Visualizzazione post con etichetta CSV. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CSV. Mostra tutti i post

venerdì 29 marzo 2019

Seminario "CSV, Volontariato e Riforma del Terzo settore» a Marsala il 2 aprile 2019

(clicca sull'immagine per ingrandirla)
L'incontro è organizzato dal CeSVoP, in collaborazione con l'Ordine marsalese dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Si tratta di un seminario informativo sulle disposizioni da seguire e attuare per rendere le proprie organizzazioni di volontariato a norma con il nuovo Codice del Terzo settore e con gli obblighi che sono derivati dalla recente Riforma. L'appuntamento del 2 aprile 2019 a Marsala si svolge alla Biblioteca del Complesso San Pietro - via Ludovico Anselmi Correale angolo via XI Maggio - dalle ore 10,30 alle 17,30 (dettagli nella locandina). Il seminario viene ripetuto in altre date e in altre sedi, per conoscerle vai su www.cesvop.org. Il Seminario è valido per acquisire crediti validi per la formazione continua dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili. Per iscriverti con l'apposito modulo online clicca qui.

giovedì 20 dicembre 2018

Gli “hub” del volontariato: i dati dell’ultimo rapporto annuale sui CSV

Presenti con quasi 400 sedi e sportelli in tutta Italia, i Centri di servizio confermano l’erogazione gratuita di quasi 220 mila servizi all’anno a 48 mila realtà associative, dalla formazione alla consulenza, dalla logistica alla comunicazione. E sono già pronti ad operare secondo quanto previsto dalla riforma del terzo settore
CSVnet il 20 dicembre 2018 ha diffuso ai Centri di servizio per il volontariato soci gli ultimi dati aggregati sulla loro attività annuale. Il periodo di riferimento è il 2017, cioè un anno che – come il 2018 e il 2019 – va considerato di passaggio verso il nuovo assetto previsto dalla riforma del terzo settore. Ma che è anche stato il primo anno post approvazione della riforma (L. 106/2016).
Ed è proprio leggendoli in questa chiave che i dati lasciano chiaramente intravedere come la rete dei Centri di servizio avesse già cominciato ad operare in quella prospettiva. Sia nelle assemblee che li gestiscono, dove quasi un quarto dei soci è costituito da realtà diverse dalle organizzazioni di volontariato (Odv) ex legge 266/91, sia nei beneficiari dei servizi si evidenzia come i Csv siano già da tempo aperti ai volontari di tutto il terzo settore, come la riforma dispone.
Delle oltre 48 mila realtà destinatarie del lavoro dei Centri (cresciute in assoluto dell’11,3%), le Odv iscritte ai relativi registri sono infatti la metà, mentre aumentano di un ulteriore 10% le associazioni non profit diverse da esse (Aps, cooperative ecc,) e compaiono circa 2 mila gruppi informali o associazioni di fatto: un elemento che evidenzia come i Csv stiano intercettando anche i bisogni del cosiddetto volontariato “liquido”.
Rispetto all’anno precedente, gli altri dati confermano senza particolari scostamenti le dimensioni e la presenza dei Csv sul territorio, che mantengono quasi 400 “punti di servizio”, tra sedi centrali e sportelli, nella quasi totalità delle province italiane. Resta vicino a220 mila anche il numero complessivo dei servizi erogati gratuitamente, pur in presenza di una lieve contrazione (-0,7%) dei dipendenti a tempo pieno: questi ultimi sono 697 e costituiscono l’85% del personale retribuito (821 unità in totale).
Riguardo ai servizi, oltre al +22% delle ore di formazione, è da segnalare l’aumento delle iniziative di promozione e orientamento al volontariato e quelle di animazione territoriale sui medesimi temi, che qualificano i Csv come aggregatori territoriali per tutto ciò che riguarda l’impegno sociale gratuito, creando reti, favorendo incontri tra pubblico e privato, progetti, idee nuove: come sottolineano gli autori del rapporto, i Csv sono dei veri "hub" del volontariato.
Si conferma inoltre una impressionante quantità di servizi relativi alla comunicazione, sia in proprio che in favore delle associazioni, con la produzione di contenuti presenti con costanza su social e siti web. Emerge infine il consolidamento di una funzione per niente banale come quella dei servizi logistici: i Csv sono utilizzati sempre più dal volontariato come ambienti di co-working, grazie alla messa a disposizione di spazi e attrezzature per svolgere attività di ogni genere (dalle riunioni tra soci ai convegni), di servizi di segreteria e di supporti vari. Un ruolo vitale per la maggior parte delle realtà “servite”, che non saprebbero altrimenti come reperire tali risorse tecniche e conoscenze senza sostenere alcun onere economico (fonte ufficio stampa CSVnet).

Sul sito di CSVnet sono disponibili la sintesi del report e le relative infografiche.

martedì 22 maggio 2018

A RadioArticolo1 il volontariato e i venti anni dei CSV in Italia. E' intervenuta anche la presidente del CeSVoP

La mattina del 22 maggio 2018, la presidente del CeSVoP, Giuditta Petrillo, è intervenuta ad Ellesse, una trasmissione di RadioArticolo1 dedicata al volontariato e ai vent'anni dei CSV in Italia.

Clicca qui per ascoltare la puntata

martedì 8 maggio 2018

In un libro i 20 anni di storia dei CSV in Italia

Venerdì 18 maggio alle ore 10,30, a Roma, presso la Camera dei Deputati, CSVnet presenta pubblicamente il libro-reportage sulla storia dei primi 20 anni dei Centri di servizio per il volontariato in Italia. Si tratta di una pubblicazione che, nelle sue 532 pagine, racconta per la prima volta la ricchezza e la complessità dell'esperienza dei CSV, portandola ad unità. L’uscita del libro avviene in una fase cruciale per i CSV, anche per questo è stato scelto di presentarlo in una sede istituzionale come la Camera, insieme ad alcune personalità che hanno seguito o condiviso questo cammino ultraventennale.

PROGRAMMA DETTAGLIATO
COPERTINA DEL VOLUME

martedì 17 aprile 2018

Centri di servizio, ONC a pieno regime: prime questioni Fondo unico e riorganizzazione

