martedì 1 marzo 2011

Il 3 marzo a Gela si urla No! alla droga. No Drugs Day, seconda edizione

In migliaia si ritroveranno per dire il loro no alle droghe. Anche così si può sconfiggere la mafia. Appuntamento al Palacossiga.
«Droga? No grazie!». Con questo slogan inciso su un segnalibro distribuito nelle scuole di Gela è iniziato il tam tam tra gli studenti delle scuole medie e superiori. Un invito da parte degli adulti, che si presentano in rete come una credibile comunità educante per dire un chiaro no alle droghe. In migliaia si ritroveranno al Palacossiga per dar vita ad una vera e propria agorà contro “lo sballo”. Il 3 marzo dalle ore 9, su iniziativa della Pastorale Giovanile a cui hanno aderito le scuole medie e superiori di Gela ed il coordinamento della associazioni di volontariato, duemila studenti di Gela incontreranno le forze dell’ordine, le associazioni, testimoni dello sport tra cui il giocatore della Juventus Vincenzo Camilleri.
A Gela il fenomeno della droga è dilagante e continuano gli arresti e i fermi per spaccio di droga, in un territorio che è povero di strutture aggregative e culturali. L’intento degli organizzatori che hanno fatto rete tra di loro in questi anni grazie ad una forte azione di animazione sociale portata avanti dalla pastorale giovanile, dalle associazioni di volontariato e dalle scuole, pone una questione tanto palese quanto straordinaria: lottare la mafia nei territori a partire dal non utilizzare alcun tipo di droga significa contrastare economicamente le organizzazioni criminali e dunque diffondere una cultura del divertimento che ha una sua coscienza nella consapevolezza che ognuno è responsabile con le proprie azioni nella costruzione di una dimensione civile che è anche etica. Tra i vari interventi anche quello del vescovo di Piazza Armerina, mons. Michele Pennisi.

info: www.volontariatogela.org; www.pastoralegiovanile.org; tf. 346/3720323

Senza Carnevale siamo?!

Siamo arrivati alla terza edizione del Carnevale sociale che anima Palermo e che parla di diritti.
Quest'anno si parte sabato 5 marzo alle ore 15 da via Barisano da Trani al Cep, che per la prima volta sarà una tappa della manifestazione. La seconda tappa sarà martedì 8 per la sfilata in centro storico che partirà da Piazza Marina alle 15 e arriverà a Piazza Danisinni, dopo avere attraversato Vucciria, Capo e Ballarò. L'ultima tappa, invece, sarà come sempre allo Zen e si terrà sabato 12 con la sfilata conclusiva che inizierà da Piano Gino Zappa alle 15.
Il carnevale anche questa volta vuole essere un’occasione per parlare e praticare diritti e al tempo stesso divertirsi. Perché il divertimento stesso è diventato ormai un diritto negato in questa città: gli spazi aggregativi, le iniziative sociali, gli eventi culturali sono sempre più una rarità e sempre più frutto dello sforzo delle realtà di base che continuano ad animare una città altrimenti addormentata.
Il carnevale vuole essere anche un modo per praticare in modo immediato il diritto a vivere una «Metropoli» nella sua interezza e a partire dalla sua molteplicità. Vuole essere l'occasione per abbattere tutte le barriere che dividono e segmentano il territorio. Centro e periferia non sono così distanti se parlano lo stesso linguaggio dei diritti. Gli scambi sono non solo possibili ma anche facili e fruttuosi se soltanto li si volesse.
Quindi, non è casuale la scelta dei quartieri di Palermo in cui si terrà il carnevale: perché anche una festa può essere un buon pretesto per incontrarsi, riempire le piazze, animare lo spazio pubblico e scoprire un terreno comune per parlare di lavoro, della casa, di intercultura e di solidarietà.
Di diritti universali e di diritti delle minoranze.
Di ciò che ci è tolto e di ciò che ci spetta.
L’evento è organizzato da una cartello di associazioni con il supporto del CeSVoP. Le associazioni che aderiscono alla manifestazione sono: l’ass. di volontariato AGe «G. Pitrè»; l’ass. di volontariato «Ciaula scopre la luna»; l’ass. di volontariato «Il nostro quartiere»; l’ass. di volontariato «Imago»; l’ass. di volontariato Oratorio «Giovanni Paolo II»; l’ass. di volontariato «Ubuntu»; l’ass. di volontariato «S. Chiara»; l’ass. di volontariato «Laboratorio ZEN Insieme»; l’ass. «Acunamatata - Onlus»; l’ass. «Apriti Cuore» Onlus; l’ass. «Insieme per Danisinni - Onlus»; l’ass. «Lievito – Onlus»; l’ass. «S. Giovanni Apostolo»; l’ass. cult. «Scirokku»; l’ass. cult. «Ziggurat»; il Centro delle arti e delle culture; il Centro culturale «Maha Nassar»; l’ass. di «P.S. Le Balate»; il Progetto «Albergheria e Capo insieme» e la Rete CAG.

