Lo scorso fine settimana l'iniziativa dell'associazione di volontariato
Donne di Benin City di Palermo ha fatto discutere sul fenomeno, molto
evidente sui marciapiedi delle grandi città ma poco conosciuto
dall'opinione pubblica, della tratta delle donne (africane e non) da
avviare alla prostituzione. Anche il Giornale di Sicilia ha dato ampio
spazio all'argomento nell'edizione del 16 ottobre 2016. Ecco i due
articoli (clicca sulle immagini per ingrandirle).
martedì 18 ottobre 2016
A Palermo per chiedere il diritto alla Vita Indipendente
Dal MoVIS riceviamo questo comunicato stampa che volentieri pubblichiamo.
Giovedì 20 ottobre, saremo sotto il Palazzo della
Presidenza della Regione Sicilia, a Palermo in piazza Indipendenza, a partire
dalle ore 10:30 per chiedere ed ottenere il diritto alla Vita Indipendente.
Se in precedenza abbiamo avuto delle
interlocuzioni con diversi esponenti politici, arrivando anche a far presentare
un disegno di legge dal deputato regionale Nino Oddo, adesso, consapevoli della
cattiva volontà della classe politica regionale e soprattutto delle menzogne
che l’attuale Governo racconta in merito ai progetti Vita Indipendente, abbiamo
deciso di fare un sit-in per essere ricevuti dal Presidente della Regione e
avere chiarimenti ma anche, soprattutto, per dire all’opinione pubblica come
stanno le cose.
Infatti vogliamo far sapere a tutti quello che in
occasione della quinta conferenza nazionale sulla disabilità, tenutasi a
Firenze qualche settimana fa, diversi rappresentanti del mondo della disabilità
hanno illustrato al sottosegretario alle politiche sociali, ovvero la
scandalosa situazione in cui versa la Regione Sicilia, che, facendosi beffa dei
disabili gravi, si permette di dire all'osservatorio Onu di essere la regione
che spende di più per i progetti Vita Indipendente, che di fatto in Sicilia non
esistono nemmeno. https://www.youtube.com/watch?v=oDuWs_cyATo .
E pretendiamo che in questa vicenda intervenga direttamente il Ministro del
Lavoro e delle Politiche Sociali, il quale ha la responsabilità di non aver
verificato ciò che la Regione Sicilia ha dichiarato, limitandosi a trasmettere
la notizia all’osservatorio Onu per l’applicazione della Convenzione Sui
Diritti Delle Persone Disabili, che all’articolo 19 prevede appunto il diritto
alla Vita Indipendente.
Pertanto insieme alle altre associazioni
organizzatrici, cioè la Parent Project e Insieme Per L’Autismo, ci auguriamo
che molte persone partecipino alla nostra manifestazione e che i mezzi di
comunicazione facciano il loro dovere per portare la nostra protesta a
conoscenza di tutti e alle orecchie di chi ha il potere di intervenire.
Vittoria, 17 ottobre 2016
Carmelo
Comisi
Presidente
MoVIS ONLUS
Etichette:
disabilità,
movis,
protesta,
regione sicilia,
vita indipendente
domenica 16 ottobre 2016
Villa Olivia TVB. Castellammare del Golfo, 24 ottobre 2016
Etichette:
beni comuni,
castellammare del golfo,
TVB,
villa olivia
sabato 15 ottobre 2016
Il Viaggio delle Pietre propone un'altra escursione per il 23 ottobre 2016
Si tratta del trekking per i beni comuni proposto dalle organizzazioni di volontariato della delegazione CeSVoP di Campobello di Mazara. Stavolta si va alla scoperta del Castello della Pietra di Castelvetrano-Partanna. Tutti i dettagli qui sotto. Se vuoi iscriverti clicca qui
Il 23 ottobre 2016 una Giornata di Trekking da Baglio Vecchio (Castelvetrano) al Castello della Pietra. Si tratta di una zona montagnosa, un'isola naturalistica costituita da aspre rupi ai cui piedi si snoda serpeggiante un’ansa del fiume Belice. La sua posizione topografica si inquadra nel territorio comunale di Castelvetrano al confine con Partanna, a circa 12Km dal sito archeologico di Selinunte.