Dopo la prima riunione, l’Organismo nazionale di controllo dei CSV ha previsto una fitta rete di incontri mensili. Massimo Giusti segretario generale. Tabò: “Clima sereno, ci servirà per affrontare i nodi che ci attendono”.
L’Organismo nazionale di controllo (ONC) dei Centri di servizio per il volontariato è pienamente operativo e ha previsto una serie di riunioni a cadenza mensile. È quanto emerso dalla prima seduta, svoltasi la settimana scorsa presso la sede dell’Acri a Roma, dove sono stati approfonditi i contenuti dello statuto e sono stati individuati i temi prioritari da trattare.
Segretario dell’ONC sarà Massimo Giusti (Sassuolo, 1967), una lunga esperienza nel terzo settore, nel mondo delle fondazioni e in organismi di gestione di società private. Quanto allo statuto - i cui contenuti sono in gran parte definiti dal Codice del Terzo settore e dallo stesso decreto di costituzione dell’Organismo (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) - sono stati raccolti diversificati elementi per giungere all’approvazione nella prossima seduta, fissata per il 16 maggio.
Tra i temi prioritari, c’è ovviamente l’attivazione del Fondo unico nazionale (FUN) che servirà a finanziare l’attività dei Centri di servizio, a partire dall’assegnazione delle risorse per il secondo semestre 2018.
Sarà poi discussa la riorganizzazione territoriale e l’accreditamento dei CSV secondo i criteri dettati dal Codice del terzo settore. Su questo argomento è intervenuto il presidente di CSVnet Stefano Tabò, il quale ha preannunciato tra l’altro la messa a disposizione dell’ONC di un focus sul numero dei Centri che raccoglie gli orientamenti maturati dai CSV soci nelle regioni interessate.Il focus è stato consegnato questa mattina.
Altro argomento cruciale sarà il percorso verso l’attivazione degli OTC, gli organismi territoriali di controllo (che dipenderanno da quello nazionale), sulla cui composizione manca ancora il decreto ministeriale che riporterà i nominativi dei rispettivi membri. Uno dei nodi riguarda appunto la gestione di questo tempo intermedio, in cui l’ONC avrà ancora come suo riferimento territoriale i “vecchi” Comitati di Gestione dei Fondi speciali per il volontariato. Va intanto rilevato come nel decreto correttivo sul Codice del terzo settore (all’esame della Conferenza unificata e della Commissione speciale della Camera) gli OTC siano passati da 14 a 15, con lo sdoppiamento di quello previsto per Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Nella prima riunione l’ONC ha operato nella pienezza dei suoi 13 componenti: l’assenza di uno dei membri effettivi è stata infatti coperta dal relativo supplente. “Si è lavorato in un clima molto sereno e costruttivo, - ha commentato Stefano Tabò. - È la condizione ideale per affrontare le questioni che ci terranno impegnati nei prossimi mesi e che avranno bisogno di una grande capacità di discernimento”. Quanto al segretario generale, Tabò afferma che “Massimo Giusti è la persona adatta a ricoprire questo ruolo: le sue competenze nel terzo settore e nelle fondazioni di origine bancaria gli garantiscono un’ampia capacità di lettura dei complessi risvolti che caratterizzano la presenza dei CSV in Italia” (fonte ufficio stampa CSVnet).

giovedì 5 aprile 2018

Nasce l’Organismo nazionale di controllo dei Centri di servizio per il volontariato

Mercoledì 11 aprile la prima riunione. Tredici componenti, maggioranza alle fondazioni di origine bancaria, presidente Giuseppe Guzzetti. Al suo interno il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, che dice: «Ora può partire la nuova stagione dei CSV, noi a disposizione con la nostra esperienza di 20 anni».
Nasce l’Organismo nazionale di controllo (ONC) dei Centri di servizio per il volontariato. Le sue funzioni e i nomi dei 13 componenti del consiglio di amministrazione sono contenuti in un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
L’insediamento dell’ONC avverrà mercoledì 11 aprile, avviando così le nuove e attese procedure per il funzionamento dei CSV secondo il Codice del Terzo settore, a partire dall’assegnazione dei fondi per completare la programmazione delle attività del 2018.
L’ONC - una fondazione privata non profit prevista dall’art. 64 del Codice - svolgerà il ruolo di indirizzo e di controllo della rete dei CSV ed eserciterà le sue funzioni anche attraverso propri uffici decentrati: si tratta degli Organismi territoriali di controllo (OTC) che, in base all’art. 65, sostituiranno gli attuali Comitati di gestione dei fondi speciali per il volontariato. Il decreto per la nomina dei componenti degli OTC non è stato ancora varato, ma questo non impedirà che le decisioni dell’Organismo nazionale siano pienamente operative.
Tra le funzioni principali dell’ONC c’è anzitutto l’amministrazione del Fondo unico nazionale (FUN) per i Centri di servizio, costituito dagli accantonamenti delle fondazioni di origine bancaria, in relazione ai quali è riconosciuto un credito di imposta che sarà a regime di 10 milioni (15 nel 2018). Il Fun sarà ripartito tra i CSV secondo parametri che terranno conto sia della distribuzione storica delle risorse che di una perequazione territoriale.
Altro ruolo fondamentale dell’Organismo riguarda l’accreditamento dei CSV (esistenti ed eventualmente nuovi) secondo i criteri fissati dal Codice e dopo averne determinato il numero secondo la riorganizzazione territoriale già in corso (in Lombardia, ad esempio, si è passati a gennaio da 12 a 6 Centri).
L’ONC è guidato da Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, ha una maggioranza di sette membri espressi dalle fondazioni di origine bancaria e vede al suo interno due rappresentanti di CSVnet, l’associazione che rappresenta 64 dei 65 Centri di servizio attualmente operanti: il presidente Stefano Tabò e il direttore Roberto Museo.
Ed è di grande soddisfazione il commento di Tabò sulla costituzione dell’ONC: “È estremamente importante che, come avevamo chiesto, sia stato varato ed entri in funzione prima del cambio di governo: l’ONC permetterà di sciogliere vari elementi di incertezza e di fissare criteri univoci per il controllo dei CSV: una rete che ha il compito di promuovere il volontariato in tutte le espressioni del terzo settore e in tutta la società”.
“Da parte nostra – prosegue il presidente di CSVnet – c’è la piena disponibilità a contribuire al governo della transizione verso la “nuova stagione” dei CSV prevista dalla riforma, forti di una esperienza ventennale e animati da una precisa visione di sviluppo operativo. Siamo certi che, in coerenza con quanto avvenuto durante l’iter della riforma, il dialogo con le altre componenti dell’ONC sarà fruttuoso e rispettoso delle reciproche identità”.
Rifacendosi ai contenuti della recente assemblea associativa. Tabò conclude ricordando gli strumenti che CSVnet ha sviluppato in questi anni per la gestione e la rendicontazione del lavoro dei Centri che metterà a disposizione dell’ONC fin dalla prima riunione.

Ecco dunque chi sono i 13 componenti dell’ONC.

- Giuseppe Guzzetti, presidente Acri.
- Francesco Profumo, presidente Compagnia di S. Paolo.
- Antonio Finotti, presidente Fondazione Cassa risparmio Padova e Rovigo.
- Umberto Tombari, presidente Fondazione Cassa risparmio Firenze.
- Matteo Melley, presidente Fondazione Cassa risparmio La Spezia.
- Giorgio Righetti, direttore Acri.
- Roberto Giusti, Acri, coordinatore Consulta Comitati di Gestione.
- Stefano Tabò, presidente CSVnet.
- Roberto Museo, direttore CSVnet.
- Claudia Fiaschi, portavoce Forum Terzo settore.
- Maurizio Mumolo, direttore Forum Terzo settore.
- Antonio Fici, ministero Lavoro, docente università Molise.
- Stefania Saccardi, conferenza delle Regioni, assessore Toscana.

(fonte ufficio stampa CSVnet)

domenica 11 febbraio 2018

Eletto il nuovo consiglio di CSVnet: Stefano Tabò confermato presidente

Tra i nuovi consiglieri anche la presidente del CeSVoP, Giuditta Petrillo. All’assemblea nazionale di Roma hanno votato i delegati di tutti i 64 CSV soci. Vice Squillaci e Tommasini. Nella relazione di apertura di Tabò l’esortazione ad “avere coraggio, essere tempestivi e radicati nella società”. Presentata la programmazione 2018, con il nuovo Sistema Informativo per la raccolta dei dati e la rendicontazione economica e sociale
Con la partecipazione di circa 130 delegati da tutti i 64 CSV soci (su 65 attivi in Italia), nell’assemblea nazionale svoltasi sabato 10 febbraio a Roma CSVnet ha eletto i nuovi organi sociali che governeranno l’associazione nei prossimi tre anni.
Stefano Tabò è stato confermato presidente per il terzo mandato consecutivo. Al suo fianco, come vicepresidenti, ci saranno Luciano Squillaci (riconfermato) e Chiara Tommasini.

