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giovedì 15 novembre 2018
FQTS2020 nella prossima tappa si occupa di immigrazione
venerdì 9 febbraio 2018
Welcome, guys. Adolescenti e giovani di fronte all'immigrazione
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martedì 6 giugno 2017
Welcoming America, quando immigrazione significa sviluppo
In un momento cruciale per l’Unione europea ed il nostro Paese, passaggio fondamentale circa gli indirizzi sulle politiche di migrazione, l’Istituto Arrupe con il proprio Osservatorio Migrazioni, il Consolato Generale degli Stati Uniti per il Sud Italia, in collaborazione con il Centro Astalli Palermo, organizza un seminario sul tema ”L’accoglienza dei migranti come vantaggio per la crescita delle comunità. L’esperienza di Welcoming America”. Sarà presente all’incontro David Lubell, fondatore e direttore esecutivo di Welcoming America (www.welcomingamerica.org), movimento nato nel 2009 e attivo in oltre 100 città che supporta le organizzazioni non profit e i governi locali nel trasformare le loro comunità in luoghi inclusivi.
Nel 2013 Welcoming America è stato riconosciuto dalla Casa Bianca come “Champion of Change” per aver aiutato gli immigrati a integrarsi nel tessuto economico e sociale americano divenendone risorsa preziosa, e un anno dopo è stato insignito dell’Intercultural Innovation Award dall’ UNAOC (The United Nations Alliance of Civilizations) e BMW Group per aver promosso il dialogo e la comprensione interculturale.
Come imprenditore sociale, David Lubell ispira le persone a costruire una diversa tipologia di comunità che “abbracci” gli immigrati, promuova il rispetto e la cooperazione, favorisca benefici per l’intera collettività.
L’incontro, che si svolgerà il 13 giugno 2017 a partire dalle 9.30 presso la sede dell’Istituto Arrupe, in via Franz Lehar 6 a Palermo, prevede la partecipazione di rappresentanti di diverse ONG, cittadini stranieri residenti a Palermo, operatori ed esperti, e sarà l’occasione per riflettere sulle politiche migratorie e sul tema dell’accoglienza nella nostra città, attraverso workshop tematici e il dibattito con i rappresentanti istituzionali presenti. La scheda di iscrizione (clicca qui per scaricarla), completa dei dati anagrafici, va inviata all’Istituto Arrupe tramite e-mail (segreteria@istitutoarrupe.it) entro venerdì 9 giugno 2017. La partecipazione al seminario è gratuita. L’evento è stato accreditato dall’Ordine degli assistenti sociali della regione Sicilia con 6 crediti formativi (ID 20568).
Durante l’evento sarà possibile, inoltre, aderire alla campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene” (www.facebook.com/lumanitachefabene/) e firmare per sostenere l’iniziativa di legge popolare proposta da diverse organizzazioni in tutta Italia al fine di superare la legge Bossi-Fini e vincere la sfida dell’immigrazione, puntando su accoglienza, lavoro e inclusione.
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martedì 5 aprile 2016
Conflitti Migranti Armi, seminario a Palermo
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Saranno approfondite le tematiche sui Conflitti, sulle Armi e Migranti, oggi sempre più emergenti e con gravi conseguenze sulle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.
Ogni giorno migliaia di persone vengono uccise, ferite o costrette a fuggire dalle loro case a causa della violenza e dei conflitti armati. La maggiore parte delle vittime nei conflitti armati sono civili. Armi come missili distruggono ospedali, case, mercati e sistemi di trasporto, spingendo i sopravissuti alla povertà.
Il seminario è organizzato da Amnesty International Gruppo Italia 243 Palermo con la collaborazione dell'Associazione ContrariaMente e con il patrocinio dell'Università degli Studi di Palermo, Dipartimento di Giurisprudenza.
Il seminario sarà tenuto dalla prof.ssa Clelia Bartoli, Docente di Diritti Umani all'Università di Palermo, dal dott. Giorgio Beretta, Analista dell'Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di sicurezza e difesa e membro della Rete italiana per il disarmo, con l'intervento del dott. Giuseppe Provenza, componente del Coordinamento Europa della Sezione Italiana di Amnesty International e Responsabile del Gruppo Italia 243 di Amnesty International.
Vi chiediamo il vostro importante sostegno per la diffusione dell'evento, ringraziandovi anticipatamente per la partecipazione e disponibilità.
Alleghiamo il comunicato stampa e la locandina realizzata per la promozione del seminario.
