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lunedì 16 aprile 2018

Creare, un paradigma utile al rinnovamento pedagogico

Venerdì 20 aprile 2018 alle ore 18 al Cinema Rouge et Noir di Palermo in Piazza Verdi n. 8 viene presentato il volume "Educazione all’arte/arte dell’educazione. Il paradigma CREARE: un contributo al rinnovamento pedagogico" (edizioni FrancoAngeli) di Salvo Pitruzzella.
Ne discuteranno con l’autore: Elena Mignosi, docente Dip. Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione, Università di Palermo; Luciana Giunta, docente Accademia di Belle Arti di Palermo; Lino D’Andrea, garante per l’infanzia e l’adolescenza, Città di Palermo; Lillo Falci, responsabile settore scolastico C.D. La Noce – Istituto Valdese; Fabrizio Mangione, preside Liceo delle Scienze Sociali C. Finocchiaro Aprile.
La crisi del nostro sistema educativo è sotto gli occhi di tutti. Pressate da un lato da pretese di efficienza aziendale, che mal s’accordano con gli scarsi investimenti, dall’altro dalla crescita di un disagio diffuso nelle nuove generazioni, la scuola e le altre agenzie educative sembrano spesso brancolare nel buio. Per affrontare le sfide del terzo millennio dobbiamo modificare profondamente i nostri modelli pedagogici, e ridare all’educazione il ruolo che Edgar Morin, citando Rousseau, rivendicava: insegnare a vivere. Io credo che abbiamo bisogno di un nuovo paradigma educativo, che ponga al centro l’empatia e la creatività. Nel libro cerco di dimostrare come questo nuovo paradigma abbia radici profonde e antiche, che possiamo rintracciare nei grandi progetti pedagogici del passato, da Comenius a Owen, fino a Freinet e Lodi, radici che si incontrano con le ricerche più recenti delle neuroscienze, della psicologia e della filosofia della mente. Ho sintetizzato gli elementi essenziali di questo nuovo paradigma con l’acronimo CREARE, che indica l’approccio creativo-riflessivo-enattivo alla relazione educativa, e sostengo che l’educazione alle arti ne sia una componente decisiva.

Salvo Pitruzzella è nato e vive a Palermo.
È Professore di Pedagogia e didattica dell’arte e di Scrittura creativa presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, e dirige la Scuola Triennale di Drammaterapia presso il Centro ArtiTerapie di Lecco. È International Member della BADTh (British Association of Dramatherapists), e fa parte del comitato editoriale della rivista Dramatherapy Journal, organo scientifico dell'associazione. È membro del consiglio direttivo dell'EFD (European Federation of Dramatherapy), e rappresentante italiano presso l'ECARTE (European Consortium for Arts Therapies Education). Ha condotto laboratori di Drammaterapia e creatività applicata in molte città d’Italia come pure in UK, Svizzera, USA, Repubblica Ceca, Romania, Grecia, Germania, Malta, e Israele. Ha pubblicato numerosi libri sulla drammaterapia e sulla creatività.

giovedì 12 aprile 2018

La forza della parola e l'impegno educativo. Un incontro a Palermo

(clicca sull'immagine per ingrandirla)
Per tutte le associazioni di volontariato e gli altri Enti di Terzo settore che si occupano di educazione e rapporto con le nuove generazioni un'interessante incontro a Palermo il 18 aprile. Qui sotto tutti i dettagli.
Mercoledì 18 aprile dalle 8.45 alle 11.00 si terrà nella sede di Palermo della Lumsa (via Filippo Parlatore, 65) un seminario a partire dal libro di Vanessa Roghi La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole (Laterza 2017).
L’autrice dialogherà con gli studenti dei corsi di laurea in Scienze dell’educazione e Scienze della formazione primaria e con una platea rappresentativa di esperienze significative del territorio in ambito educativo e sociale. È prevista la partecipazione, fra gli altri, di Loriana Cavaleri, Valentina Chinnici, Francesca Cosentino, Antonio Di Lisi, Amico Dolci, Antonietta Fazio, Gabriella Ferrara, Giovanna Genco, Cristina Lanzarone, Nicola Macaione, Giovanna Marano, Elena Mignosi, Livia Romano, Lara Salomone, Vincenzo Schirripa, Lidia Scifo. Quello degli alunni di Barbiana è un testo citato spesso e forse non letto a sufficienza. Lo studio di Vanessa Roghi lo restituisce alla storia del rapporto fra scuola e democrazia, sottraendolo a letture riduttive e luoghi comuni, e in questo quadro storico e culturale ne racconta la ricezione. Di fronte al dibattito sull'educazione spesso insoddisfacente degli ultimi anni, questo libro offre un esempio del lavoro di ricerca che invece si può fare per raccontare la scuola come è stata, com'è e come potrebbe diventare.

