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domenica 28 maggio 2017

Presentazione Index 2017 WeWorld: focus sulle politiche sociali a Palermo

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La realtà sociale delle bambine, dei bambini e delle donne in Italia e nel mondo: è questo il tema della ricerca condotta dall’Organizzazione non governativa WeWorld nel documento Index 2017 che sarà presentato il 30 maggio 2017, alle ore 17.00, presso l’Istituto Arrupe in via Franz Lehar, 6 a Palermo.
Il seminario intende aprire una riflessione sul livello di inclusione ed esclusione delle fasce sociali interessate dall’indagine al fine di trarne un bilancio delle politiche sociali nel Comune di Palermo.
L’invito è stato rivolto anche agli assessori alle attività sociali/beni comuni/famiglia designati dai candidati a sindaco di Palermo per offrire la visione territoriale, lo scenario e i programmi futuri delle politiche di welfare nella nostra città.
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martedì 18 ottobre 2016

Tratta delle migranti, grazie al volontariato finalmente se ne parla

Lo scorso fine settimana l'iniziativa dell'associazione di volontariato Donne di Benin City di Palermo ha fatto discutere sul fenomeno, molto evidente sui marciapiedi delle grandi città ma poco conosciuto dall'opinione pubblica, della tratta delle donne (africane e non) da avviare alla prostituzione. Anche il Giornale di Sicilia ha dato ampio spazio all'argomento nell'edizione del 16 ottobre 2016. Ecco i due articoli (clicca sulle immagini per ingrandirle).

giovedì 14 aprile 2016

Concerto per la Freedom flottilla

Venerdì 15 aprile 206 alle ore 18, presso la Chiesa di Santa Maria in Valverde in Largo Cavalieri di Malta a Palermo, un'orchiestra composta da 23 ragazzi e ragazze fra 12 e 18 anni suonerà il concerto "La barca delle donne per Gaza", iniziativa realizzata per sostenere la "Freedom flottilla" di barche internazionali che da alcuni anni sostiene il popolo di Gaza in Palestina.
I giovani, tutti studenti della scuola Waldorf di Aachen in Germania, suoneranno un repertorio di musica classica (Vivaldi, Bramhs) e contemporanea (Djawadi), oltre che musiche tradizionali di diversi paesi (Klezmer, Tango, Folk).
La manifestazione, organizzata con la scuola Waldorf di Palermo, è a ingresso libero

martedì 1 marzo 2016

Urla del silenzio, conferenza sul ruolo di cura svolto dalle donne nelle lunghe degenze

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Si svolge a Cefalù il 3 marzo 2016 alle ore 17 nella Sala delle Capriate del Palazzo comunale. L'incontro è promosso FIDAPA BPW - Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari - Sezione di Cefalù in collaborazione con A.R.R.Ce. Ass. Risveglio e Riabilitazione Cefalù e Associazione Radioamatori Uniti del Mediterraneo - Volontariato e Protezione Civile.
Scopo dell'iniziativa è dare rilevanza al disagio della donna nel ruolo di madre/moglie/congiunta/parente, chiusa nel silenzio del proprio dolore, durante l'attesa di un segno tangibile di guarigione del proprio caro, colpito da un evento clinico grave.
La conferenza è organizzata con il supporto del CeSVoP e il gratuito patrocinio del Comune di Cefalù.
INTERVENGONO:
Rosario LA PUNZINA; Antonella MARINARO; Nino SANTANGELO; Franco LA ROSA; Giuliana CARDINALE; Francesca RUBINO; Giuseppina SEIDITA; Toni FRANCO
MODERA: Nunzio BRUNO

sabato 12 gennaio 2013

A Palermo presentazione del progetto "Una rete in form…azione"

Si tratta di un percorso formativo per migliorare l’assistenza sanitaria alle vittime di violenza di genere e stalking, realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e la scheda di sintesi dello stesso.
Verrà presentato il 14 gennaio 2013 dalle ore 9 nell'Aula Ascoli dell'A.O.U. Policlinico “Paolo Giaccone” in Via del Vespro, 129 a Palermo. Capofila dell'intervento è proprio il Policlinico che ha avuto approvata l'iniziativa nell'ambito delle azioni finanziate a valere sul Piano Nazionale contro la violenza di genere e lo stalking. Partner dell'intervento sono L'ARNAS Civico, l'AOOR Villa Sofia Cervello e l'associazione Le Onde Onlus.
Il Progetto si avvale dell’esperienza maturata dalla “Rete contro la violenza alle donne ed ai minori della città di Palermo”. I dati da essa rilevati evidenziano una larga diffusione della violenza nelle relazioni di intimità, ancora non affrontata adeguatamente dai servizi pubblici a causa dell’assenza di buone pratiche e dell’insufficiente strumentazione tecnico-metodologica. L'intervento si fa carico della necessità di strutturare percorsi formativi specifici e specialistici per affrontare la complessità del tema, facilitare l’emersione del fenomeno e rispondere ai bisogni delle donne.