L'escursione è organizzata da 15 associazioni di volontariato della delegazione di Campobello di Mazara, sostenute dal CeSVoP, in collaborazione con: l'associazione PAM - Prima Archeologia del Mediterraneo; la Pro Loco di Partanna; la Rete Museale e Naturale Belicina, e col patrocinio gratuito dei Comuni di Castelvetrano e Partanna.
L'intero percorso ha diversi livelli di difficoltà (da medio ad alto), per questo si può scegliere a quale tratto dell'escursione si vuole prender parte. La partecipazione è gratuita. Il punto di partenza e di arrivo è il Baglio Vecchio nel territorio di Castelvetrano. Non è previsto alcun servizio di trasporto, per cui ciascuno dovrà organizzarsi autonomamente con mezzi propri. L'abbigliamento consigliato è: scarponcini da trekking, pantaloni lunghi comodi, giacca a vento, berretto, zainetto, borraccia, binocolo, macchina fotografica... A tutti gli iscritti verrà fornito un kit con bottiglietta d’acqua e piccola sacca. Gli Enti organizzatori non assumono alcuna responsabilità per eventuali incidenti che dovessero verificarsi durante l'escursione. Il comportamento da seguire durante il trekking dovrà ispirarsi al completo rispetto dei luoghi visitati.
Programma
Ore 8.30 – Raduno partecipanti e registrazione al Baglio Vecchio (S.P. 13, Contrada Zangara, Castelvetrano TP)
Ore 9.00 – Colazione di benvenuto offerta dall'organizzazione e partenza
Ore 9.00-10.30 – Visita della “Riserva” (Itinerario di difficoltà media)
Ore 10.30-11.30 – Visita del “Castello della Pietra” (itinerario di difficoltà medio-alta)
Ore 11.30-13.00 – Visita dell'area di “Pizzo don Pietro” e pianoro (itinerario di difficoltà alta)
Ore 13.30 – Rientro al Baglio Vecchio
All’arrivo, per chi vuole, si può pranzare a proprie spese nell’agriturismo Baglio Vecchio (costo orientativo del pranzo a menù fisso euro 20 euro a persona). Conviene comunque informarsi meglio e prenotare entro la data di giovedì 20 ottobre 2016 direttamente con la stessa azienda: 092328890 – 3355609552.
PER ISCRIVERTI CLICCA QUI
Il 23 ottobre 2016 una Giornata di Trekking da Baglio Vecchio (Castelvetrano) al Castello della Pietra. Si tratta di una zona montagnosa, un'isola naturalistica costituita da aspre rupi ai cui piedi si snoda serpeggiante un’ansa del fiume Belice. La sua posizione topografica si inquadra nel territorio comunale di Castelvetrano al confine con Partanna, a circa 12Km dal sito archeologico di Selinunte.
L'escursione è organizzata da 15 associazioni di volontariato della delegazione di Campobello di Mazara, sostenute dal CeSVoP, in collaborazione con: l'associazione PAM - Prima Archeologia del Mediterraneo; la Pro Loco di Partanna; la Rete Museale e Naturale Belicina, e col patrocinio gratuito dei Comuni di Castelvetrano e Partanna.
L'intero percorso ha diversi livelli di difficoltà (da medio ad alto), per questo si può scegliere a quale tratto dell'escursione si vuole prender parte. La partecipazione è gratuita. Il punto di partenza e di arrivo è il Baglio Vecchio nel territorio di Castelvetrano. Non è previsto alcun servizio di trasporto, per cui ciascuno dovrà organizzarsi autonomamente con mezzi propri. L'abbigliamento consigliato è: scarponcini da trekking, pantaloni lunghi comodi, giacca a vento, berretto, zainetto, borraccia, binocolo, macchina fotografica... A tutti gli iscritti verrà fornito un kit con bottiglietta d’acqua e piccola sacca. Gli Enti organizzatori non assumono alcuna responsabilità per eventuali incidenti che dovessero verificarsi durante l'escursione. Il comportamento da seguire durante il trekking dovrà ispirarsi al completo rispetto dei luoghi visitati.
