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mercoledì 3 aprile 2019

Famiglie, debiti, usura e prospettive per il futuro, le proposte dei Commercialisti

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A Palermo l'Ordine provinciale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili organizza l'incontro "Debiti, usura e prospettive per il futuro: le proposte dei Commercialisti per le famiglie". Appuntamento l'11 aprile 2019 alle ore 15,30 nella sede dell'Ordione in via Emerico Amari, 11 a Palermo. Di seguito il programma dettagliato.

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martedì 10 febbraio 2015

Istat continua a registrare le difficoltà delle famiglie italiane

Sul Giornale di Sicilia del 10 febbraio 2015 vengono sintetizzati i risultati pubblicati dall'Istat a proposito delle difficoltà economiche degli italiani (clicca sull'immagine per ingrandirla).

venerdì 5 dicembre 2014

Pubblicato il 48mo Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese

Tante famiglie spaventate dalla povertà, "virus che può colpire chiunque". La percezione di vulnerabilità porta il 60% degli italiani a ritenere che a chiunque possa capitare di finire nell'indigenza. Dissipato un capitale umano di 15 milioni di persone. Immigrati sempre più vitali. Si ampliano le disuguaglianze.
Questo in sintesi quanto emerso dal 48mo Rapporto Censis che nel dettaglio passa in rassegna i grandi settori della vita italiana.
In particolare, l'istituto parla di "attendismo cinico delle famiglie liquide". Dopo la paura della crisi, spiega il Rapporto, "è un approccio attendista alla vita che si va imponendo tra gli italiani. Si fa strada la convinzione che il picco negativo della crisi sia alle spalle: lo pensa il 47% degli italiani, il 12% in più rispetto all'anno scorso. Ma ora è l'incertezza a prevalere. Di conseguenza, la gestione dei soldi da parte delle famiglie è fatta di breve e brevissimo periodo. Tra il 2007 e il 2013 tutte le voci delle attività finanziarie delle famiglie sono diminuite, tranne i contanti e i depositi bancari, aumentati in termini reali del 4,9%, arrivando a costituire il 30,9% del totale (erano il 27,3% nel 2007). A giugno 2014 questa massa finanziaria liquida è cresciuta ancora, fino a 1.219 miliardi di euro. Prevale un cash di tutela, con il 45% delle famiglie che destina il proprio risparmio alla copertura da possibili imprevisti, come la perdita del lavoro o la malattia, e il 36% che lo finalizza alla voglia di sentirsi con le spalle coperte".
Il capitale umano perduto. Secondo il Censis, in Italia c'è un capitale umano di 15 milioni di persone la cui energia e competenza è dissipata. Si tratta di quasi 8 milioni senza lavoro, tra disoccupati, inattivi e pronti a lavorare anche se non cercano un impiego. A questi si aggiungono altri 7,7 milioni di persone tra part-time, cassa integrati e di sottoinquadrati, che cioè svolgono un ruolo inferiore rispetto alle proprie competenze. "Agli oltre 3 milioni di disoccupati - spiega il Rapporto - si sommano quasi 1,8 milioni di inattivi perchè scoraggiati. E ci sono 3 milioni di persone che, pur non cercando attivamente un impiego, sarebbero disponibili a lavorare".
Imprenditori immigrati sempre più vitali. Secondo il Censis, nei sette anni della crisi le imprese con titolare extracomunitario sono aumentate del 31,4%, mentre quelle gestite da italiani sono diminuite del 10%. Sono due i settori in cui gli stranieri stanno esercitando maggiormente la loro capacità di fare mixitè di prossimità tra la propria cultura e la nostra: il commercio e l'artigianato.
L'Italia delle diseguaglianze sociali. Negli anni della crisi le disuguaglianze sociali si sono ampliate, il ceto medio si è indebolito, le opportunità di integrazione sono diminuite. Spicca, tra le altre cose, "lo slittamento verso il basso delle grandi città del Sud. Il tasso di occupazione dei 25-34enni oscilla tra il 34,2% di Napoli e il 79,3% di Bologna, la quota di persone con titolo di studio universitario passa dall'11,1% di Catania al 20,9% di Milano. A Bari solo 2,8 bambini di 0-2 anni ogni 100 sono presi in carico dai servizi comunali per l'infanzia contro i 36,7 di Bologna. (fonte Redattore Sociale e Agenzia DIRE)

mercoledì 25 settembre 2013

Aumentano gli affidi familiari e a Palermo nasce un'associazione dedicata alle famiglie affidatarie

AFAP è questo il nome dell'associazione nata da qualche mese e che punta a dare sostegno ai bambini e alle famiglie che sono coinvolti nell'affidamento familiare, una delle forme sempre più diffuse di solidarietà e di accoglienza verso minori in difficoltà. Qui sotto l'articolo del Giornale di Sicilia del 25 settembre 2013 (clicca sull'immagine per ingrandirla) che descrive il fenomeno a Palermo e presenta la nuova associazione.

domenica 21 luglio 2013

Emergenza famiglie morose e senza casa a Palermo. Un'associazione che li aiuta rimane senza sede

Sul GDS del 21 luglio 2013 a pag. 23 si parla del crescente fenomeno della famiglie che diventano morose e perdono la casa in cui abitano. Si tratta di un problema che, in realtà, accomuna gran parte dei centri urbani siciliani. Qui sotto l'articolo del quotidiano palermitano (clicca sull'immagine per ingrandirla). Nella stessa pagina si racconta dell'associazione "La danza delle ombre" che aiuta i senza tetto e adesso rimane senza sede.

mercoledì 19 ottobre 2011

La crisi c'è e si "sente". Gli stratagemmi per galleggiare e arrivare alla fine del mese

Da un'indagine delle Acli risulta che una famiglia su 4 ha chiesto un aiuto ai parenti; il 40% degli intervistati non è riuscito a pagare le bollette. Si riducono spese per tempo libero, cultura e cura della persona. Sono le “strategie di galleggiamento” delle famiglie italiane di fronte alla crisi economica.
L’inchiesta è stata realizzata tra marzo e luglio in 12 regioni italiane (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto) su un campione di famiglie (1500 questionari) che si sono rivolte agli sportelli Acli, nell’ambito delle attività di sperimentazione del progetto “Link”, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

I risultati. Una famiglia su quattro nell’ultimo anno ha chiesto un aiuto economico ai parenti per fronteggiare la crisi; il 40% degli intervistati non è riuscito a pagare le bollette; il 22% ha tardato il pagamento delle rate di un bene acquistato; l’81% ha acquistato prodotti a basso costo. Tempo libero, cultura, ma anche cura della persona sono le voci di consumo che maggiormente si riducono, mentre subiscono contrazioni più contenute le spese per la casa, la mobilità e le comunicazioni. “Sembra più facile rinunciare a libri, cinema e palestra piuttosto che al telefonino”, osservano i curatori dell’indagine.

Per il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero: «I dati di questa indagine ci restituiscono l’immagine di un gran numero di famiglie italiane, non solo quelle che incontriamo nei nostri servizi e nelle nostre attività. Famiglie che cercano di resistere alla crisi adottando strategie di contenimento dei costi faticose, a volte contraddittorie, e spesso insufficienti, dovendo ricorrere spesso al sostegno economico dei parenti. Non possiamo continuare ancora a considerare le famiglie come unico salvagente del nostro welfare». (fonte Redattore sociale 18ott11)