venerdì 5 aprile 2013

Dai programmi del Bando Reti 2010 della Fondazione Con il Sud alle nuove opportunità. Seminario regionale il 15 aprile 2013 a Palermo. Aperte le iscrizioni fino al 12 aprile

Dopo l'esperienza dei bandi 2010 e 2011, la Fondazione CON IL SUD quest'anno lancerà la terza edizione dell’iniziativa «Programmi e Reti di Volontariato» per il consolidamento del ruolo e dell'impatto del volontariato nelle regioni meridionali.
Attraverso il bando non saranno sostenuti progetti specifici, ma interventi per il rafforzamento dell'attività principale svolta dalle organizzazioni e dalle reti di volontariato capaci di favorire, inoltre, la sperimentazione di nuove modalità di lavoro e cooperazione. Come nelle precedenti edizioni, il sistema dei CSV siciliani accompagnerà le reti e le organizzazioni di volontariato nelle fasi di predisposizione delle domande e rendicontazione.
Con i due bandi già svolti la Fondazione CON IL SUD ha sostenuto oltre 160 programmi di volontariato nelle regioni meridionali. Per illustrare i risultati raggiunti con le due edizioni dell'iniziativa e raccogliere idee e riflessioni per la realizzazione della nuova edizione è in programma un ciclo di incontri sul territorio del Sud Italia.
Per la Sicilia, l’incontro si svolge a Palermo il 15 aprile 2013, nella Sala De Seta dei Cantieri culturali ala Zisa (via Paolo Gili, 4) a partire dalle ore 16.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Fondazione CON IL SUD, il CSVnet, i tre Centri di Servizio per il Volontariato siciliani (CeSV Messina, CeSVoP, CSV Etneo), la Fondazione Sicilia, il Comitato di gestione del Fondo speciale per il Volontariato Regione Sicilia, e ha ricevuto il gratuito patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana, dell’Assessorato per Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro e del Comune di Palermo.
Sono previsti gli interventi di: Ignazio Di Fazio, portavoce del Coordinamento regionale dei CSV siciliani e presidente del CSV Etneo; Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo; Ester Bonafede, assessore regionale per Famiglia, Politiche sociali e Lavoro; Carlo Borgomeo, presidente Fondazione CON IL SUD; Stefano Tabò, presidente CSVnet; Raffaele Bonsignore, segretario generale di Fondazione Sicilia; Vito Puccio, presidente CoGe Sicilia; Antonino Mantineo, presidente del CeSV Messina; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP; Alberto Giampino, referente regionale per il Bando Reti 2010-2011 e direttore del CeSVoP.

Scarica la brochure

Per iscriversi compilare il modulo online entro il 12 aprile, ore 12

Segreteria organizzativa presso il CeSVoP, via Maqueda 334 info@cesvop.org tel 091331970

giovedì 4 aprile 2013

A Gela successo per il Passaporto del Volontariato

A Gela continua con successo l'esperienza del Passaporto del Volontariato promossa dalle associazioni del territorio con il coordinamento del MoVI Gela. Qui sotto la cronaca de La Sicilia (2 aprile 2013) che racconta come sta procedendo l'iniziativa (clicca sull'articolo per ingradirlo).

La newsletter di Per Esempio

A partire dal mese di Aprile l'associazione di volontariato Per Esempio Onlus offrirà un servizio gratuito di informazione su Bandi, Opportunità di finanziamento, Tirocini, Borse di Studio, Mobilità, Volontariato, Formazione e tante altre interessanti novità.
Per ricevere tutti gli aggiornamenti è sufficiente iscriversi alla Newsletter al link: www.peresempionlus.org/newsletter
Siamo convinti che l'Informazione sia il primo strumento fondamentale per stimolare la Partecipazione ma che troppo spesso le innumerevoli opportunità offerte alla cittadinanza dalla Comunità Europea, dai Ministeri, dalle Regioni e dai Comuni siano state opportunamente mal comunicate affinchè solo pochi fortunati potessero avere opportunità di accesso.
L'intento di Per Esempio Onlus attraverso questa nuova Newsletter è dunque scovare e recensire quante più informazioni interessanti possibili e diffonderle per facilitare il canale di accesso a chi non possiede strumenti adeguati.
Se condividi i nostri obiettivi puoi darci una mano divulgando questa mail, invitando amici e contatti ad iscriversi o semplicemente parlando di noi !!
Altrimenti se sei un webmaster, un grafico, un giornalista, un appassionato di no-profit e ti va condividere con noi questa sfida scrivici una mail a info@peresempionlus.org proponendoci il tuo CV.
Buona opportunità a tutti !!!

