sabato 5 novembre 2011

Al via le attività del Centro aiuto alla vita di Bagheria

«Avrà i tuoi occhi, il tuo sorriso, la tua forza e il tuo orgoglio. E non avrà mai paura perché tu non ne hai avuta». E’ questo lo slogan che accompagna la campagna di informazione del Centro aiuto alla vita presieduto da Maria Concetta Domilici che riapre i battenti nei locali di palazzo Butera. Il servizio di ascolto e accompagnamento alle future mamme, viene svolto nei giorni di giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 11.30. (fonte Newsletter Arcidiocesi di Palermo)

Il “Libro Nero sul welfare italiano”: il Governo ha fallito, dalla crisi si esce con un nuovo modello sociale

Il dossier è stato presentato oggi al Senato dalla campagna “I diritti alzano la voce” e dalla campagna “Sbilanciamoci!”
«Annichilire le politiche sociali in Italia – come sta facendo il Governo da tempo – non ci farà uscire dalla crisi, ma aggraverà la situazione della nostra economia». È questo il giudizio espresso oggi da Pietro Barbieri, della campagna "I diritti alzano la voce", e da Giulio Marcon, portavoce della campagna "Sbilanciamoci!" in occasione della presentazione, presso il Senato, del Libro Nero sul Welfare italiano, un’iniziativa realizzata congiuntamente dalle due campagne.
Il documento – un vero e proprio dossier, ricco di dati e informazioni dettagliate – porta il sottotitolo Come il Governo italiano – con le manovre economico-finanziarie e la legge delega fiscale e assistenziale – sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i diritti. Il testo, infatti, analizza nel dettaglia i tagli al sociale e alla sanità previsti nella legge di stabilità e nelle manovre correttive del 2011, valuta gli impatti dei tagli sugli enti locali e i servizi ai cittadini, esamina la delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale. Il giudizio sull’operato dell’esecutivo è del tutto negativo: «I provvedimenti adottati», notano le organizzazioni promotrici, «sono stati socialmente iniqui – colpendo le classi a basso e medio reddito e non toccando i privilegi e le ricchezze –, puramente di facciata per quanto riguarda il rilancio dell’economia, pesantissimi nel campo delle politiche sociali, lasciando così il paese ancora più indifeso ed esposto alla crisi».
Il prospetto dei tagli alle politiche sociali è impressionante: tra il 2007 e il 2013 si prevede una riduzione degli stanziamenti a favore dei fondi nazionali da 1.594 a 144 milioni di euro! Il fondo più importante, quello per le Politiche sociali, passerebbe da 1 miliardo a 45 milioni di euro. Il fondo Politiche per la famiglia da 220 milioni a 31. Azzerati il fondo per la non autosufficienza e quello per l’inclusione degli immigrati. Il fondo per le politiche giovanili verrebbe ridotto dai 130 milioni del 2007 agli 11 previsti per il 2013. Il fondo per le pari opportunità da 50 a 17 milioni. Anche il Fondo per l’Infanzia e l’Adolescenza perde qualcosa, passando da 44 a 40 milioni. Dinanzi a una situazione drammatica – per il paese come per il welfare italiano – le due campagne avanzano una serie di proposte corredate da un prospetto delle entrate e delle uscite. È ineludibile la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, che determinano i diritti esigibili e dunque i servizi che vanno garantiti su tutto il territorio nazionale; aumentare la dotazione dei fondi nazionali per le politiche sociali; introdurre il Reddito minimo di inserimento (2 miliardi di euro); stanziare un miliardo di euro per l’avvio di almeno 3.000 asili nido nel 2012; istituire un fondo di 800 milioni di euro per garantire un’indennità di disoccupazione ai lavoratori precari; prevedere uno stanziamento di 200 milioni per il sostegno sociale all’affitto per i meno abbienti e di 300 milioni aggiuntivi per il canone agevolato; alzare dai 113 milioni di euro del 2011 (erano 266 nel 2008) a 300 milioni lo stanziamento per il servizio civile, permettendo così a 50mila giovani di poter fare quest’esperienza.
Queste e altre proposte andranno finanziate attraverso una tassa patrimoniale, una revisione della tassazione sulle rendite finanziarie, il ritiro delle nostre truppe dall’Afghanistan, la rinuncia al programma di produzione di 131 cacciabombardieri F35, la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione (113 milioni da destinare all’integrazione dei migranti), la revisione delle convenzioni con le strutture sanitarie private. «Il Governo ha fallito», concludono Barbieri e Marcon. «Siamo convinti che questa crisi può essere un’occasione straordinaria per rivedere i nostri modelli economici e culturali e modificare gli stili di vita, mettendo finalmente da parte le teorie che hanno causato il disastro in cui siamo oggi. Chiediamo alle forze sociali ed economiche di unirsi in questa azione di cambiamento – fondata sulla riconversione ecologica dell’economia, i beni comuni materiali e immateriali, le pratiche innovative di rigenerazione urbana – che rilancerebbe l’economia e produrrebbe più benessere per tutti.» (testo del comunicato stampa ufficiale)