venerdì 14 dicembre 2012

Donne in ogni fase della vita. Benessere, affettività, rischio povertà e violenza nella vita delle donne anziane

Essere donna anziana oggi, che percezione si ha del proprio corpo e dello stato di salute; quanto conta il pregiudizio di chi pensa che affettività e sesso non sono per gli anziani; le violenze psicologiche e fisiche dalle donne anziane; quanto l’età anziana femminile è esposta a situazioni di disagio economico e di povertà. Tutti questi aspetti sono stati esplorati da Auser Nazionale in sei focus group, realizzati in 6 diverse città italiane (Ancona, Genova, Napoli, Pescara, Rovigo e Udine) nel periodo compreso tra maggio e settembre 2012. Sono state coinvolte circa 100 donne volontarie Auser con prevalenza delle ultra60enni, circa il 70%, mentre la restante quota era costituita soprattutto da over 50.
I risultati di questa indagine qualitativa di carattere sperimentale, verranno presentati a Roma in occasione di un convegno nazionale lunedì 17 dicembre a partire dalle ore 14 presso il Centro Congressi delle Carte Geografiche.
Parteciperanno, fra gli altri: Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Claudia Bassanino medico chirurgo e ginecologa; Carla Cantone segretario generale Spi Cgil; Vera Lamonica segretario nazionale Cgil.
Conclude i lavori Michele Mangano, presidente nazionale Auser.
L’obiettivo era quello di acquisire elementi conoscitivi su alcune tematiche che l’Auser considera prioritarie per mettere in campo e promuovere iniziative di sensibilizzazione.
Le donne anziane oggi: attive in famiglia e presenti nel volontariato; vivono più a lungo ed hanno un reddito più basso rispetto agli uomini
Nelle poche ricerche disponibili, per diversi aspetti le donne anziane italiane risultano attive nella rete familiare, centrali nei flussi di scambio fra le generazioni, presenti nelle attività di volontariato, facendo emergere i contorni di un’età anziana più disponibile a fornire piuttosto che a ricevere aiuto. Nel 2009, si calcola che sono state prestate 3 miliardi di ore di aiuto informale, 2,2 miliardi delle quali sono state prestate da donne.
Le donne anziane sono mediamente poco scolarizzate, caratteristica che non sarà prevalente in coloro che saranno in quelle classi di età fra vent’anni; hanno aspettative di vita maggiori ma anche più anni di vita afflitti da disabilità rispetto agli uomini (5 anni con gravi disabilità rispetto ai 2 degli uomini). Presentano un reddito molto più basso di quello degli uomini; inoltre, le abitazioni delle donne anziane italiane sono molto modeste e spesso più insoddisfacenti di quelle degli uomini anziani.
La violenza alle donne anziane, fenomeno in preoccupante crescita
In Italia non disponiamo ancora di un quadro preciso del fenomeno della violenza contro le persone anziane e le donne nello specifico. Tuttavia vi sono diverse fonti indirette, di natura istituzionale e provenienti dal patrimonio dell’associazionismo femminile (centri anti violenza e Casa delle donne), che delineano il fenomeno come diffuso e in continua espansione (condotte attive ma anche omissive) in relazione a diverse cause e variabili. Limitazioni, maltrattamenti e forme di esclusione nelle condizioni di vita femminile anziana trovano molti silenzi e reticenze nella rappresentazione sociale e nelle culture professionali ancora intrise di stereotipi di genere, di pregiudizi sulla vecchiaia e, data la scarsità di risorse pubbliche, di forti obbligazioni familiari.
I risultati emersi in alcune indagini, tuttavia, sottolineano alcune preoccupanti recenti linee di tendenza. le donne anziane sono un gruppo vulnerabile perché hanno più difficoltà nel difendersi, nel chiedere aiuto, meno consapevoli dei loro diritti e spesso molto spaventate da progettare una vita lontane da chi le aggredisce frequentemente. Sono anche poco consapevoli di che cosa sia la violenza, dal momento che hanno spesso considerato il maltrattamento dei familiari come una modalità relazionale, proprio in quanto donne.
C’è il rischio inoltre che la recessione economica e i tagli alle politiche di Welfare aumentino la pressione economica sulle famiglie incrementando il rischio della vulnerabilità delle persone anziane e con esso il rischio di maltrattamento. Le diseguaglianze sociali possono aumentare le discriminazioni di genere anche tra le persone anziane causando differenti tipi di violenze.
