Il Governo Renzi ha anticipato le linee guida per la Riforma del Terzo settore, in modo da aprire un confronto tra le realtà sociali che possa contribuire a migliorare gli indirizzi di riforma. Anche il volontariato è chiamato ad esprimere la propria opinione e a formulare le proprie proposte. Qui sotto il testo con cui il sito del Governo presenta il documento pubblicato il 13 maggio 2014.
«Esiste un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera
silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone. È
l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale,
dell’associazionismo no-profit, delle fondazioni e delle imprese
sociali. Lo chiamano terzo settore, ma in realtà è il primo. Un settore
che si colloca tra lo Stato e il mercato, tra la finanza e l’etica, tra
l’impresa e la cooperazione, tra l’economia e l’ecologia, che dà forma e
sostanza ai principi costituzionali della solidarietà e della
sussidiarietà. E che alimenta quei beni relazionali che, soprattutto nei
momenti di crisi, sostengono la coesione sociale e contrastano le
tendenze verso la frammentazione e disgregazione del senso di
appartenenza alla comunità nazionale. È a questo variegato universo che
il Governo intende rivolgersi formulando le linee guida per una
revisione organica della legislazione riguardante il Terzo settore.
Anche in questo caso, vogliamo fare sul serio.
Per realizzare il cambiamento economico, sociale, culturale,
istituzionale di cui il Paese ha bisogno è necessario che tutte le
diverse componenti della società italiana convergano in un grande sforzo
comune. Il mondo del terzo settore può fornire un contributo
determinante a questa impresa, per la sua capacità di essere motore di
partecipazione e di autorganizzazione dei cittadini, coinvolgere le
persone, costruire legami sociali, mettere in rete risorse e competenze,
sperimentare soluzioni innovative. Noi crediamo che profit e non profit
possano oggi declinarsi in modo nuovo e complementare per rafforzare i
diritti di cittadinanza attraverso la costruzione di reti solidali nelle
quali lo Stato, le Regioni e i Comuni e le diverse associazioni e
organizzazioni del terzo settore collaborino in modo sistematico per
elevare i livelli di protezione sociale, combattere le vecchie e nuove
forme di esclusione e consentire a tutti i cittadini di sviluppare le
proprie potenzialità. Tra gli obiettivi principali vi è quello di costruire un nuovo Welfare partecipativo.
Un secondo obiettivo è valorizzare lo straordinario potenziale di crescita e occupazione insito nell’economia sociale e nelle attività svolte dal terzo settore. Il terzo
obiettivo della riforma è di premiare in modo sistematico con adeguati
incentivi e strumenti di sostegno tutti i comportamenti donativi o
comunque prosociali dei cittadini e delle imprese, finalizzati a
generare coesione e responsabilità sociale. Su tutte queste proposte,
il Governo vuole conoscere le opinioni di chi con altruismo opera tutti
giorni nel Terzo settore, così come di tutti gli stakeholder e i
cittadini sostenitori o utenti finali degli enti del no-profit».
LINEE GUIDA PER UNA RIFORMA DEL TERZO SETTORE (clicca qui per scaricare il PDF)
martedì 13 maggio 2014
Pubblicate le Linee guida per la Riforma del Terzo settore. Il Governo apre un confronto con i soggetti interessati
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lunedì 12 maggio 2014
Verso la bella Albione. Fuga dalla Sicilia verso la Gran Bretagna
Un articolo apparso l'11 maggio sul quotidiano palermitano il Giornale di Sicilia parla di un fenomeno sempre più cresente: anche i siciliani lasciano l'Italia per trasferirsi in Inghilterra nel Regno Unito (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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A Palermo le social card per i più bisognosi
Dal Giornale di Sicilia dell'11 maggio 2014 proponiamo un articolo in cui si parla del sostegno alle famiglie varato dal Comune di Palermo grazie allo strumento della social card. Tutti i dettagli nell'articolo qui sotto (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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Un sostegno a Mediterraneo Antirazzista 2014
Dall'associazione Handala di Palermo riceviamo questa proposta che volentieri pubblichiamo:
Ciao,
anche quest'anno l'Associazione Handala e molte altre realtà palermitane che operano in quartieri disagiati, organizzano Mediterraneo Antirazzista, la manifestazione sportiva e culturale che, ormai da 7 anni, unisce i quartieri e le comunità palermitane in un grande evento per combattere l'esclusione sociale e occuparsi delle fasce più deboli, in particolare dei bambini e degli adolescenti. Negli ultimi anni, oltre alla tappa palermitana, si sono aggiunte tappe a Napoli (Scampia), Roma e Genova.
