Un assessore regionale si dimette, ma il problema dell'assistenza ai disabili gravi in Sicilia rimane. Come raccontano questi due articoli (uno dal Giornale di Sicilia del 22 febbraio 2017 e l'altro da Repubblica Palermo della stessa giornata) la situazione è divenuta insostenibile e monta la protesta (clicca sugli articoli per ingrandirli).
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mercoledì 22 febbraio 2017
martedì 18 ottobre 2016
A Palermo per chiedere il diritto alla Vita Indipendente
Dal MoVIS riceviamo questo comunicato stampa che volentieri pubblichiamo.
Giovedì 20 ottobre, saremo sotto il Palazzo della
Presidenza della Regione Sicilia, a Palermo in piazza Indipendenza, a partire
dalle ore 10:30 per chiedere ed ottenere il diritto alla Vita Indipendente.
Se in precedenza abbiamo avuto delle
interlocuzioni con diversi esponenti politici, arrivando anche a far presentare
un disegno di legge dal deputato regionale Nino Oddo, adesso, consapevoli della
cattiva volontà della classe politica regionale e soprattutto delle menzogne
che l’attuale Governo racconta in merito ai progetti Vita Indipendente, abbiamo
deciso di fare un sit-in per essere ricevuti dal Presidente della Regione e
avere chiarimenti ma anche, soprattutto, per dire all’opinione pubblica come
stanno le cose.
Infatti vogliamo far sapere a tutti quello che in
occasione della quinta conferenza nazionale sulla disabilità, tenutasi a
Firenze qualche settimana fa, diversi rappresentanti del mondo della disabilità
hanno illustrato al sottosegretario alle politiche sociali, ovvero la
scandalosa situazione in cui versa la Regione Sicilia, che, facendosi beffa dei
disabili gravi, si permette di dire all'osservatorio Onu di essere la regione
che spende di più per i progetti Vita Indipendente, che di fatto in Sicilia non
esistono nemmeno. https://www.youtube.com/watch?v=oDuWs_cyATo .
E pretendiamo che in questa vicenda intervenga direttamente il Ministro del
Lavoro e delle Politiche Sociali, il quale ha la responsabilità di non aver
verificato ciò che la Regione Sicilia ha dichiarato, limitandosi a trasmettere
la notizia all’osservatorio Onu per l’applicazione della Convenzione Sui
Diritti Delle Persone Disabili, che all’articolo 19 prevede appunto il diritto
alla Vita Indipendente.
Pertanto insieme alle altre associazioni
organizzatrici, cioè la Parent Project e Insieme Per L’Autismo, ci auguriamo
che molte persone partecipino alla nostra manifestazione e che i mezzi di
comunicazione facciano il loro dovere per portare la nostra protesta a
conoscenza di tutti e alle orecchie di chi ha il potere di intervenire.
Vittoria, 17 ottobre 2016
Carmelo
Comisi
Presidente
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giovedì 6 febbraio 2014
Associazioni mobilitate per un'amministrazione partecipata della città di Palermo
Qui sotto riportiamo il comunicato di convocazione di una conferenza stampa per il 7 febbraio alle ore 11 a Palazzo delle Aquile a Palermo. Si tratta della presa di posizione di un nutrito cartello di associazioni che protestano sulla impossibilità di partecipazione nelle scelte amministrative del Comune di Palermo.
CONFERENZA STAMPA VENERDI' 7 FEBBRAIO ORE 11 PER PROTESTARE CONTRO L'IMPOSSIBILITA' ,
NONOSTANTE LE PROMESSE E IL LAVORO FATTO,
DI PARTECIPARE CONCRETAMENTE ALLE SCELTE AMMINISTRATIVE
COMUNICATO STAMPA
NUTRITO IL CARTELLO DI ASSOCIAZIONI SCESO IN CAMPO PER PROTESTARE CONTRO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER L'IMPOSSIBILITA' DI PARTECIPARE ALLE SCELTE AMMINISTRATIVE
Al momento attuale sono circa 30, ma crescono sempre di più, le associazioni, i comitati e le organizzazioni che stanno condividendo un percorso comune, volto a ribadire la sordità dell’Amministrazione comunale rispetto alle richieste più volte avanzate in questi primi 20 mesi di lavoro rispetto alla necessità di normative, strumenti e pratiche di partecipazione necessarie per quel cambiamento di rotta che può garantire ai cittadini e alle cittadine la possibilità di “vigilare e incidere positivamente” sulla gestione dei beni comuni.
