Riceviamo dall'associazione «Volta la carta» e volentieri pubblichiamo.
Buon giorno carissimi!
Oggi vi chiediamo un piccolo aiuto, DATECI UNA MANO, vi ruberemo solo 5 minuti.
Stiamo partecipando ad un concorso che, SOLO TRAMITE IL VOSTRO VOTO, ci permetterà di realizzare il progetto “Mettici la faccia”.
IL PROGETTO: gli operatori e le persone con disagio psichico creeranno una redazione che individuerà i protagonisti di organizzazioni virtuose, idee innovative o semplici cittadini che con il loro lavoro e con la loro vita hanno migliorato e migliorano il tessuto sociale cittadino. Sul canale youtube del progetto, verrà poi condivisa la video intervista realizzata interamente dai partecipanti del progetto.
Per aiutarci seguite questi semplici passaggi:
1) Cliccate sul link che trovate qui sotto
2) Cliccate sul tasto Accedi/Registrati in alto a destra
3) Registratevi con l'indirizzo mail o tramite Facebook
4) Se registrati tramite mail: Nella posta in arrivo vi arriverà una mail da Aviva con un link per confermare la registrazione
5) Cercate il progetto "Mettici la faccia" e a destra assegnate dieci punti e cliccate sul tasto "Vota"
CONDIVIDETE, guardate il video (è Bellissimo) e spargete la voce!
Grazie di vero cuore
LINK PER VOTARE:
https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/schedaprogetto/30-169
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lunedì 5 marzo 2018
sabato 12 gennaio 2013
A Palermo presentazione del progetto "Una rete in form…azione"
Si tratta di un percorso formativo per migliorare l’assistenza sanitaria alle vittime di violenza di genere e stalking, realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e la scheda di sintesi dello stesso.
Verrà presentato il 14 gennaio 2013 dalle ore 9 nell'Aula Ascoli dell'A.O.U. Policlinico “Paolo Giaccone” in Via del Vespro, 129 a Palermo. Capofila dell'intervento è proprio il Policlinico che ha avuto approvata l'iniziativa nell'ambito delle azioni finanziate a valere sul Piano Nazionale contro la violenza di genere e lo stalking. Partner dell'intervento sono L'ARNAS Civico, l'AOOR Villa Sofia Cervello e l'associazione Le Onde Onlus.
Il Progetto si avvale dell’esperienza maturata dalla “Rete contro la violenza alle donne ed ai minori della città di Palermo”. I dati da essa rilevati evidenziano una larga diffusione della violenza nelle relazioni di intimità, ancora non affrontata adeguatamente dai servizi pubblici a causa dell’assenza di buone pratiche e dell’insufficiente strumentazione tecnico-metodologica. L'intervento si fa carico della necessità di strutturare percorsi formativi specifici e specialistici per affrontare la complessità del tema, facilitare l’emersione del fenomeno e rispondere ai bisogni delle donne.
Verrà presentato il 14 gennaio 2013 dalle ore 9 nell'Aula Ascoli dell'A.O.U. Policlinico “Paolo Giaccone” in Via del Vespro, 129 a Palermo. Capofila dell'intervento è proprio il Policlinico che ha avuto approvata l'iniziativa nell'ambito delle azioni finanziate a valere sul Piano Nazionale contro la violenza di genere e lo stalking. Partner dell'intervento sono L'ARNAS Civico, l'AOOR Villa Sofia Cervello e l'associazione Le Onde Onlus.
Il Progetto si avvale dell’esperienza maturata dalla “Rete contro la violenza alle donne ed ai minori della città di Palermo”. I dati da essa rilevati evidenziano una larga diffusione della violenza nelle relazioni di intimità, ancora non affrontata adeguatamente dai servizi pubblici a causa dell’assenza di buone pratiche e dell’insufficiente strumentazione tecnico-metodologica. L'intervento si fa carico della necessità di strutturare percorsi formativi specifici e specialistici per affrontare la complessità del tema, facilitare l’emersione del fenomeno e rispondere ai bisogni delle donne.
sabato 22 dicembre 2012
Presentato "Attraverso lo specchio", progetti per l'infanzia a Palermo
Un cartello di associazioni di volontariato palermitane, insieme a due assessori comunali e al consiglio della prima circoscrizione della città, ha presentato il proprio progetto in favore dei minori del centro storico. Qui sotto la cronaca del Giornale di Sicilia del 22 dicembre 2012.
