Visualizzazione post con etichetta violenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta violenza. Mostra tutti i post

giovedì 5 novembre 2015

Intimidazioni e aggressioni a volontari e a chi opera nei quartieri periferici

E' accaduto a Palermo: avvertimenti intimidatori all'Auser che sta recuperando un terreno confiscato alla mafia; aggressione e violenza su Anna Alonzo, assistente sociale missionaria, che opera nel quartiere Guadagna. Si tratta di segnali inquietanti e che, probabilmente, non sono casi isolati. Per questo chiediamo ai volontari e agli operatori sociali della Sicilia occidentale che hanno subito minacce di comunicarcelo a comunicazione@cesvop.org. Le segnalazioni verranno trattate con il massimo riserbo e serviranno al CeSVoP per comprendere l'estensione e la portata di questo preoccupante fenomeno. Qui sotto gli articoli del Giornale di Sicilia che raccontano dei due recenti episodi palermitani (clicca sulle immagini per ingrandirle).

sabato 12 gennaio 2013

A Palermo presentazione del progetto "Una rete in form…azione"

Si tratta di un percorso formativo per migliorare l’assistenza sanitaria alle vittime di violenza di genere e stalking, realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e la scheda di sintesi dello stesso.
Verrà presentato il 14 gennaio 2013 dalle ore 9 nell'Aula Ascoli dell'A.O.U. Policlinico “Paolo Giaccone” in Via del Vespro, 129 a Palermo. Capofila dell'intervento è proprio il Policlinico che ha avuto approvata l'iniziativa nell'ambito delle azioni finanziate a valere sul Piano Nazionale contro la violenza di genere e lo stalking. Partner dell'intervento sono L'ARNAS Civico, l'AOOR Villa Sofia Cervello e l'associazione Le Onde Onlus.
Il Progetto si avvale dell’esperienza maturata dalla “Rete contro la violenza alle donne ed ai minori della città di Palermo”. I dati da essa rilevati evidenziano una larga diffusione della violenza nelle relazioni di intimità, ancora non affrontata adeguatamente dai servizi pubblici a causa dell’assenza di buone pratiche e dell’insufficiente strumentazione tecnico-metodologica. L'intervento si fa carico della necessità di strutturare percorsi formativi specifici e specialistici per affrontare la complessità del tema, facilitare l’emersione del fenomeno e rispondere ai bisogni delle donne.

giovedì 13 dicembre 2012

Deceduta dopo un scippo. Cordoglio del volontariato per la famiglia «I delinquenti vanno trovati e assegnati alla giustizia ma c'è una responsabilità educativa di tutti»

Dal Coordinamento del Volontariato di Gela ci arriva un comunicato che volentieri pubblichiamo:

Le trenta associazioni che aderiscono al Coordinamento del Volontariato di Gela si stringono al dolore dei famigliari della signora Teresa Pagano, deceduta a causa dei traumi a seguito di uno scippo avvenuto qualche giorno fa, ma nello stesso tempo lanciano un monito alle istituzioni e a tutta la comunità affermando che «tutti dobbiamo sentirci responsabili di ciò che accade nella nostra città, ma ciascuno, per il ruolo che ricopre, se non si adopera al meglio, non è solo responsabile ma complice di strade che portano all'imbarbarimento di una comunità. Come cittadini e volontari, siamo a fianco di tutte le Forze dell'Ordine che con spirito di servizio e abnegazione garantiscono la sicurezza nella città di Gela. Ma la battaglia contro la delinquenza minorile non è una battaglia tra guardie e ladri, di mezzo c'è una comunità che deve assumersi la responsabilità di governare questo territorio attraverso azioni educative mirate. Ci appelliamo al senso civico di questa città invitando chiunque abbia visto o riconosciuto i responsabili di informare le autorità preposte. Ma denunciamo anche la precarietà delle azioni educative di questo territorio e l'inadeguatezza delle risorse umane ed economiche messe a disposizione per i servizi educativi. La crisi non sia un alibi all'assenza di una strategia educativa. Ogni quartiere dovrebbe avere una comunità educativa con educatori di strada capaci di arrivare ai bambini più difficili che potenzialmente sono dei futuri delinquenti. Non esistono ragazzi cattivi o delinquenti per nascita, ma bambini e ragazzi che non hanno incontrato persone capaci di proporre loro valori di giustizia e vita. Non è con iniziative mediatiche o di promozione che cambia la vita di un ragazzo ma con adulti capaci di educarli e l'educazione è un processo serio e lungo che richiede percorsi di rete. Occorre aiutare le famiglie e le scuole nel loro compito educativo. Come cittadini e volontari, proviamo a contribuire con il nostro piccolo impegno a costruire una città più civile ma pensiamo che la questione delinquenziale vada affrontata con un piano almeno triennale con una cabina di regia condivisa e con maggiore competenza. Ci sono due strade da percorrere e da conoscere senza le quali ci restano solo i comunicati stampa e iniziative effimere: la povertà minorile e le sue conseguenze sul benessere dei minori, e la debolezza della comunità educante, a partire dal ruolo centrale della famiglia e della scuola, delle istituzioni formali, delle parrocchie e delle associazioni, che concorrono, oppure no, a formare i bambini. Non vogliamo polemizzare o accusare nessuno ma vogliamo aprire un dibattito serio perché può capitare, che la crisi, faccia dimenticare a chi amministra come la povertà materiale e di opportunità educative produce sull'infanzia effetti permanenti e non più recuperabili; una politica che continua a considerare le politiche sociali solo per i deboli e non, come sarebbe giusto e corretto, come azioni e interventi rivolti al benessere della comunità nel suo insieme, non fa bene il proprio lavoro. La nostra città ha bisogno di un maggior controllo del territorio e di una comunità educante che chi amministra deve provare a costruire. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo. Siamo di fronte ad una grave emergenza delinquenziale che deve essere affrontata subito e con determinazione».
Firmato
Il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato di Gela

