Visualizzazione post con etichetta web. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta web. Mostra tutti i post

lunedì 25 giugno 2018

Social&Web marketing, un corso gratuito per le organizzazioni di Terzo settore

Marketing, SEO, advocacy, comunicazione trasparente, social... sono alcuni dei termini che ci piovono addosso e che un corso gratuito offerto da ForumSaD punta a chiarire in chiave operativa. L'obiettivo generale dei moduli formativi è rafforzare le competenze delle organizzazioni del Terzo settore per pianificare e gestire attività di comunicazione sui temi sociali.
Il corso, finanziato da Fondazione CON IL SUD e realizzato in collaborazione con ENGIM Internazionale, prevede uno svolgimento prevalentemente online eccetto il primo e ultimo incontro. Tutti i dettagli nella brochure qui sotto.
Per info: segreteria@forumsad.it, tf. 0669921981;
oppure leonardo.cottone@engiminternazionale.org, tf. 0921922813.

BROCHURE
MODULO ISCRIZIONE

lunedì 3 giugno 2013

Volontariato 2.0. L'evoluzione della solidarietà che viaggia anche su internet

Volontariato ad ore; dichiarazioni di disponibilità a dare una mano messe online... Insomma la solidarietà che corre sui canali di internet viene raccontata in questo articolo apparso sull'edizione web di Repubblica (3 giugno 2013) nella sezione Mondo solidale (clicca sull'immagine per ingrandirla).

sabato 14 aprile 2012

SOCIALRADIO.IT, la web radio che dà voce alle organizzazioni del terzo settore

Da maggio su Socialradio.it parte un nuovo programma, Socialnews uno spazio informativo dedicato alle associazioni.  Socialnews infatti parlerà di tutti quegli eventi e iniziative promosse dalle organizzazioni del terzo settore; una rubrica settimanale, in linea il venerdì e replicata il sabato, che vi terrà informati su appuntamenti ed eventi del mondo del sociale.
Uno spazio aperto e a disposizione delle associazioni: si possono inviare comunicati stampa, segnalare manifestazioni ed eventi alla redazione (redazione@socialradio.it) e all'ufficio stampa del CeSVoP (comunicazione@cesvop.org) entro il mercoledì di ogni settimana.
Si chiede di indicare nella e-mail nome dell'organizzazione, città, referente, numero di telefono, indirizzo e-mail e sito web.

giovedì 6 ottobre 2011

Over 55 a lezione di «web comunication» e giovani tra i banchi per le “buone prassi”: progetto dell’Avis Sicilia

I dirigenti avisini over 55 seguiranno le lezioni per imparare il linguaggio della «web comunication», come si naviga e come “dialogano nella rete” i giovani. I ragazzi del gruppo Avis Sicilia (tra 18 e 35 anni), invece, dagli adulti impareranno le “buone prassi”, cogliendo il senso della storia e della mission dell’associazione. Su questo percorso a doppio senso - gli adulti imparano dai giovani e i ragazzi imparano dagli adulti - si basa il progetto «Passato prossimo, futuro anteriore» promosso dall’Avis regionale siciliana e finanziato dalla «Fondazione con il Sud».
Il progetto, dalla durata di 12 mesi, è costato 60 mila euro ed è compartecipato dalla Fondazione per 55 mila euro, per 3 mila dall’Avis e 2 mila euro è il valore dell’impegno dei volontari. «In un momento storico in cui la società registra la seria difficoltà del rapporto tra adulto e giovane, della mancanza di dialogo, di linguaggi diversi tra generazioni, questo progetto vuole riprendersi il valore del “dialogo” - spiega Domenico Alfonzo, presidente regionale dell’Avis - e così tramite percorsi di formazione intergenerazionali rinsalderemo la “rete” e promuoveremo la donazione del sangue». In questi percorsi l’Avis ha scelto testimoni privilegiati: proprio i fondatori della rete Avis della Sicilia che ancora operano all’interno dell’associazione. Saranno proprio coloro che negli anni hanno visto crescere l’Avis e i suoi donatori che spiegheranno le “buone prassi” ai ragazzi. «Buone prassi significa anche comportamenti sociali, una maggiore propensione al volontariato, all’azione di valorizzazione della donazione di sangue, farne capire l’importanza già tra gli adolescenti, i ragazzi distratti da altri interessi» dice Antonella Fazio del coordinamento giovanile dell’Avis.
LA DIFFUSIONE DI UNA MAGGIORE COSCIENZA DEL VOLONTARIATO - «Tra gli obiettivi del progetto che interesserà 150 persone - spiega Alfonzo - c’è anche quello di rafforzare il ruolo politico del volontariato inteso come capacità di sviluppare e diffondere nella cittadinanza una coscienza politica sui problemi dei territori, con particolare riferimento ai problemi di salute delle persone più deboli».
L’AVIS IN SICILIA - Con la capillare ramificazione dell’Avis in Sicilia, il progetto interesserà tutte le nove province, con incontri territoriali ed un evento finale dove verranno presentati i risultati finali del progetto. L’Avis, oltre la sede regionale a Palermo, ha 8 sedi provinciali e 145 sedi comunali. I donatori in tutta l’isola sono 67.000. L’Avis in tutta la Sicilia opera in accordo con il Servizio Sanitario e le autorità sanitarie locali per raggiungere l’autosufficienza di sangue, emocomponenti e plasmaderivati, in condizioni di qualità e sicurezza sia per chi dona sia per chi riceve.

