venerdì 21 dicembre 2012

Volontariato e carcere, a Trapani festa per le famiglie

Il Gruppo di Volontariato Vincenziano di Trapani è stato tra i promotori della festa per i detenuti e le loro famiglie che si è svolta al Carcere «San Giuliano». Qui sotto il resoconto dell'evento (Giornale di Sicilia ediz. TP del 21dic12).

A Palazzo Adriano (PA) un nuovo polo per cultura e volontariato

Su un bene acquistato dalle Ferrovie dello Stato, il Comune ha creato la sede di istituzioni culturali e di realtà sociali. Ecco la cronaca del Giornale di Sicilia (ediz. provincia di Palermo) del 21 dicembre 2012.

giovedì 20 dicembre 2012

A Palermo, nel Centro Santa Chiara, presentazione del progetto "Attraverso lo specchio"

Il 21 dicembre 2012, alle ore 9.30, presso il Centro Santa Chiara, viene presentato il progetto dei Centri per l’Infanzia di Palermo, «Attraverso lo specchio».
Temi di grande attualità, quelli legati ai minori stranieri, al diritto alla cittadinanza, ai servizi dedicati alla prima infanzia, che avranno modo di esser dibattuti all’interno di una seduta straordinaria organizzata dal consiglio della Prima Circoscrizione ed aperto alla cittadinanza.
L'incontro, al quale parteciperanno l'Assessore alla Cittadinanza Sociale, Agnese Ciulla, e l'Assessore alla Scuola, Barbara Evola, sarà l'occasione per presentare pubblicamente il Coordinamento dei Centri per l’Infanzia ed il piano di lavoro che lo stesso realizzerà durante i prossimi 15 mesi grazie al contributo ottenuto dalla Fondazione Con il Sud.
Il coordinamento composto dalle associazioni Handala, Per Esempio, Santa Chiara, Kala Onlus e Casa di Tutte le Genti, nasce dalla necessità di mettere a sistema e potenziare le attività di alcune importanti realtà del terzo settore che si occupano di tutela, supporto e promozione dei diritti dei minori, ponendo particolare attenzione al mondo dei migranti o più precisamente delle seconde generazioni.
Circa 300 sono i bambini tra 0 e 5 anni seguiti oggi dai centri per l’infanzia che attraverso i circa 80 operatori volontari, in un completo vulnus legislativo, operano quotidianamente per fornire risposte concrete alle “nuove famiglie” ed alle corrispettive “nuove necessità”.
Questi saranno i temi che grazie alla presenza dei Consiglieri della Prima Circoscrizione e degli Assessori del Comune di Palermo Ciulla ed Evola, potranno essere dibattuti ed approfonditi, ponendo le basi per un auspicato dialogo costruttivo tra chi a vario titolo si occupa di infanzia, di integrazione e di politiche ad esse correlate
Alla fine della seduta, presso il vicino atrio della Circoscrizione, si terrà un concerto della Fanfara del XII Battaglione Carabinieri Sicilia al quale parteciperanno gli alunni della Scuola Elementare "Nuccio" e i bambini dei Centri per uno scambio di auguri.

Fqts, si può aderire a un'indagine sul volontariato in Sicilia entro il 6 gennaio

Nell’ambito del percorso formativo realizzato nel 2012 dal progetto FQTS - Formazione Quadri per il Terzo Settore, il laboratorio di ricerca con i suoi dieci partecipanti, provenienti da tutta la Sicilia, ha sperimentato la possibilità concreta di fare ricerca a livello nazionale e regionale sul tema dell’economia sociale. E' possibile partecipare a un'indagine su volontariato e Terzo Settore in Sicilia entro il 6 gennaio.
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L’associazione «Ridi Che Ti Passa» organizza un corso per diventare clown di corsia

Il corso di formazione avrà la durata di 3 mesi e si tiene a Palermo presso la sede del CeSVoP in via Maqueda, 334. Per informazioni e iscrizioni telefonare al 3897925051 oppure al 3296194263. La partecipazione al corso è gratuita