Programma
Ore 8.30 – Raduno partecipanti e registrazione al Baglio Vecchio (S.P. 13, Contrada Zangara, Castelvetrano TP)
Ore 9.00 – Colazione di benvenuto offerta dall'organizzazione e partenza
Ore 9.00-10.30 – Visita della “Riserva” (Itinerario di difficoltà media)
Ore 10.30-11.30 – Visita del “Castello della Pietra” (itinerario di difficoltà medio-alta)
Ore 11.30-13.00 – Visita dell'area di “Pizzo don Pietro” e pianoro (itinerario di difficoltà alta)
Ore 13.30 – Rientro al Baglio Vecchio
All’arrivo, per chi vuole, si può pranzare a proprie spese nell’agriturismo Baglio Vecchio (costo orientativo del pranzo a menù fisso euro 20 euro a persona). Conviene comunque informarsi meglio e prenotare entro la data di giovedì 20 ottobre 2016 direttamente con la stessa azienda: 092328890 – 3355609552.
PER ISCRIVERTI CLICCA QUI
giovedì 13 ottobre 2016
Partecipazione, etica e solidarietà al centro della democrazia. A Palermo un seminario proposto dal Pedro Arrupe
“La sfida di oggi: una democrazia partecipata, etica e solidale. Comunicazione, educazione e formazione” è il titolo del seminario di studio in programma lunedì 24 ottobre 2016 presso la sede dell’Istituto Arrupe di via Franz Lehar, 6 a Palermo.
L’incontro propone un’occasione di riflessione e confronto sul tema dell’etica civile in ambiti strategici come la comunicazione, la formazione e l’educazione al fine di dare visibilità e valorizzare conoscenze in grado di favorire la costruzione di processi di democrazia partecipata, etica e solidale. Oltre a contributi teorici e a paper di ricerca provenienti da tutta Italia, saranno presentate esperienze e buone pratiche di cittadinanza attiva, di valorizzazione del territorio e di dialogo interculturale.
Il seminario si inserisce tra le attività preparatorie del II Forum Nazionale di etica civile, in programma a Milano il 1° e 2 aprile 2017, promosso dalla Fondazione Lanza insieme con l’Istituto Arrupe e l’Associazione Cercasi un fine (Bari), il Centro Studi Bruno Longo (Torino), FOCSIV (Roma), Aggiornamenti Sociali (Milano), Il Regno (Bologna) e la rivista dell’Associazione Incontri (Firenze).
La partecipazione al seminario è gratuita; è necessario iscriversi tramite l’invio della scheda all’indirizzo segreteria@istitutoarrupe.it entro venerdì 21 ottobre 2016.
BROCHURE DEL SEMINARIO
SCHEDA PER L'ISCRIZIONE
L’incontro propone un’occasione di riflessione e confronto sul tema dell’etica civile in ambiti strategici come la comunicazione, la formazione e l’educazione al fine di dare visibilità e valorizzare conoscenze in grado di favorire la costruzione di processi di democrazia partecipata, etica e solidale. Oltre a contributi teorici e a paper di ricerca provenienti da tutta Italia, saranno presentate esperienze e buone pratiche di cittadinanza attiva, di valorizzazione del territorio e di dialogo interculturale.
Il seminario si inserisce tra le attività preparatorie del II Forum Nazionale di etica civile, in programma a Milano il 1° e 2 aprile 2017, promosso dalla Fondazione Lanza insieme con l’Istituto Arrupe e l’Associazione Cercasi un fine (Bari), il Centro Studi Bruno Longo (Torino), FOCSIV (Roma), Aggiornamenti Sociali (Milano), Il Regno (Bologna) e la rivista dell’Associazione Incontri (Firenze).
La partecipazione al seminario è gratuita; è necessario iscriversi tramite l’invio della scheda all’indirizzo segreteria@istitutoarrupe.it entro venerdì 21 ottobre 2016.
BROCHURE DEL SEMINARIO
SCHEDA PER L'ISCRIZIONE
Etichette:
democrazia,
etica,
Istituto Arrupe,
Palermo,
seminario,
solidarietà
mercoledì 12 ottobre 2016
Il futuro della Sicilia, se ne parla in un convegno di Legambiente
![]() |
| (clicca sull'immagine per ingrandirla) |
Etichette:
legambiente sicilia,
nuovo millennio,
Sicilia,
visione strategica
martedì 11 ottobre 2016
Anche in Sicilia Alleanza contro la povertà
Lo scorso 7 ottobre è nata pure in Sicilia Alleanza contro le povertà, un cartello nazionale di enti e associazioni, fra cui anche CSVnet, che intendono fare fronte comune in ambito politico e amministrativo in favore delle fasce economicamente più deboli.
