Dodicesima edizione del concorso nazionale “Tricolore vivo”. Quest'anno ha coinvolto più di quaranta istituti scolastici sul territorio nazionale e migliaia di ragazzi. Organizzato dall’AGe (Associazione Italiana Genitori) provinciale di Palermo in collaborazione con il MIUR, l’Ufficio I dell’Ufficio Scolastico Regionale di Sicilia, la Città Metropolitana di Palermo e il CeSVoP, il concorso, come ogni anno, ha invitato gli alunni a riflettere su un articolo della Costituzione. La Cerimonia finale si svolge lunedì 29 maggio 2017 al Palazzo Reale di Palermo, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, dalle ore 9,30. Verranno premiati i lavori sviluppati sull'art. 67, «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Agli alunni coinvolti è stato chiesto di elaborare video, drammatizzazioni, componimenti scritti e/o lavori informatici o grafico-pittorici che illustrassero con originalità e immediatezza le loro riflessioni.
Il concorso “Tricolore vivo” è stato rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio nazionale. Ogni Istituto scolastico ha inviato un elaborato alla Commissione giudicatrice, la quale a Palazzo Reale proclamerà i vincitori che riceveranno, fra l'altro: il premio del Presidente della Regione Siciliana; il premio del Sindaco della Città Metropolitana di Palermo e quello del Sindaco di Palermo.
La cerimonia si aprirà con il canto dell’inno nazionale a cui seguiranno gli interventi del vicepresidente dell’ARS, on. Giuseppe Lupo, e della parlamentare nazionale, on. Teresa Piccione, che illustrerà ai ragazzi l’art. 67 della Costituzione. Sono stati pure invitati il Prefetto e il Sindaco di Palermo. Inoltre, vi sarà il solenne passaggio della Bandiera del Comando Militare Sicilia dell'Esercito Italiano dai ragazzi dell'ICS «L. Pirandello-S. Giovanni Bosco» di Campobello di Mazara (TP) a quelli della Direzione Didattica «Ruggero Settimo» di Castelvetrano (TP). Infine, l’AGe provinciale di Palermo farà dono della bandiera nazionale alla Direzione Regionale Sicilia del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Madrina di questa consegna sarà la Sorella Anna Di Marzo, Ispettrice regionale per la Sicilia delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana.
A tutti gli allievi presenti saranno consegnate bandierine, coccarde e gadget, così come verrà dato un ricordo di partecipazione alle scuole che hanno concorso.
La manifestazione ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza dal Presidente del Senato della Repubblica Italiana, il patrocinio della Camera dei Deputati, dell’ARS, della Regione Siciliana, dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, dell’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia, del Comune di Palermo.
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sabato 27 maggio 2017
venerdì 20 maggio 2016
Presentati all'Assemblea Regionale Siciliana i risultati della Ricerca sul volontariato nell'Isola
I risultati di un'ampia ricerca sull'identità del volontariato organizzato in Sicilia e sul suo bisogno di servizi e di supporto sono stati presentati stamattina all'Assemblea Regionale Siciliana. Infatti, i tre Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) siciliani - rappresentati dai presidenti Santi Mondello (CeSV Messina), Giuditta Petrillo (CeSVoP) e Salvo Raffa (CSV Etneo) e dai direttori Rosario Ceraolo (CeSV Messina) e Alberto Giampino (CeSVoP) - insieme al Comitato di Gestione del Fondo speciale per il Volontariato Regione Sicilia (CoGe) - rappresentato dal presidente Vito Puccio e dalla vicepresidente Simona Romano - sono stati ascoltati dalla VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari dell'ARS. Durante l'audizione sono stati illustrati ai parlamentari i dati più rilevanti emersi dall'indagine sul volontariato che i tre CSV siciliani, insieme al CoGe Sicilia, hanno condotto nel 2015. All'incontro in Commissione erano pure presenti rappresentanti dell'Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro e dell'Assessorato regionale della Salute.
