ambrogio Dionigi, Piero Fantozzi, Tommaso Fattori, Giorgio Marcello, Roberto Mazzini, Gino Mazzoli, Riccardo Petrella, Vincenza Pellegrino, Marianella Sclavi, Sergio Tanzarella, Paola Tavazza.
Clicca QUI per andare sul sito del MoVI e scaricare:
- il programma dell’evento
- il Manifesto
- il Documento di analisi e proposta
- le informazioni logistiche

Per informazioni: 0432 943002 - ufficiostampa@movinazionale.it

giovedì 17 novembre 2011

Si conclude Coming to 2011. Un convegno a Padova

La Campagna Coming to 2o11, promossa dal Movimento di Volontariato Italiano, si conclude con il convegno «Per una cittadinanza responsabile» che si svolge l'1 dicembre 2011 dalle ore 16,30 alle 19 a Padova (Auditorium Centro Altinate/San Gaetano in via Altinate, 71 a Padova).
Il MoVI presenterà la propria riflessione frutto dei diversi tavoli di discussione sull'identità dell'agire volontario organizzati con le associazioni di base su tutto il territorio nazionale.
Tappa fondamentale per recuperare lessico, significati ed identità condivise per costruire un nuovo modo di comunicare con la società e con le istituzioni nella particolare ricorrenza dell'Anno Europeo del Volontariato.
Intervengono: Emilio Noaro (coordinatore campagna Coming to 2011); Giorgio Ortolani (presidente CSV di Padova); Giovanni Serra (MoVI nazionale); Fulvio Cortese (Università di Trento); Tonio Dell'Olio (Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie); Emanuele Alecci (Commissione politiche sociali CNEL); Marilena Bertante (AVO Regione Veneto); Antonio Pergolizzi (Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente); Vincenzo Saturni (AVIS nazionale); Giovanni Grillo (Conferenza regionale del Volontariato) e Salvatore Sechi (MoVI Padova).
Programma dell'evento

lunedì 7 novembre 2011

Poleis in Rete per Educare

Educare da soli è perdere in partenza. E' questo il motivo per cui dalla Sicilia, da Gela, le associazioni del territorio che da 8 anni lavorano in rete, tramite il sostegno della Fondazione con il Sud e del CeSVoP - Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo, promuovomo la seconda edizione del Meeting Nazionale dell'Educazione «Poleis in rete per educare».
Pensato per target plurimi, il meeting è un evento di formazione per volontari, insegnanti, catechisti, animatori dei gruppi giovanili, educatori, operatori sociali, genitori. Si svolgerà in forma residenziale il 2, 3 e 4 dicembre 2011 al Park Hotel Stella Marina di Scoglitti (RG). La formazione è affidata al Network CREATIV, cooperativa di Reggio Emilia specializzata nel settore educativo e accreditata come ente per la formazione insegnanti dal MIUR.
Maggiori dettagli in www.volontariatogela.org

giovedì 13 ottobre 2011

Casa del volontariato di Gela. Continua il confronto tra amministrazione comunale e volontari

Sulla Casa del Volontariato di Gela (i cui locali sono stati concessi in comodato d'uso gratuito dal Comune) gli attuali amministratori hanno aperto un confronto con le associazioni puntando sul rapporto costi-benefici. Qui sotto il "botta e risposta" tra Assessore comunale ai servizi sociali e il Coordinamento delle associazioni di volontariato promosso dal MoVI Gela.


mercoledì 27 luglio 2011

La solidarietà che fa l'Italia. Proposta del MoVI

Dal MoVI nazionale riceviamo questa proposta che giriamo a tutte le associazioni di volontariato della Sicilia occidentale:

Il Movimento di Volontariato Italiano (MoVI) in occasione del 150° anniversario dell’unità nazionale e dell’Anno Europeo del Volontariato promuove una mostra fotografica e la pubblicazione di un volume per raccontare l’impegno dei gruppi di volontariato che quotidianamente operano per la giustizia e la coesione sociale. E' nostra ferma convinzione il fatto che il volontariato, operando per la rimozione del disagio sociale e delle disuguaglianze, collabori attivamente alla realizzazione dell’unità nazionale realizzando i principii costituzionali di uguaglianza e libertà. Nella duplice ricorrenza del 2011 vorremmo raccontare questo pezzo d’Italia che, rimboccandosi le maniche e sporcandosi le mani, opera per unire il Paese nella solidarietà. Vogliamo raccontare queste esperienze attaverso una raccolta di immagini fotografiche che andranno a costituire un volume ed una mostra fotografica. I fotografi che fossero interessati a contribuire alla realizzazione di questo mosaico di immagini di responsabilità e solidarietà possono spedire le loro fotografie all’indirizzo mail: comingto.foto@gmail.com