Quest'anno però Mediterraneo Antirazzista non ha trovato finanziamenti. Stiamo contrattando con l'Amministrazione Comunale per ottenere quei servizi minimi che ci consentano di svolgere la manifestazione in sicurezza (un'ambulanza che sia presente durante i tornei, una navetta che trasporti i ragazzini dai vari quartieri al Velodromo, ecc.), ma ci mancano i fondi per riuscire a portare un gruppo di ragazzini dello Zen alle tappe di Napoli e Genova, tradizione che ci dispiacerebbe abbandonare, perché fonte di stimoli ed importanti esperienze per chi non è mai uscito dal proprio quartiere.
Abbiamo quindi attivato una raccolta fondi on line attraverso la quale si può concretamente sostenere il progetto Mediterraneo Antirazzista.
Puoi fare una donazione libera entro il 20 maggio collegandoti al sito www.produzionidalbasso.com/pdb_3701.html
Ti saremo grati anche del più piccolo contributo.
Per maggiori informazioni sulla manifestazione puoi collegarti al sito www.mediterraneoantirazzista.org
o alla pagina facebook
https://www.facebook.com/pages/Mediterraneo-Antirazzista/164818370244835
Ciao,
anche quest'anno l'Associazione Handala e molte altre realtà palermitane che operano in quartieri disagiati, organizzano Mediterraneo Antirazzista, la manifestazione sportiva e culturale che, ormai da 7 anni, unisce i quartieri e le comunità palermitane in un grande evento per combattere l'esclusione sociale e occuparsi delle fasce più deboli, in particolare dei bambini e degli adolescenti. Negli ultimi anni, oltre alla tappa palermitana, si sono aggiunte tappe a Napoli (Scampia), Roma e Genova.
Quest'anno però Mediterraneo Antirazzista non ha trovato finanziamenti. Stiamo contrattando con l'Amministrazione Comunale per ottenere quei servizi minimi che ci consentano di svolgere la manifestazione in sicurezza (un'ambulanza che sia presente durante i tornei, una navetta che trasporti i ragazzini dai vari quartieri al Velodromo, ecc.), ma ci mancano i fondi per riuscire a portare un gruppo di ragazzini dello Zen alle tappe di Napoli e Genova, tradizione che ci dispiacerebbe abbandonare, perché fonte di stimoli ed importanti esperienze per chi non è mai uscito dal proprio quartiere.
Abbiamo quindi attivato una raccolta fondi on line attraverso la quale si può concretamente sostenere il progetto Mediterraneo Antirazzista.
Puoi fare una donazione libera entro il 20 maggio collegandoti al sito www.produzionidalbasso.com/pdb_3701.html
Ti saremo grati anche del più piccolo contributo.
