Un cartello di associazioni, movimenti e realtà sociali di Gela (CL) ha programmato una serie di iniziative per celebrare la Giornata della Famiglia che ricorre il 15 maggio. Qui sotto la locandina con il programma (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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giovedì 5 maggio 2016
Marcia per la vita e la famiglia 2016
Si svolgerà anche a Palermo la Marcia per la vita e la famiglia 2016. L'appuntamento è per sabato 14 maggio in piazza Croci a Palermo dalle ore 16,30. Qui sotto il manifesto dell'iniziativa (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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martedì 7 luglio 2015
Il Papa in Ecuador, una riflessione sulla famiglia e sulla speranza
Riportiamo il testo dell'omelia che papa Francesco ha pronunciato nel corso della celebrazione eucaristica nel Parco de los Samanes a Guayaquil in Ecuador (prima tappa del suo viaggio in America Latina), lunedì 6 luglio 2015. Si tratta di un testo che, oltre a sviluppare il tema della famiglia, si apre a una riflessione sulla speranza che va riscoperta anche laddove sembra che non vi sia più nulla da fare. Pure nei casi estremi occorre ricordare che "il vino migliore sta per arrivare".
Il brano del Vangelo che abbiamo ora ascoltato (Gv 2,1-11) rappresenta il primo segno prodigioso che si realizza nella narrazione del Vangelo di Giovanni. La preoccupazione di Maria, divenuta supplica a Gesù: “Non hanno più vino” – Gli dice –, e il riferimento a “l’ora” si comprenderanno dopo, nei racconti della Passione.
Ed è bene che sia così, perché questo ci permette di scorgere l’ansia di Gesù di insegnare, accompagnare, guarire e rallegrare a partire da quell’appello di sua madre: “Non hanno più vino”.
Le nozze di Cana si rinnovano in ogni generazione, in ogni famiglia, in ognuno di noi e nei nostri sforzi perché il nostro cuore riesca a trovare stabilità in amori duraturi, in amori fecondi, in amori gioiosi. Facciamo spazio a Maria, “la madre”, come afferma l’Evangelista. E facciamo ora insieme a lei l’itinerario di Cana.
Maria è attenta, è attenta in quelle nozze già iniziate, è sollecita verso le necessità degli sposi. Non si isola in sé stessa, centrata nel proprio mondo, al contrario, l’amore la fa “essere verso” gli altri. Nemmeno cerca le amiche per commentando quello che sta succedendo e criticare la cattiva preparazione delle nozze. E perché sta attenta, con la sua discrezione, si rende conto che manca il vino. Il vino è segno di gioia, di amore, di abbondanza. Quanti adolescenti e giovani percepiscono che nelle loro case ormai da tempo non c’è più di quel vino! Quante donne sole e rattristate si domandano quando l’amore se n’è andato, quando l’amore è colato via dalla loro vita! Quanti anziani si sentono lasciati fuori dalle feste delle loro famiglie, abbandonati in un angolo e ormai senza il nutrimento dell’amore quotidiano dei loro figli, dei loro nipoti, pronipoti! La mancanza di quel vino può essere anche la conseguenza della mancanza di lavoro, delle malattie, delle situazioni problematiche che le nostre famiglie in tutto il mondo attraversano. Maria non è una madre che “pretende”, nemmeno è una suocera che vigila per divertirsi delle nostre inesperienze, dei nostri errori o delle disattenzioni. Maria, semplicemente, è madre! È presente, attenta e premurosa. E’ bello ascoltare questo: Maria è Madre. Provate a dirlo tutti insieme con me? Forza: Maria è Madre! Ancora: Maria è Madre! Ancora: Maria è Madre!
Maria però, in quel momento in cui si accorge che manca il vino, si rivolge con fiducia a Gesù. Questo significa che Maria prega. Non va dal maggiordomo, ma presenta direttamente la difficoltà degli sposi a suo Figlio. La risposta che riceve sembra scoraggiante: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».(v. 4). Ma intanto lei ha posto il problema nelle mani di Dio. La sua premura per le necessità degli altri anticipa “l’ora” di Dio. E Maria è parte di quell’ora, dal presepe fino alla croce. Lei, che seppe «trasformare una grotta per animali nella casa di Gesù, con alcune povere fasce e una montagna di tenerezza» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 286), e ci ricevette come figli quando una spada le trafiggeva il cuore. Ella ci insegna a porre le nostre famiglie nelle mani di Dio; ci insegna a pregare, alimentando la speranza che ci indica che le nostre preoccupazioni sono anche preoccupazioni di Dio.
E pregare ci fa sempre uscire dal recinto delle nostre preoccupazioni, ci fa andare oltre quello che ci fa soffrire, quello che ci agita o che ci manca, e ci aiuta a metterci nei panni degli altri. La famiglia è una scuola dove il pregare ci ricorda anche che c’è un “noi”, che esiste un prossimo vicino, evidente, che vive sotto lo stesso tetto, che condivide con noi la vita e ha delle necessità.
E, alla fine, Maria agisce. Le parole: “Fate quello che vi dirà” (v. 5), rivolte a quelli che servivano, sono un invito rivolto anche a noi, a metterci a disposizione di Gesù, che è venuto per servire e non per essere servito. Il servizio è il criterio del vero amore. Chi ama serve, si mette al servizio degli altri. E questo si impara specialmente nella famiglia, dove ci facciamo per amore servitori gli uni degli altri. In seno alla famiglia, nessuno è escluso, tutti valgono lo stesso. Mi ricordo che una volta chiesero a mia mamma quale dei suoi cinque figli – perché noi siamo cinque fratelli – quale dei suoi cinque figli amava di più. E lei disse [mostra la mano]: “Come le dita, se mi pungono questo mi fa male lo stesso come se mi pungono questo”. Una madre ama i suoi figli come sono. E in una famiglia i fratelli si amano come sono. Nessuno è scartato.
Lì nella famiglia «si impara a chiedere permesso senza prepotenza, a dire “grazie” come espressione di sentito apprezzamento per le cose che riceviamo, a dominare l’aggressività o l’avidità, e lì si impara anche a chiedere scusa quando facciamo qualcosa di male, quando litighiamo. Perché in ogni famiglia ci sono litigi. Il problema è dopo, chiedere perdono. Questi piccoli gesti di sincera cortesia aiutano a costruire una cultura della vita condivisa e del rispetto per quanto ci circonda» (Enc. Laudato si’, 213). La famiglia è l’ospedale più vicino: quando uno è malato lo curano lì, finché si può. La famiglia è la prima scuola dei bambini, è il punto di riferimento imprescindibile per i giovani, è il miglior asilo gli anziani. La famiglia costituisce la grande ricchezza sociale, che altre istituzioni non possono sostituire, che dev’essere aiutata e potenziata, per non perdere mai il giusto senso dei servizi che la società presta ai suoi cittadini. In effetti, questi servizi che la società presta ai suoi cittadini non sono una forma di elemosina, ma un autentico “debito sociale” nei confronti dell’istituzione familiare, che è la base e che tanto apporta al bene comune.
La famiglia forma anche una piccola Chiesa, la chiamiamo “Chiesa domestica”, che, oltre a dare la vita, trasmette la tenerezza e la misericordia divina. Nella famiglia la fede si mescola al latte materno: sperimentando l’amore dei genitori si sente più vicino l’amore di Dio.
E nella famiglia – di questo siamo tutti testimoni – i miracoli si fanno con quello che c’è, con quello che siamo, con quello che uno ha a disposizione; e molte volte non è l’ideale, non è quello che sogniamo e neppure quello che “dovrebbe essere”. C’è un particolare che ci deve far pensare: il vino nuovo, quel vino così buono come dice il maestro di tavola alle nozze di Cana, nasce dalle giare della purificazione, vale a dire, dal luogo dove tutti avevano lasciato il loro peccato; nasce dal peggio: «dove abbondò il peccato, ha sovrabbondato la grazia» (Rm 5,20). In ciascuna delle nostre famiglie e nella famiglia comune che formiamo tutti, nulla si scarta, niente è inutile. Poco prima di cominciare l’Anno Giubilare della Misericordia, la Chiesa celebrerà il Sinodo Ordinario dedicato alle famiglie, per maturare un vero discernimento spirituale e trovare soluzioni e aiuti concreti alle molte difficoltà e importanti sfide che la famiglia oggi deve affrontare. Vi invito ad intensificare le vostre preghiere per questa intenzione, perché persino quello che a noi sembra impuro – come l’acqua delle giare –, che ci scandalizza o ci spaventa, Dio – facendolo passare attraverso la sua “ora” – lo possa trasformare in miracolo. La famiglia oggi ha bisogno di questo miracolo.