Modalità di utilizzo delle immagini
Le immagini devono essere accompagnate da una breve descrizione dell’esperienza di solidarietà che viene raccontata. La proprietà (il copyright) delle immagini resta del fotografo che dà al MoVI l’autorizzazione gratuita alla riproduzione delle stesse per la mostra fotografica e per il volume. Il fotografo garantisce di essere in possesso dei diritti legati alle immagini e che queste possono essere riprodotte rispettando la normativa vigente relativa alla privacy. Il MoVI si impegna a citare l’autore della fotografia ogni qual volta venga utilizzata ed inoltre ad inserire una breve biografia dello stesso a conclusione del volume. La mostra si svolgerà a Padova dal 28 all’11 dicembre 2011 presso il Centro Culturale Altinate/San Gaetano.

giovedì 9 giugno 2011

Volontari e impegno per la comunità. Perché votare al referendum 4 SI’

Dal presidente del MoVI Sicilia, riceviamo questa dichiarazione sui referendum e la pubblichiamo per aprire un dibattito fra le organizzazioni di volontariato della Sicilia occidentale:

«Sono convinto che impegnarsi nel sociale e nel volontariato senza battersi per eliminare le ingiustizie e l’emarginazione sia pura ipocrisia o, nella migliore delle ipotesi, un atto inutile per la collettività. I poveri hanno bisogno di aiuto e al tempo stesso di giustizia perché l’aiuto senza giustizia li sostiene solo momentaneamente, ma li lascia poveri e senza diritti. In molti per fortuna, crediamo quindi a un volontariato dell’aiuto e per i diritti, a un volontariato della solidarietà gratuita e che lotta per la giustizia sociale. Perciò in molti ci sentiamo coinvolti nei referendum di domenica e lunedì, perché non li sentiamo come parte del teatrino dei partiti, ma come terreni della vita di tutti noi come cittadini portatori di diritti, come padri, madri e figli. Abbiamo tutti bisogno dell’acqua per vivere e per far crescere ciò che mangiamo. E’ un po’ come l’aria. Non è possibile quindi che l’acqua sia affidata alla gestione dei privati. Non ha senso. Se si pensa che alcuni Enti pubblici la gestiscano male, la soluzione non è darla in gestione all’impresa perché ne faccia un reddito, facendola magari costare di più. La soluzione è fare funzionare meglio la politica e gli Enti che gestiscono l’acqua perché stanno gestendo un pezzo fondamentale della democrazia e della nostra stessa vita. La soluzione, come sempre, è l’impegno e l’attenzione dei cittadini, la partecipazione per il controllo di un bene che è di tutti e non può essere oggetto di vendita. Su questi referendum voterò i primi 2 SI’.
Sul referendum per l’energia nucleare le cose sembrano estremamente chiare. Non è etico assumersi rischi e costi che saranno pagati certamente dai nostri figli e nipoti perché pensiamo che forse ci sarebbero dei vantaggi. La scienza è già in grado di fare molto di più, sia sulle energie rinnovabili che su fonti come il gas, l’idrogeno e le biomasse. Non è caso di rischiare su queste cose. Molti altri Paesi hanno ormai scelto di abbandonare il nucleare per puntare alle nuove fonti di energia che sono amorevoli e rispettose verso il futuro e le nuove generazioni e che creano moltissimi posti di lavoro e sviluppo. Il nucleare interessa solo pochi grandi investitori e, ammesso che ci si salvi da disastrosi incidenti, lascia al futuro enormi carichi di scorie pericolosissime da gestire. Non sembra una scelta intelligente; non sembra una scelta solidale. Su questo referendum voterò il terzo SI’.
Infine penso di votare sì al quesito sul legittimo impedimento perché credo che chi ha responsabilità pubbliche e accetta il compito di gestire i beni comuni non deve avere nulla da nascondere e deve essere sempre disponibile a verifiche e controlli, anche quando questi sono molto maggiori rispetto a quelli di altri cittadini. E’ il giusto prezzo da pagare al ruolo pubblico e al potere. Non è un tema di scelta fra i partiti; mi sembra invece la difesa di un diritto di controllo della comunità su tutta la politica sia quella che per ora è al governo, che quella che desidera andarci in futuro. E’ un tema che non deve avere colore politico perché il controllo deve essere per tutti, chiunque essi siano, a qualsiasi forza politica appartengano. Consideriamo questo un “bene comune” al pari dell’aria, dell’ “acqua”, della salute del nostro ambiente. Possiamo forse chiamarlo “trasparenza dei rappresentanti” e dobbiamo pretenderlo. Su questo referendum voterò il quarto SI’.