venerdì 9 febbraio 2018

Welcome, guys. Adolescenti e giovani di fronte all'immigrazione

Immigrazione, percorsi educativi di conoscenza e accoglienza. La Comunità di S. Egidio, il 2 marzo 2018, presenta a Palermo un sussidio per itinerari formativi per adolescenti giovani.
(clicca sull'immagine per ingrandirla)

martedì 4 luglio 2017

DAPPERTUTTO: tutto può insegnare, ma cosa educa veramente? Ecco le riflessioni nate dal workshop

C’è una correlazione positiva tra il miglioramento dei dati sulla povertà educativa e l’aumento delle esperienze culturali. Per questo occorre costruire una comunità educante locale in senso olistico, che sappia rispondere ai bisogni del territorio attraverso una rete di associazioni, scuole e famiglie.
Il laboratorio maieutico Tutto può insegnare, ma cosa educa veramente?, realizzato il 10 giugno 2017 a Palermo in occasione dell’ottava edizione di Una Marina di Libri, ha raccolto educatori, curatori artistici, insegnanti, genitori, rappresentanti istituzionali e cittadini muovendo i primi passi da questo assunto. Il workshop è nato dall’esigenza di partire dalla nostra realtà per individuare desideri, interessi e necessità di chi, in prima persona, vive il territorio. L’atmosfera suggestiva dell’Orto Botanico ha favorito un momento di confronto che ha sposato in pieno il tema cardine dell’ottava edizione di Una Marina di Libri, ovvero l’Educazione.
Cristina Alga e Cristiano Inguglia hanno aperto il confronto con un riferimento all’analisi delle quattro dimensioni della privazione educativa, individuate nel report di Save the Children Futuro in partenza?, quali:
  • Apprendere per comprendere, ovvero per acquisire le competenze necessarie per vivere nel mondo di oggi;
  • Apprendere per essere, ovvero per rafforzare la motivazione, la stima in se stessi e nelle proprie capacità, coltivando aspirazioni per il futuro e maturando, allo stesso tempo, la capacità di controllare i propri sentimenti anche nelle situazioni di difficoltà e di stress;
  • Apprendere per vivere assieme, o la capacità di relazione interpersonale e sociale, di cooperazione, comunicazione, empatia, negoziazione. In sintesi, tutte quelle capabilities essenziali per gli esseri umani in quanto individui sociali;
  • Apprendere per condurre una vita autonoma e attiva, rafforzare le possibilità di vita, la salute e l’integrità, la sicurezza, come condizioni “funzionali” all’educazione.
Partendo dai quattro punti chiave individuati da Save the Children, Amico Dolci ha introdotto l’esperienza degli anni ‘70 relativa alla nascita del centro educativo di Mirto, a Partinico. È stato condiviso come, in seguito a un lungo percorso di confronto attivo e di ascolto della popolazione del posto, sia potuto nascere un nuovo centro educativo come risultato corale di una ricerca comune. In seguito a questa riflessione è stato chiesto ai partecipanti di condividere le proprie esperienze sul tema dell’educazione e del contrasto alla povertà educativa affidandosi all’ascolto reciproco.
Negli interventi dei presenti è emersa la necessità di valutare i rischi e i bisogni educativi del territorio per attuare delle azioni di contrasto all’esclusione e alla disuguaglianza sociale.
La scuola dovrebbe essere il più possibile aperta al territorio, valorizzando gli spazi vivi dei quartieri oltre i siti artistici e culturali. Per migliorare il benessere della comunità, è necessario partire dall’educazione non formale così che tutti, adulti e bambini, abbiano la possibilità di esprimere le proprie idee e opinioni e sentirsi inclusi nei processi decisionali. Questo può essere possibile attraverso la comunicazione e il dialogo inclusivi, che diano a tutti lo spazio e il tempo di esprimersi in base alla propria esperienza, per una ricerca reciproca.
Un altro elemento fondamentale del confronto è stato il problema dell’istruzione negli istituti primari e secondari: occorre, secondo gli intervenuti, incentivare gli insegnanti a uscire fuori dagli schemi dell’offerta formativa e trasformare l’insegnamento in un momento di educazione e formazione reciproca. Bisogna, inoltre, motivare i ragazzi ad andare volentieri a scuola stimolando la loro curiosità e favorire la relazione con l’educatore riducendo il numero di bambini nelle classi.
Per ripensare l’educazione su più fronti, rivoluzionandola con la valorizzazione degli spazi aperti, è indispensabile coinvolgere il più possibile le famiglie, affinché anche figure come genitori e nonni possano favorire un’educazione più incisiva e inclusiva.
Il workshop è solo il primo degli eventi promossi dalla rete “DAPPERTUTTO. Territori e Comunità per inventare il futuro", coordinata dal Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci, in partenariato con SEND, CLAC, Per Esempio, Handala, Comitato ADDIOPIZZO, Centro Internazionale delle Culture UBUNTU, booq, Istituto Comprensivo Statale Amari-Roncalli-Ferrara, Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione (Unipa), Area della Scuola e Realtà dell’Infanzia - Comune di Palermo.
La rete è parte di un gruppo di organizzazioni del terzo settore palermitano che, sia attraverso la realizzazione di pregressi progetti in comune sia attraverso momenti di scambio, incontro e cooperazione, si va strutturando come comunità di pratiche sperimentandosi come una sorta di distretto dell'impresa sociale palermitana.
A breve verrà organizzato un altro workshop aperto a tutta la cittadinanza, in particolare a educatori, insegnanti, genitori, operatori e artisti, per continuare a individuare desideri, interessi e necessità di chi vive il territorio in prima persona.
Per ulteriori informazioni, scrivere a iniziative@danilodolci.org.