Tutta questa storia ebbe inizio perché “non avevano più vino”, e tutto si è potuto compiere perché una donna – la Vergine – è stata attenta, ha saputo porre nelle mani di Dio le sue preoccupazioni, ed ha agito saggiamente e con coraggio. Però c’è un particolare, non è da meno il dato finale: hanno gustato il vino migliore. E questa è la buona notizia: il vino migliore è quello che sta per essere bevuto, la realtà più amabile, la più profonda e la più bella per la famiglia deve ancora arrivare. Viene il tempo in cui gustiamo l’amore quotidiano, in cui i nostri figli riscoprono lo spazio che condividiamo e gli anziani sono presenti nella letizia di ogni giorno. Il vino migliore è ‘in speranza’, sta per venire per ogni persona che accetta il rischio di amare. E nella famiglia bisogna correre il rischio dell’amore, bisogna arrischiarsi ad amare. E il migliore dei vini sta per venire, anche se tutte le possibili variabili e le statistiche dicessero il contrario. Il vino migliore sta per venire per quelli che oggi vedono crollare tutto. Sussurratevelo fino a crederci: il vino migliore sta per arrivare. Sussurratevelo ciascuno nel suo cuore: il vino migliore sta per venire. E sussurratelo ai disperati e a quelli con poco amore: abbiate pazienza, abbiate speranza, fate come Maria, pregate, agire, aprite il cuore, perché il migliore dei vini sta per venire. Dio si avvicina sempre alle periferie di coloro che sono rimasti senza vino, di quelli che hanno da bere solo lo scoraggiamento; Gesù ha una preferenza per versare il migliore dei vini a quelli che per una ragione o per l’altra ormai sentono di avere rotto tutte le anfore.
Come ci invita a fare Maria, facciamo “quello che Dio ci dice” (cfr Gv 2,5). Fate quello che Lui vi dice. E siamo grati perché in questo nostro tempo e in questa nostra ora, il vino nuovo, il migliore, ci fa recuperare la gioia della famiglia, la gioia di vivere in famiglia.
Così sia.
Il brano del Vangelo che abbiamo ora ascoltato (Gv 2,1-11) rappresenta il primo segno prodigioso che si realizza nella narrazione del Vangelo di Giovanni. La preoccupazione di Maria, divenuta supplica a Gesù: “Non hanno più vino” – Gli dice –, e il riferimento a “l’ora” si comprenderanno dopo, nei racconti della Passione.
Ed è bene che sia così, perché questo ci permette di scorgere l’ansia di Gesù di insegnare, accompagnare, guarire e rallegrare a partire da quell’appello di sua madre: “Non hanno più vino”.
Le nozze di Cana si rinnovano in ogni generazione, in ogni famiglia, in ognuno di noi e nei nostri sforzi perché il nostro cuore riesca a trovare stabilità in amori duraturi, in amori fecondi, in amori gioiosi. Facciamo spazio a Maria, “la madre”, come afferma l’Evangelista. E facciamo ora insieme a lei l’itinerario di Cana.
Maria è attenta, è attenta in quelle nozze già iniziate, è sollecita verso le necessità degli sposi. Non si isola in sé stessa, centrata nel proprio mondo, al contrario, l’amore la fa “essere verso” gli altri. Nemmeno cerca le amiche per commentando quello che sta succedendo e criticare la cattiva preparazione delle nozze. E perché sta attenta, con la sua discrezione, si rende conto che manca il vino. Il vino è segno di gioia, di amore, di abbondanza. Quanti adolescenti e giovani percepiscono che nelle loro case ormai da tempo non c’è più di quel vino! Quante donne sole e rattristate si domandano quando l’amore se n’è andato, quando l’amore è colato via dalla loro vita! Quanti anziani si sentono lasciati fuori dalle feste delle loro famiglie, abbandonati in un angolo e ormai senza il nutrimento dell’amore quotidiano dei loro figli, dei loro nipoti, pronipoti! La mancanza di quel vino può essere anche la conseguenza della mancanza di lavoro, delle malattie, delle situazioni problematiche che le nostre famiglie in tutto il mondo attraversano. Maria non è una madre che “pretende”, nemmeno è una suocera che vigila per divertirsi delle nostre inesperienze, dei nostri errori o delle disattenzioni. Maria, semplicemente, è madre! È presente, attenta e premurosa. E’ bello ascoltare questo: Maria è Madre. Provate a dirlo tutti insieme con me? Forza: Maria è Madre! Ancora: Maria è Madre! Ancora: Maria è Madre!
Maria però, in quel momento in cui si accorge che manca il vino, si rivolge con fiducia a Gesù. Questo significa che Maria prega. Non va dal maggiordomo, ma presenta direttamente la difficoltà degli sposi a suo Figlio. La risposta che riceve sembra scoraggiante: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».(v. 4). Ma intanto lei ha posto il problema nelle mani di Dio. La sua premura per le necessità degli altri anticipa “l’ora” di Dio. E Maria è parte di quell’ora, dal presepe fino alla croce. Lei, che seppe «trasformare una grotta per animali nella casa di Gesù, con alcune povere fasce e una montagna di tenerezza» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 286), e ci ricevette come figli quando una spada le trafiggeva il cuore. Ella ci insegna a porre le nostre famiglie nelle mani di Dio; ci insegna a pregare, alimentando la speranza che ci indica che le nostre preoccupazioni sono anche preoccupazioni di Dio.
E pregare ci fa sempre uscire dal recinto delle nostre preoccupazioni, ci fa andare oltre quello che ci fa soffrire, quello che ci agita o che ci manca, e ci aiuta a metterci nei panni degli altri. La famiglia è una scuola dove il pregare ci ricorda anche che c’è un “noi”, che esiste un prossimo vicino, evidente, che vive sotto lo stesso tetto, che condivide con noi la vita e ha delle necessità.
E, alla fine, Maria agisce. Le parole: “Fate quello che vi dirà” (v. 5), rivolte a quelli che servivano, sono un invito rivolto anche a noi, a metterci a disposizione di Gesù, che è venuto per servire e non per essere servito. Il servizio è il criterio del vero amore. Chi ama serve, si mette al servizio degli altri. E questo si impara specialmente nella famiglia, dove ci facciamo per amore servitori gli uni degli altri. In seno alla famiglia, nessuno è escluso, tutti valgono lo stesso. Mi ricordo che una volta chiesero a mia mamma quale dei suoi cinque figli – perché noi siamo cinque fratelli – quale dei suoi cinque figli amava di più. E lei disse [mostra la mano]: “Come le dita, se mi pungono questo mi fa male lo stesso come se mi pungono questo”. Una madre ama i suoi figli come sono. E in una famiglia i fratelli si amano come sono. Nessuno è scartato.
Lì nella famiglia «si impara a chiedere permesso senza prepotenza, a dire “grazie” come espressione di sentito apprezzamento per le cose che riceviamo, a dominare l’aggressività o l’avidità, e lì si impara anche a chiedere scusa quando facciamo qualcosa di male, quando litighiamo. Perché in ogni famiglia ci sono litigi. Il problema è dopo, chiedere perdono. Questi piccoli gesti di sincera cortesia aiutano a costruire una cultura della vita condivisa e del rispetto per quanto ci circonda» (Enc. Laudato si’, 213). La famiglia è l’ospedale più vicino: quando uno è malato lo curano lì, finché si può. La famiglia è la prima scuola dei bambini, è il punto di riferimento imprescindibile per i giovani, è il miglior asilo gli anziani. La famiglia costituisce la grande ricchezza sociale, che altre istituzioni non possono sostituire, che dev’essere aiutata e potenziata, per non perdere mai il giusto senso dei servizi che la società presta ai suoi cittadini. In effetti, questi servizi che la società presta ai suoi cittadini non sono una forma di elemosina, ma un autentico “debito sociale” nei confronti dell’istituzione familiare, che è la base e che tanto apporta al bene comune.
La famiglia forma anche una piccola Chiesa, la chiamiamo “Chiesa domestica”, che, oltre a dare la vita, trasmette la tenerezza e la misericordia divina. Nella famiglia la fede si mescola al latte materno: sperimentando l’amore dei genitori si sente più vicino l’amore di Dio.
E nella famiglia – di questo siamo tutti testimoni – i miracoli si fanno con quello che c’è, con quello che siamo, con quello che uno ha a disposizione; e molte volte non è l’ideale, non è quello che sogniamo e neppure quello che “dovrebbe essere”. C’è un particolare che ci deve far pensare: il vino nuovo, quel vino così buono come dice il maestro di tavola alle nozze di Cana, nasce dalle giare della purificazione, vale a dire, dal luogo dove tutti avevano lasciato il loro peccato; nasce dal peggio: «dove abbondò il peccato, ha sovrabbondato la grazia» (Rm 5,20). In ciascuna delle nostre famiglie e nella famiglia comune che formiamo tutti, nulla si scarta, niente è inutile. Poco prima di cominciare l’Anno Giubilare della Misericordia, la Chiesa celebrerà il Sinodo Ordinario dedicato alle famiglie, per maturare un vero discernimento spirituale e trovare soluzioni e aiuti concreti alle molte difficoltà e importanti sfide che la famiglia oggi deve affrontare. Vi invito ad intensificare le vostre preghiere per questa intenzione, perché persino quello che a noi sembra impuro – come l’acqua delle giare –, che ci scandalizza o ci spaventa, Dio – facendolo passare attraverso la sua “ora” – lo possa trasformare in miracolo. La famiglia oggi ha bisogno di questo miracolo.
