Chiusa la conferenza annuale dei record (378 iscritti). CSVnet “presidierà la delicatissima transizione dei Centri di servizio per il volontariato in base a quanto previsto dal Codice del Terzo settore”. All’inizio del 2018 l’assemblea elettiva, il presidente pronto al terzo mandato
Roma 1 ottobre 2017 - “Il percorso attuativo della riforma del Terzo settore non è finito e siamo nel pieno di un delicato momento di passaggio. Anche se non credo nei presidenti “a vita” penso che ci siano le condizioni per poter lavorare assieme ai Centri in modo partecipato; sono quindi disponibile a confermare la presidenza per il tempo necessario ad accompagnare questa fase di transizione”.
Cosi il presidente di CSVnet Stefano Tabò ha sciolto le riserve circa il rinnovo del suo incarico per il prossimo triennio (le elezioni sono previste all’inizio del 2018). L’annuncio è arrivato in chiusura della conferenza più partecipata nella storia di CSVnet: 378 iscritti provenienti dai CSV di tutta Italia hanno animato il quartiere Pigneto di Roma per l’incontro annuale, organizzato quest’anno in collaborazione con i CSV del Lazio.
Concentrandosi sulla riforma, Tabò ha descritto questa fase - come “attraversare una porta e ‘cambiare casa’”: i decreti attuativi del codice del terzo settore investono ampiamente il sistema dei Centri a partire dalla loro riorganizzazione territoriale.
“CSVnet presidierà questo passaggio; troveremo le condizioni migliori per assolvere il compito di promuovere ed essere al servizio del volontariato, secondo quanto il Codice ci affida. Le funzioni cui i CSV sono chiamati sono più ampie; dovremo ‘arredare’ questa nuova casa con tutti gli strumenti e le professionalità di cui siamo capaci e che abbiamo potuto riscontrare anche dai gruppi di lavoro che hanno affrontato gli aspetti più importanti circa il futuro dei CSV”.
La conclusione della conferenza è stata anche l’occasione per illustrare alcune fra i progetti più importanti a cui sta lavorando CSVnet: come la nuova Area riservata, la piattaforma interna che metterà a disposizione dei CSV strumenti e informazioni sulla vita associativa di CSVnet e che darà la possibilità ai Centri di disporre di un proprio spazio in cui gestire in autonomia documenti, dati sulle attività e i loro strumenti di lavoro quotidiano.
Connesso all’Area riservata è il nuovo sito di CSVnet, on line dalla conferenza e che sarà la “voce” ufficiale dell’associazione dei Centri di servizio, aumentando fortemente la sua matrice informativa. Sul piano della comunicazione è stata anche presentata in anteprima la copertina del volume “20 anni di servizio” il reportage che racconterà la storia dei CSV per celebrare questo importante anniversario.
Grande successo anche per Infobandi CSVnet, la piattaforma online lanciata lo scorso anno per supportare i CSV e le organizzazioni del Terzo settore nella ricerca delle opportunità migliori per finanziare i propri progetti e attività. In soli 14 mesi di attività sono 216 i bandi pubblicati - con una media di 15 bandi al mese.
Tra gli altri progetti presentati, l’accordo con Pro Bono Italia, la rete di studi legali che offrono consulenze gratuite per il non profit. Aggiornamento anche sul progetto "Volontariato in stazione”, che grazie all’accordo di CSVnet con Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, in questi anni ha portato all’affidamento grazie ai CSV di 12 scali in comodato d'uso gratuito.
La conferenza si è conclusa con l’assemblea dei soci
(fonte ufficio stampa CSVnet)
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lunedì 2 ottobre 2017
giovedì 31 marzo 2016
Riforma Terzo settore: i CSV diventano riferimento di tutti i volontari italiani
“Con questa riforma i Centri di servizio diventano riferimento per il volontariato di tutto il Terzo settore”. Parte da questa constatazione il commento del presidente di CSVnet, Stefano Tabò, al ddl approvato ieri nell’aula del Senato.
Il testo, spiega Tabò, “non limita più le funzioni dei Centri di servizio alle sole organizzazioni di volontariato definite dalle legge 266 del 1991, ma afferma che i CSV sono finalizzati a fornire supporto tecnico, formativo e informativo per promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari nei diversi enti del Terzo settore”.