giovedì 5 novembre 2015

Educare i giovani al volontariato, volontari in piazza a Mazara

(clicca sull'immagine per ingrandirla)
Venerdì 6 novembre 2015 il volontariato scende in piazza con un evento dal titolo “Educare i giovani al volontariato”. L’incontro si svolgerà in piazza del Municipio a Mazara del Vallo.
L'iniziativa, promossa dalle associazioni di volontariato della locale delegazione CeSVoP, vedrà susseguirsi varie attività a cura delle stesse associazioni.
La prima attività avrà inizio alle ore 14:30 e vedrà la realizzazione di un percorso antincendio rivolto ai bambini.
Sempre per i bambini, alle ore 16:00 verranno proposte delle prove pratiche di guida sicura in biciclette o in auto elettriche.
Di seguito alle ore 17:00 dimostrazione di BLS-D e alle 18:30 momento culturale.
Alle 19:30 degustazione di pietanze tipiche del Mediterraneo.
Chiuderanno la serata, dalle ore 21:00, le esibizioni di canto folk e spettacolo musicale.

LOCANDINA CON IL PROGRAMMA

sabato 29 agosto 2015

Dall'ASP 6 di Palermo l'avviso per azioni di educazione e promozione della salute

L'Azienda ha pubblicato l'avviso per la "Manifestazione di interesse a collaborare in forma gratuita ad azioni di educazione e promozione della salute relativi ad obiettivi del Piano Aziendale di Educazione e Promozione della Salute dell'ASP di Palermo (P.A.E.P.S.). - Costituzione Elenco Aziendale Enti Terzo Settore No-Profit". Scadenza 20 settembre 2015 ore 12.
Per i dettagli clicca qui

martedì 23 giugno 2015

Situazione giovanile e ruolo educativo del volontariato, laboratorio formativo a Gela (CL)

Dinanzi alla grande emergenza educativa è necessaria una grande alleanza tra cittadini, società civile, istituzioni e amministrazioni per prevenire e limitare la devianza, ma soprattutto per porre attenzione alle necessità del mondo giovanile e dei ragazzi delle nostre comunità. Con tale obiettivo, il volontariato della provincia di Caltanissetta, con il supporto del CeSVoP, organizza alla Casa del Volontariato (via Ossidiana) di Gela (CL), un laboratorio formativo sull'animazione giovanile dedicato ai volontari del nisseno. L'incontro si svolge il 27 giugno dalle ore 9 alle ore 18. Gli interventi della mattina saranno curati da uno psicologo ("Identità, stile educativo e valore educativo della gratuità all'interno dei rapporti intergenerazionali") e dal sociologo e docente di comunicazione dell'Università di Messina, Francesco Pira ("Attuale situazione giovanile, crisi educativa e rapporti intergenerazionali"). Nel pomeriggio la psicologa, esperta in dinamiche di gruppo, Cristina Russotto, coinvolgerà i partecipanti a conoscere e sperimentare tecniche di animazione nella gestione dei piccoli gruppi. A conclusione dell'incontro verranno formati dei gruppi di lavoro per l'avvio di un percorso sperimentale di progettazione partecipata che verrà completato il 4 luglio a San Cataldo (CL).
Per partecipare occorre iscriversi entro il 25 giugno alle ore 14, per compilare il modulo online CLICCA QUI.

giovedì 12 febbraio 2015

Sport ed educazione al Festival della Città Educativa

Al Festival della Città Educativa non poteva mancare un tema rilevante come lo sport. Tantissime realtà sono presenti a Palermo, dalle palestre alle scuole calcio, dalle associazioni sportive dilettantistiche allo sport fatto per strada, per non parlare di tutte le attività sportive che si fanno negli istituti scolastici. Un reticolo di occasioni in cui lo sport può essere o è, di fatto, anche pratica educativa. Se ne parla al gruppo di lavoro che si svolge il 13 febbraio al Polo didattico (edificio 19, aula 11) dell'Università di Palermo dalle ore 10 alle 13. Per i pedagogisti aderenti all'ANPE, la partecipazione all'incontro vale 3 crediti formativi.

