Dall'agenzia di stampa Redattore Sociale una bella notizia di "normale" integrazione che, purtroppo, è ancora un evento dalle nostre parti:
Si chiama Arulnesan Thayani, ha 26 anni ed è la prima ragazza a laurearsi a Palermo con una doppia cittadinanza, italiana e tamil. Nel capoluogo siciliano vivono circa cinquemila Tamil, quasi tutti ben integrati. La ragazza si è laureata ieri come educatore della prima infanzia presso la facoltà di scienza della formazione con una tesi su “I bambini stranieri a scuola”. Il suo sogno è quello di potersi dedicare all’inserimento e all’integrazione di tutti i bambini stranieri presenti nella città di Palermo.
In famiglia a laurearsi è stato anche suo fratello Thayaraj: si è laureato nel 2007 in Traduzione, Italiano L2 e interculturalità presso la facoltà di Lettere e filosofi ed è stato uno dei primi laureati tamil in tutta l'Italia. Adesso gestisce insieme ad altri giovani un’agenzia di disbrigo pratiche amministrative. Il fratello più grande, invece, lavora in un ristorante italo-indiano. Oltre a lei la sua famiglia è composta dalla mamma pensionata, i due fratelli e la cognata. La giovane è a Palermo da quando aveva 7 anni, da quando suo padre decise di fuggire per salvare la sua famiglia dalla guerra civile che da 30 anni divampava nell' isola dello Sri Lanka. Non a caso dedica questa laurea a suo padre, morto nel 2003, che in tutti questi anni l’ha sempre spinta ad andare avanti.
“Si è realizzato un sogno che, oltre alla mia famiglia, dedico a tutta la mia comunità Tamil - ha detto Arulnesan Thayani –. Adesso il mio desiderio è quello di trovare al più presto un lavoro che mi permetta di dedicarmi agli altri”. “Nella mia tesi parlo delle difficoltà che incontrano le comunità straniere sul piano dell’integrazione culturale. Parlo dei problemi legati all’inserimento scolastico dei bambini immigrati presenti nella nostra città. Ho fatto un tirocinio presso l’asilo comunale multietnico ‘Girasole’ dove ho avuto esperienza diretta con i bambini stranieri”.
“La città di Palermo - tiene a sottolineare – è la mia casa: ci ha accolto sempre benissimo: è una città aperta e accogliente ed io mi sento palermitana a tutti gli effetti". (set)
(fonte Redattore Sociale 24feb12)
sabato 25 febbraio 2012
Volontariato in rete grazie a NetSolidale, un nuovo servizio del CeSVoP
Una piattaforma web dove potersi confrontare sui temi del volontariato e dove poter attivare nuove reti sul territorio. Il servizio, curato dal CeSVoP, è aperto a tutte le organizzazioni di volontariato della Sicilia occidentale che ne vogliano far parte. NetSolidale, in pratica, è la rete online del volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp.
Si tratta di un'esperienza innovativa che, dopo un periodo di sperimentazione, adesso è stata definitivamente varata. Essa nasce dal percorso intrapreso dal volontariato della Sicilia occidentale che, passo dopo passo, ha individuato nello strumento dei cosiddetti "Tavoli" un modo ordinario di lavorare in rete partendo dalle problematiche comuni.
La finalità primaria di NetSolidale è lo scambio di informazioni tra le associazioni che si occupano della stessa tematica, al fine di realizzare scambi di buone prassi e soprattutto l’opportunità di conoscere altre realtà che operano in territori diversi su uno stesso settore per avviare percorsi di collaborazione. Le reti avviate tramite la costituzione di tavoli tematici sono:
- Famiglia;
- Minori;
- Protezione Civile e Beni comuni;
- Benessere/Disabilità;
- Anziani;
è quindi già attivo sul sito www.cesvop.org (vd. la barra di navigazione in alto) il link a NetSolidale, uno spazio interamente dedicato ai tavoli tematici, dove poter consultare o dare informazioni e allo stesso tempo aggregare nuove organizzazioni.
