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sabato 3 ottobre 2015

Appello a Ballarò lanciato da don Volpe del Centro Santa Chiara di Palermo

Il sacerdote salesiano alla guida del Centro Santa Chiara che opera proprio nel quartiere Ballarò, recentemente teatro di episodi di intimidazione, lancia un appello a chi abita il quartiere perché si ribelli e si riappropri del proprio territorio. Repubblica Palermo del 1 ottobre 2015 raccoglie le parole di don Enzo Volpe (clicca sull'immagine per ingrandirla).

giovedì 26 marzo 2015

Appello per una Casa del Volontariato per Palermo

Le organizzazioni di volontariato AGe "G. Pitrè", Il Nostro Quartiere, Movimento dei Cittadini Sicilia, MoVI Palermo, Panagiotis e Stili di Vita lanciano un Appello all'amministrazione comunale affinché si possa creare una Casa del Volontariato per Palermo e per il Dss 42. Qui sopra il testo dell'Appello (clicca sull'immagine per ingrandirla) che chi vuole - semplici cittadini, organizzazioni di volontariato e realtà sociali - può sottoscrivere tramite l'invio di una email all'indirizzo unacasavolontariatoperpalermo@gmail.com
Le associazioni promotrici chiedono alle organizzazioni di volontariato la collaborazione per diffondere l'Appello e ampliare la platea dei possibili aderenti. Inoltre, prevedono di raccogliere sottoscrizioni anche nel corso di incontri ed iniziative. Per questo scopo è stato creato pure un foglio per la raccolta firme che, chi volesse, può richiedere sempre allo stesso indirizzo email indicato prima.
TESTO DELL'APPELLO SCARICABILE IN PDF

martedì 1 luglio 2014

Emergenza immigrazione, l'appello dei volontari

In tutta la Sicilia l'accoglienza agli immigrati sfuggiti alla tragedia delle "carrette" del mare è orai al collasso. Qui sotto l'articolo di Repubblica Palermo dell'1 luglio 2014 che riprende l'appello di Caritas Palermo e dei volontari (clicca sull'immagine per ingrandirla).

venerdì 30 maggio 2014

Centro Santa Chiara di Palermo, a rischio l'estate per i ragazzi di Ballarò

Il Centro Santa Chiara lancia un appello per il sostegno alle sue attività estive in favore dei bambini e ragazzi del centro storico di Palermo. I dettagli nella breve apparsa sul Giornale di Sicilia del 30 maggio 2014 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

giovedì 22 maggio 2014

Appello ai candidati: sostenete il volontariato in Europa! CSVnet lancia in Italia la campagna Vote Volunteer Vision

Con una lettera inviata ai candidati alle prossime elezioni politiche europee CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, ha lanciato in Italia la Campagna Vote Volunteer Vision.
Obiettivo dell’iniziativa, promossa in tutti gli altri Paesi dell’Unione dall’Alleanza Europea per il Volontariato (EAV) e dal Centro Europeo del Volontariato (CEV), è quello di valorizzare il potenziale del volontariato come strumento di promozione della solidarietà, dell’inclusione sociale e agente di sviluppo per tutta la comunità europea attraverso:
- uno studio sul volontariato e sull’impatto che il fenomeno ha dal punto di vista sociale attraverso l’individuazione di indicatori qualitativi e quantitativi comuni in tutti i Paesi europei;
- l’infrastrutturazione del volontariato attraverso un adeguato supporto economico e con la creazione di un ente permanente presso la Commissione Europea e nelle altre istituzioni dell’ UE, che garantisca un approccio coordinato ed omogeno alle politiche sul volontariato;
- il riconoscimento delle abilità e delle competenze acquisite attraverso le attività di volontariato (certificazione dell’apprendimento non formale/informale e inserimento del volontariato nel Passaporto Europeo delle Competenze);
- fare in modo che la Programmazione europea 2014 – 2020 fornisca alle organizzazioni della società civile dell’UE e dei Paesi in pre-adesione i mezzi per sostenere in modo adeguato i volontari e coinvolgere attivamente i cittadini. Rispetto alle elezioni, ormai alle porte, la promessa che la rete dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) ha richiesto ai candidati italiani è quella di votare, in caso della loro avvenuta elezione, a favore dell’istituzione di un Intergruppo parlamentare sul Volontariato, al fine di garantire un impegno permanente per lo sviluppo di un’agenda europea organica su questo tema.
“I cittadini europei di ogni età dovrebbero avere la possibilità di partecipare attivamente alla vita delle loro comunità attraverso il volontariato” si legge nel testo dell’appello firmato dal presidente di CSVnet – Stefano Tabò. “Il volontariato ha bisogno anche dell’impegno della politica e delle Istituzioni per diventare il vero motore di sviluppo per una società civile prospera, in grado di offrire soluzioni innovative alle attuali sfide comuni”.
Molti candidati al Parlamento europeo hanno già aderito alla Campagna. La lista completa dei nominativi è pubblicata e costantemente aggiornata sul sito:
http://www.volunteering-alliance.eu/pledges/pledge/

