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domenica 8 settembre 2013
Sulla GURS pubblicate le nuove regole per la Tabella H
Nuove regole per la Tabella H. Il Governo regionale vara i nuovi meccanismi di finanziamento per enti e organizzazioni socio-assistenziali, culturali e no-profit. Qui sopra l'articolo del Giornale di Sicilia del 7 settembre 2013 che descrive le novità pubblicate in Gazzetta (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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giovedì 8 agosto 2013
Lettera aperta alla Regione Siciliana da parte del prof. Graziano sul sostegno all'Unione Italiana Ciechi siciliana
Il professor Santo Graziano ha diffuso il testo di una sua lettera al Governo regionale e alle Commissioni ARS competenti riguardante i finanziamenti da destinare alla sezione siciliana dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI).
Alla cortese attenzione di LUCA BIANCHI, Assessore Regionale al Bilancio; ESTER BONAFEDE, Assessore Regionale al Lavoro; On. NINO DINA, Presidente II Commissione Bilancio e Programmazione; On. MARCELLO GRECO, Presidente V Commissione Cultura Formazione e Lavoro; On. GIUSEPPE DI GIACOMO, Presidente VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari
In questi giorni stiamo assistendo alla chiamata alla mobilitazione da parte dell'Unione Italiana Ciechi la quale rivendica contributi, a tutela di presunti diritti violati, arrivando a parlare persino di ultimi degli ultimi.
È ora che si faccia un po' di chiarezza. Nel momento in cui i cittadini italiani e in specifico siciliani sono continuamente chiamati a sacrifici e a rinunce, non è più tollerabile il fatto che le istituzioni ascoltino solo la voce dell'U.I.C.I. come voce dei ciechi.
Questi ultimi, è bene che le istituzioni lo tengano presente, non sono solo non vedenti. Sono prima di tutto cittadini, e come tali soffrono dei sacrifici cui sono sottoposti tutti i cittadini. Ne consegue pertanto che occorre dare la giusta priorità alle rivendicazioni della loro associazione.
La prima cosa che salta agli occhi leggendo i comunicati dell'ente è che scrivono a nome dei dipendenti! In sostanza i ciechi siciliani sono stati chiamati a mobilitarsi per difendere o per strappare più soldi possibile alla Regione per garantire il posto di lavoro dei dipendenti. È legittimo chiedersi: per quale motivo il posto di lavoro dei dipendenti U.I.C.I. deve avere la priorità rispetto a quello di cittadini licenziati perché le aziende presso cui lavoravano hanno chiuso per un qualsivoglia motivo, magari per il mancato assolvimento dei debiti da parte di Stato e Regione Siciliana?
Perché mai la chiusura di un reparto ospedaliero o di un presidio di guardia medica o la somministrazione di costose terapie antitumorali devono essere ritenuti meno rilevanti della riduzione di personale di una sezione U.I.C.I. siciliana? Perché, signori onorevoli, signori assessori, in questo momento difficile dell'economia del nostro Paese e della nostra Regione le istituzioni devono pagare le conseguenze di scelte di finanza allegra operate dai dirigenti dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti che hanno gonfiato gli organici dell'associazione sicuri che tanto la Regione avrebbe pagato? Ci permettiamo di parlare di organici gonfiati perché 50 dipendenti sono una quantità assolutamente ingiustificata a fronte dei servizi che offrono o per meglio dire non offrono le sezioni U.I.C.I., innanzi tutto, non assistono il numero di ciechi che dicono di assistere. È giunto il momento che le istituzioni smettano di assumere per buoni i dati di parte forniti dall'associazione e provvedano a documentarsi da sé prima di erogare soldi in fiducia di quanto affermato. Una volta stabilito con certezza il numero di ciechi e ipovedenti è opportuno precisare che è un falso affermare che tutti vengano assistiti: solo in minima parte ricevono assistenza. In realtà il principale servizio offerto dalle sezioni U.I.C.I. consiste nel disbrigo di pratiche pensionistiche e se mi è consentito non sempre per tutti, perché ho assistito a deroghe a questo impegno con la dicitura: "vada lei stessa agli uffici preposti o mandi un parente".