giovedì 1 gennaio 2015

5 gennaio 2015, un Patto educativo per la Città di Palermo


Un patto, un festival e un intero anno dedicato all’educazione e ai diritti dei più piccoli. All’insegna di “Palermo 2015 Città Educativa”, il 5 gennaio oltre 90 realtà sociali con in testa l’Amministrazione comunale, l’Università di Palermo, Direzioni regionale e provinciale dell’Ufficio scolastico regionale, l’APPI e il CeSVoP sottoscriveranno un «Patto educativo per la città di Palermo».
La semplice cerimonia si svolgerà in Piazza Pretoria a partire dalle ore 10,30. In una cornice di festa, animazione, idee e proposte, con questo atto prenderà ufficialmente il via un percorso che sfocerà nell’elaborazione di un progetto sulla città a partire dai diritti dei bambini e dei ragazzi. In pratica, si tratta del Festival iniziato lo scorso novembre che arriverà al culmine nel prossimo febbraio. Esso si articola in 3 fasi (sapere, saper fare e saper essere) contrassegnate da incontri, seminari di approfondimento e confronti in tantissime realtà sociali, istituzionali, scolastiche e professionali della città. Il momento culminante si celebrerà dal 23 al 28 febbraio 2015 ai Cantieri Culturali della Zisa.
«Guardare Palermo come “Città Educativa” – sottolinea Pasquale D’Andrea, garante comunale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – è una proposta e una prospettiva per tutte le città che vogliono darsi un futuro. Innanzitutto perché educare significa vivere il presente guardando dentro e oltre ciò che accade. Poi, perché il punto di vista delle nuove generazioni porta sempre con sé una spinta ad accogliere il cambiamento, il rinnovamento, la diversità. Obiettivo del Festival, del Patto e del 2015 Anno di Palermo Città Educativa è definire insieme un comune progetto di città a partire dai diritti dei più piccoli. E, soprattutto, creare stabilmente mentalità, occasioni e strumenti per attuare, rilevare e verificare a che punto è giunta da parte di tutti e di ciascuno la realizzazione di tale città educativa ed educata».
L’iniziativa è nata dall’incontro tra le proposte di alcune organizzazioni di volontariato impegnate nel campo educativo e nei quartieri e la disponibilità dell’amministrazione comunale ad aprire un confronto articolato e aperto a tutti sui temi della cittadinanza e dell’attenzione ai più piccoli.
Infatti, come dice il sindaco Leoluca Orlando, «questo percorso è il frutto di un importante impegno congiunto fra diversi rami dell’amministrazione e della società civile cittadina. E’ la conferma dell’attenzione dell’amministrazione comunale e di tutta la città sulla centralità dei bambini e delle bambine, cittadini di oggi e non soltanto di domani, e chiamati a svolgere essi stessi oggi un ruolo protagonista in una città che si fa città educativa senza recinti specialistici o barriere generazionali e sociali».
Fra i primi ad accettare con entusiasmo la proposta anche l’Università di Palermo perché, come sottolinea il rettore Roberto Lagalla, «il tema della Città educativa è senza ombra di dubbio una fascinosa sperimentazione pedagogica, una sfida che in un momento di straordinaria difficoltà ci impone di mettere insieme le forze. Per questo motivo è importante sottolineare come l’Università abbia assunto il ruolo e la valenza di agenzia culturale del territorio».
Hanno aderito anche la Prefettura, il Tribunale dei Minorenni, la Questura e le forze di polizia, la Caritas diocesana, il Forum del Terzo settore, gli istituti penali, ordini professionali, centri formativi e istituzioni culturali, enti regionali, istituti scolastici, associazioni imprenditoriali, organizzazioni di volontariato, imprese sociali, istituzioni e realtà territoriali, organizzazioni no-profit, ecc. Una rete destinata ad ampliarsi sempre di più e che vede il coordinamento di Assessorato comunale alla Scuola e Assessorato comunale per la Cittadinanza sociale con la segreteria tecnica del CeSVoP.
A descrivere il movimento suscitato dal patto e dal percorso per Palermo Città Educativa è proprio l’assessora alla scuola Barbara Evola: «Il processo di attenzione all’infanzia e all’adolescenza avviato dall’Amministrazione comunale ha avuto un grande passo in avanti con la nomina del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, primo in Sicilia, e fra i primi in Italia. Con questo evento siamo ad un altro importantissimo passo: un’iniziativa che coinvolge tutta la città nella sua complessità, per condividere obiettivi e percorsi che possano ricostruire il tessuto lacero della nostra comunità e ripensare Palermo come città educativa a tutti i livelli». Mentre Agnese Ciulla, assessora per la cittadinanza sociale, evidenzia gli aspetti più amministrativo-politici: «Questa manifestazione pone e al centro della programmazione politica i diritti di bambine e bambini, quindi il futuro della nostra comunità. In un momento di grandi emergenze sociali è importante programmare anche attraverso l’ascolto e la partecipazione di istituzioni pubbliche e private. La sfida importante consisterà nell’armonizzazione e integrazione della pianificazione nell’interesse esclusivo di cittadini e cittadine grandi e piccoli».
Tutti gli eventi del festival e le iniziative legate a «Palermo 2015 Città Educativa» si possono conoscere attraverso il sito dell’iniziativa www.palermoeducativa.it e quello del Comune di Palermo. Inoltre, filmati, streaming video, ricerche, dati, documenti e informazioni saranno diffusi anche grazie ai social network (gruppo facebook palermoeducativa; twitter #palermoeducativa; youtube palermoeducativa…).
Per tutta la cittadinanza, appuntamento al 5 gennaio 2015 in Piazza Pretoria a partire dalle ore 10,30.