Per poter contribuire ed interagire con le varie sezioni è necessario iscriversi al sito o inviare notizie ai tutor incaricati oppure a netsolidale@cesvop.org.
Le organizzazioni interessate possono pure compilare e inviare una scheda di presentazione che verrà inserita in NetSolidale. Questo servizio è riservato solo alle realtà di volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp a norma con L. 266/91 e L.R. 22/94. Nel link qui sotto trovi il modulo da inviare compilato e firmato dal legale rappresentante.
SCHEDA PER LA PRESENTAZIONE SU NETSOLIDALE
Si tratta di un'esperienza innovativa che, dopo un periodo di sperimentazione, adesso è stata definitivamente varata. Essa nasce dal percorso intrapreso dal volontariato della Sicilia occidentale che, passo dopo passo, ha individuato nello strumento dei cosiddetti "Tavoli" un modo ordinario di lavorare in rete partendo dalle problematiche comuni.
La finalità primaria di NetSolidale è lo scambio di informazioni tra le associazioni che si occupano della stessa tematica, al fine di realizzare scambi di buone prassi e soprattutto l’opportunità di conoscere altre realtà che operano in territori diversi su uno stesso settore per avviare percorsi di collaborazione. Le reti avviate tramite la costituzione di tavoli tematici sono:
- Famiglia;
- Minori;
- Protezione Civile e Beni comuni;
- Benessere/Disabilità;
- Anziani;
è quindi già attivo sul sito www.cesvop.org (vd. la barra di navigazione in alto) il link a NetSolidale, uno spazio interamente dedicato ai tavoli tematici, dove poter consultare o dare informazioni e allo stesso tempo aggregare nuove organizzazioni.
Per poter contribuire ed interagire con le varie sezioni è necessario iscriversi al sito o inviare notizie ai tutor incaricati oppure a netsolidale@cesvop.org.
Le organizzazioni interessate possono pure compilare e inviare una scheda di presentazione che verrà inserita in NetSolidale. Questo servizio è riservato solo alle realtà di volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp a norma con L. 266/91 e L.R. 22/94. Nel link qui sotto trovi il modulo da inviare compilato e firmato dal legale rappresentante.
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venerdì 24 febbraio 2012
I Nas bloccano il centro per l’infanzia de “La Casa di tutte le genti” di Palermo
A rischio di chiusura il centro aggregativo multiculturale per l’infanzia “La Casa di tutte le genti” di via Francesco Maria Maggio 20, al quartiere “Noce” di Palermo. Il Centro – che durante il giorno accoglie una cinquantina di bambini extracomunitari in età prescolare, supportando così i loro genitori impegnati a lavorare – è stato nei giorni scorsi oggetto di un'ispezione da parte dei “Nas”. Il Nucleo antisofisticazioni e sanità dell'Arma dei carabinieri ha stabilito che se entro il prossimo mercoledì 29 febbraio “La Casa di tutte le genti” non si sarà messa in regola con i permessi iginieco-sanitari richiesti per la gestione di un asilo e rilasciati dall'Asp, e avrà provveduto a iscriversi all'apposito albo comunale, metterà i sigilli alla struttura. Dalla “Casa di tutte le genti” si respira un clima di tensione misto a rabbia: «La nostra attività è del tutto volontaria e gratuita: “Casa di tutte le genti” non è affatto un asilo, bensì un associazione di volontariato che si occupa di bambini extracomunitari, prendendosi cura di loro ogni giorno lavorativo dalle 7.30 del mattino alle 7 di sera». Per mandare avanti l'associazione, presieduta da Zenaida Boaventura, i volontari si sobbarcano mensilmente le spese di affitto dell'immobile e quelle necessarie per cercare di soddisfare le esigenze dei bambini. La notizia è stata diffusa con