Non è difficile comprendere quindi che salvo rare eccezioni, il disbrigo di pratica pensionistica ha luogo una sola volta nella vita del socio. Di fatto non offre altri servizi. Quando li offre sono a carico dell'"assistito" come il servizio di accompagnamento, a meno che, non vi sia un altro ente che lo rifinanzi (comune, provincia), dopo che di fatto è stato finanziato dalla Regione! Pagare tre dipendenti in sezioni come Trapani o Enna è un vero spreco a fronte dei servizi erogati, se a ciò aggiungiamo il costo per lo stato e per la società costituito dai numerosi operatori del servizio civile volontario parcheggiati negli uffici sezionali. Scarsissimi o quasi nulli i servizi erogati ai cosiddetti ultimi degli ultimi, i pluriminorati, e ciò non per mancanza di fondi, perché tale era la situazione anche in tempi di "Vacche grasse".
Sacrosanto è invece il diritto allo studio, ma non può essere sottratto a una riflessione. Innanzi tutto detto servizio viene assicurato o per lo meno così si lascia intendere, dalla stamperia braille di Catania.
La domanda forte che occorre porsi e su cui è urgente indagare è: quanto sono utilizzati i testi braille e in largeprint prodotti dalla medesima. Come ogni azienda che si rispetti anche la stamperia cerca di incrementare la propria produttività, ma molto spesso alla medesima arrivano cospicue richieste di libri che non vengono di fatto utilizzati, vuoi per l'ingombro, vuoi per la scarsa portabilità, vuoi per il rifiuto dei soggetti di servirsene. La gratuità del servizio fa sì che molto spesso le scuole, cedendo a sollecitazioni dell'associazione o della medesima stamperia avanzano richieste di testi come semplice atto d''ufficio per nulla ponderato, proprio per il fatto che alla medesima non costa nulla.
Ovviamente non dovendosi fare pagare i costi del diritto allo studio, occorre che da parte della Regione giunga una stretta affinché la stamperia riduca le trascrizioni all'indispensabile, e scuole e locali sezioni dell'associazione ponderino con responsabilità le richieste di trascrizione, cosa che negli ultimi anni non sta succedendo affatto.
Diritto alla cultura, si legge ancora: e io mi e vi chiedo: in questo momento di spending revew, bisogna assicurare ai ciechi siciliani la lettura gratuita di ben cinque testate braille? Non è difficile immaginare come trattandosi di erogazioni gratuite la fornitura risulta incontrollata fino a rischiare di raggiungere non diciamo i defunti, anche se talvolta lo è stato, ma persino chi non leggerà mai quelle riviste. È giunto il momento di pretendere dalla stamperia braille di far pagare gli abbonamenti alle riviste. Se democraticamente il consiglio di amministrazione optasse diversamente... cerchi i finanziamenti altrove, non alla Regione; non è certo pensabile che la lettura gratuita dei ciechi possa avere la priorità su servizi che in questo momento i comuni non riescono a fornire.
Qualche riflessione la merita anche la spesa per il centro Elen Keller. Nessuno è, né dovrebbe essere, disposto a negare il valore dell'autonomia di deambulazione, personale e domestica, di un non vedente, né tanto meno quindi lo farò io. Mi sia però consentito di invitare però la Regione Sicilia, prima di erogare fondi a detto centro a documentarsi su quanto costano altre strutture analoghe, tipo quella di Scandicci.
Certamente una partecipazione eccessiva alle spese da parte dell'utente potrebbe scoraggiarne la scelta e facilitare l'azione frenante da parte delle famiglie, ma non c'è dubbio che il tutto gratis rischia di trasformare il servizio offerto in una gita o in occasione di sollazzo. Del resto, la psicanalisi e/o la psicoterapia ci insegnano che il vincolo della partecipazione alla spesa assumono importanza rilevante nell'attivare la partecipazione del paziente al percorso terapeutico.
Un decentramento sul territorio valorizzando anche risorse già presenti potrebbe favorire un'ulteriore risparmio di costi, utilizzando magari personale assunto in maniera occasionale, all'interno di uno specifico progetto temporaneo anziché gonfiare organici con personale che dovrà comunque, anche per giustificare il ruolo, inventarsi compiti e/o mansioni, talvolta non necessari.
Mi permetto, infine, di fornire questi elementi di riflessione, essendo un tiflologo, persona cioè specializzata nello studio e la conoscenza di problematiche legate alla cecità, essendo stato inoltre un docente e avendo operato nel campo della formazione degli insegnanti di sostegno, e, avendo svolto in fine, un ruolo dirigente all'interno dell'Unione Italiana Ciechi.