CLICCA QUI per scaricare il documento nazionale recentemente approvato e che sta alla base del patto
Etichette:
alleanza contro la povertà,
documento,
Sicilia
sabato 8 ottobre 2016
La Regione Siciliana propone due seminari di studio sul SIA
Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA) è il piano di interventi contro la povertà e l'emarginazione messo in campo dal Governo nazionale e che è gia stato approfondito con alcuni incontri provinciali organizzati da CeSVoP, Fiopsd e Forum Terzo settore Sicilia. Anche il Dipartimento per la Famiglia e le Politiche Sociali della Regione Siciliana organizza iniziative sul tema e adesso propone due Giornate di studio rivolte a tutti i soggetti istituzionali e non. Gli incontri si svolgono:
- il 13 ottobre 2016 all'Albergo delle Povere di Palermo (Corso Calatafimi, 217) dalle ore 9,30 alle 14 per i Comuni e i Distretti socio-sanitari delle ex province di Agrigento, Palermo e Trapani;
- il 14 ottobre 2016 presso i locali degli Uffici di Presidenza a Catania (palazzo ex ESA in via Beato Bernardo, 5) dalle ore 9,30 alle 14 per i Comuni e i Distretti socio-sanitari delle ex province di Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa.
LETTERA DI CONVOCAZIONE DEGLI INCONTRI
- il 13 ottobre 2016 all'Albergo delle Povere di Palermo (Corso Calatafimi, 217) dalle ore 9,30 alle 14 per i Comuni e i Distretti socio-sanitari delle ex province di Agrigento, Palermo e Trapani;
- il 14 ottobre 2016 presso i locali degli Uffici di Presidenza a Catania (palazzo ex ESA in via Beato Bernardo, 5) dalle ore 9,30 alle 14 per i Comuni e i Distretti socio-sanitari delle ex province di Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa.
LETTERA DI CONVOCAZIONE DEGLI INCONTRI
Etichette:
incontri di studio,
povertà,
regione siciliana,
sia
venerdì 7 ottobre 2016
Sabato 8 e domenica 9 ottobre in tutta Italia “Tutti matti per il riso” con Progetto Itaca Onlus
In piazza a sostegno delle persone affette da disturbi psichici
in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale
Sradicare lo stigma che rende le persone affette da disturbi mentali vittime di discriminazioni e pregiudizi basati sull’errata convinzione che si tratti di patologie non curabili. È con questo obiettivo che sabato 8 e domenica 9 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale (che si celebra ogni 10 ottobre), i volontari di Fondazione Progetto Itaca Onlus - organizzazione non profit impegnata in favore delle persone affette da disturbi psichiatrici e delle loro famiglie - saranno nelle piazze italiane con “Tutti matti per il riso”.
L’iniziativa, alla sua seconda edizione, si svolgerà quest’anno in 50 piazze di 15 città di tutta Italia e vedrà oltre 300 volontari distribuire un totale di 6 tonnellate di riso. A tutti coloro che sceglieranno di portare in tavola questo sano alimento verrà infatti offerto, a fronte di una piccola donazione, un sacchetto da 1 kg di riso Carnaroli, il Re dei risi. Con i fondi raccolti Progetto Itaca potrà sostenere le proprie attività e proseguire nell’offrire un aiuto concreto a chi soffre di disturbi psichiatrici. Per rendere ancora più speciale questo gesto di solidarietà, all’interno dell’etichetta apposta su ciascuna confezione si trova l’esclusiva ricetta del “Riso all’allegra”, ideata per l’occasione dallo chef-filosofo fiorentino Fabio Picchi che insieme alla moglie, l’attrice Maria Cassi, è testimonial dell’iniziativa.
Le città in cui l’8 e 9 ottobre sarà possibile incontrare i volontari di Progetto Itaca sono: Asti, Catanzaro, Como, Firenze, Genova, Lecce, Lecco, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Roma, Torino e Verona. Grazie a “Tutti matti per il riso” Progetto Itaca potrà continuare a informare, riabilitare e inserire nel mondo del lavoro le persone affette da disturbi psichiatrici, garantire sostegno alle famiglie e realizzare interventi di prevenzione rivolti alla popolazione, soprattutto ai giovani.