L’assemblea è stata aperta con la presentazione dei dati relativi al Report sulle attività dei Centri di Servizio per il volontariato. L’indagine, relativa al 2016, conferma sempre di più i CSV come “case diffuse del volontariato” con quasi 400 punti di servizio sul territorio nazionale e una mole di attività che si attesta su circa 226mila servizi (+8% rispetto all’anno precedente).

“Dobbiamo avere coraggio, essere tempestivi e radicati nella società.”. Sono i principali concetti su cui Stefano Tabò ha insistito nella sua relazione. Un discorso inevitabilmente collocato nel contesto della recente riforma del terzo settore, che nel 2018 entrerà a regime e che prevede un ruolo decisamente rafforzato per il “sistema” (questa la parola ricorrente in vari interventi della giornata) dei Centri di servizio. Ma anche un discorso che ha delineato alcune linee strategiche per il mandato appena iniziato.
“Con la riforma – ha detto il presidente – i Centri di servizio per il volontariato hanno conquistato sul campo il riconoscimento della loro azione in questi venti anni. Limitandosi all’operatività nazionale, la nuova normativa in realtà non ha cambiato quasi nulla per CSVnet, perché ha recepito sensibilità che da sempre sono nelle nostre corde. Ma ha cambiato le relazioni e il contesto in cui svolge le proprie funzioni: quel riconoscimento giuridico ha avuto un impatto immediato in chi si relaziona con noi”.
E riferendosi alla riduzione del numero dei CSV che la stessa riforma determinerà entro il 2018, Tabò ha spiegato: “A prescindere da quanti saranno i Centri, colgo infatti attorno a noi sollecitazioni affinché ci sia più presenza dei CSV sui territori per una più efficace promozione del volontariato. Per fare questo dobbiamo essere sempre di più un ‘sistema’, una grande infrastrutturazione nazionale in grado di avere impatto anche sulle mappe culturali del paese. Ma la nostra presenza non può essere avulsa da un progetto di società. Non ci possono lasciare indifferenti la crisi delle istituzioni e della rappresentanza democratica, la crisi della legalità, i crescenti atti di violenza e di razzismo: dobbiamo opporre a questi fenomeni i valori del volontariato nella promozione della cittadinanza, della nonviolenza, dell’accoglienza. Non possiamo non intercettare queste emergenze: dobbiamo esaltare il volontariato come respiro di civiltà”.
“Ecco perché nei prossimi anni – ha aggiunto Tabò – ci è chiesto di essere coraggiosi, di abbandonare le abitudini anestetizzanti, perché dobbiamo affrontare scelte che comporteranno dei rischi e anche dei sacrifici. I nuovi organi sociali dovranno proteggere il sistema dei CSV dall’apatia, dall’infertilità, dall’incoerenza, dalla frammentazione e dalla miopia”.
Il presidente ha poi comunicato che la costituzione dell’Organismo nazionale di controllo (il nuovo soggetto previsto dalla riforma per l’indirizzo e il controllo dei Centri di servizio) “sarà l’ultimo atto di questo governo, dato che il decreto è già firmato ed è al vaglio della Corte dei Conti. Da quel momento – ha affermato – dovremo svolgere appieno anche la nostra azione informativa e propositiva”. Un riferimento al nuovo Sistema informativo realizzato da CSVnet e presentato nel corso dell’assemblea: una complessa piattaforma di strumenti web per la rendicontazione economica e sociale che, ha detto Tabò, “metteremo a disposizione anche degli organismi di controllo e di altre reti del Terzo settore”.

Rinnovato per un terzo, il consiglio direttivo è composto da 33 persone: 24 volontari e 9 volontarie (elette senza bisogno di prevedere le quote rosa) i cui profili sono disponibili sul sito di CSVnet. Oltre a Tabo, Squillaci e Tommasini ne fanno parte: Emanuele Alecci, Maria Antonia Brigida, Giorgia Brugnettini, Simone Giovanni Bucchi, Paola Capoleva, Nicola Caprio, Giorgio Casagranda, Lamberto Cavallari, Luigi Conte, Luca Cosso, Antonio D’Alessandro, Casto Di Bonaventura, Ermanno Di Bonaventura, Gian Piero Farru, Rosa Franco, Claudio Latino, Giampiero Licinio, Maria Luisa Lunghi, Silvio Magliano, Emilia Muoio, Ivan Nissoli, Katia Orlandi, Luigi Paccosi, Piero Petrecca, Giuditta Antonia Petrillo, Renzo Razzano, Attilio Rossato, Luigi Russo, Pierluigi Stefani, Leonardo Vita.
Il comitato esecutivo sarà composto da 7 persone, tra cui il presidente e i vicepresidenti. La nomina degli altri quattro membri avverrà nella prossima seduta del consiglio direttivo fissata per il 16 e 17 marzo prossimi. Nominati anche i componenti del collegio dei revisori – Ermete Dall’Asta, Giuseppe Merante e Adriano Propersi, e dei garanti – Elisabetta Bonagiunti, Emanuela Maria Carta, Stefano Iandiorio (presidente), Pasquale Lacagnina.

Durante l’assemblea è stata anche illustrata la programmazione delle attività messe in campo da CSVnet per il 2018. Tra queste il varo del già citato “Sistema informativo”: orientato all’efficienza nella raccolta dei dati e alla massima trasparenza, è costituito da un software di rilevazione dei servizi erogati dai Centri, da una anagrafica degli enti del Terzo settore coerente con la riforma, da strumenti per il monitoraggio e la gestione della vita associativa.
Sul piano della comunicazione è stata prevista per i primi mesi dell’anno la pubblicazione del Reportage sui 20 anni dei CSV (1997-2017) che sarà presentata con un evento nazionale. Rispetto alla formazione, diverse sono le iniziative in programma per il supporto e l’accompagnamento dei CSV all’interpretazione delle nuove norme del Codice del Terzo settore e per lo sviluppo della progettazione europea sui territori. Confermato infine lo spirito di apertura al lavoro di rete, anche sostanziato dal rafforzamento delle partnership già avviate. (fonte Ufficio stampa CSVnet)

giovedì 1 dicembre 2016

Volontariato a scuola: il Ministero premia i progetti in collaborazione con i CSV

Bando del Miur sulla cittadinanza partecipata, tutti i 20 progetti finanziati saranno realizzati con i Centri di Servizio in 12 regioni. Finanziamento complessivo di oltre 470 mila euro. I CSV realizzano già ogni anno iniziative di promozione del volontariato in 6 mila scuole, coinvolgendo 158 mila studenti e 4 mila docenti.
Sono 20 i progetti finanziati attraverso il recente bando del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per favorire il volontariato a scuola. E tutti e 20 saranno realizzati dagli istituti vincitori in collaborazione con organizzazioni di volontariato e di terzo settore e con i Centri di servizio per il Volontariato.
Le iniziative interessano 12 regioni, per un totale di 470.244,69 euro a disposizione. Il bando si intitolava “Laboratori di cittadinanza democratica condivisa e partecipata: educazione al volontariato sociale e alla legalità corresponsabile”, ed era il frutto di un protocollo d’intesa tra il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali Luigi Bobba e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.
Si trattava di una misura innovativa e molto attesa, tanto che CSVnet era intervenuto per richiedere una proroga dei termini del bando, al fine di garantire la più ampia partecipazione.
Le 12 regioni interessate sono: Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia.
Viene così premiata l’esperienza dei Centri di servizio nella promozione del volontariato all’interno delle scuole. Infatti, secondo l’ultimo report annuale sono ben 66 su 71 i CSV che realizzano ogni anno iniziative rivolte agli studenti, con varie metodologie. Circa 1.600 le scuole partecipanti in tutta Italia, tra cui 42 università, con quasi 160 mila studenti e 4.000 docenti coinvolti (da ufficio stampa CSVnet).