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mercoledì 1 febbraio 2012
"Snodi di sostegno", nell'agrigentino iniziativa per le famiglie in difficoltà
In alcuni comuni della provincia di Agrigento si stanno sviluppando nuove forme di povertà che spesso portano le famiglie a convivere con un disagio socio-economico dovuto alla perdita del lavoro e alla diminuzione della soglia minima di reddito.
Questo sta provocando il cambiamento delle condizioni di vita di tanti genitori e figli cui l'associazione culturale «Centro del Mediterraneo» ha deciso di andare incontro con il progetto Snodi di sostegno. L'iniziativa è rivolta a 11 famiglie dei comuni di Agrigento, Aragona, Comitini e Grotte, che vivono in una condizione anche temporanea di difficoltà. Concretamente l'associazione si occuperà di fornire un supporto professionale gratuito con l'obiettivo di promuovere il miglioramento delle condizioni di vita dei minori e dell’intero nucleo familiare sollecitando responsabilità, capacità e risorse.
L’intervento si svolgerà prevalentemente presso il domicilio del minore e della sua famiglia ed è finalizzato a sviluppare relazioni positive con il contesto territoriale d’appartenenza. Il progetto prevede anche colloqui di sostegno con la psicologa Chiara Pecorario. L'iniziativa è finanziata dall'assessorato ai Servizi sociali della Provincia di Agrigento, con la collaborazione dell’associazione siciliana Leucemia onlus, dell’Adas Agrigento e dell’associazione Centro di bioetica Evangelium vitae.
Per ulteriori dettagli è possibile contattare il numero 0922.1830776 (rogero fiorentino)
Questo sta provocando il cambiamento delle condizioni di vita di tanti genitori e figli cui l'associazione culturale «Centro del Mediterraneo» ha deciso di andare incontro con il progetto Snodi di sostegno. L'iniziativa è rivolta a 11 famiglie dei comuni di Agrigento, Aragona, Comitini e Grotte, che vivono in una condizione anche temporanea di difficoltà. Concretamente l'associazione si occuperà di fornire un supporto professionale gratuito con l'obiettivo di promuovere il miglioramento delle condizioni di vita dei minori e dell’intero nucleo familiare sollecitando responsabilità, capacità e risorse.
L’intervento si svolgerà prevalentemente presso il domicilio del minore e della sua famiglia ed è finalizzato a sviluppare relazioni positive con il contesto territoriale d’appartenenza. Il progetto prevede anche colloqui di sostegno con la psicologa Chiara Pecorario. L'iniziativa è finanziata dall'assessorato ai Servizi sociali della Provincia di Agrigento, con la collaborazione dell’associazione siciliana Leucemia onlus, dell’Adas Agrigento e dell’associazione Centro di bioetica Evangelium vitae.