Nel corso della propria vita una persona su quattro soffre di un disturbo mentale come depressione, ansia, anoressia, psicosi, disturbo bipolare, attacchi di panico, bulimia. Il 70% dei casi si verifica entro i 25 anni di età e si prevede che entro il 2020 la depressione diventerà una delle principali cause di disabilità (Fonte OMS). Guarire si può perché i disturbi mentali non sono colpe ma vere malattie con componenti biologiche che non annullano le risorse delle persone e si possono curare. Ciascuno può dare il proprio contributo per questa causa.
Sradicare lo stigma che rende le persone affette da disturbi mentali vittime di discriminazioni e pregiudizi basati sull’errata convinzione che si tratti di patologie non curabili. È con questo obiettivo che sabato 8 e domenica 9 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale (che si celebra ogni 10 ottobre), i volontari di Fondazione Progetto Itaca Onlus - organizzazione non profit impegnata in favore delle persone affette da disturbi psichiatrici e delle loro famiglie - saranno nelle piazze italiane con “Tutti matti per il riso”.
L’iniziativa, alla sua seconda edizione, si svolgerà quest’anno in 50 piazze di 15 città di tutta Italia e vedrà oltre 300 volontari distribuire un totale di 6 tonnellate di riso. A tutti coloro che sceglieranno di portare in tavola questo sano alimento verrà infatti offerto, a fronte di una piccola donazione, un sacchetto da 1 kg di riso Carnaroli, il Re dei risi. Con i fondi raccolti Progetto Itaca potrà sostenere le proprie attività e proseguire nell’offrire un aiuto concreto a chi soffre di disturbi psichiatrici. Per rendere ancora più speciale questo gesto di solidarietà, all’interno dell’etichetta apposta su ciascuna confezione si trova l’esclusiva ricetta del “Riso all’allegra”, ideata per l’occasione dallo chef-filosofo fiorentino Fabio Picchi che insieme alla moglie, l’attrice Maria Cassi, è testimonial dell’iniziativa.
Le città in cui l’8 e 9 ottobre sarà possibile incontrare i volontari di Progetto Itaca sono: Asti, Catanzaro, Como, Firenze, Genova, Lecce, Lecco, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Roma, Torino e Verona. Grazie a “Tutti matti per il riso” Progetto Itaca potrà continuare a informare, riabilitare e inserire nel mondo del lavoro le persone affette da disturbi psichiatrici, garantire sostegno alle famiglie e realizzare interventi di prevenzione rivolti alla popolazione, soprattutto ai giovani.
Nel corso della propria vita una persona su quattro soffre di un disturbo mentale come depressione, ansia, anoressia, psicosi, disturbo bipolare, attacchi di panico, bulimia. Il 70% dei casi si verifica entro i 25 anni di età e si prevede che entro il 2020 la depressione diventerà una delle principali cause di disabilità (Fonte OMS). Guarire si può perché i disturbi mentali non sono colpe ma vere malattie con componenti biologiche che non annullano le risorse delle persone e si possono curare. Ciascuno può dare il proprio contributo per questa causa.
Etichette:
disturibi psichici,
malattia mentale,
Palermo,
stigma,
tutti matti per il riso
mercoledì 5 ottobre 2016
Diciamo pane al pane e vino al vino, una riflessione sulla riforma del Terzo settore da parte del MoVI nazionale
Dal numero 3-2016 della newsletter "Movità" del MoVI nazionale, proponiamo l'editoriale.
Il 6 giugno 2016 è una data importante, perché quel giorno la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la legge 106 che affida al Governo “la delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per
la disciplina del servizio civile universale”. C’è quasi un anno di tempo per l’adozione dei decreti sui vari e diversi ambiti. Un moderato ottimismo è quindi giustificato.
Quella data potrebbe addirittura diventare “storica” se si riuscirà a dissipare dubbi e perplessità che ancora permangono, perché a scorrere il testo non si trova chiarezza nella definizione di due realtà
sorelle, e proprio perché sorelle portatrici di caratteristiche proprie e distinte.