Cordialmente Santo Graziano
Trapani, 05/08/2013
Alla cortese attenzione di LUCA BIANCHI, Assessore Regionale al Bilancio; ESTER BONAFEDE, Assessore Regionale al Lavoro; On. NINO DINA, Presidente II Commissione Bilancio e Programmazione; On. MARCELLO GRECO, Presidente V Commissione Cultura Formazione e Lavoro; On. GIUSEPPE DI GIACOMO, Presidente VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari
In questi giorni stiamo assistendo alla chiamata alla mobilitazione da parte dell'Unione Italiana Ciechi la quale rivendica contributi, a tutela di presunti diritti violati, arrivando a parlare persino di ultimi degli ultimi.
È ora che si faccia un po' di chiarezza. Nel momento in cui i cittadini italiani e in specifico siciliani sono continuamente chiamati a sacrifici e a rinunce, non è più tollerabile il fatto che le istituzioni ascoltino solo la voce dell'U.I.C.I. come voce dei ciechi.
Questi ultimi, è bene che le istituzioni lo tengano presente, non sono solo non vedenti. Sono prima di tutto cittadini, e come tali soffrono dei sacrifici cui sono sottoposti tutti i cittadini. Ne consegue pertanto che occorre dare la giusta priorità alle rivendicazioni della loro associazione.
La prima cosa che salta agli occhi leggendo i comunicati dell'ente è che scrivono a nome dei dipendenti! In sostanza i ciechi siciliani sono stati chiamati a mobilitarsi per difendere o per strappare più soldi possibile alla Regione per garantire il posto di lavoro dei dipendenti. È legittimo chiedersi: per quale motivo il posto di lavoro dei dipendenti U.I.C.I. deve avere la priorità rispetto a quello di cittadini licenziati perché le aziende presso cui lavoravano hanno chiuso per un qualsivoglia motivo, magari per il mancato assolvimento dei debiti da parte di Stato e Regione Siciliana?
Perché mai la chiusura di un reparto ospedaliero o di un presidio di guardia medica o la somministrazione di costose terapie antitumorali devono essere ritenuti meno rilevanti della riduzione di personale di una sezione U.I.C.I. siciliana? Perché, signori onorevoli, signori assessori, in questo momento difficile dell'economia del nostro Paese e della nostra Regione le istituzioni devono pagare le conseguenze di scelte di finanza allegra operate dai dirigenti dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti che hanno gonfiato gli organici dell'associazione sicuri che tanto la Regione avrebbe pagato? Ci permettiamo di parlare di organici gonfiati perché 50 dipendenti sono una quantità assolutamente ingiustificata a fronte dei servizi che offrono o per meglio dire non offrono le sezioni U.I.C.I., innanzi tutto, non assistono il numero di ciechi che dicono di assistere. È giunto il momento che le istituzioni smettano di assumere per buoni i dati di parte forniti dall'associazione e provvedano a documentarsi da sé prima di erogare soldi in fiducia di quanto affermato. Una volta stabilito con certezza il numero di ciechi e ipovedenti è opportuno precisare che è un falso affermare che tutti vengano assistiti: solo in minima parte ricevono assistenza. In realtà il principale servizio offerto dalle sezioni U.I.C.I. consiste nel disbrigo di pratiche pensionistiche e se mi è consentito non sempre per tutti, perché ho assistito a deroghe a questo impegno con la dicitura: "vada lei stessa agli uffici preposti o mandi un parente".
Non è difficile comprendere quindi che salvo rare eccezioni, il disbrigo di pratica pensionistica ha luogo una sola volta nella vita del socio. Di fatto non offre altri servizi. Quando li offre sono a carico dell'"assistito" come il servizio di accompagnamento, a meno che, non vi sia un altro ente che lo rifinanzi (comune, provincia), dopo che di fatto è stato finanziato dalla Regione! Pagare tre dipendenti in sezioni come Trapani o Enna è un vero spreco a fronte dei servizi erogati, se a ciò aggiungiamo il costo per lo stato e per la società costituito dai numerosi operatori del servizio civile volontario parcheggiati negli uffici sezionali. Scarsissimi o quasi nulli i servizi erogati ai cosiddetti ultimi degli ultimi, i pluriminorati, e ciò non per mancanza di fondi, perché tale era la situazione anche in tempi di "Vacche grasse".