Kit utile per la diffusione della Campagna

domenica 23 febbraio 2014

Il 24 febbraio a Villa delle Ginestre per non far chiudere un reparto

Dall'Associazione Siciliana Medullolesi Spinali riceviamo questo invito-appello che volentieri pubblichiamo. 

Cari amici,
vi chiedo di sostenerci in un momento per noi disabili medullolesi a dir poco drammatico. infatti abbiamo lottato più di 30 anni per fare sì che la struttura sanitaria "VILLA DELLE GINESTRE" decollasse per la cura dei medullolesi siciliani. In questi ultimi anni abbiamo fatto diverse azioni per chiedere ai dirigenti sanitari e politici, di potenziare e far funzionare al meglio il centro, ma con pochi risultati. oggi siamo venuti a conoscenza che la struttura sara depotenziata invece che potenziata si è deciso di smantellare un reparto importante (non ancora avviato perchè mancante di figure ) tutto senza nemmeno consultare le associazioni referenti dei cittadini. Fino ad ora abbiamo fatto di tutto per portare avanti le tematiche che i nostri soci e cittadini, ci hanno chiesto di rappresentare affinchè i disabili siciliani non vadano a curarsi fuori dalla Sicilia. E' evidente che le nostre voci sono rimaste inascoltate, forse non riusciamo a farci sentire, VI CHIEDIAMO DI NON LASCIARCI SOLI... SOSTENETECI LUNEDI' 24 PRESSO LA STRUTTURA "VILLA DELLE GINESTRE" IN VIA CASTELLANA A PALERMO DALLE 8.00 SAREMO LI PER BLOCCARE IL TRASERIMENTO DEI MACCHINARI PREPOSTI LI PER IL FUNZIONAMENTO DELLA STRUTTURA.
Spero vogliate partecipare con noi in qualsiasi modo se saremo in tanti ci vedranno e forse ci ascolteranno, VI ASPETTO.

Giuseppe Palermo, presidente dell'Associazione Siciliana Medullolesi Spinali

lunedì 4 febbraio 2013

In vista delle prossime consultazioni elettorali politiche, l'Auser lancia un appello

Qui sotto il testo del comunicato.

