Anche quest’anno Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile propongono un sondaggio di AICCON Ricerca volto a rilevare l’opinione in merito alle questioni di maggiore attualità per il Terzo settore con l’obiettivo di individuare le principali tendenze di pensiero rispetto ai temi della XVI edizione, tra cui la Legge delega di riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale.
I risultati saranno presentati il 14 e 15 ottobre 2016 in occasione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile dal titolo “Da Spazi a Luoghi. Proposte per una nuova ecologia dello sviluppo”.
C’è tempo fino a lunedì 3 ottobre per compilare il questionario.
Il sondaggio è disponibile a questo link: http://bit.ly/2cawgiJ (la compilazione richiede circa 2 minuti).
Tutti i protagonisti, le informazioni utili e il programma de Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile sono disponibili sul sito www.legiornatedibertinoro.it
Partner Ufficiali
Coopfond, Federcasse - Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Forum Nazionaledel Terzo Settore.
Partner
Fon.Coop, TechSoup Italia, ASViS.
Media Partner
Vita, Volontariatoggi.info, Percorsi di Secondo Welfare, Valori, Giornale Radio Sociale, TG1 Fa la cosa giusta, CooperativeItalia.
AICCON
Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e delle Organizzazioni Non Profit è il Centro Studi promosso dall’Università di Bologna, dall’ Alleanza delle Cooperative Italiane e da numerose realtà, pubbliche e private, operanti nell’ambito dell’Economia Sociale, con sede presso la Scuola di Economia, Management e Statistica di Forlì.AICCON è riuscita in questi anni a divenire un punto di riferimento scientifico grazie all'importanza delle iniziative realizzate ed alla continua attività di formazione e ricerca sui temi più rilevanti per il mondo della Cooperazione, del Non Profit e dell'Economia Civile, svolte in costante rapporto con la comunità accademica e le realtà del Terzo settore.
www.aiccon.it
Per informazioni su programma e iscrizioni: t. 0543 62327| ecofo.aiccon@unibo.it
Ufficio Stampa: Rossella De Nunzio | t. 0543 374694 | rossella.denunzio@unibo.it
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lunedì 26 settembre 2016
mercoledì 20 gennaio 2016
FQTS 2020, continua il percorso formativo. Si parla di economia
Il nuovo percorso formativo per i Quadri del Terzo Settore (FQTS 2020) continua con il seminario regionale siciliano "L'economia cattiva, dall'indagine patrimoniale all'utilizzo dei beni confiscati. Il ruolo del non profit" che si svolge il 23-24 gennaio 2016 a Palermo (San Paolo Hotel in Via Messina Marine, 91). Qui sotto il programma dettagliato. La partecipazione è aperta a tutti e l'ingresso è gratuito.
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martedì 12 marzo 2013
Lezioni di economia al Malaspina di Palermo
Nell'istituto penitenziario per minori di Palermo si sono svolti alcuni incontri su temi economici per sensibilizzare i baby detenuti e prospettare loro delle nuove possibilità di reinserimento sociale e lavorativo. Ne parla il Giornale di Sicilia del 12 marzo 2013. Qui sotto la cronaca (clicca sull'immagine per ingrandirla).