giovedì 10 febbraio 2011

Dall'agenzia stampa "Redattore sociale" due interessanti notizie su minori e web

"You control": arriva il software che protegge i minori dai rischi del web
Il sistema è in grado di segnalare con un sms o una mail se i figli stanno effettuando una navigazione. In caso di contenuti pericolosi permette di interrompere subito l'accesso. I genitori possono anche programmare gli orari per il collegamento

PALERMO – Si chiama “You control” il software per la tutela dei minori su internet, in grado di segnalare con un sms o con una mail se si sta effettuando una navigazione. Un sistema che permette di monitorare, anche a distanza, tutti i contenuti visitati dai bambini nei siti web. La presentazione è avvenuta questa mattina nella prestigiosa sala Basile di Villa Igiea a Palermo. You control si rivolge soprattutto a quei genitori che, per motivi di tempo, sempre più spesso, non sono in grado di sapere a quali e a quanti siti - talvolta molto pericolosi - i loro figli accedono quotidianamente. Essendo milioni, infatti, i siti internet ritenuti pericolosi, il nuovo software permette di controllare e conoscere anche in tempo reale, attraverso l’invio immediato o periodico di un sms o di una mail, tutti gli accessi internet effettuati dal proprio computer di casa. Dopo avere effettuato il controllo, il programma consente di interrompere subito la navigazione – qualora sia ritenuta pericolosa – inviando un sms o una mail oppure permettendo di avere maggiori informazioni sul tipo di navigazione che consente una corretta valutazione per potere dialogare, anche in un secondo tempo, con i propri figli, spiegando loro i pericoli reali in cui incorrono senza esserne consapevoli. Il sistema è particolarmente innovativo proprio perché rende interattiva la comunicazione fra il pc, con cui i bambini navigano in rete, e il genitore, il quale potrebbe trovarsi anche molto lontano da casa. Allo scopo è stato necessario creare un team di ingegneri e tecnici programmatori capaci, porre in essere il programma e di valutare le eventuali conseguenze sulla privacy.
Il programma inoltre prevede anche un sistema di educazione alla navigazione, fornendo, infatti, ai genitori alcuni strumenti utili ad orientare i figli ad una corretta navigazione su Internet, inserendo nel pc alcune regole, con tempi e modi, e contenuti visitabili ed orari di utilizzo appropriati da impostare autonomamente. In questo i minori potranno collegarsi al web solo in orari prestabiliti dai genitori. Ciò che non va trascurato è che nel software è presente anche una casella dedicata in cui i genitori potranno segnalare al server centrale tutti i link ritenuti in qualche modo sospetti o pericolosi che, in un secondo momento, potranno essere inoltrati da You Control agli organi istituzionali competenti. L’installazione si può effettuare scaricando il software dal sito You Control (http://www.youcontrol.it/) direttamente nel pc, anche in versione gratuita dimostrativa che sarà funzionante per 10 giorni.
“Siamo convinti che il nostro programma per le sue potenzialità, sia per il momento unico – spiega Massimo Zerilli presidente di ‘You control’ –. Comprendiamo benissimo quanto possa essere importante ottenere in tempo reale informazioni su cosa fanno i propri figli navigando nel web, un’attività di prevenzione che consente di anticipare i tempi e, quindi, la possibilità di proteggere subito i propri bambini da eventuali pericoli legali al collegamento su internet”.
Come testimonial sono intervenuti anche Alessandro Meluzzi e Samantha De Grenet. “Agire sul software di navigazione è lo strumento fondamentale non solo per prevenire i pericoli ma anche per fornire gradualmente una bussola intelligente di orientamento – sottolinea Meluzzi -, capace di guidare il giovane verso lidi sicuri, utili e costruttivi affinché l’uso di internet diventi una risorsa e non un pericolo”.
“Ormai da un po’ di tempo, come mamma di Brando, mi impegno sia in privato che pubblicamente a favore dei bambini affinché siano sempre protetti nei modi migliori e più opportuni – aggiunge Samantha De Grenet -. Oggi, vivendo nell’epoca del 2.0, dei social network, come genitori abbiamo il dovere morale di tutelare i nostri figli, vigilando su quanto fanno anche in nostra assenza”. (set)