“È una evoluzione importante – sottolinea il presidente – alla quale il legislatore fa corrispondere l’altra grande novità, ovvero il principio della porta aperta: tutte le organizzazioni del Terzo settore potranno concorrere alla conduzione dei CSV, la cui governance dovrà comunque rimanere in capo alle organizzazioni di volontariato, che devono rappresentarne la maggioranza, attraverso una gestione democratica partecipata e radicata territorialmente”.
I CSV potranno insomma rivolgere la propria azione al più ampio e complesso insieme dei volontari che operano nel nostro paese, senza perdere le proprie peculiarità ma sfruttandole in modo incisivo. “La riforma deve rappresentare un passaggio alla maturità della legislazione in materia – continua Stefano Tabò. – E siamo molto soddisfatti che nell’articolo 5 dedicato ai Centri di Servizio per il Volontariato i parlamentari abbiano accolto gran parte delle istanze presentate da CSVnet”.
Oltre agli aspetti sopra richiamati, infatti, sono ancora da ricordare l’accreditamento e il finanziamento stabile dei CSV, attraverso un programma triennale, con le risorse delle Fondazioni di origine bancaria in base alla stessa legge 266. Un finanziamento che prevede una perequazione territoriale, così da assicurare la promozione del volontariato in tutte le regioni del nostro paese. Un’esigenza che CSVnet, per primo, ha sottoposto all’attenzione del legislatore.
“Auspichiamo – afferma ancora Tabò – che con la redazione dei decreti legislativi che il Governo sarà delegato ad adottare dopo il passaggio alla Camera, possano essere soddisfatte altre due esigenze: il coordinamento nazionale delle funzioni dei CSV e la definizione di criteri e procedure uniformi per quanto riguarda il controllo degli stessi”.
“I decreti saranno determinanti nel definire i dettagli ma, finalmente, già si intravede un impianto giuridico capace di valorizzare il ruolo della nostra rete e l’esperienza maturata in 20 anni di attività. Tuttavia – conclude il presidente di CSVnet – è inevitabile rilevare che la riforma comporterà un forte aumento delle attività a carico dei CSV, che con difficoltà potranno essere adeguatamente garantite tramite le risorse attualmente a disposizione, da anni in progressiva diminuzione”.
Proprio in queste settimane è in corso una verifica dell’accordo Acri–Volontariato, il patto pluriennale privato che regola l’uso dei fondi delle Fondazioni di origine bancaria destinati a sostenere e qualificare le attività del volontariato, in scadenza proprio nel 2016.
Intanto CSVnet ha fissato per giovedì 7 aprile 2016 a Roma la presentazione dell’ultimo Report annuale delle attività dei Centri di Servizio presenti in tutte le regioni d’Italia.
Il testo, spiega Tabò, “non limita più le funzioni dei Centri di servizio alle sole organizzazioni di volontariato definite dalle legge 266 del 1991, ma afferma che i CSV sono finalizzati a fornire supporto tecnico, formativo e informativo per promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari nei diversi enti del Terzo settore”.
“È una evoluzione importante – sottolinea il presidente – alla quale il legislatore fa corrispondere l’altra grande novità, ovvero il principio della porta aperta: tutte le organizzazioni del Terzo settore potranno concorrere alla conduzione dei CSV, la cui governance dovrà comunque rimanere in capo alle organizzazioni di volontariato, che devono rappresentarne la maggioranza, attraverso una gestione democratica partecipata e radicata territorialmente”.
I CSV potranno insomma rivolgere la propria azione al più ampio e complesso insieme dei volontari che operano nel nostro paese, senza perdere le proprie peculiarità ma sfruttandole in modo incisivo. “La riforma deve rappresentare un passaggio alla maturità della legislazione in materia – continua Stefano Tabò. – E siamo molto soddisfatti che nell’articolo 5 dedicato ai Centri di Servizio per il Volontariato i parlamentari abbiano accolto gran parte delle istanze presentate da CSVnet”.
Oltre agli aspetti sopra richiamati, infatti, sono ancora da ricordare l’accreditamento e il finanziamento stabile dei CSV, attraverso un programma triennale, con le risorse delle Fondazioni di origine bancaria in base alla stessa legge 266. Un finanziamento che prevede una perequazione territoriale, così da assicurare la promozione del volontariato in tutte le regioni del nostro paese. Un’esigenza che CSVnet, per primo, ha sottoposto all’attenzione del legislatore.