Per info: Patrizia Mazziotta, tf 3201161920, www.amnesty243.it
mercoledì 30 marzo 2016
A proposito di immigrazione... I dati del Rapporto Sicilia 2015
martedì 8 settembre 2015
I migranti, problema o risorsa?
Il Centro Pedro Arrupe di Palermo organizza un seminario venerdì 11 settembre 2015 dalle 8.30 alle 13.30 nella propria sede di via Franz Lehar, n. 6 a Palermo sul tema "Migranti in Europa: problema o risorsa?".
Le politiche dell’immigrazione fanno ormai parte delle agende politiche dei governi di tutto il mondo, Europa compresa. Ma siamo sicuri che la strada sin qui perseguita sia quella più efficace? È possibile pensare ad un modello alternativo alla chiusura delle frontiere, da un lato, ma anche ad un multiculturalismo acritico tout court, dall’altro?
A queste ed altre domande si tenterà di fornire una risposta nel corso del seminario, introdotto dal direttore dell’Istituto Arrupe, Nicoletta Purpura, a cui prenderanno parte: Maurizio Ambrosini, docente di sociologia dei processi migratori e sociologia urbana presso l'Università degli Studi di Milano, e Chiara Peri, coordinatrice della progettazione, addetta alle relazioni internazionali e ai programmi di dialogo interreligioso presso l’Associazione Centro Astalli di Roma.
Spazio anche ad una partecipazione attiva per chi prenderà parte al seminario: verranno, infatti, creati gruppi di lavoro che affronteranno alcuni temi specifici per proporre spunti di riflessione e azione concreta. L’iniziativa rientra all’interno di un ciclo di incontri, organizzati dall’Istituto Arrupe, che avranno come tema la migrazione attraverso un approccio multidisciplinare: il prossimo seminario è in programma il 29 settembre.
Info: Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” – Centro Studi Sociali
tel. 091.6269744 fax 091.7303727
dott.ssa Giusi Tumminelli: 3475238587
ipa@istitutoarrupe.it
www.istitutoarrupe.it
www.facebook.com/istitutopedroarrupe
lunedì 31 agosto 2015
Emergenza sbarchi. Momento di preghiera al porto di Palermo
mercoledì 22 aprile 2015
Immigrazione, l'ennesima mobilitazione spontanea dei siciliani
Qui sotto l'articolo di Repubblica Palermo del 22 aprile 2015 che racconta gli sforzi della solidarietà siciliana (clicca sull'immagine per ingrandirla).
martedì 1 luglio 2014
Emergenza immigrazione, l'appello dei volontari
martedì 15 ottobre 2013
Messaggio dei Vescovi di Sicilia ai fedeli e agli uomini di buona volontà all’indomani della tragedia di Lampedusa
Riuniti per la consueta sessione autunnale a Siracusa nel 60° anniversario della lacrimazione della Beata Vergine Maria, noi, Vescovi di Sicilia, abbiamo trattato i temi concernenti la vita delle nostre Chiese. Da un lato, abbiamo avuto presente la catastrofe sconvolgente dei naufraghi nelle acque di Lampedusa e, dall’altro, i giovani che abbiamo incontrato in un’esperienza di fraternità e di comunione. In questa città è stato immediato riandare con la memoria all’apostolo Paolo, qui approdato da Malta e rimasto per tre giorni (cfr At 28,11-12), e rivivere con lui, attraverso il racconto del libro degli Atti degli Apostoli, la forte tensione drammatica delle sciagure in mare con gravissimi e ripetuti rischi per la vita. Ci siamo lasciati interrogare dalle migliaia di persone morte nel nostro mare Mediterraneo, provocati dai gesti e dalle parole di Papa Francesco nel corso della sua visita a Lampedusa dell’8 luglio scorso. Il Papa continua a riproporci l’interrogativo: “Dov’è tuo fratello?” e torna a metterci in guardia dalla “globalizzazione dell’indifferenza che ci rende tutti «innominati», responsabili senza nome e senza volto”. E di fronte a tanti morti non ci siamo sottratti alla nostra responsabilità pastorale per rivolgere una parola accorata ai fedeli e alle persone di buona volontà. Questi morti, e le migliaia che negli anni sono stati travolti in queste acque, chiedono verità, giustizia e solidarietà. È ora di abbandonare l’ipocrisia di chi continua a pensare che il fenomeno migratorio sia un’emergenza che si auspica ancora di breve durata. La consapevolezza che spregiudicati criminali speculano sul dolore di persone in fuga dalle persecuzioni e dalle guerre non può far pagare a questi ultimi la malvagità dei mercanti di morte. Il grido di aiuto e la domanda di soccorso non possono lasciare freddi o indifferenti noi