mercoledì 12 dicembre 2012
«Diversamente Giovane». Un convegno a Favara su Anziani e Volontariato
L’incontro ha lo scopo di incoraggiare e sollecitare i responsabili politici e le parti interessate a intraprendere, a ogni livello, azioni volte a migliorare le possibilità di invecchiare restando attivi e a potenziare la solidarietà tra le generazioni. Inoltre, in questo modo si vuole diffondere fra i cittadini la cultura dell'invecchiamento attivo, evidenziando la partecipazione e il contributo che gli anziani danno alla società, anche attraverso il volontariato.
Fra gli altri, intervengono: Mariella Schifano, responsabile ass. Amici dell’Anffas di Favara; Angela Parisi, presidente ass. Alzheimer Agrigento; Alfredo Zambuto, ASP1 di Agrigento; Rosario Manganella, sindaco di Favara; Marco Zambuto, sindaco di Agrigento; Adriana Bacchi, dottore in economia e istituzioni per l’integrazione europea e internazionale; Carmelina Mandracchia, docente all’Università degli Studi del Piemonte Orientale; Salvatore Sciortino, poeta; Filippo Muscià, direttore sanitario dell’ASP Enna; Nino Bellomo, attore; Carlo Gelo, docente all’Università degli Studi di Pavia.
L’evento ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Agrigento e Favara, dell’ASP 1 e della Consulta Anziani di Agrigento.
venerdì 9 novembre 2012
Dagli anziani un richiamo forte alla politica: non siamo un peso, nevessaria una legge quadro sull'invecchiamento attivo
Si è tenuto a Roma il primo Incontro nazionale sull’Invecchiamento attivo e il rapporto fra le generazioni promosso da Auser, Anteas e Ada
Una legge quadro nazionale sull’invecchiamento attivo, è quanto chiedono le tre organizzazioni di anziani Auser, Anteas e Ada che l’8 novembre hanno organizzato a Roma un incontro nazionale sul tema dell’Invecchiamento attivo e del Rapporto fra generazioni. Una legge che manca e che deve essere realizzata quanto prima, per costruire nel nostro paese una società per tutte le età.
Le tre più grandi organizzazioni che muovono in tutta Italia decine di migliaia di anziani volontari e solidali, hanno voluto dare, con questa iniziativa, sostanza concreta all’Anno Europeo 2012 dedicato proprio all’Invecchiamento attivo. Un evento che rischia di concludersi nell’indifferenza generale.
Gli over 65 sono in Italia il 21% della popolazione e fra 20 anni arriveranno a più del 30%. Numeri importanti che vanno letti nel modo giusto. La popolazione italiana invecchia e la questione non ha avuto ancora una adeguata attenzione di carattere politico e sociale ed anche culturale come ha sottolineato il sottosegretario Maria Cecilia Guerra nel suo intervento. “Non si può improvvisare quando si affronta il tema dell’invecchiamento della popolazione e delle politiche di welfare, le risorse già scarse rischiano di essere spese male, come rischia di essere considerato residuale lo stesso welfare; il nostro Paese deve fare finalmente un passo avanti, ed apprestarsi ad un radicale cambiamento di tipo culturale”.
«Dobbiamo superare un concetto esclusivamente “lavoristico” dell’invecchiamento – ha sottolineato Michele Mangano presidente nazionale Auser concludendo i lavori- dopo il lavoro non deve esserci solo e comunque il lavoro, bensì un periodo in cui le persone possano riprogettare la propria vita, impegnandosi nella comunità in cui vivono.
Una legge quadro nazionale – ha proseguito Mangano - la sollecitiamo da tempo, ci auguriamo che nella prossima legislatura venga affrontata la questione per un vero e proprio riconoscimento del ruolo e della funzione delle persone anziane nell’ambito della comunità.
Moltissimi anziani si impegnano come volontari per aiutare gli altri o si spendono nell’ambito della propria comunità nella valorizzazione dei beni comuni: monumenti, musei, biblioteche, parchi che grazie agli anziani verrebbero restituiti alla fruizione della collettività altrimenti abbandonati. La legge quadro nazionale dovrebbe riconoscere attraverso crediti sociali – accesso ad attività culturali, ricreative, sportive, promosse dai Comuni e agevolazioni sul trasporto urbano - questo duplice impegno svolto gratuitamente a beneficio dell’intera comunità».