Il presidente della Commissione, on. Giuseppe Digiacomo, a nome dei parlamentari componenti, ha espresso grande apprezzamento per l'approfondita lettura della situazione nel territorio regionale. Inoltre, ha invitato i tre CSV siciliani e il CoGe Sicilia a programmare un'iniziativa pubblica congiunta, in collaborazione con la VI Commissione e gli Assessorati regionali presenti, da svolgere nel prossimo autunno. Un evento che a partire dai risultati della ricerca, si prefigga di individuare modalità di valorizzazione dell'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e di discutere delle possibili iniziative legislative da intraprendere nell'ambito della Riforma del Terzo settore in discussione al Parlamento nazionale.
Il presidente della Commissione, on. Giuseppe Digiacomo, a nome dei parlamentari componenti, ha espresso grande apprezzamento per l'approfondita lettura della situazione nel territorio regionale. Inoltre, ha invitato i tre CSV siciliani e il CoGe Sicilia a programmare un'iniziativa pubblica congiunta, in collaborazione con la VI Commissione e gli Assessorati regionali presenti, da svolgere nel prossimo autunno. Un evento che a partire dai risultati della ricerca, si prefigga di individuare modalità di valorizzazione dell'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e di discutere delle possibili iniziative legislative da intraprendere nell'ambito della Riforma del Terzo settore in discussione al Parlamento nazionale.
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giovedì 31 maggio 2012
L’apporto del volontariato per nuove politiche sociali in Sicilia. Cronaca del Seminario regionale svoltosi all'ARS il 30 maggio scorso
«Nuove politiche sociali in Sicilia. Per un dialogo tra volontariato e amministratori regionali» è il tema del Seminario regionale promosso e organizzato dai Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) della Sicilia e dal Comitato di Gestione (CoGe) del Fondo Speciale per il Volontariato Regione siciliana, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, e che si è svolto mercoledì 30 maggio 2012 nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo.
Al Seminario, ricco di interventi, hanno partecipato circa 150 rappresentanti delle organizzazioni di volontariato della Sicilia, con il presidente del Comitato di Gestione del Fondo Volontariato per la Regione Sicilia Vito Puccio, i presidenti del Cesvop di Palermo, Ferdinando Siringo, del Cesv di Messina, Antonino Mantineo, e del Csv Etneo, Santo Carnazzo, Beppe Spampinato, assessore regionale della Famiglia, Politiche sociali e Lavoro, e Silvana La Rosa, dirigente Servizio Terzo Settore, Volontariato, Servizio Civile del Dipartimento Famiglia e Politiche sociali, oltre che numerosi deputati regionali.
Dal confronto è emersa la necessità che il mondo politico e istituzionale regionale recepisca le istanze del volontariato, con particolare riferimento alle politiche sociali.
L’evento - preceduto dai seminari provinciali che ogni Centro di Servizio per il Volontariato in Sicilia ha organizzato nelle province di propria competenza, dalla Convention Regionale del Volontariato di Terme Vigliatore nel marzo 2008 e dal convegno regionale al Palacultura di Messina nel novembre 2011 - ha lo scopo di favorire la crescita del confronto fra volontariato, che conta circa tremila organizzazioni in Sicilia, e amministratori regionali siciliani sulle prospettive delle politiche sociali, dei diritti dei più deboli e della tutela dei beni comuni. In concreto, nel corso dell’incontro, le organizzazioni di volontariato hanno presentato ai rappresentanti del governo regionale, ai capigruppo consiliari e ai presidenti delle commissioni parlamentari dell’ARS un documento con linee di analisi, riflessioni e proposte di intervento su cui confrontarsi e costituire tavoli permanenti di interlocuzione.
Ha affermato Vito Puccio, presidente CoGe: «L’augurio è di continuare a lavorare per migliorarsi. Con il Fondo speciale per il Volontariato sono state realizzate svariate iniziative e sono stati compiuti significativi passi avanti. La crisi oggi ci impone ulteriori sforzi e scelte decisive per migliorare il sistema del volontariato siciliano e con esso la nostra società».