Per ulteriori dettagli è possibile contattare il numero 0922.1830776 (rogero fiorentino)
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sabato 21 gennaio 2012
Allo Zen di Palermo progetto Anfe con l'intervento di due comunità italo-americane
Ancora da «Redattore sociale»:
Progetto Anfe “I have a dream – un futuro per lo Zen”. Il contributo di beneficienza vedrà la realizzazione di un forno per la manifattura di materiale in ceramica artistica e la ristrutturazione di una piazza
PALERMO – Due comunità italo-americane donano 3 mila dollari per lo Zen. L’azione di ricostruzione comincerà proprio grazie a questo contributo di beneficienza che vedrà la realizzazione di un forno per la manifattura di materiale in ceramica artistica. Grazie a questa attività alcuni ragazzi e donne del quartiere potranno essere messi nella condizione di lavorare la ceramica nella prospettiva di avviare in seguito un’attività economica. Con il progetto, promosso dall’Anfe Sicilia, l’associazione nazionale famiglie degli emigrati, si è voluto creare, infatti, un ponte ideale “Sicilia – America” a servizio degli abitanti dello Zen2 grazie anche al contributo di due comunità italo-americane: la federazione siciliana New Jersey e l’associazione ‘Ieri, oggi e domani’. Le due comunità di emigrati italo-americani hanno dato, per il futuro, pure la loro disponibilità economica per la ristrutturazione di una piazza dello Zen (piazza Zappa conosciuta come Giardino della Civiltà). Inoltre sono pronte anche a fare conoscere i prodotti realizzate dalle donne dello LabZen2.
Lo scorso dicembre, nell’ambito del progetto “I have a dream – un futuro per lo Zen”, una delegazione dell’Anfe, insieme ad alcuni rappresentanti dello Zen2 e agli artisti Paride Benassai, Marcello Mandreucci e Massimo Minutella si è recata in America per raccontare a due comunità americane, attraverso un video, la realtà del quartiere, da sempre abbandonato dalle istituzioni ma con tanta gente disposta ad attivarsi per la società. Per l’occasione le comunità di italo americani, hanno donato 3 mila dollari che l’Anfe oggi ha consegnato all’associazione Zen Insieme presso il Centro Sociale Giovanni Vitale che porta il nome di un giovane del quartiere suicidatosi in carcere.
“I have a dream un futuro per lo Zen” promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato all’Emigrazione e organizzato dall’Anfe Sicilia, che ha reso possibile il viaggio in Usa, continuerà quindi, nei prossimi mesi allo Zen2, realizzando un’azione di aiuto economico programmato proprio nel quartiere periferico.
Fra i diversi problemi del quartiere: da due anni non è più funzionate l’asilo per bambini da o a tre anni del centro sociale “Giovanni Vitale” che fa capo all’associazione Zen Insieme, perché è rimasto fuori dai finanziamenti della legge 285. Inoltre l’associazione è in attesa di trovare i fondi per continuare la sartoria e il laboratorio di borse LabZen2 che dava lavoro ad alcune donne del quartiere. L’assenza di una asilo non permette a molte donne, con mariti disoccupati o problemi giudiziari, di potere lavorare per mantenere la famiglia. L’associazione Zen Insieme con i suoi 20 soci e 40 operatori assiste in vario modo oltre un centinaio di donne e adolescenti.
“Speriamo, di potere riattivare al più presto tutte le piccole realtà che allo Zen2 hanno rappresentato un segno di crescita economica e sociale – sottolinea Bice Mortillaro Salatiello, presidente dell’associazione Zen Insieme -. Da 23 anni ci impegniamo per eliminare tutti quei pregiudizi che fanno male alle donne e alle famiglie del posto -. Purtroppo dal punto di vista pubblico non c’è mai sta una volontà reale di aiutare tutta la gente che nel quartiere vorrebbe darsi da fare”. “Il progetto nato nel 2010 vuole dare una forte impronta culturale alla gente del quartiere - direttore generale dell’Anfe, Gaetano Calà - aiutandola a crescere dal punto di vista economico e sociale. Lo scorso dicembre abbiamo portato Maria Grazia e Salvo, abitanti dello Zen2, prima a NewYork e poi nel New Jersey per conoscere le comunità di italiani presenti in Usa e potere parlare del loro quartiere”. “La nostra intenzione è stata di fare allontanare gli stereotipi sul quartiere – racconta Salvo - che è degradato non per colpa nostra ma dello Stato. Non siamo tutti delinquenti perchè oggi essere etichettati come abitanti dello Zen compromette anche il futuro lavorativo”. All’incontro di questa mattina erano presenti il presidente nazionale dell’Anfe, Paolo Genco, il direttore generale dell’Anfe Gaetano Calà, la rappresentanza dei ragazzi dello Zen2 che sono stati in America, Bice Mortillaro Salatiello e gli artisti Paride Benassai, Marcello Mandreucci e Massimo Minutella. (set) (fonte Redattore sociale, 20gen12)