venerdì 4 novembre 2011

Volontariato di Protezione Civile: ciclo di seminari provinciali per la Sicilia occidentale

Si comincia il 5 novembre ad Agrigento al Palacongressi del Villaggio Mosè dalle ore 9. Con questi appuntamenti le Associazioni di Volontariato chiedono alle Istituzioni una maggiore interlocuzione.
Nelle prossime settimane circa 300 Volontari facenti parte delle Associazioni di Volontariato della Protezione Civile delle province su cui ricade la competenza amministrativa del CeSVoP, (province di AG, CL, PA e TP) si confronteranno all’interno di una serie di appuntamenti seminariali sul tema: “Il futuro del volontariato di Protezione Civile: una sfida per le Istituzioni”
I seminari che avranno la durata di un’intera giornata, si terranno nelle 4 province (Agrigento il 5/11, Caltanissetta il 12/11, Trapani il 26/11 e Palermo il 3/12) dove saranno discusse importanti questioni legate al mondo del Volontariato di Protezione Civile. In particolare sarà dato ampio spazio alle tematiche che sono scaturite dall’applicazione del D.L.vo 9 Aprile 2008, n. 81 (Nuovo Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza sul Lavoro), alle Associazioni di Volontariato e che entrerà in vigore giorno 08/01/2012.
Le Associazioni hanno più volte espresso forti perplessità sugli esiti dell’applicazione del provvedimento normativo, perché il Testo così pubblicato sulla G.U.R.I. del 11/07/2011, in tema di “sicurezza sui luoghi di lavoro” e di “obblighi sulla sicurezza a tutela dei beneficiari del provvedimento” equipara la figura del “volontario” alla figura del “lavoratore subordinato”; nel contempo estende per analogia la “responsabilità” tra i “Presidenti di associazione” e i “datori di lavoro”, laddove i primi vengono investiti dagli stessi obblighi dei secondi, applicando di fatto la normativa sulla sicurezza negli ambienti di lavoro alle attività delle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile.
E’ evidente che l’applicazione del D.L.vo 9 Aprile 2008, n. 81 risulta essere molto gravosa in capo ai destinatari che operano nell’ambito del volontariato di P.C., anche a causa dei molteplici adempimenti burocratici che ne derivano e a cui le Associazioni di Volontariato dovranno inevitabilmente adeguarsi; inoltre la maggiore responsabilità estesa ai Presidenti delle associazioni, ha prodotto da più parti una aspra critica sul fatto che da parte del legislatore non sia stata valutata correttamente l’imprevedibilità dell’evolversi degli eventi, spesso drammatici, e di conseguenza che non sia stato preso in considerazione quanto possano essere variegati (anche per tipologia di rischio), gli “scenari critici” dove i volontari saranno chiamati a prestare la loro opera di sostegno e soccorso alla popolazione.
Per arricchire l’offerta informativa su questa tematica, saranno invitati a partecipare ai seminari alcuni esperti dell’Ispettorato del Lavoro dei vari Uffici Provinciali, nonchè esperti Dipartimento Nazionale e Regionale di Protezione Civile che potranno approfondire gli aspetti tecnici del Decreto ed potranno così rispondere in modo quanto più esauriente ai quesiti d’ordine generale posti dai volontari. Ma i seminari non accentreranno la “discussione” tra le parti solo sul problema “sicurezza” alla luce del D.L.vo 9 Aprile 2008, n. 81, infatti le pregresse esperienze compiute nell’ultimo triennio con le Associazioni di Volontariato di P.C. attraverso i vari corsi di formazione organizzati dal Ce.S.Vo.P., hanno permesso di raccogliere indicazioni precise su “quanto serve”, “ciò che serve” e “quanto occorre” al volontariato di protezione civile, perchè i volontari possano operare in maniera efficace, preparata ed in sicurezza.
Innanzitutto dal mondo del volontariato siciliano di P.C. giunge forte la richiesta affinchè la Regione Siciliana si attivi in una politica di “governance” adeguata alle situazioni di “rischio” presenti sul nostro territorio, ovviamente rimanendo sempre nell’ambito della normativa in vigore. A tal proposito da più parti si chiede di adeguare il Registro Regionale delle Associazioni di Volontariato della Protezione Civile e di elevarlo quale mezzo per effettuare un’efficace controllo sull’esistenza dei requisiti in possesso delle associazioni ivi scritte, ed attingere dallo stesso “database” tutte le informazioni per un impiego consapevole delle singole specializzazioni di ogni associazione.