Un’esigenza sentita da più parti, che ha determinato l’uscita pubblica di un comitato allargato di realtà che alle ore 11 di venerdì 7 febbraio, nell’aula Rostagno di Palazzo delle Aquile, terrà una conferenza stampa per presentare le proprie critiche, richieste e proposte, insieme a una serie di dati ed elementi, a supporto di un lavoro che va avanti e cresce da mesi grazie alla collaborazione di chi opera quotidianamente nel territorio.
“Quello che diciamo da tempo – si legge nel documento prodotto dal cartello di associazioni – è che, a oggi, non risultano attivate le strumentazioni richieste a giugno del 2012 a Villa Niscemi e più volte sollecitate, quali consulte tematiche e di circoscrizione, conferenze cittadine, Albo della Associazioni, ma anche molto altro, che consentirebbero una partecipazione concreta e strutturata da parte della cittadinanza alle scelte amministrative. Sembra, per esempio, sempre di più allontanarsi, per motivazioni non certo sconosciute, l’approvazione di un Nuovo Statuto comunale, al quale abbiamo lavorato insieme alla Amministrazione, che renda la programmazione, la partecipazione e la trasparenza elementi fondanti di un nuovo modo di amministrare"
Sotto gli occhi di tutti, poi, l’atteggiamento di un’Amministrazione che non mette i cittadini in condizione di seguire i processi decisionali amministrativi, dando loro modo di avere accesso a tutte le informazioni e documentazioni relative.
“In virtù del fatto che lo stato generale della città non è significativamente cambiato in termini di emergenze e di qualità della vita - scrive ancora il comitato -, ma soprattutto ritenendo che la partecipazione può e deve essere un elemento fondante l’amministrazione per risolvere i gravi problemi della nostra città, chiediamo risposte certe e concrete”.
"Le cose che fa questa Amministrazione in termini di partecipazione - concludono- sono purtroppo solo 'formali'.... 'apparenza' e mai 'sostanza'.”.
E’ proprio in considerazione di tutto ciò che in conferenza stampa saranno annunciare le azioni e iniziative che verranno messe in campo per ottenere l’adempimento delle richieste e dei diritti sino a oggi inattesi.
Il cartello è attualmente formato dalle seguenti realtà, alle quali potranno aggiungersene altre se vorranno portare ulteriori contributi: A.N.A.B. (Associazione nazionale architettura biologica), A.N.D.E.(Associazione nazionale donne elettrici), Anghelos (Centro Studi sulla Comunicazione), Associazione Alab, Associazione Città in rete, Associazione Liberisempre, Associazione Mezzocielo, Associazione Palermo oltrelemura, Centro Commerciale Naturale Piazza Marina & Dintorni, C.E.S.M.I (Centro studi di medicina integrata), Comitato di cittadini per il Bene collettivo, Comitato Fondo Luparello, Comitato per la rinascita della costa e del mare, Comitato "piùdonnepiùPalermo", Coordinamento Palermo Ciclabile-Fiab, Forum delle Associazioni (Salvare Palermo, Italia Nostra Palermo, Adsi, Fai, Anisa), Amici dei Musei Siciliani, Idea e azione, Landinside, Neu [nòi] - spazio al lavoro, Professionisti Liberi, Verso la Favorita, Voci Attive, Urbrain, La Freccia di Abaris, Associazione Mandamento Tribunali, Comitato per il centro Storico Palermo.