Per il presidente del CeSV Messina, Antonino Mantineo: «Questo seminario regionale costituisce un primo momento di confronto con i rappresentanti dell’ARS per portare le esigenze del volontariato nella sede più opportuna, quella della Regione, dopo tanti anni difficili. Dopo l’approvazione nel ’94 della legge sul volontariato in Sicilia, sono stati infatti persi molti strumenti previsti da quella stessa legge nell’ottica dell’opera di sensibilizzazione, promozione e proposta. Mi riferisco alla fine sotto silenzio dell’Osservatorio regionale e della Conferenza regionale del volontariato. Di conseguenza, questo seminario è una prima occasione di confronto con la Regione per invertire la tendenza: il volontariato deve essere sostenuto a livello regionale, appropriandosi di un ruolo, che deve essere riconosciuto in Sicilia, di elaborazione di proposte e idee sull’impegno volontario e sulle politiche sociali, secondo una visione più coerente alle istanze e ai bisogni dell’azione volontaria. Unico neo: noto ancora molta disattenzione da parte dei deputati. Da questa classe politica pretendiamo più ascolto e attenzione. Da troppo tempo mancano gli interlocutori politici».
Per Santo Carnazzo, presidente del CSV Etneo: «Il grazie più grande va a tutti i volontari che si sono impegnati per elaborare e presentare proposte condivise. Siamo una voce che vuole cambiare in meglio questa terra. In questi mesi contiamo di iniziare un percorso di collaborazione tra i Csv e l’assessorato regionale alle Politiche sociali. I propositi espressi nel documento presentato vogliamo realizzarli, anche a costo di sacrifici. E sappiamo che l’assessore tenterà tutto quanto nelle sue possibilità perché la nostra voce possa essere ascoltata».
Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP: «Le politiche sociali non devono essere semplice assistenza o, peggio, clientela, ma invece autentico motore di sviluppo: perciò bisogna fare un virtuoso risanamento. In tal senso, forse la più grave mancanza in Sicilia è la visione prospettica, di lungo periodo. I mille individualismi e interessi, spesso bloccano non solo la spesa delle risorse che ci sono, ma anche la capacità di pensare, progettare e agire. Un costante contatto con le forze sociali e, in particolare, con il volontariato aiuterebbe gli amministratori a non rimanere invischiati nelle pastoie dei palazzi e delle carte bollate e potrebbe favorire la vera partecipazione, anche gratuita, dei cittadini alla progettazione e gestione dei servizi».
La dirigente regionale Silvana La Rosa: «Quella del volontariato è una realtà parecchio sfaccettata. Con il monitoraggio da noi avviato, proprio per avere un quadro il più possibile puntuale in Sicilia, abbiamo registrato 1.200 associazioni attive, ma sappiamo che il movimento è anche più grande. Queste realtà avranno domani una responsabilità ancora maggiore di quella attuale, perché quando il taglio dei fondi cambierà il sistema del welfare, spetterà loro il compito di realizzare servizi fondamentali».
A chiusura l'intervento dell'on. Beppe Spampinato, assessore regionale Famiglia, Politiche sociali e Lavoro: «A chi chiede di scegliere un modello di sviluppo, io rispondo che per noi il mondo del sociale è sviluppo. Anche per questo abbiamo l’obbligo di fare il massimo e nel concreto. Servono iniziative legislative? Verifichiamone la possibilità. Bisogna attivare strumenti rimasti lettera morta? Noi diamo la nostra disponibilità. La prima proposta, dunque, - ha concluso il neoassessore - è di invitare i rappresentanti dei Centri di servizio a un tavolo di confronto operativo e concreto, in tempi rapidi»
Numerosi sono stati gli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni di volontariato delle province siciliane, con idee e proposte che meritano un’attenzione costante da parte delle istituzioni e della politica.