ELENCO E PRESENTAZIONE PROGETTI APPROVATI

mercoledì 9 novembre 2016

Il Governo si fa carico del funzionamento dei CSV

Il commento del presidente Stefano Tabò dopo l’inserimento in Legge di Bilancio dell’assegnazione per il 2017 alle Fondazioni bancarie di un credito d’imposta pari a 10 milioni da versare nei fondi speciali per il finanziamento dei Centri di Servizio per il Volontariato. “Riconosciuta la nostra funzione pubblica”.
Roma, 9 novembre 2016 - “Il Governo ha scelto di farsi carico del funzionamento dei CSV per il volontariato italiano: si tratta di una svolta storica, che esprime il riconoscimento di una funzione di interesse generale (quella dei Centri di Servizio) per la quale ha senso impegnare risorse pubbliche”.
È questo il commento di Stefano Tabò, presidente di CSVnet, alla notizia dell’inserimento nella Legge di Bilancio di una disposizione che assegna per il 2017 alle Fondazioni di origine bancaria “un contributo sotto forma di credito di imposta pari al 100% dei versamenti volontari” che esse potranno effettuare in favore dei fondi speciali istituiti nelle regioni per finanziare, appunto, le attività dei CSV.
Il contributo sarà pari a 10 milioni di euro, che andranno ad aggiungersi ai 29,3 milioni provenienti dal “un quindicesimo” degli utili 2015 che le Fondazioni devono – in base alla legge 266/91 – accantonare nei fondi speciali. Una cifra, quest’ultima, che risulta inferiore del 35 per cento rispetto all’anno precedente e che, se non fosse integrata, metterebbe in serio pericolo il sistema dei 71 CSV operanti nel Paese.
“Da alcuni mesi si parlava dell’opportunità di questa disposizione – spiega Tabò. – Se essa sarà confermata dal Parlamento, potremo attendere con serenità la definizione della Riforma del Terzo settore prevista dalla Legge delega 106/16 che chiede la stabilizzazione del finanziamento dei CSV. Il provvedimento deciso dal Governo, infatti, risulta doppiamente efficace in quanto dà il tempo necessario alla formulazione del decreto legislativo della Riforma relativo alla revisione del sistema dei CSV, che oltre ad una sensibile estensione delle loro funzioni, dispone la stabilizzazione del loro finanziamento sulla base di una programmazione triennale”.
Nel corso degli ultimi tre mesi, continua il presidente, si sono svolte diverse riunioni tra CSVnet, il Forum Nazionale del Terzo Settore con i vertici delle Fondazioni bancarie e dei Comitati di Gestione deputati al controllo dei CSV. Oggetto del confronto la definizione di una visione comune per il futuro dei CSV con due principali obiettivi: la revisione dell’accordo Acri-Volontariato in scadenza quest’anno e la redazione di proposte condivise da sottoporre al Governo in vista della scrittura del decreto legislativo.
“Sono stati incontri produttivi – afferma Stefano Tabò – che hanno certamente contribuito a produrre questo primo risultato importante concretizzatosi nella scelta del Governo. È solo il primo passo. Per il bene del volontariato, sta ora alla responsabilità di tutti concludere questo prolungato confronto in modo soddisfacente. Da oggi, però, abbiamo una certezza in più che ci è data dalla scelta del Governo che, oltre ad essere opportuna ed efficace, rappresenta un significativo precedente per gli anni futuri”.

Ufficio stampa CSVnet
Clara Capponi
340 2113992
ufficiostampa@csvnet.it
www.csvnet.it

giovedì 7 aprile 2016

Volontariato, “I Centri di servizio già allineati con la Riforma del terzo settore”

“I Centri di servizio per il volontariato svolgeranno un ruolo sempre più importante come motore del volontariato”. Con queste parole il senatore Stefano Lepri, relatore del Ddl di Riforma del terzo settore appena approvato al Senato, ha commentato il Report sulle attività dei CSV nel 2014 presentato i 7 aprile mattina da CSVnet in una conferenza stampa a Palazzo Madama. Presente anche il sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali Luigi Bobba (che più di tutti nel governo ha seguito l’iter della Riforma), il quale ha aggiunto: “I dati contenuti in questo lavoro molto analitico ci aiuteranno a scrivere i decreti attuativi della legge, che dovrebbe essere licenziata dalla Camera entro maggio, evitando di fare delle norme astratte”.
La conferenza – i cui dati essenziali si possono leggere in sintesi sul sito di CSVnet – era iniziata con l’illustrazione del Report da parte del direttore di CSVnet, Roberto Museo, il quale ha sottolineato, tra l’altro, la profonda ramificazione dei CSV nei loro 20 anni di esistenza, il raddoppio dei singoli cittadini che si sono rivolti ad essi e il ruolo dei CSV come “amplificatori” delle attività sul territorio di oltre 43 mila realtà, per tre quarti organizzazioni di volontariato e per la maggior parte di piccole dimensioni.
Stefano Tabò, presidente di CSVnet, ha rimarcato la coincidenza della presentazione con l’approvazione della Riforma al Senato, “che amplia la base dei destinatari dei servizi erogati dai Centri di Servizio, pur mantenendo la peculiarità dei CSV quali soggetti governati in maggioranza dal volontariato”. E ha aggiunto: “Il sistema dei CSV entra ora in una nuova fase: aumentano i compiti, ma calano le risorse e si erodono anche le riserve accantonate negli anni scorsi. È un dato che ci preoccupa. Finora l’accordo tra Acri/Volontariato ha regolato responsabilmente questi aspetti, ma il suo effetto finisce con il 2016. Saremo più precisi nei prossimi mesi, ma intanto se saranno confermate le stime sul calo della redditività delle fondazioni di origine bancaria (che finanziano le attività in base a quanto previsto dalla legge 266/91) le cose si metteranno male”.
I cambiamenti che saranno prodotti dalla Riforma sono stati ovviamente al centro degli interventi dei due politici presenti. Secondo il sen. Lepri, “il terzo settore entrerà nella ‘fase 2’: un fenomeno che ha radici secolari, ma a cui il Parlamento ha dedicato attenzione solo negli ultimi 30 anni, potrà esprimersi finalmente come un solo corpo dal punto di vista della sua definizione e della normativa che lo regola, sempre salvaguardando le storie e le autonomie ideali e operative. L’investimento fatto venti anni fa dal legislatore nell’istituire i CSV è stato lungimirante e questo rapporto che oggi ci consegnate dimostra che i Centri tendenzialmente sono già allineati con quanto prevede la Riforma, prestando servizi anche alla base volontaria di moltissime realtà del terzo settore”.
Lo stesso concetto è stato ribadito dal sottosegretario Bobba, il quale ha rilevato come il cuore della Riforma sia “l’organizzazione, la promozione e la formazione di tutte le energie volontarie del nostro paese, in qualsiasi contesto si esprimano. La partecipazione alle attività dei CSV è già molto più ampia del suo confine originario e questa mission potrà ora essere svolta con maggiore agilità: i meccanismi di autocontrollo e di accreditamento che sono stati introdotti aiuteranno infatti i CSV a impiegare sempre meno tempo dietro aspetti burocratici”.