I risultati dei focus group “Abbiamo dentro una enorme energia positiva”
Le testimonianze hanno lasciato intravedere che la donna anziana ha enormi potenzialità in termini di energia fisica e psichica e di sviluppo di relazioni sociali e affettive con gli altri e con il partner. In tante testimonianze, le partecipanti hanno sostenuto che quando si è anziane si può avere "un’enorme energia positiva", utile a se stesse e agli altri; più di una ha affermato che "la donna anziana è più affettuosa e sensibile rispetto al passato". Allo stesso modo c’è stato accordo sulla importanza della sessualità per la vita della donna anziana. “Si vive in modo diverso rispetto al passato, magari con qualche cautela e accorgimento in più, ma è parte integrante della mia vita, in certi casi è appagamento”, ha spiegato Francesca, 67 anni. Per le partecipanti, la sessualità è un tema “naturale” della donna, anche di quella anziana. Dice Marilena, 64 anni, “l’affettività alle persone anziane manca molto, siamo abituati a pensare che l’amore o l’affetto sia destinato solo ai giovani, il bisogno di affetto non finisce mai, quanto è importante allungare la mano e trovare la persona”. E' emerso, però, che quando energia e consapevolezza sono presenti, allora è più facile che la donna possieda un buon livello di scolarizzazione oppure abbia alle spalle un'attività lavorativa o esperienze socio-culturali che le hanno consentito di sviluppare percorsi di vita interiore "autonomi".
Le relazioni con i figli
Non c’è una comunicazione piena, in senso bidirezionale, tra genitori anziani e figli. "Vieni ascoltata davvero solo se stai male, per il resto devi essere utile, me ne accorgo quando in famiglia si devono prendere decisioni importanti, non vengo coinvolta”, sostiene una donna. Un’altra: “In casa spesso la donna anziana è apprezzata solo come sostegno per i figli e i nipoti, le sue opinioni contano poco”. Spesso i figli non accettano i bisogni della madre anziana, “non vedono di buon occhio che la madre vedova possa rifarsi una vita, è una questione di soldi ma anche puro egoismo”. Ha detto Tiziana, 58 anni: “penso sempre alla storia di mia madre, in famiglia ormai non ha voce in capitolo, ma è una persona saggia. Infine, il rapporto con i figli è vissuto con preoccupazione anche per il fatto che numerosi giovani, in gran parte appartenenti ai nuclei familiari di origine, non lavorano o sono disoccupati per effetto dei recenti processi di crisi.
Le condizioni di povertà e la donna anziana
“E’ il problema più grave in questo momento”, hanno sostenuto in molte. Povertà e stenti economici caratterizzano fortemente la condizione attuale della donna anziana, poco protetta dal sistema previdenziale a causa delle forti ineguaglianze interne alla struttura occupazionale. Si è posto l’accento sulle donne anziane istituzionalizzate, ma anche sugli effetti che la povertà può avere sulla percezione di sé della donna. La povertà è più che una semplice mancanza di reddito: è anche mancanza di sicurezza, di voce, di scelte. La voce delle donne povere, specie se anziane, raramente viene ascoltata. La povertà si manifesta in diverse forme e colpisce le persone in maniera differente. Le donne subiscono gli effetti della povertà in maniera particolare a causa del loro ruolo nella società, nella comunità e nella famiglia.
In generale, tuttavia, dagli incontri è emersa in ogni momento la consapevolezza che la donna anziana, in quanto donna, ha in sé molte risorse per far fronte ai problemi della vita e ai condizionamenti culturali. “Si tratta di aiutare le altre donne a far uscir fuori questa consapevolezza”. Si tratta di dar vita a un nuovo modo di rappresentare le donne anziane e di fare volontariato, volto a far crescere consapevolezza e responsabilità dentro e fuori dell'organizzazione. Le donne anziane non sono vittime passive. Possono essere cittadine partecipi e attiviste, possono organizzarsi, chiedendo giustizia e riconoscimento delle responsabilità. Secondo Amnesty le donne spesso sono gli agenti del cambiamento più affidabili e di successo, non solo per famiglie e comunità ma per tutta la società. Gli esempi di questo cambiamento positivo possono essere trovati in ogni parte del mondo.