Palermo, 3 febbraio 2014
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mercoledì 31 ottobre 2012
A Roma la manifestazione «Cresce il welfare, cresce l’Italia»
L'Agenzia di stampa Redattore Sociale racconta la manifestazione che si è svolta davanti a Montecitorio per protestare contro gli ulteriori tagli di fondi per le politiche sociali. Ecco la cronaca della manifestazione:
ROMA – C’è una qualche speranza che la legge di stabilità contenga dopo anni di tagli quell’inversione di tendenza chiesta a gran voce dalla rete “Cresce il welfare, cresce l’Italia”. Gli organizzatori dell’iniziativa hanno infatti incontrato nel corso della mattinata, in momenti diversi, tutti i gruppi parlamentari presenti a Montecitorio e tutti i partiti hanno convenuto sull’idea che “ci vuole un segnale in questo senso”. L’ipotesi è quella di mettere a disposizione una cifra quantificata in “400 o 500 milioni di euro” complessivi, per rifinanziare almeno il Fondo per le politiche sociali e quello per la non autosufficienza. Segni di attenzione sono venuti anche riguardo alle altre richieste avanzata dalla rete, in particolare per ciò che riguarda il taglio del 10% alla sanità e l’aumento dell’Iva per le prestazioni delle cooperative sociali. “E’ un bilancio positivo – dice Paola Menetti, presidente di Legacoopsociali – e vigileremo affinché il comportamento parlamentare rifletta le parole che ci sono state dette: è vero che i vari partiti hanno espresso modalità differenti attraverso cui arrivare al segnale di un rifinanziamento dei fondi sociali, ma è altrettanto vero che l’obiettivo da raggiungere è stato da tutti condiviso”.
In ordine cronologico, mentre in piazza Montecitorio oltre mille persone manifestavano per chiedere a governo e parlamento un’inversione di tendenza, la delegazione di “Cresce il welfare, cresce l’Italia” ha incontrato anzitutto il gruppo del Pd, con il capogruppo Franceschini e alcuni parlamentari (fra di essi, Margherita Miotto, Michele Ventura e Donata Lenzi), e a seguire il gruppo dell’Udc, guidato dal segretario politico Lorenzo Cesa e dai parlamentari Antonio De Poli e Gianluca Galletti. Successivamente, è stata la volta del gruppo Lega Nord, con i deputati Gianpaolo Dozzo e Massimiliano Fedriga, cui ha fatto seguito l’incontro con il vicepresidente del gruppo di Italia dei valori alla Camera Antonio Borghesi. Infine, è stata la volta prima del Pdl, con il capogruppo Fabrizio Cicchitto e alcuni parlamentari (fra di essi, Melania Rizzoli e Barbara Saltamartini) e a chiudere la mattinata il confronto con Benedetto della Vedova per il gruppo di Futuro e Libertà. A rappresentare la rete del welfare c’erano Paola Menetti di Legacoopsociali, Pietro Barbieri della Fish, Fausto Casini dell’Anpas, Stefano Daneri della Cgil e Filippo Fossati della Uisp.
In conferenza stampa, mentre ancora l’incontro con Fli è in corso, Paola Menetti fa il punto della situazione: “E’ da sottolineare, perché non era scontato, che vi sia stato l’incontro con i gruppi parlamentari e che tutti abbiano condiviso il fatto che occorre dare un segnale di inversione di tendenza”. La cifra che si ipotizza, 400 o 500 milioni, “non è certo sufficiente in termini generali, ma dopo anni di segno negativo l’importanza di avere un segno più nella colonna dei finanziamenti ai fondi sociali sarebbe importantissima”. La rete ha presentato poi anche altri punti, ad iniziare dalla richiesta di eliminazione di tagli per gli acquisti di beni e servizi sanitari nella misura del 10%: “Molti gruppi parlamentari hanno annunciato di aver presentato emendamenti sul tema o di volere farlo entro la chiusura dei termini prevista per questa sera”. Sul tema però “molte perplessità ci sono sul fatto che si possa pensare che questa norma venga espunta dal provvedimento” – precisa Menetti – anche vista “la ferma determinazione del governo a mantenere i saldi invariati e alla difficoltà a trovare e a quantificare nuove ipotesi di copertura”. In ogni caso – continua – “abbiamo trovato attenzione alla richiesta di un non automatismo nell’applicazione della norma, perché le regioni possano modulare l’applicazione sull’intero complesso di acquisizione di beni e servizi e possano dunque fare delle scelte di priorità rispetto a quali ambiti intervenire, anche con la consultazione delle associazioni sociali del territorio”. In questo, viene precisato, non si è fatto altro che ribadire una richiesta già arrivata dalla Conferenza delle Regioni. Sull’Iva alle cooperative sociali, poi, i gruppi parlamentari hanno ugualmente avanzato numerosi emendamenti che prevedono in larga misura la soppressione di tale previsione dal provvedimento (ska, fonte Redattore Sociale 31ott12).