una conferenza stampa promossa da Fabrizio Ferrandelli a “La Casa di tutte le genti” per segnalare il caso e «lanciare un appello alle istituzioni e cercare delle soluzioni». «In così pochi giorni non potremo mai metterci in regola o trovare un locale adeguato» spiega la volontaria Evelina Giuliano. Per evitare che i bambini finiscano sulla strada, durante l'incontro organizzato a “La Casa di tutte le genti”, si sono mobilitate diverse associazioni di volontariato cittadine. Tra queste, i centri, Ubuntu, il Giardino di Madreteresa e Santa Chiara, hanno assicurato che i bambini potranno trovare accoglienza presso le proprie strutture. Si tratta, però, di una soluzione tampone, visto che nella zona della Noce non esistono strutture di volontariato analoghe a “La Casa di tutte le genti” e le altre strutture si trovano in zone della città parecchio distanti. Per cercare una soluzione definitiva l'unica strada percorribile sembra quella di assicurare a “La casa di tutte le genti” la fruizione di una struttura idonea, all'interno della Noce. In questa direzione, verrà chiesto un incontro urgente al Commissario straordinario al Comune di Palermo, Maria Luisa Latella». (andrea uzzo)
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Quinta giornata delle malattie Rare. Neava Palermo propone un convegno
L'associazione Nuova Era a Viso Aperto - Onlus ha organizzato per il 29 Febbraio alle ore 9 presso la Sala Magna di "Palazzo Steri" a Palermo il Convegno regionale «Malattie rare: cura alla persona e sostegno alle famiglie».Il convegno ha lo scopo di informare operatori sanitari, assistenti sociali, psicologi, volontari, studenti universitari e di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni, affinchè le persone con malattie rare e i loro familiari ricevano dovuta attenzione e le cure di cui hanno diritto.
Il convegno avrà luogo a Palermo a Piazza Marina, presso la Sala Magna di Palazzo Steri ed è aperto a tutti.
Scarica il manifesto
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Agrigento, insediata la Consulta Anziani
Dopo la sua istituzione, si è insediata la Consulta cittadina degli anziani. L’organismo di partecipazione in carica per tre anni, ha il compito di esaminare l’evolversi delle condizioni di vita e della situazione sociale della popolazione anziana in città. La Consulta cittadina degli anziani ha funzioni consultive per l’esame dei provvedimenti in materia di politiche per gli anziani e per la definizione degli obiettivi e degli strumenti necessari alla loro attuazione.
Alla prima riunione erano presenti l’assessore alle politiche nel campo della solidarietà sociale, Giuseppe Putrone, il rappresentante dell’associazione “ADA per i diritti degli anziani”, Carmelo Terrasi, l’associazione “Alzheimer Agrigento” con Angela Parisi, Salvina Mangione dell’Auser, Giuseppe Maira dell’associazione di volontariato “Solidarietà”, Giovanni D’Angelo della CGIL-SPI, Giuseppe Vaianella dell’associazione “Akrasol cultura e sport”e Mario Aversa della federazione pensionati Confsal.
Durante l'incontro di insediamento è stato eletto presidente Giovanni D’Angelo, come vice Mario Aversa e come segretario Giuseppe Maira.
Il nuovo presidente, dopo aver ringraziato le autorità, "per aver favorito la nascita della consulta finalizzata al coinvolgimento degli anziani nella vita sociale cittadina", ha sottolineato che quest'anno (2012) è stato dichiarato proprio l’anno degli anziani. La Consulta ha poi deliberato l'ammissione dei rappresentati dell’UIL Pensionati e della CIA, mentre quelli di “Villa Betania” e della CISL sono stati ammessi con riserva perchè in attesa del perfezionamento della documentazione richiesta.