“Auspichiamo – afferma ancora Tabò – che con la redazione dei decreti legislativi che il Governo sarà delegato ad adottare dopo il passaggio alla Camera, possano essere soddisfatte altre due esigenze: il coordinamento nazionale delle funzioni dei CSV e la definizione di criteri e procedure uniformi per quanto riguarda il controllo degli stessi”.
“I decreti saranno determinanti nel definire i dettagli ma, finalmente, già si intravede un impianto giuridico capace di valorizzare il ruolo della nostra rete e l’esperienza maturata in 20 anni di attività. Tuttavia – conclude il presidente di CSVnet – è inevitabile rilevare che la riforma comporterà un forte aumento delle attività a carico dei CSV, che con difficoltà potranno essere adeguatamente garantite tramite le risorse attualmente a disposizione, da anni in progressiva diminuzione”.
Proprio in queste settimane è in corso una verifica dell’accordo Acri–Volontariato, il patto pluriennale privato che regola l’uso dei fondi delle Fondazioni di origine bancaria destinati a sostenere e qualificare le attività del volontariato, in scadenza proprio nel 2016.
Intanto CSVnet ha fissato per giovedì 7 aprile 2016 a Roma la presentazione dell’ultimo Report annuale delle attività dei Centri di Servizio presenti in tutte le regioni d’Italia.
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martedì 1 marzo 2016
Accordo Acri-Volontariato: CSVnet chiede una verifica
Un incontro “a breve” per “fare il punto” sull’accordo Acri-Volontariato dell’ottobre 2013.
È quanto ha chiesto oggi il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, ai firmatari del patto triennale privato che regola l’uso dei fondi delle fondazioni di origine bancaria destinati a sostenere e qualificare le attività del volontariato, integrando quanto previsto in merito dalla legge 266 del 1991.
L’accordo porta le firme del presidente dell’Acri (l’associazione delle fondazioni e casse di risparmio), Giuseppe Guzzetti, del portavoce del Forum Terzo Settore, Pietro Barbieri, e del coordinatore della relativa Consulta del volontariato, Arnaldo Chianese, della presidente della ConVol, Emma Cavallaro, del presidente della Consulta nazionale dei comitati di gestione (Co.Ge.) dei CSV, Carlo Vimercati, oltre che dello stesso presidente di CSVnet.
In base alla legge 266/91, le fondazioni di origine bancaria devono destinare ogni anno un quindicesimo dei loro utili al funzionamento dei Centri di servizio per il volontariato (oggi 71 diffusi in tutta Italia). Nel testo dell’accordo venivano definiti non solo i criteri di ripartizione di quei fondi, ma anche di altre risorse erogate dalle stesse fondazioni: per l’attività della Fondazione Con il Sud, per la “progettazione sociale” delle organizzazioni di volontariato, per il funzionamento dei Co.Ge. e per il sostegno delle reti nazionali firmatarie. Un totale di circa 70 milioni di euro all’anno.
Il patto, che aveva rinnovato accordi simili stipulati negli anni precedenti, ha però effetto solo fino al 2016. L’iniziativa di CSVnet ha come primo scopo quello di verificare se gli obiettivi previsti dall’intesa sono stati raggiunti e con quale efficacia: la lettera sottolinea infatti che mentre gli impegni presi nel testo dovevano essere oggetto di monitoraggio trimestrale da parte dei firmatari, del relativo tavolo si registra “l’assenza da lungo tempo”.
Ma Stefano Tabò collega la richiesta soprattutto al coincidere di questa scadenza con la attuale discussione in Parlamento della riforma del terzo settore, che prevede per l’immediato futuro un sensibile “allargamento dei compiti” per gli stessi CSV allo scopo di affrontare le crescenti “sfide connesse alla promozione del volontariato”.
“Fare il punto su quanto accaduto e su quanto sta accadendo”, scrive Tabò, può quindi risultare anche “un contributo utile al legislatore chiamato a innovare la normativa in materia”.