APPELLO DELL’AUSER ALLE FORZE POLITICHE: NON DIMENTICATEVI DEGLI ANZIANI E ASCOLTATE LA VOCE DEL VOLONTARIATO
Roma 1 febbraio 2013
Che si ascolti la voce del volontariato, e che le questioni legate alla condizione anziana, a partire dai cittadini più fragili ed esposti, siano messe subito in agenda, che la lotta alla povertà – arrivata ormai a livelli inaccettabili- sia un impegno immediato. L’Auser a poche settimane dalle elezioni, fa sentire la sua voce e rivolge un Appello a tutte le forze politiche coinvolte in questa campagna elettorale.
In primo luogo l’associazione chiede che ci sia un impegno per una maggiore equità e giustizia sociale e critica fortemente il modello sociale che ha mostrato, in questa crisi dilaniante, tutti i propri difetti. “La crisi economica che ci affligge– sottolinea l’Appello - è frutto di un modello che ha sparso precarietà e insicurezza a piene mani e ha accentuato le diseguaglianze in una misura che offende il senso comune ancora prima che qualsiasi principio di giustizia.” “Un aumento del Pil dello 0,5% che incorpori obiettivi di equità è meglio di un aumento del 2% che li ignori -prosegue l’Appello dell’Auser- anche perché il primo forse si può ottenere, mentre il secondo non è credibile.”
Centralissima inoltre la questione del lavoro della quale i giovani fanno l’esperienza più dolorosa, “ma non dimentichiamoci delle tante persone mature che sono espulse dai processi produttivi e, come i giovani, avvertono la sensazione, terribile, di essere superflue.”
Ricordarsi degli anziani
L’Auser chiede inoltre alle forze politiche che venga messo in agenda al più presto la questione della non autosufficienza “una delle grandi emergenze sociali che il nostro Paese deve affrontare. Siamo convinti – prosegue l’Appello- che un Fondo destinato a sostenere i cittadini anziani non autosufficienti possa essere definito in modo equo, efficiente e sostenibile. Sappiamo come si può fare e anche per questo ogni rinvio sembra inaccettabile.”
Gli anziani sono inoltre un patrimonio di “impegno civile” che va valorizzato e riconosciuto. Una realtà del nostro Paese straordinaria e diffusa. Per questo l’Auser chiede nell’Appello “il varo di un quadro normativo di sostegno che valorizzi adeguatamente quanto di autonomo e creativo si manifesta nella società civile formata dalle persone anziane”. Il volontariato degli anziani e delle anziane – nell’aiuto alla persona e nella cura dei beni comuni è vario, ricco, articolato, costituisce un fatto ben visibile, anche perché su di esso, in tanti casi, riposa la possibilità di affrontare problemi che altrimenti sarebbero del tutto disattesi. Contribuisce in modo decisivo alla tenuta dei ‘tessuti sociali’, da molto tempo, ben prima della crisi, esposti a gravi processi di logoramento e di lacerazione.
Il volontariato: risorse e rappresentanza
“Volontariato significa gratuità. Ma questo non toglie che servano risorse. Dunque facciamo appello alle forze politiche affinché il 5 per 1000 sia stabilizzato in via definitiva e reso più efficiente per quanto riguarda le procedure di accertamento, liquidazione e rendicontazione.
Volontariato significa gratuità, ma non è il caso di ostacolarlo con troppi adempimenti burocratici – a maggior ragione se deve essere un’opportunità per tutti, senza richiedere disponibilità diverse da quelle che riguardano il proprio tempo, le proprie energie.
Infine il volontariato è oggi una realtà diversa da quella dell’epoca in cui fu approvata la legge 266: una realtà più consistente, più strutturata. Occorre un adeguamento normativo, soprattutto con riguardo al riconoscimento delle ‘reti’, e di sviluppo delle forme di rappresentanza. Per quest’ultimo aspetto, i ‘corpi intermedi’ rivendicano il contributo che possono fornire all’obiettivo, essenziale, di rivitalizzare il processo democratico. In parte, la questione va affrontata sul piano delle regole, del quadro istituzionale. Ma anche, e forse soprattutto, su quello degli assetti organizzativi e dei comportamenti. In particolare, facciamo appello alle forze politiche affinché diventino più propense a riconoscere e valorizzare il ruolo del volontariato nella formazione delle scelte collettive, definizione delle politiche pubbliche, nel disegno delle strategie di welfare non meno che nella realizzazione degli interventi nei quali si concretano.”

