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giovedì 9 giugno 2011

Volontari e impegno per la comunità. Perché votare al referendum 4 SI’

Dal presidente del MoVI Sicilia, riceviamo questa dichiarazione sui referendum e la pubblichiamo per aprire un dibattito fra le organizzazioni di volontariato della Sicilia occidentale:

«Sono convinto che impegnarsi nel sociale e nel volontariato senza battersi per eliminare le ingiustizie e l’emarginazione sia pura ipocrisia o, nella migliore delle ipotesi, un atto inutile per la collettività. I poveri hanno bisogno di aiuto e al tempo stesso di giustizia perché l’aiuto senza giustizia li sostiene solo momentaneamente, ma li lascia poveri e senza diritti. In molti per fortuna, crediamo quindi a un volontariato dell’aiuto e per i diritti, a un volontariato della solidarietà gratuita e che lotta per la giustizia sociale. Perciò in molti ci sentiamo coinvolti nei referendum di domenica e lunedì, perché non li sentiamo come parte del teatrino dei partiti, ma come terreni della vita di tutti noi come cittadini portatori di diritti, come padri, madri e figli. Abbiamo tutti bisogno dell’acqua per vivere e per far crescere ciò che mangiamo. E’ un po’ come l’aria. Non è possibile quindi che l’acqua sia affidata alla gestione dei privati. Non ha senso. Se si pensa che alcuni Enti pubblici la gestiscano male, la soluzione non è darla in gestione all’impresa perché ne faccia un reddito, facendola magari costare di più. La soluzione è fare funzionare meglio la politica e gli Enti che gestiscono l’acqua perché stanno gestendo un pezzo fondamentale della democrazia e della nostra stessa vita. La soluzione, come sempre, è l’impegno e l’attenzione dei cittadini, la partecipazione per il controllo di un bene che è di tutti e non può essere oggetto di vendita. Su questi referendum voterò i primi 2 SI’.
Sul referendum per l’energia nucleare le cose sembrano estremamente chiare. Non è etico assumersi rischi e costi che saranno pagati certamente dai nostri figli e nipoti perché pensiamo che forse ci sarebbero dei vantaggi. La scienza è già in grado di fare molto di più, sia sulle energie rinnovabili che su fonti come il gas, l’idrogeno e le biomasse. Non è caso di rischiare su queste cose. Molti altri Paesi hanno ormai scelto di abbandonare il nucleare per puntare alle nuove fonti di energia che sono amorevoli e rispettose verso il futuro e le nuove generazioni e che creano moltissimi posti di lavoro e sviluppo. Il nucleare interessa solo pochi grandi investitori e, ammesso che ci si salvi da disastrosi incidenti, lascia al futuro enormi carichi di scorie pericolosissime da gestire. Non sembra una scelta intelligente; non sembra una scelta solidale. Su questo referendum voterò il terzo SI’.
Infine penso di votare sì al quesito sul legittimo impedimento perché credo che chi ha responsabilità pubbliche e accetta il compito di gestire i beni comuni non deve avere nulla da nascondere e deve essere sempre disponibile a verifiche e controlli, anche quando questi sono molto maggiori rispetto a quelli di altri cittadini. E’ il giusto prezzo da pagare al ruolo pubblico e al potere. Non è un tema di scelta fra i partiti; mi sembra invece la difesa di un diritto di controllo della comunità su tutta la politica sia quella che per ora è al governo, che quella che desidera andarci in futuro. E’ un tema che non deve avere colore politico perché il controllo deve essere per tutti, chiunque essi siano, a qualsiasi forza politica appartengano. Consideriamo questo un “bene comune” al pari dell’aria, dell’ “acqua”, della salute del nostro ambiente. Possiamo forse chiamarlo “trasparenza dei rappresentanti” e dobbiamo pretenderlo. Su questo referendum voterò il quarto SI’.

Se non si raggiungerà il quorum sarà davvero un'occasione mancata per la comunità e "non cambierà nulla"! Sono referendum che interessano la gente comune, non i partiti e nessuno dovrebbe dare a questo voto un valore politico. Non dovrebbe farlo la maggioranza, ma nemmeno l’opposizione che non deve strumentalizzare problemi così seri per recuperare consensi. Non dimentichiamo che in passato le posizioni del centrosinistra sull’acqua non sono state lontane da quelle sostenute dall’attuale maggioranza. A votare dobbiamo andare tutti per dare un segnale forte, come cittadini, a tutta la politica, senza riguardo ai colori in campo, soprattutto per dire che "i beni comuni" ci stanno a cuore e che chiunque governi deve rispettarli e gestirli come diritti fondamentali di tutti i cittadini.