Per maggiori informazioni sulla manifestazione puoi collegarti al sito www.mediterraneoantirazzista.org
o alla pagina facebook
https://www.facebook.com/pages/Mediterraneo-Antirazzista/164818370244835
InVolo, dal 2011 erogati 2,2 milioni al volontariato siciliano
In due anni e mezzo sono 67 i progetti che sono stati realizzati in Sicilia, con diverse linee di intervento, nell’ambito del progetto “In.Volo.”, promosso alla fine del 2011 dall’accordo tra Banca Prossima (gruppo Intesa-San Paolo), i tre Centri di Servizio per il Volontariato Siciliano (Cesvop di Palermo, Csv Etneo di Catania e Csv di Messina) e il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato in Sicilia (Co.Ge.). Il credito concesso ammonta a 2,2 milioni di euro, somma erogata in Sicilia grazie alla costituzione di un fondo di garanzia a sostegno dell’accesso al credito delle organizzazioni di volontariato, che ha avuto una sua dotazione iniziale di 500 mila euro. «Questo fondo – spiega Vito Puccio, presidente del Co.Ge. Sicilia - per la prima volta ha consentito alle associazioni di volontariato di potere accedere al credito senza che il legale rappresentante doveva dare le sue garanzie personali. È lo stesso sistema che ha garantito l’erogazione del credito».
LE TRE LINEE D’INTERVENTO – Tre sono state le linee d’intervento finanziario previsto, alle quali hanno aderito associazioni di volontariato di tutte le province siciliane. Ben 47 hanno chiesto una linea di finanziamento agevolato per anticipo crediti vantati da enti pubblici o privati. «Questo dato – spiega ancora Puccio – è molto significativo e mette in luce come della difficoltà che hanno gli enti locali nell’erogare somme o pagare servizi si riversa, inevitabilmente, anche sulle associazioni di volontariato costrette a richiedere anticipo su crediti». Diciannove sono invece i progetti ammessi al finanziamento per investimenti (nella maggior parte dei casi per l’acquisto di mezzi, come ambulanze), una sola associazione ha richiesto e ottenuto un finanziamento per servizi.
LE DICHIARAZIONI - «Il progetto “In.Volo.” è stato uno strumento per affrontare spese e “investimenti” che vanno ben al di là delle quotidiane possibilità delle organizzazioni di volontariato e che, quindi, amplia i loro orizzonti e la loro visuale. Permette ai volontari di “osare” qualcosa in più e di progettare azioni innovative e sempre più efficaci» ha detto il presidente del Cesvop Ferdinando Siringo. «Intendiamo rafforzare e sostenere ancora di più questo progetto per qualificare al meglio il volontariato, migliorandone le potenzialità a favore di nuove iniziative, progetti e attività. Il nostro impegno, come Csv, deve essere rivolto a snellire le procedure per rendere più veloce l’accesso a questo strumento» ha ribadito Santino Mondello, presidente del Csv Messina. « Il numero e la tipologia delle richieste presentate al Csv Etneo sono il chiaro segno della validità del progetto – ha detto Ignazio Di Fazio, presidente del Csv di Catania – il risultato di 31 istanze pervenute ai primi del 2014 nel nostro Centro, di cui 28 caricate in piattaforma, per 624.400 euro finanziati e 55.000 in attesa di valutazione, è in termini quantitativi certamente molto positivo».
COME SI PUÒ ADERIRE AL PROGETTO - Sono i tre Centri di Servizio siciliani i punti di riferimento per le associazioni di volontariato che vorranno aderire al progetto. Agli sportelli dei Centri si potrà avviare la pratica per la richiesta. Sarà un’Unità di Valutazione congiunta a verificare preliminarmente l’efficienza delle associazioni e della sostenibilità del progetto presentato. La raccolta delle richieste di finanziamento spetta ai vari Csv, che analizzano i progetti e aiutano le organizzazioni a definire le proprie necessità finanziarie. Grazie a un’apposita piattaforma web (progettoinvolo.it/sicilia) realizzata da Banca Prossima, il processo di richiesta, monitoraggio e concessione del finanziamento avviene con la massima trasparenza e in tempi rapidi.