e quanti, per cultura e per sensibilità, sentiamo forte a partire dal Vangelo il senso dell’accoglienza e del dialogo. La gente di Lampedusa, alla quale va la nostra gratitudine e la nostra ammirazione per l’instancabile apertura di cuore nei confronti di quanti hanno cercato approdo tra loro, ha mostrato al mondo il valore e l’efficacia dei gesti semplici e significativi del quotidiano: la vicinanza, il soccorso, il pianto, la collera, la pazienza. E nello stesso tempo ha dimostrato l’inutilità controproducente di talune risposte istituzionali che non hanno contribuito a risolvere il problema, ma anzi hanno moltiplicato il numero delle vittime. Di fronte a tanto dolore, che sembra non aver fine, occorre cambiare atteggiamento a partire dalle nostre comunità e coinvolgendo quanti si sentono interrogati da questa sfida umanitaria. A tal proposito invitiamo a vivere il prossimo Avvento come tempo di fraternità e di condivisione nella luce del mistero dell’incarnazione. Solo facendoci prossimi ai nostri fratelli ultimi, infatti, potremo dare un senso alla celebrazione liturgica del Figlio di Dio fatto uomo. Sarà un’occasione propizia per approfondire la conoscenza del fenomeno migratorio, liberandosi da pregiudizi e luoghi comuni; per studiare forme possibili di aiuto e di solidarietà verso gli immigrati; per sollecitare interventi politici ai diversi livelli che contribuiscano ad affrontare realisticamente il problema e a elaborare soluzioni efficaci. Gli innumerevoli morti (uomini, donne, bambini), che sono seppelliti nel Mediterraneo con la loro speranza di vita e di libertà, scuotono le nostre coscienze con il loro grido di giustizia. Che il nostro silenzio e la nostra inerzia non vanifichino il loro sacrificio. Ai nostri giovani, per primi, abbiamo affidato questo messaggio e questa consegna, certi che sapranno dare voce e cuore alla speranza. A loro ci rivolgiamo con le parole dei padri conciliari nel cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II perché saranno loro a raccogliere il meglio dell’esempio e dell’insegnamento dei genitori e dei maestri per formare la società di domani: “Costruite nell’entusiasmo un mondo migliore di quello attuale” (fonte Ufficio stampa diocesi di Palermo).
domenica 25 agosto 2013
Sbarco di Ferragosto nel trapanese, il volontariato contribuisce all'accoglienza
lunedì 8 luglio 2013
Parole che scuotono e fanno storia. Il Papa a Lampedusa
«Immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Così il titolo dei giornali. Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza. E allora ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore. Prima però vorrei dire una parola di sincera gratitudine e di incoraggiamento a voi, abitanti di Lampedusa e Linosa, alle associazioni, ai volontari e alle forze di sicurezza, che avete mostrato e mostrate attenzione a persone nel loro viaggio verso qualcosa di migliore. Voi siete una piccola realtà, ma offrite un esempio di solidarietà! Grazie! Grazie anche all’Arcivescovo Mons. Francesco Montenegro per il suo aiuto, il suo lavoro e la sua vicinanza pastorale. Saluto cordialmente il sindaco signora Giusi Nicolini, grazie tanto per quello che lei ha fatto e che fa. Un pensiero lo rivolgo ai cari immigrati musulmani che oggi, alla sera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali. La Chiesa vi è vicina nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi: o’scià!
Questa mattina, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato, vorrei proporre alcune parole che soprattutto provochino la coscienza di tutti, spingano a riflettere e a cambiare concretamente certi atteggiamenti.
«Adamo, dove sei?»: è la prima domanda che Dio rivolge all’uomo dopo il peccato. «Dove sei Adamo?». E Adamo è un uomo disorientato che ha perso il suo posto nella creazione perché crede di diventare potente, di poter dominare tutto, di essere Dio. E l’armonia si rompe, l’uomo sbaglia e questo si ripete anche nella relazione con l’altro che non è più il fratello da amare, ma semplicemente l’altro che disturba la mia vita, il mio benessere. E Dio pone la seconda domanda: «Caino, dov’è tuo fratello?». Il sogno di essere potente, di essere grande come Dio, anzi di essere Dio, porta ad una catena di sbagli che è catena di morte, porta a versare il sangue del fratello!