venerdì 14 ottobre 2011
Verso la conclusione le Giornate di Bertinoro, occasione per discutere di economia sociale
Nuovi spazi che si aprono per l’economia civile e modelli di compartecipazione che cambiano, alterando equilibri decennali: alle Giornate di Bertinoro 2011 il Terzo Settore è sempre più protagonista della società. Ne abbiamo discusso con l’economista Stefano Zamagni. Quella del 2011 è l’undicesima edizione e l’obiettivo è sempre lo stesso: aiutare la comprensione, a livello generale e soprattutto nella classe dirigente, riguardo la necessità di passare da un ordine sociale bipolare, fondato sulla distinzione fra pubblico e privato, a un ordine tripolare in cui ad essi si affianca il civile». Le parole del professor Stefano Zamagni, presidente dell’Agenzia per il Terzo Settore e della Commissione Scientifica di AICCON (Associazione italiana per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit), suggeriscono il significato complessivo delle Giornate di Bertinoro per l’economia civile in programma il 14 e 15 ottobre prossimi. Ma non basta. Perché l’edizione di quest’anno, intitolata “Federalismo fiscale e disuguaglianze territoriali: il ruolo dell’economia civile”, entra più che mai nel vivo di un processo di trasformazione di primissimo piano per lo sviluppo del Paese. «Siamo in una situazione di transizione - continua Zamagni - in cui ci si sta rendendo conto che, solo con pubblico e privato, non si arriva a soddisfare le esigenze di varia natura che un Paese avanzato pone. È il caso dei beni comuni: acqua, territorio, energia, aria, che non possono essere gestiti in maniera ottimale né con la forza privatistica né con la formula pubblicistica. Non con la prima perché non sono beni privati: ad essi non si può applicare la legge domanda-offerta, né i calcoli di convenienza economica ormai standard. Non con la seconda: i deficit di bilancio aumenterebbero fino ad arrivare all’insostenibilità finanziaria. Lo stesso vale per la scuola».
Come impatteranno sul Terzo Settore e sull’economia civile le nuove normative sul federalismo fiscale?
Il federalismo fiscale è l’ultimo anello di una catena lunga iniziata con i provvedimenti dell’allora ministro Bassanini. Non è una tegola caduta dal cielo: è il normale completamento di un processo. Il giudizio non può che essere positivo. Detto questo rimane il problema della sua implementazione: ovvero del modello specifico che sarà attuato. È evidente che questi decreti contengono novità di grande positività; altre pongono problemi di applicazione. Tra le novità del primo tipo c’è il cosiddetto fallimento politico. I presidenti di Regione e Provincia, prima della fine del mandato, devono approvare un inventario del lavoro fatto e dei debiti che lasciano alla gestione futura. Tutto ciò almeno 4 mesi prima della fine del mandato. Tale inventario deve essere pubblicato su tutti i media in modo di dare al cittadino la possibilità di sapere quello che l’amministrazione ha realizzato e i debiti che lascia a quella futura. Altra innovazione: l’introduzione dei costi standard: si pone fine alla sconcezza per cui ogni Regione poteva farsi rimborsare i debiti senza alcun ritegno, una totale de-responsabilizzazione da parte degli amministratori locali. Con i costi standard si dice: l’appendicectomia costa tot, se tu ente locale vai al di fuori dei costi standard, lo devi giustificare. E il ministero ti potrà contestare se le ragioni che addurrai non saranno accettabili.
Terza innovazione: l’omogeneizzazione dei sistemi di revisione contabile. Attualmente ogni regione ha un suo sistema di ragioneria, quindi i bilanci non sono confrontabili perché redatti con sistemi diversi. È evidente che con 20 regioni non ci possono essere 20 sistemi diversi. È una piccola rivoluzione copernicana e riconosco che ci voglia un tempo sufficiente per l’adeguamento. Perciò bisogna pensare a vere e proprie scuole di amministrazione per i dipendenti pubblici che insegnino esattamente ad applicare una logica diversa. A questo punto si inserisce il Terzo Settore. Esiste un problema: passare da un vecchio a un nuovo equilibrio. Servono soggetti che aiutino a traghettare: nella situazione italiana il traghettatore ottimale è il Terzo Settore, perché ha il know-how, l’esperienza e la motivazione per il bene comune.
Nessun altro soggetto ha questa motivazione. E il Terzo settore è pronto a sfruttare questo spazio che sembra aprirsi? Sì, nel mondo del Terzo settore italiano si racchiude un tesoro di esperienze che non ha pari a livello mondiale. A livello mediatico tutto ciò non emerge. Abbiamo una miniera di competenze ed esperienze che fa invidia al mondo intero. Fino ad ora non sono state utilizzate: anzi, sono state derise. A Brescia c’è una cooperativa sociale che ha trovato un accordo con l’Agenzia delle entrate per fare un monitoraggio sulla lotta all’evasione fiscale: stanno ottenendo dei risultati che in cinquant’anni non erano mai stati raggiunti.