lunedì 28 febbraio 2011

Verso la II Convention regionale del Volontariato. I risultati del Seminario provinciale di Palermo

Il CeSVoP e il CoReOV Sicilia Solidale propongono degli incontri provinciali in preparazione al secondo Meeting del volontariato siciliano previsto nel maggio 2011. Lo scorso 26 febbraio si è svolto il Seminario con le associazioni della provincia di Palermo.
All'IPSAAR "Paolo Borsellino" di Palermo, quasi 90 OdV della provincia palermitana si sono incontrate a discutere insieme sulle problematiche e le proposte da sottoporre in modo unitario alla Convention regionale e, in seguito, da proporre al Governo siciliano e agli Amministratori locali.
Il dibattito continua anche dopo l'evento e si allarga pure alle organizzazioni di volontariato che non hanno potuto partecipare. Le associazioni che volessero dare dei contributi di idee per le aree di propria competenza, possono farlo inviando osservazioni, integrazioni ed emendamenti ai documenti conclusivi all'indirizzo email comunicazione@cesvop.org.

Ecco i documenti conclusivi dei gruppi di lavoro per aree tematiche:

1. Non autosufficienza

2. Integrazione di culture e comunità

3. Sanità ed integrazione sociale

4. La sfida educativa per il volontariato

5. Beni comuni: arte, territorio, ambiente

Le segnalazioni verranno pubblicate sul sito cesvop.org e sul blog Mondo solidale per offrirle alla discussione comune, in vista della stesura di un documento unitario del volontariato siciliano da presentare alla Convention del 27-28 maggio.

Prossimo appuntamento il 12 marzo a Siculiana (AG) per le associazioni della provincia di Agrigento.

Disegno di legge all'ARS sulle coppie di fatto. La presa di posizione dell'Agedo

Dall'Associazione riceviamo una nota sul DDL presentato all'ARS e che prevede una registro regionale per le coppie di fatto. Lo pubblichiamo dando seguito al dibattito sulla proposta di legge avviato da un comunicato di Federvita Sicilia già pubblicato su questo blog.

