Il 2 dicembre presentata a Roma l’indagine Istat, CSVnet e Fondazione Volontariato e Partecipazione.
Sono 6,63 milioni gli italiani che dedicano tempo agli altri. 4,14 milioni si impegnano in organizzazioni o in gruppi mentre 3 milioni sono i volontari non organizzati; dal punto di vista geografico il lavoro volontario è più diffuso al nord, soprattutto nel nordest.
L'indagine, che fornisce la fotografia del volontariato italiano, è stata realizzata da Istat, CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato - eFondazione Volontariato e Partecipazione ed è stata presentata oggi a Roma, presso l'aula magna dell'Istat, alla presenza del presidente dell’Istat, Giorgio Alleva e del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Bobba.
Dall'indagine, armonizzata agli standard internazionali contenuti nel Manuale sulla misurazione del lavoro volontario pubblicato dall'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), emerge una forte relazione fra volontariato, istruzione e situazione economica. Gli studenti sono i più impegnati nel volontariato (9,5%) mentre i volontari occupati si attestano al 9,1%. I dati dimostrano anche come il titolo di studio più diffuso fra chi fa volontariato sia la laurea (13,6%).
I volontari hanno molta più fiducia negli altri: sul totale della popolazione ben il 35,6% di chi fa volontariato organizzato ha fiducia della maggior parte delle persone rispetto al 20.9% dei cittadini comuni.
Nei volontari è maggiore anche il senso di fiducia verso le istituzioni: 24,46% contro 20,8% del totale. I volontari infine sono più soddisfatti della loro vita: 46,8% rispetto al 35%. Stesso trend si registra anche nell'ottimismo verso il futuro: i volontari ottimisti sono il 30,3% rispetto al 24% della popolazione totale.
L'indagine ha analizzato anche le motivazioni di chi fa volontariato. Il 49,7% è spinto dall'impegno a far fronte ai bisogni non soddisfatti e opera a favore della comunità e dell'ambiente. Un volontario su tre, soprattutto fra i giovani e anziani, decide di fare volontariato per socializzare, incontrare amici o stringere e conservare rapporti. Il 25,8% è spinto da motivazioni religiose, mentre un 17,7% per "valere" cioè per mettersi alla prova, valorizzare capacità ed essere più spendibili nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda le ricadute del volontariato nella vita personale, i dati illustrati le distinguono in tre tipologie: quella relazionale, quella civica e quella legata alla dimensione del benessere. Il 51,6% di chi fa volontariato ha allargato la rete dei rapporti sociali, il 51,3% ha sviluppato una coscienza civica e politica e il 49,6% si sente meglio con se stesso.
"Vogliamo -afferma il presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione Alessandro Bianchini- che gli elementi di conoscenza e le chiavi di lettura che emergono da questa indagine servano a far comprendere più a fondo il fenomeno volontario e riescano ad aiutarlo a vincere le tante sfide poste dai tempi che viviamo".
“Così come il volontariato non deve avere timori di misurarsi utilizzando parametri scientifici accreditati, così le istituzioni non devono temere di promuoverlo e sostenerlo secondo il principio della sussidiarietà” - ha commentato Stefano Tabò, presidente di CSVnet. “Questa convinzione deve condizionare la Riforma del Terzo Settore, a ragione dei benefici - diretti e non - generati dall’azione volontaria che la ricerca ci ha confermato nell’incremento della coesione sociale e della fiducia che fanno delle organizzazioni di volontariato un antidoto all’apatia civica e politica”.
L’incontro di presentazione ha visto gli interventi di: Saverio Gazzelloni, Direttore centrale delle statistiche socio-demografiche e ambientale - Istat; Ksenija Fonovic CSV Spes/CSVnet; Tania Cappadozzi Direzione centrale delle statistiche socio-demografiche e ambientale - Istat; Riccardo Guidi, Fondazione Volontariato e Partecipazione;Marco Musella, Università Federico II di Napoli (fonte ufficio stampa CSVnet).
martedì 2 dicembre 2014
lunedì 1 dicembre 2014
CSVnet ha un nuovo Consiglio Direttivo
L'Assemblea dei soci di CSVnet, il Coordinamento che riunisce e rappresenta 76 Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), si è riunita oggi (29 novembre 2014) a Roma per eleggere il nuovo Consiglio Direttivo.
Stefano Tabò, presidente del Coordinamento dal novembre del 2011, ha conseguito il maggior numero di preferenze fra i neo consiglieri.
Altissima la percentuale dei votanti: il 98% degli aventi diritto: "Sono molto soddisfatto per la grande partecipazione di cui hanno dato prova i CSV soci e apprezzo la disponibilità e l'impegno della nuova compagine consigliare" – commenta Stefano Tabò. "La nostra strada maestra è moltiplicare le risorse: capitalizzare i patrimoni relazionali di cui siamo espressione; mobilitare le convinzioni e le disponibilità in una logica di alleanza e cooperazione per la difesa e la crescita del bene comune".
Sono 35 gli eletti del nuovo Direttivo, rinnovato per un terzo dei suoi componenti. 8 volontarie e 27 volontari rappresentano tutte le regioni d'Italia, con un età media di 53 anni.