Come impatteranno sul Terzo Settore e sull’economia civile le nuove normative sul federalismo fiscale?
Il federalismo fiscale è l’ultimo anello di una catena lunga iniziata con i provvedimenti dell’allora ministro Bassanini. Non è una tegola caduta dal cielo: è il normale completamento di un processo. Il giudizio non può che essere positivo. Detto questo rimane il problema della sua implementazione: ovvero del modello specifico che sarà attuato. È evidente che questi decreti contengono novità di grande positività; altre pongono problemi di applicazione. Tra le novità del primo tipo c’è il cosiddetto fallimento politico. I presidenti di Regione e Provincia, prima della fine del mandato, devono approvare un inventario del lavoro fatto e dei debiti che lasciano alla gestione futura. Tutto ciò almeno 4 mesi prima della fine del mandato. Tale inventario deve essere pubblicato su tutti i media in modo di dare al cittadino la possibilità di sapere quello che l’amministrazione ha realizzato e i debiti che lascia a quella futura. Altra innovazione: l’introduzione dei costi standard: si pone fine alla sconcezza per cui ogni Regione poteva farsi rimborsare i debiti senza alcun ritegno, una totale de-responsabilizzazione da parte degli amministratori locali. Con i costi standard si dice: l’appendicectomia costa tot, se tu ente locale vai al di fuori dei costi standard, lo devi giustificare. E il ministero ti potrà contestare se le ragioni che addurrai non saranno accettabili.
Terza innovazione: l’omogeneizzazione dei sistemi di revisione contabile. Attualmente ogni regione ha un suo sistema di ragioneria, quindi i bilanci non sono confrontabili perché redatti con sistemi diversi. È evidente che con 20 regioni non ci possono essere 20 sistemi diversi. È una piccola rivoluzione copernicana e riconosco che ci voglia un tempo sufficiente per l’adeguamento. Perciò bisogna pensare a vere e proprie scuole di amministrazione per i dipendenti pubblici che insegnino esattamente ad applicare una logica diversa. A questo punto si inserisce il Terzo Settore. Esiste un problema: passare da un vecchio a un nuovo equilibrio. Servono soggetti che aiutino a traghettare: nella situazione italiana il traghettatore ottimale è il Terzo Settore, perché ha il know-how, l’esperienza e la motivazione per il bene comune.
Nessun altro soggetto ha questa motivazione. E il Terzo settore è pronto a sfruttare questo spazio che sembra aprirsi? Sì, nel mondo del Terzo settore italiano si racchiude un tesoro di esperienze che non ha pari a livello mondiale. A livello mediatico tutto ciò non emerge. Abbiamo una miniera di competenze ed esperienze che fa invidia al mondo intero. Fino ad ora non sono state utilizzate: anzi, sono state derise. A Brescia c’è una cooperativa sociale che ha trovato un accordo con l’Agenzia delle entrate per fare un monitoraggio sulla lotta all’evasione fiscale: stanno ottenendo dei risultati che in cinquant’anni non erano mai stati raggiunti.
Il tema della cosiddetta sussidiarietà orizzontale è già stato sviluppato a sufficienza? In proposito si deve fare un passo in avanti mirando alla sussidiarietà circolare. Significa che i soggetti del Terzo settore, a seconda della loro competenza specifica, devono interagire con l’ente pubblico e con la comunità degli affari per la co-progettazione e la cogestione dei servizi. Finora con la sussidiarietà orizzontale ogni soggetto del Terzo settore gestiva la propria area di attività limitatamente a un particolare territorio. Il cittadino che non abita in quell’area rimane escluso. Con il triangolo pubblico-privato-civile ognuno ha una sua funzione: la sussidiarietà circolare significa metterli in circolo in modo che tutti e tre abbiano voce in capitolo.