martedì 18 dicembre 2012

Natale in tempo di crisi: meno soli con Telefono Amico Italia

Dal 24 al 26 dicembre numero unico Nazionale 199.284.284, per aiutare chi vive le feste in una situazione di solitudine e disagio emotivo.
Statisticamente, il periodo delle feste di Natale è quello in cui si fanno più telefonate: il modo più immediato per scambiarsi gli auguri o per sentirsi più vicini alle persone care. Per molti però, è anche il momento in cui la solitudine e la sensazione di isolamento si fanno più forti. A peggiorare il tutto ci pensa la crisi economica, che ha portato ad un aumento del disagio emotivo e della depressione tra gli italiani, in particolare tra uomini e anziani soli.
Per aiutare tutti coloro che proprio a Natale si trovano in difficoltà, Telefono Amico Italia Onlus organizza una speciale maratona di Ascolto Telefonico. Dalle 10.00 del 24 dicembre fino alle 24.00 del 26 dicembre, gli oltre 700 volontari dell’associazione, attivi nei 21 Centri di Ascolto in Italia si daranno il turno per rispondere 24 ore su 24 attraverso il numero unico Nazionale 199.284.284.
“Per il settimo Natale consecutivo, abbiamo deciso di prolungare il nostro servizio di ascolto oltre l’orario normale. – spiega il Presidente di Telefono Amico Italia Dario Briccola – L’obiettivo è quello di riuscire a raccogliere meglio le esigenze di chi ha bisogno di comunicare il proprio disagio emotivo o semplicemente cerca una voce al di là del filo del telefono. Per noi volontari, l’impegno è grande, ma siamo convinti che sia un modo per vivere in pieno il vero spirito natalizio”.
Sentirsi abbandonati o poco apprezzati dagli altri proprio mentre tutto attorno si festeggia è una sensazione particolarmente triste. Molte sono le ragioni per le quali ci si può ritrovare soli durante il Natale: lutti, separazioni o problemi nelle relazioni, situazioni di disagio o emarginazione, oppure legate al lavoro. Le conseguenze possono essere anche gravi, perché l’isolamento è spesso collegato alla depressione e ad altre problematiche emotive.
Come ha recentemente evidenziato la ricerca sui dati dell’Osservatorio sul Disagio Emotivo di Telefono Amico Italia - realizzata dal laboratorio di statistica applicata alle decisioni economico-aziendali dell’Università Cattolica di Milano - c’è un altro elemento da tenere in considerazione: la crisi economica. Le difficoltà materiali e la mancanza di prospettive per il futuro stanno incidendo pesantemente sul benessere psicologico degli italiani: sono in netta crescita infatti le chiamate a Telefono Amico Italia, per un totale di 107.225 contatti nel 2011.
A chiamare sono soprattutto uomini (70%): una tendenza di lungo corso, che sembra dimostrare come le donne possano contare su una rete di sostegno più estesa. In compenso, la loro percezione della condizione di malessere risulta in generale maggiore. In generale, si sono inaspriti disagio emotivo e disturbi ansioso-depressivi e si percepisce una crescente difficoltà ad esprimere a parole le proprie problematiche.
Telefono Amico Italia
Telefono Amico Italia è l’Associazione Nazionale che costituisce un punto di riferimento organico per molti Centri locali che praticano l’aiuto attraverso l’ascolto telefonico presenti sul territorio Italiano. E’ membro del comitato internazionale di IFOTES (International Federation of Telephone Emergency Service), l'organizzazione internazionale che riunisce i centri di aiuto e ascolto tramite telefono di molti Paesi, in Europa e nel mondo dal 1967, anno della sua costituzione.
Telefono Amico Italia è tra gli aderenti della ConVol la Conferenza Permanente dei Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato.
La rete di Telefono Amico Italia comprende 21 Centri locali, che operano su gran parte del territorio Italiano. Questi Centri costituiscono la forza del servizio di ascolto telefonico, rispondendo al Numero Unico Nazionale 199 284 284 tutti i giorni dell’anno dalle 10,00 alle 24,00. www.telefonoamico.it
Il Centro TAI di Palermo è attivo dal 1972.
Telefono Amico Italia è una organizzazione di volontariato iscritta all’Albo Volontariato (P.A.T. Decr. Ass. Politiche Sociali n° 31 del 4 dicembre 2006 già n° 373/30 Regione Piemonte) ed è una Onlus di diritto.