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mercoledì 18 gennaio 2012
"Sollecita....mente". Un progetto di sostegno per i malati di Alzheimer
Un progetto per dare sostegno ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie. E’ rivolto a 40 cittadini residenti nei comuni del Distretto D 50 (Trapani, Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Favignana, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice) affetti da demenza nelle varie fasi di gravità, il progetto “Sollecita….mente”, inserito nel Piano di zona. I cittadini destinatari del progetto saranno individuati a seguito di valutazione o segnalazione dell’ambulatorio dell’Unità valutativa Alzheimer dell’Unità operativa di Psicogeriatria dell’Asp di Trapani. L’azione progettuale è sostenuta da un’attenta analisi del contesto in cui vivono le persone affette da demenza, da cui emerge che il peso dell’assistenza è riversato in gran parte sulle famiglie. Il progetto mira ad offrire un sostegno alle famiglie quando il paziente è nelle fasi più avanzate della malattia e un programma riabilitativo di mantenimento delle abilità del paziente, quando la malattia è in fase lieve e moderata. Per attuare il progetto è stata indetta una gara a trattativa privata, riservata agli enti del terzo settore e del privato sociale, senza fini di lucro (quali: organismi iscritti al vigente albo regionale ex art.26 l.r. n.22/86-sez.handicap, Associazioni di promozione sociale iscritte nel registro previsto all’art.7 della legge 7 dicembre 2000, n.383, Associazioni di solidarietà familiare iscritte nel registro regionale previsto all’art.16 della l.r. 31 luglio 2003, n.10) nonché Organismi che hanno manifestato interesse per la presentazione dei progetti, riguardante le tematiche specifiche, in possesso dei seguenti requisiti minimi:
- iscrizione agli albi/registri previsti per la particolare tipologia;
- iscrizione nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio per l’attività oggetto dell’appalto; - insussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i.
Le associazioni e gli enti interessati devono presentare la loro offerta entro le ore 12 del 13 febbraio presso la sede dei Servizi Sociali (via fra Michele Burgio – Rione Cappuccinelli). L’importo progettuale ammonta a poco più di 60 mila euro. (chiara damiano)
- iscrizione agli albi/registri previsti per la particolare tipologia;
- iscrizione nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio per l’attività oggetto dell’appalto; - insussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i.
Le associazioni e gli enti interessati devono presentare la loro offerta entro le ore 12 del 13 febbraio presso la sede dei Servizi Sociali (via fra Michele Burgio – Rione Cappuccinelli). L’importo progettuale ammonta a poco più di 60 mila euro. (chiara damiano)
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mercoledì 26 ottobre 2011
A Palermo è stato presentato il progetto "Tutti in rete"
Attivazione gratuita di servizi socio-sanitari e di interventi socio-educativi; sviluppo della coscienza civica; diffusione del volontariato sul territorio, con un occhio a giovani, fasce deboli ed extracomunitari. Sostenuto dall'«Unione delle associazioni no profit - società e salute onlus» e finanziato dalla Fondazione con il sud, il progetto «Tutti in rete» ha tra i punti di forza il coinvolgimento della cittadinanza nelle attività svolte e la formazione di giovani volontari. Innanzitutto, si punta al potenziamento dell'«Unione delle associazioni no profit», rete di associazioni che operano nel campo del volontariato socio-sanitario, educativo e del disagio psichico. Di essa fanno parte al momento una quindicina di associazioni: Associazione volontaria per la lotta, lo studio e la terapia dell'angioedema ereditario, Admo, Afipres Marco Saura, Ail Palermo, Associazione retinopatici ed ipovedenti siciliani, Associazione siciliana spina bifida e idrocefalo, Associazione “Bone Hope”, Associazione regionale talassemici siciliani, Associazione “Social...Mente”, Associazione Villa Letizia, Associazione siciliana per il trapianto di fegato, Associazione siciliana pazienti insufficienza respiratoria, Associazione per la lotta contro il tumore tiroideo, Fraternità di misericordia “S.M. Kolbe”, Nuova era a viso aperto.«Il logo dell'Unione raffigura due mani che si stringono, a testimoniare la voglia di fare e di portare avanti azioni di solidarietà uniti assieme – spiega il presidente Rocco Di Lorenzo, presentando all'aula magna dell'ospedale Cervello il progetto “Tutti in rete”. L'unione è infatti una rete di associazioni che operano sia a livello locale che regionale, all'interno degli ospedali, nelle scuole e sul territorio, il cui tratto comune è di agire in ambito socio-sanitario».