Locandina del 5 gennaio 2015
Testo del Patto Educativo che verrà sottoscritto
Elenco delle adesioni al 31 dicembre 2014
Modulo di adesione online

giovedì 14 novembre 2013

Giornata mondiale dell'infanzia e dell'adolescenza. Proposta di incontro per tutte le realtà che hanno a cuore le nuove generazioni

Il 20 novembre, Giornata mondiale dell'infanzia e dell'adolescenza, alcuni esponenti del volontariato e del Terzo settore palermitano propongono un incontro di confronto e riflessione sull'attuale momento educativo rivolto a genitori, educatori, insegnanti e responsabili di realtà sociali interessate alle nuove generazioni. Qui sotto l'appello invito all'iniziativa che si svolge  il 20 novembre alle ore 16 nella Sala riunioni del CeSVoP in via Maqueda, 334 a Palermo.

Il 20 novembre è la giornata mondiale dell'infanzia e dell'adolescenza.

Invitiamo tutti, genitori, educatori, insegnanti a vivere questa giornata di festa all'insegna del gioco con i ragazzi e le ragazze .

Ma pensiamo che sia doveroso e necessario trovare un momento di riflessione per confrontarci sul grave momento EDUCATIVO che vivono il nostro paese e la nostra città.


Le cause della crisi educativa
La causa che sta generando questa emergenza educativa non è da ricercare solo nella crisi economica, ma anche, nella mancanza di un progetto educativo  ai vari livelli (locali e nazionali) e, forse ancor di più, sulla caduta del “Patto sociale “ che tiene insieme le Comunità.

Crisi economica
La crisi economica che ha generato tagli non solo sulle politiche dell'infanzia e dell'adolescenza ma anche su altre politiche: la sanità, la scuola, le politiche del lavoro e della formazione.
Va sottolineato però che, per le politiche rivolte all’infanzia e all’adolescenza ed ai giovani, non vi sono reti di ammortizzatori sociali, così come non esiste un “sistema nazionale” pre – crisi, che, sebbene stressato e “tagliato” per effetto della crisi economica comunque avrebbe potuto dare una certa garanzia di tenuta del sistema educativo. A questo si aggiunge il mancato completamento della Legge 328/00 che a fronte della cancellazione di fondi nazionali “dedicati” in un fondo unico non ha poi definito quei Livelli Essenziali che avrebbero potuto salvaguardare un impegno per le politiche minorili e abbattere le differenze nord – sud .

La mancanza di un Progetto Educativo
Stiamo assistendo allo smantellamento di tutte quelle strutture Nazionali che dovevano progettare e monitorare i vari Piani Infanzia: l’Osservatorio ed il Centro di Documentazione. Strutture che, tra l’altro, non sono mai state pensate e attivate ai livelli Regionali e locali. Questo non solo non ci ha permesso di definire i Piani infanzia, ma non ha sensibilizzato e responsabilizzato  la i Decisori politici a pensare ad un Progetto Educativo ai vari livelli.

La caduta del “Patto sociale”
Infine, oltre alla crisi economica, assistiamo ad una crisi etica, una crisi del “patto sociale” che tiene insieme le persone nella Comunità-Paese, che dovrebbe garantire la mediazione fra le istanze individuali e collettive.
Si è affermata la trasformazione quasi antropologica per la quale la misura di tutto è
l’individualità delle “proprie” istanze e l’inverosimile convinzione che il successo nella vita
(formativo, scolastico, lavorativo, personale), è a tutti “dovuto” senza la fatica della
costruzione, giorno per giorno, del proprio presente e del proprio futuro “nella comunità”; è
diffusa l’idea che siano possibili improvvisi cambiamenti di vita (in meglio) vincendo ai
giochi d’azzardo, diventando calciatori, veline e che le scorciatoie “paghino” più della lenta
costruzione del proprio futuro, che i “vecchi” percorsi (andare a scuola, studiare, provare ad impegnarsi per il miglioramento delle proprie condizioni di vita nel quadro del miglioramento delle condizioni di vita altrui) siano obsoleti, polverosi, frenanti la libertà creativa di persone altrimenti destinate a brillanti successi …
Infine, la stessa incapacità di Governo e Parlamento di dar vita, d'altronde, a una riforma fiscale che garantisca la progressività (ovvero far pagare di più ai ricchi) per garantire i servizi educativi e sociali a un livello dignitoso, contribuisce a indebolire il senso di coesione della Comunità Paese intorno ai principi di solidarietà indicati dalla Costituzione che hanno proprio nel sistema fiscale progressivo una loro base fondamentale

Le conseguenze
Recenti studi hanno messo in evidenza la correlazione fra “le crisi” e l’aumento delle patologie borderline, psicotiche o nevrotiche, negli adolescenti e nei preadolescenti, l’aumento dell’obesità minorile, il drop-out dal sistema formativo e scolastico, etc.