“Gli anziani – ha dichiarato il sindaco Marco Zambuto – sono prima di tutto una risorsa, vista la funzione socialmente utile che svolgono nei confronti delle famiglie giovani, dei piccoli e più in generale verso la comunità cittadina. Per l’assessore comunale alle politiche ed interventi nel campo della solidarietà, Giuseppe Putrone, “la Consulta servirà a pianificare le strategie di intervento per i bisogni degli anziani agrigentini in riferimento alle tematiche relative alla salute, al reddito e all’impegno sociale a cui chiamarli in modo sempre più coinvolgente e più ampio”. (rogero fiorentino)
Alla prima riunione erano presenti l’assessore alle politiche nel campo della solidarietà sociale, Giuseppe Putrone, il rappresentante dell’associazione “ADA per i diritti degli anziani”, Carmelo Terrasi, l’associazione “Alzheimer Agrigento” con Angela Parisi, Salvina Mangione dell’Auser, Giuseppe Maira dell’associazione di volontariato “Solidarietà”, Giovanni D’Angelo della CGIL-SPI, Giuseppe Vaianella dell’associazione “Akrasol cultura e sport”e Mario Aversa della federazione pensionati Confsal.
Durante l'incontro di insediamento è stato eletto presidente Giovanni D’Angelo, come vice Mario Aversa e come segretario Giuseppe Maira.
Il nuovo presidente, dopo aver ringraziato le autorità, "per aver favorito la nascita della consulta finalizzata al coinvolgimento degli anziani nella vita sociale cittadina", ha sottolineato che quest'anno (2012) è stato dichiarato proprio l’anno degli anziani. La Consulta ha poi deliberato l'ammissione dei rappresentati dell’UIL Pensionati e della CIA, mentre quelli di “Villa Betania” e della CISL sono stati ammessi con riserva perchè in attesa del perfezionamento della documentazione richiesta.
“Gli anziani – ha dichiarato il sindaco Marco Zambuto – sono prima di tutto una risorsa, vista la funzione socialmente utile che svolgono nei confronti delle famiglie giovani, dei piccoli e più in generale verso la comunità cittadina. Per l’assessore comunale alle politiche ed interventi nel campo della solidarietà, Giuseppe Putrone, “la Consulta servirà a pianificare le strategie di intervento per i bisogni degli anziani agrigentini in riferimento alle tematiche relative alla salute, al reddito e all’impegno sociale a cui chiamarli in modo sempre più coinvolgente e più ampio”. (rogero fiorentino)
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mercoledì 22 febbraio 2012
Alla vigilia di Villaggio Solidale un profilo del volontariato italiano
L'Agenzia di stampa Redattore Sociale sintetizza i dati emersi da una ricerca condotta sul volontariato in Italia e che è stata presentata in occasione di "Villaggio Solidale", il Salone del Volontariato che si apre domani a Lucca. Ecco i dati più salienti riportati da Redattore Sociale:
Nelle associazioni di volontariato, soltanto due volontari su dieci hanno meno di 35 anni. E’ questo uno dei dati principali che emerge dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia”, condotta su 2.012 associazioni estratte dall'universo di tutte quelle iscritte ai registri regionali/provinciali e promossa dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) e dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv), una ricerca che fa il punto sui tratti salienti del volontariato, facendo emergere anche alcune criticità, e che esce alla vigilia del salone nazionale del volontariato, al via domani a Lucca.
Dai dati della rilevazione Fvp-Cnv viene confermata l’esistenza di una crisi generazionale del volontariato italiano. Su 100 soci ‘attivi’ nelle OdV del campione, meno di 23 hanno meno di 35 anni. Le OdV del Nord-Est sembrano avere la ‘maglia nera’ della presenza giovanile con solo il 17% di soci ‘attivi’ giovani, mentre nel Centro-Italia osserviamo la quota massima della presenza giovanile del campione (che è comunque inferiore al 28%). Le OdV del settore ambientale e internazionale hanno le basi associative giovanili ‘attive’ in proporzione più numerose (qui i giovani sono più del 35% dei soci ‘attivi’). Sebbene la membership delle OdV del campo della donazione abbia molti elementi peculiari, è comunque da osservare che la percentuale di soci ‘attivi’ giovani sul totale dei soci ‘attivi’ è la più alta del campione di OdV intervistate (il 37%).
