giovedì 7 luglio 2011

Arciragazzi, Università e diritti dei più piccoli. Un incontro alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo

Un nuovo approccio alla promozione di una reale cultura del diritto: questo si propone il seminario «I diritti ri-conosciuti» che si svolge a Palermo l’11 luglio alle ore 9 nell’aula di Procedura penale della Facoltà di Giurisprudenza (in via Maqueda).
Si tratta dell’evento conclusivo di un percorso che ha coinvolto gli studenti della stessa Facoltà: a partire dalla conoscenza della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo, gli universitari sono stati supportati nella strutturazione di lavori di gruppo, con l’obiettivo di analizzare il panorama legislativo italiano a garanzia dei diritti dei più piccoli, e di un ciclo di cineforum.
Gli elaborati conclusivi dei gruppi, insieme alle proposte formulate dagli studenti, vengono presentati proprio nel corso del seminario dell’11 luglio, a cui partecipano eminenti rappresentanti del mondo della Giustizia, dell’impegno sociale e delle amministrazioni pubbliche. Gli esiti del percorso e dell’incontro saranno, poi, pubblicati in un volume di approfondimento del tema.
L’incontro e l’intero progetto nascono dalla collaborazione tra Arciragazzi Palermo, il Centro studi “Carlo Pagliarini” e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi del capoluogo siciliano. All’iniziativa hanno dato il loro apporto anche: le Università degli Studi di Catania e di Enna, l’Unione degli universitari “Universando” e la Rete universitaria mediterranea “Contrariamente”.
Appuntamento, dunque, l’11 luglio alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, a partire dalle ore 9, nell’Aula di Procedura penale.

Ravanusa e Campobello di Licata, ultime due tappe del Festival della solidarietà

Continua la seconda edizione del Festival della Solidarietà promosso dalle associazioni di volontariato della delegazione CeSVoP di Campobello di Licata. Terza tappa a Ravanusa, sabato 9 luglio, nella piazza della Chiesa Madre alle ore 21.

E’ un evento realizzato grazie al supporto del Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo che supporta i volontari della Sicilia occidentale. Durante la serata di Ravanusa sono di scena cantanti, ballerine, gruppi musicali, cabarettisti, poeti e comici. Tutti rigorosamente dilettanti che mettono la loro arte al servizio della diffusione dei valori della solidarietà e della gratuità.

Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi ai numeri: 3275491675 oppure 3200121046.

La serata conclusiva del Festival è il 17 luglio a Campobello di Licata, in Piazza Tien An Men. Dalle 21 in poi, oltre ai “dilettanti allo sbaraglio”, sul palcoscenico arrivano in chiusura la band degli “Skarafunia” e la premiazione finale. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare a questi eventi CeSVoP.

martedì 5 luglio 2011

Ad Agrigento il 9 luglio la Giornata del Volontariato tra arte, musica e diritti

L'iniziativa, promossa dalle organizzazioni di volontariato della delegazione CeSVoP di Agrigento, si svolge in occasione della Festa di San Calogero il prossimo 9 luglio 2011 dalle ore 18 alle 23, lungo il Viale della Vittoria e in Piazza Cavour.
Si tratta de «La Giornata del volontariato tra arte, musica, volontariato e diritti» che, in occasione dell’Anno Europeo del Volontariato, ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza al volontariato e di fa conoscere le associazioni che operano nei comuni del distretto agrigentino. Ad animare l’evento saranno: Ass. Alzheimer di Agrigento, Unac di Agrigento AVIS di Agrigento, Armonia sociale Onlus, Focus Group di Agrigento, ONVGI di Aragona,GVV di Aragona, GVV provinciale di Agrigento, Amici dell’ANFFAS di Favara, ANFFAS di Favara.

Programma della Manifestazione:
ore 18 - Inizio Manifestazione e Saluti Istituzionali
ore 18,30 - Intrattenimento e Attività di Animazione con gli artisti di strada
ore 20,30 - Presentazione delle O.d.V. della delegazione CeSVoP di Agrigento
ore 21 - Pesca di Beneficienza dell’associazione Alzheimer di Agrigento e premiazione migliore gruppo musicale di Aragona
ore 21.30 - Degustazione con i panini con l’olio tipici della Festa di San Calogero
ore 22 - Intrattenimento e Attività di Animazione con gli artisti di strada
ore 23 - Saluti finali e chiusura della Manifestazione

