giovedì 1 gennaio 2015
5 gennaio 2015, un Patto educativo per la Città di Palermo
Un patto, un festival e un intero anno dedicato all’educazione e ai diritti dei più piccoli. All’insegna di “Palermo 2015 Città Educativa”, il 5 gennaio oltre 90 realtà sociali con in testa l’Amministrazione comunale, l’Università di Palermo, Direzioni regionale e provinciale dell’Ufficio scolastico regionale, l’APPI e il CeSVoP sottoscriveranno un «Patto educativo per la città di Palermo».
La semplice cerimonia si svolgerà in Piazza Pretoria a partire dalle ore 10,30. In una cornice di festa, animazione, idee e proposte, con questo atto prenderà ufficialmente il via un percorso che sfocerà nell’elaborazione di un progetto sulla città a partire dai diritti dei bambini e dei ragazzi. In pratica, si tratta del Festival iniziato lo scorso novembre che arriverà al culmine nel prossimo febbraio. Esso si articola in 3 fasi (sapere, saper fare e saper essere) contrassegnate da incontri, seminari di approfondimento e confronti in tantissime realtà sociali, istituzionali, scolastiche e professionali della città. Il momento culminante si celebrerà dal 23 al 28 febbraio 2015 ai Cantieri Culturali della Zisa.
«Guardare Palermo come “Città Educativa” – sottolinea Pasquale D’Andrea, garante comunale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – è una proposta e una prospettiva per tutte le città che vogliono darsi un futuro. Innanzitutto perché educare significa vivere il presente guardando dentro e oltre ciò che accade. Poi, perché il punto di vista delle nuove generazioni porta sempre con sé una spinta ad accogliere il cambiamento, il rinnovamento, la diversità. Obiettivo del Festival, del Patto e del 2015 Anno di Palermo Città Educativa è definire insieme un comune progetto di città a partire dai diritti dei più piccoli. E, soprattutto, creare stabilmente mentalità, occasioni e strumenti per attuare, rilevare e verificare a che punto è giunta da parte di tutti e di ciascuno la realizzazione di tale città educativa ed educata».
L’iniziativa è nata dall’incontro tra le proposte di alcune organizzazioni di volontariato impegnate nel campo educativo e nei quartieri e la disponibilità dell’amministrazione comunale ad aprire un confronto articolato e aperto a tutti sui temi della cittadinanza e dell’attenzione ai più piccoli.
Infatti, come dice il sindaco Leoluca Orlando, «questo percorso è il frutto di un importante impegno congiunto fra diversi rami dell’amministrazione e della società civile cittadina. E’ la conferma dell’attenzione dell’amministrazione comunale e di tutta la città sulla centralità dei bambini e delle bambine, cittadini di oggi e non soltanto di domani, e chiamati a svolgere essi stessi oggi un ruolo protagonista in una città che si fa città educativa senza recinti specialistici o barriere generazionali e sociali».
Fra i primi ad accettare con entusiasmo la proposta anche l’Università di Palermo perché, come sottolinea il rettore Roberto Lagalla, «il tema della Città educativa è senza ombra di dubbio una fascinosa sperimentazione pedagogica, una sfida che in un momento di straordinaria difficoltà ci impone di mettere insieme le forze. Per questo motivo è importante sottolineare come l’Università abbia assunto il ruolo e la valenza di agenzia culturale del territorio».
Hanno aderito anche la Prefettura, il Tribunale dei Minorenni, la Questura e le forze di polizia, la Caritas diocesana, il Forum del Terzo settore, gli istituti penali, ordini professionali, centri formativi e istituzioni culturali, enti regionali, istituti scolastici, associazioni imprenditoriali, organizzazioni di volontariato, imprese sociali, istituzioni e realtà territoriali, organizzazioni no-profit, ecc. Una rete destinata ad ampliarsi sempre di più e che vede il coordinamento di Assessorato comunale alla Scuola e Assessorato comunale per la Cittadinanza sociale con la segreteria tecnica del CeSVoP.