LE TRE LINEE D’INTERVENTO – Tre sono state le linee d’intervento finanziario previsto, alle quali hanno aderito associazioni di volontariato di tutte le province siciliane. Ben 47 hanno chiesto una linea di finanziamento agevolato per anticipo crediti vantati da enti pubblici o privati. «Questo dato – spiega ancora Puccio – è molto significativo e mette in luce come della difficoltà che hanno gli enti locali nell’erogare somme o pagare servizi si riversa, inevitabilmente, anche sulle associazioni di volontariato costrette a richiedere anticipo su crediti». Diciannove sono invece i progetti ammessi al finanziamento per investimenti (nella maggior parte dei casi per l’acquisto di mezzi, come ambulanze), una sola associazione ha richiesto e ottenuto un finanziamento per servizi.
LE DICHIARAZIONI - «Il progetto “In.Volo.” è stato uno strumento per affrontare spese e “investimenti” che vanno ben al di là delle quotidiane possibilità delle organizzazioni di volontariato e che, quindi, amplia i loro orizzonti e la loro visuale. Permette ai volontari di “osare” qualcosa in più e di progettare azioni innovative e sempre più efficaci» ha detto il presidente del Cesvop Ferdinando Siringo. «Intendiamo rafforzare e sostenere ancora di più questo progetto per qualificare al meglio il volontariato, migliorandone le potenzialità a favore di nuove iniziative, progetti e attività. Il nostro impegno, come Csv, deve essere rivolto a snellire le procedure per rendere più veloce l’accesso a questo strumento» ha ribadito Santino Mondello, presidente del Csv Messina. « Il numero e la tipologia delle richieste presentate al Csv Etneo sono il chiaro segno della validità del progetto – ha detto Ignazio Di Fazio, presidente del Csv di Catania – il risultato di 31 istanze pervenute ai primi del 2014 nel nostro Centro, di cui 28 caricate in piattaforma, per 624.400 euro finanziati e 55.000 in attesa di valutazione, è in termini quantitativi certamente molto positivo».
COME SI PUÒ ADERIRE AL PROGETTO - Sono i tre Centri di Servizio siciliani i punti di riferimento per le associazioni di volontariato che vorranno aderire al progetto. Agli sportelli dei Centri si potrà avviare la pratica per la richiesta. Sarà un’Unità di Valutazione congiunta a verificare preliminarmente l’efficienza delle associazioni e della sostenibilità del progetto presentato. La raccolta delle richieste di finanziamento spetta ai vari Csv, che analizzano i progetti e aiutano le organizzazioni a definire le proprie necessità finanziarie. Grazie a un’apposita piattaforma web (progettoinvolo.it/sicilia) realizzata da Banca Prossima, il processo di richiesta, monitoraggio e concessione del finanziamento avviene con la massima trasparenza e in tempi rapidi.
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mercoledì 7 maggio 2014
Concorso fotografico per i giovani a Marineo (PA)
L'associazione MarineoSolidale promuove un concorso fotografico rivolto ai giovani fino ai 35 anni. L'iniziativa rientra nelle attività di promozione del volontariato giovanile della delegazione CeSVoP di Marineo. Qui sotto trovi regolamento e locandina. Scadenza 15 giugno 2014.
LOCANDINA
REGOLAMENTO DEL CONCORSO
LOCANDINA
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Seminari sugli obblighi assicurativi per il volontariato
Il CeSVoP propone quattro seminari provinciali sugli obbighi assicurativi. Il primo per la provincia di Palermo si svolge nel capoluogo il 16 maggio 2014 dalle ore 16 alle ore 19 nella sede del CeSVoP (via Maqueda, 334). Iscrizioni fino al 13 maggio. A breve le date per le le altre province
Durata: 3 ore
Destinatari:
Data la tematica è preferibile la partecipazione dei legali rappresentanti o componenti dei consigli direttivi delle associazioni di volontariato. In ogni caso la partecipazione è aperta solo a volontari delle associazioni di volontariato con statuto a norma di legge 266/91. Il numero massimo per associazione è di 2 partecipanti che comunque si siano registrati entro la data di scadenza e fino al raggiungimento del numero massimo di 40 iscritti.