giovedì 26 marzo 2015

Presentazione del rapporto di ricerca CSVnet - Euricse sui modelli organizzativi dei CSV in Italia

Venerdì 27 marzo CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato presenterà a Roma insieme ad Euricse - European Research Institute on Cooperative and Social Enterprise - i risultati del rapporto di ricerca "Natura giuridica e modelli organizzativi dei Centri di Servizio per il Volontariato".
Si tratta del primo studio sistematico sugli aspetti giurdici che riguardano i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del volontariato italiano.
La ricerca, condotta da Antonio Fici - Professore di Diritto privato presso il Dipartimento giuridico dell'Università degli Studi del Molise -, partendo dall'analisi del quadro normativo nazionale e regionale dei CSV, prende in esame gli statuti, le prassi operative e le forme organizzative dei Centri di Servizio. Tutti temi di grande attualità e interesse, anche in relazione al Disegno di Legge Delega per la Riforma del Terzo Settore.
Come si evince dal rapporto, una più approfondita conoscenza della normativa che riguarda i CSV può contribuire ad aprire quelle prospettive di sviluppo che oggi, anche a causa della progressiva riduzione dei fondi a loro destinati, è sempre più necessario individuare ed esplorare.
“Per troppo tempo i CSV non hanno valorizzato abbastanza le ricchezze umane e professionali che caratterizzano la loro attività su tutto il territorio" dichiara il presidente di CSVnet, Stefano Tabò.
Abbiamo bisogno di un quadro normativo che non riproponga le stesse contraddizioni del passato; un processo di riforma che non tenga conto di 15 anni di storia e di lavoro sui territori risulterebbe quanto meno miope. Questa indagine consente a tutti gli interessati di capire meglio chi siamo e ci permetterà di fare proposte più chiare sul ruolo e i compiti istituzionali che i CSV potranno assumere”.

Il programma
I risultati del rapporto saranno discussi dal presidente di CSVnet, Stefano Tabò e dall’autore del rapporto insieme a: Carlo Borzaga, Professore di Politica economica all'Università di Trento e Presidente di Euricse; Antonio Cetra, Professore ordinario di Diritto commerciale, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Adriano Propersi, Docente di Economia delle aziende non profit dell'Università Cattolica di Milano.
L'incontro sarà moderato dalla giornalista Paola Springhetti.

Il seminario è su invito e si svolgerà a Roma dalle 14.30 alle 17.30, presso il Centro Congressi Cavour in via Cavour 50/A.
Il Rapporto di ricerca è disponibile a questo link.
Per accreditarsi è necessario inviare una mail a ufficiostampa@csvnet.it.

martedì 21 ottobre 2014

Riforma del Terzo Settore e Volontariato: Verso un solo CSV per Regione? Ma il Volontariato è stato informato?

Dal CSV di Ferrara, Agire Sociale, riceviamo questo appello che pubblichiamo quale contributo alla riflessione e alla discussione delle organizzazioni di volontariato della Sicilia occidentale

Agire Sociale, in sinergia con gli altri CSV emiliano romagnoli, lancia un appello alle Organizzazioni di Volontariato per partecipare al dibattito in corso nell’ambito della riforma del Terzo Settore, che comprende la “armonizzazione delle diverse discipline vigenti in materia di volontariato e di promozione sociale” e la revisione del sistema dei centri di servizio (CSV) quali strumenti di sostegno e supporto alle associazioni di volontariato.

DIFENDIAMO LE RISORSE PREVISTE PER LEGGE? Ad oggi, la Legge-quadro sul volontariato n 266-91 formalmente in vigore, prevede la costituzione di Fondi Speciali per il Volontariato presso le regioni, costituiti tramite l’accantonamento di 1/15 degli utili delle Fondazioni di origine bancaria presenti sul territorio regionale, da destinare a centri di servizio a disposizione delle organizzazioni di volontariato, e da queste gestiti. Di fatto, in seguito ad accordi siglati nel 2010 [accordo Acri-CSVnet 2010] e nel 2013 [accordo Acri-CSVnet 2013] a livello nazionale da più Organismi come Forum del Terzo Settore, CSVnet (Coordinamento Nazionale dei CSV), ConVol (Conferenza permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato) e Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) negli ultimi 4 anni il fondo a disposizione per l’Emilia Romagna è calato di più del 60%. Sul tema delle risorse inoltre dobbiamo rimarcare il grave ritardo sulla nuova tornata di progettazione sociale, promessa già dallo scorso anno nella misura di 12 milioni di Euro a livello nazionale e a cui non è mai stata data attuazione.
Nonostante il drastico calo delle risorse, che hanno costretto i CSV a pesanti riorganizzazioni interne, il sistema dei Centri ha continuato ad operare sia nell’erogazione dei servizi di supporto al volontariato, sia sostenendo la progettazione sociale delle reti associative, in particolare nel contrasto alla situazione emergente delle vulnerabilità e delle nuove povertà.

DIFENDIAMO LA TERRITORIALITÀ E L’AUTONOMIA ORGANIZZATIVA? Nell’ambito del più ampio percorso di riforma del Terzo Settore, a proposito della revisione del sistema dei CSV emergono da più sedi posizioni e pressioni da parte di Organismi ed Associazioni che dichiarano di voler rendere il sistema di gestione dei fondi speciali più semplice, efficace ed efficiente, proponendo la riduzione del numero dei soggetti che operano in base all’attuale normativa e concentrando su base nazionale lo svolgimento di alcune funzioni [DOCUMENTO_FEDERAZIONE_ADA_NAZIONALE]. In particolare, si ventila la possibilità di un solo CSV per regione con funzioni di pianificazione delle attività e di rappresentanza verso le istituzioni, mentre le risorse economiche andrebbero centralizzate in mano a una sovrastruttura nazionale che le distribuirebbe poi ai CSV, anche se non è chiaro in che modalità e misura. Di fatto, questo comporterebbe l’abolizione deiComitati di Gestione (CoGe) che in realtà, nel corso di questi anni, si sono dimostrati strumenti che, sia pure con qualche limite, consentono comunque un confronto con la programmazione locale e regionale e un controllo delle risorse a livello locale.
In Italia, in quasi un ventennio di esistenza, i CSV hanno acquisito modelli organizzativi, in alcuni casi regionali in altri provinciali, che funzionano perché conoscono e si adattano ai loro territori di riferimento. Perché ridurre tutti i CSV d’Italia allo stesso modello organizzativo?
A livello di CSV emiliano romagnoli siamo totalmente contrari alla costituzione di un unico CSV regionale. Pur rispettando la scelta di quelle regioni che hanno optato per la regionalizzazione dei CSV, siamo convinti che in ogni regione sia possa determinare il modello più adeguato per l’espletamento del proprio servizio verso le ODV. Verifichiamo altresì che l’esperienza in Emilia Romagna evidenzia numerosi e consolidati elementi che propendono per la presenza territoriale: CSV provinciali con sportelli decentrati. Questa organizzazione non centralizzata, vicina anche territorialmente alle associazioni, è comunque attenta ad una politica oculata delle risorse e a contrastare gli sprechi. Difatti, già da tempo i CSV dell’Emilia Romagna hanno avviato una autoriforma finalizzata all’ottimizzazione e all’impiego pianificato delle risorse, al fine di razionalizzare alcuni aspetti dell’offerta di servizi, alla condivisione di competenze e di buone prassi. Riteniamo però che il processo di rilettura dei servizi e di razionalizzazione non vada calato dall’alto in maniera omologante, ma affrontato a livello locale, a partire dalle specificità di ciascun territorio.