sabato 29 dicembre 2012

Palermo, ore contate per i 29 centri di aggregazione giovanili

Dall'agenzia stampa Redattore Sociale arriva la notizia delle grandi difficoltà in cui potrebbero trovarsi i centri giovanili palermitani. Qui sotto la cronaca di Serena Termini:
Il 31 dicembre scade la proroga per l’attività dei centri, che ora rischiano seriamente di interrompere la loro attività socio-educativa, ricreativa, di sostegno scolastico, di mediazione penale. Le associazioni si appellano alle istituzioni PALERMO – Garantire la continuità è questo il coro di voci che giunge da parte di tutte le realtà associative e del terzo settore coinvolte nella gestione dei centri dedicati all’infanzia e all’adolescenza della città di Palermo. Saranno feste amare, infatti, per tutti minori e i bambini italiani e stranieri che frequentano i 29 centri di aggregazione giovanili di Palermo che con la scadenza della proroga prevista per il 31 dicembre prossimo, rischiano, a partire da gennaio, di interrompere bruscamente tutte le loro attività.
Interrompere la continuità delle relazioni educative e dei processi di inclusione sociale nei quartieri più a rischio potrebbe avere effetti negativi soprattutto a carico di quei giovani che hanno intrapreso un delicato percorso socio-educativo che dalla strada li ha condotti a valorizzare la scuola e tutte le realtà associative dove sono stai inseriti.
Tutto il terzo settore coinvolto invita pertanto l'assessore alle attività sociali Agnese Ciulla e il sindaco Orlando a farsi garanti dei diritti dei bambini, degli adolescenti e delle famiglie, studiando le soluzioni al fine di garantire la continuità del lavoro intrapreso.
Con la determina del 31 maggio scorso, l’assessorato comunale alle attività sociali aveva, infatti, prorogato le attività dei centri fino al dicembre 2012
Si tratta dei centri per giovani che vanno dai 6 ai 18 anni divisi per fasce di età. I servizi di cui fruiscono i ragazzi sono di vario genere: socio-educativo, ricreativo, di sostegno scolastico, di assistenza ai disabili, socio-culturale dedicato ai minori stranieri (associazione Narramondi), di gestione dello spazio neutro (associazione.il Vaso di Pandora) e di mediazione penale (Istituto Don Calabria).
Finanziati con i fondi del Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza secondo la legge 285/1997 sono 29, infatti, i centri di aggregazione che a partire dal primo gennaio potrebbero interrompere i servizi rivolti ai minori dei quartieri popolari con famiglie che hanno situazioni economiche precarie.
Si tratta, infatti, di una corsa contro il tempo quella che sta facendo per il momento l’amministrazione comunale per riuscire a pubblicare i nuovi bandi.
Una volta pubblicati i bandi, l’interruzione brusca delle attività potrebbe essere prevedibile, considerato che ci saranno naturalmente i tempi tecnici, di almeno 45 giorni che potrebbero essere di più prima dell’effettivo avvio delle nuove attività.
“Per il bene di tutti i giovani che seguiamo, dobbiamo tutti insieme, pubblica amministrazione e terzo settore, attivarci affinché si possa evitare la chiusura dei centri - dice Giuseppe Mattina, referente del centro studi Opera Don Calabria di Palermo -. L’assessore ha preso l’impegno di pubblicare i bandi nel più breve tempo possibile. Subito dopo però, se non si procedere alla proroga, si rischia, realmente, un’interruzione dei servizi di circa quattro mesi con le gravi ripercussioni e conseguenze nel territorio che possiamo immaginare”.
“I bandi possono essere programmati solo dietro copertura finanziaria. Stiamo correndo – ha dichiarato l’assessore comunale Agnese Ciulla all’interno di una trasmissione radiofonica locale – affinché il nuovo bando venga pubblicato entro il 31 dicembre”.
“Per quanto concerne la possibile interruzione delle attività, una soluzione temporanea potrebbe essere – ha aggiunto l’assessore – quella di fare andare avanti le attività per quei centri che hanno delle somme residue non ancora spese e rendicontate al 30 dicembre. Già in questi giorni si potrebbe avere risposta dagli uffici sulla plausibilità della proposta”.
Le somme residue sono comunque somme esigue su cui non si può fare affidamento.
Un’altra possibilità potrebbe essere secondo quanto ha riferito il deputato del Pd all’Ars a Fabrizio Ferrandelli oltre “l’indizione in tempi celeri del nuovo bando entro il 31 dicembre, la proroga dei servizi per tutti i centri per almeno tre mesi necessari all’espletamento del nuovo bando” (da Redattore Sociale del 21dic12)

mercoledì 24 ottobre 2012

Appello di Gela Famiglia ai candidati nelle prossime consultazioni elettorali regionali

Il Giornale di Sicilia, edizione provincia di Caltanissetta, ha pubblicato l'appello che l'associazione di volontariato per la famiglia ha lanciato ai politici impegnati nelle elezioni del 28 ottobre. Qui sotto l'articolo tratto dal giornale (24ott12 pag. 24).

martedì 27 settembre 2011

Marcia della pace 2011. L'appello finale

A chiusura della Marcia della pace Perugia-Assisi dello scorso 25 settembre 2011, i promotori hanno lanciato un appello che riportiamo qui sotto integralmente:

A conclusione della Perugia-Assisi, che abbiamo convocato a cinquant’anni dalla prima Marcia organizzata il 24 settembre 1961 da Aldo Capitini, vogliamo lanciare un nuovo appello per la pace e la fratellanza dei popoli.
Lo facciamo richiamando il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che proclama: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
La fratellanza dei popoli si basa sulla dignità, sugli eguali diritti fondamentali e sulla cittadinanza universale delle persone che compongono i popoli. I diritti umani sono il nome dei bisogni vitali di cui è portatrice ogni persona. Essi interpellano l’agenda della politica la quale deve farsi carico di azioni concrete per assicurare “tutti i diritti umani per tutti” a livello nazionale e internazionale. La sfida è tradurre in pratica il principio dell’interdipendenza e indivisibilità dei diritti umani – civili, politici, economici, sociali e culturali – e ridefinire la cittadinanza nel segno dell’inclusione. L’agenda politica dei diritti umani comporta che nei programmi dei partiti e dei governi ciascun diritto umano deve costituire il capoverso di un capitolo articolato concretamente in politiche pubbliche e misure positive.
Il nostro appello per la pace e la fratellanza dei popoli contiene alcuni principi, proposte e impegni:

Principi
Primo. Il mondo sta diventando sempre più insicuro. Se continuiamo a spendere 1.6 trilioni di dollari all’anno per fare la guerra non riusciremo a risolvere nessuno dei grandi problemi del nostro tempo: la miseria e la morte per fame, il cambio climatico, la disoccupazione, le mafie, la criminalità organizzata e la corruzione. Se vogliamo uscire dalla crisi dobbiamo smettere di fare la guerra e passare dalla sicurezza militare alla sicurezza umana, dalla sicurezza nazionale alla sicurezza comune.
Secondo. Se vogliamo la pace dobbiamo rovesciare le priorità della politica e dell’economia. Dobbiamo mettere al centro le persone e i popoli con la loro dignità, responsabilità e diritti.
Terzo. La nonviolenza è per l’Italia, per l’Europa e per tutti via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, metodo e stile di vita, strumento di liberazione, strada maestra per contrastare ogni forma d’ingiustizia e costruire persone, società e realtà migliori.
Quarto. Se vogliamo la pace dobbiamo investire sulla solidarietà e sulla cooperazione a tutti i livelli, a livello personale, nelle nostre comunità come nelle relazioni tra i popoli e gli stati. La logica perversa dei cosiddetti "interessi nazionali", del mercato, del profitto e della competizione globale sta impoverendo e distruggendo il mondo. La solidarietà tra le persone, i popoli e le generazioni, se prima era auspicabile, oggi è diventata indispensabile.
Quinto. Non c’è pace senza una politica di pace e di giustizia. L’Italia, l’Europa e il mondo hanno bisogno urgente di una politica nuova e di una nuova cultura politica nonviolenta fondata sui diritti umani. Quanto più si aggrava la crisi della politica, tanto più è necessario sviluppare la consapevolezza delle responsabilità condivise. Serve un nuovo coraggio civico e politico.
Sesto. Se davvero vogliamo la pace dobbiamo costruire e diffondere la cultura della pace positiva. Una cultura che rimetta al centro della nostra vita i valori della nostra Costituzione e che sappia generare comportamenti personali e politiche pubbliche coerenti. Per questo, prima di tutto, è necessario educare alla pace. Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità e un compito speciali.