SINTESI DELLE LINEE DI ANALISI E DELLE PROPOSTE DEI SEMINARI PROVINCIALI
La cronaca di Redattore Sociale
Al Seminario, ricco di interventi, hanno partecipato circa 150 rappresentanti delle organizzazioni di volontariato della Sicilia, con il presidente del Comitato di Gestione del Fondo Volontariato per la Regione Sicilia Vito Puccio, i presidenti del Cesvop di Palermo, Ferdinando Siringo, del Cesv di Messina, Antonino Mantineo, e del Csv Etneo, Santo Carnazzo, Beppe Spampinato, assessore regionale della Famiglia, Politiche sociali e Lavoro, e Silvana La Rosa, dirigente Servizio Terzo Settore, Volontariato, Servizio Civile del Dipartimento Famiglia e Politiche sociali, oltre che numerosi deputati regionali.
Dal confronto è emersa la necessità che il mondo politico e istituzionale regionale recepisca le istanze del volontariato, con particolare riferimento alle politiche sociali.
L’evento - preceduto dai seminari provinciali che ogni Centro di Servizio per il Volontariato in Sicilia ha organizzato nelle province di propria competenza, dalla Convention Regionale del Volontariato di Terme Vigliatore nel marzo 2008 e dal convegno regionale al Palacultura di Messina nel novembre 2011 - ha lo scopo di favorire la crescita del confronto fra volontariato, che conta circa tremila organizzazioni in Sicilia, e amministratori regionali siciliani sulle prospettive delle politiche sociali, dei diritti dei più deboli e della tutela dei beni comuni. In concreto, nel corso dell’incontro, le organizzazioni di volontariato hanno presentato ai rappresentanti del governo regionale, ai capigruppo consiliari e ai presidenti delle commissioni parlamentari dell’ARS un documento con linee di analisi, riflessioni e proposte di intervento su cui confrontarsi e costituire tavoli permanenti di interlocuzione.
Ha affermato Vito Puccio, presidente CoGe: «L’augurio è di continuare a lavorare per migliorarsi. Con il Fondo speciale per il Volontariato sono state realizzate svariate iniziative e sono stati compiuti significativi passi avanti. La crisi oggi ci impone ulteriori sforzi e scelte decisive per migliorare il sistema del volontariato siciliano e con esso la nostra società».
Per il presidente del CeSV Messina, Antonino Mantineo: «Questo seminario regionale costituisce un primo momento di confronto con i rappresentanti dell’ARS per portare le esigenze del volontariato nella sede più opportuna, quella della Regione, dopo tanti anni difficili. Dopo l’approvazione nel ’94 della legge sul volontariato in Sicilia, sono stati infatti persi molti strumenti previsti da quella stessa legge nell’ottica dell’opera di sensibilizzazione, promozione e proposta. Mi riferisco alla fine sotto silenzio dell’Osservatorio regionale e della Conferenza regionale del volontariato. Di conseguenza, questo seminario è una prima occasione di confronto con la Regione per invertire la tendenza: il volontariato deve essere sostenuto a livello regionale, appropriandosi di un ruolo, che deve essere riconosciuto in Sicilia, di elaborazione di proposte e idee sull’impegno volontario e sulle politiche sociali, secondo una visione più coerente alle istanze e ai bisogni dell’azione volontaria. Unico neo: noto ancora molta disattenzione da parte dei deputati. Da questa classe politica pretendiamo più ascolto e attenzione. Da troppo tempo mancano gli interlocutori politici».
Per Santo Carnazzo, presidente del CSV Etneo: «Il grazie più grande va a tutti i volontari che si sono impegnati per elaborare e presentare proposte condivise. Siamo una voce che vuole cambiare in meglio questa terra. In questi mesi contiamo di iniziare un percorso di collaborazione tra i Csv e l’assessorato regionale alle Politiche sociali. I propositi espressi nel documento presentato vogliamo realizzarli, anche a costo di sacrifici. E sappiamo che l’assessore tenterà tutto quanto nelle sue possibilità perché la nostra voce possa essere ascoltata».
Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP: «Le politiche sociali non devono essere semplice assistenza o, peggio, clientela, ma invece autentico motore di sviluppo: perciò bisogna fare un virtuoso risanamento. In tal senso, forse la più grave mancanza in Sicilia è la visione prospettica, di lungo periodo. I mille individualismi e interessi, spesso bloccano non solo la spesa delle risorse che ci sono, ma anche la capacità di pensare, progettare e agire. Un costante contatto con le forze sociali e, in particolare, con il volontariato aiuterebbe gli amministratori a non rimanere invischiati nelle pastoie dei palazzi e delle carte bollate e potrebbe favorire la vera partecipazione, anche gratuita, dei cittadini alla progettazione e gestione dei servizi».
La dirigente regionale Silvana La Rosa: «Quella del volontariato è una realtà parecchio sfaccettata. Con il monitoraggio da noi avviato, proprio per avere un quadro il più possibile puntuale in Sicilia, abbiamo registrato 1.200 associazioni attive, ma sappiamo che il movimento è anche più grande. Queste realtà avranno domani una responsabilità ancora maggiore di quella attuale, perché quando il taglio dei fondi cambierà il sistema del welfare, spetterà loro il compito di realizzare servizi fondamentali».
A chiusura l'intervento dell'on. Beppe Spampinato, assessore regionale Famiglia, Politiche sociali e Lavoro: «A chi chiede di scegliere un modello di sviluppo, io rispondo che per noi il mondo del sociale è sviluppo. Anche per questo abbiamo l’obbligo di fare il massimo e nel concreto. Servono iniziative legislative? Verifichiamone la possibilità. Bisogna attivare strumenti rimasti lettera morta? Noi diamo la nostra disponibilità. La prima proposta, dunque, - ha concluso il neoassessore - è di invitare i rappresentanti dei Centri di servizio a un tavolo di confronto operativo e concreto, in tempi rapidi»
Numerosi sono stati gli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni di volontariato delle province siciliane, con idee e proposte che meritano un’attenzione costante da parte delle istituzioni e della politica.
SINTESI DELLE LINEE DI ANALISI E DELLE PROPOSTE DEI SEMINARI PROVINCIALI
La cronaca di Redattore Sociale
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giovedì 1 marzo 2012
Acqua pubblica in Sicilia. Sit-in il 6 marzo
Dalle organizzazioni impegnate contro la privatizzazione dell'acqua giunge questa comunicazione che pubblichiamo:
Il 6 marzo la IV Commissione Ambiente e territorio all'ARS avvia la trattazione del disegno di legge di ripubblicizzazione del servizio idrico. Dal Presidente della sottocommissione istituita per armonizzare i 5 testi depositati in Parlamento Regionale, On.le Ammatuna, abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che il testo che verrà portato il Commissione sarà il nostro ultimo, così come rivisitato dal tavolo tecnico congiunto dei presentatari dei DDL di iniziativa Popolare e Consiliare a guida Nivarra. Fatto questo tutt'altro che scontato e che costituisce già un importante passo verso il nostro obiettivo. Data l'importanza di questo delicato passaggio, crediamo si debba dare il massimo risalto a questa fase dell'iter parlamentare della legge, sollecitando il Presidente ed i componenti della IV Commissione ad approvare il testo consegnato senza introdurre modifiche che ne alterino il contenuto. Dobbiamo ricordare che questo passaggio è frutto di un lungo ed articolato percorso che per la prima volta in Sicilia porta alla discussione parlamentare un testo di legge fortemente voluto dagli Enti Locali e dai cittadini, che hanno a grande maggioranza confermato questo indirizzo con i referendum. Da ciò l'importanza di sostenere con forza l'approvazione del nostro testo in Commissione. Per questo proponiamo di organizzare un sit-in per martedi 6 marzo dalle ore 10.30 davanti Palazzo dei Normanni e convocare lì una conferenza stampa. Altra iniziativa da mettere in campo potrebbe essere quella del mail-bombing sui componenti della Commissione per fare sentire che c'è un alto livello d'attenzione da parte di quanti hanno proposto la legge e portato anche in Sicilia sul tema dell'acqua pubblica la maggioranza dei cittadini al voto con i referendum. Sarebbe opportuno che al sit-in partecipassero i proponenti dei testi di legge oggi riunificati, e cioè i Comuni che hanno deliberato per la legge di iniziativa Consiliare riuniti nel Coordinamento degli Enti Locali per l'acqua Bene Comune, il comitato promotore della legge di iniziativa Popolare, il Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua e i Beni Comuni. Invitiamo tutti i Sindaci e gli Amministratori che hanno condiviso questo percorso e tutti i comitati territoriali, le associazioni e i movimenti del Forum Siciliano ad organizzare la propria partecipazione.