P.s.: la newsletter di Per Esempio Onlus è un servizio gratuito, che non riceve nessun contributo ne pubblico ne privato e che viene realizzato grazie al lavoro volontario di un gruppo di operatori del settore che hanno deciso di investire in questa sfida; vi saremo grati dunque se potrete inviarci vostri consigli, suggerimenti, critiche e magari anche incoraggiamenti.

mercoledì 3 aprile 2013

La nostra Africa. Presentazione alla Mondadori di Palermo

Mercoledì 3 aprile 2013 alle ore 18.00, presso il Multicenter Mondadori di Palermo in Via Ruggero Settimo, 16/18, verrà presentato il libro “La nostra Africa. Cronache di viaggio di un medico euroafricano" di Michelangelo Bartolo. L'Autore, che vive e lavora a Roma, è da diversi anni impegnato in Africa nella realizzazione di DREAM (Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition), programma ad approccio globale per curare l’AIDS in Africa avviato nel febbraio dell’anno 2002 dalla Comunità di Sant’Egidio. Oggi DREAM è attivo in Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenya, Repubblica di Guinea, Guinea Bissau, Nigeria, Angola, Repubblica Democratica del Congo, Camerun. Insieme all'Autore interverranno il dott. Andrea Nucita della Comunità di Sant'Egidio e Padre Gianfranco Matarazzo, Direttore dell'Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe. Per ulteriori informazioni www.mbartolo.com

venerdì 22 marzo 2013

Lutto nel mondo del volontariato e della solidarietà. E' scomparso mons. Nervo, fondatore della Caritas italiana

La notizia è subito rimbalzata sui siti e le agenzie di stampa specializzate. Monsignor Nervo era uno dei grandi pionieri della solidarietà organizzata in Italia. Qui sotto il profilo tracciato dal quotidiano cattolico Avvenire.

Un gigante della carità se n’è andato ieri sera all’Opera della provvidenza di Sarmeola, in provincia di Padova, dopo una vita spesa interamente al servizio dei poveri. Monsignor Giovanni Nervo, nato il 13 dicembre 1918, Casalpusterlengo, nel Lodigiano, figlio di sfollati della Prima guerra mondiale, poi cresciuto nella diocesi di Sant’Antonio, è stato in gioventù assistente provinciale delle Acli e e poi cappellano degli operai nelle fabbriche. Soprattutto ha legato la sua esistenza alla Caritas italiana. Il 2 luglio 1971, su indicazione di papa Paolo VI che sciolse le Pontificie opere assistenziali, la Cei costituì la Caritas italiana come proprio organismo e incaricò Nervo di organizzarla in qualità di presidente. Con il cambio dello statuto, che assegnava la presidenza a un vescovo, restò a guidarla operativamente con il ruolo di vicepresidente fino al 1986. E don Giovanni, come lo chiamavano amici e collaboratori, ne curò con grande passione la nascita e l’organizzazione tanto a livello nazionale che diocesano girando tutta Italia.
L’opzione preferenziale per i poveri della Chiesa era la sua stella polare, come ha ricordato ieri il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo: «Monsignor Nervo – ha sottolineato il presule – è stato una figura emblematica della Chiesa padovana e italiana, a cui ha dedicato la sua vita di prete e di uomo; si è impegnato strenuamente per l’affermazione di una pedagogia della carità, così come doveva essere la Caritas nel pensiero di Paolo VI e non ha mai mancato di denunciare giustizie e incoerenze. Ma il suo impegno è stato anche avvalorato da un alto senso di responsabilità civile, governata dai valori del cattolicesimo sociale, di cui è stato uno dei protagonisti. È stato uno strenuo difensore del Vangelo dei poveri».
Con la sua mitezza, la schiettezza e la coerenza seppe ispirare in diverse generazioni di giovani la passione per l’impegno civile e il volontariato. Per lui, che dal 1943 al 1945 si era impegnato nella Resistenza, la lotta per la giustizia era complementare all’educazione alla pace. Dopo il primo Convegno ecclesiale su «Evangelizzazione e promozione umana» di Roma, nel 1976, chiese alla Cei e ottenne che la Caritas italiana potesse accogliere i giovani obiettori di coscienza in servizio civile e le ragazze dell’Anno di volontariato sociale (Avs). Molti di loro, oltre che nelle trincee della povertà, in quei primi anni si impegnarono nella ricostruzione delle aree terremotate del Friuli prima, poi della Campania e della Basilicata nel 1980.
Fu sempre una sua idea quella dei gemellaggi tra comunità ecclesiali come strumento di ricostruzione dopo le grandi tragedie non solo concreta, ma anche morale, metodo fecondo ancora oggi adottato dalla Caritas italiana. Negli anni Ottanta diede forte impulso al mondo del volontariato e favorì la nascita della Consulta delle opere caritative e assistenziali (poi diventata Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali). Altro grande tema fu quello dell’accoglienza. Nervo cominciò nel 1980 con i boat people, i profughi vietnamiti. Poi fino alla fine dei suoi giorni si battè per l’integrazione dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie e contro le pulsioni xenofobe. Autore prolifico di libri e articoli, nel 1964 diede vita a Padova alla Fondazione Zancan per lo studio della povertà, presieduta fino al 1997, e con la quale ha lavorato fino alla fine (paolo lambruschi, fonte Avvenire 22mar21).