domenica 11 marzo 2012

Festa della donna a Trapani, il convegno dell'Auser provinciale

Un momento dell'incontro
In occasione della festa della donna, l’Auser provinciale di Trapani, lo SPI- CGIL, la CGIL provinciale Trapani, con la partecipazione del Centro Pio La Torre di Palermo e con la collaborazione del CESVOP, hanno organizzato una tavola rotonda che ha affrontato il tema della tutela della donna dalla violenza, spesso invisibile e nascosta tra le mura domestiche. Il Convegno, che si è tenuto all’Hotel Crystal, dal titolo “Parliamone….Insieme. Contro la violenza sulle donne per il diritto di vivere sicuri e liberi” è stato un importante momento di discussione e confronto.
Il Convegno, si è aperto con i saluti di Antonella Granello, segretario provinciale dello SPI CGIL di Trapani che ha posto l’accento sulle ragioni di questo convegno “La conoscenza del fenomeno della violenza sulle donne e del territorio è essenziale per un maggiore controllo delle situazioni di interesse. Il confronto con le associazioni, le istituzioni e il mondo del volontariato che opera in uno specifico territorio è fondamentale per combattere la violenza sulle donne ed è quello che ci proponiamo di fare con questo convegno”. A seguire Giuditta Petrillo, presidente provinciale dell’Auser di Trapani, che ha coordinato i lavori, ha commemorato le tre donne siciliane: Maria Lauretti, Giuseppina Cammarata e Concetta Prestifilippo morte, assieme ad altre 126 operaie, nell’incendio divampato l’8 marzo 1908 in un’industria tessile di New York mentre lottavano per i propri diritti. Vincenzo Borruso, medico e autore del libro “La Donna, sorvegliata e punita” ha affrontato le diverse cause che storicamente e culturalmente hanno decretato la subalternità della donna nei confronti dell’uomo. Il presidente del Centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco, ha ricordato la legge contro lo stalking del 2009, che sebbene riguardi tutti i soggetti è particolarmente importante nella difesa delle donne: “In Italia le donne che hanno subito violenze nell’arco della propria vita sono più di 10 milioni. Occorre denunciare affinché gli atti di violenza finiscano e la denuncia deve essere immediata. Le violenze riguardano tutti gli strati sociali” Rita Montagnani, Commissario Capo della Questura di Trapani ha spiegato che “all’interno della Questura sono presenti sezioni specializzate che si occupano esclusivamente delle violenze sulle donne e sui minori. Quello che riscontriamo è che nelle violenze che avvengono in ambito domestico, la vittima generalmente tace, perché spesso è ricattata e nega le stesse violenze subite, questo rende le indagini molto difficili. Nella maggior parte dei casi la segnalazione non è effettuata da parte vittima, ma dal servizio sanitario o dagli assistenti sociali. La vittima comincia a raccontarsi solo quando è sicura e si sente protetta”. E’ intervenuta poi Abate Demetra, Responsabile dei Consultori della Provincia di Trapani, che ha posto l’attenzione sull’aumento nel 2011 del numero delle persone che denunciano abusi in provincia. I consultori della provincia di Trapani sono 14 e dispongono di assistenti sociali, psicologi, sociologi e ginecologici. Molti spunti sono giunti dalle testimonianze di Alida Caldarella, psicologa volontaria presso l’Auser di Marsala per il servizio Filo d’Argento, Mara Cortiniglia volontaria referente per l’associazione Le Onde e Maria Pia Bonfiglio, assistente sociale e volontaria presso il Centro antiviolenza Buseto Valderice, un Centro di Ascolto che opera nelle scuole, nelle parrocchie e nelle associazioni. Mariella Maggio, segretario generale CGIL Sicilia ha sottolineato “La grande assenza del Welfare e di strutture di assistenza sociale nella nostra regione induce molte donne a ritirarsi dal mondo del lavoro per accudire i figli o i genitori, subordinandole all’uomo. Le donne suppliscono infatti alla mancanza di servizi, restando a casa, quando ‘lo stare a casa’ deve essere una scelta. In Sicilia solo il 28% delle donne lavora, quello che occorre è un cambiamento culturale, ma questo non può avvenire solo attraverso le leggi, bisogna attivarlo e farlo crescere gradualmente, giorno dopo giorno. Oggi le donne si trovano costrette a firmare le famose ‘dimissioni in bianco’ al momento dell’assunzione, che vengono tirate fuori dall’azienda in caso di gravidanza. Questa è una delle principali battaglie in cui è impegnato il sindacato per riconquistare la dignità del lavoro”. Al termine la ricercatrice di tradizioni popolari Irene Gambino ha esposto in musica il tema trattato. (anna laura casano)

Intervista a Giuditta Petrillo, presidente provinciale dell'Auser di Trapani

Intervista a Vincenzo Borruso, medico ed editorialista

mercoledì 22 febbraio 2012

Alla vigilia di Villaggio Solidale un profilo del volontariato italiano

L'Agenzia di stampa Redattore Sociale sintetizza i dati emersi da una ricerca condotta sul volontariato in Italia e che è stata presentata in occasione di "Villaggio Solidale", il Salone del Volontariato che si apre domani a Lucca. Ecco i dati più salienti riportati da Redattore Sociale:

Nelle associazioni di volontariato, soltanto due volontari su dieci hanno meno di 35 anni. E’ questo uno dei dati principali che emerge dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia”, condotta su 2.012 associazioni estratte dall'universo di tutte quelle iscritte ai registri regionali/provinciali e promossa dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) e dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv), una ricerca che fa il punto sui tratti salienti del volontariato, facendo emergere anche alcune criticità, e che esce alla vigilia del salone nazionale del volontariato, al via domani a Lucca.
Dai dati della rilevazione Fvp-Cnv viene confermata l’esistenza di una crisi generazionale del volontariato italiano. Su 100 soci ‘attivi’ nelle OdV del campione, meno di 23 hanno meno di 35 anni. Le OdV del Nord-Est sembrano avere la ‘maglia nera’ della presenza giovanile con solo il 17% di soci ‘attivi’ giovani, mentre nel Centro-Italia osserviamo la quota massima della presenza giovanile del campione (che è comunque inferiore al 28%). Le OdV del settore ambientale e internazionale hanno le basi associative giovanili ‘attive’ in proporzione più numerose (qui i giovani sono più del 35% dei soci ‘attivi’). Sebbene la membership delle OdV del campo della donazione abbia molti elementi peculiari, è comunque da osservare che la percentuale di soci ‘attivi’ giovani sul totale dei soci ‘attivi’ è la più alta del campione di OdV intervistate (il 37%). 
Confermata la tendenza a trovare pochi giovani soprattutto nelle posizioni di vertice: solo il 5% dei presidenti delle OdV non operanti nel campo della donazione ha meno di 35 anni. Per le associazioni della donazione la percentuale scende al 3%.
Occorre comunque osservare, si spiega nella ricerca, che le percentuali della presenza ‘attiva’ dei giovani nelle OdV intervistate non sono così differenti dalla struttura demografica italiana, nella quale per ogni residente tra i 16 ed i 35 anni vi sono quasi 3 residenti oltre i 36 anni.

Poche donne ai vertici delle organizzazioni di volontariato italiano. Dai dati raccolti dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia” emerge che il presidente è maschio in 2 OdV su 3 (66,3%). Percentuale ancora più bassa nel campo della donazione, dove le donne ricoprono la carica di presidente solo nel 20% dei casi (1 su 5) Complessivamente, nella base associativa ‘attiva’ delle OdV del campione, le donne sono più degli uomini, sebbene la prevalenza sia modesta: il 53% dei soci ‘attivi’ sono donne e il 47% sono uomini. Il Centro-Italia e i settori sociale e socio-sanitario sembrano gli ambiti territoriali e tematici nei quali la presenza di donne è maggiore. Nel campo specifico della donazione, i dati raccolti con l’indagine mostrano uno scenario di genere invertito. In questo caso la base associativa ‘attiva’ delle OdV intervistate è composta per il 57% da uomini e per il 43% da donne.

Aumentano i volontari nelle associazioni di volontariato italiane, il 57% delle quali dichiara di avere aumentato i propri volontari nel 2011. E’ un altro dato che emerge dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia”. A livello territoriale il dato dell’aumento dei volontari pare abbastanza omogeneo, anche se al sud e nelle isole aumentano in modo più considerevole (circa del 59%). Le OdV che sostengono di avere aumentato i propri volontari nel 2011 sono il 72% nel settore Internazionale e il 48% nel settore dei Beni Culturali. Nel complesso le OdV della donazione che nel 2011 hanno aumentato i propri volontari sono il 68% del totale delle OdV intervistate. Secondo la ricerca, risulta che il 22% delle OdV italiane ha meno di 25 soci, il 42% tra 25 e 100 soci, mentre il 35% delle OdV ha più di 100 soci. È il Centro-Italia ad avere il maggior numero di OdV grandi (qui oltre il 43% delle OdV ha più di 100 soci), mentre il Nord-Ovest è l’area che ha il maggior numero di piccole OdV (il 25%). In media, dalle interviste condotte risulta che la piccola base associativa è tipica soprattutto delle OdV del settore della Protezione civile (le OdV con meno di 25 soci sono in questo caso il 38%) e del settore dei Beni Culturali (30%). Nel settore sanitario e socio-sanitario troviamo invece con maggiore frequenza OdV con grande base associativa (nel settore sanitario le OdV con più di 100 soci sono oltre il 55% e nel socio-sanitario il 43%). Un discorso a parte è da fare per le OdV operanti nell’ambito della donazione di sangue, tessuti e organi. Nel campo della donazione l’85% delle OdV ha più di 100 soci.

lunedì 10 ottobre 2011

Vota il video e contribusci a un progetto sociale da realizzare con Fondazione con il Sud