Telefono Amico Italia, Centro di Palermo
palermo@telefonoamico.it

lunedì 17 dicembre 2012

19 dicembre, a Palermo incontro sul tema Piani Personalizzati per i disabili

Il Coordinamento H fra le associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana - Onlus, con Cittadinanzattiva, Coordinamento Regionale della Sicilia dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, la Fondazione Odigitria, la Federazione Logopedisti Italiani, e l’Associazione Italiana Fisioterapisti-Regione Sicilia, organizza un incontro per confrontarsi e fornire indicazioni sugli strumenti e le modalità operative per un’adeguata predisposizione dei Piani personalizzati ai sensi dell’articolo 14 della L. 328/2000 e del Piano triennale a favore delle persone con disabilità della Regione Siciliana pubblicato sulla G.U.R.S. il 27 gennaio 2006.
L'incontro si svolge il 19 dicembre 2012 alle ore 16 presso la Sala delle Carrozze a piano terra di Villa Niscemi in Piazza dei Quartieri n. 2 a Palermo.

venerdì 14 dicembre 2012

Donne in ogni fase della vita. Benessere, affettività, rischio povertà e violenza nella vita delle donne anziane

Essere donna anziana oggi, che percezione si ha del proprio corpo e dello stato di salute; quanto conta il pregiudizio di chi pensa che affettività e sesso non sono per gli anziani; le violenze psicologiche e fisiche dalle donne anziane; quanto l’età anziana femminile è esposta a situazioni di disagio economico e di povertà. Tutti questi aspetti sono stati esplorati da Auser Nazionale in sei focus group, realizzati in 6 diverse città italiane (Ancona, Genova, Napoli, Pescara, Rovigo e Udine) nel periodo compreso tra maggio e settembre 2012. Sono state coinvolte circa 100 donne volontarie Auser con prevalenza delle ultra60enni, circa il 70%, mentre la restante quota era costituita soprattutto da over 50.
I risultati di questa indagine qualitativa di carattere sperimentale, verranno presentati a Roma in occasione di un convegno nazionale lunedì 17 dicembre a partire dalle ore 14 presso il Centro Congressi delle Carte Geografiche.
Parteciperanno, fra gli altri: Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Claudia Bassanino medico chirurgo e ginecologa; Carla Cantone segretario generale Spi Cgil; Vera Lamonica segretario nazionale Cgil.
Conclude i lavori Michele Mangano, presidente nazionale Auser.
L’obiettivo era quello di acquisire elementi conoscitivi su alcune tematiche che l’Auser considera prioritarie per mettere in campo e promuovere iniziative di sensibilizzazione.
Le donne anziane oggi: attive in famiglia e presenti nel volontariato; vivono più a lungo ed hanno un reddito più basso rispetto agli uomini
Nelle poche ricerche disponibili, per diversi aspetti le donne anziane italiane risultano attive nella rete familiare, centrali nei flussi di scambio fra le generazioni, presenti nelle attività di volontariato, facendo emergere i contorni di un’età anziana più disponibile a fornire piuttosto che a ricevere aiuto. Nel 2009, si calcola che sono state prestate 3 miliardi di ore di aiuto informale, 2,2 miliardi delle quali sono state prestate da donne.
Le donne anziane sono mediamente poco scolarizzate, caratteristica che non sarà prevalente in coloro che saranno in quelle classi di età fra vent’anni; hanno aspettative di vita maggiori ma anche più anni di vita afflitti da disabilità rispetto agli uomini (5 anni con gravi disabilità rispetto ai 2 degli uomini). Presentano un reddito molto più basso di quello degli uomini; inoltre, le abitazioni delle donne anziane italiane sono molto modeste e spesso più insoddisfacenti di quelle degli uomini anziani.
La violenza alle donne anziane, fenomeno in preoccupante crescita
In Italia non disponiamo ancora di un quadro preciso del fenomeno della violenza contro le persone anziane e le donne nello specifico. Tuttavia vi sono diverse fonti indirette, di natura istituzionale e provenienti dal patrimonio dell’associazionismo femminile (centri anti violenza e Casa delle donne), che delineano il fenomeno come diffuso e in continua espansione (condotte attive ma anche omissive) in relazione a diverse cause e variabili. Limitazioni, maltrattamenti e forme di esclusione nelle condizioni di vita femminile anziana trovano molti silenzi e reticenze nella rappresentazione sociale e nelle culture professionali ancora intrise di stereotipi di genere, di pregiudizi sulla vecchiaia e, data la scarsità di risorse pubbliche, di forti obbligazioni familiari.
I risultati emersi in alcune indagini, tuttavia, sottolineano alcune preoccupanti recenti linee di tendenza. le donne anziane sono un gruppo vulnerabile perché hanno più difficoltà nel difendersi, nel chiedere aiuto, meno consapevoli dei loro diritti e spesso molto spaventate da progettare una vita lontane da chi le aggredisce frequentemente. Sono anche poco consapevoli di che cosa sia la violenza, dal momento che hanno spesso considerato il maltrattamento dei familiari come una modalità relazionale, proprio in quanto donne.