Un nuovo patto di solidarietà fra generazioni
Oggi assistiamo ad una contrapposizione molte forte fra le generazioni, tra anziani garantiti e giovani precari. Occorre superare questa banalità costruendo un nuovo patto fondato sulle reciproche opportunità, attivando giovani e anziani in progetti comuni. Una “economia sociale” di cui tutti beneficiano, fondata sul lavoro degli uni e sull’impegno degli altri.
venerdì 26 ottobre 2012
Invecchiamento attivo e rapporto intergenerazionale, cosa chiedono gli anziani
Presiede i lavori Nirvana Nisi, presidente Ada; la relazione introduttiva sarà a cura di Arnaldo Chianese, presidente Anteas, mentre Michele Mangano presidente nazionale Auser, concluderà i lavori. Partecipano i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. E’ stato invitato il Ministro per la Cooperazione e l’integrazione, Andrea Riccardi.
L’iniziativa vuole dare peso e sostanza all’Anno Europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni “Invecchiamento attivo non significa soltanto ridisegnare le regole del pensionamento al fine di ritardare l’uscita dal lavoro come qualcuno pensa, è una sfida culturale - si legge nel documento congiunto delle tre organizzazioni- bisogna far prendere coscienza alla società civile, alla politica e alle istituzioni che i cambiamenti demografici sono un processo irreversibile da assumere come sfida positiva”.
L’incontro sarà anche l’occasione per presentare alle istituzioni una serie di richieste concrete sul fronte dei servizi, dell’abitare, dell’educazione permanente,
della valorizzazione del volontariato delle persone anziane. In particolare si richiede una legge nazionale a sostegno dei percorsi di invecchiamento attivo che si concretano in forme di impegno civile e di sostegno del welfare “riconoscendo a chi si impegna a beneficio della propria comunità varie forme di incentivazione, e anche di riconoscimento attraverso benefit costituiti da crediti sociali per la fruizione di opportunità culturali, ricreative, sportive, artistiche, e/o vouchers per l’accesso a beni e servizi regolati e corrisposti dai Comuni.”
Per info: www.auser.it
giovedì 19 gennaio 2012
A Genova Conferenza di chiusura dell'Anno Europeo del Volontariato 2011
mercoledì 30 novembre 2011
Giornate del Volontariato 2011 - Nelle province della Sicilia occidentale e a Palermo, in Piazza Verdi, dal 13 al 18 dicembre
All'insegna dello slogan Il Volontariato si espone... per costruire comunità!, l'evento inizia per Santa Lucia (13 dicembre) con «Luci sulla città» (momenti di incontro e di scoperta del proprio territorio nei quartieri palermitani Albergheria e Sperone e a Marsala).
Poi il 14 dicembre tre importanti convegni di carattere nazionale e regionale: uno a Mazara del Vallo sul ruolo della Sicilia in mezzo fra la crisi europea e il vento di cambiamento del Nord Africa (sala del Consiglio comunale ore 16); il secondo a Palermo sui Soldi che non ci sono, analisi della crisi a livello socio-economico (Aula magna Facoltà di Economia, ore 15,30); l'altro ad Agrigento sulla figura dell'amministratore di sostegno (Collegio ex Filippini, via Atenea, ore 16).
Il 15 dicembre si continua con gli incontri: sulla Famiglia a Sciacca (chiesa S. Margherita, ore 16); sulla Narrazione a Gela (Casa del volontariato, ore 21) e su Volontariato e territorio a Mazara (Museo della Legalità, ore 10).
Dal 16 al 18 dicembre, infine, il clou delle Giornate con l'apertura alle 16 del Villaggio del Volontariato a Piazza Verdi (nell'area pedonale a fianco del Teatro Massimo) per la tre giorni di: convegni con assessori e rappresentanti politici siciliani e nazionali; animazione dei volontari e delle associazioni che espongono le loro attività e progetti; spettacoli; incontri con la cittadinanza e le scolaresche. Insomma, il 2011 si conclude con un evento che porterà i rappresentanti di tutto il volontariato della Sicilia occidentale a incontrarsi, confrontarsi e a "mostrarsi" per far vedere il contributo dato al rinnovamento e allo sviluppo delle comunità locali e regionale. Qui sotto tutti i dettagli del programma e le modalità per partecipare (scadenza adesioni 5 dicembre).