Facciamoci questo regalo, in occasione dei 150 anni della nostra Italia: andiamo a votare e portiamo con noi parenti, amici, vicini di casa!»

Ferdinando Siringo
Presidente del Movimento del Volontariato Italiano Sicilia

martedì 7 giugno 2011

Per i 150 anni dell'Italia, cittadini facciamoci un regalo: andiamo a votare ai referendum!

In vista della prossima consultazione referendaria, il MoVI nazionale ha diramato il seguente comunicato:

Si avvicina l'appuntamento con i referendum del prossimo 12 e 13 giugno: il MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) intende lanciare anch'esso un appello a partecipare tutti i cittadini.
Nel merito dei quesiti referendari, nel rispetto delle diverse posizioni e del dibattito aperto anche nel mondo del volontariato sui diversi quesiti, il Comitato Nazionale del MoVI, riunito a Frascati il 4 e 5 giugno scorso, ha ritenuto di esprimersi a favore di un “si” per tutti e quattro i quesiti.
In particolare sentiamo l'importanza di affermare la scelta di una gestione pubblica della acqua, che deve restare un bene comune gestito pubblicamente per garantire il diritto fondamentale di accesso a tutti a questa risorsa fondamentale per la vita: come bene comune l'acqua non può essere gestita come un bene privato. In molti paesi poveri, le multinazionali acquistano i pozzi per fare il bello e il cattivo tempo sull’uso dell’acqua mentre migliaia di persone muoiono senza poter accedere all’acqua potabile. Con il secondo quesito si sceglie di escludere il profitto come molla per gli investimenti nel settore, escludendo il mercato dal controllo delle scelte e delle strategie sull'acqua.
Sul nucleare, crediamo che i rischi e i costi non possano giustificare i dubbi vantaggi: non possiamo lasciare ai nostri figli un enorme pattumiera di rifiuti tossici ingestibili mentre è chiaro che le spese di smaltimento superano di gran lunga il costo di energie alternative e pulite. Occorre puntare su politiche di risparmio, riciclo, riduzione degli sprechi e non su una sconsiderata crescita illimitata onnivora di energia e risorse.
Pensiamo di votare si al quesito sul legittimo impedimento perché vogliamo che chi ha responsabilità pubbliche e accetta il compito di gestire i beni comuni non deve avere nulla da nascondere e deve essere sempre disponibile a verifiche e controlli secondo la legge che vale per tutti i cittadini.
Il voto è la prima e più importante espressione di quella "sovranità popolare" che è alla base del nostro sistema democratico. Con i referendum possiamo e dobbiamo esprimere il nostro parere su tematiche centrali e vitali per tutti, per prenderci cura dei nostri beni comuni: energia nucleare si o no, acqua gestita dai privati o acqua pubblica, si o no al legittimo impedimento per i processi a chi ci amministra. Siamo noi che possiamo e dobbiamo fare i "legislatori", non ci sono scuse!
Certo se non si raggiungerà il quorum sarà davvero un'occasione mancata e "non cambierà nulla"!
Se invece a votare ci andiamo tutti e i referendum saranno validi, allora avremo dato un segnale forte, come cittadini, per dire che "i beni comuni" ci stanno a cuore e non intendiamo lasciarli in balia di una politica che non sempre ci convince.
Facciamoci questo regalo, in occasione dei 150 anni della nostra Italia: andiamo a votare e portiamo con noi parenti, amici, vicini di casa!


Per informazioni: 0432 943002 - movita@movinazionale.it

venerdì 1 aprile 2011

Incontro del Comitato regionale referendario promosso da Legambiente

Venerdi 1 aprile, Comitato regionale referendario "Vota Si per fermare il nucleare" alle 15.00 in via Tripoli 3 a Palermo per fare il punto della situazione su almeno 4 punti.