A descrivere il movimento suscitato dal patto e dal percorso per Palermo Città Educativa è proprio l’assessora alla scuola Barbara Evola: «Il processo di attenzione all’infanzia e all’adolescenza avviato dall’Amministrazione comunale ha avuto un grande passo in avanti con la nomina del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, primo in Sicilia, e fra i primi in Italia. Con questo evento siamo ad un altro importantissimo passo: un’iniziativa che coinvolge tutta la città nella sua complessità, per condividere obiettivi e percorsi che possano ricostruire il tessuto lacero della nostra comunità e ripensare Palermo come città educativa a tutti i livelli». Mentre Agnese Ciulla, assessora per la cittadinanza sociale, evidenzia gli aspetti più amministrativo-politici: «Questa manifestazione pone e al centro della programmazione politica i diritti di bambine e bambini, quindi il futuro della nostra comunità. In un momento di grandi emergenze sociali è importante programmare anche attraverso l’ascolto e la partecipazione di istituzioni pubbliche e private. La sfida importante consisterà nell’armonizzazione e integrazione della pianificazione nell’interesse esclusivo di cittadini e cittadine grandi e piccoli».
Tutti gli eventi del festival e le iniziative legate a «Palermo 2015 Città Educativa» si possono conoscere attraverso il sito dell’iniziativa www.palermoeducativa.it e quello del Comune di Palermo. Inoltre, filmati, streaming video, ricerche, dati, documenti e informazioni saranno diffusi anche grazie ai social network (gruppo facebook palermoeducativa; twitter #palermoeducativa; youtube palermoeducativa…).
Per tutta la cittadinanza, appuntamento al 5 gennaio 2015 in Piazza Pretoria a partire dalle ore 10,30.
Locandina del 5 gennaio 2015
Testo del Patto Educativo che verrà sottoscritto
Elenco delle adesioni al 31 dicembre 2014
Modulo di adesione online
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martedì 16 dicembre 2014
L’altro Natale. A Palermo serata di beneficenza per l’AFIPreS Marco Saura
Un sostegno alla prevenzione del suicidio. E’ questa, in sintesi, la proposta che l’AFIPreS Marco Saura di Palermo lancia ai propri concittadini. Infatti, l’associazione, presente a Palermo da oltre 20 anni, è fortemente impegnata con attività ludico-formative, convegni di studio e servizio del Telefono Giallo sul fronte della prevenzione del suicidio.
Le feste natalizie, per chi è solo o soffre del “mal di vivere”, possono essere un periodo di ulteriore tristezza e depressione. Insomma, un “altro” Natale che non va trascurato e che richiede la presenza di volontari e persone specializzate a sostenere chi, in questo periodo, potrebbe pensare al suicidio. Un tale servizio ha bisogno di mezzi e risorse per essere ben svolto e poter proseguire lungo il corso dell’anno. Per questo l’AFIPreS organizza “L’altro Natale” serata di beneficenza in memoria di Marco Saura. L’evento si svolge sabato 20 dicembre alle ore 17 al Teatro Agricantus di Palermo. Partecipano: il cabarettista Ivan Fiore; Rosalia Billeci e Nicola Marchese che reciteranno e canteranno brani letterari; il gruppo musicale Sonora e il cantastorie Giovanni Cannatella.
Con un contributo di 10 euro si potrà trascorrere una serata in allegria e si darà un sostegno alle attività dell'associazione di volontariato AFIPreS.
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domenica 14 dicembre 2014
CSVnet, Tabò riconfermato presidente
Stefano Tabò sarà per altri tre anni il Presidente di CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV); lo ha eletto il neo Consiglio Direttivo, riunitosi il 13 dicembre 2014 a Roma.
Cinquantatré anni, genovese, alla guida di CSVnet da novembre del 2011, Stefano Tabò è fondatore del CSV “Celivo” di Genova ed è attivo nel mondo del volontariato già dagli anni 70.
A lui il compito di guidare i CSV in un momento particolarmente delicato per il futuro di tutto il terzo settore.
“Proseguirò nell’incarico facendo tesoro dell’esperienza maturata ma anche aprendo CSVnet a novità importanti. Già la nostra Assemblea ci ha impegnato su un progetto di cambiamento con respiro triennale, a partire dall’aggiornamento dello statuto ed il rafforzamento della sinergia tra i CSV ed i territori. Il nostro sistema continuerà ad essere punto di riferimento per lo sviluppo del volontariato e per affermare un “modo” di esprimere solidarietà organizzata limpido nelle intenzioni e nelle azioni, nonché trasparente nella gestione delle risorse economiche".
Alla vicepresidenza nuovo ingresso per Silvio Magliano (CSV Torino) insieme ai riconfermati Luciano Squillaci (CSV Reggio Calabria) e Francesca Danese, nominata vicepresidente vicaria.
Su proposta del Presidente il Consiglio Direttivo nominerà i nove componenti del Comitato Esecutivo nella prossima seduta.