Diverse le azioni che saranno attuate da “Tutti in rete”. Due mirano a fornire informazioni e a diffondere notizie sull'attività svolta dalla rete: un periodico trimestrale di informazione realizzato da giornalisti e da volontari che sarà distribuito negli ospedali, nelle scuole e nelle università; la creazione di un portale web multilingue dell'Unione; una terza azione mira a attivare processi di integrazione culturale dei popoli migranti; con i percorsi di educazione alla pro-socialità nelle scuole superiori si promuoverà tra gli adolescenti la cultura del volontariato; verranno fatti corsi di formazione rivolti agli operatori delle associazioni; infine intorno ad aprile maggio sarà realizzata una «Giornata in piazza» finalizzata a coinvolgere la cittadinanza. Per la buona riuscita del progetto molto importante sarà la partnership tra le associazioni e le istituzioni pubbliche
«Sono contento della collaborazione fra noi e le associazioni. Dobbiamo impegnarci per migliorarla ulteriormente. Il volontariato profuma di gratuità e di attenzione verso gli altri» dice il direttore generale degli «Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello», Salvatore Di Rosa. Gabriella Filippazzo, direttore sanitario del presidio ospedaliero Cervello, sottolinea «l'importanza di lavorare in un ottica di collaborazione». Filippazzo rimarca anche che «è complesso mettere in rete le associazioni, perché a volte emergono problemi di leadership». «È importante che la società civile scenda in campo con tutta la sua forza – aggiunge il presidente di Nuova era a viso aperto, Bartolo Maniscalco –. Per questo l'attività di rete è fondamentale e bisogna andare avanti in questa direzione». Fra le associazioni impegnate in “Tutti in rete”, in particolare l'Associazione famiglie italiane prevenzione suicidio si occuperà «di contrastare il disagio psichico tra i giovani, prevenendo l'emergere di atti autolesionisti» dice la presidente Livia Nuccio che inoltre annuncia che l'Afipres con il progetto «Accendi un sorriso» condotto in collaborazione con l'Unità operativa Educazione alla salute dell'Ospedale Cervello, di cui è responsabile Salvo Siciliano, «svolgerà attività di sostegno e di collaborazione all'utenza dell'ospedale». (andrea uzzo)
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martedì 11 ottobre 2011
Afipres Marco Saura cerca ragazzi e ragazze per il servizio civile da svolgere a Palermo
L’AFIPreS «Marco Saura» di Palermo ricerca volontari per il Servizio civile. Sono aperti i termini per la partecipazione al bando di selezione nell’ambito del progetto «Spazio i Girasoli». Nel sito www.afipres.org si può consultare il progetto e scaricare i moduli da compilare per la domanda di iscrizione che deve essere corredata anche da curriculum vitae e copia del documento di identità. Alla selezione possono partecipare giovani in possesso di cittadinanza italiana che, alla data di presentazione della domanda, hanno compiuto diciotto anni di età e non superato il ventottesimo. La domanda e i relativi documenti devono pervenire in formato cartaceo (le istanze trasmesse a mezzo fax o via e-mail non saranno prese in considerazione ) entro e non oltre le ore 14 del 21 ottobre 2011 presso la sede dell’AFIPreS in via G. Besio, 33 (trav. di via Brunelleschi; tel. 0916859793) a Palermo. Il colloquio di selezione verterà sulla conoscenza del servizio civile, sulle sue finalità, sui temi della promozione della pace, della cittadinanza attiva e del terzo settore, sulla conoscenza del progetto, idoneità allo svolgimento delle attività previste e disponibilità del candidato alle condizioni richieste dalla attuazione del progetto, così come previsto dal sistema di reclutamento e selezione di cui al box 18 - 19 del testo del progetto, approvato dall'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, in ottemperanza alle disposizioni dettate dalla circolare sull'accreditamento degli Enti del 2009. Per maggiori informazioni sul Servizio Civile Nazionale si può consultare www.serviziocivile.it.