Indagine EUKidsOnline.
L’Italia risulta tra i paesi europei dove i minori che navigano sono meno esposti a rischi, ma ciò è dovuto al numero limitato di attività che li coinvolgono. Mascheroni: “Non ci si deve illudere che i nostri figli siano più sicuri"

BRUXELLES – Se l’Italia risulta tra i paesi europei dove i minori che navigano in rete sono meno esposti a rischi e dove i danni derivanti da certi contenuti sono meno rilevanti, è dovuto essenzialmente alla loro frequenza d’uso del web e al numero limitato di attività che li coinvolgono. Non si deve infatti fare credere che l’Italia sia un’isola felice: come spiega Giovanna Mascheroni dell’Università Cattolica, e punto di contatto per l’Italia dell’indagine EUKidsOnline, “non ci si deve illudere che i nostri figli siano più al sicuro”.
“I dati affermano che meno del 6% dei giovani italiani tra i 9 e i 16 anni ha provato fastidio o turbamento durante la navigazione sul web: ma ciò va letto alla luce del contesto generale. Vi è infatti una fortissima relazione tra frequenza d’uso ed esposizione ai rischi”. In Italia l’uso di internet è sensibilmente tardivo rispetto a quello dei paesi del Nord, dove ci si tuffa nella rete a 7/8 anni, rispetto agli oltre 10 anni per i bimbi italiani. Inoltre, anche se la frequenza di utilizzo del web è più o meno la stessa in Italia e in Europa, “da noi si usufruisce di un minor numero di attività online,e il web viene usato prevalentemente per scopi didattici legati all’attività scolastica”.
Un utilizzo tardivo e meno differenziato del web si riflette anche su una minore alfabetizzazione informatica, soprattutto riguardante gli strumenti di difesa disponibili. “Molto spesso i nostri minori non sanno impostare i filtri dei loro profili sui social network, o come segnalare abusi, o bloccare utenti indesiderati”, spiega la ricercatrice della Cattolica. Di riflesso, i minorenni italiani si sentono meno sicuri quando navigano rispetto alla media dei loro coetanei europei, e sentono di avere una conoscenza dell’uso di internet più limitata rispetto ai genitori.
Se i rischi a cui sono esposti i oggi i giovani italiani sono relativamente bassi, è molto probabile che presto cesserà di essere così: come sottolinea Mascheroni “in Italia sta crescendo molto di più rispetto alla media europea l’uso privato di internet , ovvero in camera propria: lo fa il 62% rispetto alla media del 49% nel gruppo dai 9 ai 16 anni. È un dato che ci serve per comprendere la forte discrepanza tra le esperienze dei ragazzi e la percezione dei genitori”. Infatti dalla ricerca emerga che i genitori italiani sono tra quelli meno consapevoli degli incontri o visioni spiacevoli che i figli hanno avuto su internet: “L’uso di questo mezzo non è un fatto condiviso tra le due generazioni” spiega la ricercatrice.
Questa suggerisce quindi uno spostamento del focus delle campagne di informazione e sensibilizzazione sull’internet sicuro dal contesto scolastico a quello domestico e del gruppo dei pari. Inoltre le autorità scolastiche dovrebbero definire un percorso di “media education” da inserire nei programmi didattici fin dalla tenera età. “Al momento soffriamo della mancanza di un approccio culturale solido rispetto ai rischi dei nuovi media”, soprattutto quelli rappresentati dai social network. “In Italia si registra una percentuale maggiore rispetto alla media europea (35% contro 28%) di profili di minorenni che sono ‘pubblici’, ovvero visionabili da tutti”. (mm)