domenica 11 marzo 2012

Festa della donna a Trapani, il convegno dell'Auser provinciale

Un momento dell'incontro
In occasione della festa della donna, l’Auser provinciale di Trapani, lo SPI- CGIL, la CGIL provinciale Trapani, con la partecipazione del Centro Pio La Torre di Palermo e con la collaborazione del CESVOP, hanno organizzato una tavola rotonda che ha affrontato il tema della tutela della donna dalla violenza, spesso invisibile e nascosta tra le mura domestiche. Il Convegno, che si è tenuto all’Hotel Crystal, dal titolo “Parliamone….Insieme. Contro la violenza sulle donne per il diritto di vivere sicuri e liberi” è stato un importante momento di discussione e confronto.
Il Convegno, si è aperto con i saluti di Antonella Granello, segretario provinciale dello SPI CGIL di Trapani che ha posto l’accento sulle ragioni di questo convegno “La conoscenza del fenomeno della violenza sulle donne e del territorio è essenziale per un maggiore controllo delle situazioni di interesse. Il confronto con le associazioni, le istituzioni e il mondo del volontariato che opera in uno specifico territorio è fondamentale per combattere la violenza sulle donne ed è quello che ci proponiamo di fare con questo convegno”. A seguire Giuditta Petrillo, presidente provinciale dell’Auser di Trapani, che ha coordinato i lavori, ha commemorato le tre donne siciliane: Maria Lauretti, Giuseppina Cammarata e Concetta Prestifilippo morte, assieme ad altre 126 operaie, nell’incendio divampato l’8 marzo 1908 in un’industria tessile di New York mentre lottavano per i propri diritti. Vincenzo Borruso, medico e autore del libro “La Donna, sorvegliata e punita” ha affrontato le diverse cause che storicamente e culturalmente hanno decretato la subalternità della donna nei confronti dell’uomo. Il presidente del Centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco, ha ricordato la legge contro lo stalking del 2009, che sebbene riguardi tutti i soggetti è particolarmente importante nella difesa delle donne: “In Italia le donne che hanno subito violenze nell’arco della propria vita sono più di 10 milioni. Occorre denunciare affinché gli atti di violenza finiscano e la denuncia deve essere immediata. Le violenze riguardano tutti gli strati sociali” Rita Montagnani, Commissario Capo della Questura di Trapani ha spiegato che “all’interno della Questura sono presenti sezioni specializzate che si occupano esclusivamente delle violenze sulle donne e sui minori. Quello che riscontriamo è che nelle violenze che avvengono in ambito domestico, la vittima generalmente tace, perché spesso è ricattata e nega le stesse violenze subite, questo rende le indagini molto difficili. Nella maggior parte dei casi la segnalazione non è effettuata da parte vittima, ma dal servizio sanitario o dagli assistenti sociali. La vittima comincia a raccontarsi solo quando è sicura e si sente protetta”. E’ intervenuta poi Abate Demetra, Responsabile dei Consultori della Provincia di Trapani, che ha posto l’attenzione sull’aumento nel 2011 del numero delle persone che denunciano abusi in provincia. I consultori della provincia di Trapani sono 14 e dispongono di assistenti sociali, psicologi, sociologi e ginecologici. Molti spunti sono giunti dalle testimonianze di Alida Caldarella, psicologa volontaria presso l’Auser di Marsala per il servizio Filo d’Argento, Mara Cortiniglia volontaria referente per l’associazione Le Onde e Maria Pia Bonfiglio, assistente sociale e volontaria presso il Centro antiviolenza Buseto Valderice, un Centro di Ascolto che opera nelle scuole, nelle parrocchie e nelle associazioni. Mariella Maggio, segretario generale CGIL Sicilia ha sottolineato “La grande assenza del Welfare e di strutture di assistenza sociale nella nostra regione induce molte donne a ritirarsi dal mondo del lavoro per accudire i figli o i genitori, subordinandole all’uomo. Le donne suppliscono infatti alla mancanza di servizi, restando a casa, quando ‘lo stare a casa’ deve essere una scelta. In Sicilia solo il 28% delle donne lavora, quello che occorre è un cambiamento culturale, ma questo non può avvenire solo attraverso le leggi, bisogna attivarlo e farlo crescere gradualmente, giorno dopo giorno. Oggi le donne si trovano costrette a firmare le famose ‘dimissioni in bianco’ al momento dell’assunzione, che vengono tirate fuori dall’azienda in caso di gravidanza. Questa è una delle principali battaglie in cui è impegnato il sindacato per riconquistare la dignità del lavoro”. Al termine la ricercatrice di tradizioni popolari Irene Gambino ha esposto in musica il tema trattato. (anna laura casano)

Intervista a Giuditta Petrillo, presidente provinciale dell'Auser di Trapani

Intervista a Vincenzo Borruso, medico ed editorialista

mercoledì 23 marzo 2011

Violenza sulle donne. Giornata di studio promossa dall’ACAV di Monreale (PA)

Si concluderà con un momento pubblico che avrà luogo il 24 marzo alle ore 9 presso l’aula consiliare di Monreale (PA), in Piazza Guglielmo II, il percorso di riflessione attivato dai volontari dell’associazione ACAV (Associazione Cattolica Anziani Volontari) con i ragazzi delle scuole di Monreale sul tema della violenza sulle donne.
Si tratta di un confronto “generazionale” con gli alunni delle scuole I.C.S. “Guglielmo II”, S.M.S. “Antonio Veneziano”, Istituto d'Arte “C. D’Aleo”, Liceo Ginnasio “E. Basile”, che, nei mesi scorsi, ha animato dei forum di discussione su questo tema. I risultati di questi forum verranno illustrati alla presenza di diversi esperti del settore, tra i quali: l'Avv. Adriana Ferrara, esperto in materia di pari opportunità; la Dott.ssa Vittoria Messina, rappresentante ass. “Le Onde”; il dott. Giovanni Ferraro, psicologo. Tutti sono invitati a questa opportunità di confronto e discussione su un tema di particolare attualità soprattutto nel mondo giovanile.
L’iniziativa si svolge con il supporto e la collaborazione del CeSVoP.