Parliamo di impresa sociale e volontariato. Volontariato si coniuga con gratuità, impresa sociale con profitto (certo, a cui gli azionisti rinunciano e che viene reinvestito nell’impresa). Essa infatti non può
evitare di darsi una organizzazione “da impresa”, considerando costi (materiali e di lavoro) e ricavi (tariffe, sia pure ridotte e selettive a seconda dei bisogni), entrate (rimborsi, sostegni, prestiti…) e uscite (forniture, retribuzioni, oneri…), utili o perdite.
Il volontariato invece – a parte alcune indispensabili spese di segreteria o spese vive di servizio (sempre secondo la concezione della sostenibile leggerezza, anche per quella parte impegnata su
fronti particolarmente complessi) – vive soprattutto di mobilitazione e vicinanza personale, in cui i servizi materiali sono un mezzo per esprimere il fine della prossimità solidale. E per questi oneri intervengono soprattutto le quote associative o la beneficienza, o contributi da parte di Enti quando affidano un incarico.
Insomma, una differenza che sarebbe importante ribadire e difendere, perché esprime davvero due realtà e due concezioni che intervengono fianco a fianco, ma con modalità e spirito diverso. Entrambe legittime, eppure non riducibili l’una all’altra. Il volontariato non costa nulla al fruitore, i servizi di un’azienda noprofit costano, magari poco, ma non potranno essere totalmente gratuiti (o li paga il fruitore o il contribuente salvo qualche benefattore). Né la confusione può essere giustificata dall’uso
frequente che l’impresa sociale fa dell’opera di volontari, perché quella circostanza non può basarsi su un calcolo economicistico (“non mi costa nulla”) ma dovrebbe tenere presente la specificità del
volontariato come “presenza umana”, al di là di una semplice “erogazione di servizio”. In altri termini il volontariato non può essere considerato semplicemente “manodopera gratuita” ma impegno
libero per il bene comune in logica personale di solidarietà, anche quando è “organizzato” cioè espresso collettivamente.
Secondo l’esperienza che noi tutti facciamo quotidianamente, il volontario non consegna, ma porge; non fa semplice presenza, ma ascolta-osserva-consiglia-conforta; addirittura sperimenta e inventa; non vende il suo impegno, ma impegna se stesso anche per difendere (advocacy) e prevenire, non solo per “servire” materialmente. C’è ancora tempo per chiarire con il Legislatore le peculiarità del cammino del volontariato, evitando l’errore di appiattirsi su aspetti economici e efficientistici, e recuperando l’ispirazione ideale e culturale della nostra presenza nella società. E’ necessario che il Legislatore interloquisca con realtà più ampie e varie di quanto abbia fatto finora. Non basta l’impresa sociale (Fondazioni, Cooperative, ONG…), perché essa è altra cosa rispetto all’associazionismo di tipo mutualistico (APS) e ancor di più rispetto al volontariato libero, cioè operante a favore dei non iscritti (ODV).
Siamo consci che anche nel volontariato è in corso una benefica evoluzione che tenga conto della necessità di una sempre migliore risposta alle aspettative della società, e contemporaneamente rimaniamo saldi nel rivendicare una presenza e una rappresentanza non mediata da altri. Per questa ragione intendiamo rilanciare la autoconvocazione proposta nel maggio dello scorso anno e abbandonata da alcuni dei nostri compagni di strada nella riforma del Terzo Settore, forse non sufficientemente consapevoli della importanza strategica del volontariato, e del suo significato nella società di oggi e di domani. L’autunno dovrebbe vedere quindi una ripresa della mobilitazione e un rilancio del dialogo ampio per ricostruire legami più solidi di solidarietà nel Paese. E noi sentiamo il dovere di farcene animatori con le forze che si riconoscono in questi valori che poi sono ben configurati nella “carta dei valori del volontariato” che condividiamo.
Piergiorgio Acquaviva
Il 6 giugno 2016 è una data importante, perché quel giorno la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la legge 106 che affida al Governo “la delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per
la disciplina del servizio civile universale”. C’è quasi un anno di tempo per l’adozione dei decreti sui vari e diversi ambiti. Un moderato ottimismo è quindi giustificato.