Se non si raggiungerà il quorum sarà davvero un'occasione mancata per la comunità e "non cambierà nulla"! Sono referendum che interessano la gente comune, non i partiti e nessuno dovrebbe dare a questo voto un valore politico. Non dovrebbe farlo la maggioranza, ma nemmeno l’opposizione che non deve strumentalizzare problemi così seri per recuperare consensi. Non dimentichiamo che in passato le posizioni del centrosinistra sull’acqua non sono state lontane da quelle sostenute dall’attuale maggioranza. A votare dobbiamo andare tutti per dare un segnale forte, come cittadini, a tutta la politica, senza riguardo ai colori in campo, soprattutto per dire che "i beni comuni" ci stanno a cuore e che chiunque governi deve rispettarli e gestirli come diritti fondamentali di tutti i cittadini.

Facciamoci questo regalo, in occasione dei 150 anni della nostra Italia: andiamo a votare e portiamo con noi parenti, amici, vicini di casa!»

Ferdinando Siringo
Presidente del Movimento del Volontariato Italiano Sicilia

martedì 7 giugno 2011

Per i 150 anni dell'Italia, cittadini facciamoci un regalo: andiamo a votare ai referendum!

In vista della prossima consultazione referendaria, il MoVI nazionale ha diramato il seguente comunicato:

Si avvicina l'appuntamento con i referendum del prossimo 12 e 13 giugno: il MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) intende lanciare anch'esso un appello a partecipare tutti i cittadini.
Nel merito dei quesiti referendari, nel rispetto delle diverse posizioni e del dibattito aperto anche nel mondo del volontariato sui diversi quesiti, il Comitato Nazionale del MoVI, riunito a Frascati il 4 e 5 giugno scorso, ha ritenuto di esprimersi a favore di un “si” per tutti e quattro i quesiti.
In particolare sentiamo l'importanza di affermare la scelta di una gestione pubblica della acqua, che deve restare un bene comune gestito pubblicamente per garantire il diritto fondamentale di accesso a tutti a questa risorsa fondamentale per la vita: come bene comune l'acqua non può essere gestita come un bene privato. In molti paesi poveri, le multinazionali acquistano i pozzi per fare il bello e il cattivo tempo sull’uso dell’acqua mentre migliaia di persone muoiono senza poter accedere all’acqua potabile. Con il secondo quesito si sceglie di escludere il profitto come molla per gli investimenti nel settore, escludendo il mercato dal controllo delle scelte e delle strategie sull'acqua.
Sul nucleare, crediamo che i rischi e i costi non possano giustificare i dubbi vantaggi: non possiamo lasciare ai nostri figli un enorme pattumiera di rifiuti tossici ingestibili mentre è chiaro che le spese di smaltimento superano di gran lunga il costo di energie alternative e pulite. Occorre puntare su politiche di risparmio, riciclo, riduzione degli sprechi e non su una sconsiderata crescita illimitata onnivora di energia e risorse.
Pensiamo di votare si al quesito sul legittimo impedimento perché vogliamo che chi ha responsabilità pubbliche e accetta il compito di gestire i beni comuni non deve avere nulla da nascondere e deve essere sempre disponibile a verifiche e controlli secondo la legge che vale per tutti i cittadini.
Il voto è la prima e più importante espressione di quella "sovranità popolare" che è alla base del nostro sistema democratico. Con i referendum possiamo e dobbiamo esprimere il nostro parere su tematiche centrali e vitali per tutti, per prenderci cura dei nostri beni comuni: energia nucleare si o no, acqua gestita dai privati o acqua pubblica, si o no al legittimo impedimento per i processi a chi ci amministra. Siamo noi che possiamo e dobbiamo fare i "legislatori", non ci sono scuse!
Certo se non si raggiungerà il quorum sarà davvero un'occasione mancata e "non cambierà nulla"!
Se invece a votare ci andiamo tutti e i referendum saranno validi, allora avremo dato un segnale forte, come cittadini, per dire che "i beni comuni" ci stanno a cuore e non intendiamo lasciarli in balia di una politica che non sempre ci convince.
Facciamoci questo regalo, in occasione dei 150 anni della nostra Italia: andiamo a votare e portiamo con noi parenti, amici, vicini di casa!