Il 6 marzo la IV Commissione Ambiente e territorio all'ARS avvia la trattazione del disegno di legge di ripubblicizzazione del servizio idrico. Dal Presidente della sottocommissione istituita per armonizzare i 5 testi depositati in Parlamento Regionale, On.le Ammatuna, abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che il testo che verrà portato il Commissione sarà il nostro ultimo, così come rivisitato dal tavolo tecnico congiunto dei presentatari dei DDL di iniziativa Popolare e Consiliare a guida Nivarra. Fatto questo tutt'altro che scontato e che costituisce già un importante passo verso il nostro obiettivo. Data l'importanza di questo delicato passaggio, crediamo si debba dare il massimo risalto a questa fase dell'iter parlamentare della legge, sollecitando il Presidente ed i componenti della IV Commissione ad approvare il testo consegnato senza introdurre modifiche che ne alterino il contenuto. Dobbiamo ricordare che questo passaggio è frutto di un lungo ed articolato percorso che per la prima volta in Sicilia porta alla discussione parlamentare un testo di legge fortemente voluto dagli Enti Locali e dai cittadini, che hanno a grande maggioranza confermato questo indirizzo con i referendum. Da ciò l'importanza di sostenere con forza l'approvazione del nostro testo in Commissione. Per questo proponiamo di organizzare un sit-in per martedi 6 marzo dalle ore 10.30 davanti Palazzo dei Normanni e convocare lì una conferenza stampa. Altra iniziativa da mettere in campo potrebbe essere quella del mail-bombing sui componenti della Commissione per fare sentire che c'è un alto livello d'attenzione da parte di quanti hanno proposto la legge e portato anche in Sicilia sul tema dell'acqua pubblica la maggioranza dei cittadini al voto con i referendum. Sarebbe opportuno che al sit-in partecipassero i proponenti dei testi di legge oggi riunificati, e cioè i Comuni che hanno deliberato per la legge di iniziativa Consiliare riuniti nel Coordinamento degli Enti Locali per l'acqua Bene Comune, il comitato promotore della legge di iniziativa Popolare, il Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua e i Beni Comuni. Invitiamo tutti i Sindaci e gli Amministratori che hanno condiviso questo percorso e tutti i comitati territoriali, le associazioni e i movimenti del Forum Siciliano ad organizzare la propria partecipazione.
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lunedì 28 febbraio 2011
Disegno di legge all'ARS sulle coppie di fatto. La presa di posizione dell'Agedo
L'associazione di volontariato Agedo Palermo, associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali e transessuali ritiene che il riconoscimento sociale dei legami d'amore sia un diritto che competa ad ogni persona.
I genitori si sentono coinvolti in questo dibattito, poiché percepiscono e soffrono in modo diretto e continuo la disparità di diritti e opportunità offerte ai propri figli omosessuali.
Ogni genitore sa che ciascun figlio ha un suo modo originale di “essere” e che questa unicità non si realizza in solitudine ma in rapporto con gli altri, dove trova spazio ed espressione la costruzione serena dell'identità, e la serenità dei nostri figli è una cosa che ci sta molto a cuore.
L'importanza dell'uguale riconoscimento sociale della persona nella sua specificità e libertà è fondamento di una società democratica che miri all'uguaglianza sostanziale dei suoi membri, mentre la sua negazione è fonte di umiliazione, emarginazione, oppressione per chi la subisce. Diventa, allora importante rispettare le persone nella loro individualità, ma anche nelle loro relazioni sociali e affettive.