La crisi etica ed educativa del sistema-Paese e la crisi “di progetto” in questa nostra analisi
pre-esistono a quella economica; tutte e tre contribuiscono a fare dell’Italia un Paese da
ricostruire: come nel dopoguerra, con macerie di altro tipo (educative, etiche, di sistema) e con povertà nuove (culturali ed economiche insieme, a cui si affianca una marcata carenza di “speranza”). Purtroppo non si rileva quell’energia e quella fiducia nel futuro che si registrò quasi 70 anni fa, quell’energia che alimentò e sostenne le fatiche di almeno due generazioni, impegnate nella ricostruzione dell’Italia.

T'invitiamo a partecipare all'incontro del giorno 20 novembre 2013 alle ore 16,00 al “CESVOP” Via Maqueda 334

Tentando di  non entrare nel vortice dell'emergenza perenne , di discutere solo dell'oggi e aprendo la nostra visione al livello mondiale, Nazionale, Regionale e locale. Cercheremo attraverso un'attenta analisi di trovare anche solo “il bandolo” attraverso cui riproporre, insieme, un’idea di presente e quindi di futuro, una “pianificazione” a medio e lungo periodo, ma trovando anche le modalità di come coinvolgere i ragazzi, le ragazze e gli adulti in questo percorso.


Pasquale D'andrea (detto Lino)
Francesco Di Giovanni
Giuseppe Mattina

Ferdinando Siringo

giovedì 25 luglio 2013

Educazione e beni comuni, se ne parla in un convegno nazionale a Palermo

Dal 26 luglio entra nel vivo il convegno nazionale estivo del Mieac (Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica). Per quest’anno la sede è Palermo e il tema molto suggestivo, «Fraternità ed educazione per il bene comune». Il programma della tre giorni (26-28 luglio) è ricco di appuntamenti fra i quali spiccano: l’incontro con don Carmelo Torcivia, teologo pastoralista, venerdì 26 luglio ore 9,30 su »Fraternità, un modo nuovo per dire comunità e convivenza civile»; il confronto di esperienze «Dentro la città, bene comune» (con Centro Astalli, Centro Santa Chiara, associazione Handala e associazione Il Quartiere) che si svolge alle 18 sempre del 26 luglio al Centro Santa Chiara; l’approfondimento «Acqua, ambiente, quartieri… tendenze e prospettive nella riscoperta dei beni comuni» con Ketty Vaccaro, responsabile settore Welfare e Salute del Censis, sabato 27 luglio alle 10,30. Inoltre, tre vescovi siciliani (Calogero Peri, Domenico Mogavero e il card. Paolo Romeo) guideranno degli approfondimenti biblico-spirituali, uno per ogni giornata dell’incontro nazionale.
Il Mieac è un movimento laicale di ispirazione religiosa che si rivolge a tutti gli educatori impegnati a vario titolo nel campo dell’educazione. Sorto nell’ambito dell’Azione Cattolica Italiana, punta a suscitare una progettualità educativa condivisa fra tutti coloro che hanno un ruolo nella formazione delle nuove generazioni per giungere ad un’opera educativa che sia al servizio del pieno e autentico sviluppo della persona.
Il Convegno nazionale del Mieac si svolge a Palermo dal 26 al 28 luglio 2013 presso il «Centro San Francesco» (Via Infermeria dei Cappuccini, 3).

venerdì 26 ottobre 2012

Seminario sul ruolo educativo della comunità

Il 30 e 31 ottobre 2012 ci sarà a Palermo un Seminario promosso da “Crescere al Sud” sul tema “Esperienze e sviluppi di comunità educative”, inserito nel percorso “Crescere al Sud” promosso da Save the children e Fondazione con il Sud.
Il Seminario intende riflettere su come affrontare la sfida di costruire comunità educanti e realizzare presidi ad alta densità educativa nelle regioni del Sud. In questa situazione di crisi economica, sociale e culturale che aumenta la distanza tra inclusi ed esclusi, e allarga in modo esponenziale le aree della povertà, della vulnerabilità e fragilità dei minori vogliamo confrontarci e mettere a disposizione le nostre competenze ed esperienze per imparare a fare meglio.
Il Seminario si concentrerà sull'importanza di costruire alleanze positive sul territorio, consapevoli delle gravi difficoltà dei soggetti che sono chiamati a formare la comunità educante, a partire dalla scuola pubblica, e sulle metodologie di intervento che serve sviluppare per superare i punti di debolezza che impediscono un intervento complessivo sulla condizione dei minori.
Il programma prevede:
- il 30 ottobre mattina un seminario finalizzato alla presentazione e condivisione delle progettualità promosse dall’USSM di Palermo che hanno dato un contributo allo sviluppo di comunità educanti
- il 30 pomeriggio il seminario nazionale promosso da “Crescere al Sud” che rientra in un ciclo di seminari che hanno interessato su vari temi le regioni del Sud Italia (approfondimenti li trovate sul sito www.crescerealsud.it)
- sempre il 30 pomeriggio, promosso dalle associazioni partner del progetto PRISMA che si occupano di partecipazione giovanile “I ragazzi del Centro TAU onlus” e “ ‘A Strummula”, ci sarà un confronto tra giovani con la metodologia del World Cafè. Per l’occasione sarà presente Paolo Bianchini, autore e regista del film “Il sole dentro” che introdurrà i lavori del world cafè e che concluderà i lavori del seminario alla presenza dei giovani.
- Il 31 ottobre mattina proseguiranno i lavori del seminario di “Crescere al Sud”.

