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martedì 8 maggio 2018

In un libro i 20 anni di storia dei CSV in Italia

Venerdì 18 maggio alle ore 10,30, a Roma, presso la Camera dei Deputati, CSVnet presenta pubblicamente il libro-reportage sulla storia dei primi 20 anni dei Centri di servizio per il volontariato in Italia. Si tratta di una pubblicazione che, nelle sue 532 pagine, racconta per la prima volta la ricchezza e la complessità dell'esperienza dei CSV, portandola ad unità. L’uscita del libro avviene in una fase cruciale per i CSV, anche per questo è stato scelto di presentarlo in una sede istituzionale come la Camera, insieme ad alcune personalità che hanno seguito o condiviso questo cammino ultraventennale.

PROGRAMMA DETTAGLIATO
COPERTINA DEL VOLUME

venerdì 23 giugno 2017

Riforma del Terzo settore, il parere della Commisione Affari sociali della Camera

La Camera dei deputati, attraverso la Commisione Affari sociali, ha dato il suo parere non vincolante sul testo di Codice del Terzo settore trasmesso dal Governo. Clicca qui per leggerlo o scaricarlo

mercoledì 15 giugno 2016

Con l'approvazione della Camera, il "dopo di noi" è legge

L'aula della Camera ha approvato il ddl sul ''Dopo di noi'' in materia di assistenza in favore delle persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare, con 312 si'', 64 no e 26 astenuti. A favore hanno votato Pd, Ap, Forza Italia, Scelta civica, Democrazia solidale-Cd, Cor, Psi. Astensione da Sinistra italiana. Su twitter la deputata M5s Giulia Di Vita, ha scritto prima del voto in aula: "Il ''solito'' M5s dice no anche al falso #dopodinoi. E direi! Le famiglie povere con disabili a carico vengono sempre lasciate indietro". Il provvedimento, dopo l'ok senza modifiche di Montecitorio, e' legge. Queste alcune delle norme contenute nei 10 articoli che formano il ddl.
L'articolo 1 del ddl descrive le finalita' del provvedimento: "La legge disciplina misure di assistenza, cura e protezione nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perche'' gli stessi non sono in grado di fornire l'adeguato sostegno genitoriale, nonché in vista del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata gia'' durante l''esistenza in vita dei genitori". Su questo, l'articolo 3 stabilisce che "è' istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Fondo per l''assistenza alle persone con disabilita'' grave prive del sostegno familiare. La dotazione del Fondo è determinata in 90 milioni di euro per l''anno 2016, in 38,3 milioni di euro per l''anno 2017 e in 56,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2018.
L'articolo 4, indica le finalità del Fondo che sono quelle di "attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarita'' in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare (...) al fine di impedire l''isolamento delle persone con disabilita'' grave". L'articolo 5 interviene sulla "detraibilita'' delle spese sostenute per le polizze assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilita'' grave". E stabilisce che "a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2016, l'importo di euro 530 è elevato a euro 750 relativamente ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilita'' grave".
L'articolo 6, riguarda l'istituzione di Trust e i vincoli di destinazione. "I beni e i diritti conferiti in trust ovvero gravati da vincoli di destinazione, istituiti in favore delle persone con disabilità grave, sono esenti dall''imposta sulle successioni e donazioni". Le esenzioni e le agevolazioni "sono ammesse a condizione che il trust ovvero i fondi speciali perseguano come finalita'' esclusiva l''inclusione sociale, la cura e l''assistenza delle persone con disabilita'' grave, in favore delle quali sono istituiti".
L'articolo 7, riguarda le campagne informative che la Presidenza del Consiglio dei ministri avvierà, "al fine di diffondere la conoscenza delle disposizioni della presente legge". Infine, l'art. 8 stabilisce che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali dovra'' trasmettere "alle Camere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni della presente legge". (fonte DIRE da Redattore Sociale)

giovedì 26 maggio 2016

Riforma del Terzo settore, il 25 maggio c'è stato il sì definitivo della Camera

Lo scorso 25 maggio 2016, la Camera dei Deputati ha approvato in seconda lettura il testo del disegno di legge delega di Riforma del Terzo settore. Si tratta di un provvedimento che si attendeva da anni e che dovrà trovare concretizzazione nei decreti attuativi del Governo. Qui sotto il testo del comunicato di CSVnet e, a seguire, il link all'articolo che Redattore sociale ha dedicato all'evento.