Cinquantatré anni, genovese, alla guida di CSVnet da novembre del 2011, Stefano Tabò è fondatore del CSV “Celivo” di Genova ed è attivo nel mondo del volontariato già dagli anni 70.
A lui il compito di guidare i CSV in un momento particolarmente delicato per il futuro di tutto il terzo settore.
“Proseguirò nell’incarico facendo tesoro dell’esperienza maturata ma anche aprendo CSVnet a novità importanti. Già la nostra Assemblea ci ha impegnato su un progetto di cambiamento con respiro triennale, a partire dall’aggiornamento dello statuto ed il rafforzamento della sinergia tra i CSV ed i territori. Il nostro sistema continuerà ad essere punto di riferimento per lo sviluppo del volontariato e per affermare un “modo” di esprimere solidarietà organizzata limpido nelle intenzioni e nelle azioni, nonché trasparente nella gestione delle risorse economiche".
Alla vicepresidenza nuovo ingresso per Silvio Magliano (CSV Torino) insieme ai riconfermati Luciano Squillaci (CSV Reggio Calabria) e Francesca Danese, nominata vicepresidente vicaria.
Su proposta del Presidente il Consiglio Direttivo nominerà i nove componenti del Comitato Esecutivo nella prossima seduta.
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sabato 13 dicembre 2014
Disabili, ancora bloccata l'assistenza
Dal Giornale di Sicilia del 13 dicembre 2014 la notizia delle proteste dei disabili a Palermo (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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giovedì 11 dicembre 2014
Povertà in crescita, l'analisi di Federconsumatori
Dal Giornale di Sicilia del 11 dicembre riportiamo un'intervista a Federconsumatori sul crescente fenomeno della poevrtà (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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martedì 9 dicembre 2014
Welfare a Palermo, se ne parla in un convegno il 10 dicembre 2014
Proposto dal Cevas, un convegno che si svolge mercoledì 10 dicembre ore 9.30-17.00 sul tema 'Governare il Welfare a Palermo: operatori e amministratori a confronto'. L'incontro è aperto al pubblico di operatori e esperti di politiche sociali e sono previsti 5 crediti formativi per assistenti sociali. La sede del convegno è indicata nella brochure che puoi scaricare qui sotto ed è presso l'Istituto Pedro Arrupe a Palermo.
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sabato 6 dicembre 2014
Sul 48mo rapporto Censis sulla situazione del Paese, il punto di vista di un economista siciliano
Sul Giornale di Sicilia del 6 dicembre 2014 un'analisi e una riflessione "siciliana" a partire dai dati del Rapporto del Censis. Qui sotto l'articolo (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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A scuola di #coding: la programmazione arriva ai bambini ed ai ragazzi di Palermo
Il gruppo promotore di CoderDojo Palermo, in collaborazione con il Centro Tau, intende promuovere un’attività di formazione sul pensiero computazionale rivolta a docenti di scuola primaria e secondaria ed a educatori di centri di aggregazione giovanile interessati a partecipare al processo CoderDojo. Gli incontri formativi verteranno sui concetti chiave il pensiero computazionale, offrendo al contempo una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili per formare bambini, ragazzi e giovani ai concetti di base dell'informatica e del pensiero computazionale stesso. In particolare verranno sviluppati moduli su Scratch, Arduino, HTML, Javascript e CSS.
Il processo CoderDojo è finalizzato a promuovere sul territorio attività gratuite il cui obiettivo è l’insegnamento della programmazione informatica ai più piccoli. CoderDojo è un movimento aperto, libero e totalmente gratuito organizzato in centinaia di “club” indipendenti sparsi in tutto il mondo. Ogni “club” Dojo organizza le proprie attività senza scopo di lucro, rispettando le indicazioni della Charter internazionale stilata dalla Fondazione Internazionale CoderDojo (www.coderdojo.com ). Le attività di formazione dei club CoderDojo, rivolta a bambini e ragazzi, ruota intorno al gioco, lo scambio reciproco ed il peer learning, secondo l’unica regola fondamentale di ogni dojo: Be Cool. Le attività di CoderDojo sono finalizzate ad insegnare a bambini e ragazzi che esiste un potenziale utilizzo delle nuove tecnologie che va ben oltre l’utilizzo passivo della tecnologia, trasformandoli in utilizzatori attivi in grado di adattare strumenti e tecnologie ai propri bisogni.