In questo senso sarà proposto e ribadito che è necessario che siano attivate risorse statali e regionali in grado di qualificare e sostenere l’attività di volontariato di Protezione Civile, anche in funzione degli obblighi di legge per la prevenzione dei rischi e tutela alla sicurezza del già citato D.L.vo 81/2008.
Un altro aspetto che le Associazioni potranno discutere è il progetto che in questi giorni vede la luce attraverso la creazione di un coordinamento provinciale per far dialogare le Associazioni di Volontariato di P.C. in maniera qualificata e costruttiva con le Istituzioni; in tal senso è forte la richiesta di attuare un tavolo tecnico con Provincia e Regione sia per individuare insieme un maggiore coordinamento degli interventi finalizzati al miglioramento delle competenze dei volontari, sia per ottenere più risorse per l’acquisto di mezzi e attrezzature da affidare (seguendo un criterio strettamente meritocratico) alle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile.
Come si vede le “risposte” alle tante domande che nei mesi sono state poste dal Volontariato ed in particolare dalle Associazioni che operano in Sicilia, possono giungere attraverso la partecipazione alle attività delle giornate seminariali.
In queste sedi (se saranno gettate le giuste basi di collaborazione tra tutte le parti chiamate a partecipare) sarà facile creare una sinergia tra le Istituzioni e tutte le Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile, attraverso la costruzione di una fattiva integrazione tra il Volontariato e le componenti istituzionali che insieme costituiscono il Sistema di Protezione Civile in Italia. Ed è proprio dall’incontro e dal confronto tra le Istituzioni e gli operatori del Volontariato che si auspica di ottenere il miglior risultato; infatti, solo dal confronto tra chi “coordina” e chi “opera direttamente sul campo” si potrà essere in grado di adeguare o proporre di modificare le norme rivolte alle reali esigenze del volontariato nell’interesse del bene comune.
Per il dr. Alberto Giampino, Direttore del CeSVoP, il rapporto che assimila “l’attività lavorativa” ed il “volontariato” attraverso l’applicazione estensiva del D.L.vo 81/2008 resta “un punto critico se pensiamo che al volontario, per operare in sicurezza per se stesso e per le persone cui presta soccorso, è indiscutibilmente necessaria una formazione specializzata preventiva al suo impiego. Al volontariato di Protezione Civile quindi è necessario qualificarsi e formarsi, anche se purtroppo attualmente mancano le risorse sufficienti per consentire quanto richiede il volontariato.” “A tal proposito – prosegue il dr. Giampino - venendo incontro alla richiesta da tempo avanzata dalle Associazioni, il CeSVoP sta lavorando in sinergia con il D.R.P.C. Sicilia avvalendosi di eccellenti figure professionali specializzate reperite anche all’interno dello stesso volontariato, perchè nel 2012 si possa realizzare un percorso formativo destinato sia ai volontari ma anche ai Presidenti delle stesse Associazioni proprio per venire incontro al maggior onere della normativa che, indubbiamente, esige un volontariato professionalmente preparato. Il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo - conclude il Direttore del CeSVoP - permetterà di schierare sul campo un volontariato qualificato all’interno del Sistema della Protezione Civile in Italia ma ancor di più in Sicilia, dove esiste una reale, urgente e costante situazione di rischio”.
In questo il CeSVoP sostiene la nascita dei Coordinamenti Provinciali delle Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile, perchè è sotto gli occhi di tutti che c’è bisogno di rafforzare le forme di rappresentanza e di interlocuzione delle Associazioni per confrontarsi e programmare con le Istituzioni regionali interventi e servizi in “tempo di quiete”, per essere pronti e preparati a ridurre al minimo i danni ed i disagi durante le inevitabili future “situazioni di emergenza”.
Primo appuntamento, dunque, ad Agrigento il 5 novembre al Palacongressi SS115 Villaggio Mosè a partire dalle ore 9.
Brochure con il programma dettagliato