Questi gli argomenti che verranno trattati:
Elementi di Tecnica Assicurativa
- Le assicurazioni indennitarie
- Le assicurazioni di Responsabilità
- La gestione per rami
- Il ramo vita
- Il ramo infortuni
- Il ramo cauzioni
Il quadro normativo delle assicurazioni obbligatorie:
- Circolazione veicoli a motore - Codice delle Assicurazioni D.Lgs. 209/2005 – Titolo X
- Volontariato – Legge 266/1991
- Protezione civile – Legge 225/1992 e DPR 613/94
- Convenzioni con Enti pubblici e privati
- INAIL per Dipendenti, LAP, Amministratori percepenti di emolumenti
L’individuazione dei rischi a cui si è esposti
La funzione del trasferimento assicurativo dei danni aleatori
La convenzione Reale Mutua – Cesvop
- Illustrazione garanzie assicurative
- Attivazione e Gestione della copertura per singola OdV
Il Docente: Sandro Flaccomio, broker di Assicurazione
Al termine del seminario verrà rilasciato attestato di frequenza ai partecipanti.
Per iscriversi occorre compilare il modulo online indicato qui sotto entro il 13 maggio 2014.
MODULO DI ISCRIZIONE ON LINE (CLICCA QUI)
Durata: 3 ore
Destinatari:
Data la tematica è preferibile la partecipazione dei legali rappresentanti o componenti dei consigli direttivi delle associazioni di volontariato. In ogni caso la partecipazione è aperta solo a volontari delle associazioni di volontariato con statuto a norma di legge 266/91. Il numero massimo per associazione è di 2 partecipanti che comunque si siano registrati entro la data di scadenza e fino al raggiungimento del numero massimo di 40 iscritti.
Questi gli argomenti che verranno trattati:
Elementi di Tecnica Assicurativa
- Le assicurazioni indennitarie
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- La gestione per rami
- Il ramo vita
- Il ramo infortuni
- Il ramo cauzioni
Il quadro normativo delle assicurazioni obbligatorie:
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- Volontariato – Legge 266/1991
- Protezione civile – Legge 225/1992 e DPR 613/94
- Convenzioni con Enti pubblici e privati
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L’individuazione dei rischi a cui si è esposti
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La convenzione Reale Mutua – Cesvop
- Illustrazione garanzie assicurative
- Attivazione e Gestione della copertura per singola OdV
Il Docente: Sandro Flaccomio, broker di Assicurazione
Al termine del seminario verrà rilasciato attestato di frequenza ai partecipanti.
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domenica 4 maggio 2014
Migranti sbarcati a Palermo, la macchina dell'accoglienza
Il Giornale di Sicilia del 4 maggio 2014 dedica un articolo allo sbarco dei migranti salvati nel Canale di Sicilia e fatti sbarcare a Palermo dalla Marina militare. Il quotidiano palermitano descrive come si è organizzata la macchina dell'accoglienza e il ruolo svolto dal volontariato (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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sabato 3 maggio 2014
Diseguaglianze sociali in Italia, la fotografia del Censis
Il 3 maggio 2014 il Censis ha pubblicato i risultati di una sua ricerca sulla distribuzione della ricchezza in Italia. Qui sotto riportiamo il comunicato stampa dell'istituto.