Confermata la tendenza a trovare pochi giovani soprattutto nelle posizioni di vertice: solo il 5% dei presidenti delle OdV non operanti nel campo della donazione ha meno di 35 anni. Per le associazioni della donazione la percentuale scende al 3%.
Occorre comunque osservare, si spiega nella ricerca, che le percentuali della presenza ‘attiva’ dei giovani nelle OdV intervistate non sono così differenti dalla struttura demografica italiana, nella quale per ogni residente tra i 16 ed i 35 anni vi sono quasi 3 residenti oltre i 36 anni.
Poche donne ai vertici delle organizzazioni di volontariato italiano. Dai dati raccolti dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia” emerge che il presidente è maschio in 2 OdV su 3 (66,3%). Percentuale ancora più bassa nel campo della donazione, dove le donne ricoprono la carica di presidente solo nel 20% dei casi (1 su 5) Complessivamente, nella base associativa ‘attiva’ delle OdV del campione, le donne sono più degli uomini, sebbene la prevalenza sia modesta: il 53% dei soci ‘attivi’ sono donne e il 47% sono uomini. Il Centro-Italia e i settori sociale e socio-sanitario sembrano gli ambiti territoriali e tematici nei quali la presenza di donne è maggiore. Nel campo specifico della donazione, i dati raccolti con l’indagine mostrano uno scenario di genere invertito. In questo caso la base associativa ‘attiva’ delle OdV intervistate è composta per il 57% da uomini e per il 43% da donne.
Aumentano i volontari nelle associazioni di volontariato italiane, il 57% delle quali dichiara di avere aumentato i propri volontari nel 2011. E’ un altro dato che emerge dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia”. A livello territoriale il dato dell’aumento dei volontari pare abbastanza omogeneo, anche se al sud e nelle isole aumentano in modo più considerevole (circa del 59%). Le OdV che sostengono di avere aumentato i propri volontari nel 2011 sono il 72% nel settore Internazionale e il 48% nel settore dei Beni Culturali. Nel complesso le OdV della donazione che nel 2011 hanno aumentato i propri volontari sono il 68% del totale delle OdV intervistate. Secondo la ricerca, risulta che il 22% delle OdV italiane ha meno di 25 soci, il 42% tra 25 e 100 soci, mentre il 35% delle OdV ha più di 100 soci. È il Centro-Italia ad avere il maggior numero di OdV grandi (qui oltre il 43% delle OdV ha più di 100 soci), mentre il Nord-Ovest è l’area che ha il maggior numero di piccole OdV (il 25%). In media, dalle interviste condotte risulta che la piccola base associativa è tipica soprattutto delle OdV del settore della Protezione civile (le OdV con meno di 25 soci sono in questo caso il 38%) e del settore dei Beni Culturali (30%). Nel settore sanitario e socio-sanitario troviamo invece con maggiore frequenza OdV con grande base associativa (nel settore sanitario le OdV con più di 100 soci sono oltre il 55% e nel socio-sanitario il 43%). Un discorso a parte è da fare per le OdV operanti nell’ambito della donazione di sangue, tessuti e organi. Nel campo della donazione l’85% delle OdV ha più di 100 soci.
Nelle associazioni di volontariato, soltanto due volontari su dieci hanno meno di 35 anni. E’ questo uno dei dati principali che emerge dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia”, condotta su 2.012 associazioni estratte dall'universo di tutte quelle iscritte ai registri regionali/provinciali e promossa dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) e dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv), una ricerca che fa il punto sui tratti salienti del volontariato, facendo emergere anche alcune criticità, e che esce alla vigilia del salone nazionale del volontariato, al via domani a Lucca.