giovedì 3 novembre 2011

Luce a Mezzogiorno, convegno a Catania

L’Area Politiche Sociali e pari opportunità dell’Isfol e la DG Terzo Settore e Formazioni sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali organizzano il convegno “Luce a Mezzogiorno. Il volontariato del Sud tra esigenze di riconoscimento ed obiettivi strategici”, che si svolge a Catania il 28 novembre 2011 a Palazzo Platamone e che si inserisce tra le iniziative dell’Anno Europeo del Volontariato.
L’evento intende attivare un confronto tra operatori del settore, esperti, soggetti istituzionali e organismi di rappresentanza sui quattro obiettivi individuati nella Decisione del Consiglio d’Europa del 27 novembre 2009 quali priorità per l’Anno Europeo del Volontariato: creare e sostenere condizioni favorevoli alla partecipazione civica; migliorare la qualità delle attività ed incoraggiare la collaborazione in rete; diffondere sistemi di incentivi e assicurare pieno riconoscimento all’attività di volontariato; sensibilizzare l’opinione pubblica e suscitare una presa di coscienza collettiva.
I singoli obiettivi, ripresi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Piano Italia 2011 come essenziali per lo sviluppo del volontariato all’interno della società civile, verranno declinati con riferimento alla situazione meridionale (ed in particolare alle regioni dell’Obiettivo Convergenza: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).
Per ciascuno dei quattro panel verrà messa in evidenza una dimensione chiave che confluirà poi nella sessione di chiusura, finalizzata alla presentazione del progetto Promuovere esperienze di rendicontazione sociale ed organizzativa nelle regioni meridionali. I lavori verranno conclusi dal Sottosegretario di Stato Nello Musumeci.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Catania ed è stata organizzata con la collaborazione tecnica del Forum Nazionale del Terzo Settore e di CSVnet.
Per le organizzazioni di volontariato della Sicilia occidentale che volessero partecipare il CeSVoP prevede delle forme di rimborso spese viaggio. Per informazioni chiamare la Segreteria (091331970) oppure segreteria@cesvop.org.

Programma provvisorio dell’evento

mercoledì 2 novembre 2011

Nuovo campetto di calcio nel quartiere gelese di Macchitella

Un insolito Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina col pallone tra i piedi tira il calcio inaugurale. Con questo gesto simbolico Mons. Michele Pennisi inaugura il nuovo campetto di Macchitella, accanto alla Chiesa San Giovanni a Gela. Si tratta di un campo in erba sintetica di quarta generazione, unico nel comprensorio, composto anche di un’area propedeutica allo sviluppo delle capacità tecnico coordinative del bambino ed un muretto realizzato esclusivamente per il palleggio. Presto verranno presto installate anche delle attrezzature per i colpi di testa.
La struttura rappresenta il primo grande passo Progetto Centro sportivo del Macchitella Calcio che per l’occasione ha anche inaugurato il Flight ossia una statua in ferro battuto progettata da Roberto Collodoro e realizzata dalla ditta Comeco. L’iniziativa “Scuola Calcio” vuole favorire l’avvicinamento allo sport dei piccoli dal 5° anno d'età, offrendo loro la possibilità di essere seguiti professionalmente da tecnici e persone qualificate. “Intendiamo offrire – dice Ciccio Greco, presidente del Macchitella Calcio – un progetto educativo: l’idea è di seguire i bambini e di accompagnarli durante tutto il periodo della crescita”. Questi i nomi dei giocatori che giocano la seconda categoria: Orazio Castellano, Roberto Scordio, Francesco Tuccio, Alessio Catania, Luigi Rivecchio, Gianni Stimolo, Marco Sauna, Andrea Guastella, Orazio Zuppardo, Marco Mezzasalma, Croci Campailla, Angelo Ferracane, Flavio Tuccio, Giorgio Floridia, Giovanni Cinici, Angelo Nicosia, Francesco Tosto, Nicolò Chirdo, Giuseppe La Cognata, Mattia Faraci, Dario Moscato, Manuele Docente, Gaetano Ciscardi, Carmelo Catalano, Francesco Morello, Alberto Passaniti, Angelo Ciscardi, Liborio Scudera e Mirko Fausciana. Il coordinatore tecnico è Fofò Ammirata. (andrea cassisi)

Mappa e numeri dei servizi sociali a Gela (CL)