DIFENDIAMO LA PARTECIPAZIONE DEL VOLONTARIATO?
Perché revisionare in tempi così brevi il sistema dei CSV senza una democratica consultazione a partire dalle organizzazioni di volontariato?
Crediamo importante ribadire la necessità di un urgente dibattito a livello territoriale e nazionale nell’ambito delle suddette questioni, all’interno di spazi in cui sia in primis il volontariato e la base associativa ad avere voce in capitolo, nel pieno rispetto di modalità trasparenti e democratiche.
Accogliendo pertanto l’Appello del MOVI (il Movimento di Volontariato Italiano, fondato da Luciano Tavazza), i CSV desiderano supportare tale percorso, assicurando la diffusione delle informazioni e l’organizzazione nelle prossime settimane di opportuni spazi di discussione e partecipazione.

Allegati: Delibera Consiglio Direttivo CSVnet_5_ottobre 2014; Legge-quadro sul volontariato n 266-91; TestoDDLRiforma Terzo Settore-03-09-14; Capire la Riforma del Terzo Settore; Articolo Riforma Terzo Settore; Appello del MOVI; DOCUMENTO_FEDERAZIONE_ADA_NAZIONALE; Che cosa sono i Comitati di Gestione (CoGe)

La Legge di stabilità rischia di mettere in pericolo il sistema che sostiene il volontariato italiano

La nuova legge di stabilità al vaglio del Quirinale mette a rischio le attività dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Il Disegno di legge di stabilità contiene elementi positivi per il rilancio delle politiche sociali, ma anche misure preoccupanti nei confronti di chi quelle politiche le realizza concretamente sul territorio.
Accanto ai tagli alle Regioni, che come primo impatto andranno inevitabilmente a gravare sui servizi alla persona, ricadranno sul Volontariato e su tutto il Terzo settore anche le modifiche che interessano la tassazione degli enti non commerciali, con particolare riferimento alle Fondazioni di origine bancaria. Il combinato disposto porterebbe ad un impatto negativo sulla sanità e sul welfare, da decifrare nelle dimensioni e nelle conseguenze.
“Se quanto preannunciato dal Premier Renzi lo scorso 16 ottobre sarà approvato, la legge di stabilità colpirà pesantemente le rendite delle Fondazioni, riducendo le risorse destinate dalle stesse Fondazioni a tutto il mondo del Volontariato e ai Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), che ne promuovono lo sviluppo sul territorio nazionale” commenta Stefano Tabò, presidente di CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Le Fondazioni sono un supporto fondamentale per lo sviluppo della cultura - un agente di crescita anche economico per il nostro Paese – ed hanno un ruolo fondamentale per il mantenimento di quel sistema di welfare che negli ultimi anni ha subito tagli progressivi. Tra l’altro, per effetto dell’articolo 15 della legge 266/91, finanziano il lavoro dei Centri di Servizio, grazie ai quali il Volontariato in Italia in questi ultimi 10 anni è cresciuto e si è consolidato.
Per il sistema dei Centri di Servizio si tratterebbe – a parità di ricavi delle Fondazioni – di un ulteriore taglio del 50% alle risorse che negli ultimi 5 anni sono già diminuite del 40% anche per effetto dell’Atto di indirizzo Visco che, dalla sua emanazione nell’aprile 2001, tutti i Governi hanno fin qui fatto proprio.
Un taglio che ne metterebbe a rischio la sopravvivenza, distruggendo una infrastrutturazione sociale di livello nazionale importante per lo sviluppo del Paese.
I CSV sono 78 in tutta Italia e si articolano sul territorio con oltre 400 tra sedi e sportelli; sono espressione di una base associativa di oltre 25mila organizzazioni che rappresenta il 50% del Volontariato; offrono servizi di varia natura a più di 30.300 associazioni di volontariato ogni anno.
“In occasione della preannunciata Riforma del Terzo Settore abbiamo offerto la nostra rete e le nostre competenze ad un disegno di rilancio complessivo delle stesse organizzazioni di Terzo settore e dei valori che esprimono. Oggi vediamo compromessa anche la nostra stessa esistenza. Auspichiamo che il Governo, nel portare avanti le scelte annunciate, tenga conto di tutte le conseguenze dirette e indirette delle misure presentate”, conclude Stefano Tabò.

lunedì 14 aprile 2014

CSVnet a Renzi: “Siamo pronti a raccogliere la sfida per un volontariato più maturo”

Sabato 12 aprile il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha incontrato il mondo dell’associazionismo e del volontariato nell’ambito del Festival del Volontariato, la manifestazione organizzata a Lucca dal Centro Nazionale per il Volontariato (CNV).
Il premier, nell’incontro pubblico avvenuto nella cornice dell’Auditorium dell’ex convento San Francesco, ha lanciato diverse sfide al volontariato italiano, fra cui la stesura partecipata di un Ddl delega sul riordino civilistico del terzo settore e una stabilizzazione del 5 per mille che agevoli le associazioni più trasparenti nella rendicontazione e nell’utilizzo dei fondi; un terzo settore riconosciuto dal premier come ‘primo’, anche in termini di opportunità per la crescita dell’occupazione.
“CSVnet da tempo ha fatto proprie le condizioni per rispondere positivamente alla scommessa di un volontariato maturo. Un volontariato capace di relazionarsi con le pubbliche istituzioni, trasparente nella gestione delle risorse, sensibile alla bellezza ed alla sofferenza, orientato a riconoscere le persone, e in particolare i giovani, quali volto e fulcro del nostro Paese di oggi e di domani.” – ha commentato Stefano Tabò, il presidente di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV).
“L’appello del Presidente Renzi rende ancora più attuale la scelta contenuta nell’art. 15 della legge quadro 266/91, che istituisce la rete dei CSV. I Centri di Servizio per il Volontariato sono pronti, con la loro presenza capillare su tutto il territorio, a supportare il volontariato nel rispondere alle sfide lanciate dal Presidente del Consiglio. In attesa di conoscere le preannunciate proposte del Governo, fin da ora siamo disponibili ad una costruttiva collaborazione, impegnando le competenze e l’esperienza maturate nel sistema dei CSV in oltre 15 anni di attività nel settore” ha concluso il presidente di CSVnet. (fonte ufficio stampa CSVnet)