Tutta questa storia ebbe inizio perché “non avevano più vino”, e tutto si è potuto compiere perché una donna – la Vergine – è stata attenta, ha saputo porre nelle mani di Dio le sue preoccupazioni, ed ha agito saggiamente e con coraggio. Però c’è un particolare, non è da meno il dato finale: hanno gustato il vino migliore. E questa è la buona notizia: il vino migliore è quello che sta per essere bevuto, la realtà più amabile, la più profonda e la più bella per la famiglia deve ancora arrivare. Viene il tempo in cui gustiamo l’amore quotidiano, in cui i nostri figli riscoprono lo spazio che condividiamo e gli anziani sono presenti nella letizia di ogni giorno. Il vino migliore è ‘in speranza’, sta per venire per ogni persona che accetta il rischio di amare. E nella famiglia bisogna correre il rischio dell’amore, bisogna arrischiarsi ad amare. E il migliore dei vini sta per venire, anche se tutte le possibili variabili e le statistiche dicessero il contrario. Il vino migliore sta per venire per quelli che oggi vedono crollare tutto. Sussurratevelo fino a crederci: il vino migliore sta per arrivare. Sussurratevelo ciascuno nel suo cuore: il vino migliore sta per venire. E sussurratelo ai disperati e a quelli con poco amore: abbiate pazienza, abbiate speranza, fate come Maria, pregate, agire, aprite il cuore, perché il migliore dei vini sta per venire. Dio si avvicina sempre alle periferie di coloro che sono rimasti senza vino, di quelli che hanno da bere solo lo scoraggiamento; Gesù ha una preferenza per versare il migliore dei vini a quelli che per una ragione o per l’altra ormai sentono di avere rotto tutte le anfore.
Come ci invita a fare Maria, facciamo “quello che Dio ci dice” (cfr Gv 2,5). Fate quello che Lui vi dice. E siamo grati perché in questo nostro tempo e in questa nostra ora, il vino nuovo, il migliore, ci fa recuperare la gioia della famiglia, la gioia di vivere in famiglia.
Così sia.
lunedì 16 marzo 2015
Il 17 marzo si apre la decima edizione del Concorso Tricolore vivo
“Tricolore vivo” festeggia il decimo anniversario. E’ il concorso organizzato dall’AGe (Associazione Italiana Genitori) provinciale di Palermo in collaborazione con il Libero Consorzio Comunale di Palermo (già Provincia regionale di Palermo), l’Ufficio XV dell’Ufficio Scolastico Regionale di Sicilia, l’AGe nazionale e il CeSVoP.
Si inaugura a Salemi (TP) - insignita per un giorno del titolo di capitale d’Italia (così proclamata da Garibaldi il 14 maggio del 1860) - alle ore 9,30 con l’alzabandiera che si svolge al Castello normanno-svevo. L’iniziativa prosegue poi al Collegio dei Gesuiti.
Il concorso “Tricolore vivo” si rivolge alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio nazionale. Il tema della decima edizione riprende l’art. 30 della Costituzione, “E’ dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”. Su di esso agli alunni coinvolti viene chiesto di elaborare componimenti scritti e/o lavori informatici o grafico-pittorici che illustrino con originalità e immediatezza le loro riflessioni. Ogni Istituto scolastico dovrà inviare, entro il 15 aprile 2015, un elaborato alla Commissione giudicatrice, istituita presso l’Ufficio XV dell’USR Sicilia (via San Lorenzo n. 312/G, Palermo).
La Commissione centrale che sceglierà i primi tre elaborati è composta dal Commissario Straordinario della già Provincia Regionale di Palermo o suo delegato; dal Dirigente dell’USR Ufficio XV di Palermo o un suo delegato; dal Presidente nazionale dell’AGe o un suo delegato; da una coppia di genitori designati dall’AGe.
La valutazione verrà svolta entro il 24 aprile 2015. Mentre la cerimonia di premiazione verrà effettuata nel mese di maggio 2015. Ai tre allievi vincitori e alle loro scuole verranno consegnati premi significativi. Inoltre, a tutti gli allievi che parteciperanno alla cerimonia di premiazione saranno consegnate bandierine coccarde e gadget, così come verrà consegnato un ricordo di partecipazione alle scuole che hanno concorso.
Si inaugura a Salemi (TP) - insignita per un giorno del titolo di capitale d’Italia (così proclamata da Garibaldi il 14 maggio del 1860) - alle ore 9,30 con l’alzabandiera che si svolge al Castello normanno-svevo. L’iniziativa prosegue poi al Collegio dei Gesuiti.
Il concorso “Tricolore vivo” si rivolge alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio nazionale. Il tema della decima edizione riprende l’art. 30 della Costituzione, “E’ dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”. Su di esso agli alunni coinvolti viene chiesto di elaborare componimenti scritti e/o lavori informatici o grafico-pittorici che illustrino con originalità e immediatezza le loro riflessioni. Ogni Istituto scolastico dovrà inviare, entro il 15 aprile 2015, un elaborato alla Commissione giudicatrice, istituita presso l’Ufficio XV dell’USR Sicilia (via San Lorenzo n. 312/G, Palermo).
La Commissione centrale che sceglierà i primi tre elaborati è composta dal Commissario Straordinario della già Provincia Regionale di Palermo o suo delegato; dal Dirigente dell’USR Ufficio XV di Palermo o un suo delegato; dal Presidente nazionale dell’AGe o un suo delegato; da una coppia di genitori designati dall’AGe.
La valutazione verrà svolta entro il 24 aprile 2015. Mentre la cerimonia di premiazione verrà effettuata nel mese di maggio 2015. Ai tre allievi vincitori e alle loro scuole verranno consegnati premi significativi. Inoltre, a tutti gli allievi che parteciperanno alla cerimonia di premiazione saranno consegnate bandierine coccarde e gadget, così come verrà consegnato un ricordo di partecipazione alle scuole che hanno concorso.
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mercoledì 28 gennaio 2015
Ambiente familiare e misure alternative, il 30 gennaio a Palermo
Il 30 gennaio 2015, il Festival continua con il gruppo di lavoro "Minori fuori famiglia", ovvero "L'ambiente familiare e le misure alternative" (Convenzione ONU). Rispetto a quanto comunicato in un primo momento, l’incontro non si svolge più alla Casa Circondariale Pagliarelli, bensì al Centro Diaconale Valdese in via Evangelista Di Blasi, 12 a Palermo, dalle ore 10. Si affronteranno parecchi argomenti e si metteranno a confronto le esperienze che si portano avanti a Palermo a proposito di sostegno al minore solo o in situazione di disagio familiare o alla sua famiglia in situazione di difficoltà.
I lavori si svolgono tutta la giornata (due sessioni: mattina dalle ore 10; pomeriggio dalle ore 15,30). L'ingresso è libero. Per gli assistenti sociali l'Ordine nazionale riconosce dei crediti formativi a chi partecipa. Mentre per i pedagogisti aderenti all'ANPE saranno attribuiti 6 crediti formativi per l'intera giornata (3 crediti per ogni sessione dell'incontro).
I lavori si svolgono tutta la giornata (due sessioni: mattina dalle ore 10; pomeriggio dalle ore 15,30). L'ingresso è libero. Per gli assistenti sociali l'Ordine nazionale riconosce dei crediti formativi a chi partecipa. Mentre per i pedagogisti aderenti all'ANPE saranno attribuiti 6 crediti formativi per l'intera giornata (3 crediti per ogni sessione dell'incontro).
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martedì 20 maggio 2014
Nasce a Gela la Giornata della Famiglia
Al termine del Convegno promosso il 15 maggio 2014 dall'associazione Gela Famiglia è stata istituita la celebrazione della Giornata a Gela (CL). Le ragioni dell'iniziativa in questo comunicato dei promotori.
Con la premessa: «la famiglia, unità fondamentale della vita sociale», l’O.N.U. ha istituito nel 1994 con apposita delibera la giornata internazionale della famiglia che si celebra il 15 maggio di ogni anno. Nella ricorrenza del XX anniversario della sua istituzione, l’associazione Gela Famiglia volendo, anche, significativamente caratterizzare la ricorrenza del decimo anniversario dalla sua nascita ha formulato al comune di Gela la richiesta di istituire nella città la “Giornata della Famiglia” ed ha organizzato un convegno per meglio focalizzare l’importanza di una tale ricorrenza, già prevista in altre realtà territoriali.
Il convegno si è tenuto giorno 15 maggio nell’auditorium del Liceo Classico “Eschilo” di Gela, hanno relazionato fra Giovanni Salonia, didatta dell’Istituto di Ge-stalt Therapy Kairòs, sul Tema: “Famiglia ed Educazione” e Tonino Solarino, Psicoterapeuta, sul Tema: “Famiglia e Società”. È intervenuto Il Vescovo Mons. Rosario Gisana.
Il convegno ha messo in risalto le peculiarità che connaturano la famiglia nella dimensione della tenerezza, della solidarietà, del rispetto, dell’onestà, della sobrietà, del richiamo all’intimità. Sono emersi richiami e spunti di riflessioni che rivelano come sia fondamentale oggi più che mai il riconoscimento della famiglia come soggetto di crescita sociale, “la famiglia non è morta, non può morire”, ma sta cambiando ed in questo cambiamento ha un ruolo attivo che non si conforma alla logica imperversante della produttività, dell’efficienza esasperata, dell’autoreferenzialità.