Quella data potrebbe addirittura diventare “storica” se si riuscirà a dissipare dubbi e perplessità che ancora permangono, perché a scorrere il testo non si trova chiarezza nella definizione di due realtà
sorelle, e proprio perché sorelle portatrici di caratteristiche proprie e distinte.
Parliamo di impresa sociale e volontariato. Volontariato si coniuga con gratuità, impresa sociale con profitto (certo, a cui gli azionisti rinunciano e che viene reinvestito nell’impresa). Essa infatti non può
evitare di darsi una organizzazione “da impresa”, considerando costi (materiali e di lavoro) e ricavi (tariffe, sia pure ridotte e selettive a seconda dei bisogni), entrate (rimborsi, sostegni, prestiti…) e uscite (forniture, retribuzioni, oneri…), utili o perdite.
Il volontariato invece – a parte alcune indispensabili spese di segreteria o spese vive di servizio (sempre secondo la concezione della sostenibile leggerezza, anche per quella parte impegnata su
fronti particolarmente complessi) – vive soprattutto di mobilitazione e vicinanza personale, in cui i servizi materiali sono un mezzo per esprimere il fine della prossimità solidale. E per questi oneri intervengono soprattutto le quote associative o la beneficienza, o contributi da parte di Enti quando affidano un incarico.
Insomma, una differenza che sarebbe importante ribadire e difendere, perché esprime davvero due realtà e due concezioni che intervengono fianco a fianco, ma con modalità e spirito diverso. Entrambe legittime, eppure non riducibili l’una all’altra. Il volontariato non costa nulla al fruitore, i servizi di un’azienda noprofit costano, magari poco, ma non potranno essere totalmente gratuiti (o li paga il fruitore o il contribuente salvo qualche benefattore). Né la confusione può essere giustificata dall’uso
frequente che l’impresa sociale fa dell’opera di volontari, perché quella circostanza non può basarsi su un calcolo economicistico (“non mi costa nulla”) ma dovrebbe tenere presente la specificità del
volontariato come “presenza umana”, al di là di una semplice “erogazione di servizio”. In altri termini il volontariato non può essere considerato semplicemente “manodopera gratuita” ma impegno
libero per il bene comune in logica personale di solidarietà, anche quando è “organizzato” cioè espresso collettivamente.
Secondo l’esperienza che noi tutti facciamo quotidianamente, il volontario non consegna, ma porge; non fa semplice presenza, ma ascolta-osserva-consiglia-conforta; addirittura sperimenta e inventa; non vende il suo impegno, ma impegna se stesso anche per difendere (advocacy) e prevenire, non solo per “servire” materialmente. C’è ancora tempo per chiarire con il Legislatore le peculiarità del cammino del volontariato, evitando l’errore di appiattirsi su aspetti economici e efficientistici, e recuperando l’ispirazione ideale e culturale della nostra presenza nella società. E’ necessario che il Legislatore interloquisca con realtà più ampie e varie di quanto abbia fatto finora. Non basta l’impresa sociale (Fondazioni, Cooperative, ONG…), perché essa è altra cosa rispetto all’associazionismo di tipo mutualistico (APS) e ancor di più rispetto al volontariato libero, cioè operante a favore dei non iscritti (ODV).
Siamo consci che anche nel volontariato è in corso una benefica evoluzione che tenga conto della necessità di una sempre migliore risposta alle aspettative della società, e contemporaneamente rimaniamo saldi nel rivendicare una presenza e una rappresentanza non mediata da altri. Per questa ragione intendiamo rilanciare la autoconvocazione proposta nel maggio dello scorso anno e abbandonata da alcuni dei nostri compagni di strada nella riforma del Terzo Settore, forse non sufficientemente consapevoli della importanza strategica del volontariato, e del suo significato nella società di oggi e di domani. L’autunno dovrebbe vedere quindi una ripresa della mobilitazione e un rilancio del dialogo ampio per ricostruire legami più solidi di solidarietà nel Paese. E noi sentiamo il dovere di farcene animatori con le forze che si riconoscono in questi valori che poi sono ben configurati nella “carta dei valori del volontariato” che condividiamo.
Piergiorgio Acquaviva
Etichette:
editoriale,
MoVI,
movità,
riforma terzo settore
Iscriviti a:
Post (Atom)