Dai dati della rilevazione Fvp-Cnv viene confermata l’esistenza di una crisi generazionale del volontariato italiano. Su 100 soci ‘attivi’ nelle OdV del campione, meno di 23 hanno meno di 35 anni. Le OdV del Nord-Est sembrano avere la ‘maglia nera’ della presenza giovanile con solo il 17% di soci ‘attivi’ giovani, mentre nel Centro-Italia osserviamo la quota massima della presenza giovanile del campione (che è comunque inferiore al 28%). Le OdV del settore ambientale e internazionale hanno le basi associative giovanili ‘attive’ in proporzione più numerose (qui i giovani sono più del 35% dei soci ‘attivi’). Sebbene la membership delle OdV del campo della donazione abbia molti elementi peculiari, è comunque da osservare che la percentuale di soci ‘attivi’ giovani sul totale dei soci ‘attivi’ è la più alta del campione di OdV intervistate (il 37%).
Confermata la tendenza a trovare pochi giovani soprattutto nelle posizioni di vertice: solo il 5% dei presidenti delle OdV non operanti nel campo della donazione ha meno di 35 anni. Per le associazioni della donazione la percentuale scende al 3%.
Occorre comunque osservare, si spiega nella ricerca, che le percentuali della presenza ‘attiva’ dei giovani nelle OdV intervistate non sono così differenti dalla struttura demografica italiana, nella quale per ogni residente tra i 16 ed i 35 anni vi sono quasi 3 residenti oltre i 36 anni.
Poche donne ai vertici delle organizzazioni di volontariato italiano. Dai dati raccolti dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia” emerge che il presidente è maschio in 2 OdV su 3 (66,3%). Percentuale ancora più bassa nel campo della donazione, dove le donne ricoprono la carica di presidente solo nel 20% dei casi (1 su 5) Complessivamente, nella base associativa ‘attiva’ delle OdV del campione, le donne sono più degli uomini, sebbene la prevalenza sia modesta: il 53% dei soci ‘attivi’ sono donne e il 47% sono uomini. Il Centro-Italia e i settori sociale e socio-sanitario sembrano gli ambiti territoriali e tematici nei quali la presenza di donne è maggiore. Nel campo specifico della donazione, i dati raccolti con l’indagine mostrano uno scenario di genere invertito. In questo caso la base associativa ‘attiva’ delle OdV intervistate è composta per il 57% da uomini e per il 43% da donne.
Aumentano i volontari nelle associazioni di volontariato italiane, il 57% delle quali dichiara di avere aumentato i propri volontari nel 2011. E’ un altro dato che emerge dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia”. A livello territoriale il dato dell’aumento dei volontari pare abbastanza omogeneo, anche se al sud e nelle isole aumentano in modo più considerevole (circa del 59%). Le OdV che sostengono di avere aumentato i propri volontari nel 2011 sono il 72% nel settore Internazionale e il 48% nel settore dei Beni Culturali. Nel complesso le OdV della donazione che nel 2011 hanno aumentato i propri volontari sono il 68% del totale delle OdV intervistate. Secondo la ricerca, risulta che il 22% delle OdV italiane ha meno di 25 soci, il 42% tra 25 e 100 soci, mentre il 35% delle OdV ha più di 100 soci. È il Centro-Italia ad avere il maggior numero di OdV grandi (qui oltre il 43% delle OdV ha più di 100 soci), mentre il Nord-Ovest è l’area che ha il maggior numero di piccole OdV (il 25%). In media, dalle interviste condotte risulta che la piccola base associativa è tipica soprattutto delle OdV del settore della Protezione civile (le OdV con meno di 25 soci sono in questo caso il 38%) e del settore dei Beni Culturali (30%). Nel settore sanitario e socio-sanitario troviamo invece con maggiore frequenza OdV con grande base associativa (nel settore sanitario le OdV con più di 100 soci sono oltre il 55% e nel socio-sanitario il 43%). Un discorso a parte è da fare per le OdV operanti nell’ambito della donazione di sangue, tessuti e organi. Nel campo della donazione l’85% delle OdV ha più di 100 soci.
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Il diritto di crescere. A Palermo le associazioni incontrano i candidati alle primarie del centro sinistra
Le Associazioni del Terzo settore: Afipres, Apriti Cuore, Arciragazzi Palermo, ASD Kalaja, Coop. Il Canto di Los, Fare Mondi, Inventare Insieme, Laboratorio Zen Insieme, Movi, San Giovanni Apostolo, Santa Chiara, incontrano i candidati alle primarie del centro sinistra per un confronto sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza a Palermo in vista delle prossime elezioni amministrative.