Sacrosanto è invece il diritto allo studio, ma non può essere sottratto a una riflessione. Innanzi tutto detto servizio viene assicurato o per lo meno così si lascia intendere, dalla stamperia braille di Catania.
La domanda forte che occorre porsi e su cui è urgente indagare è: quanto sono utilizzati i testi braille e in largeprint prodotti dalla medesima. Come ogni azienda che si rispetti anche la stamperia cerca di incrementare la propria produttività, ma molto spesso alla medesima arrivano cospicue richieste di libri che non vengono di fatto utilizzati, vuoi per l'ingombro, vuoi per la scarsa portabilità, vuoi per il rifiuto dei soggetti di servirsene. La gratuità del servizio fa sì che molto spesso le scuole, cedendo a sollecitazioni dell'associazione o della medesima stamperia avanzano richieste di testi come semplice atto d''ufficio per nulla ponderato, proprio per il fatto che alla medesima non costa nulla.
Ovviamente non dovendosi fare pagare i costi del diritto allo studio, occorre che da parte della Regione giunga una stretta affinché la stamperia riduca le trascrizioni all'indispensabile, e scuole e locali sezioni dell'associazione ponderino con responsabilità le richieste di trascrizione, cosa che negli ultimi anni non sta succedendo affatto.
Diritto alla cultura, si legge ancora: e io mi e vi chiedo: in questo momento di spending revew, bisogna assicurare ai ciechi siciliani la lettura gratuita di ben cinque testate braille? Non è difficile immaginare come trattandosi di erogazioni gratuite la fornitura risulta incontrollata fino a rischiare di raggiungere non diciamo i defunti, anche se talvolta lo è stato, ma persino chi non leggerà mai quelle riviste. È giunto il momento di pretendere dalla stamperia braille di far pagare gli abbonamenti alle riviste. Se democraticamente il consiglio di amministrazione optasse diversamente... cerchi i finanziamenti altrove, non alla Regione; non è certo pensabile che la lettura gratuita dei ciechi possa avere la priorità su servizi che in questo momento i comuni non riescono a fornire.
Qualche riflessione la merita anche la spesa per il centro Elen Keller. Nessuno è, né dovrebbe essere, disposto a negare il valore dell'autonomia di deambulazione, personale e domestica, di un non vedente, né tanto meno quindi lo farò io. Mi sia però consentito di invitare però la Regione Sicilia, prima di erogare fondi a detto centro a documentarsi su quanto costano altre strutture analoghe, tipo quella di Scandicci.
Certamente una partecipazione eccessiva alle spese da parte dell'utente potrebbe scoraggiarne la scelta e facilitare l'azione frenante da parte delle famiglie, ma non c'è dubbio che il tutto gratis rischia di trasformare il servizio offerto in una gita o in occasione di sollazzo. Del resto, la psicanalisi e/o la psicoterapia ci insegnano che il vincolo della partecipazione alla spesa assumono importanza rilevante nell'attivare la partecipazione del paziente al percorso terapeutico.
Un decentramento sul territorio valorizzando anche risorse già presenti potrebbe favorire un'ulteriore risparmio di costi, utilizzando magari personale assunto in maniera occasionale, all'interno di uno specifico progetto temporaneo anziché gonfiare organici con personale che dovrà comunque, anche per giustificare il ruolo, inventarsi compiti e/o mansioni, talvolta non necessari.
Mi permetto, infine, di fornire questi elementi di riflessione, essendo un tiflologo, persona cioè specializzata nello studio e la conoscenza di problematiche legate alla cecità, essendo stato inoltre un docente e avendo operato nel campo della formazione degli insegnanti di sostegno, e, avendo svolto in fine, un ruolo dirigente all'interno dell'Unione Italiana Ciechi.
Cordialmente Santo Graziano
Trapani, 05/08/2013
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mercoledì 25 maggio 2011
Presentato il progetto "In.Volo. Sicilia". Finanziamenti agevolati per il volontariato dell'Isola
Banca Prossima finanzierà con 2 milioni e mezzo di euro il volontariato in Sicilia. In particolare, le risorse sono destinate al progetto "In.Volo - Iniziativa per il Volontariato" che mette a disposizione di diverse organizzazioni di volontariato locali le risorse necessarie per crescere e per finanziare le proprie attività senza che gli amministratori debbano offrire garanzie personali.L'iniziativa è stata presentata questa mattina a Palermo.