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mercoledì 23 febbraio 2011
FQTS2. Terzo seminario regionale per la formazione dei responsabili del Terzo settore
Terzo settore è l’ambito del no profit, cioè dell’impegno sociale senza scopi di lucro e all’insegna della gratuità. FQTS è il progetto di formazione - sostenuto dalla Fondazione per il Sud - dei quadri delle organizzazioni che animano il Terzo settore e che semplificando si possono racchiudere in tre categorie: il volontariato, l’impresa sociale (in genere, cooperative) e le associazioni di promozione sociale.Nell’anno appena trascorso, è iniziato il secondo ciclo di seminari FQTS che prosegue con il terzo incontro che si svolge a Messina il 25 e 26 febbraio 2011. Al Royal Palace Hotel (via T. Cannizzaro, 224), i responsabili regionali coinvolti approfondiranno gli incroci possibili e sperimentati fra economia, solidarietà, sviluppo autonomo, decrescita e beni comuni. Spesso, nel Terzo settore, la difficoltà maggiore è non solo trovare le risorse ma, soprattutto, attivare percorsi di economia solidale in collaborazione con gli enti pubblici e l’impresa privata. Per questi soggetti, infatti, il cosiddetto welfare, cioè le politiche sociali, viene visto perlopiù come una spesa “parassitaria” o, comunque, passiva e improduttiva. In altri termini, per istituzioni e imprenditori investire sul sociale, in special modo nel Meridione, significa versare fondi “a perdere” per l’assistenzialismo fine a se stesso. Invece, le politiche per le persone, per le fasce deboli e marginali, per i servizi di sostegno a minori e famiglie, possono indurre nuova economia, più sostenibile e generatrice di sviluppo. Non solo, esse alla fine producono ingenti risparmi in termini di prevenzione delle devianze e dei problemi che, quando divengono conclamati, comportano elevati costi di contenimento e contrasto.
Un Terzo settore efficiente deve essere capace di “inventare” questa nuova economia, specialmente in un contesto in cui l’approccio generale alla spesa sociale è così vecchio se non clientelare. Per questo il secondo ciclo di FQTS propone il seminario di Messina in cui, fra gli altri, intervengono: Gaetano Giunta, presidente di una Fondazione di Comunità nella città dello Stretto; Guido Signorino, docente della locale Università; Daniele D’Alessandro, docente all’Università di Cosenza.
Appuntamento il 25 e 26 febbraio al Royal Palace Hotel in via Tommaso Cannizzaro, 224 a Messina.
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sabato 11 dicembre 2010
Il MoVI siciliano sul bene comune per una fondazione di comunità
Il Movimento Volontariato Italiano organizza a Gela per tutte le associazioni di volontariato il convegno «L'economia al servizio del bene comune: una fondazione per la comunità». Interviene, fra gli altri, il presidente della «Fondazione per il Sud», Carlo Borgomeo.Il CeSVoP invita tutte le organizzazioni di volontariato della Sicilia occidentale a partecipare. Chi volesse chiedere informazioni su come prendere parte all'evento, può chiedere alla segreteria del CeSVoP.
L'incontro si svolge a Gela il venerdì 17 dicembre alle ore 10, nell'Auditorium «Don Bosco» al Villaggio Aldisio di Gela.
Per ulteriori dettagli www.cesvop.org e www.volontariatogela.org
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giovedì 9 settembre 2010
Economia del ben-essere, se ne parla a Bertinoro
Dall'8 al 9 ottobre 2010 si svolgono le Giornate di Bertinoro per l'Economia Civile. Sono l'appuntamento di studio e di confronto che riunisce annualmente nella suggestiva Rocca di Bertinoro i maggiori rappresentanti del mondo del Terzo Settore, dell'Università, delle Istituzioni e delle imprese, per discutere sui temi dell'Economia Civile. Di seguito il programma della X edizione e un'intervista a Zamagni realizzata dal settimanale Vita.Programma dell'edizione 2010
Intervista all'economista Zamagni
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