lunedì 28 ottobre 2013

Siglato accordo ACRI e Volontariato. Risorse garantite sino al 2016

Nonostante lo sfavorevole scenario economico e finanziario, in continua evoluzione le Fondazioni di origine bancaria garantiranno al mondo del volontariato un sostegno economico significativo fino al 2016.
A distanza di 3 anni dal precedente accordo, si è rinnovata l’intesa tra Acri – l’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio SpA; Forum Nazionale del Terzo Settore; Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum Nazionale del Terzo Settore; ConVol – Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato; Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione (Co.Ge.) e CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. A partire dagli impegni precedentemente assunti dalle Fondazioni di origine bancaria con l’accordo quadro del 2010, la nuova intesa li rimodula, stabilizzando i fondi a disposizione per gli anni 2014, 2015, 2016 ed introducendo importanti novità:
• € 35 milioni di euro per le attività dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) e per il funzionamento dei Co.Ge. oltre ad un’ ulteriore quota, pari a € 2 milioni, da parte della Fondazione CON il Sud per finanziare l’ordinaria attività dei CSV operanti nelle regioni meridionali (onere che potrà ridursi nel caso in cui l’accantonamento del quindicesimo da parte delle Fondazioni di origine bancaria si riveli superiore a € 39 milioni);
• ai fini di stabilizzare i flussi di entrata a favore del sistema dei CSV negli anni successivi è previsto l’accantonamento a riserva del “quindicesimo” ex art. 15 legge 266/91, riveniente dai bilanci dalle Fondazioni di origine bancaria 2014 e 2015 se eccedente € 41 milioni;
• 12 milioni di euro per la progettazione sociale delle Organizzazioni di Volontariato (OdV), erogati direttamente dalle Fondazioni di origine bancaria per la realizzazione di interventi individuati con modalità condivise tra i soggetti firmatari.
• 20 milioni di euro saranno assegnati alla Fondazione CON il Sud, con l’impegno di riservare un importo annuale pari ad almeno 4,4 milioni di euro per il sostegno delle OdV nelle regioni meridionali
• la conferma del sostegno alle reti di volontariato firmatarie con destinazione di un importo ridotto a 500 mila euro (rispetto a € 600 mila previsti dall’accordo del 2010) per il triennio 2014, 2015, 2016.
Come già espresso anche nel precedente accordo, le parti hanno convenuto sull’importanza di garantire un modello unificato per la rendicontazione dei fondi stabiliti per i CSV e per i Co.Ge. proprio al fine di dare trasparenza e comparabilità alle attività che saranno sviluppate a beneficio del volontariato su tutto il territorio nazionale.
I firmatari hanno infine riscontrato la necessità di un confronto costante al fine di promuovere e sostenere gli interventi derivanti dall’accordo e condividere alcuni obiettivi strategici già individuati; per questo prevedono di convocare degli incontri trimestrali, al fine di assumere consensualmente delle linee di indirizzo valide per tutte le regioni (fonte Uffici stampa CSVnet e ACRI).

venerdì 5 aprile 2013

Dai programmi del Bando Reti 2010 della Fondazione Con il Sud alle nuove opportunità. Seminario regionale il 15 aprile 2013 a Palermo. Aperte le iscrizioni fino al 12 aprile

Dopo l'esperienza dei bandi 2010 e 2011, la Fondazione CON IL SUD quest'anno lancerà la terza edizione dell’iniziativa «Programmi e Reti di Volontariato» per il consolidamento del ruolo e dell'impatto del volontariato nelle regioni meridionali.
Attraverso il bando non saranno sostenuti progetti specifici, ma interventi per il rafforzamento dell'attività principale svolta dalle organizzazioni e dalle reti di volontariato capaci di favorire, inoltre, la sperimentazione di nuove modalità di lavoro e cooperazione. Come nelle precedenti edizioni, il sistema dei CSV siciliani accompagnerà le reti e le organizzazioni di volontariato nelle fasi di predisposizione delle domande e rendicontazione.
Con i due bandi già svolti la Fondazione CON IL SUD ha sostenuto oltre 160 programmi di volontariato nelle regioni meridionali. Per illustrare i risultati raggiunti con le due edizioni dell'iniziativa e raccogliere idee e riflessioni per la realizzazione della nuova edizione è in programma un ciclo di incontri sul territorio del Sud Italia.
Per la Sicilia, l’incontro si svolge a Palermo il 15 aprile 2013, nella Sala De Seta dei Cantieri culturali ala Zisa (via Paolo Gili, 4) a partire dalle ore 16.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Fondazione CON IL SUD, il CSVnet, i tre Centri di Servizio per il Volontariato siciliani (CeSV Messina, CeSVoP, CSV Etneo), la Fondazione Sicilia, il Comitato di gestione del Fondo speciale per il Volontariato Regione Sicilia, e ha ricevuto il gratuito patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana, dell’Assessorato per Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro e del Comune di Palermo.
Sono previsti gli interventi di: Ignazio Di Fazio, portavoce del Coordinamento regionale dei CSV siciliani e presidente del CSV Etneo; Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo; Ester Bonafede, assessore regionale per Famiglia, Politiche sociali e Lavoro; Carlo Borgomeo, presidente Fondazione CON IL SUD; Stefano Tabò, presidente CSVnet; Raffaele Bonsignore, segretario generale di Fondazione Sicilia; Vito Puccio, presidente CoGe Sicilia; Antonino Mantineo, presidente del CeSV Messina; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP; Alberto Giampino, referente regionale per il Bando Reti 2010-2011 e direttore del CeSVoP.

Scarica la brochure

Per iscriversi compilare il modulo online entro il 12 aprile, ore 12

Segreteria organizzativa presso il CeSVoP, via Maqueda 334 info@cesvop.org tel 091331970

sabato 9 luglio 2011

Nuovo e per tutta la Sicilia. Esce il primo numero di Mondo Solidale, rivista del volontariato siciliano

Debutta la nuova rivista dei tre Centri di Servizio per il Volontariato di Sicilia, così come sono in fase avanzata di avvio il sito regionale (www.siciliasolidalenews.org) e la newsletter settimanale. Il progetto ha richiesto un grande lavoro organizzativo e già da qualche settimana è attivo. Intanto puoi sfogliare qui sotto la rivista online e visitare (cliccando qui) siciliasolidalenews. Tra qualche giorno, nella casella email degli iscritti ai siti dei CSV siciliani arriverà la newsletter, mentre il giornale cartaceo è stato spedito gratuitamente agli indirizzi di circa 6.500 organizzazioni e realtà sociali.

mercoledì 25 maggio 2011

Presentato il progetto "In.Volo. Sicilia". Finanziamenti agevolati per il volontariato dell'Isola