Il primo CoderDojo Palermo nasce all’interno del Centro TAU, un’Officina di Promozione Socioculturale presente nel quartiere Zisa da 26 anni e da sempre impegnato nella promozione di interventi innovativi nel settore dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni.
Invitiamo insegnanti, docenti ed educatori a partecipare ad un incontro di presentazione e confronto sul processo CoderDojo e sul percorso di formazione che si svolgerà sabato 13 dicembre p.v. alle ore 10 al Centro TAU in Via Cipressi, 9/C - Palermo.
All’incontro interverranno, Francesco Passantino, coordinatore CoderDojo Palermo; Giusi Carini, insegnante, docente CoderDojo; Antonella Enea, docente; Francesco Di Giovanni, coordinatore del Centro TAU; Gianna Cappello, presidente del Med - Associazione Italiana per l’educazione ai Media e alla Comunicazione.
Il processo CoderDojo è finalizzato a promuovere sul territorio attività gratuite il cui obiettivo è l’insegnamento della programmazione informatica ai più piccoli. CoderDojo è un movimento aperto, libero e totalmente gratuito organizzato in centinaia di “club” indipendenti sparsi in tutto il mondo. Ogni “club” Dojo organizza le proprie attività senza scopo di lucro, rispettando le indicazioni della Charter internazionale stilata dalla Fondazione Internazionale CoderDojo (www.coderdojo.com ). Le attività di formazione dei club CoderDojo, rivolta a bambini e ragazzi, ruota intorno al gioco, lo scambio reciproco ed il peer learning, secondo l’unica regola fondamentale di ogni dojo: Be Cool. Le attività di CoderDojo sono finalizzate ad insegnare a bambini e ragazzi che esiste un potenziale utilizzo delle nuove tecnologie che va ben oltre l’utilizzo passivo della tecnologia, trasformandoli in utilizzatori attivi in grado di adattare strumenti e tecnologie ai propri bisogni.
Il primo CoderDojo Palermo nasce all’interno del Centro TAU, un’Officina di Promozione Socioculturale presente nel quartiere Zisa da 26 anni e da sempre impegnato nella promozione di interventi innovativi nel settore dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni.
Invitiamo insegnanti, docenti ed educatori a partecipare ad un incontro di presentazione e confronto sul processo CoderDojo e sul percorso di formazione che si svolgerà sabato 13 dicembre p.v. alle ore 10 al Centro TAU in Via Cipressi, 9/C - Palermo.
All’incontro interverranno, Francesco Passantino, coordinatore CoderDojo Palermo; Giusi Carini, insegnante, docente CoderDojo; Antonella Enea, docente; Francesco Di Giovanni, coordinatore del Centro TAU; Gianna Cappello, presidente del Med - Associazione Italiana per l’educazione ai Media e alla Comunicazione.
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venerdì 5 dicembre 2014
Pubblicato il 48mo Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese
Tante famiglie spaventate dalla povertà, "virus che può colpire chiunque". La percezione di vulnerabilità porta il 60% degli italiani a ritenere che a chiunque possa capitare di finire nell'indigenza. Dissipato un capitale umano di 15 milioni di persone. Immigrati sempre più vitali. Si ampliano le disuguaglianze.
Questo in sintesi quanto emerso dal 48mo Rapporto Censis che nel dettaglio passa in rassegna i grandi settori della vita italiana.
In particolare, l'istituto parla di "attendismo cinico delle famiglie liquide". Dopo la paura della crisi, spiega il Rapporto, "è un approccio attendista alla vita che si va imponendo tra gli italiani. Si fa strada la convinzione che il picco negativo della crisi sia alle spalle: lo pensa il 47% degli italiani, il 12% in più rispetto all'anno scorso. Ma ora è l'incertezza a prevalere. Di conseguenza, la gestione dei soldi da parte delle famiglie è fatta di breve e brevissimo periodo. Tra il 2007 e il 2013 tutte le voci delle attività finanziarie delle famiglie sono diminuite, tranne i contanti e i depositi bancari, aumentati in termini reali del 4,9%, arrivando a costituire il 30,9% del totale (erano il 27,3% nel 2007). A giugno 2014 questa massa finanziaria liquida è cresciuta ancora, fino a 1.219 miliardi di euro. Prevale un cash di tutela, con il 45% delle famiglie che destina il proprio risparmio alla copertura da possibili imprevisti, come la perdita del lavoro o la malattia, e il 36% che lo finalizza alla voglia di sentirsi con le spalle coperte".