Promuovere la famiglia, significa abbattere tutte quelle barriere mentali che producono pregiudizi, rivalità, ritorsioni, indifferenza, insensibilità, incapacità empatica, individualismo, significa seminare speranza. Se non siamo capaci di fare famiglia quale occasione di condivisione, di solidarietà, di integrazione, di rispetto sociale si possono realizzare? Quale progetto educativo possiamo sperare di realizzare? Ci vantiamo di poter produrre embrioni in laboratorio ma non siamo capaci di crescere l’uomo, e siamo sempre alla ricerca di nuove leggi pensando di poter arginare i tanti misfatti della nostra società: femminicidi, comportamenti omofobici, tratte di innocenti, … Non teniamo conto di utilizzare le leggi che appartengono all’uomo, che sono vitali per il suo esistere, che consistono nell’intraprendere relazioni edificanti ed efficaci.
Per mettere in moto i cardini della relazione ci sono atteggiamenti da vivere:
- occorre vivere la virtù dell’umiltà nella sua positività, perché umiltà non è un negare se stessi, ma affermare se stessi; la grandezza dell’uomo è di essere se stesso.
- occorre recuperare quella beatitudine che ci fa accettare i limiti, che ci fa scoprire la necessità dell’impegno, della disponibilità del tempo, del coraggio di pagare un prezzo per la crescita della propria città.
- occorre avere consapevolezza del proprio ruolo, di ciò che io vivo, di ciò che io sono, e di come mi relaziono con gli altri, acquistando un’autorevolezza educativa.
- occorre essere capaci di vivere il rispetto della diversità.
- occorre rispettare e riconoscere la soggettività per generare relazione.
- occorre guardare il corpo, la sessualità come relazione, come il modo di guardare l’altro, (la malvagità nasce quando non si conosce il corpo come relazione).
Un ordine di cose che si imparano in famiglia, nella co-genitorialità.
In un cambiamento culturale di così grande importanza bisogna avere il coraggio di saper essere coppia, di saper fare famiglia.
Bisogna aiutare e sostenere la famiglia con adeguate politiche familiari, che allo stato attuale si concretizzano in interventi episodici e contingenti. Manca un collegamento diretto con le famiglie per mettere a loro disposizione tutte le informazioni, le opportunità ed i servizi offerti. Si ritiene utile predisporre un piano pluriennale integrato di interventi specifici per il soggetto famiglia, assolvendo al principio di sussidiarietà . Da qui l’esigenza di rilanciare e valorizzare l’associazionismo familiare per generare “il modello famiglia” nell’amministrare la cosa pubblica.
La presenza degli alunni dell’istituto suor Teresa Valsè che hanno mimato un ballo, e la recita di una poesia sulla mamma da parte di Maria Elena, una bambina di tre anni, hanno colorito ancor più di famiglia questo pomeriggio.
È stata consegnata una targa di riconoscimento all’istituto suor Teresa Valsè nella persona della direttrice suor Enza Boscarello.
Sono intervenuti: il vice sindaco Fortunato Ferracane, l’assessore Carmelo Casano, l’assessore Ugo Costa, che nel suo intervento ha dichiarato la presa d’atto dell’amministrazione comunale di deliberare il 15 maggio di ogni anno giornata dedicata alla famiglia.
Nasce così anche a Gela la giornata della famiglia, un’occasione di riflessione, valutazione, di stimolo per un processo culturale e politico che, superando le contraddizioni di dimensione ideologica, promuova la famiglia come soggetto sociale ed attivi politiche familiari capaci di rimuovere quanto è di ostacolo alla famiglia nell’impegno generativo, educativo, di cura, di mediazione sociale che gli è connaturato.
Con la premessa: «la famiglia, unità fondamentale della vita sociale», l’O.N.U. ha istituito nel 1994 con apposita delibera la giornata internazionale della famiglia che si celebra il 15 maggio di ogni anno. Nella ricorrenza del XX anniversario della sua istituzione, l’associazione Gela Famiglia volendo, anche, significativamente caratterizzare la ricorrenza del decimo anniversario dalla sua nascita ha formulato al comune di Gela la richiesta di istituire nella città la “Giornata della Famiglia” ed ha organizzato un convegno per meglio focalizzare l’importanza di una tale ricorrenza, già prevista in altre realtà territoriali.
Il convegno si è tenuto giorno 15 maggio nell’auditorium del Liceo Classico “Eschilo” di Gela, hanno relazionato fra Giovanni Salonia, didatta dell’Istituto di Ge-stalt Therapy Kairòs, sul Tema: “Famiglia ed Educazione” e Tonino Solarino, Psicoterapeuta, sul Tema: “Famiglia e Società”. È intervenuto Il Vescovo Mons. Rosario Gisana.
Il convegno ha messo in risalto le peculiarità che connaturano la famiglia nella dimensione della tenerezza, della solidarietà, del rispetto, dell’onestà, della sobrietà, del richiamo all’intimità. Sono emersi richiami e spunti di riflessioni che rivelano come sia fondamentale oggi più che mai il riconoscimento della famiglia come soggetto di crescita sociale, “la famiglia non è morta, non può morire”, ma sta cambiando ed in questo cambiamento ha un ruolo attivo che non si conforma alla logica imperversante della produttività, dell’efficienza esasperata, dell’autoreferenzialità.
Promuovere la famiglia, significa abbattere tutte quelle barriere mentali che producono pregiudizi, rivalità, ritorsioni, indifferenza, insensibilità, incapacità empatica, individualismo, significa seminare speranza. Se non siamo capaci di fare famiglia quale occasione di condivisione, di solidarietà, di integrazione, di rispetto sociale si possono realizzare? Quale progetto educativo possiamo sperare di realizzare? Ci vantiamo di poter produrre embrioni in laboratorio ma non siamo capaci di crescere l’uomo, e siamo sempre alla ricerca di nuove leggi pensando di poter arginare i tanti misfatti della nostra società: femminicidi, comportamenti omofobici, tratte di innocenti, … Non teniamo conto di utilizzare le leggi che appartengono all’uomo, che sono vitali per il suo esistere, che consistono nell’intraprendere relazioni edificanti ed efficaci.
- occorre vivere la virtù dell’umiltà nella sua positività, perché umiltà non è un negare se stessi, ma affermare se stessi; la grandezza dell’uomo è di essere se stesso.
- occorre recuperare quella beatitudine che ci fa accettare i limiti, che ci fa scoprire la necessità dell’impegno, della disponibilità del tempo, del coraggio di pagare un prezzo per la crescita della propria città.
- occorre avere consapevolezza del proprio ruolo, di ciò che io vivo, di ciò che io sono, e di come mi relaziono con gli altri, acquistando un’autorevolezza educativa.
- occorre essere capaci di vivere il rispetto della diversità.
- occorre rispettare e riconoscere la soggettività per generare relazione.
- occorre guardare il corpo, la sessualità come relazione, come il modo di guardare l’altro, (la malvagità nasce quando non si conosce il corpo come relazione).
Un ordine di cose che si imparano in famiglia, nella co-genitorialità.
In un cambiamento culturale di così grande importanza bisogna avere il coraggio di saper essere coppia, di saper fare famiglia.
Bisogna aiutare e sostenere la famiglia con adeguate politiche familiari, che allo stato attuale si concretizzano in interventi episodici e contingenti. Manca un collegamento diretto con le famiglie per mettere a loro disposizione tutte le informazioni, le opportunità ed i servizi offerti. Si ritiene utile predisporre un piano pluriennale integrato di interventi specifici per il soggetto famiglia, assolvendo al principio di sussidiarietà . Da qui l’esigenza di rilanciare e valorizzare l’associazionismo familiare per generare “il modello famiglia” nell’amministrare la cosa pubblica.
È stata consegnata una targa di riconoscimento all’istituto suor Teresa Valsè nella persona della direttrice suor Enza Boscarello.
Sono intervenuti: il vice sindaco Fortunato Ferracane, l’assessore Carmelo Casano, l’assessore Ugo Costa, che nel suo intervento ha dichiarato la presa d’atto dell’amministrazione comunale di deliberare il 15 maggio di ogni anno giornata dedicata alla famiglia.
Nasce così anche a Gela la giornata della famiglia, un’occasione di riflessione, valutazione, di stimolo per un processo culturale e politico che, superando le contraddizioni di dimensione ideologica, promuova la famiglia come soggetto sociale ed attivi politiche familiari capaci di rimuovere quanto è di ostacolo alla famiglia nell’impegno generativo, educativo, di cura, di mediazione sociale che gli è connaturato.
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martedì 12 marzo 2013
Rapporto Istat. In crescita il volontariato, ma non al Sud. Regge la famiglia
Dall'Agenzia Redattore Sociale proponiamo il seguente articolo sui dati Istat riguardanti alcuni aspetti della crisi in Italia:
«La famiglia continua essere un elemento centrale per gli italiani: ammortizzatore sociale quando serve, sostegno nei momenti di difficoltà, punto di riferimento imprescindibile. Lo dimostrano i dati del primo rapporto Istat-Cnel sul benessere equo e sostenibile in Italia. Nel 2012 il 36,8 per cento delle persone di 14 anni e più si dichiara molto soddisfatto delle proprie relazioni familiari e un altro 54,2 per cento è “abbastanza soddisfatto”.