giovedì 31 maggio 2012

Quarto meeting del volontariato educativo. In Sicilia, l’impegno educativo della società civile è una realtà concreta

La risposta del volontariato e della società civile alla sfida educativa. Si può riassumere così il senso del Meeting del Volontariato Educativo l’8, 9 e 10 giugno in forma residenziale presso il Park Hotel ‘Stella Marina’ di Scoglitti (RG) a cui partecipano i volontari siciliani impegnati con i minori, o che sono responsabili dei grest e dei centri giovanili. In pratica, si tratta di un’esperienza formativa in cui la ricerca educativa è l’elemento trasversale che accomuna i diversi partecipanti provenienti da realtà associative ed ecclesiali differenti. Alla sua quarta edizione, il Meeting del Volontariato Educativo è promosso dal MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) di Gela (CL), dall’Ufficio Pastorale Giovanile della diocesi di Piazza Armerina (EN), in collaborazione con l'ufficio Scolastico Regionale e il sostegno indispensabile del CeSVoP. La formazione è curata da Creativ e dall’Istituto Europeo della Creatività.
Il percorso del Meeting permette la scoperta della scelta educativa come impegno sociale e l’orientamento a scelte di vita capaci di promuovere il vero significato del volontariato: dono e impegno. Esso si rivolge ai giovani a partire dai 16 anni e a tutti coloro che intendono formarsi al servizio dell’animazione.
«Un’esperienza di questo tipo è vera educazione alla legalità ed alla cittadinanza attiva – sottolinea Enzo Madonia del MoVI di Gela – questi volontari, soprattutto giovani, intervengono prima che il disagio diventi devianza, attraverso l’aggregazione dei loro coetanei che promuove valori positivi di solidarietà. Perché educare significa rendere il bambino capace di trovare i supporti necessari per crescere. Ma per questo innanzitutto vi devono essere luoghi e risorse umane che sappiano promuovere socializzazione e partecipazione».
«In un momento di grande delusione nei confronti della politica e delle istituzioni – afferma Ferdinando Siringo, presidente regionale del MoVI in Sicilia e presidente del CeSVoP – riteniamo importante rilanciare la funzione educativa del volontariato nei confronti dei giovani. Crediamo che nel volontariato sia possibile costruire quelle forze di verità e di impegno al servizio per gli altri di cui sempre di più l'Italia ha bisogno».
«Lanciamo, però, forte un invito alle istituzioni a costruire spazi per i bambini e luoghi per la condivisione delle scelte educative – continua Enzo Madonia – questo si traduce in una quotidiana strategia progettuale nei confronti di bambini, ragazzi ed adolescenti e di chi sostiene la loro educazione».
Grazie al sostegno del CeSVoP, e di nessun altro ente, la partecipazione sarà gratuita.

Per requisiti e modalità d'iscrizione o per consultare il programma si può visitare il sito internet www.cesvop.org

mercoledì 7 dicembre 2011

Non una nuova città, ma una città nuova. La città di Gela sceglie di proporre un modello alla politica