Programma delle Giornate
Modulo adesione
Regolamento del Villaggio del Volontariato
mercoledì 27 luglio 2011
La solidarietà che fa l'Italia. Proposta del MoVI
Dal MoVI nazionale riceviamo questa proposta che giriamo a tutte le associazioni di volontariato della Sicilia occidentale:Il Movimento di Volontariato Italiano (MoVI) in occasione del 150° anniversario dell’unità nazionale e dell’Anno Europeo del Volontariato promuove una mostra fotografica e la pubblicazione di un volume per raccontare l’impegno dei gruppi di volontariato che quotidianamente operano per la giustizia e la coesione sociale. E' nostra ferma convinzione il fatto che il volontariato, operando per la rimozione del disagio sociale e delle disuguaglianze, collabori attivamente alla realizzazione dell’unità nazionale realizzando i principii costituzionali di uguaglianza e libertà. Nella duplice ricorrenza del 2011 vorremmo raccontare questo pezzo d’Italia che, rimboccandosi le maniche e sporcandosi le mani, opera per unire il Paese nella solidarietà. Vogliamo raccontare queste esperienze attaverso una raccolta di immagini fotografiche che andranno a costituire un volume ed una mostra fotografica. I fotografi che fossero interessati a contribuire alla realizzazione di questo mosaico di immagini di responsabilità e solidarietà possono spedire le loro fotografie all’indirizzo mail: comingto.foto@gmail.com
Modalità di utilizzo delle immagini
Le immagini devono essere accompagnate da una breve descrizione dell’esperienza di solidarietà che viene raccontata. La proprietà (il copyright) delle immagini resta del fotografo che dà al MoVI l’autorizzazione gratuita alla riproduzione delle stesse per la mostra fotografica e per il volume. Il fotografo garantisce di essere in possesso dei diritti legati alle immagini e che queste possono essere riprodotte rispettando la normativa vigente relativa alla privacy. Il MoVI si impegna a citare l’autore della fotografia ogni qual volta venga utilizzata ed inoltre ad inserire una breve biografia dello stesso a conclusione del volume. La mostra si svolgerà a Padova dal 28 all’11 dicembre 2011 presso il Centro Culturale Altinate/San Gaetano.
giovedì 14 luglio 2011
Tappa italiana del Tour per l'Anno Europeo del Volontariato
Il sito del Centro Nazionale per il Volontariato (www.volontariatoggi.info) racconta la tappa del Tour europeo in Italia (Roma 11-14 luglio 2011). Ecco cronaca e commenti raccolti da Gianluca Testa:E’ sempre più difficile definire la dimensione europea del volontariato. A volte vengono in sostegno i numeri. Ma anche i dati non bastano. Soprattutto quand’è complicato poterli comparare. Esistono infatti modelli sociali e legislativi diversi in tutti e ventisette i paesi dell’Ue. Fortunatamente ci sono aspetti e questioni che ci accomunano nel dibattito avviato in questo 2011, Anno europeo del volontariato. Ed è proprio nel corso della tappa italiana del tour Aev in corso in questi giorni a Roma che è stato possibile raccogliere le provocazioni più interessanti. Si offrono infatti spunti e nuovi stimoli in vista di una richiesta chiara per il nostro paese prima ancora che per l’Europa. “Perché qualcosa all’Italia lo chiederemo, no?”, domanda a una platea accaldata Fausto Casini, presidente nazionale Anpas.
Secondo Casini, che rappresenta anche la consulta del volontariato all’interno del Forum del terzo settore, è un bene che qualcuno, per favorire la coesione, “costruisca reti nazionali in autonomia. Un valore fondamentale, questo, che la 266 si è dimenticata”. Già, la legge quadro sul volontariato. All’interno di questo mondo, ogni volta che c’è una discussione pubblica, la legge 266 torna in ballo. Più volte ci si è confrontati sul suo destino, ma non si è mai arrivati a una decisione su una possibile modifica. C’era chi invocava lo stralcio, chi una revisione leggera. La verità è che nel 2011 questa legge compie vent’anni. E il dibattito si riaccende inevitabilmente, più attuale che mai.