Alla famiglia sempre di più è chiesto di colmare la carenza di servizi sociali. Questo determina un carico del lavoro di cura che rischia di essere eccessivo. E questo vale specialmente per le donne: le caregiver sono il 32,5 per cento contro il 28,1 per cento degli uomini. Esiste, però, anche una rete più ampia che circonda il nucleo familiare, composta da parenti non conviventi e amici: nel 2009 quasi il 76 per cento della popolazione ha dichiarato di avere parenti, amici o vicini su cui contare e il 30 per cento ha dato aiuti gratuiti. Anche le reti sociali restano importanti: il 23,5 per cento della popolazione partecipa ad associazioni e il 9,7 per cento svolge attività di volontariato, in crescita dall’8,9 per cento del 2005. Ma la partecipazione è meno presente nel Mezzogiorno, dove i bisogni sono più gravi. Al Nord il dato è del 13,1 per cento, mentre al Sud si ferma al 6 per cento. Al di là di queste reti ci sono “gli altri”, la società più ampia, verso la quale emerge una profonda diffidenza. Nel 2012 solo il 20 per cento delle persone ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia, valore in calo rispetto al 2010 (21,7 per cento) e tra i più bassi in Europa. Quota che scende ulteriormente al 15,2 per cento nelle regioni del Mezzogiorno.
“Viviamo in una società in cui la presenza di reti sociali, familiari e di volontariato non è sufficiente a garantire un tessuto sociale forte a copertura dei bisogni primari della popolazione, specialmente delle fasce sociali più deboli – scrivono i curatori del rapporto -. Nel Sud e nelle Isole, in particolare, tutte le forme di reti sociali appaiono più deboli e la fiducia negli altri raggiunge il minimo. Peraltro, un Paese con un problema di scarsa fiducia tra i cittadini può incontrare maggiori difficoltà a creare le condizioni per una vita economica e sociale pienamente soddisfacente”». (gig, Redattore sociale 11mar13)
«La famiglia continua essere un elemento centrale per gli italiani: ammortizzatore sociale quando serve, sostegno nei momenti di difficoltà, punto di riferimento imprescindibile. Lo dimostrano i dati del primo rapporto Istat-Cnel sul benessere equo e sostenibile in Italia. Nel 2012 il 36,8 per cento delle persone di 14 anni e più si dichiara molto soddisfatto delle proprie relazioni familiari e un altro 54,2 per cento è “abbastanza soddisfatto”.
Alla famiglia sempre di più è chiesto di colmare la carenza di servizi sociali. Questo determina un carico del lavoro di cura che rischia di essere eccessivo. E questo vale specialmente per le donne: le caregiver sono il 32,5 per cento contro il 28,1 per cento degli uomini. Esiste, però, anche una rete più ampia che circonda il nucleo familiare, composta da parenti non conviventi e amici: nel 2009 quasi il 76 per cento della popolazione ha dichiarato di avere parenti, amici o vicini su cui contare e il 30 per cento ha dato aiuti gratuiti. Anche le reti sociali restano importanti: il 23,5 per cento della popolazione partecipa ad associazioni e il 9,7 per cento svolge attività di volontariato, in crescita dall’8,9 per cento del 2005. Ma la partecipazione è meno presente nel Mezzogiorno, dove i bisogni sono più gravi. Al Nord il dato è del 13,1 per cento, mentre al Sud si ferma al 6 per cento. Al di là di queste reti ci sono “gli altri”, la società più ampia, verso la quale emerge una profonda diffidenza. Nel 2012 solo il 20 per cento delle persone ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia, valore in calo rispetto al 2010 (21,7 per cento) e tra i più bassi in Europa. Quota che scende ulteriormente al 15,2 per cento nelle regioni del Mezzogiorno.
“Viviamo in una società in cui la presenza di reti sociali, familiari e di volontariato non è sufficiente a garantire un tessuto sociale forte a copertura dei bisogni primari della popolazione, specialmente delle fasce sociali più deboli – scrivono i curatori del rapporto -. Nel Sud e nelle Isole, in particolare, tutte le forme di reti sociali appaiono più deboli e la fiducia negli altri raggiunge il minimo. Peraltro, un Paese con un problema di scarsa fiducia tra i cittadini può incontrare maggiori difficoltà a creare le condizioni per una vita economica e sociale pienamente soddisfacente”». (gig, Redattore sociale 11mar13)
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giovedì 7 marzo 2013
Incontro sulla famiglia
«Quale famiglia per quale società? L’impegno del Comune e della Diocesi di Palermo» è il titolo dell’incontro in programma il 14 marzo 2013 alle ore 18 presso l’Auditorium Gonzaga del Centro Educativo Ignaziano (CEI) di Palermo.
Al convegno, organizzato, oltre che dal CEI, dall’Associazione ex alunni Gonzaga – CEI, dall’Istituto Arrupe e dall’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Gruppo Sicilia Sezione di Palermo, interverranno Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Salvatore Lo Bue, docente di Poetica e Retorica presso l’Università di Palermo, Lia e Giuseppe Re, direttori dell’Ufficio Pastorale della Famiglia della Diocesi di Palermo. L'introduzione, la moderazione e le conclusioni saranno affidate a p. Francesco Beneduce SJ, rettore del CEI, e a p. Gianfranco Matarazzo SJ, direttore dell’Istituto Arrupe.
Al convegno, organizzato, oltre che dal CEI, dall’Associazione ex alunni Gonzaga – CEI, dall’Istituto Arrupe e dall’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Gruppo Sicilia Sezione di Palermo, interverranno Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Salvatore Lo Bue, docente di Poetica e Retorica presso l’Università di Palermo, Lia e Giuseppe Re, direttori dell’Ufficio Pastorale della Famiglia della Diocesi di Palermo. L'introduzione, la moderazione e le conclusioni saranno affidate a p. Francesco Beneduce SJ, rettore del CEI, e a p. Gianfranco Matarazzo SJ, direttore dell’Istituto Arrupe.
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giovedì 28 febbraio 2013
Volontariato un impegno per tutti. A Petralia Sottana evento pubblico a conclusione di un progetto di volontariato
Il 2 marzo 2013 alle ore 17 al Palazzo Pucci Martinez in Corso Paolo Agliata, 16 si svolge un incontro pubblico promosso dalle organizzazioni di volontariato della delegazione CeSVoP di Gangi (Dss 35) con il patrocinio del Comune di Petralia Sottana e dell’Ente Parco delle Madonie. Si tratta di un evento nel quale i volontari presentano gli esiti del progetto di rete 2012 realizzato con il sostegno del CeSVoP sul tema «La famiglia e i suoi bisogni nell’attuale contesto storico-culturale». Le organizzazioni di volontariato, in pratica, hanno condotto un ricerca sociale sui bisogni delle famiglie dei 4 comuni scelti come ambito d’indagine (Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Geraci Siculo, Gangi) e hanno avviato una sperimentazione con 4 laboratori (1 per ogni Comune della rete progettuale) di promozione del benessere familiare incentrati su: prevenzione per la salute, promozione del benessere attraverso il viver sano e la riscoperta del proprio territorio.
Programma dell’evento (dalle ore 17)
- Saluti delle autorità
- Presentazione dei risultati della ricerca
- I volontari referenti delle associazioni della rete di progetto (Avis Geraci Siculo; Avis Petralia Sottana; Avis Gangi; Ass. Life; Ass. Speranza; Auser Polizzi Generosa; Ass. La Quacella; Ass. Obiettivo Madonita)
- Testimonianza sull’attività di laboratorio svolte nei Comuni di riferimento:
Petralia Sottana: Laboratorio sui corretti stili di vita e benessere psicofisico.
Polizzi Generosa: Laboratorio d’arte intergenerazionale.
Geraci Siculo: Laboratorio dedicato alla promozione del benessere e alla prevenzione degli incidenti domestici.
Gangi: Laboratorio rivolto alle famiglie sul tema del recupero delle tradizioni locali
- Spazio di Festa e convivialità
- Visita alla Mostra fotografica
PROGRAMMA
Programma dell’evento (dalle ore 17)
- Saluti delle autorità
- Presentazione dei risultati della ricerca
- I volontari referenti delle associazioni della rete di progetto (Avis Geraci Siculo; Avis Petralia Sottana; Avis Gangi; Ass. Life; Ass. Speranza; Auser Polizzi Generosa; Ass. La Quacella; Ass. Obiettivo Madonita)
- Testimonianza sull’attività di laboratorio svolte nei Comuni di riferimento:
Petralia Sottana: Laboratorio sui corretti stili di vita e benessere psicofisico.
Polizzi Generosa: Laboratorio d’arte intergenerazionale.
Geraci Siculo: Laboratorio dedicato alla promozione del benessere e alla prevenzione degli incidenti domestici.
Gangi: Laboratorio rivolto alle famiglie sul tema del recupero delle tradizioni locali
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mercoledì 7 novembre 2012
Continua l'attività del Consultorio MIF a Palermo
Promosso dall' Associazione Arciragazzi Palermo, è in piena attività il Consultorio legale MIF (Minori, immigrati e famiglie). Ecco tutti i riferimenti per mettersi in contatto: email mifconsultorio@gmail.com; tf. 3389781692; ogni martedì via Fileti, 19/B (trav. via Ammiraglio Rizzo).
Presentazione in dettaglio:
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sabato 2 giugno 2012
Incontro sulla famiglia a Marsala
L'AIAF, il Cif di Trapani e l'Ordine degli Avvocati di Marsala, organizzano a Marsala un incontro sulla Famiglia. La conferenza «Identita' della Famiglia» si svolge il 4 giugno 2012 dalle ore 9 alle 14 nel complesso monumentale S. Pietro di Marsala.