L'associazione di volontariato Agedo Palermo, associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali e transessuali ritiene che il riconoscimento sociale dei legami d'amore sia un diritto che competa ad ogni persona.
I genitori si sentono coinvolti in questo dibattito, poiché percepiscono e soffrono in modo diretto e continuo la disparità di diritti e opportunità offerte ai propri figli omosessuali.
Ogni genitore sa che ciascun figlio ha un suo modo originale di “essere” e che questa unicità non si realizza in solitudine ma in rapporto con gli altri, dove trova spazio ed espressione la costruzione serena dell'identità, e la serenità dei nostri figli è una cosa che ci sta molto a cuore.
L'importanza dell'uguale riconoscimento sociale della persona nella sua specificità e libertà è fondamento di una società democratica che miri all'uguaglianza sostanziale dei suoi membri, mentre la sua negazione è fonte di umiliazione, emarginazione, oppressione per chi la subisce. Diventa, allora importante rispettare le persone nella loro individualità, ma anche nelle loro relazioni sociali e affettive.
Se nella vita ci accade di scoprire che alcune cose desiderate divengono possibili solo in relazione alla persona amata, questa diventa parte di noi, della nostra identità e delle nostre interrelazioni sociali, e riteniamo sia giusto potere condividere la nostra vita con questa persona avendo riconosciuti diritti e doveri, visibilità in quanto coppia e rispetto. Non si può rimanere indifferenti davanti alla negazione di questa possibilità per una parte di cittadini, poiché i diritti che oggi vengono negati alle persone in quanto omosessuali potrebbero, un domani, essere negati a chiunque di noi.
Noi genitori sappiamo che per favorire l'integrazione nel tessuto sociale dei nostri figli/e omosessuali e transessuali, sono indispensabili chiare leggi antidiscriminazione che combattano l'omotransfobia in tutti i luoghi del vivere sociale e norme che riconoscano le coppie e i loro diritti, così come indicato dalla Costituzione della Comunità Europea . Per questo chiediamo che le unioni tra persone dello stesso sesso trovino un giusto riconoscimento nella società civile, per assicurare ai nostri figli/e un'affettività serenamente visibile, una vita integrata ed un futuro soddisfacente. La coppia, omosessuale o eterosessuale che sia, dovrebbe ricevere tutto il sostegno possibile da parte delle istituzioni, poiché fonte di coesione, crescita sociale e luogo affettivo di realizzazione dell'individuo.
Ciò aiuterebbe le persone omosessuali a vivere più serenamente le proprie relazioni sociali ed affettive, offrendo maggiori spazi di progettualità e speranze per il futuro.
Aiuterebbe, altresì, tutti quei genitori che non riescono a rimuovere, con le loro sole forze, stereotipi e pregiudizi antichi, che oscurano le menti e sovrappongono un'immagine avvilente a quella del figlio reale: i sentimenti negativi di rifiuto, la sofferenza per una identità ancora additata, la paura per il futuro deteriorano i rapporti d'affetto, in un rincorrersi di reciproche accuse che arrivano finanche a disgregare il nucleo familiare. Il riconoscimento sociale renderebbe più facile, per i genitori, comprendere, accettare, condividere. L' impegno per cambiare quindi deve avere luogo sia nelle famiglie sia nella società. E’un dato statistico che oggi alla famiglia tradizionale si affiancano nuove realtà: famiglie di fatto, coppie omosessuali, convivenze di solidarietà tra persone non necessariamente legate da vincoli di natura affettiva, e tutte queste realtà danno nuova e più variegata struttura alla nostra società. L'impressione che se ne ricava è di una società reale che muta a ritmo sempre più veloce, ma che stenta a trovare risposte adeguate nelle istituzioni. Noi genitori speriamo che i legislatori possano concordare a livello comunale, regionale, statale le migliori proposte possibili per riconoscere garantire sicurezza ai nostri figli e dare dignità alle coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali.
Mi piace ricordare l'articolo 2 dei Principi Fondamentali della nostra bella Costituzione che garantisce i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nelle “formazioni sociali” ove si svolge la sua personalità, e una coppia è anche questo; l'articolo 3 che esplicita la pari dignità sociale di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali; l'articolo 29 che afferma che la Repubblica tutela i diritti e l'autonomia della famiglia fondata sul matrimonio, ma non dichiara che diritti analoghi debbano essere negati alle coppie omosessuali o alle coppie di fatto.
I nostri figli non sono ideologie astratte, sono persone con gioie, sofferenze, speranze. Al di là delle opposte astratte ideologie che alcuni vorrebbero mettere in contrapposizione, dovremmo adoperarci tutti per trovare modo di intenderci e mirare a trovare soluzioni dignitose per le persone, operando con giustizia e saggezza.
Allargare i diritti non toglie nulla a nessuno ma rende la vita migliore a molti. Perché non farlo? L'associazione di volontariato Agedo Palermo, associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali e transessuali, ringrazia il Comune di Palermo aver approvato all’unanimità il 5 gennaio 2011 una mozione anti-omofobia e spera che il dibattito intrapreso dall’ARS possa dare buoni frutti.

Francesca Marceca, presidente Agedo Palermo.

mercoledì 23 febbraio 2011

Meglio tardi che mai. Reintegrate le tariffe postali per il non profit

Finalmente, nella G.U. n. 42 del 21 febbraio 2011, è uscito il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico che reintegra le agevolazioni per il non profit sulle tariffe postali.
Tutti i dettagli sul sito del CeSVoP, clicca qui.

FQTS2. Terzo seminario regionale per la formazione dei responsabili del Terzo settore