Per informazioni: 0432 943002 - movita@movinazionale.it

giovedì 2 giugno 2011

Il 6 giugno a Palermo presentazione del volume "per l'Italia"

Proposto dal MoVI nazionale (Movimento Volontariato Italiano), il libro raccoglie i profili delle figure più significative che hanno fatto unita la nazione con il loro impegno sociale. La presentazione si svolge nella Sala riunioni del CeSVoP in via Maqueda, 334 - Palermo alle ore 17 .
«per l'Italia» è il titolo del volume che verrà presentato dagli stessi curatori (Guido Turus e Lorenzo Capalbo) e dal presidente del MoVI Sicilia, Ferdinando Siringo.
Sono invitati tutti i volontari, gli operatori sociali e i cittadini. L'ingresso è libero.

giovedì 31 marzo 2011

Inizia la conferenza europea del Volontariato. Il documento del MoVI

Si apre oggi a Venezia, isola di San Servolo, la conferenza pubblica “Sussidiarietà e volontariato in Europa: valori, esperienze e strumenti a confronto”, promossa dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in collaborazione con l’Osservatorio nazionale per il volontariato e il comune di Venezia. L’evento avvia la serie di celebrazioni italiane per l’Anno europeo del volontariato. La prima giornata è a porte chiuse, con il coinvolgimento di esperti invitati che lavoreranno divisi in cinque gruppi. Il 1 aprile una conferenza pubblica alla presenza delle autorità, durante la quale saranno presentati i risultati dei lavori dei gruppi. L'incontro pubblico si chiude con l’intervento del ministro Maurizio Sacconi. L'iniziativa non ha suscitato grande entusiasmo nel volontariato italiano. Tuttavia, alcune fra le realtà più rappresentative non fanno mancare il loro contributo. Ecco, qui sotto, il documento che il MoVI nazionale ha preparato per l'occasione.
Spunti offerti ai partecipanti alla Conferenza Europea del Volontariato (Venezia, 31 marzo – 1 aprile 2011)
«Il Movimento di Volontariato Italiano, in occasione della Conferenza Europea del Volontariato, propone ai volontari presenti nei gruppi di lavoro – ed a quelli che interverranno nei diversi dibattiti – di dedicare fra l’altro la loro attenzione a due questioni che cogliamo nei territori italiani sulle quali sarebbe importante far sentire la voce del volontariato italiano a Venezia.
1) La gratuità come tratto costitutivo del volontariato in Europa
Il Piano Italia 2011 elaborato in vista della celebrazione dell’Anno Europeo dice, nelle premesse, che "L’Italia si riconosce nella definizione di volontariato che: non viene svolto dietro pagamento, in altre parole non è retribuito; viene svolto per propria libera iniziativa; è effettuato a vantaggio di un terzo esterno al proprio ambiente familiare o di amicizie; è aperto a tutti". E aggiunge, citando la Carta dei valori del volontariato che "La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto ad altre componenti del terzo settore e ad altre forme di impegno civile". Ci chiediamo se sia giusto che alcuni mettano in discussione questa prospettiva, ampiamente condivisa nel nostro Paese, a causa dell’utilizzo, in ambito europeo, del termine volontariato per la designazione di forme differenti di lavoro nel sociale, anche non gratuito.
2) Il nuovo protagonismo della società civile per i diritti di cittadinanza nel Mediterraneo
Ancora dal Piano Italia 2011 leggiamo: "Per sua natura, il volontariato può aiutare tutti a scoprire una nuova cultura, quella della solidarietà, della non discriminazione, dello sviluppo sostenibile, della non violenza, del rispetto degli altri e della cittadinanza responsabile fondata sulla promozione dei diritti e delle buone pratiche di democrazia partecipativa e condivisa". Come volontari ci sentiamo fortemente interrogati dai tentativi e dai processi di democratizzazione che si stanno attivando in tanti Paesi del Mediterraneo e che vedono la società civile (e i giovani in particolare) fra i principali protagonisti. Ci chiediamo se non sia necessario un forte investimento, da parte delle nostre organizzazioni, per lanciare un dibattito nazionale e accompagnare i processi in atto, attraverso la promozione di esperienze e progetti di scambio, cooperazione, dialogo, che vincano la tentazione di imporre i diritti di cittadinanza e la democrazia attraverso il ricorso alle armi e offrano un sostegno materiale, ma anche culturale e politico alla nuova società civile che cresce nel Mediterraneo».