Proposte e impegni
1. Garantire a tutti il diritto al cibo e all’acqua
E’ intollerabile che ancora oggi più di un miliardo di persone sia privato del cibo e dell’acqua necessaria per sopravvivere mentre abbiamo tutte le risorse per evitarlo. Ed è ancora più intollerabile che queste atroci sofferenze siano aumentate dalla speculazione finanziaria sul cibo, dall’accaparramento delle terre fertili, dalla devastazione dell’agricoltura e dalla privatizzazione dell’acqua.
2. Promuovere un lavoro dignitoso per tutti
Un miliardo e duecento milioni di persone lavorano in condizioni di sfruttamento. Altri 250 milioni non hanno un lavoro. 200 milioni devono emigrare per cercarne uno. Oltre 12 milioni sono vittime della criminalità e sono costrette a lavorare in condizioni disumane. 158 milioni di bambine e di bambini sono costretti a lavorare. Occorre ridare dignità al lavoro e ai lavoratori, giovani e anziani, di tutto il mondo.
3. Investire sui giovani, sull’educazione e la cultura
Un paese che non investe, non valorizza e non dà spazio ai giovani è un paese senza futuro. La lotta alla disoccupazione giovanile deve diventare una priorità nazionale. Investire sulla scuola, sull’università, sulla ricerca e sulla cultura vuol dire investire sulla crescita sociale, politica ed economica del proprio paese.
4. Disarmare la finanza e costruire un’economia di giustizia
La finanza, priva di ogni controllo internazionale, sta mettendo in crisi l'Europa politica e provoca un drammatico aumento della povertà. Bisogna togliere alla finanza il potere che ha acquisito e ripristinare il primato della politica sulla finanza. Occorre tassare le transazioni finanziarie, lottare contro la corruzione e l’evasione fiscale e ridistribuire la ricchezza per ridurre le disuguaglianze sociali.
5. Ripudiare la guerra, tagliare le spese militari
La guerra è sempre un’inutile strage e va messa al bando come abbiamo fatto con la schiavitù. Anche quando la chiamiamo con un altro nome è incapace di risolvere i problemi che dice di voler risolvere e finisce per moltiplicarli. Promuovere e difendere sistematicamente i diritti umani, investire sulla prevenzione dei conflitti e sulla loro soluzione nonviolenta, promuovere il disarmo, contrastare i traffici e il commercio delle armi, tagliare le spese militari e riconvertire l’industria bellica è il miglior modo per aumentare la nostra sicurezza.
6. Difendere i beni comuni e il pianeta.
Se non impariamo a difendere e gestire correttamente i beni comuni globali di cui disponiamo, beni come l’aria, l’acqua, l’energia e la terra, non ci sarà né pace né sicurezza per nessuno. Nessuno si deve più appropriare di questi beni che devono essere tutelati e condivisi con tutti. Urgono istituzioni, politiche nazionali e internazionali democratiche capaci di operare in tal senso. Occorre ridurre la dipendenza dai fossili, introdurre nuove tecnologie verdi e nuovi stili di vita non più basati sull’individualismo, la mercificazione e il consumismo.
7. Promuovere il diritto a un’informazione libera e pluralista
Un'informazione obiettiva, completa, imparziale, plurale che mette al centro la vita delle persone e dei popoli è condizione indispensabile per la libertà e la democrazia. Sollecita la partecipazione alla vita e alle scelte della collettività; favorisce la comprensione dei fenomeni più complessi che attraversano il nostro tempo, promuovere il dialogo e il confronto, costruisce ponti fra le civiltà, avvicina culture diverse, diffonde e consolida la cultura della pace e dei diritti umani.
8. Fare dell’Onu la casa comune dell’umanità.
Tutti nelle Nazioni Unite, le Nazioni Unite per tutti. Se vogliamo costruire un argine al disordine internazionale, i governi devono accettare di democratizzare e rafforzare le Nazioni Unite mettendo in comune le risorse e le conoscenze per fronteggiare le grandi emergenze sociali e ambientali mondiali.
9. Investire sulla società civile e sullo sviluppo della democrazia partecipativa
Senza una società civile attiva e responsabile e lo sviluppo della cooperazione tra la società civile e le istituzioni a tutti i livelli non sarà possibile risolvere nessuno dei grandi problemi del nostro tempo. Rafforzare la società civile responsabile e promuovere la democrazia partecipativa è uno dei modi più concreti per superare la crisi della politica, della democrazia e delle istituzioni.
10. Costruire società aperte e inclusive.
Il futuro non è nella chiusura in comunità sempre più piccole, isolate e intolleranti che perseguono ciecamente i propri interessi ma nell’apertura all’incontro con gli altri e nella costruzione di relazioni improntate ai principi dell’uguaglianza e alla promozione del bene comune. Praticare il rispetto e il dialogo tra le fedi e le culture arricchisce e accresce la coesione delle nostre comunità. I rifugiati e i migranti sono persone e come tali devono vedere riconosciuti e rispettati i diritti fondamentali.
Queste priorità devono essere portate avanti da ogni persona, a livello locale, nazionale e globale, in Europa come nel Mediterraneo.
Per realizzarle abbiamo innanzitutto bisogno di agire insieme con una strategia comune e la consapevolezza di avere un obiettivo comune.
Per realizzarle abbiamo bisogno di dare all’Italia un governo di pace e una nuova politica, coerente in ogni ambito, e di investire con grande determinazione sulla costruzione di un’Europa dei cittadini, federale e democratica, aperta, solidale e nonviolenta e di una Comunità del Mediterraneo che, raccogliendo la straordinaria domanda di libertà e di giustizia della primavera araba, trasformi finalmente quest’area di grandi crisi e tensioni in un mare di pace e benessere per tutti.

Assisi, 25 settembre 2011