Il capitale umano perduto. Secondo il Censis, in Italia c'è un capitale umano di 15 milioni di persone la cui energia e competenza è dissipata. Si tratta di quasi 8 milioni senza lavoro, tra disoccupati, inattivi e pronti a lavorare anche se non cercano un impiego. A questi si aggiungono altri 7,7 milioni di persone tra part-time, cassa integrati e di sottoinquadrati, che cioè svolgono un ruolo inferiore rispetto alle proprie competenze. "Agli oltre 3 milioni di disoccupati - spiega il Rapporto - si sommano quasi 1,8 milioni di inattivi perchè scoraggiati. E ci sono 3 milioni di persone che, pur non cercando attivamente un impiego, sarebbero disponibili a lavorare".
Imprenditori immigrati sempre più vitali. Secondo il Censis, nei sette anni della crisi le imprese con titolare extracomunitario sono aumentate del 31,4%, mentre quelle gestite da italiani sono diminuite del 10%. Sono due i settori in cui gli stranieri stanno esercitando maggiormente la loro capacità di fare mixitè di prossimità tra la propria cultura e la nostra: il commercio e l'artigianato.
L'Italia delle diseguaglianze sociali. Negli anni della crisi le disuguaglianze sociali si sono ampliate, il ceto medio si è indebolito, le opportunità di integrazione sono diminuite. Spicca, tra le altre cose, "lo slittamento verso il basso delle grandi città del Sud. Il tasso di occupazione dei 25-34enni oscilla tra il 34,2% di Napoli e il 79,3% di Bologna, la quota di persone con titolo di studio universitario passa dall'11,1% di Catania al 20,9% di Milano. A Bari solo 2,8 bambini di 0-2 anni ogni 100 sono presi in carico dai servizi comunali per l'infanzia contro i 36,7 di Bologna. (fonte Redattore Sociale e Agenzia DIRE)
Questo in sintesi quanto emerso dal 48mo Rapporto Censis che nel dettaglio passa in rassegna i grandi settori della vita italiana.
In particolare, l'istituto parla di "attendismo cinico delle famiglie liquide". Dopo la paura della crisi, spiega il Rapporto, "è un approccio attendista alla vita che si va imponendo tra gli italiani. Si fa strada la convinzione che il picco negativo della crisi sia alle spalle: lo pensa il 47% degli italiani, il 12% in più rispetto all'anno scorso. Ma ora è l'incertezza a prevalere. Di conseguenza, la gestione dei soldi da parte delle famiglie è fatta di breve e brevissimo periodo. Tra il 2007 e il 2013 tutte le voci delle attività finanziarie delle famiglie sono diminuite, tranne i contanti e i depositi bancari, aumentati in termini reali del 4,9%, arrivando a costituire il 30,9% del totale (erano il 27,3% nel 2007). A giugno 2014 questa massa finanziaria liquida è cresciuta ancora, fino a 1.219 miliardi di euro. Prevale un cash di tutela, con il 45% delle famiglie che destina il proprio risparmio alla copertura da possibili imprevisti, come la perdita del lavoro o la malattia, e il 36% che lo finalizza alla voglia di sentirsi con le spalle coperte".
Il capitale umano perduto. Secondo il Censis, in Italia c'è un capitale umano di 15 milioni di persone la cui energia e competenza è dissipata. Si tratta di quasi 8 milioni senza lavoro, tra disoccupati, inattivi e pronti a lavorare anche se non cercano un impiego. A questi si aggiungono altri 7,7 milioni di persone tra part-time, cassa integrati e di sottoinquadrati, che cioè svolgono un ruolo inferiore rispetto alle proprie competenze. "Agli oltre 3 milioni di disoccupati - spiega il Rapporto - si sommano quasi 1,8 milioni di inattivi perchè scoraggiati. E ci sono 3 milioni di persone che, pur non cercando attivamente un impiego, sarebbero disponibili a lavorare".
Imprenditori immigrati sempre più vitali. Secondo il Censis, nei sette anni della crisi le imprese con titolare extracomunitario sono aumentate del 31,4%, mentre quelle gestite da italiani sono diminuite del 10%. Sono due i settori in cui gli stranieri stanno esercitando maggiormente la loro capacità di fare mixitè di prossimità tra la propria cultura e la nostra: il commercio e l'artigianato.