Terzo settore è l’ambito del no profit, cioè dell’impegno sociale senza scopi di lucro e all’insegna della gratuità. FQTS è il progetto di formazione - sostenuto dalla Fondazione per il Sud - dei quadri delle organizzazioni che animano il Terzo settore e che semplificando si possono racchiudere in tre categorie: il volontariato, l’impresa sociale (in genere, cooperative) e le associazioni di promozione sociale.
Nell’anno appena trascorso, è iniziato il secondo ciclo di seminari FQTS che prosegue con il terzo incontro che si svolge a Messina il 25 e 26 febbraio 2011. Al Royal Palace Hotel (via T. Cannizzaro, 224), i responsabili regionali coinvolti approfondiranno gli incroci possibili e sperimentati fra economia, solidarietà, sviluppo autonomo, decrescita e beni comuni. Spesso, nel Terzo settore, la difficoltà maggiore è non solo trovare le risorse ma, soprattutto, attivare percorsi di economia solidale in collaborazione con gli enti pubblici e l’impresa privata. Per questi soggetti, infatti, il cosiddetto welfare, cioè le politiche sociali, viene visto perlopiù come una spesa “parassitaria” o, comunque, passiva e improduttiva. In altri termini, per istituzioni e imprenditori investire sul sociale, in special modo nel Meridione, significa versare fondi “a perdere” per l’assistenzialismo fine a se stesso. Invece, le politiche per le persone, per le fasce deboli e marginali, per i servizi di sostegno a minori e famiglie, possono indurre nuova economia, più sostenibile e generatrice di sviluppo. Non solo, esse alla fine producono ingenti risparmi in termini di prevenzione delle devianze e dei problemi che, quando divengono conclamati, comportano elevati costi di contenimento e contrasto.
Un Terzo settore efficiente deve essere capace di “inventare” questa nuova economia, specialmente in un contesto in cui l’approccio generale alla spesa sociale è così vecchio se non clientelare. Per questo il secondo ciclo di FQTS propone il seminario di Messina in cui, fra gli altri, intervengono: Gaetano Giunta, presidente di una Fondazione di Comunità nella città dello Stretto; Guido Signorino, docente della locale Università; Daniele D’Alessandro, docente all’Università di Cosenza.
Appuntamento il 25 e 26 febbraio al Royal Palace Hotel in via Tommaso Cannizzaro, 224 a Messina.

lunedì 21 febbraio 2011

Un data-base regionale del volontariato sanitario in Sicilia

Prende il via il Progetto «Creazione di una banca dati regionale sulle OdV» organizzato dall’Assessorato regionale della Salute Regione Siciliana in collaborazione con i Centri di Servizio per il Volontariato siciliani (CeSVoP, CSV Etneo e CeSV Messina).
Un’attività che coinvolge centinaia di associazioni e migliaia di cittadini, benché il loro apporto di solidarietà e gratuità, nell’ottica della presa in carico del malato come persona, è talvolta sottovalutato o poco conosciuto dal sistema pubblico e dalla cittadinanza.
L’assessore Massimo Russo: “Le Organizzazioni di Volontariato (OdV) offrono gratuitamente ai malati ed ai loro familiari servizi preziosi che completano e/o potenziano quelli attivati dalle istituzioni pubbliche preposte. Un contributo che riconosco così fondamentale da averlo voluto prevedere nel Piano Sanitario. Con il progetto realizziamo, attraverso i Centri di Servizio per il volontariato della Sicilia, uno strumento di conoscenza approfondita del settore da mettere a disposizione del cittadino e dell’operatore perchè è sempre più forte, ai vari livelli, il bisogno/desiderio di «umanizzazione»: dei servizi, degli approcci, delle relazioni”.

Si parte dai dati già in possesso dei CSV e che verranno ulteriormente completati e ampliati.
Nella Sicilia occidentale, il CeSVoP ha già individuato sulla provincia di Palermo 312 organizzazioni di volontariato in ambito sanitario, su quella di Agrigento 76, su Caltanissetta 34, su Trapani 56.
Mentre, per la Sicilia orientale, il CSV Etneo ha sinora rilevato 220 OdV del genere sulla provincia di Catania, 82 su quella di Enna, 63 su Ragusa e 126 su Siracusa.
Il CeSV Messina conta fino ad oggi 117 realtà di volontariato sanitario per la provincia peloritana.
Il database le identificherà per reti di patologie e servirà anche ad attivare una maggiore e migliore comunicazione delle informazioni da e verso i cittadini. Sono tutte associazioni che svolgono iniziative e attività che, grazie alla collaborazione tra Assessorato regionale della Salute e Centri di Servizio per il Volontariato siciliani (chiamati per mandato istituzionale a conoscere e seguire un movimento di solidarietà così articolato), saranno censite e pubblicizzate tramite la realizzazione di una banca dati che consentirà una conoscenza organizzata e condivisa delle OdV impegnate sul fronte sanitario.