Crescono le diseguaglianze sociali: il vero male che corrode l’Italia
I 10 uomini più ricchi del Paese hanno un patrimonio pari a quello di 500mila famiglie operaie messe insieme. E il bonus di 80 euro? 3,1 miliardi destinati ai consumi se sarà permanente
Roma, 3 maggio 2014 - Patrimoni sempre più squilibrati. I 10 uomini più ricchi d'Italia dispongono di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500mila famiglie operaie messe insieme. Poco meno di 2mila italiani ricchissimi, membri del club mondiale degli ultraricchi, dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (senza contare il valore degli immobili): cioè lo 0,003% della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella del 4,5% della popolazione totale. Ecco plasticamente rappresentate le disuguaglianze di oggi in Italia. Le distanze nella ricchezza sono cresciute nel tempo. Oggi, in piena crisi, il patrimonio di un dirigente è pari a 5,6 volte quello di un operaio, mentre era pari a circa 3 volte vent'anni fa. Il patrimonio di un libero professionista è pari a 4,5 volte quello di un operaio (4 volte vent'anni fa). Quello di un imprenditore è pari a oltre 3 volte quello di un operaio (2,9 volte vent'anni fa).
Le diseguaglianze dei redditi: chi più aveva, più ha avuto. I redditi familiari hanno avuto negli ultimi anni una dinamica molto differenziata tra le diverse categorie sociali. Rispetto a dodici anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti, in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%, quelli degli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei dirigenti sono aumentati dell'1,5%. L'1% dei «top earner» (circa 414mila contribuenti italiani) si è diviso nel 2012 un reddito netto annuo di oltre 42 miliardi di euro, con redditi netti individuali che volano mediamente sopra i 102mila euro, mentre il valore medio dei redditi netti dichiarati dai contribuenti italiani non raggiunge i 15mila euro. E la quota di reddito finita ai «top earner» è rimasta sostanzialmente stabile anche nella fase crisi.
L'austerity non è per tutti. Negli anni della crisi (tra il 2006 e il 2012), i consumi familiari annui degli operai si sono ridotti, in termini reali, del 10,5%, quelli degli imprenditori del 5,9%, quelli degli impiegati del 4,5%, mentre i consumi dei dirigenti hanno registrato solo un -2,4%. Distanze già ampie che si allargano, dunque, compattezza sociale che si sfarina, e alla corsa verso il ceto medio tipica degli anni '80 e '90 si è sostituita oggi una fuga in direzioni opposte, con tanti che vanno giù e solo pochi che riescono a salire. In questa situazione è alto il rischio di un ritorno al conflitto sociale, piuttosto che alla cultura dello sviluppo come presupposto per un maggiore benessere.
Se potessi avere 80 euro al mese. Come impiegheranno il bonus Irpef di 80 euro al mese i 10 milioni di italiani che ne beneficeranno per i prossimi otto mesi, da maggio a dicembre? I comportamenti saranno molto diversi se l'introduzione del bonus sarà strutturale o se invece non avrà continuità nel tempo. Nel caso in cui gli 80 euro costituiranno un incremento una tantum del reddito, il Censis stima che 2,7 miliardi di euro (dei 6,7 miliardi totali previsti dal decreto del governo) andranno ad alimentare la domanda interna. Per la precisione, 2,2 milioni di beneficiari del provvedimento impiegheranno tutti gli 80 euro mensili in consumi, per una spesa pari a 1,5 miliardi di euro negli otto mesi. Altri 2,7 milioni di beneficiari li spenderanno solo in parte per consumi, per un valore di 1,2 miliardi di euro (e destineranno 700 milioni di euro ad altro). Invece, 5 milioni di beneficiari useranno il bonus esclusivamente per impieghi diversi dai consumi (risparmieranno, pagheranno debiti, ecc.), per un ammontare di 3,3 miliardi di euro. Nel caso in cui il bonus di 80 euro costituirà una modifica fiscale permanente, e quindi comporterà un incremento stabile e sicuro dei redditi dei beneficiari, il Censis stima che l'incremento della spesa per consumi nei prossimi otto mesi sarà superiore a 3,1 miliardi di euro, cioè circa il 15% in più rispetto al caso in cui il bonus non venga rinnovato nel prossimo anno. In questo caso sarebbero circa un milione in più le persone che destinerebbero tutti o in parte gli 80 euro ai consumi.