ROMA – C’è una qualche speranza che la legge di stabilità contenga dopo anni di tagli quell’inversione di tendenza chiesta a gran voce dalla rete “Cresce il welfare, cresce l’Italia”. Gli organizzatori dell’iniziativa hanno infatti incontrato nel corso della mattinata, in momenti diversi, tutti i gruppi parlamentari presenti a Montecitorio e tutti i partiti hanno convenuto sull’idea che “ci vuole un segnale in questo senso”. L’ipotesi è quella di mettere a disposizione una cifra quantificata in “400 o 500 milioni di euro” complessivi, per rifinanziare almeno il Fondo per le politiche sociali e quello per la non autosufficienza. Segni di attenzione sono venuti anche riguardo alle altre richieste avanzata dalla rete, in particolare per ciò che riguarda il taglio del 10% alla sanità e l’aumento dell’Iva per le prestazioni delle cooperative sociali. “E’ un bilancio positivo – dice Paola Menetti, presidente di Legacoopsociali – e vigileremo affinché il comportamento parlamentare rifletta le parole che ci sono state dette: è vero che i vari partiti hanno espresso modalità differenti attraverso cui arrivare al segnale di un rifinanziamento dei fondi sociali, ma è altrettanto vero che l’obiettivo da raggiungere è stato da tutti condiviso”.
In ordine cronologico, mentre in piazza Montecitorio oltre mille persone manifestavano per chiedere a governo e parlamento un’inversione di tendenza, la delegazione di “Cresce il welfare, cresce l’Italia” ha incontrato anzitutto il gruppo del Pd, con il capogruppo Franceschini e alcuni parlamentari (fra di essi, Margherita Miotto, Michele Ventura e Donata Lenzi), e a seguire il gruppo dell’Udc, guidato dal segretario politico Lorenzo Cesa e dai parlamentari Antonio De Poli e Gianluca Galletti. Successivamente, è stata la volta del gruppo Lega Nord, con i deputati Gianpaolo Dozzo e Massimiliano Fedriga, cui ha fatto seguito l’incontro con il vicepresidente del gruppo di Italia dei valori alla Camera Antonio Borghesi. Infine, è stata la volta prima del Pdl, con il capogruppo Fabrizio Cicchitto e alcuni parlamentari (fra di essi, Melania Rizzoli e Barbara Saltamartini) e a chiudere la mattinata il confronto con Benedetto della Vedova per il gruppo di Futuro e Libertà. A rappresentare la rete del welfare c’erano Paola Menetti di Legacoopsociali, Pietro Barbieri della Fish, Fausto Casini dell’Anpas, Stefano Daneri della Cgil e Filippo Fossati della Uisp.