Clicca qui per scaricare il testo della lettera
È quanto ha chiesto oggi il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, ai firmatari del patto triennale privato che regola l’uso dei fondi delle fondazioni di origine bancaria destinati a sostenere e qualificare le attività del volontariato, integrando quanto previsto in merito dalla legge 266 del 1991.
L’accordo porta le firme del presidente dell’Acri (l’associazione delle fondazioni e casse di risparmio), Giuseppe Guzzetti, del portavoce del Forum Terzo Settore, Pietro Barbieri, e del coordinatore della relativa Consulta del volontariato, Arnaldo Chianese, della presidente della ConVol, Emma Cavallaro, del presidente della Consulta nazionale dei comitati di gestione (Co.Ge.) dei CSV, Carlo Vimercati, oltre che dello stesso presidente di CSVnet.
In base alla legge 266/91, le fondazioni di origine bancaria devono destinare ogni anno un quindicesimo dei loro utili al funzionamento dei Centri di servizio per il volontariato (oggi 71 diffusi in tutta Italia). Nel testo dell’accordo venivano definiti non solo i criteri di ripartizione di quei fondi, ma anche di altre risorse erogate dalle stesse fondazioni: per l’attività della Fondazione Con il Sud, per la “progettazione sociale” delle organizzazioni di volontariato, per il funzionamento dei Co.Ge. e per il sostegno delle reti nazionali firmatarie. Un totale di circa 70 milioni di euro all’anno.
Il patto, che aveva rinnovato accordi simili stipulati negli anni precedenti, ha però effetto solo fino al 2016. L’iniziativa di CSVnet ha come primo scopo quello di verificare se gli obiettivi previsti dall’intesa sono stati raggiunti e con quale efficacia: la lettera sottolinea infatti che mentre gli impegni presi nel testo dovevano essere oggetto di monitoraggio trimestrale da parte dei firmatari, del relativo tavolo si registra “l’assenza da lungo tempo”.
Ma Stefano Tabò collega la richiesta soprattutto al coincidere di questa scadenza con la attuale discussione in Parlamento della riforma del terzo settore, che prevede per l’immediato futuro un sensibile “allargamento dei compiti” per gli stessi CSV allo scopo di affrontare le crescenti “sfide connesse alla promozione del volontariato”.
“Fare il punto su quanto accaduto e su quanto sta accadendo”, scrive Tabò, può quindi risultare anche “un contributo utile al legislatore chiamato a innovare la normativa in materia”.
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sabato 31 gennaio 2015
CSVnet saluta il neo Presidente della Repubblica
"Auguriamo un settennato all'insegna della 'giustizia'; un augurio per lui e, ad un tempo, per tutti noi e per il volontariato che continuerà ad essere protagonista in questa direzione" - commenta il presidente di CSVnet, Stefano Tabò.
Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana; un uomo del Sud che negli anni ha saputo interpretare la parola “solidarietà” con speranza e fiducia (è il precursore del servizio civile universale, che ha contribuito ad istituire nel 2001 in qualità di ministro della Difesa). E proprio da Salerno, dove è in corso il seminario conclusivo del Progetto per la Formazione dei quadri del Terzo Settore del Meridione, arriva il commento di Stefano Tabò, presidente di CSVnet, Coordinamento Nazionale che riunisce e rappresenta i 76 Centri di Servizio per il Volontariato (CSV). “La capacità e la scelta espressa dal Parlamento nel pervenire all’identificazione di un nuovo Capo dello Stato rappresentano un momento di importanza assoluta per la storia del nostro Paese, per la sua identità, per il suo futuro" - ha commentato Tabò -. "La persona di Sergio Mattarella ci racconta di un senso autentico della politica. Verrebbe naturale, ora, immaginarlo primo garante della legalità: noi ci auguriamo un settennato garante della giustizia, di cui la legalità è il presupposto. È un augurio per lui e, ad un tempo, per tutti noi e per il volontariato che continuerà ad essere protagonista in questa direzione". La rete dei Centri di Servizio per il Volontariato saluta l’elezione di Sergio Mattarella, augurandogli buon lavoro, e ringrazia Giorgio Napolitano per l’attenzione ed il servizio garantito nei suoi mandati.
Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana; un uomo del Sud che negli anni ha saputo interpretare la parola “solidarietà” con speranza e fiducia (è il precursore del servizio civile universale, che ha contribuito ad istituire nel 2001 in qualità di ministro della Difesa). E proprio da Salerno, dove è in corso il seminario conclusivo del Progetto per la Formazione dei quadri del Terzo Settore del Meridione, arriva il commento di Stefano Tabò, presidente di CSVnet, Coordinamento Nazionale che riunisce e rappresenta i 76 Centri di Servizio per il Volontariato (CSV). “La capacità e la scelta espressa dal Parlamento nel pervenire all’identificazione di un nuovo Capo dello Stato rappresentano un momento di importanza assoluta per la storia del nostro Paese, per la sua identità, per il suo futuro" - ha commentato Tabò -. "La persona di Sergio Mattarella ci racconta di un senso autentico della politica. Verrebbe naturale, ora, immaginarlo primo garante della legalità: noi ci auguriamo un settennato garante della giustizia, di cui la legalità è il presupposto. È un augurio per lui e, ad un tempo, per tutti noi e per il volontariato che continuerà ad essere protagonista in questa direzione". La rete dei Centri di Servizio per il Volontariato saluta l’elezione di Sergio Mattarella, augurandogli buon lavoro, e ringrazia Giorgio Napolitano per l’attenzione ed il servizio garantito nei suoi mandati.
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domenica 14 dicembre 2014
CSVnet, Tabò riconfermato presidente
Stefano Tabò sarà per altri tre anni il Presidente di CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV); lo ha eletto il neo Consiglio Direttivo, riunitosi il 13 dicembre 2014 a Roma.
Cinquantatré anni, genovese, alla guida di CSVnet da novembre del 2011, Stefano Tabò è fondatore del CSV “Celivo” di Genova ed è attivo nel mondo del volontariato già dagli anni 70.
A lui il compito di guidare i CSV in un momento particolarmente delicato per il futuro di tutto il terzo settore.
“Proseguirò nell’incarico facendo tesoro dell’esperienza maturata ma anche aprendo CSVnet a novità importanti. Già la nostra Assemblea ci ha impegnato su un progetto di cambiamento con respiro triennale, a partire dall’aggiornamento dello statuto ed il rafforzamento della sinergia tra i CSV ed i territori. Il nostro sistema continuerà ad essere punto di riferimento per lo sviluppo del volontariato e per affermare un “modo” di esprimere solidarietà organizzata limpido nelle intenzioni e nelle azioni, nonché trasparente nella gestione delle risorse economiche".
Alla vicepresidenza nuovo ingresso per Silvio Magliano (CSV Torino) insieme ai riconfermati Luciano Squillaci (CSV Reggio Calabria) e Francesca Danese, nominata vicepresidente vicaria.
Su proposta del Presidente il Consiglio Direttivo nominerà i nove componenti del Comitato Esecutivo nella prossima seduta.
Cinquantatré anni, genovese, alla guida di CSVnet da novembre del 2011, Stefano Tabò è fondatore del CSV “Celivo” di Genova ed è attivo nel mondo del volontariato già dagli anni 70.
A lui il compito di guidare i CSV in un momento particolarmente delicato per il futuro di tutto il terzo settore.
“Proseguirò nell’incarico facendo tesoro dell’esperienza maturata ma anche aprendo CSVnet a novità importanti. Già la nostra Assemblea ci ha impegnato su un progetto di cambiamento con respiro triennale, a partire dall’aggiornamento dello statuto ed il rafforzamento della sinergia tra i CSV ed i territori. Il nostro sistema continuerà ad essere punto di riferimento per lo sviluppo del volontariato e per affermare un “modo” di esprimere solidarietà organizzata limpido nelle intenzioni e nelle azioni, nonché trasparente nella gestione delle risorse economiche".
Alla vicepresidenza nuovo ingresso per Silvio Magliano (CSV Torino) insieme ai riconfermati Luciano Squillaci (CSV Reggio Calabria) e Francesca Danese, nominata vicepresidente vicaria.
Su proposta del Presidente il Consiglio Direttivo nominerà i nove componenti del Comitato Esecutivo nella prossima seduta.
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giovedì 13 novembre 2014
Per un sistema dei CSV radicato nel territorio e proiettato al futuro
CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) è stato il 10 novembre 2014 pomeriggio dalla XII Commissione "Affari Sociali" della Camera dei Deputati per un'audizione in merito al Disegno di Legge "Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale".