Comunque Casini non parla di un solo modello di volontariato. No, lui preferisce chiamare in causa i “volontariati”. “In questo momento -dice il presidente Anpas- non sono assolutamente convinto che la legislazione a canne d’organo sia ancora sufficientemente aggiornata. E dobbiamo chiedere allo Stato il superamento di una legislazione così fatta. Perché? Be’, le norme non devono dire come dobbiamo ‘esser fatti’. Piuttosto devono suggerirci ‘come fare’. Soprattutto quando intervengo sui beni comuni per garantire standard e valori”.
Ma qual è l’idea di volontariato che ha Fausto Casini? Riprendendo l’intervento del presidente del “Laboratorio per la Sussidiarietà” Gregorio Arena -che ha elencato i tre valori identitari del volontariato (responsabilità, solidarietà e libertà) anticipando le digressioni legislative di Vincenzo Tondi della Mura e le confessioni del sottosegretario Musumeci- Casini ha aggiunto che “la gratuità dev’essere una condizione di libertà”. Lo ha detto prima di rilancia un altro concetto chiave: quello della sobrietà. “Siamo spesso tentati dalla scoperta di quello che è il valore economico della solidarietà”, spiega Casini. “Ma sarebbe interessante misurare il danno economico dell’individualismo. Fare volontariato è un esercizio di sobrietà, vicinanza, prossimità e responsabilità”.
Infine il presidente di Anpas si concede una riflessione sul concetto di sussidiarietà. “Il sistema scandaloso, per quel che riguarda il rapporto sussidiario -aggiunge- è sulla costruzione delle regole e sulla lettura delle rappresentanze nazionali. Oggi il volontariato ha un Osservatorio nominato dal Ministro in modo discrezionale, non vede riconosciute le proprie reti nazionali e anche all’interno del Cnel è sempre il Ministro a riconoscere le nomine. Vorrei sapere -conclude provocatoriamente e con un pizzico di ironia- se Confindustria sarebbe contenta di subire lo stesso trattamento col proprio rappresentante all’interno del Cnel, che è un organismo di incontro fra le parti sociali per la consulenza al Governo. Chissà, magari l’Anno europeo ci offrirà qualche elemento in più di libertà”.
A stabilire delle priorità nell’agenda di lavoro è lo stesso Arena, che rilancia alcuni temi fondamentali a partire dal concetto di un volontariato utile alla ripresa del paese. Un volontariato che, per Arena, dovrebbe superare quella distanza percepita dalle istituzioni. “E’ su questi snodi dobbiamo lavorare”, puntualizza l’accademico.
Le provocazioni, nella tappa Aev di piazza San Giovanni in Laterano, proseguono con il vicepresidente del Movi. “Un volontariato che si riduce solo ai servizi o alla beneficenza -dice Giovanni Serra- rischia di accompagnare in modo impotente i processi di ‘favelizzazione’ delle città”. Con quali conseguenze? “Sviluppa una grande area della vulnerabilità sociale, maggioritaria nella popolazione e capace di generare risentimento nei penultimi verso gli ultimi. Il tutto con un conseguente scontro interno alle nostre società”. Di fronte alla frammentazione della coesione sociale si aprono quindi nuovi scenari e si lanciano nuove sfide. Ed è proprio a questi temi che il Movi dedicherà un convegno il 19 e 20 novembre. “In quest’ottica -prosegue Serra- è necessario recuperare tre dimensioni essenziali dell’esperienza volontaria: il radicamento (soprattutto condividendo le condizioni di vulnerabilità); la gratuità come condizione di disinteresse; la dimensione politica acquisita come punto di riferimento della propria azione”.