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domenica 19 febbraio 2012
Palermo, quattro "sportelli famiglia" contro il disagio. Ascoltati i bisogni di oltre mille famiglie
L'agenzia di stampa Redattore Sociale racconta il seminario promosso dal CoAsFam a Palermo. Ecco la cronaca di Serena Termini:
Durante il seminario su “Coloriamo di pace la famiglia”, organizzato dal coordinamento delle associazioni Familiari (CoAsFam), in collaborazione con l'assessorato della Famiglia e il CeSVoP la dott.ssa Maria Luisa Taormina ha presentato il report sullo “Sportello famiglia: verso una comunità solidale”: un progetto realizzato con fondi del protocollo di intesa tra fondazioni bancarie e volontariato.
Con il supporto del Ce.S.Vo.P, il progetto è stato ideato dall’associazione Italiana Genitori “G. Pitrè”- Palermo; il Gruppo di Volontariato Vincenziano “Santa Caterina Labouré”; l’associazione “Cuore che vede”; l’associazione “Il Nostro Quartiere”.
Il progetto, che si è svolto nel periodi che va da luglio 2010 a luglio 2011, ha realizzato l’apertura di 4 “Sportelli polifunzionali”; nove incontri formativi e informativi e la realizzazione di un report finale multimediale. I destinatari diretti raggiunti con la relazione di ascolto e di aiuto sono stati circa 1.000.
L’indagine evidenzia che moltissime e diversificate sono state le richieste di informazioni, soprattutto su contributi e sussidi economici per affrontare una specifica situazione di disagio e comprovate situazioni di bisogno: pensione di invalidità, assegni familiari, integrazione affitti, emergenza abitativa, bonus luce, gas, servizi famiglie disagiate, iscrizioni asilo nido, corsi di formazione, scuole serali, sostegno scolastico. I cittadini immigrati hanno richiesto inoltre informazione su centri di accoglienza, su permessi di soggiorno, corsi di lingua italiana.
Tra le criticità emerse ci sono problematiche legate alla mancanza di lavoro; insufficiente reddito familiare: bisogni di carattere primario e strutturale.Seguono i bisogni abitativi, economici e sanitari. Bisogni primari: alimenti, vestiario, indumenti, corredini per mamme partorienti e il nascituro; difficoltà economiche: spese per la casa (affitto, pagamento bollette luce e gas…); difficoltà legate a situazioni abitative; disagio psicologico e/o conflittualità relazionali; situazioni di emergenza sociale: in cerca di dimora, senza fissa dimora; problemi di salute: visite specialistiche, farmaci.
Lo sportello ha rappresentato uno spazio di ricevimento del pubblico, organizzato e strutturato per la ricezione e l'accoglienza di tutti coloro che hanno avuto necessità di informazioni e servizi. Gli Sportelli sono stati attivati su tre diverse zone della città di Palermo: zona Libertà, zona Sperone e zona Noce.
Presso ogni sportello è stata assicurata la presenza di un operatore sociale, di uno psicologo e di un referente come risorsa volontaria.
Tra i servizi offerti figurano:il sostegno socio-psicologico agli adulti in difficoltà, la consulenza psicologica e la consulenza legale.
“Il progetto ha avuto una forte valenza socio-culturale – ha riferito Maria Luisa Taormina -, poiché ha centrato l’azione sulle reali esigenze delle famiglie del territorio del comune di Palermo e i servizi messi a disposizione dal pubblico e dal privato sociale. Il servizio di counselling psicologico ha centrato la relazione d’aiuto sulla persona, sulla piena attenzione alle sue risorse e alle sue potenzialità. Numerosi sono stati i destinatari raggiunti in maniera indiretta grazie alla informazione capillare che è stata effettuata su molteplici istituzioni pubbliche e private del territorio di Palermo e provincia. Sono stati soddisfatti bisogni sociali, socio-sanitari, legali e sono stati forniti orientamenti ed informazioni riguardo alle richieste di lavoro e di formazione, soprattutto a persone appartenenti a fasce svantaggiate ”. (set)
(fonte Redattore Sociale)
Durante il seminario su “Coloriamo di pace la famiglia”, organizzato dal coordinamento delle associazioni Familiari (CoAsFam), in collaborazione con l'assessorato della Famiglia e il CeSVoP la dott.ssa Maria Luisa Taormina ha presentato il report sullo “Sportello famiglia: verso una comunità solidale”: un progetto realizzato con fondi del protocollo di intesa tra fondazioni bancarie e volontariato.
Con il supporto del Ce.S.Vo.P, il progetto è stato ideato dall’associazione Italiana Genitori “G. Pitrè”- Palermo; il Gruppo di Volontariato Vincenziano “Santa Caterina Labouré”; l’associazione “Cuore che vede”; l’associazione “Il Nostro Quartiere”.
Il progetto, che si è svolto nel periodi che va da luglio 2010 a luglio 2011, ha realizzato l’apertura di 4 “Sportelli polifunzionali”; nove incontri formativi e informativi e la realizzazione di un report finale multimediale. I destinatari diretti raggiunti con la relazione di ascolto e di aiuto sono stati circa 1.000.
L’indagine evidenzia che moltissime e diversificate sono state le richieste di informazioni, soprattutto su contributi e sussidi economici per affrontare una specifica situazione di disagio e comprovate situazioni di bisogno: pensione di invalidità, assegni familiari, integrazione affitti, emergenza abitativa, bonus luce, gas, servizi famiglie disagiate, iscrizioni asilo nido, corsi di formazione, scuole serali, sostegno scolastico. I cittadini immigrati hanno richiesto inoltre informazione su centri di accoglienza, su permessi di soggiorno, corsi di lingua italiana.
Tra le criticità emerse ci sono problematiche legate alla mancanza di lavoro; insufficiente reddito familiare: bisogni di carattere primario e strutturale.Seguono i bisogni abitativi, economici e sanitari. Bisogni primari: alimenti, vestiario, indumenti, corredini per mamme partorienti e il nascituro; difficoltà economiche: spese per la casa (affitto, pagamento bollette luce e gas…); difficoltà legate a situazioni abitative; disagio psicologico e/o conflittualità relazionali; situazioni di emergenza sociale: in cerca di dimora, senza fissa dimora; problemi di salute: visite specialistiche, farmaci.
Lo sportello ha rappresentato uno spazio di ricevimento del pubblico, organizzato e strutturato per la ricezione e l'accoglienza di tutti coloro che hanno avuto necessità di informazioni e servizi. Gli Sportelli sono stati attivati su tre diverse zone della città di Palermo: zona Libertà, zona Sperone e zona Noce.
Presso ogni sportello è stata assicurata la presenza di un operatore sociale, di uno psicologo e di un referente come risorsa volontaria.
Tra i servizi offerti figurano:il sostegno socio-psicologico agli adulti in difficoltà, la consulenza psicologica e la consulenza legale.
“Il progetto ha avuto una forte valenza socio-culturale – ha riferito Maria Luisa Taormina -, poiché ha centrato l’azione sulle reali esigenze delle famiglie del territorio del comune di Palermo e i servizi messi a disposizione dal pubblico e dal privato sociale. Il servizio di counselling psicologico ha centrato la relazione d’aiuto sulla persona, sulla piena attenzione alle sue risorse e alle sue potenzialità. Numerosi sono stati i destinatari raggiunti in maniera indiretta grazie alla informazione capillare che è stata effettuata su molteplici istituzioni pubbliche e private del territorio di Palermo e provincia. Sono stati soddisfatti bisogni sociali, socio-sanitari, legali e sono stati forniti orientamenti ed informazioni riguardo alle richieste di lavoro e di formazione, soprattutto a persone appartenenti a fasce svantaggiate ”. (set)
(fonte Redattore Sociale)
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sabato 11 febbraio 2012
Coloriamo di Pace la famiglia. Seminario del CoAsFam a Palermo
Il Coordinamento delle Associazioni Familiari (CoAsFam), in collaborazione con l'Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro Regione Sicilia, organizza il seminario «Coloriamo di pace la famiglia». L’incontro si svolge alla Sala Gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo il prossimo 17 febbraio 2012 dalle ore 9 alle 14,30.
Il tema «Accoglienti e solidali: istituzioni e volontariato insieme per le famiglie alla luce della lg 328/2000» sarà occasione di confronto fra il volontariato e le istituzioni sulle problematiche dei servizi alla famiglia.
Interverranno, fra gli altri: Francesco Cascio, presidente Assemblea Regionale Siciliana; Giuseppe Sclafani, coordinatore progetto «Sportelli di Educativa Familiare»; Cinzia Mantegna, resp. Servizio Assistenti Sociali Comune di Palermo; Roberto Tripodi, dirigente scolastico dell’ITIS “A.Volta” ed altri esponenti del volontariato e del Terzo settore impegnati nel sostegno alle famiglie.
Programma completo del Seminario
Il tema «Accoglienti e solidali: istituzioni e volontariato insieme per le famiglie alla luce della lg 328/2000» sarà occasione di confronto fra il volontariato e le istituzioni sulle problematiche dei servizi alla famiglia.
Interverranno, fra gli altri: Francesco Cascio, presidente Assemblea Regionale Siciliana; Giuseppe Sclafani, coordinatore progetto «Sportelli di Educativa Familiare»; Cinzia Mantegna, resp. Servizio Assistenti Sociali Comune di Palermo; Roberto Tripodi, dirigente scolastico dell’ITIS “A.Volta” ed altri esponenti del volontariato e del Terzo settore impegnati nel sostegno alle famiglie.