L'Italia delle diseguaglianze sociali. Negli anni della crisi le disuguaglianze sociali si sono ampliate, il ceto medio si è indebolito, le opportunità di integrazione sono diminuite. Spicca, tra le altre cose, "lo slittamento verso il basso delle grandi città del Sud. Il tasso di occupazione dei 25-34enni oscilla tra il 34,2% di Napoli e il 79,3% di Bologna, la quota di persone con titolo di studio universitario passa dall'11,1% di Catania al 20,9% di Milano. A Bari solo 2,8 bambini di 0-2 anni ogni 100 sono presi in carico dai servizi comunali per l'infanzia contro i 36,7 di Bologna. (fonte Redattore Sociale e Agenzia DIRE)
Lanciato il percorso per l’Autoconvocazione del Volontariato
In occasione della Giornata Internazionale del Volontariato viene lanciato un percorso che porterà nella prossima primavera all’Autoconvocazione del Volontariato italiano.
L’iniziativa è promossa dal Forum Nazionale del Terzo Settore, la Consulta del Volontariato presso il Forum, CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato e ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni Federazioni e Reti di Volontariato ed intende coinvolgere, attraverso decine di migliaia di organizzazioni presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, i milioni di cittadini attivi che ogni giorno operano per il bene comune, attraverso il loro agire volontario, creando occasioni di partecipazione e promozione umana e sociale. Un impegno concreto che contribuisce a fornire risposte e tutela dei diritti delle persone più fragili anticipandone spesso i bisogni.
“Constatiamo - dichiara Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – che nel DDL di riforma del Terzo Settore proprio il volontariato pare messo ai margini a vantaggio di altri strumenti che oggi paiono più attraenti.”
“Con tale iniziativa – aggiunge Enzo Costa, coordinatore della Consulta del Volontariato presso il Forum - desideriamo rimettere al centro dell’agenda politica la necessità di valorizzare tale patrimonio nazionale, creando condizioni che ne liberino ulteriormente le grandi energie.”
“È il momento di dare voce al volontariato italiano, coinvolgendo le sue numerose organizzazioni: le più grandi così come le più piccole” – commenta Stefano Tabò, presidente di CSVnet. “È loro dovere esprimersi per ciò che fanno quotidianamente e, prima ancora, per ciò che sono e, insieme, rappresentano per il nostro Paese”.
“Abbiamo sempre vissuto il 5 dicembre come una giornata di impegno anziché di celebrazione – dichiara Emma Cavallaro, Presidente di ConVol - ancor più quest’anno in cui vediamo i più deboli fatti oggetto di scandalose e intollerabili speculazioni. L’autoconvocazione del Volontariato italiano sarà occasione per rilanciarne i valori fondanti come la gratuità, il ruolo politico e quello di advocacy” (fonte ufficio stampa CSVnet).
L’iniziativa è promossa dal Forum Nazionale del Terzo Settore, la Consulta del Volontariato presso il Forum, CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato e ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni Federazioni e Reti di Volontariato ed intende coinvolgere, attraverso decine di migliaia di organizzazioni presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, i milioni di cittadini attivi che ogni giorno operano per il bene comune, attraverso il loro agire volontario, creando occasioni di partecipazione e promozione umana e sociale. Un impegno concreto che contribuisce a fornire risposte e tutela dei diritti delle persone più fragili anticipandone spesso i bisogni.
“Constatiamo - dichiara Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – che nel DDL di riforma del Terzo Settore proprio il volontariato pare messo ai margini a vantaggio di altri strumenti che oggi paiono più attraenti.”
“Con tale iniziativa – aggiunge Enzo Costa, coordinatore della Consulta del Volontariato presso il Forum - desideriamo rimettere al centro dell’agenda politica la necessità di valorizzare tale patrimonio nazionale, creando condizioni che ne liberino ulteriormente le grandi energie.”
“È il momento di dare voce al volontariato italiano, coinvolgendo le sue numerose organizzazioni: le più grandi così come le più piccole” – commenta Stefano Tabò, presidente di CSVnet. “È loro dovere esprimersi per ciò che fanno quotidianamente e, prima ancora, per ciò che sono e, insieme, rappresentano per il nostro Paese”.
“Abbiamo sempre vissuto il 5 dicembre come una giornata di impegno anziché di celebrazione – dichiara Emma Cavallaro, Presidente di ConVol - ancor più quest’anno in cui vediamo i più deboli fatti oggetto di scandalose e intollerabili speculazioni. L’autoconvocazione del Volontariato italiano sarà occasione per rilanciarne i valori fondanti come la gratuità, il ruolo politico e quello di advocacy” (fonte ufficio stampa CSVnet).
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