E’ sul concetto della dimensione politica del volontariato che si è levato uno dei pochi applausi della giornata. E’ accaduto quando il referente nazionale dell’Auser ha citato Maria Eletta Martini, presidente onorario del Centro nazionale per il volontariato, promotrice di un volontariato politico mosso dalla voglia di cambiare la società e abbattere le disuguaglianze. “Il cambiamento è possibile, dobbiamo provarci. Ne potrebbe nascere un nuovo modello di sviluppo -conclude Serra- e una nuova cultura della solidarietà capace di recuperare la prospettiva della re-distribuzione”. Il vicepresidente nazionale del Movi auspica inoltre la creazione di una nuova alleanza per la solidarietà “che tenga insieme il volontariato che conosciamo oggi con i nuovi volontariati. Penso ad esempio ai beni comuni e alla legalità”.
(da www. volontariatoggi.info, 12lug11)
sabato 9 luglio 2011
Tappa italiana del Tour per l'Anno europeo del volontariato

giovedì 31 marzo 2011
Inizia la conferenza europea del Volontariato. Il documento del MoVI
Si apre oggi a Venezia, isola di San Servolo, la conferenza pubblica “Sussidiarietà e volontariato in Europa: valori, esperienze e strumenti a confronto”, promossa dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in collaborazione con l’Osservatorio nazionale per il volontariato e il comune di Venezia. L’evento avvia la serie di celebrazioni italiane per l’Anno europeo del volontariato. La prima giornata è a porte chiuse, con il coinvolgimento di esperti invitati che lavoreranno divisi in cinque gruppi. Il 1 aprile una conferenza pubblica alla presenza delle autorità, durante la quale saranno presentati i risultati dei lavori dei gruppi. L'incontro pubblico si chiude con l’intervento del ministro Maurizio Sacconi. L'iniziativa non ha suscitato grande entusiasmo nel volontariato italiano. Tuttavia, alcune fra le realtà più rappresentative non fanno mancare il loro contributo. Ecco, qui sotto, il documento che il MoVI nazionale ha preparato per l'occasione. mercoledì 8 dicembre 2010
Coming to 2011, una proposta del MoVI al volontariato italiano. Primo appuntamento 11 dicembre a Padova
In vista del 2011, anno europeo del volontariato, e 150° anniversario dell'unità d'Italia, nasce una rete nazionale rivolta a al volontariato organizzato. L'idea è quella di avviare un percorso di sviluppo per ricostruire e affermare i fondamenti dell'agire solidali e, allo stesso tempo per individuare buone prassi dell'agire solidale.L’iniziativa prevede l’attivazione di tre percorsi di riflessione e costituisce un’opportunità per riflettere sul volontariato di oggi, radicalmente diverso da quello ottocentesco, e sulla solidarietà, intesa non come concetto scorporato dalla quotidianità, ma come la somma di azioni che mirano ad ampliare l’applicazione dei diritti umani e la tutela delle fasce più vulnerabili.
Tutte le associazioni e i coordinamenti delle associazioni di volontariato che volessero discutere e ragionare con il MoVI sono invitate a partecipare all’incontro di apertura del percorso Coming to 2011: l’11 dicembre 2010 dalle 10.00 alle 17.00 a Padova presso la Casa del Pellegrino.
Chiunque fosse interessato a partecipare può compilare la lettera di adesione al seminario scaricabile dal sito di Coming to 2011, dove è scaricabile le indicazioni su come raggiungere la casa del Pellegrino e il materiale preparatorio dell’incontro.
Per favorire l’interscambio con coloro che parteciperanno per percorso sullo stesso sito, dalla settimana prossima, verrà attivato un Forum di discussione sulle tematiche legate all’Anno Europeo del Volontariato e sul 150° anniversario dell’unità d’Italia.
sabato 4 settembre 2010
2011, Anno Europeo del Volontariato. Ecco il logo

La Commissione europea ha deliberato il logo del 2011, Anno Europeo del Volontariato che accompagnerà lo slogan ufficiale "Volunteer! Make a difference".
Tutte le associazioni e i Centri di Servizio per il Volontariato interessati possono utilizzarlo all'interno dei propri materiali.
Il logo infatti può essere usato liberamente nel contesto del volontariato, ma non deve essere alterato.
Logo dell'Anno Europeo
Linee guida per l'uso del Logo