Se nella vita ci accade di scoprire che alcune cose desiderate divengono possibili solo in relazione alla persona amata, questa diventa parte di noi, della nostra identità e delle nostre interrelazioni sociali, e riteniamo sia giusto potere condividere la nostra vita con questa persona avendo riconosciuti diritti e doveri, visibilità in quanto coppia e rispetto. Non si può rimanere indifferenti davanti alla negazione di questa possibilità per una parte di cittadini, poiché i diritti che oggi vengono negati alle persone in quanto omosessuali potrebbero, un domani, essere negati a chiunque di noi.
Noi genitori sappiamo che per favorire l'integrazione nel tessuto sociale dei nostri figli/e omosessuali e transessuali, sono indispensabili chiare leggi antidiscriminazione che combattano l'omotransfobia in tutti i luoghi del vivere sociale e norme che riconoscano le coppie e i loro diritti, così come indicato dalla Costituzione della Comunità Europea . Per questo chiediamo che le unioni tra persone dello stesso sesso trovino un giusto riconoscimento nella società civile, per assicurare ai nostri figli/e un'affettività serenamente visibile, una vita integrata ed un futuro soddisfacente. La coppia, omosessuale o eterosessuale che sia, dovrebbe ricevere tutto il sostegno possibile da parte delle istituzioni, poiché fonte di coesione, crescita sociale e luogo affettivo di realizzazione dell'individuo.
Ciò aiuterebbe le persone omosessuali a vivere più serenamente le proprie relazioni sociali ed affettive, offrendo maggiori spazi di progettualità e speranze per il futuro.
Aiuterebbe, altresì, tutti quei genitori che non riescono a rimuovere, con le loro sole forze, stereotipi e pregiudizi antichi, che oscurano le menti e sovrappongono un'immagine avvilente a quella del figlio reale: i sentimenti negativi di rifiuto, la sofferenza per una identità ancora additata, la paura per il futuro deteriorano i rapporti d'affetto, in un rincorrersi di reciproche accuse che arrivano finanche a disgregare il nucleo familiare. Il riconoscimento sociale renderebbe più facile, per i genitori, comprendere, accettare, condividere. L' impegno per cambiare quindi deve avere luogo sia nelle famiglie sia nella società. E’un dato statistico che oggi alla famiglia tradizionale si affiancano nuove realtà: famiglie di fatto, coppie omosessuali, convivenze di solidarietà tra persone non necessariamente legate da vincoli di natura affettiva, e tutte queste realtà danno nuova e più variegata struttura alla nostra società. L'impressione che se ne ricava è di una società reale che muta a ritmo sempre più veloce, ma che stenta a trovare risposte adeguate nelle istituzioni. Noi genitori speriamo che i legislatori possano concordare a livello comunale, regionale, statale le migliori proposte possibili per riconoscere garantire sicurezza ai nostri figli e dare dignità alle coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali.
Mi piace ricordare l'articolo 2 dei Principi Fondamentali della nostra bella Costituzione che garantisce i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nelle “formazioni sociali” ove si svolge la sua personalità, e una coppia è anche questo; l'articolo 3 che esplicita la pari dignità sociale di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali; l'articolo 29 che afferma che la Repubblica tutela i diritti e l'autonomia della famiglia fondata sul matrimonio, ma non dichiara che diritti analoghi debbano essere negati alle coppie omosessuali o alle coppie di fatto.
I nostri figli non sono ideologie astratte, sono persone con gioie, sofferenze, speranze. Al di là delle opposte astratte ideologie che alcuni vorrebbero mettere in contrapposizione, dovremmo adoperarci tutti per trovare modo di intenderci e mirare a trovare soluzioni dignitose per le persone, operando con giustizia e saggezza.
Allargare i diritti non toglie nulla a nessuno ma rende la vita migliore a molti. Perché non farlo? L'associazione di volontariato Agedo Palermo, associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali e transessuali, ringrazia il Comune di Palermo aver approvato all’unanimità il 5 gennaio 2011 una mozione anti-omofobia e spera che il dibattito intrapreso dall’ARS possa dare buoni frutti.
Francesca Marceca, presidente Agedo Palermo.
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