In rete c'è un video che partecipa al Bando Donne, Integrazione e Periferie promosso da Fondazione con il Sud e da Enel Cuore Onlus. Si tratta di una proposta di intervento per le donne del quartiere Zisa di Palermo. Progetto presentato dall'associazione senza fini di lucro "Il Vaso di Pandora" con la collaborazione dell'Associazione Onlus Il Villaggio delle Idee, Argonauti Soc. Coop. Sociale, Società cooperativa sociale Libero Sole, Contaminando Bios, Associazione Circolo Arciragazzi Palermo, Associazione Culturale di promozione sociale FareMondi, Associazione Libero di Essere Onlus, Associazione senza fini di lucro Federcasalinghe, Comitato AddioPizzo, Libera Scuola Waldorf, Associazione Photofficine Onlus, Associazione Nauhel, CESVOP Centro Servizi per il Volontariato di Palermo.
Inoltre sono partners di supporto Banca Popolare Etica, Legacoop Palermo, CNA Confederazione Nazionale dell'artigianato e della Piccola e Media Impresa di Palermo, Comitato per l'Imprenditoria Femminile della CCIA di Palermo, l'USSM del Centro per la Giustizia Minorile di Palermo ed l'Assessorato Attività Sociali, Politiche Giovanili e l'URP del Comune di Palermo.
Insomma, più si vota il video, più si promuove il progetto. Guardalo e scegli se votare.



PER VOTARE IL "MI PIACE" SULLA PAGINA YOUTUBE, CLICCA QUI

Bando Donne, Integrazione e Periferie

Il Bando è rivolto alle organizzazioni del volontariato e del terzo settore per realizzare dei progetti nelle “periferie centrali” di alcune città meridionali dove le condizioni di sviluppo sono più fragili e dove la valorizzazione del ruolo della donne incontra maggiore difficoltà.
Con il Bando, la Fondazione con il Sud ed Enel Cuore intendono promuovere e valorizzare il ruolo delle organizzazioni non profit caratterizzate da una forte presenza di giovani donne, in particolare immigrate, in aree urbane affette da carattere di marginalità, devianza e disagio sociale.

Il Bando promuove la realizzazione di interventi nelle aree di 5 città del Mezzogiorno con un'alta concentrazione di famiglie, generalmente numerose e di immigrati, nelle quali le donne svolgono un ruolo centrale. In particolare, i quartieri interessati saranno: il quartiere Forcella di Napoli, il quartiere Madonnella di Bari, il quartiere Archi di Reggio Calabria, il quartiere Zisa di Palermo, il quartiere Marina di Cagliari.
I progetti presentati dovranno prevedere una partnership di almeno tre organizzazioni del terzo settore o di volontariato, avendo come “soggetto responsabile” un’organizzazione costituita esclusivamente da donne con sede legale in uno dei 5 comuni indicati.
I progetti andranno presentati entro il 3 ottobre 2011. Seguirà il processo di valutazione volto a selezionare gli interventi capaci di generare valore sociale sul territorio, facendo emergere i bisogni e proponendo opportunità di riscatto sociale e culturale delle donne, soprattutto attraverso lo sviluppo di attività che producano reddito e occupazione.
Il Bando prevede, inoltre, una modalità di partecipazione innovativa: il progetto dovrà essere accompagnato da un breve video, della durata massima di 2 minuti, di presentazione dell’idea che si intende realizzare, che potrà essere pubblicato su YouTube e valutato dagli utenti e dalla società civile.
Le risorse economiche per il Bando sono pari a 2 milioni di euro, di cui 1 milione messo disposizione dalla Fondazione con il Sud e 1 milione di euro messo a disposizione da Enel Cuore Onlus.
La collaborazione tra la Fondazione con il Sud ed Enel Cuore Onlus nasce dalla condivisione di obiettivi e interesse per lo sviluppo del Meridione. Avviata nel 2009 con cinque progetti per la cura degli anziani non autosufficienti del Sud Italia, confermata nel 2010 con Bando Educazione Giovani contro la dispersione scolastica del Meridione e con il co-finanziamento di 11 progetti esemplari, vede con il Bando Donne, Integrazione e Periferie per la prima volta i due soggetti firmare un Bando congiunto.

martedì 5 aprile 2011

Serena a Palermo propone "Incontrarsi. Dalla cura al prendersi cura"

Mercoledì 6 aprile alle ore 16, nell’Aula magna di Palazzo Steri in Piazza Marina a Palermo, l’associazione di volontariato Serena a Palermo propone l’evento pubblico “Incontrarsi”.
L’organizzazione, costituita nel 2005, è un’associazione per le donne operate di tumore della mammella nel territorio della città e della provincia di Palermo. Essa si pone come mediatrice tra l’utente e i servizi offerti nel contesto locale, con la motivazione di educare alla salute, alla prevenzione, alla diagnosi precoce e orientare ai percorsi diagnostici-terapeutici secondo le linee guida relative.

Nell’anno scolastico 2009-10, Serena a Palermo ha proposto in alcune scuole superiori di Palermo un progetto didattico e ha pure coinvolto la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo. Da questa attività e dall’incontro con le donne operate al seno vengono delle produzioni e l’idea di proseguire con nuove iniziative.

Nel concreto, il 6 aprile vi sarà:

- la mostra dei lavori grafico-pittorici. Saranno esposti un massimo di 10 lavori e la proiezione continua di tutti i lavori raccolti con monitor e computer.