Il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, ha portato all'attenzione della Commissione proposte concrete al fine di stimolare una Riforma tesa a cogliere tutte le potenzialità del sistema dei CSV.
"Poter contare sull'infrastruttura sociale garantita dai CSV, diffusa su tutto il territorio nazionale (i CSV sono 78 in tutta Italia con oltre 400 sedi e sportelli territoriali), significa impiegare una risorsa qualificata per continuare ad accompagnare, sostenere e promuovere il volontariato stesso nelle sue nuove sfide" – ha sottolineato il presidente di CSVnet.
"Consideriamo irrinunciabili l'auto-gestione del volontariato ed il radicamento territoriale dei CSV che consente la prossimità dei servizi, grazie ad una struttura operativa di 560 unità di lavoro a tempo pieno e una governance di 800 volontari. Per questo, proponiamo una riorganizzazione in senso confederale dei CSV esistenti.
Ciò significa: programmare l'attività dei CSV in una logica unitaria ed integrata; distribuire equamente le risorse economiche provenienti dalle Fondazioni di origine bancaria nelle diverse regioni; favorire la condivisione di buone prassi tra CSV; realizzare economie di scala; assumere metodi condivisi tra CSV, strumenti comuni ma anche progettualità unitarie.
Per realizzare in modo stabile tutto questo - ha sottolineato Stefano Tabò - non bastano le nostre intenzioni ma è necessario intervenire normativamente. Per tale motivo proponiamo anche una revisione del sistema di controllo sui CSV, che permetta l'affermazione di principi e criteri finalmente omogenei su tutto il territorio nazionale".
"Poter contare sull'infrastruttura sociale garantita dai CSV, diffusa su tutto il territorio nazionale (i CSV sono 78 in tutta Italia con oltre 400 sedi e sportelli territoriali), significa impiegare una risorsa qualificata per continuare ad accompagnare, sostenere e promuovere il volontariato stesso nelle sue nuove sfide" – ha sottolineato il presidente di CSVnet.
"Consideriamo irrinunciabili l'auto-gestione del volontariato ed il radicamento territoriale dei CSV che consente la prossimità dei servizi, grazie ad una struttura operativa di 560 unità di lavoro a tempo pieno e una governance di 800 volontari. Per questo, proponiamo una riorganizzazione in senso confederale dei CSV esistenti.
Ciò significa: programmare l'attività dei CSV in una logica unitaria ed integrata; distribuire equamente le risorse economiche provenienti dalle Fondazioni di origine bancaria nelle diverse regioni; favorire la condivisione di buone prassi tra CSV; realizzare economie di scala; assumere metodi condivisi tra CSV, strumenti comuni ma anche progettualità unitarie.
Per realizzare in modo stabile tutto questo - ha sottolineato Stefano Tabò - non bastano le nostre intenzioni ma è necessario intervenire normativamente. Per tale motivo proponiamo anche una revisione del sistema di controllo sui CSV, che permetta l'affermazione di principi e criteri finalmente omogenei su tutto il territorio nazionale".
"Siamo pronti anche alla sfida di assumere nuovi compiti, integrativi a quelli fino ad oggi espressi, ma per farlo abbiamo bisogno di risorse adeguate rispetto a quelle garantite dagli attuali dispositivi normativi e dagli accordi con le Fondazioni di origine bancaria. Risorse ridotte, negli ultimi cinque anni, sotto i limiti di sostenibilità, con un calo di oltre il 50% e che sembrano destinate ad un ulteriore decremento per effetto della Legge di stabilità, se non compensata da un superamento dell'Atto di indirizzo Visco del 19 aprile 2001".
"Confermiamo infine" – ha concluso Tabò – "la disponibilità dei CSV verso il Governo e il Parlamento per una costruttiva collaborazione, impegnando le competenze maturate nel sistema dei CSV. Dopo 15 anni, la fase sperimentale dei CSV è da considerarsi chiusa. La nostra rete è ormai funzionale alla crescita dei beni relazionali ed alla coesione sociale di tutto il paese e di ogni sua porzione. Scommettiamo sui CSV: una grande e diffusa infrastrutturazione sociale (unica in Europa), il cui profilo è unico per genesi e caratteristiche".