C’è il rischio inoltre che la recessione economica e i tagli alle politiche di Welfare aumentino la pressione economica sulle famiglie incrementando il rischio della vulnerabilità delle persone anziane e con esso il rischio di maltrattamento. Le diseguaglianze sociali possono aumentare le discriminazioni di genere anche tra le persone anziane causando differenti tipi di violenze.
I risultati dei focus group “Abbiamo dentro una enorme energia positiva”
Le testimonianze hanno lasciato intravedere che la donna anziana ha enormi potenzialità in termini di energia fisica e psichica e di sviluppo di relazioni sociali e affettive con gli altri e con il partner. In tante testimonianze, le partecipanti hanno sostenuto che quando si è anziane si può avere "un’enorme energia positiva", utile a se stesse e agli altri; più di una ha affermato che "la donna anziana è più affettuosa e sensibile rispetto al passato". Allo stesso modo c’è stato accordo sulla importanza della sessualità per la vita della donna anziana. “Si vive in modo diverso rispetto al passato, magari con qualche cautela e accorgimento in più, ma è parte integrante della mia vita, in certi casi è appagamento”, ha spiegato Francesca, 67 anni. Per le partecipanti, la sessualità è un tema “naturale” della donna, anche di quella anziana. Dice Marilena, 64 anni, “l’affettività alle persone anziane manca molto, siamo abituati a pensare che l’amore o l’affetto sia destinato solo ai giovani, il bisogno di affetto non finisce mai, quanto è importante allungare la mano e trovare la persona”. E' emerso, però, che quando energia e consapevolezza sono presenti, allora è più facile che la donna possieda un buon livello di scolarizzazione oppure abbia alle spalle un'attività lavorativa o esperienze socio-culturali che le hanno consentito di sviluppare percorsi di vita interiore "autonomi".
Le relazioni con i figli
Non c’è una comunicazione piena, in senso bidirezionale, tra genitori anziani e figli. "Vieni ascoltata davvero solo se stai male, per il resto devi essere utile, me ne accorgo quando in famiglia si devono prendere decisioni importanti, non vengo coinvolta”, sostiene una donna. Un’altra: “In casa spesso la donna anziana è apprezzata solo come sostegno per i figli e i nipoti, le sue opinioni contano poco”. Spesso i figli non accettano i bisogni della madre anziana, “non vedono di buon occhio che la madre vedova possa rifarsi una vita, è una questione di soldi ma anche puro egoismo”. Ha detto Tiziana, 58 anni: “penso sempre alla storia di mia madre, in famiglia ormai non ha voce in capitolo, ma è una persona saggia. Infine, il rapporto con i figli è vissuto con preoccupazione anche per il fatto che numerosi giovani, in gran parte appartenenti ai nuclei familiari di origine, non lavorano o sono disoccupati per effetto dei recenti processi di crisi.
Le condizioni di povertà e la donna anziana
“E’ il problema più grave in questo momento”, hanno sostenuto in molte. Povertà e stenti economici caratterizzano fortemente la condizione attuale della donna anziana, poco protetta dal sistema previdenziale a causa delle forti ineguaglianze interne alla struttura occupazionale. Si è posto l’accento sulle donne anziane istituzionalizzate, ma anche sugli effetti che la povertà può avere sulla percezione di sé della donna. La povertà è più che una semplice mancanza di reddito: è anche mancanza di sicurezza, di voce, di scelte. La voce delle donne povere, specie se anziane, raramente viene ascoltata. La povertà si manifesta in diverse forme e colpisce le persone in maniera differente. Le donne subiscono gli effetti della povertà in maniera particolare a causa del loro ruolo nella società, nella comunità e nella famiglia.
In generale, tuttavia, dagli incontri è emersa in ogni momento la consapevolezza che la donna anziana, in quanto donna, ha in sé molte risorse per far fronte ai problemi della vita e ai condizionamenti culturali. “Si tratta di aiutare le altre donne a far uscir fuori questa consapevolezza”. Si tratta di dar vita a un nuovo modo di rappresentare le donne anziane e di fare volontariato, volto a far crescere consapevolezza e responsabilità dentro e fuori dell'organizzazione. Le donne anziane non sono vittime passive. Possono essere cittadine partecipi e attiviste, possono organizzarsi, chiedendo giustizia e riconoscimento delle responsabilità. Secondo Amnesty le donne spesso sono gli agenti del cambiamento più affidabili e di successo, non solo per famiglie e comunità ma per tutta la società. Gli esempi di questo cambiamento positivo possono essere trovati in ogni parte del mondo.