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giovedì 6 ottobre 2011
Over 55 a lezione di «web comunication» e giovani tra i banchi per le “buone prassi”: progetto dell’Avis Sicilia
I dirigenti avisini over 55 seguiranno le lezioni per imparare il linguaggio della «web comunication», come si naviga e come “dialogano nella rete” i giovani. I ragazzi del gruppo Avis Sicilia (tra 18 e 35 anni), invece, dagli adulti impareranno le “buone prassi”, cogliendo il senso della storia e della mission dell’associazione. Su questo percorso a doppio senso - gli adulti imparano dai giovani e i ragazzi imparano dagli adulti - si basa il progetto «Passato prossimo, futuro anteriore» promosso dall’Avis regionale siciliana e finanziato dalla «Fondazione con il Sud».Il progetto, dalla durata di 12 mesi, è costato 60 mila euro ed è compartecipato dalla Fondazione per 55 mila euro, per 3 mila dall’Avis e 2 mila euro è il valore dell’impegno dei volontari. «In un momento storico in cui la società registra la seria difficoltà del rapporto tra adulto e giovane, della mancanza di dialogo, di linguaggi diversi tra generazioni, questo progetto vuole riprendersi il valore del “dialogo” - spiega Domenico Alfonzo, presidente regionale dell’Avis - e così tramite percorsi di formazione intergenerazionali rinsalderemo la “rete” e promuoveremo la donazione del sangue». In questi percorsi l’Avis ha scelto testimoni privilegiati: proprio i fondatori della rete Avis della Sicilia che ancora operano all’interno dell’associazione. Saranno proprio coloro che negli anni hanno visto crescere l’Avis e i suoi donatori che spiegheranno le “buone prassi” ai ragazzi. «Buone prassi significa anche comportamenti sociali, una maggiore propensione al volontariato, all’azione di valorizzazione della donazione di sangue, farne capire l’importanza già tra gli adolescenti, i ragazzi distratti da altri interessi» dice Antonella Fazio del coordinamento giovanile dell’Avis.
LA DIFFUSIONE DI UNA MAGGIORE COSCIENZA DEL VOLONTARIATO - «Tra gli obiettivi del progetto che interesserà 150 persone - spiega Alfonzo - c’è anche quello di rafforzare il ruolo politico del volontariato inteso come capacità di sviluppare e diffondere nella cittadinanza una coscienza politica sui problemi dei territori, con particolare riferimento ai problemi di salute delle persone più deboli».
L’AVIS IN SICILIA - Con la capillare ramificazione dell’Avis in Sicilia, il progetto interesserà tutte le nove province, con incontri territoriali ed un evento finale dove verranno presentati i risultati finali del progetto. L’Avis, oltre la sede regionale a Palermo, ha 8 sedi provinciali e 145 sedi comunali. I donatori in tutta l’isola sono 67.000. L’Avis in tutta la Sicilia opera in accordo con il Servizio Sanitario e le autorità sanitarie locali per raggiungere l’autosufficienza di sangue, emocomponenti e plasmaderivati, in condizioni di qualità e sicurezza sia per chi dona sia per chi riceve.
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