Le tante facce della diseguaglianza. Le iniquità sociali non riguardano solo patrimoni e redditi. Ci sono eventi della vita che sempre più generano diversità che diventano distanze sociali. Avere o non avere figli: ecco una causa di diseguaglianza. La nascita del primo figlio fa aumentare di poco, rispetto alle coppie senza figli, il rischio di finire in povertà. Nel primo caso il rischio riguarda l'11,6%, nel secondo caso riguarda il 13,1%. Ma la nascita del secondo figlio fa quasi raddoppiare il rischio di finire in povertà (20,6%) e la nascita del terzo figlio triplica questo rischio (32,3%). Inoltre, avere figli raddoppia il rischio di finire indebitati per mutuo, affitti, bollette o altro rispetto alle coppie senza figli: il rischio riguarda il 15,7% nel primo caso, il 6,2% nel secondo caso. Anche ritrovarsi a fare da solo/a il genitore aumenta di un terzo, rispetto alle coppie con figli, il rischio di finire in povertà e/o indebitati: 26,2% nel primo caso, 19,3% nel secondo.
Dimmi dove vivi e ti dirò quanta diseguaglianza c'è. Il rischio di finire in povertà è, per i residenti nel Sud (33,3%), triplo rispetto a quelli del Nord (10,7%) e doppio rispetto a quelli del Centro (15,5%). Nel Sud (18%) i residenti hanno anche un rischio quasi doppio di finire indebitati rispetto al Nord (10,4%) e di 5 punti percentuali più alto rispetto a quelli del Centro (13%) (fonte censis.it).
Crescono le diseguaglianze sociali: il vero male che corrode l’Italia
I 10 uomini più ricchi del Paese hanno un patrimonio pari a quello di 500mila famiglie operaie messe insieme. E il bonus di 80 euro? 3,1 miliardi destinati ai consumi se sarà permanente
Roma, 3 maggio 2014 - Patrimoni sempre più squilibrati. I 10 uomini più ricchi d'Italia dispongono di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500mila famiglie operaie messe insieme. Poco meno di 2mila italiani ricchissimi, membri del club mondiale degli ultraricchi, dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (senza contare il valore degli immobili): cioè lo 0,003% della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella del 4,5% della popolazione totale. Ecco plasticamente rappresentate le disuguaglianze di oggi in Italia. Le distanze nella ricchezza sono cresciute nel tempo. Oggi, in piena crisi, il patrimonio di un dirigente è pari a 5,6 volte quello di un operaio, mentre era pari a circa 3 volte vent'anni fa. Il patrimonio di un libero professionista è pari a 4,5 volte quello di un operaio (4 volte vent'anni fa). Quello di un imprenditore è pari a oltre 3 volte quello di un operaio (2,9 volte vent'anni fa).
Le diseguaglianze dei redditi: chi più aveva, più ha avuto. I redditi familiari hanno avuto negli ultimi anni una dinamica molto differenziata tra le diverse categorie sociali. Rispetto a dodici anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti, in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%, quelli degli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei dirigenti sono aumentati dell'1,5%. L'1% dei «top earner» (circa 414mila contribuenti italiani) si è diviso nel 2012 un reddito netto annuo di oltre 42 miliardi di euro, con redditi netti individuali che volano mediamente sopra i 102mila euro, mentre il valore medio dei redditi netti dichiarati dai contribuenti italiani non raggiunge i 15mila euro. E la quota di reddito finita ai «top earner» è rimasta sostanzialmente stabile anche nella fase crisi.
L'austerity non è per tutti. Negli anni della crisi (tra il 2006 e il 2012), i consumi familiari annui degli operai si sono ridotti, in termini reali, del 10,5%, quelli degli imprenditori del 5,9%, quelli degli impiegati del 4,5%, mentre i consumi dei dirigenti hanno registrato solo un -2,4%. Distanze già ampie che si allargano, dunque, compattezza sociale che si sfarina, e alla corsa verso il ceto medio tipica degli anni '80 e '90 si è sostituita oggi una fuga in direzioni opposte, con tanti che vanno giù e solo pochi che riescono a salire. In questa situazione è alto il rischio di un ritorno al conflitto sociale, piuttosto che alla cultura dello sviluppo come presupposto per un maggiore benessere.