giovedì 13 dicembre 2012

Generazione T(ablet), a Palermo presentazione del progetto

Il 20 dicembre 2012 alle ore 10, nell'aula multimedia dell'Ospedale Civico di Palermo, l'ASLTI (Associazione Siciliana Lotta contro le Leucemie e i Tumori Infantili) e l'ARNAS Civico-Di Cristina-Benfratelli organizzano una conferenza stampa di presentazione della Piattaforma didattica e del progetto Generazione T(ablet).
INVITO
LOCANDINA

Deceduta dopo un scippo. Cordoglio del volontariato per la famiglia «I delinquenti vanno trovati e assegnati alla giustizia ma c'è una responsabilità educativa di tutti»

Dal Coordinamento del Volontariato di Gela ci arriva un comunicato che volentieri pubblichiamo:

Le trenta associazioni che aderiscono al Coordinamento del Volontariato di Gela si stringono al dolore dei famigliari della signora Teresa Pagano, deceduta a causa dei traumi a seguito di uno scippo avvenuto qualche giorno fa, ma nello stesso tempo lanciano un monito alle istituzioni e a tutta la comunità affermando che «tutti dobbiamo sentirci responsabili di ciò che accade nella nostra città, ma ciascuno, per il ruolo che ricopre, se non si adopera al meglio, non è solo responsabile ma complice di strade che portano all'imbarbarimento di una comunità. Come cittadini e volontari, siamo a fianco di tutte le Forze dell'Ordine che con spirito di servizio e abnegazione garantiscono la sicurezza nella città di Gela. Ma la battaglia contro la delinquenza minorile non è una battaglia tra guardie e ladri, di mezzo c'è una comunità che deve assumersi la responsabilità di governare questo territorio attraverso azioni educative mirate. Ci appelliamo al senso civico di questa città invitando chiunque abbia visto o riconosciuto i responsabili di informare le autorità preposte. Ma denunciamo anche la precarietà delle azioni educative di questo territorio e l'inadeguatezza delle risorse umane ed economiche messe a disposizione per i servizi educativi. La crisi non sia un alibi all'assenza di una strategia educativa. Ogni quartiere dovrebbe avere una comunità educativa con educatori di strada capaci di arrivare ai bambini più difficili che potenzialmente sono dei futuri delinquenti. Non esistono ragazzi cattivi o delinquenti per nascita, ma bambini e ragazzi che non hanno incontrato persone capaci di proporre loro valori di giustizia e vita. Non è con iniziative mediatiche o di promozione che cambia la vita di un ragazzo ma con adulti capaci di educarli e l'educazione è un processo serio e lungo che richiede percorsi di rete. Occorre aiutare le famiglie e le scuole nel loro compito educativo. Come cittadini e volontari, proviamo a contribuire con il nostro piccolo impegno a costruire una città più civile ma pensiamo che la questione delinquenziale vada affrontata con un piano almeno triennale con una cabina di regia condivisa e con maggiore competenza. Ci sono due strade da percorrere e da conoscere senza le quali ci restano solo i comunicati stampa e iniziative effimere: la povertà minorile e le sue conseguenze sul benessere dei minori, e la debolezza della comunità educante, a partire dal ruolo centrale della famiglia e della scuola, delle istituzioni formali, delle parrocchie e delle associazioni, che concorrono, oppure no, a formare i bambini. Non vogliamo polemizzare o accusare nessuno ma vogliamo aprire un dibattito serio perché può capitare, che la crisi, faccia dimenticare a chi amministra come la povertà materiale e di opportunità educative produce sull'infanzia effetti permanenti e non più recuperabili; una politica che continua a considerare le politiche sociali solo per i deboli e non, come sarebbe giusto e corretto, come azioni e interventi rivolti al benessere della comunità nel suo insieme, non fa bene il proprio lavoro. La nostra città ha bisogno di un maggior controllo del territorio e di una comunità educante che chi amministra deve provare a costruire. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo. Siamo di fronte ad una grave emergenza delinquenziale che deve essere affrontata subito e con determinazione».
Firmato
Il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato di Gela