In conferenza stampa, mentre ancora l’incontro con Fli è in corso, Paola Menetti fa il punto della situazione: “E’ da sottolineare, perché non era scontato, che vi sia stato l’incontro con i gruppi parlamentari e che tutti abbiano condiviso il fatto che occorre dare un segnale di inversione di tendenza”. La cifra che si ipotizza, 400 o 500 milioni, “non è certo sufficiente in termini generali, ma dopo anni di segno negativo l’importanza di avere un segno più nella colonna dei finanziamenti ai fondi sociali sarebbe importantissima”. La rete ha presentato poi anche altri punti, ad iniziare dalla richiesta di eliminazione di tagli per gli acquisti di beni e servizi sanitari nella misura del 10%: “Molti gruppi parlamentari hanno annunciato di aver presentato emendamenti sul tema o di volere farlo entro la chiusura dei termini prevista per questa sera”. Sul tema però “molte perplessità ci sono sul fatto che si possa pensare che questa norma venga espunta dal provvedimento” – precisa Menetti – anche vista “la ferma determinazione del governo a mantenere i saldi invariati e alla difficoltà a trovare e a quantificare nuove ipotesi di copertura”. In ogni caso – continua – “abbiamo trovato attenzione alla richiesta di un non automatismo nell’applicazione della norma, perché le regioni possano modulare l’applicazione sull’intero complesso di acquisizione di beni e servizi e possano dunque fare delle scelte di priorità rispetto a quali ambiti intervenire, anche con la consultazione delle associazioni sociali del territorio”. In questo, viene precisato, non si è fatto altro che ribadire una richiesta già arrivata dalla Conferenza delle Regioni. Sull’Iva alle cooperative sociali, poi, i gruppi parlamentari hanno ugualmente avanzato numerosi emendamenti che prevedono in larga misura la soppressione di tale previsione dal provvedimento (ska, fonte Redattore Sociale 31ott12).
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venerdì 21 ottobre 2011
L'Unione italiana ciechi di Palermo contro il ddl nazionale per il riordino della spesa sociale
La sezione di Palermo dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti scende in campo contro il disegno di legge 4566 di «Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale». Presentato alla Camera dei deputati dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il Ddl, al momento all'esame delle commissioni Finanza e Affari sociali, prevede in particolare una serie di norme di riqualificazione e di riordino della spesa in materia sociale. Misure che però non vanno giù al consiglio provinciale dell'Uic che, nella riunione dello scorso dodici ottobre, ha deciso di aderire alla mobilitazione sollevata dall'Unione italiana ciechi nazionale, dalla Fand-Federazione Associazioni Nazionali Disabili e dalla Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap). L'Uic di Palermo ha infatti istituito un Comitato permanente di agitazione per coordinare la partecipazione dei non vedenti palermitani alle iniziative di protesta dell’Uic nazionale, della Fand e della Fish.«Il Ddl 4566 contiene principi devastanti i quali se attuati, farebbero tornare il mondo della disabilità al Medioevo con il rischio dell’emarginazione e dell’esclusione sociale – ha dichiarato il presidente provinciale dell'Uic, Giuseppe Scaccia. Tutto questo non è accettabile, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti difenderà con tutte le sue forze l’indennità di accompagnamento al solo titolo della minorazione, che è stata ed è una delle più belle pagine del Parlamento Italiano”.
Il 18 ottobre scorso le ragioni della Fish sono state ascoltate, in audizione, dalla Commissione affari sociali della Camera. In un documento, lasciato agli atti della Camera, la Fish ha posto in assoluta evidenza quali saranno «gli effetti nefasti» sulle famiglie italiane, sulle persone con disabilità e sui diritti soggettivi. «Il disegno di legge delega sulla riforma assistenziale è inemendabile nei contenuti, nella forma, nelle finalità e nei metodi» ha perentoriamente dichiarato Pietro Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap, a margine dell'audizione. Dalla Federazione italiana per il superamento dell’handicap tengono a sottolineare che la stroncatura della Fish al ddl per la qualificazione e il riordino della spesa in materia sociale «si aggiunge alle altre stroncature che il disegno di legge ha subito alla prima analisi in Commissione affari sociali. La più rilevante quella della Corte dei conti, ma altrettanto decise critiche sono arrivate, finora, anche dai Sindacati e da Confindustria». (andrea uzzo)
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giovedì 6 ottobre 2011
Dal Consiglio Nazionale UILDM un grido unanime contro i tagli previsti dalle manovre governative
A proposito delle ricadute sociali delle manovre varate ultimamente dal governo Berlusconi, ecco la presa di posizione della UILDM nazionale:Dall’incontro, svoltosi il 1° ottobre, è emersa la profonda preoccupazione di tutti i rappresentanti dell’Associazione, in particolare dei Presidenti Provinciali, per le conseguenze che avranno per le persone con disabilità i provvedimenti del Governo in ambito di Politiche Sociali.