In tempo di crisi si guarda ai numeri e ai costi anche nel settore servizi sociali del comune di Gela. L’assessore Fortunato Ferracane ha tracciato una mappa con numeri e dati dei servizi garantiti alla comunità che ne fa richiesta. Eccoli in dettaglio: il Comune provvede alle cure di 30 anziani soli e non autosufficienti; altri 20 circa, in condizioni di semi autosufficienza; circa 270 gli anziani che godono di assistenza domiciliare e del trasporto speciale presso uffici pubblici, luoghi di cura o si culto. Questi i costi approssimativi annui: 250 mila euro i ricoveri, 45 mila euro i centri diurni (altri due sono in fase di finanziamento per anziani autosufficienti) e circa 40 mila euro il trasporto. Per l’area minori il comune gestisce 6 centri aggregativi distribuiti nei vari quartieri della città; 18 gli assistenti sociali che prestano servizio per il settore antidispersione scolastica; 75 i minori, di origine gelese, ricoverati presso le case famiglie o comunità alloggio con un costo di gestione pari a circa 100 mila euro annui. Per il settore disabili ci sono invece 80 ricoverati per problemi di salute mentale distribuiti in comunità alloggio, gruppi appartamento o case protette. Per loro è previsto il trasporto speciale presso i centri di riabilitazione di Gela e Caltagirone dove sono intrattenuti da specialisti con attività ricreative e ludiche. I costi si aggirano intorno ai 2 mln di euro annui di cui il 10% a carico della Regione Sicilia mentre il loro trasporto costa al comune circa 270 mila euro. Inoltre 4 banchi alimentari per gli indigenti e assistenzialismo con l’erogazione di assegni di maternità e bonus socio-sanitari e abbattimento, in percentuale, dei costi delle utenze. (andrea cassisi)

martedì 1 novembre 2011

Notizie dai Comitati consultivi di Aziende ospedaliere e ASP di Sicilia

Nel link sotto il Bollettino pubblicato dal Comitato consultivo dell'azienda ospedaliera "Policlinico Vittorio Emanuele" di Catania che riporta anche notizie dai Comitati delle altre A.O. e ASP siciliane.

Dall'Istat altri numeri sulla crisi in Italia

Il quotidiano online SiciliaInformazioni sintetizza così il rapporto Istat sull'occupazione in Italia:

A settembre 2011 nel nostro paese gli occupati erano 22,911 milioni, in calo dello 0,4% (-86 mila unità) rispetto ad agosto. Lo comunica l'Istat: su base annua l'occupazione è sostanzialmente invariata.
In Italia a settembre i disoccupati erano 2,08 milioni, in aumento del 3,8% rispetto ad agosto (76 mila unità). Per l'Istat su base annua si registra una crescita del 3,5% (71 mila unità).
Perciò a settembre nel nostro paese il tasso di disoccupazione si attesta all'8,3%, in aumento di 0,3 punti percentuali sia rispetto ad agosto sia rispetto all'anno precedente. L'Istat segnala come sia in forte crescita soprattutto il tasso di disoccupazione giovanile che sale al 29,3%, con un aumento sul mese precedente di 1,3 punti percentuali. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni crescono dello 0,1% (21 mila unita') rispetto al mese precedente e il tasso di inattivita' si attesta al 37,9%, registrando un aumento congiunturale di 0,1 punti percentuali.

(da siciliainformazioni.com 31ott11)

lunedì 31 ottobre 2011

L'AVIS a Trapani raccontata dal suo Presidente provinciale

Giuseppe Bivona descrive la realtà dell'AVIS trapanese attraverso le pagine del n. 3/2011 del quadrimestrale della Banca Don Rizzo. Qui sotto il link per leggere l'articolo di Nicola La Rocca.

L'AVIS in provincia di Trapani (BDR 3_2011)