"Confermiamo infine" – ha concluso Tabò – "la disponibilità dei CSV verso il Governo e il Parlamento per una costruttiva collaborazione, impegnando le competenze maturate nel sistema dei CSV. Dopo 15 anni, la fase sperimentale dei CSV è da considerarsi chiusa. La nostra rete è ormai funzionale alla crescita dei beni relazionali ed alla coesione sociale di tutto il paese e di ogni sua porzione. Scommettiamo sui CSV: una grande e diffusa infrastrutturazione sociale (unica in Europa), il cui profilo è unico per genesi e caratteristiche".
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lunedì 14 aprile 2014
CSVnet a Renzi: “Siamo pronti a raccogliere la sfida per un volontariato più maturo”
Sabato 12 aprile il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha incontrato il mondo dell’associazionismo e del volontariato nell’ambito del Festival del Volontariato, la manifestazione organizzata a Lucca dal Centro Nazionale per il Volontariato (CNV).
Il premier, nell’incontro pubblico avvenuto nella cornice dell’Auditorium dell’ex convento San Francesco, ha lanciato diverse sfide al volontariato italiano, fra cui la stesura partecipata di un Ddl delega sul riordino civilistico del terzo settore e una stabilizzazione del 5 per mille che agevoli le associazioni più trasparenti nella rendicontazione e nell’utilizzo dei fondi; un terzo settore riconosciuto dal premier come ‘primo’, anche in termini di opportunità per la crescita dell’occupazione.
“CSVnet da tempo ha fatto proprie le condizioni per rispondere positivamente alla scommessa di un volontariato maturo. Un volontariato capace di relazionarsi con le pubbliche istituzioni, trasparente nella gestione delle risorse, sensibile alla bellezza ed alla sofferenza, orientato a riconoscere le persone, e in particolare i giovani, quali volto e fulcro del nostro Paese di oggi e di domani.” – ha commentato Stefano Tabò, il presidente di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV).
“L’appello del Presidente Renzi rende ancora più attuale la scelta contenuta nell’art. 15 della legge quadro 266/91, che istituisce la rete dei CSV. I Centri di Servizio per il Volontariato sono pronti, con la loro presenza capillare su tutto il territorio, a supportare il volontariato nel rispondere alle sfide lanciate dal Presidente del Consiglio. In attesa di conoscere le preannunciate proposte del Governo, fin da ora siamo disponibili ad una costruttiva collaborazione, impegnando le competenze e l’esperienza maturate nel sistema dei CSV in oltre 15 anni di attività nel settore” ha concluso il presidente di CSVnet. (fonte ufficio stampa CSVnet)
Il premier, nell’incontro pubblico avvenuto nella cornice dell’Auditorium dell’ex convento San Francesco, ha lanciato diverse sfide al volontariato italiano, fra cui la stesura partecipata di un Ddl delega sul riordino civilistico del terzo settore e una stabilizzazione del 5 per mille che agevoli le associazioni più trasparenti nella rendicontazione e nell’utilizzo dei fondi; un terzo settore riconosciuto dal premier come ‘primo’, anche in termini di opportunità per la crescita dell’occupazione.
“CSVnet da tempo ha fatto proprie le condizioni per rispondere positivamente alla scommessa di un volontariato maturo. Un volontariato capace di relazionarsi con le pubbliche istituzioni, trasparente nella gestione delle risorse, sensibile alla bellezza ed alla sofferenza, orientato a riconoscere le persone, e in particolare i giovani, quali volto e fulcro del nostro Paese di oggi e di domani.” – ha commentato Stefano Tabò, il presidente di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV).
“L’appello del Presidente Renzi rende ancora più attuale la scelta contenuta nell’art. 15 della legge quadro 266/91, che istituisce la rete dei CSV. I Centri di Servizio per il Volontariato sono pronti, con la loro presenza capillare su tutto il territorio, a supportare il volontariato nel rispondere alle sfide lanciate dal Presidente del Consiglio. In attesa di conoscere le preannunciate proposte del Governo, fin da ora siamo disponibili ad una costruttiva collaborazione, impegnando le competenze e l’esperienza maturate nel sistema dei CSV in oltre 15 anni di attività nel settore” ha concluso il presidente di CSVnet. (fonte ufficio stampa CSVnet)
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