Laboratori di cittadinanza partecipata. Si riparte

Il CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo), d’intesa con la Provincia Regionale di Palermo è pronto ad avviare la seconda macrofase del progetto “I laboratori della cittadinanza partecipata II” promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in accordo ad altre Province co-attuatrici (Torino, Arezzo e Benevento). Il progetto viene realizzato insieme alle Province Regionali di Messina, Catania, Trapani ed Enna, insieme ad una rappresentanza di scuole secondarie di secondo grado delle suddette province e con il supporto degli altri due Centri di Servizio per il Volontariato di competenza – rispettivamente Cesv Messina e Cesv Etneo. A Palermo l'attività è denominata "Spazi di partecipazione": le associazioni Cuore che vede, Arciragazzi, Giovani In, Vip e 'a strummula presso l'Itis Alessandro Volta di Palermo gestiscono un laboratorio sul tema della partecipazione con gli studenti dell'istituto. Tramite simulate, giochi di ruolo, uscite sul territorio, i giovani saranno portati a riflettere e sperimentare azioni sul tema della loro percezione di partecipazione, rispetto a se stessi, al gruppo di pari ed alla comunità di rifermento (mirko dioneo, fonte Comunicare il sociale 21mar13)

Nuova sede per il Centro Padre Nostro di Palermo

Inaugurata il 21 marzo, la nuova sede è poco distante da quella precedenteche è stata restituita alla parrocchia. Qui sotto la cronaca del Giornale di Sicilia del 22 marzo 2013 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

martedì 19 marzo 2013

Un progetto del volontariato palermitano per promuovere un patto fra le generazioni

«Generare Futuro. Laboratorio per un patto intergenerazionale» è il tema della presentazione del progetto ideato dalle organizzazioni di volontariato palermitane che fanno parte del Tavolo Famiglia, Minori e Anziani, assieme al CoAsAn (Coordinamento delle Associazioni Anziani) e al CoAsFam (Coordinamento Associazioni Familiari). L’incontro si svolge il 22 marzo 2013 a partire dalle ore 15 nei locali della Galleria d'Arte Moderna in via Sant'Anna, a Palermo.
In concreto, il volontariato incontra gli amministratori locali e di quartiere per presentare la ricerca e le iniziative che le associazioni dei tavoli tematici propongono nell'ambito del percorso per lo sviluppo di un patto tra le generazioni a Palermo.
All’evento sono invitati i giornalisti e la cittadinanza. L’ingresso è libero.

Un numero verde per prevenire il suicidio

L'ASP di Palermo attiva, in collaborazione con l'associazione AFIPreS Marco Saura, un numero di sostegno per la prevenzione dei suicidi giovanili. Qui sotto la cronaca del Giornale di Sicilia del 19 marzo 2013 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

martedì 12 marzo 2013

Rapporto Istat. In crescita il volontariato, ma non al Sud. Regge la famiglia

Dall'Agenzia Redattore Sociale proponiamo il seguente articolo sui dati Istat riguardanti alcuni aspetti della crisi in Italia:
«La famiglia continua essere un elemento centrale per gli italiani: ammortizzatore sociale quando serve, sostegno nei momenti di difficoltà, punto di riferimento imprescindibile. Lo dimostrano i dati del primo rapporto Istat-Cnel sul benessere equo e sostenibile in Italia. Nel 2012 il 36,8 per cento delle persone di 14 anni e più si dichiara molto soddisfatto delle proprie relazioni familiari e un altro 54,2 per cento è “abbastanza soddisfatto”.
Alla famiglia sempre di più è chiesto di colmare la carenza di servizi sociali. Questo determina un carico del lavoro di cura che rischia di essere eccessivo. E questo vale specialmente per le donne: le caregiver sono il 32,5 per cento contro il 28,1 per cento degli uomini. Esiste, però, anche una rete più ampia che circonda il nucleo familiare, composta da parenti non conviventi e amici: nel 2009 quasi il 76 per cento della popolazione ha dichiarato di avere parenti, amici o vicini su cui contare e il 30 per cento ha dato aiuti gratuiti. Anche le reti sociali restano importanti: il 23,5 per cento della popolazione partecipa ad associazioni e il 9,7 per cento svolge attività di volontariato, in crescita dall’8,9 per cento del 2005. Ma la partecipazione è meno presente nel Mezzogiorno, dove i bisogni sono più gravi. Al Nord il dato è del 13,1 per cento, mentre al Sud si ferma al 6 per cento. Al di là di queste reti ci sono “gli altri”, la società più ampia, verso la quale emerge una profonda diffidenza. Nel 2012 solo il 20 per cento delle persone ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia, valore in calo rispetto al 2010 (21,7 per cento) e tra i più bassi in Europa. Quota che scende ulteriormente al 15,2 per cento nelle regioni del Mezzogiorno.
“Viviamo in una società in cui la presenza di reti sociali, familiari e di volontariato non è sufficiente a garantire un tessuto sociale forte a copertura dei bisogni primari della popolazione, specialmente delle fasce sociali più deboli – scrivono i curatori del rapporto -. Nel Sud e nelle Isole, in particolare, tutte le forme di reti sociali appaiono più deboli e la fiducia negli altri raggiunge il minimo. Peraltro, un Paese con un problema di scarsa fiducia tra i cittadini può incontrare maggiori difficoltà a creare le condizioni per una vita economica e sociale pienamente soddisfacente”». (gig, Redattore sociale 11mar13)