Il sostegno ad "In.Volo." - riferisce un comunicato - nasce da un accordo a tre tra Banca Prossima, la prima banca europea dedicata esclusivamente al terzo settore, i tre Csv, Centri di Servizio per il Volontariato Siciliano (Cesvop di Palermo, Csv Etneo di Catania e Csv di Messina) e il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato in Sicilia (Co.Ge.). L'obiettivo comune dei tre soggetti firmatari dell'accordo è di sostenere e qualificare le organizzazioni di volontariato siciliane, fornendo loro - accanto ai tradizionali servizi di consulenza e formazione - le risorse necessarie per dare continuità alla gestione, fare investimenti e avviare nuovi progetti. Co.Ge. e Csv hanno costituito allo scopo un fondo di garanzia a sostegno dell'accesso al credito delle organizzazioni di volontariato, con una dotazione iniziale di 500 mila euro e dato vita ad una Unità di Valutazione congiunta per la verifica preliminare dell'efficienza delle associazioni e della sostenibilità del progetto presentato. Il fondo consente a Banca Prossima di erogare finanziamenti senza chiedere garanzie. Un primo plafond rotativo di finanziamenti pari a 2,5 milioni di euro è da subito disponibile. Tra i numerosi servizi offerti alle organizzazioni di volontariato gli anticipi sulle fatture, l'apertura di conti correnti con servizi dedicati, la concessione di finanziamenti a medio e lungo termine per promuovere l'avvio di nuovi servizi sociali e gli investimenti, anche in beni immateriali. Per nessuno di questi sono richieste garanzie personali da parte degli amministratori. Inoltre, grazie ad un'apposita piattaforma web realizzata da Banca Prossima, il processo di richiesta, monitoraggio e concessione del finanziamento avviene con la massima trasparenza e in tempi rapidi. Possono accedere al finanziamento tutte le organizzazioni di volontariato siciliane costituite da almeno due anni. I progetti devono passare il vaglio dei tre protagonisti di In.Volo: Csv, Co.ge. e Banca Prossima. La raccolta delle richieste di finanziamento spetta ai vari Csv, che valutano i progetti, e aiutano le organizzazioni a definire le proprie necessità finanziarie. La selezione delle proposte spetta invece all'Unità di Valutazione, cui partecipano sia i Csv sia il Co.Ge. "Il volontariato, in Sicilia, è un settore di grande rilievo: sono infatti circa 2.100 le organizzazioni - dice Marco Morganti, ad di Banca Prossima -. Ed è bellissimo che proprio la Sicilia prenda per prima il testimone di In.Volo dalla Lombardia, dove il progetto è nato.
In.Volo non solo aumenta di cinque volte le forze economiche grazie al moltiplicatore, ma responsabilizza il volontariato introducendolo al credito. Allo stesso tempo il fondo risparmia ai presidenti delle associazioni l'onere di prestare garanzie personali. E' lo schema più virtuoso".(ANSA)
Qui sotto puoi ascoltare l'audio degli interventi in streaming
Presentazione del progetto "In.volo" - Palermo 25 maggio 2011 by cesvop
Presentazione del progetto "In.volo" - Palermo 25 maggio 2011 by cesvop
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domenica 15 maggio 2011
25 maggio 2011, presentazione del Progetto In.Volo.
Nell'aula magna della Facoltà Teologica di Sicilia, a Palermo, viene presentato alle ore 10 il progetto "In.Volo. Iniziative di Volontariato" che mette a disposizione delle associazioni risorse per le loro attività In occasione dell'Anno Europeo del Volontariato, il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il volontariato Regione Sicilia, in collaborazione con i tre Centri di Servizio (CeSV Messina, CeSVoP e CSV Etneo) siciliani e Banca Prossima, ha messo a punto uno strumento finanziario adeguato alle esigenze del volontariato e finalizzato a potenziarne l'azione e l'incisività. Il tutto verrà presentato alla stampa e ai volontari, il prossimo 25 maggio in un incontro pubblico a cui partecipano i presidenti degli Enti promotori. Sono invitate tutte le organizzazioni dei volontari. Ogni dettaglio nella documentazione qui sotto.
INVITO/PROGRAMMA
PIEGHEVOLE
INVITO/PROGRAMMAPIEGHEVOLE
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