Queste due domande di Dio risuonano anche oggi, con tutta la loro forza! Tanti di noi, mi includo anch’io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo, non curiamo, non custodiamo quello che Dio ha creato per tutti e non siamo più capaci neppure di custodirci gli uni gli altri. E quando questo disorientamento assume le dimensioni del mondo, si giunge a tragedie come quella a cui abbiamo assistito.
«Dov’è il tuo fratello?», la voce del suo sangue grida fino a me, dice Dio. Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi. Quei nostri fratelli e sorelle cercavano di uscire da situazioni difficili per trovare un po’ di serenità e di pace; cercavano un posto migliore per sé e per le loro famiglie, ma hanno trovato la morte. Quante volte coloro che cercano questo non trovano comprensione, non trovano accoglienza, non trovano solidarietà! E le loro voci salgono fino a Dio! E una volta ancora ringrazio voi abitanti di Lampedusa per la solidarietà. Ho sentito, recentemente, uno di questi fratelli. Prima di arrivare qui sono passati per le mani dei trafficanti, coloro che sfruttano la povertà degli altri, queste persone per le quali la povertà degli altri è una fonte di guadagno. Quanto hanno sofferto! E alcuni non sono riusciti ad arrivare.
«Dov’è il tuo fratello?» Chi è il responsabile di questo sangue? Nella letteratura spagnola c’è una commedia di Lope de Vega che narra come gli abitanti della città di Fuente Ovejuna uccidono il Governatore perché è un tiranno, e lo fanno in modo che non si sappia chi ha compiuto l’esecuzione. E quando il giudice del re chiede: «Chi ha ucciso il Governatore?», tutti rispondono: «Fuente Ovejuna, Signore». Tutti e nessuno! Anche oggi questa domanda emerge con forza: Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: «Dov’è il sangue del tuo fratello che grida fino a me?». Oggi nessuno nel mondo si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell’atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell’altare, di cui parlava Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci tranquillizziamo, ci sentiamo a posto. La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell'indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!
Ritorna la figura dell’Innominato di Manzoni. La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti “innominati”, responsabili senza nome e senza volto.
«Adamo dove sei?», «Dov’è il tuo fratello?», sono le due domande che Dio pone all’inizio della storia dell’umanità e che rivolge anche a tutti gli uomini del nostro tempo, anche a noi. Ma io vorrei che ci ponessimo una terza domanda: «Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo?», Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie famiglie? Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere! Nel Vangelo abbiamo ascoltato il grido, il pianto, il grande lamento: «Rachele piange i suoi figli… perché non sono più». Erode ha seminato morte per difendere il proprio benessere, la propria bolla di sapone. E questo continua a ripetersi… Domandiamo al Signore che cancelli ciò che di Erode è rimasto anche nel nostro cuore; domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, di piangere sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo. «Chi ha pianto?». Chi ha pianto oggi nel mondo?
Signore, in questa Liturgia, che è una Liturgia di penitenza, chiediamo perdono per l’indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo Padre perdono per chi si è accomodato e si è chiuso nel proprio benessere che porta all’anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi. Perdono Signore!
Signore, che sentiamo anche oggi le tue domande: «Adamo dove sei?», «Dov’è il sangue di tuo fratello?» (fonte vatican.va).
giovedì 28 febbraio 2013
L'associazione "Grifoni" di Favara organizza un convegno sui temi dell'immigrazione
Durante la prima sessione ci sarà un dibattito/confronto con testimonianze di persone immigrate ed esponenti de settore, fra i quali la Prof.ssa Annamaria Fantauzzi, Docente di Antropologia Medica e Culturale delle Migrazione dell'Università di Torino e il Prof. Pasquale Sgarito, Presidente AVPC Grifoni, Pedagogista e Counselour. Modererà l'incontro il Presidente dell'associazione ALUP Onlus Carmelo Sgarito.
La giornata proseguirà nel pomeriggio, presso il Castello Chiaramontano con laboratori artistici proposti dalle comunità immigrate locali e una cena multietnica.
mercoledì 11 aprile 2012
Volontariato per gli immigrati: una nuova proposta formativa
Ed è su questa scia che il prossimo 23 aprile prende il via all’Istituto Arrupe un Corso di formazione rivolto ai volontari che operano in favore degli immigrati.