È quanto mai viva, all’interno dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM), la lotta per i diritti delle persone con disabilità. Come dimostrato con il sostegno offerto alle manifestazioni promosse da alcune Sezioni Provinciali dell’Associazione e a livello nazionale dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per non cedere ai metodi e alle forme con cui il Governo tenta di gestire il delicato momento di crisi che stiamo attraversando, nella UILDM il livello di guardia rispetto ai provvedimenti in ambito di Politiche Sociali è altissimo. Fin d’ora, ma in particolare dal 2012, infatti, le conseguenze per le persone con disabilità derivanti dalle Manovre economiche di luglio e agosto si faranno sentire in modo drammaticamente concreto e reale.
«Non possiamo e non vogliamo aspettare quel momento per dare il nostro contributo alla mobilitazione, perché potrebbe essere veramente troppo tardi», fanno sapere alcuni dei Presidenti Provinciali UILDM che si sono riuniti a Pisa e hanno dedicato ampio spazio del loro consueto incontro al confronto su questo importantissimo tema. «Noi siamo lo specchio della UILDM sul territorio italiano e possiamo testimoniare che il disagio in questo senso è già molto sentito e sempre più diffuso. Per questo abbiamo deciso di alzare quanto più possibile la nostra voce, a nome e per conto di tutti coloro che in questo momento non sono in grado di farlo e che tra qualche mese saranno i primi a pagare le conseguenze di provvedimenti che violano i diritti umani, prima ancora di quelli civili».
Dopo l’approvazione della seconda Manovra economica, la previsione del Movimento delle Persone con Disabilità è che nei prossimi mesi, in Italia, il 25-30% delle persone si veda privato dei Servizi Sociali (servizi e prestazioni vari per bambini, persone anziane e con disabilità) di cui oggi si avvale, in particolare in conseguenza ai pesantissimi tagli agli enti locali.
Come segnalato anche nel sito nazionale www.uildm.org, a rendere la situazione ancora più difficile ricordiamo che si attende la discussione in Parlamento della questione legata alla delega che il Governo ha chiesto per la riforma assistenziale, al fine di realizzare entrate rapide e sicure. Con la spada di Damocle di questa iniziativa da un lato e il Fondo per le Politiche Sociali ridotto sempre più drasticamente e quello per la Non Autosufficienza azzerato dall’altro, la prospettiva per le persone con disabilità è che circa una su tre perda l’indennità di accompagnamento.
Chiediamo dunque a tutti i cittadini italiani di essere consapevoli di questa situazione e di prendere una posizione, sostenendo la mobilitazione odierna e quella futura in difesa dei diritti delle persone con disabilità nel nostro Paese.
Padova, 4 ottobre 2011
Alberto Fontana – Presidente Nazionale UILDM
domenica 21 novembre 2010
Il settimanale Vita lancia una sottoscrizione contro i tagli al 5 per mille
Piovono firme. Letteralmente. Alla petizione di Vita.it “Ripristinate subito il 5 per mille”. In sole 36 ore si sono già superate le 4mila firme. Hanno già firmato più di 1.000 organizzazioni non profit e oltre 3.000 cittadini. Importanti anche le adesioni di tanti enti locali e imprese. L'obiettivo è raggiungere per mercoledì le 10 mila firme. Settimana prossima è determinante, o si riesce a costringere il Governo a presentare un emendamento di maggioranza per reintegrare subito la copertura di una norma sperimentale (sic) da 5 anni, oppure ci si dovrà accontentare delle imbarazzanti promesse di reintegrare la copertura ad aprile 2011! Coraggio firmate e fate firmare, con il Volontariato, il Forum del Terzo settore e tantissime non profit si sta preparando una settimana di mobilitazione. Stiamo all'erta.
Petizione "Ripristinare il 5 per mille"
La protesta raccontata da Repubblica del 22nov10
Petizione "Ripristinare il 5 per mille"
La protesta raccontata da Repubblica del 22nov10
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