L'incontro si svolge a Palermo, martedì 28 febbraio 2012 dalle ore 15 alle ore 16,30 nella Chiesa Valdese in Via dello Spezio, 43. Partecipano i quattro candidati alle prossime primarie del 4 marzo, rispetto la condizione dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze che vivono a Palermo e con i quali noi adulti dobbiamo siglare un patto intergenerazionale che consenta di costruire dei percorsi di partecipazione che ci portino a vivere in una città comprensibile, sensata e accessibile. L'incontro sarà moderato da Pasquale D'Andrea, componente dell'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza.
Segreteria organizzativa: Romina Vivona
rominavivona@gmail.com
cellulare: +39.338 3152760
L'incontro si svolge a Palermo, martedì 28 febbraio 2012 dalle ore 15 alle ore 16,30 nella Chiesa Valdese in Via dello Spezio, 43. Partecipano i quattro candidati alle prossime primarie del 4 marzo, rispetto la condizione dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze che vivono a Palermo e con i quali noi adulti dobbiamo siglare un patto intergenerazionale che consenta di costruire dei percorsi di partecipazione che ci portino a vivere in una città comprensibile, sensata e accessibile. L'incontro sarà moderato da Pasquale D'Andrea, componente dell'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza.
Segreteria organizzativa: Romina Vivona
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Acceleratore di innovazione, se ne parla a Palermo
Il Consorzio Arca organizza un seminario di presentazione del programma SeedLab "Un acceleratore per gli innovatori del domani", Giovedì 1 marzo 2012, ore 10.30 - 13.00 – Viale delle Scienze ed 16, Palermo.
La creazione di imprese innovative è uno degli elementi fondanti di una politica industriale rivolta al futuro e costituisce per i giovani un’opportunità per uscire dalla crisi del mondo del lavoro.
In questa prospettiva, il Consorzio Arca, incubatore d’imprese dell’Università di Palermo, Vertis SGR, società leader negli investimenti venture nel Mezzogiorno, e SeedLab, programma di accelerazione per nuove imprese tecnologiche, si incontrano per parlare delle attività che sostengono l’avvio e lo sviluppo di start-up innovative.
L’iniziativa, patrocinata dall’Università degli Studi di Palermo, è rivolta a innovatori, nuovi imprenditori, ricercatori, dottorandi e studenti che abbiano interesse a sviluppare un progetto imprenditoriale.
SeedLab è un programma di pre-incubazione, formazione e coaching, ispirato ai modelli internazionali, che aiuta lo sviluppo di start up sfruttando le economie di scala. Il programma prevede investimenti (micro seed) per colmare il gap tra idea d’impresa e i fondi necessari ad un imprenditore per lanciare una nuova attività (seed capital). Una rete di incubatori e partners del Mezzogiorno, tra cui il Consorzio Arca, farà lo scouting di nuove idee imprenditoriali che verranno selezionate da Vertis.
La creazione di imprese innovative è uno degli elementi fondanti di una politica industriale rivolta al futuro e costituisce per i giovani un’opportunità per uscire dalla crisi del mondo del lavoro.
In questa prospettiva, il Consorzio Arca, incubatore d’imprese dell’Università di Palermo, Vertis SGR, società leader negli investimenti venture nel Mezzogiorno, e SeedLab, programma di accelerazione per nuove imprese tecnologiche, si incontrano per parlare delle attività che sostengono l’avvio e lo sviluppo di start-up innovative.
L’iniziativa, patrocinata dall’Università degli Studi di Palermo, è rivolta a innovatori, nuovi imprenditori, ricercatori, dottorandi e studenti che abbiano interesse a sviluppare un progetto imprenditoriale.