Un sistema, quello dei CSV, che in oltre 15 anni di attività ha saputo radicarsi su tutto il territorio italiano, con 400 tra sedi e sportelli, migliaia di servizi forniti ogni anno e una base associativa di oltre 25mila organizzazioni che rappresenta circa il 52% del volontariato italiano.
Il consigliere più anziano, a cui spetta la decisione, ha convocato l'insediamento del Consiglio Direttivo, che procederà all'elezione del presidente, per sabato 13 dicembre 2014. Tra gli ordini del giorno approvati in Assemblea anche l'impegno di aggiornare, nei prossimi mesi, le procedure elettorali che si sono dimostrate particolarmente farraginose.
L'Assemblea dei soci ha inoltre eletto i Revisori dei Conti – nelle persone di: Gianluca Mezzasoma, Adriano Propersi, Ermete Dall'Asta – e il Collegio dei Garanti: Gennaro Castaldi, Lino Lacagnina e Giuditta Petrillo (vicepresidente del CeSVoP).
Stefano Tabò, presidente del Coordinamento dal novembre del 2011, ha conseguito il maggior numero di preferenze fra i neo consiglieri.
Altissima la percentuale dei votanti: il 98% degli aventi diritto: "Sono molto soddisfatto per la grande partecipazione di cui hanno dato prova i CSV soci e apprezzo la disponibilità e l'impegno della nuova compagine consigliare" – commenta Stefano Tabò. "La nostra strada maestra è moltiplicare le risorse: capitalizzare i patrimoni relazionali di cui siamo espressione; mobilitare le convinzioni e le disponibilità in una logica di alleanza e cooperazione per la difesa e la crescita del bene comune".
Sono 35 gli eletti del nuovo Direttivo, rinnovato per un terzo dei suoi componenti. 8 volontarie e 27 volontari rappresentano tutte le regioni d'Italia, con un età media di 53 anni.
Un sistema, quello dei CSV, che in oltre 15 anni di attività ha saputo radicarsi su tutto il territorio italiano, con 400 tra sedi e sportelli, migliaia di servizi forniti ogni anno e una base associativa di oltre 25mila organizzazioni che rappresenta circa il 52% del volontariato italiano.
Il consigliere più anziano, a cui spetta la decisione, ha convocato l'insediamento del Consiglio Direttivo, che procederà all'elezione del presidente, per sabato 13 dicembre 2014. Tra gli ordini del giorno approvati in Assemblea anche l'impegno di aggiornare, nei prossimi mesi, le procedure elettorali che si sono dimostrate particolarmente farraginose.
L'Assemblea dei soci ha inoltre eletto i Revisori dei Conti – nelle persone di: Gianluca Mezzasoma, Adriano Propersi, Ermete Dall'Asta – e il Collegio dei Garanti: Gennaro Castaldi, Lino Lacagnina e Giuditta Petrillo (vicepresidente del CeSVoP).
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giovedì 20 novembre 2014
Webcomico, quando cronaca e pubblicità vanno "troppo" d'accordo
Il sito di Repubblica Palermo pubblica le foto della protesta dei senza-casa davanti al Palazzo arcivescovile di Palermo. Guarda un po' che contrasto tragicomico si crea con la pubblicità proposta nella cornice (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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martedì 18 novembre 2014
In aumento il numero di stranieri in carcere
E' il dato che emerge da una convegno che si svolge a Palermo dal 17 novembre 2014. I dettagli della notizia li racconta un articolo del Giornale di Sicilia del 18 novembre 2014 (clicca sull'immagine per ingrandirla).
lunedì 17 novembre 2014
Finalmente tecnico-radiologa. A Palermo la prima laureata di origine africana
Globalizzazione, cittadini di un mondo senza frontiere e così via... Per cui ormai dovrebbe essere normale vedere ragazze e ragazzi italiani di origine africana laurearsi, lavorare, farsi un futuro. E invece fa ancora notizia. Uno dei tanti segnali che ci dice quanto la vera integrazione abbia ancora molta strada da fare in Italia. Qui sotto l'articolo del Giornale di Sicilia del 17 novembre che racconta la storia della prima giovane donna di origine africana che si laurea tecnico in Radiologia a Palermo (clicca sull'immagine per ingrandirla)
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Giornata mondiale dei Sopravvissuti, il convegno nazionale dell'AFIPreS
I volontari dell'Associazione Famiglie Italiane Prevenzione Suicidio (AFIPreS) "Marco Saura" di Palermo, in collaborazione con il CeSVoP, organizzano per il 22 novembre 2014 a Palermo (Villa Niscemi - Sala delle Carrozze) alle ore 8,30 un convegno nazionale dedicato ai sopravvissuti al suicidio. L’iniziativa si svolge in occasione della Giornata internazionale dei sopravvissuti che è nata con lo scopo di farli incontrare e insieme onorare e ricordare i propri cari e costruire una comunità che sia fonte e motivo di speranza.