- La Presentazione del Concorso Immagini e Parole 2011

- La presentazione del romanzo “L’eredità” con lettura di brani da parte dell’attrice Elena Pistillo

- Il Question time con studenti e docenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo sul tema “Dalla cura al prendersi cura”

In particolare, il romanzo è ambientato in Sicilia, tra Palermo e la sua provincia.

La peculiarità della narrazione è a più voci, scritto a più mani, costruito come un puzzle.

È il frutto di un impegno collettivo e di una scommessa individuale, di chi si è entusiasmato a creare e immaginare fuori di sé cogliendo quel che è dentro di sé.

Se le socie si sono entusiasmate a crearlo, si spera che lo stesso entusiasmo possa essere trasmesso nel lettore il quale potrà ritrovarvi i tanti volti dell’essere umano, la sua forza e le sue fragilità, e i tanti aspetti di una terra, la Sicilia, dai colori intensi e dalle oscure contraddizioni, il cui riscatto è l’utopia sottesa a tutto il racconto.

La peculiarità dell’evento Incontrarsi 2011, che l’Associazione Serena a Palermo, Onlus, promuove con la propria attività nel territorio e coinvolge i partecipanti, è la modalità di mettere a confronto tre generazioni: gli studenti della scuola di istruzione superiore, i rappresentanti dei movimenti studenteschi della Facoltà di Medicina e Chirurgia e i Docenti della stessa Facoltà, su un tema molto delicato che mette a confronto l’aspetto teorico della formazione con l’aspetto pratico della relazione medico-paziente: “Dalla cura al prendersi cura”.

Il “Question time” sarà condotto dal giornalista scientifico Dott. Carmelo Nicolosi De Luca.

mercoledì 23 marzo 2011

Violenza sulle donne. Giornata di studio promossa dall’ACAV di Monreale (PA)

Si concluderà con un momento pubblico che avrà luogo il 24 marzo alle ore 9 presso l’aula consiliare di Monreale (PA), in Piazza Guglielmo II, il percorso di riflessione attivato dai volontari dell’associazione ACAV (Associazione Cattolica Anziani Volontari) con i ragazzi delle scuole di Monreale sul tema della violenza sulle donne.
Si tratta di un confronto “generazionale” con gli alunni delle scuole I.C.S. “Guglielmo II”, S.M.S. “Antonio Veneziano”, Istituto d'Arte “C. D’Aleo”, Liceo Ginnasio “E. Basile”, che, nei mesi scorsi, ha animato dei forum di discussione su questo tema. I risultati di questi forum verranno illustrati alla presenza di diversi esperti del settore, tra i quali: l'Avv. Adriana Ferrara, esperto in materia di pari opportunità; la Dott.ssa Vittoria Messina, rappresentante ass. “Le Onde”; il dott. Giovanni Ferraro, psicologo. Tutti sono invitati a questa opportunità di confronto e discussione su un tema di particolare attualità soprattutto nel mondo giovanile.
L’iniziativa si svolge con il supporto e la collaborazione del CeSVoP.

lunedì 24 gennaio 2011

Il messaggio delle donne dell’Osservatorio Pari Opportunità dell’Auser

Ecco la nota diramata a livello nazionale dalle donne dell'AUSER.

COMUNICATO STAMPA

RITROVIAMO LA VOCE E USCIAMO DAL SILENZIO
PER RACCONTARE L’ITALIA MIGLIORE

“trasformiamo l’appuntamento dell’8 marzo 2011
in una grande giornata di mobilitazione”

Se non ora, quando? Quando uscire dal silenzio e dire che non ne possiamo più ? che non ci stiamo più a vedere la dignità della donna ferita e calpestata. Se non ora, quando fermare la deriva di un Paese che appare sempre più smarrito, indifferente, egoista? Abbiamo firmato tutti gli appelli lanciati in questi giorni. Ma questo, ora, non può più bastare.
Le donne dell''Osservatorio Pari Opportunità di Auser Nazionale esprimono la loro profonda indignazione e dicono BASTA alla cultura del “bunga bunga” che ha dato del nostro Paese un’immagine degradata e ridicola, agli occhi del mondo intero. Prostituzione, harem, soldi, successo facile, sfruttamento, corruzione, sono le parole che si inseguono in questi giorni. Immagini di donne di plastica, giovani e griffate, a disposizione del potente campeggiano sui media di un’Italia che fa vergogna e che non corrisponde alla realtà di ogni giorno.
Dobbiamo ritrovare la voce, non soltanto per indignarci ed urlare il nostro disgusto, ma per raccontare una storia diversa fatta di valori positivi e di impegno, di ideali e di lavoro; dobbiamo ritrovare la voce per ricordare a questo Governo che occuparsi delle donne significa investire sulla scuola, creare occasioni di lavoro, servizi per le famiglie, aiuti per il sostegno al lavoro di cura, per l’assistenza agli anziani.