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“Partecipare per ridisegnare il futuro. Confronto aperto a Termini Imerese”
Si terrà venerdì 24 febbraio alle 16.00, presso la Pinacoteca del Museo Civico di Termini Imerese, il seminario “Partecipare per ridisegnare il futuro. Confronto aperto a Termini Imerese”, per offrire nuovi e alternativi modelli di sviluppo e testimonianze concrete di buone prassi (locali ed estere) e confrontarsi in maniera propositiva sulle opportunità per il futuro di Termini, a partire dalle sue risorse e in un quadro di politiche pubbliche partecipative.
L’evento è promosso dall’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” - Centro Studi Sociali, la Caritas diocesana di Palermo, l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Palermo e l’Associazione “Centro Studi - Opera don Calabria”, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Termini Imerese, nell’ambito dei Percorsi di form-azione sociopolitica dell’Istituto Arrupe “Rieducarsi al bene comune”.
Input dall’esperienza di Bilbao (Spagna) e della Fondazione Comunità di Messina e gruppi di lavoro: “Sviluppo imprenditoriale e opportunità del Piano Strategico”; “Politiche di inclusione sociale e percorsi di accompagnamento alle famiglie in difficoltà”; “Risorse umane e culturali presenti sul territorio: come farle diventare opportunità produttive”. Per il gruppo “Idee e proposte creative delle nuove generazioni per il futuro di Termini Imerese” sono state coinvolte anche le scuole superiori di Termini.
Il sindaco Burrafato ha dichiarato: “aspettando la valutazione di merito da parte di Invitalia che, per legge, dovrà certificare che il progetto di deindustrializzazione proposto dalla casa automobilistica molisana sia finanziariamente sostenibile, abbiamo accolto questa qualificata opportunità di riflessione che vuole promuovere la consapevolezza tra la nostra gente che essere protagonisti dello sviluppo è la chiave per ridisegnare dal basso un futuro più simile a noi, secondo modelli e politiche pubbliche che, strategicamente e creativamente, si confrontino con altre esperienze positive”.
Per informazioni:
Anna Staropoli (coordinatrice Laboratorio welfare Istituto Arrupe)
anna.staropoli@istitutoarrupe.it - 347.466.71.41
091.626.97.44 - 091.730.37.43 - Fax 091.730.37.41
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L’evento è promosso dall’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” - Centro Studi Sociali, la Caritas diocesana di Palermo, l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Palermo e l’Associazione “Centro Studi - Opera don Calabria”, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Termini Imerese, nell’ambito dei Percorsi di form-azione sociopolitica dell’Istituto Arrupe “Rieducarsi al bene comune”.
Input dall’esperienza di Bilbao (Spagna) e della Fondazione Comunità di Messina e gruppi di lavoro: “Sviluppo imprenditoriale e opportunità del Piano Strategico”; “Politiche di inclusione sociale e percorsi di accompagnamento alle famiglie in difficoltà”; “Risorse umane e culturali presenti sul territorio: come farle diventare opportunità produttive”. Per il gruppo “Idee e proposte creative delle nuove generazioni per il futuro di Termini Imerese” sono state coinvolte anche le scuole superiori di Termini.
Il sindaco Burrafato ha dichiarato: “aspettando la valutazione di merito da parte di Invitalia che, per legge, dovrà certificare che il progetto di deindustrializzazione proposto dalla casa automobilistica molisana sia finanziariamente sostenibile, abbiamo accolto questa qualificata opportunità di riflessione che vuole promuovere la consapevolezza tra la nostra gente che essere protagonisti dello sviluppo è la chiave per ridisegnare dal basso un futuro più simile a noi, secondo modelli e politiche pubbliche che, strategicamente e creativamente, si confrontino con altre esperienze positive”.
Per informazioni:
Anna Staropoli (coordinatrice Laboratorio welfare Istituto Arrupe)
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lunedì 20 febbraio 2012
XXL mette in onda il TG dei giovani
Ecco come la Sicilia di Catania racconta l'esperienza promossa dal MoVI di Gela in collaborazione con il CeSVoP e un liceo classico gelese. Clicca per leggere l'articolo.
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