Quest'anno la Rete progettuale Alive Italia, composta da associazioni e operatori nel campo della prevenzione del suicidio e dell'assistenza ai sopravvissuti, ha deciso di celebrare la Giornata in modo coordinato su tutto il territorio nazionale, in modo da dare una voce comune al disagio e allo stigma. Quest’ultimo, in particolare, è uno dei problemi più grandi legati all’atto estremo di togliersi la vita; è una sorta di marchio peggiorativo che rende ancora più difficile - per persone che sono state toccate da tale tragedia - riuscire a parlare e a trovare il coraggio di chiedere aiuto e in definitiva di ricominciare a vivere.
Un evento suicidario può rimanere un argomento tabù, vissuto in silenzio. E’ un fardello spesso ceduto «in eredità» ai membri più giovani della famiglia. La ferita della perdita di un caro suicidatosi può non venire mai risolta interamente, ma essere vissuta come irrimediabile, rappresentando un netto decadimento nella qualità di un'intera vita.
La «Giornata Mondiale dei Sopravvissuti al suicidio» ha, dunque, l'obiettivo di mettere a disposizione dei partecipanti uno spazio all'interno del quale poter apertamente parlare del dolore legato alla perdita in un'atmosfera di ascolto reciproco e in piena accettazione. L'auspicio è che il confronto, tra persone che vivono lo stesso dramma e sperimentano gli stessi vissuti di angoscia, dolore e senso di colpa, possa rappresentare a un tempo un'ispirazione e un incoraggiamento a creare nuovi percorsi «di guarigione» o a ripercorrere sentieri ormai abbandonati.
Ci si prefigge, inoltre, di aumentare la consapevolezza dell'importanza e della disponibilità dei servizi di supporto al lutto, come pure di cercare di dar voce e spazio a chi continua a vivere in solitudine la propria vita, sopravvivendo ad un dolore così profondo.
In concreto, l’AFIPreS “Marco Saura” auspica che, a partire dal convegno di Palermo, si possa implementare una rete nazionale di supporto al lutto, un forum nazionale per la discussione ed eventualmente la formazione di coloro che intendano fornire il loro aiuto ad altri in modo tecnicamente avanzato. All’incontro di Villa Niscemi (Sala delle Carrozze) del 22 novembre alle ore 8,30 partecipano: specialisti, docenti universitari, ricercatori, imprenditori, uomini politici, amministratori locali e sanitari, psicologi e pedagogisti, rappresentanti del volontariato e dell’industria farmaceutica. Il dettaglio nel programma qui sotto.
PROGRAMMA
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domenica 16 novembre 2014
Colletta alimentare edizione 2014
Presentata l'edizione 2014 della Colletta alimentare a Palermo. Qui sotto l'articolo che il Giornale di Sicilia del 16 novembre 2014 dedica all'iniziativa (clicca sul'immagine per ingrandirla).
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sabato 15 novembre 2014
Forum del Terzo settore, l'incontro di Palermo raccontato dal Giornale di Sicilia
L'incontro del 14 novembre 2014, promosso dal Forum del Terzo settore di Palermo, è stato raccontato da un articolo del Giornale di Sicilia del 15 novembre 2014 (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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venerdì 14 novembre 2014
Assistenza giovani disabili, la Regione Siciliana promette contributi
Il Giornale di Sicilia del 14 novembre 2014 dedica un articolo all'impegno assunto da Bruno Caruso, neo-assessore alla Famiglia e alle Politiche sociali che ha promesso risorse per far ripartire l'assistenza ai disabili (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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Dalla povertà a Palermo all'economia sociale con i beni confiscati, le proposte del Forum del Terzo settore di Palermo
Sulla povertà assoluta che tocca ormai livelli preoccupanti, il Forum chiede fra l'altro: un monitoraggio sull'uso dei fondi destinati a chi è in difficoltà, l'incremento considerevole degli investimenti e delle risorse, l'accoglimento della proposta nazionale del REIS (Reddito di inclusione sociale), la piena funzionalità dello Sportello e dell'Osservatorio Famiglia.
Per quel che riguarda i beni confiscati: una visione strategica che in una sinergia tra pubblico e privato sociale faccia divenire i beni e le aziende confiscate un volano di sviluppo, al contrario di quanto accade oggi in cui sembramo regnare per lo più improvvisazione e gestione emergenziale.
Sulla Riforma del Terzo settore, il Forum palermitano propone: una riforma complessiva delle politiche sociali nazionali, un intervento legislativo che non privilegi solo l'ambito dell'impresa sociale ma guardi soprattutto a volontariato e promozione sociale (che costituiscono il 90% del Terzo settore), un 5permille stabilizzato ma con tempi brevi e certi di liquidazione e senza tetti di finanziamento, risorse adeguate a tutto il sistema della solidarietà organizzata (senza incoerenze e contraddizioni tra linee di riforma per il Terzo settore e provvedimenti economici quale la Legge di stabilità), ampliamento del servizio civile, razionalizzazione e potenziamento dei centri di servizio per il volontariato (essenziali, soprattutto per le piccole organizzazioni).
Qui sotto, riportiamo la sintesi che l'edizione palermitana di Repubblica.it (14 novembre 2014) ha fatto dei dati raccolti dal Forum del Terzo settore palermitano in materia di povertà (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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