Programma completo del Seminario
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martedì 24 maggio 2011
Allarme povertà, nel Bel Paese le famiglie (e non solo) arrancano
Non è una novità. Ma stavolta a certificare quello che tanti italiani sperimentano è l'ISTAT. La situazione economica delle famiglie italiane è peggiorata. Insomma, si arranca. E, in particolare, soffrono donne, giovani e anziani.Ecco come l'Agenzia di stampa Redattore Sociale sintetizza i dati Istat.
1 famiglia su 4 a rischio povertà (Redattore Sociale 23mag11)
Donne e giovani soffrono di più (Redattore Sociale 23mag11)
Spesa sociale in caduta e a pagare sono soprattutto gli anziani (Redattore Sociale 23mag11)
mercoledì 6 aprile 2011
Volontariato e famiglia. Iniziative a Campobello di Licata
"La famiglia ieri e oggi” è il progetto con cui le associazioni di volontariato della delegazione CeSVoP di Campobello di Licata intendono attirare l’attenzione dei cittadini sulla condizione familiare a Ravanusa, Canicattì, Castrofilippo e Campobello. Tra aprile e maggio è fitto il calendario delle proposte.Nel concreto, i volontari proporranno uno sportello mobile (davanti alle scuole, alle chiese, nelle piazze, ecc.) che darà informazioni su tutti i servizi del territorio che sono stati rilevati dalle associazioni e che sono stati pubblicati nel volume “La Carta sociale della Famiglia”.
Il 6 aprile 2011 prende il via la fase rivolta ai ragazzi della scuola elementare e media. Essi saranno coinvolti in laboratori che si svolgono due pomeriggi la settimana nei mesi di aprile e maggio. Il mercoledì dalle 16,30 alle 19 nella sede del Gruppo Scout in via Carnevale (presso la suola materna carnevale) a Campobello di Licata; venerdì dalle 17 alle 19 nella sede dell’associazione We care (presso il salone della parrocchia Immacolata) sempre a Campobello.
Questi incontri prevedono: attività ludico-ricreative; allestimento di un piccolo spettacolo; realizzazione di buffi e variopinti contenitori per la raccolta differenziata e di contenitori per lo spegnimento delle sigarette da posizionare nei luoghi di aggregazione giovanile (bar, pizzerie, piazze ecc..).
Non finisce qui. “La famiglia ieri e oggi” prevede pure tre seminari.
“Educazione stradale”, giovedì 14 aprile alle ore 16 con il comando dei vigili urbani campobellesi (presso il salone della parrocchia Immacolata).
“Salvaguardiamo l’ambiente”, giovedì 28 aprile ore 16 con l’agronomo Vito Gatì (presso sede degli Scout di Campobello).
“Le devianze giovanili” con la dottoressa Randazzo nel mese di maggio (presso l’Auditorium del Centro polivalente a Campobello).
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lunedì 14 febbraio 2011
Disegno di legge all'ARS sulle coppie di fatto. La presa di posizione del MpV-CAV Sicilia
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa della Federazione regionale dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita di Sicilia:
«I media della nostra Isola, ma anche quelli nazionali, hanno riportato la notizia che è stato presentato all’Assemblea Regionale Siciliana un Disegno di Legge che intenderebbe riconoscere le unioni di fatto. L’iniziativa ha visto come primo firmatario Pino Apprendi del PD e quindi Giulia Adamo e Francesco Musotto, rispettivamente capogruppo dell’UDC e dell’MPA e sono in dubbio le adesioni di Alberto Campagna del Pdl e Alessandro Aricò del Fli. Apprendi aveva già presentato nell’estate scorsa un DDL per l’istituzione del registro delle coppie di fatto. Adesso rilancia e parlando del nuovo Disegno di Legge afferma che il Gay Pride di Palermo sarebbe stato per lui una illuminazione. E’ chiaro quindi l’intento ideologico dell’iniziativa.
Nel DdL, composto da un solo articolo, è previsto che la Regione “riconosce le formazioni sociali, culturali, economiche e politiche… e riconosce altresì ogni forma di convivenza, rifiutando qualsiasi discriminazione legata all’etnia, alla religione e all’orientamento sessuale”. Inoltre è prevista anche presso l’Assessorato Regionale alla Famiglia (!) l’istituzione del registro delle unioni di fatto.
L’idea dei firmatari sembra essere quella di voler inserire nell’ordinamento giuridico una entità che pur essendo fondamentalmente diversa da una famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna (come stabilisce la nostra Costituzione) abbia i medesimi diritti. Ma la dichiarazione, in sé condivisibile, di voler rifiutare la discriminazione, non può vuol dire che situazioni differenti possano essere trattate allo stesso modo, come hanno fatto spesso notare eminenti giuristi, per ultimo, commentando proprio questa notizia siciliana, il Prof. Filippo Vari Docente di Diritto Costituzionale all’Università Europea di Roma.
La prima reazione è di meraviglia, anzi di sconcerto, per una politica che non sa affrontare le emergenze delle famiglie siciliane abbandonate a loro stesse ed a volte sempre più povere, ma, con la scusa di voler risolvere questioni che il diritto privato ha già affrontato o potrebbe comunque facilmente sciogliere, dà un’ulteriore spallata alla già abbastanza fragile istituzione familiare.
Non è inutile ricordare che italiana dedica alla famiglia gli articoli 29, 30 e 31, e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo l’articolo 16.
La nostra carta costituzionale riconosce che la famiglia è un soggetto sociale che precede e fonda lo Stato. La famiglia assolve il proprio obbligo e dovere fondamentale di costituire il nucleo fondante la società, svolgendo un servizio insostituibile quando accoglie la vita, dal grembo (figlio feto, embrione, neonato, bambino, giovane) alla tomba (nonni anziani, ammalati, disabili, ecc.), quando svolge il ruolo educativo con fatica e passione nei confronti delle nuove generazioni, quando si apre per donare una famiglia ai bambini che non ne hanno una propria. Lo Stato pertanto ha l'obbligo, attraverso proprie determinazioni, di tutelare e promuovere la valenza sociale e pubblica della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. E l'applicazione di serie politiche familiari sarebbe la migliore forma di prevenzione e di contrasto all'aumento delle situazioni di povertà e di emarginazione.
Anziché cercare di abbatterla, allora, sarebbe interesse di tutti rafforzare la famiglia, grande ricchezza per la comunità intera.
Quando furono proposti i DI.CO., col loro tentativo di legittimare altre forme di convivenza, introducendole come alternative più facili al matrimonio, le famiglie risposero massicciamente con il Family day e, come già era accaduto per il referendum sulla legge 40, molti politici e quasi tutti i mass-media non si capacitarono di questa enorme partecipazione malgrado le loro omissioni, i loro silenzi e le loro picconate.
Siamo fermamente convinti che il popolo siciliano sarà in grado di sollevarsi, di contestare e di contrastare con forza i loro rappresentanti politici qualora perseverino su questa strada che riteniamo senza speranza per il futuro della nostra Isola».
«I media della nostra Isola, ma anche quelli nazionali, hanno riportato la notizia che è stato presentato all’Assemblea Regionale Siciliana un Disegno di Legge che intenderebbe riconoscere le unioni di fatto. L’iniziativa ha visto come primo firmatario Pino Apprendi del PD e quindi Giulia Adamo e Francesco Musotto, rispettivamente capogruppo dell’UDC e dell’MPA e sono in dubbio le adesioni di Alberto Campagna del Pdl e Alessandro Aricò del Fli. Apprendi aveva già presentato nell’estate scorsa un DDL per l’istituzione del registro delle coppie di fatto. Adesso rilancia e parlando del nuovo Disegno di Legge afferma che il Gay Pride di Palermo sarebbe stato per lui una illuminazione. E’ chiaro quindi l’intento ideologico dell’iniziativa.Nel DdL, composto da un solo articolo, è previsto che la Regione “riconosce le formazioni sociali, culturali, economiche e politiche… e riconosce altresì ogni forma di convivenza, rifiutando qualsiasi discriminazione legata all’etnia, alla religione e all’orientamento sessuale”. Inoltre è prevista anche presso l’Assessorato Regionale alla Famiglia (!) l’istituzione del registro delle unioni di fatto.
L’idea dei firmatari sembra essere quella di voler inserire nell’ordinamento giuridico una entità che pur essendo fondamentalmente diversa da una famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna (come stabilisce la nostra Costituzione) abbia i medesimi diritti. Ma la dichiarazione, in sé condivisibile, di voler rifiutare la discriminazione, non può vuol dire che situazioni differenti possano essere trattate allo stesso modo, come hanno fatto spesso notare eminenti giuristi, per ultimo, commentando proprio questa notizia siciliana, il Prof. Filippo Vari Docente di Diritto Costituzionale all’Università Europea di Roma.
La prima reazione è di meraviglia, anzi di sconcerto, per una politica che non sa affrontare le emergenze delle famiglie siciliane abbandonate a loro stesse ed a volte sempre più povere, ma, con la scusa di voler risolvere questioni che il diritto privato ha già affrontato o potrebbe comunque facilmente sciogliere, dà un’ulteriore spallata alla già abbastanza fragile istituzione familiare.