In pratica - sulla scorta di un progetto pilota realizzato dal CeSVoP che ha promosso un percorso laboratoriale con le OdV della provincia palermitana con le quali ha realizzato una “Carta del Benessere” - si intende organizzare la raccolta dati seguendo questi criteri:
• Individuazione delle aree cliniche d’interesse delle Organizzazioni che si occupano di Benessere, con l’intento di seguire l’evoluzione del ragionamento logico di chi si imbatte in una patologia presente nell’area clinica («Se mi ammalo o un mio caro si ammala di… cosa faccio?»). Questa impostazione per patologia offre il vantaggio di concentrarsi sul cittadino rispondendo alle sue più comuni domande (Cos’è questa malattia, come si cura, dove se ne occupano?).
• Ricognizione a carattere regionale delle Organizzazioni che si occupano di benessere tramite la realizzazione di un censimento che possa mettere in luce non soltanto l’anagrafica dell’Organizzazione, ma anche gli obiettivi e le finalità che persegue, gli ambiti di intervento e le strutture sanitarie nelle quali opera.
Il database una volta realizzato potrà essere consultabile dai cittadini in quanto sarà pubblicato nei siti istituzionali. Naturalmente, è inoltre previsto un suo aggiornamento periodico.

L’intero Progetto rientra nella linea progettuale 10 (Valorizzazione apporto del Volontariato) dei Progetti Obiettivo di Piano Sanitario Nazionale 2010 attuata dall’Assessorato regionale della Salute Regione Siciliana.

Per decenni incompiuta, finalmente apre Villa delle Ginestre a Palermo. Una vittoria per l'ASMS

Apre Villa delle Ginestre, anche se solo a metà. Ma finalmente apre.
Da grande incompiuta dell'assistenza a chi ha gravi lesioni spinali a Centro d'eccellenza non solo per la riabilitazione, ma anche per la diagnosi e cura. Su questa linea si è sempre mossa l'Associazione Siciliana Medullolesi Spinali che, dopo anni di lotte e pressioni sull'amministrazione pubblica, adesso vede un primo traguardo. La grande struttura, per anni in stato d'abbandono, è stata rimessa a nuovo. Inoltre, comincia a funzionare per alcuni servizi e ricoveri.
Tutti i dettagli in questo articolo di Repubblica Palermo, mentre per conoscere l'impegno dell'ASMS ci si può collegare a www.ass-medullolesi.org.

venerdì 18 febbraio 2011

Sul sito del CeSVoP vari bandi e opportunità di finanziamenti per il volontariato

Volontariato e Terzo settore sono al centro dell'interesse dai vari bandi e contributi che sono proposti da diversi enti. Su www.cesvop.org trovi tutti i dettagli. Per ogni ulteriore informazione e consulenza (solo alle organizzazioni di volontariato) puoi scrivere a info@cesvop.org

Domenica sera la trasmissione "Presa diretta" si occupa di welfare e disagio psichico

«ARRANGIATEVI» (di Riccardo Iacona, Francesca Barzini e Domenico Iannacone) è la quarta puntata di «Presa diretta» che andrà in onda domenica 20 febbraio 2011 su RAI TRE alle ore 21.30. Si parla di welfare in Campania. Situazione emblematica delle politiche sociali in tutto il Meridione d'Italia. Ecco come la redazione presenta la puntata di domenica.
«Il welfare è diventato un lusso che non ci possiamo permettere? L’Italia non è un Paese per poveri? La ripresa non arriva e i tagli mordono sempre
Ogni anno con la finanziaria arrivano progressivamente meno e meno soldi per il “fondo sociale”. Il Governo ha respinto l'emendamento proposto dalle Regioni per il Fondo per la "non autosufficienza”.
Riccardo Iacona è andato con le telecamere di “PRESADIRETTA” a Napoli. In Campania la disoccupazione generale è al 40%.
Solo li’ stanno per fallire 200 cooperative sociali, 20mila lavoratori perderanno il lavoro: la Regione, il Comune e le Asl non sono più in grado di pagare per i servizi che fornivano. Chi da anni si fa carico di alleviare l’enorme disagio sociale sta aspettando 500 milioni di euro in arretrati.
Le cooperative sociali compiono un’importante opera di prevenzione della devianza e della criminalità. Senza il loro contributo il conto arriverà con gli interessi fra qualche anno perché sono un mezzo indispensabile di contrasto alla camorra che recluta proprio là dove lo Stato non arriva.
In Campania e non solo, le famiglie italiane dopo 4 anni di crisi economica sono allo stremo e il cuscinetto costituito dallo stato sociale è sempre più sottile.
Nella puntata “ARRANGIATEVI” parleremo anche della mancata applicazione della legge 180, la legge che ha abolito i manicomi. In 30 anni non sono state create abbastanza strutture alternative come le comunità e le casa famiglia. A portarne il peso chi soffre di disagio psichico e le famiglie lasciate sole. Vi faremo invece vedere come funzionano le cose dove la legge è stata interpretata in modo corretto.
Un racconto di Riccardo Iacona con Sabrina Carreras e Vincenzo Saccone».