Riforma del terzo settore, cresce la civiltà giuridica del paese
La soddisfazione del presidente Tabò, dopo l’approvazione definitiva, per “l’impegno a sostenere ruoli e funzioni dei volontari, l’impegno alla trasparenza e l’impegno alla ‘ripulitura’ del terzo settore”. I CSV già pronti al cambiamento, “preoccupati per la forte riduzione delle risorse”.
“A poche ore dall’approvazione definitiva della riforma del terzo settore, tre elementi in particolare motivano la soddisfazione di CSVnet. Il primo attiene allo sguardo con cui la riforma considera i volontari e il volontariato ed il conseguente impegno a sostenerne ruoli e funzioni: ciò rappresenta un segno della civiltà giuridica del paese. Il secondo è il deciso richiamo alla trasparenza nell’azione e nella struttura delle organizzazioni. Il terzo è lo spirito di chiarezza nel definire chi deve far parte del terzo settore (cioè chi ha ‘finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale’), con l’intenzione di compiere una decisa ‘ripulitura’ dei vari registri in cui organizzazioni di ogni tipo sono oggi iscritte”.
È il commento di Stefano Tabò, presidente del Coordinamento dei Centri di Servizio per il Volontariato, dopo il sì definitivo dato ieri sera dalla Camera. Tabò sottolinea come “sarà ora però fondamentale che la scrittura dei decreti attuativi della legge porti a coerente conseguenza quanto indicato dal testo approvato, chiarendo tutti i dubbi che questo può far sorgere: in proposito, CSVnet mette a disposizione la propria esperienza e attende di poter avere le interlocuzioni che saranno utili al legislatore”.
“Ci rendiamo conto – aggiunge Tabò – che i due anni dell’iter della legge di riforma hanno acuito le differenze tra le diverse espressioni del terzo settore e sono stati motivo di ulteriori fratture al suo interno. Per questo accogliamo l’invito che l’on. Donata Lenzi, relatrice della legge alla Camera, ci ha fatto ieri nell’incontro da noi organizzato con alcuni parlamentari: e cioè che CSVnet, in merito ai bisogni riguardanti la promozione del volontariato, si faccia promotore di un tavolo comune a cui far sedere tutti gli attori del terzo settore interessati. Si apre una nuova stagione in cui va esercitata la massima responsabilità e condivisione, soprattutto da parte di chi rappresenta il mondo del volontariato.”
Dal canto loro, sottolinea Tabò, “i Centri di Servizio agiscono già nel solco del cambiamento che la riforma comporterà per essi e si concepiscono da sempre quali soggetti inclusivi, fortemente radicati nelle comunità territoriali. Ora, anche per legge, si afferma il principio delle porte aperte a tutte le organizzazioni del terzo settore che vorranno entrare nella loro governance (ferma restando la prevalenza dei voti riservata al volontariato indicata dalla legge) e l'orientamento dei loro servizi per ‘promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari nei diversi enti del terzo settore’. Dall’altro lato, con l’approvazione del nuovo statuto di CSVnet lo scorso 21 maggio, i CSV si riconoscono, anche formalmente, come ‘sistema’ che condivide alcuni caratteri essenziali e irrinunciabili su tutto il territorio nazionale, stabiliscono loro rappresentanze regionali unitarie, si danno criteri stringenti sulle incompatibilità e i conflitti di interessi dei propri dirigenti”.
Tabò conclude ricordando però la preoccupazione dei Centri di Servizio dovuta alla forte riduzione dei fondi per il loro funzionamento. Infatti, mentre la riforma prevede per i CSV un “finanziamento stabile attraverso un programma triennale”, l’accantonamento per il 2017 (su bilanci 2015) che le Fondazioni di origine bancaria devono destinare allo scopo sarà inferiore di oltre il 30% a quello per l’anno in corso. “Mentre la riforma assegna alla nostra rete un forte aumento delle attività – spiega Tabò – in questa fase, e in assenza di risorse aggiuntive, la tenuta complessiva del sistema dei Centri risulta a rischio”.
“Non abbiamo dubbi – conclude il presidente – che l’Acri, come è sempre avvenuto in passato, sia disponibile a gestire con responsabilità questo difficile momento di transizione in maniera concertata con le rappresentanze del volontariato e del terzo settore”.

REDATTORE SOCIALE, Riforma Terzo settore "bella notizia" (25 maggio 16)
REDATTORE SOCIALE, Sintesi dei contenuti della Riforma

venerdì 10 aprile 2015

Riforma del Terzo Settore: il commento di CSVnet

L’approvazione del DDL delega sulla Riforma del Terzo Settore ci consente di comprendere l’idea con la quale il legislatore sta delineando ruolo e funzioni dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV).
Ciò che emerge dai lavori della Camera è che l’iter legislativo apre a soluzioni potenzialmente incongruenti con il naturale sviluppo del sistema in essere e, soprattutto, con gli interessi del Volontariato.
Ci pare che, nel complesso, sia proprio il Volontariato italiano a rischiare di vedere ridimensionate quelle attenzioni che gli dovrebbero essere riconosciute a ragione delle decine di migliaia di organizzazioni e dei milioni di volontari che ogni giorno fanno sentire la loro presenza radicata in tutto il Paese.
Speriamo che il passaggio in Senato possa precisare il lavoro della Camera, di cui abbiamo apprezzato le finalità nonché il tentativo di perseguire il necessario cambiamento.
Con riferimento ai Centri di Servizio auspichiamo, in particolare, che continuino ad essere governati dalle organizzazioni di volontariato; che venga riconosciuta la rappresentanza nazionale di CSVnet in una logica di sistema; che venga garantito un meccanismo equo per il finanziamento dei CSV in tutte le regioni.
Chiediamo inoltre l’uniformità regolamentare su tutto il territorio nazionale e, non ultimo, il riconoscimento della promozione delle attività di volontariato quale finalità specifica del nostro mandato.
Per quanto ci riguarda, dobbiamo constatare che non è arrivata con la necessaria chiarezza ed efficacia all’aula parlamentare l’esperienza maturata in circa 20 anni di attività e l’attesa di oltre 30mila organizzazioni di volontariato a cui quotidianamente i nostri CSV rivolgono i propri servizi.

Per conoscere il testo approvato dalla Camera dei deputati clicca qui