Il percorso formativo, promosso in partenariato con il Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo (CeSVoP), il Centro Astalli di Palermo, l’Associazione Santa Chiara e col patrocinio del Jesuit Social Network (JSN) e la sede nazionale del Centro Astalli, è strutturato in dodici moduli. Esso intende valorizzare le potenzialità dei volontari, stimolandoli a sviluppare atteggiamenti, attitudini, consapevolezze e competenze di base, affinché sia garantita la qualità dell’accompagnamento dei migranti in una dimensione eticamente orientata. Ecco un saggio di alcuni moduli: “L’arte di ascoltare. Progettare l’accoglienza”, “Aspetti socio-economici del fenomeno migratorio”, “Il processo di integrazione della società: opportunità e problemi”, “Metodologie di lavoro con i target vulnerabili”.
Il Corso è gratuito per i soci delle organizzazioni di volontariato e per aspiranti volontari; per le altre tipologie di partecipanti, è previsto il versamento di una quota pari a 30 euro.
Per iscriversi, entro il 20 aprile, due le modalità alternative pubblicate sul sito internet del CeSVoP:
Modulo online
Modulo cartaceo, da scaricare, compilare e ritrasmettere a formazione@cesvop.org o al fax 0913815499.
Brochure
giovedì 24 novembre 2011
Noi e gli altri. Iniziativa di Addiopizzo ai Cantieri culturali di Palermo
Il Comitato Addiopizzo, insieme alla Scuola Media B. Siciliano di Capaci e la Sicilia Film Commission, promuove l'appuntamento "Noi e gli altri. Il dramma dell'immigrazione". L'evento vedrà la partecipazione di Don Pierluigi Di Piazza, fondatore del centro di accoglienza "Ernesto Balducci" e autore del saggio "Fuori dal Tempio. La Chiesa al Servizio dell'Umanità". Alla fine dell'incontro sarà proiettato "Terraferma", il film di E. Crialese, già premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia, che rappresenterà l'Italia alla corsa per l'Oscar come miglior film straniero. Conduce i lavori il prof. Piero Riccobono.Approfondisci l'evento sul sito www.addiopizzo.org
giovedì 30 settembre 2010
Ubuntu in Festa. A Palermo 1-2 ottobre 2010
Due giorni di festa attraverso dibattiti, spettacoli, concerti e cibo etnico; è cosi che l’associazione Ubuntu, in collaborazione con Green Im–Pact” e Gaia International Fest, giorno 1 e 2 ottobre, intende rilanciare il nuovo anno pieno di impegni sul territorio. L’evento che alternerà momenti dedicati alla cultura, all’intrattenimento ed all’impegno sociale, si articolerà attraverso due principali tematiche: Ambiente ed Immigrazione. Introduce i lavori Fabrizio Ferrandelli, fondatore Centro Ubuntu.
Venerdi 1 a partire dalle ore 16:30, presso i locali di Piazza Tavola Tonda, sarà affrontata la questione “Emergenza rifiuti e raccolta differenziata”, con ospiti illustri come Lorenzo Nicastro,Assessore all’Ambiente per la Regione Puglia, Mimmo Michelon, Sub-commissario regionale per l’emergenza rifiuti, Mario Cicero, Sindaco di Castelbuono, e molti altri ancora; modererà l’incontro Padre Gianni Notari.
Sabato 2 sempre alle 16:30 sarà la volta del tema “Immigrazione, Diritti e Cittadinanza”, che vedrà dibattere esperti ed operatori del settore quali: Mario Affronti, resp. Ambulatorio di medicina delle migrazioni policlinico, Nadege Cadeh, mediatrice culturale, Zaher Darwish, responsabile immigrazione CGIL, Reda Berradi, ricercatore programma nazionale minori stranieri non accompagnati; modererà l’incontro il giornalista Josè Ledesma La giornata di Sabato continuerà alle ore 20:30 con una cena Palestinese curata del ristorante Al Quds di Fateh Ashqar, a seguire lo spettacolo di Cabaret del comico Stefano Piazza e fino a notte i suoni Mediterranei del gruppo Kaiorda.
Durante la due giorni sarà inoltre lanciata la campagna di tesseramento 2010/11 dell’associazione Ubuntu. Divenendo soci sarà possibile essere aggiornati su tutte le iniziative dell’associazione stessa e sostenere le attività, contribuendo così a garantire i servizi ai propri utenti.