Non è inutile ricordare che italiana dedica alla famiglia gli articoli 29, 30 e 31, e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo l’articolo 16.
La nostra carta costituzionale riconosce che la famiglia è un soggetto sociale che precede e fonda lo Stato. La famiglia assolve il proprio obbligo e dovere fondamentale di costituire il nucleo fondante la società, svolgendo un servizio insostituibile quando accoglie la vita, dal grembo (figlio feto, embrione, neonato, bambino, giovane) alla tomba (nonni anziani, ammalati, disabili, ecc.), quando svolge il ruolo educativo con fatica e passione nei confronti delle nuove generazioni, quando si apre per donare una famiglia ai bambini che non ne hanno una propria. Lo Stato pertanto ha l'obbligo, attraverso proprie determinazioni, di tutelare e promuovere la valenza sociale e pubblica della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. E l'applicazione di serie politiche familiari sarebbe la migliore forma di prevenzione e di contrasto all'aumento delle situazioni di povertà e di emarginazione.
Anziché cercare di abbatterla, allora, sarebbe interesse di tutti rafforzare la famiglia, grande ricchezza per la comunità intera.
Quando furono proposti i DI.CO., col loro tentativo di legittimare altre forme di convivenza, introducendole come alternative più facili al matrimonio, le famiglie risposero massicciamente con il Family day e, come già era accaduto per il referendum sulla legge 40, molti politici e quasi tutti i mass-media non si capacitarono di questa enorme partecipazione malgrado le loro omissioni, i loro silenzi e le loro picconate.
Siamo fermamente convinti che il popolo siciliano sarà in grado di sollevarsi, di contestare e di contrastare con forza i loro rappresentanti politici qualora perseverino su questa strada che riteniamo senza speranza per il futuro della nostra Isola».
martedì 1 febbraio 2011
Giornata per la Vita a Gela. Alcune iniziative del volontariato
L’associazione di volontariato Gela Famiglia e il locale Centro Aiuto alla Vita organizzano - in collaborazione con il CeSVoP, il Centro di pastorale familiare della diocesi di Piazza Armerina e il Forum Famiglie Gela - una serie di attività che culmineranno con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, mons. Michele Pennisi.
Si inizia l'1 pomeriggio con la preghiera per la vita davanti all’ospedale “Vittorio Emanuele”. Poi, il 3 febbraio, nella parrocchia S. Francesco d’Assisi, alle ore 17,30 il Rosario meditato per la Vita e a seguire la celebrazione eucaristica. Il sabato 5 febbraio, nell’Auditorium del Liceo classico «Eschilo» alle 17,30, il convegno «La cultura della vita per una città più solidale» a cui interviene il prof. Francesco Cancellieri dell’Università di Messina. Infine, si chiude domenica 6 con la Marcia per la Vita delle ore 12. Si parte dal piazzale antistante la parrocchia «S. Giovanni Ev.» a Macchitella. Sono invitati ragazzi, giovani, genitori con bambini, catechisti e famiglie. Alle ore 18 di domenica, nella parrocchia S. Domenico Savio, la celebrazione eucaristica con mons. Pennisi, vescovo di Piazza Armerina.
Si inizia l'1 pomeriggio con la preghiera per la vita davanti all’ospedale “Vittorio Emanuele”. Poi, il 3 febbraio, nella parrocchia S. Francesco d’Assisi, alle ore 17,30 il Rosario meditato per la Vita e a seguire la celebrazione eucaristica. Il sabato 5 febbraio, nell’Auditorium del Liceo classico «Eschilo» alle 17,30, il convegno «La cultura della vita per una città più solidale» a cui interviene il prof. Francesco Cancellieri dell’Università di Messina. Infine, si chiude domenica 6 con la Marcia per la Vita delle ore 12. Si parte dal piazzale antistante la parrocchia «S. Giovanni Ev.» a Macchitella. Sono invitati ragazzi, giovani, genitori con bambini, catechisti e famiglie. Alle ore 18 di domenica, nella parrocchia S. Domenico Savio, la celebrazione eucaristica con mons. Pennisi, vescovo di Piazza Armerina.
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lunedì 29 novembre 2010
Famiglie a Palermo. Un convegno-laboratorio promosso dal Volontariato
«Famiglia e Territorio: Bisogni e servizi» è il tema del convegno-laboratorio che le associazioni di volontariato del Tavolo Famiglia organizzano per il 1° dicembre alle ore 15,30 nei locali dell’ITIS Volta in Passaggio dei Picciotti n. 1 a Palermo. Il Tavolo è stato promosso dal CeSVoP e coinvolge le principali organizzazioni palermitane che si occupano di famiglia. Si tratta di un volontariato che affronta nei quartieri della città tutti i problemi che la crisi economica e sociale crea ai nuclei familiari e ai loro componenti. L’incontro metterà a confronto e farà incrociare esperienze e proposte delle forze sociali che il volontariato vuol coinvolgere in un grande sforzo di integrazione e impegno comune per la famiglia, in sintonia con l'azione dei servizi pubblici (nello spirito della legge 328/00). In questa prospettiva, partecipa anche l’assessore regionale alla famiglia, Andrea Piraino.L'articolazione dell'incontro prevede due momenti: la prima dedicata alla presentazione della Carta «Famiglia: bisogni e servizi» da parte degli esperti e dei volontari che l’hanno curata; la seconda imperniata sul confronto tra forze sociali operanti nel territorio palermitano per ideare e progettare percorsi di azione comune.
Durante il convegno, inoltre, verrà presentato il neo-coordinamento delle organizzazioni di volontariato familiare della provincia di Palermo denominato CoAsFam.
Ecco il programma dell’incontro che è aperto a tutti i cittadini con ingresso libero.
ore 15.30 - Saluti di benvenuto e introduzione, presidente del CeSVoP, Ferdinando Siringo
ore 16 - Famiglia: bisogni e servizi a Palermo. Uno sguardo parziale, ma significativo
Marilisa Taormina – Nadia Giannalia – Ivana Solito – Antonino La Porta, redattori della Carta «Famiglia: bisogni e servizi»
Per la famiglia... progettare e intervenire insieme. A partire dai bisogni evidenziati dallo studio realizzato con la Carta «Famiglia: bisogni e servizi»,
ore 16,15 - Tavola Rotonda "Per la famiglia... progettare e intervenire insieme". A partire dai bisogni evidenziati dallo studio realizzato con la Carta «Famiglia: bisogni e servizi»,
Giuseppe Sclafani e Salvatore Alicata, rappresentati del nuovo coordinamento CoAsFam; don Enzo Bellante, parroco di Villa Ciambra; Roberto Tripodi, preside dell’ITIS «A. Volta»; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP; Gaetano Cuttitta, presidente del CoAsAn (coordinamento associazioni di volontariato per gli anziani); Andrea Piraino, assessore regionale alla Famiglia e Politiche sociali, discuteranno su percorsi integrati per interventi efficaci sul territorio.
Ore 18 - Dibattito e conclusioni
Marilisa Taormina – Nadia Giannalia – Ivana Solito – Antonino La Porta, redattori della Carta «Famiglia: bisogni e servizi»
Per la famiglia... progettare e intervenire insieme. A partire dai bisogni evidenziati dallo studio realizzato con la Carta «Famiglia: bisogni e servizi»,
ore 16,15 - Tavola Rotonda "Per la famiglia... progettare e intervenire insieme". A partire dai bisogni evidenziati dallo studio realizzato con la Carta «Famiglia: bisogni e servizi»,
Giuseppe Sclafani e Salvatore Alicata, rappresentati del nuovo coordinamento CoAsFam; don Enzo Bellante, parroco di Villa Ciambra; Roberto Tripodi, preside dell’ITIS «A. Volta»; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP; Gaetano Cuttitta, presidente del CoAsAn (coordinamento associazioni di volontariato per gli anziani); Andrea Piraino, assessore regionale alla Famiglia e Politiche sociali, discuteranno su percorsi integrati per interventi efficaci sul territorio.
Ore 18 - Dibattito e conclusioni
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giovedì 4 novembre 2010
Alla vigilia della Conferenza nazionale della Famiglia
Tutto pronto per la Conferenza nazionale della famiglia (Milano, 8-10 novembre). Roberto Marino, capo dipartimento per le Politiche della famiglia: "Domani verranno pubblicati sul sito dedicato all’evento i primi documenti sviluppati dall’Osservatorio nazionale tra cui anche un primo schema di piano nazionale". I temi: "C’è la necessità di tornare su alcune questioni irrisolte, altre che invece nel frattempo si sono aggravate anche in relazione alla crisi e a una politica di tagli più evidenti negli ultimi anni". Promosso il “fattore famiglia” proposto dal Forum famiglie: “Troverà di sicuro ampio consenso”. Oltre 1.600 gli iscritti ad oggi.Tratto da Redattore Sociale
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giovedì 21 ottobre 2010
La Regione annuncia il microcredito per le famiglie in difficoltà
Dovrebbe diventare operativo dall'inizio del prossimo anno. Quando, cioè, la Regione emanerà un avviso pubblico e individuerà la banca che gestirà il «Fondo etico» che per il momento ammonta a 12 milioni di euro, ma che potrà essere incrementato da contributi volontari, da donazioni ed erogazioni statali e non.Per i dettagli e ulteriori informazioni clicca qui.
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