Ripartire dall’emergenza educativa e dalla lotta alla mafia perché “Non ci sarà innovazione se l’educazione non sarà rimessa al centro di tutta la società civile e quindi dello Stato stesso”, dice Mons. Michele Pennisi: il Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina ha partecipato alla seconda edizione del meeting sull’educazione che si è tenuto nei giorni scorsi a Scoglitti, in provincia di Ragusa. Tre giorni di formazione promossi dal coordinamento del volontariato di Gela. sostenuti dal CeSVoP e dalla Fondazione con il Sud: si tratta dell'evoluzione di quello che e' destinato a diventare un modello di eccellenza in tutto il meridione, una rete trasversale che ha unito scuole, associazioni e parrocchie attraverso una strategia precisa capace di produrre cambiamento culturale. “Oggi è possbile – dice Mons. Pennisi – un’alleanza educativa: un progetto educativo integrale che sappia coinvolgere tutte le dimensioni delle persone da quella intellettuale a quella affettiva, da quella fisica a quella spirituale e morale. La morale della Chiesa cattolica, esperta di umanità – continua - non vuole imporre dei valori confessionali , ma vuole aiutare tutte le persone a sviluppare la propria umanità secondo valori per realizzare una vita buona”. Al centro della manifestazione siciliana il ruolo dei bambini nella società. “Bisogna prenderli sul serio – dice Enzo Madonia, Mo.V.I. Nazionale. E’ urgente passare da una politica infantile ad una politica per l'infanzia. Viviamo in una città che ha bisogno di maturare un processo di coscienza civile. La nostra forza e' la rete di solidarietà, che in silenzio sostiene le relazioni più fragili di questo territorio. Iniziamo a raccogliere i frutti dalle esperienze educative che legano la città attraverso un impegno che, seppur con sensibilità diverse, oggi è patrimonio collettivo”. Mattatori e protagonisti dell’intera rassegna, gli animatori di Creativ, guidati dal responsabile Giulio Carpi: “Quando torniamo a casa nella nostra terra in Emilia Romagna – dice - restiamo colpiti da come in questi anni, la città di Gela, grazie al lavoro di rete del volontariato, ci ha consentito di guardare come una comunità cambia davvero quando investe nell'educazione. La nostra missione è formare persone in ambito educativo e relazionale. Qui troviamo una contaminazione tra enti che ci stimola nella costruzione dei nostri percorsi. Per questo insieme al MoVI - conclude - stiamo pensando di realizzare a Gela un centro educativo permanente da quale passa senza dubbio la crescita di una città. Ma per questo occorrono Istituzioni capaci non solo mettersi in ascolto ma di rendere concreto un impegno collettivo”. Da Scoglitti scatta unanime la richiesta alle istituzioni perché “non improvvisino, non rincorrano le emergenze, non sperperino energie e risorse”, dice ancora Madonia. “Parliamo una lingua - conclude il responsabile Mo.V.I. - che la politica stenta a capire, prova ad interpretarla, ma senza esiti buoni perché spesso manca dell'esperienza sociale”. (andrea cassisi)

martedì 1 febbraio 2011

A Gela si parla di Città "educativa"

Venerdì 4 febbraio alle 9,30, presso la Sala «Don Puglisi» della Casa del Volontariato in via Ossidiana a Gela si svolge il convegno Gela città educativa, promosso dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Gela in collaborazione con il MoVI e l'associazione «La Maieutica».
Durante il convegno verrà presentata la pubblicazione Gela città educativa che illustra il senso della Carta delle città educative, promulgata a Barcellona nel 1990 e che raccoglie i principi fondamentali ai quali devono richiamarsi le scelte educative di una città per lavorare a progetti e attività di miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Su questi principi si fonda l’esperienza internazionale delle 443 città educative sparse per il mondo, una rete operativa di cui Gela fa parte dal 2009 dopo sollecitazioni promosse dal MoVI attraverso la creazione della Rete Educativa Cittadina. Durante il convegno sono previsti gli interventi del sindaco di Gela, Angelo Fasulo, dell’Assessore ai Servizi Sociali Fortunato Ferracane, di Gianfranco Mancuso, Presidente del Forum delle Famiglie di Gela, del Presidente de «La Maieutica – Ricerca e Formazione» di Roma Antonio De Filippo, di Grazia Cappellucci del Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica dell’Università la Sapienza e di Don Giuseppe Fausciana, Direttore Diocesano della Pastorale Giovanile.
Coordinerà il dibattito Enzo Madonia, presidente del MoVI Gela.

giovedì 27 gennaio 2011

Il 5 febbraio Marcia per la Vita a Palermo

Stamattina si è svolta al Municipio di Palermo, nella Sala delle Lapidi, la conferenza stampa del Forum Vita-Famiglia-Educazione per la presentazione della Marcia per la Vita del 5 febbraio 2011 (XXXIII Giornata per la vita). L'iniziativa, che ha pure ricevuto il patrocinio della Presidenza dell'ARS, dell'Università degli Studi di Palermo, della Presidenza del Consiglio Provinciale e dell'Assessorato alle Attività Sociale del Comune di Palermo, partirà da piazza Croci alle ore 16,30 e si conclude a Piazza Castelnuovo con i saluti delle autorità e le testimonianze delle associazioni.

lunedì 8 novembre 2010

Testimoniare la speranza con l'educazione

Il Laboratorio pedagogico della diocesi di Palermo propone il primo incontro del suo quinto anno di attività. Martedì 16 novembre 2010 alle ore 17,30, nella sala teatro del CEI in via P. Mattarella, 38 a Palermo, la dr.ssa Paola Bignardi presenta il tema "L'educatore come testimone di speranza". L'incontro, promosso da un gruppo di realtà educative di ispirazione ecclesiale, è rivolto a tutti gli educatori impegnati sui vari fronti dell'educazione.

sabato 31 luglio 2010

Per «Avvenire» la via d'uscita è l'educazione

In un corsivo del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, una riflessione sul ruolo fondamentale dell'educazione per uscire dalla crisi etica che attraversa la nostra società.

La via d'uscita passa per l'educazione di Carla Collicelli