1. Organizzazione delle prossime iniziative da parte sia del comitato referendario che delle singole organizzazioni

2. Definizione dei materiali divulgativi e promozionali comuni da utilizzare per la campagna referendaria

3. Organizzazione dell’autofinanziamento e avvio dei comitati locali

Segreteria Organizzativa Comitato Siciliano "Vota SI per fermare il nucleare"
Tommaso Castronovo
Legambiente Sicilia
via Tripoli, 3 - Palermo
tel. 091.301663-6264125
fax 091.6264139 - cell. 329.5930946
t.castronovo@legambientesicilia.com
www.legambientesicilia.com

martedì 15 marzo 2011

"Ferma il nucleare", si costituisce il Comitato regionale referendario

Riceviamo questa notizia e la pubblichiamo:

«Il 10 marzo 2011, presso la sede del Cepes, si è costituito il Comitato regionale referendario “Vota Si per fermare il Nucleare”, composto da un vasto schieramento unitario di organizzazioni sociali, di diverso orientamento politico e culturale oltre che da singoli cittadini che operano nei settori culturale, sociale ed economico preoccupati che la scelta del ritorno al nucleare blocchi il processo di innovazione in campo energetico già in atto. Il Comitato regionale è un articolazione territoriale del Comitato nazionale è godrà della piena autonomia d’iniziativa ispirandosi al principio di leale e reciproca collaborazione, con possibilità di organizzare iniziative, fare raccolta fondi, distribuire il materiale prodotto nazionalmente ed eventualmente produrne in proprio. Obiettivo unificante sarà quello di vincere il referendum per fermare il nucleare. L’incontro di ieri ha confermato l’impegno di tutte le organizzazioni aderenti a promuovere la partecipazione al referendum considerato oggi più che mai uno dei pochi strumenti reale di espressione democratica dei cittadini. Il comitato referendario si pone l’obiettivo di convincere i cittadini siciliani, attraverso la mobilitazione di tutte le organizzazioni aderenti, a recarsi al voto per votare il SI’. Prioritario è il coinvolgimento di chi non ha un’opinione sul nucleare e/o è indeciso. Per questo è necessario che tutte le organizzazioni si impegnino a promuovere comitati locali e mobilitare quanti più attivisti possibile per andare a incontrare in ogni luogo i cittadini. Il comitato ritiene fondamentale il coinvolgimento delle amministrazioni comunali e per questo si ritiene necessario avviare attività di sensibilizzazione perché dichiarino i loro territori denuclearizzati. La mobilitazione referendaria sul nucleare si incrocia inevitabilmente con le proteste che provengono dal mondo imprenditoriale, economico e sociale, contro il decreto Romani (già ribattezzato “ammazza rinnovabili”) che, oltre a generare incertezza nell’unico settore che ad oggi è riuscito a resistere all’attuale crisi economica, rischia di provocare la chiusura di centinaia di piccole e medie imprese e la perdita di miglia di posti di lavoro al solo fine di spianare la strada alla scelta del nucleare. Nel corso del dibattito è stata inoltre sottolineata l’opportunità di connettersi, nel quadro delle iniziative che verranno messe in campo, alle attività dei comitati referendari per la ripubblicizzazione del servizio idrico e per l’abrogazione del legittimo impedimento con l’obbiettivo comune di far superare il quorum. Nel prossimo incontro, previsto per mercoledi 16 marzo alle 17 presso la sede di legambiente sicilia in via tripoli 3, Palermo il Comitato si doterà dei seguenti organismi e strumenti per affrontare la campagna referendaria e dare supporto ai Comitati locali: - Coordinamento rappresentativo delle varie organizzazioni e che avrà la funzione di guidare e coordinare la Campagna referendaria; - Comitato scientifico composto da personalità esperte disponibili anche per le iniziative territoriali; - Segreteria Organizzativa a supporto dei Comitati territoriali; - Pool di comunicatori e strumenti di comunicazione; - Sito /blog/ social network sarà possibile scaricare materiali in-formativi, logo, comunicati stampa, segnalare iniziative; Si allega la scheda di adesione al comitato referendario che siete pregati di far pervenire entro il prossimo incontro. Vi chiedo di confermare la vostra partecipazione entro lunedi mattina».
Organizzazioni promotrici ACLI, ADOC, AIAB, ALPA, ALTRA STORIA, ARCI RAGAZZI, ARCI, AUSER, CEPES, CISS, COLDIRETTI, COMITATO FAI LA COSA GIUSTA, ECODEM, FIOM-CGIL, F.P.CGIL, GREENPEACE, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU, MDC, M.I.R., RETE LILLIPUT, SLOWFOOD, SEL, UDU, UISP, VERDI, WWF.