Siamo nell’Anno Europeo del Volontariato, ma l’Italia è troppo presa dal Ruby gate per accorgersene, ed il suo avvio è passato nel silenzio totale, nell'indifferenza delle istituzioni e dei media. Ed anche questo è un segno preoccupante dei tempi che stiamo attraversando.

L’appello per dare voce all’Italia migliore parta da noi, e trasformiamo l’appuntamento dell’8 marzo 2011 in una grande giornata di mobilitazione.

martedì 23 novembre 2010

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

In occasione del 25 novembre, NZocchè presenta la mostra-installazione FEMMINICIDIO, visitabile da martedi 23 a giovedi 25 novembre, dalle 18,30 alle 23,30.
Una mostra-installazione per ricordare le vittime di una violenza mai placata e mai abbastanza indagata. Per capire quante sono le vittime di questa assurda guerra.

I dati del Femminicidio in Italia 2006 – 2010
(fonte : Ricerca condotte dalle volontarie della Casa delle donne per non subire violenze di Bologna)
Sono almeno 115 le donne uccise in Italia nel 2010, in base ai dati riportati dalla stampa e riconducibili alla violenza di genere. Le morti delle donne che avvengono a seguito non già di una qualunque causa di morte, ma tutte quelle che hanno trovato origine in una violenza perpetrata dagli uomini, e che pertanto sono ascrivibili alla relazione di potere tra i generi.
In altre parole “donne uccise in quanto tali”.
Dal 2006 al 2010 si registra un aumento costante dei femminicidi: 101 nel 2006, 107 nel 2007, 112 nel 2008 e 119 nel 2009. Per quanto riguarda il 2010 fino al 4 novembre sono stati conteggiati 114 donne cui va aggiunto almeno un altro omicidio risalente alla scorsa settimana, quello della 37enne uccisa qui, in provincia di Cosenza, dal suo convivente. Il 10% delle donne che subiscono violenze è ad alto rischio di omicidio.
In base ai dati del 2009 le donne vittime di “femminicidio”sono soprattutto italiane (70.8%); così come in larga parte italiani sono gli assassini (76%): si dimostra privo di fondamento il luogo comune secondo cui la violenza contro le donne sarebbe un fenomeno collegato a culture estranee alla nostra o all’immigrazione.
Le cifre riferite allo scorso anno mostrano come spesso la donna “viene uccisa per mano degli uomini a le più vicini” : marito (36%), convivente o partner (18%), un ex (9%), un parente (13%). A conferma di un quadro che mostra quanto le relazioni familiari e tra i sessi siano quelle di maggior pericolo per la donna.

N'ZOCCH'E' [ CIRCOLO ARCI ]
via ettore ximenes, 95 cap. 90139 - Palermo
Le attività del circolo si svolgono in sede da MAR. a SAB. dalle 19 alle 23.
http://nzocche.wordpress.com/

venerdì 29 ottobre 2010

Le donne e il tempo. Conciliare lavoro, famiglia e cura

Se ne parla a Bagheria (PA) il 29 ottobre. Infatti, la locale sede dell'associazione NEAVA Onlus organizza a Palazzo Aragona Cutò il convegno «Le donne e le politiche di conciliazione tra il tempo di lavoro e il tempo di cura. Strumenti, opportunità e criticità». Appuntamento alle ore 9
Programma

giovedì 21 ottobre 2010

Sportello antiviolenza a Gela. Si presenta il progetto

Dal Centro di accoglienza ServirTi e dall'associazione Meter uno sportello contro la violenza sulle donne. Il 22 ottobre alle ore 9,30 il Convegno di presentazione del progetto "Il fiore spezzato", alla Casa del Volontariato di Via Ossidiana, 25 a Gela.
L'incontro ha lo scopo di presentare l'idea progettuale finanziata con i fondi di perequazione frutto dell'accordo Fondazioni bancarie e CSV e messi a disposizione con il Bando per la progettazione sociale 2008.

sabato 2 ottobre 2010

A Gela uno sportello antiviolenza

Il volontariato a supporto delle donne vittime di violenza. Accade a Gela, dove l'associazione ServirTi nell'ambito dei progetti finanziati dai fondi di perequazione sociale messi a disposizione dai tre Centri di Servizio per il Volontariato siciliani, il CoGe Sicilia e le Fondazioni bancarie. L'iniziativa si inaugura il 5 ottobre.
Per rivolgersi allo sportello: apertura Mar ore 9,30-12,30 e Gio 16,30-19,30; telefoni: 093461297 e 3276753045.
Lo slogan:
CHIAMACI USCIRE DAL SILENZIO SI PUO',
RIPRENDITI LA TUA VITA!