Se potessi avere 80 euro al mese. Come impiegheranno il bonus Irpef di 80 euro al mese i 10 milioni di italiani che ne beneficeranno per i prossimi otto mesi, da maggio a dicembre? I comportamenti saranno molto diversi se l'introduzione del bonus sarà strutturale o se invece non avrà continuità nel tempo. Nel caso in cui gli 80 euro costituiranno un incremento una tantum del reddito, il Censis stima che 2,7 miliardi di euro (dei 6,7 miliardi totali previsti dal decreto del governo) andranno ad alimentare la domanda interna. Per la precisione, 2,2 milioni di beneficiari del provvedimento impiegheranno tutti gli 80 euro mensili in consumi, per una spesa pari a 1,5 miliardi di euro negli otto mesi. Altri 2,7 milioni di beneficiari li spenderanno solo in parte per consumi, per un valore di 1,2 miliardi di euro (e destineranno 700 milioni di euro ad altro). Invece, 5 milioni di beneficiari useranno il bonus esclusivamente per impieghi diversi dai consumi (risparmieranno, pagheranno debiti, ecc.), per un ammontare di 3,3 miliardi di euro. Nel caso in cui il bonus di 80 euro costituirà una modifica fiscale permanente, e quindi comporterà un incremento stabile e sicuro dei redditi dei beneficiari, il Censis stima che l'incremento della spesa per consumi nei prossimi otto mesi sarà superiore a 3,1 miliardi di euro, cioè circa il 15% in più rispetto al caso in cui il bonus non venga rinnovato nel prossimo anno. In questo caso sarebbero circa un milione in più le persone che destinerebbero tutti o in parte gli 80 euro ai consumi.
Le tante facce della diseguaglianza. Le iniquità sociali non riguardano solo patrimoni e redditi. Ci sono eventi della vita che sempre più generano diversità che diventano distanze sociali. Avere o non avere figli: ecco una causa di diseguaglianza. La nascita del primo figlio fa aumentare di poco, rispetto alle coppie senza figli, il rischio di finire in povertà. Nel primo caso il rischio riguarda l'11,6%, nel secondo caso riguarda il 13,1%. Ma la nascita del secondo figlio fa quasi raddoppiare il rischio di finire in povertà (20,6%) e la nascita del terzo figlio triplica questo rischio (32,3%). Inoltre, avere figli raddoppia il rischio di finire indebitati per mutuo, affitti, bollette o altro rispetto alle coppie senza figli: il rischio riguarda il 15,7% nel primo caso, il 6,2% nel secondo caso. Anche ritrovarsi a fare da solo/a il genitore aumenta di un terzo, rispetto alle coppie con figli, il rischio di finire in povertà e/o indebitati: 26,2% nel primo caso, 19,3% nel secondo.
Dimmi dove vivi e ti dirò quanta diseguaglianza c'è. Il rischio di finire in povertà è, per i residenti nel Sud (33,3%), triplo rispetto a quelli del Nord (10,7%) e doppio rispetto a quelli del Centro (15,5%). Nel Sud (18%) i residenti hanno anche un rischio quasi doppio di finire indebitati rispetto al Nord (10,4%) e di 5 punti percentuali più alto rispetto a quelli del Centro (13%) (fonte censis.it).
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giovedì 1 maggio 2014
5 per mille 2012, arrivano i fondi
Come già reso noto anche dal sito del CeSVoP (www.cesvop.org), l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato l'elenco delle somme 5 per mille 2012 destinate dai contribuenti. Il Giornale di Sicilia dell'1 maggio 2014 pubblica un articolo che dà in sintesi i dettagli della notizia (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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