martedì 23 novembre 2010

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

In occasione del 25 novembre, NZocchè presenta la mostra-installazione FEMMINICIDIO, visitabile da martedi 23 a giovedi 25 novembre, dalle 18,30 alle 23,30.
Una mostra-installazione per ricordare le vittime di una violenza mai placata e mai abbastanza indagata. Per capire quante sono le vittime di questa assurda guerra.

I dati del Femminicidio in Italia 2006 – 2010
(fonte : Ricerca condotte dalle volontarie della Casa delle donne per non subire violenze di Bologna)
Sono almeno 115 le donne uccise in Italia nel 2010, in base ai dati riportati dalla stampa e riconducibili alla violenza di genere. Le morti delle donne che avvengono a seguito non già di una qualunque causa di morte, ma tutte quelle che hanno trovato origine in una violenza perpetrata dagli uomini, e che pertanto sono ascrivibili alla relazione di potere tra i generi.
In altre parole “donne uccise in quanto tali”.
Dal 2006 al 2010 si registra un aumento costante dei femminicidi: 101 nel 2006, 107 nel 2007, 112 nel 2008 e 119 nel 2009. Per quanto riguarda il 2010 fino al 4 novembre sono stati conteggiati 114 donne cui va aggiunto almeno un altro omicidio risalente alla scorsa settimana, quello della 37enne uccisa qui, in provincia di Cosenza, dal suo convivente. Il 10% delle donne che subiscono violenze è ad alto rischio di omicidio.
In base ai dati del 2009 le donne vittime di “femminicidio”sono soprattutto italiane (70.8%); così come in larga parte italiani sono gli assassini (76%): si dimostra privo di fondamento il luogo comune secondo cui la violenza contro le donne sarebbe un fenomeno collegato a culture estranee alla nostra o all’immigrazione.
Le cifre riferite allo scorso anno mostrano come spesso la donna “viene uccisa per mano degli uomini a le più vicini” : marito (36%), convivente o partner (18%), un ex (9%), un parente (13%). A conferma di un quadro che mostra quanto le relazioni familiari e tra i sessi siano quelle di maggior pericolo per la donna.

N'ZOCCH'E' [ CIRCOLO ARCI ]
via ettore ximenes, 95 cap. 90139 - Palermo
Le attività del circolo si svolgono in sede da MAR. a SAB. dalle 19 alle 23.
http://nzocche.wordpress.com/

sabato 2 ottobre 2010

A Gela uno sportello antiviolenza

Il volontariato a supporto delle donne vittime di violenza. Accade a Gela, dove l'associazione ServirTi nell'ambito dei progetti finanziati dai fondi di perequazione sociale messi a disposizione dai tre Centri di Servizio per il Volontariato siciliani, il CoGe Sicilia e le Fondazioni bancarie. L'iniziativa si inaugura il 5 ottobre.
Per rivolgersi allo sportello: apertura Mar ore 9,30-12,30 e Gio 16,30-19,30; telefoni: 093461297 e 3276753045.
Lo slogan:
CHIAMACI USCIRE DAL SILENZIO SI PUO',
RIPRENDITI LA TUA VITA!

giovedì 12 agosto 2010

Dramma carceri

Se ne parla, sì, ma forse un po' troppo sommessamente. Le notizie da qualche mese rimbalzano al di là delle sbarre. Sovraffollamento, violenza, suicidi. Grandi e "solite" difficoltà per il pianeta carcere in una situazione davvero allarmante e drammatica.

La situazione carceraria a Palermo (Giornale di Sicilia del 19 luglio 2010)

Il corsivo di Rosario Giuè (Repubblica Palermo dell'11 agosto 2010)

La cronaca su una visita nelle carceri di Palermo (Repubblica Palermo del 12 agosto 2010)