Banca Prossima finanzierà con 2 milioni e mezzo di euro il volontariato in Sicilia. In particolare, le risorse sono destinate al progetto "In.Volo - Iniziativa per il Volontariato" che mette a disposizione di diverse organizzazioni di volontariato locali le risorse necessarie per crescere e per finanziare le proprie attività senza che gli amministratori debbano offrire garanzie personali.
L'iniziativa è stata presentata questa mattina a Palermo.
Il sostegno ad "In.Volo." - riferisce un comunicato - nasce da un accordo a tre tra Banca Prossima, la prima banca europea dedicata esclusivamente al terzo settore, i tre Csv, Centri di Servizio per il Volontariato Siciliano (Cesvop di Palermo, Csv Etneo di Catania e Csv di Messina) e il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato in Sicilia (Co.Ge.). L'obiettivo comune dei tre soggetti firmatari dell'accordo è di sostenere e qualificare le organizzazioni di volontariato siciliane, fornendo loro - accanto ai tradizionali servizi di consulenza e formazione - le risorse necessarie per dare continuità alla gestione, fare investimenti e avviare nuovi progetti. Co.Ge. e Csv hanno costituito allo scopo un fondo di garanzia a sostegno dell'accesso al credito delle organizzazioni di volontariato, con una dotazione iniziale di 500 mila euro e dato vita ad una Unità di Valutazione congiunta per la verifica preliminare dell'efficienza delle associazioni e della sostenibilità del progetto presentato. Il fondo consente a Banca Prossima di erogare finanziamenti senza chiedere garanzie. Un primo plafond rotativo di finanziamenti pari a 2,5 milioni di euro è da subito disponibile. Tra i numerosi servizi offerti alle organizzazioni di volontariato gli anticipi sulle fatture, l'apertura di conti correnti con servizi dedicati, la concessione di finanziamenti a medio e lungo termine per promuovere l'avvio di nuovi servizi sociali e gli investimenti, anche in beni immateriali. Per nessuno di questi sono richieste garanzie personali da parte degli amministratori. Inoltre, grazie ad un'apposita piattaforma web realizzata da Banca Prossima, il processo di richiesta, monitoraggio e concessione del finanziamento avviene con la massima trasparenza e in tempi rapidi. Possono accedere al finanziamento tutte le organizzazioni di volontariato siciliane costituite da almeno due anni. I progetti devono passare il vaglio dei tre protagonisti di In.Volo: Csv, Co.ge. e Banca Prossima. La raccolta delle richieste di finanziamento spetta ai vari Csv, che valutano i progetti, e aiutano le organizzazioni a definire le proprie necessità finanziarie. La selezione delle proposte spetta invece all'Unità di Valutazione, cui partecipano sia i Csv sia il Co.Ge. "Il volontariato, in Sicilia, è un settore di grande rilievo: sono infatti circa 2.100 le organizzazioni - dice Marco Morganti, ad di Banca Prossima -. Ed è bellissimo che proprio la Sicilia prenda per prima il testimone di In.Volo dalla Lombardia, dove il progetto è nato.
In.Volo non solo aumenta di cinque volte le forze economiche grazie al moltiplicatore, ma responsabilizza il volontariato introducendolo al credito. Allo stesso tempo il fondo risparmia ai presidenti delle associazioni l'onere di prestare garanzie personali. E' lo schema più virtuoso".(ANSA)



Qui sotto puoi ascoltare l'audio degli interventi in streaming

Presentazione del progetto "In.volo" - Palermo 25 maggio 2011 by cesvop

lunedì 21 febbraio 2011

Un data-base regionale del volontariato sanitario in Sicilia

Prende il via il Progetto «Creazione di una banca dati regionale sulle OdV» organizzato dall’Assessorato regionale della Salute Regione Siciliana in collaborazione con i Centri di Servizio per il Volontariato siciliani (CeSVoP, CSV Etneo e CeSV Messina).
Un’attività che coinvolge centinaia di associazioni e migliaia di cittadini, benché il loro apporto di solidarietà e gratuità, nell’ottica della presa in carico del malato come persona, è talvolta sottovalutato o poco conosciuto dal sistema pubblico e dalla cittadinanza.
L’assessore Massimo Russo: “Le Organizzazioni di Volontariato (OdV) offrono gratuitamente ai malati ed ai loro familiari servizi preziosi che completano e/o potenziano quelli attivati dalle istituzioni pubbliche preposte. Un contributo che riconosco così fondamentale da averlo voluto prevedere nel Piano Sanitario. Con il progetto realizziamo, attraverso i Centri di Servizio per il volontariato della Sicilia, uno strumento di conoscenza approfondita del settore da mettere a disposizione del cittadino e dell’operatore perchè è sempre più forte, ai vari livelli, il bisogno/desiderio di «umanizzazione»: dei servizi, degli approcci, delle relazioni”.

Si parte dai dati già in possesso dei CSV e che verranno ulteriormente completati e ampliati.
Nella Sicilia occidentale, il CeSVoP ha già individuato sulla provincia di Palermo 312 organizzazioni di volontariato in ambito sanitario, su quella di Agrigento 76, su Caltanissetta 34, su Trapani 56.
Mentre, per la Sicilia orientale, il CSV Etneo ha sinora rilevato 220 OdV del genere sulla provincia di Catania, 82 su quella di Enna, 63 su Ragusa e 126 su Siracusa.
Il CeSV Messina conta fino ad oggi 117 realtà di volontariato sanitario per la provincia peloritana.
Il database le identificherà per reti di patologie e servirà anche ad attivare una maggiore e migliore comunicazione delle informazioni da e verso i cittadini. Sono tutte associazioni che svolgono iniziative e attività che, grazie alla collaborazione tra Assessorato regionale della Salute e Centri di Servizio per il Volontariato siciliani (chiamati per mandato istituzionale a conoscere e seguire un movimento di solidarietà così articolato), saranno censite e pubblicizzate tramite la realizzazione di una banca dati che consentirà una conoscenza organizzata e condivisa delle OdV impegnate sul fronte sanitario.

In pratica - sulla scorta di un progetto pilota realizzato dal CeSVoP che ha promosso un percorso laboratoriale con le OdV della provincia palermitana con le quali ha realizzato una “Carta del Benessere” - si intende organizzare la raccolta dati seguendo questi criteri:
• Individuazione delle aree cliniche d’interesse delle Organizzazioni che si occupano di Benessere, con l’intento di seguire l’evoluzione del ragionamento logico di chi si imbatte in una patologia presente nell’area clinica («Se mi ammalo o un mio caro si ammala di… cosa faccio?»). Questa impostazione per patologia offre il vantaggio di concentrarsi sul cittadino rispondendo alle sue più comuni domande (Cos’è questa malattia, come si cura, dove se ne occupano?).
• Ricognizione a carattere regionale delle Organizzazioni che si occupano di benessere tramite la realizzazione di un censimento che possa mettere in luce non soltanto l’anagrafica dell’Organizzazione, ma anche gli obiettivi e le finalità che persegue, gli ambiti di intervento e le strutture sanitarie nelle quali opera.
Il database una volta realizzato potrà essere consultabile dai cittadini in quanto sarà pubblicato nei siti istituzionali. Naturalmente, è inoltre previsto un suo aggiornamento periodico.

L’intero Progetto rientra nella linea progettuale 10 (Valorizzazione apporto del Volontariato) dei Progetti Obiettivo di Piano Sanitario Nazionale 2010 attuata dall’Assessorato regionale della Salute Regione Siciliana.

giovedì 14 ottobre 2010

Si tenta di ridurre le risorse per il volontariato

Serve la mobilitazione urgente del sistema dei CSV e dell'intero mondo del volontariato per bloccare una manovra che, nel fare una legge per il sostegno delle comunità montane, altera i contenuti della legge 266/91 del volontariato andando a modificare l'art. 12 e l'art. 15.

La modifica più grave è quella che estende in maniera esponenziale i soggetti che gestiscono e usufruiscono dei CSV. Alle organizzazioni di volontariato aggiunge: le associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni bandistiche, i cori amatoriali, le filodrammatiche, le associazioni dilettantistiche di musica e danza popolare, le cooperative sociali, le ONLUS.
Insieme al Forum del Terzo Settore, alla Consulta del Volontariato, alla ConVol, CSVnet ha inviato oggi una lettera ai parlamentari coinvolti alla Camera e agli esponenti del Governo e un comunicato stampa.
Invitiamo tutti a sollecitare tempestivamente i deputati del proprio territorio per far giungere il messaggio che non si riducono le risorse per il volontariato, non si snaturano i CSV e non si cambia la legge sul volontariato senza parlare con il volontariato.