Da Telefono Amico una radiografia del disagio in Italia

Disagio emotivo sempre più su. Lo conferma uno studio di AstraRicerche basato sull’analisi dei dati dell’“Osservatorio sul disagio emotivo” di Telefono Amico Italia La ricerca ha passato in rassegna più di 106.500 telefonate giunte nel 2010 (di cui ben 12.000 dal Telefono Amico di Palermo) all’associazione che offre aiuto telefonico a persone in particolare disagio emotivo.
Nel corso del 2010, i 700 volontari sparsi nei 21 Centri in Italia hanno ricevuto al Numero Unico Nazionale (199.284.284) 106.556 telefonate (292 al giorno, 20,9 all’ora), nella fascia oraria coperta dal servizio (10-24). Dall’analisi delle chiamate emerge che la crisi ha reso gli italiani non solo più poveri e con meno occupazione ma anche con meno speranze, con meno dichiarati problemi di salute e sentimentali, con molto più disagio (a volte disperato) connesso alla solitudine, alla mancanza di ascolto e di empatia.
“Anche quest’anno, con l’aiuto fondamentale e preziosissimo del Prof. Enrico Finzi, Telefono Amico Italia rende pubblici i dati (puramente statistici) relativi al servizio svolto dai volontari in ambito nazionale, che costituiscono l’ossatura dell’“Osservatorio sul Disagio Emotivo” – dichiara Dario Briccola, presidente di Telefono Amico Italia -. L’osservatorio, attivo da quattro anni, è interamente dedicato allo studio di questo fenomeno in Italia, attraverso il nostro ruolo di interlocutori privilegiati sulla solitudine e sul disagio emotivo, mediante il sevizio d’ascolto telefonico. Offriamo un orecchio partecipe (e non impositivo) per aiutare a rendere più lieve il dramma di chi non ha scelto di essere solo. Abbiamo la convinzione che una società dell’ascolto, della comunicazione e dell’apertura all’altro possa portare a una società più umana e quindi moralmente più ricca e più felice”.
"Abbiamo analizzato oltre un milione di schede (anonime) relative alle chiamate degli ultimi 12 anni a Telefono Amico Italia – sottolinea Enrico Finzi, sociologo e presidente di AstraRicerche -. Dall’analisi dei dati relativi al 2010 siamo rimasti colpiti da quanto le difficoltà materiali di tanti italiani abbiano inciso anche sul loro disagio emozionale, aggravando il loro drammatico senso di isolamento. Sarebbe un errore sottovalutare queste conseguenze relazionali e psicologiche della crisi, il suo costo sociale in termini di infelicità".
Nel dettaglio, lo studio delle telefonate ricevute da Telefono Amico Italia (TAI) – l’organizzazione di volontariato che dal 1967 offre un servizio di ascolto a chiunque provi solitudine, angoscia, tristezza, sconforto, rabbia e disagio: tutti sentimenti che se non risolti potrebbero portare a gravi crisi e talvolta anche ad atti estremi – evidenzia che nel 2010 hanno telefonato maggiormente gli uomini (66,9%). Calano quindi le donne, in quanto avvertono meno disagio emozionale, e/o sono più fornite di una rete di relazione e di sostegno.
Per quel che riguarda l’età, si nota che coloro cha hanno tra i 36 e i 45 anni sono il 29,4% del totale degli appellanti (chi telefona a TAI), e coloro che hanno dai 46 ai 55 anni ammontano al 23,2%. In generale la fascia di età “centrale”, che va dai 36 ai 55 anni, registra quasi il 53% del totale delle telefonate.
Il 55% di chi si avvale del servizio telefonico di TAI sono studenti, casalinghe, pensionati e disoccupati. Mentre, relativamente alla composizione del nucleo familiare si nota che le telefonate provenienti da chi vive da solo sono tornate a crescere nel 2010, restando maggioritari (52,9%). Si nota, altresì, un bisogno di ascolto di coloro che vivono con un partner (9,3%, in incremento) oppure con famigliari e – raramente- amici (37,8%, in calo) a conferma del fatto che il disagio emozionale senza avere qualcuno “vicino” a cui rivolgersi si annida spesso tra coloro che, per convivenza e/o lavoro, in teoria dovrebbero essere immersi in un fitto reticolo di relazioni interpersonali: un fenomeno questo in netta crescita di lungo periodo.
I motivi per i quali ci si rivolge all’associazione sono: il bisogno di compagnia e la solitudine (32%), la sessualità (21%), infermità psichica e/o fisica (inclusa la depressione: 13%). Quindi i problemi sentimentali e di coppia (8%) e quelli familiari e parentali (7%).
Dal 2007 al 2010 è cresciuto il mix di bisogno di compagnia e di solitudine (dal 26% al 32%). Appaiono stabili le aree dei problemi familiari e parentali (7%), dei “nodi” filosofici/etici/esistenziali/religiosi (7%) e di quelli sociali/politici (2%). E’ diminuito dal 22% al 21% il disagio connesso alla sessualità, e i problemi sentimentali e di coppia (dal 9% all’8%). Sono calate le infermità sia fisiche sia psichiche (dal 30% al 20%).
Infine, ammontano a oltre 500 le persone che hanno contattato TAI annunciando di aver già attivato un tentativo di suicidio o di averne intenzione.