venerdì 1 luglio 2011

Rinnovato il CoGe Sicilia. Puccio riconfermato presidente

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il volontariato della Regione Sicilia (CoGe Sicilia) è stato rinnovato. La designazione dei nuovi quindici componenti è avvenuta da parte delle Fondazioni bancarie, Anci Sicilia, Regione Siciliana, Ministero della solidarietà sociale e del mondo del volontariato. La nomina dei componenti è avvenuta dopo due anni di carica dell’ex Comitato che si è occupato, tra l'altro, della questione legata alla Progettazione sociale per il Sud.
Del nuovo Comitato - che rimarrà in carica due anni – fanno parte: Salvatore Di Stefano (Fondazione Monte dei Paschi di Siena), Luigi Gerbino (Fondazione Mps), Cettina Coffa (Acri), Santo Spagnolo (Compagnia San Paolo Intesa), Carlo Gaeta (Fondazione Mps), Aurelio Angelini (Fondazione Cariplo), Michele Longo (Fondazione BdS), Salvatore Costanzo (Regione Siciliana), Vincenzo Lo Monte (Anci Sicilia), Manlio Calvaruso (Confraternita di Misericordia), Giuseppe Di Natale (Auser), Simona Romano (Avulss), Domenico Alfonzo (Avis), Liborio Milazzo (Ministero della solidarietà sociale). In seno al Comitato, il quindicesimo componente Vito Puccio (in rappresentanza della Fondazione Mps) è stato rieletto presidente.
Puccio è al suo quinto mandato da presidente. «Il sistema Sicilia nel mondo del volontariato funziona - ha detto - in questi anni abbiamo definito percorsi comuni, linee guida per la progettazione. Ma abbiamo messo in campo anche il metodo unico per la rendicontazione dei tre centri di servizio. Questo “sistema” ha funzionato e funziona con la compartecipazione di tutti i portatori d’interesse. Se oggi più di duemila associazioni di volontariato siciliano si rivolgono ai Centri di Servizio (Cesvop, Csve e Cesv Messina, ndr), questo è il risultato di un impegno costante garantito al servizio delle associazioni». E Puccio, a testimonianza del buon funzionamento del sistema, ricorda: «La Sicilia, in alcuni casi, ha fatto da apri pista e da punto di riferimento per gli altri sistemi regionali. Ricordo l’approvazione del “Documento di Palermo” sulle procedure ed i rapporti tra Co.Ge. e Csv, diventato successivamente «Linee guida nazionali» condivise tra la Consulta Co.Ge. e Csv.Net, approvate nel 2007 a livello nazionale». (max firreri)

mercoledì 29 giugno 2011

Un concerto per dire “no” alle mafie

Si terrà domenica 3 luglio nei campetti di tennis di Erice Vetta, dalle 18 alle 24, “Musica e parole di Casa Nostra – concerto contro le mafie”. L'evento è organizzato dall'associazione artistica, culturale e ricreativa Origami in collaborazione con l’associazione Saman e con il patrocinio di Città di Erice e Fondazione Erice Arte. L’evento avrà inizio con la presentazione dei fumetti su Mauro Rostagno e Peppino Impastato, in collaborazione con le associazioni Libera e Ciao Mauro. Saranno presenti gli autori Marco Rizzo e Nico Blunda con i disegnatori Giuseppe Lo Bocchiaro e Lelio Bonaccorso. Coordinerà Rino Giacalone.
Presenti con stand anche altre associazioni, tra le quali Venti del Sud. Il concerto prenderà il via alle 20.30, che prevede tra l'altro interventi di danza, musical e recitazione. Sul palco si esibiranno la scuola di danza Crisalide, la Origami Mini Band, l’Associazione Magnificat, i gruppi musicali NitroX, Ericetnika, Smoking Cloud, Tequila Sunrise e Fire Stone. “Musica di Casa Nostra” vuole essere un momento di sensibilizzazione e di esortazione alla lotta contro i poteri mafiosi e contro le strategie clientelari che hanno danneggiato e danneggiano il territorio trapanese. Una manifestazione dedicata soprattutto ai giovani, un momento di aggregazione in nome della giustizia, della legalità e della verità, per non sentirsi soli a lottare e a denunciare, per ribadire, anche con il linguaggio dei fumetti e della musica, che è possibile cambiare il percorso delle cose. (chiara damiano)

Il Centro Educativo Alzheimer a Palermo, un convegno per non dimenticare

Il sito superabile.it dell'Inail ha dedicato "il Punto" al convegno che l'associazione Alzheimer Palermo e la Federazione Alzheimer Sicilia hanno organizzato nel capoluogo siciliano lo scorso 28 giugno. Qui sotto riportiamo l'articolo firmato da Serena Termini.

Assistenza Alzheimer. Sul futuro del Cea di Palermo ancora molti gli interrogativi

Le sorti del Cea-Centro educativo Alzheimer di Palermo sono ancora in sospeso. Critici i familiari dei malati: "Ci chiediamo perché, avendo una Ferrari si vuole partire con una cinquecento. C'è un boicottaggio o ci sono programmi che non conosciamo?"

PALERMO - E' ancora tutto fermo: i malati aspettano, i familiari continuano a sperare, nonostante le istituzioni preposte a rendere operativo il bando, sono andate finora molto a rilento. Le sorti del Centro educativo Alzheimer di Palermo sono ancora in sospeso e tanti sono ancora gli interrogativi irrisolti legati al bando con il quale si dovrebbe insediare il nuovo personale pronto a dare assistenza ai malati di Alzheimer. Quando funzionerà e come funzionerà il centro, finanziato dalla 328 ancora nessuno è in grado di saperlo. Lo scorso maggio la gestione del servizio è stata assegnata all'associazione Asda, una realtà specializzata nell'assistenza degli anziani. Si rimane in attesa che l'ente che si è aggiudicato il bando proceda a produrre tutta la documentazione richiesta per l'aggiudicazione definitiva dell'appalto.
Resta irrisolto il problema della turnazione perché non si capisce in che modo il personale potrà garantire lo svolgimento ordinario del servizio. Il bando prevede che l'attività sia svolta per un tempo di venti mesi e per un numero di venticinque utenti giornalieri, i quali non saranno presenti tutti in contemporanea, ma si presenteranno in base ai Piani di Assistenza Individuale, questi ultimi flessibili e stabiliti per alcune ore giornaliere ed in base alla tipologia della malattia e dei bisogni dei familiari, per cui gli operatori si occuperanno solo dei complessivi venticinque utenti nell'arco della giornata. Non è difficile immaginare che saranno pochi i familiari che accetteranno di portare il familiare per poche ore al giorno.
Inoltre i malati verranno ospitati al Cea solo dopo essere stati valutati dalle Unità di Valutazione Alzheimer . Di queste, soltanto tre sono quelle che a Palermo sono state abilitate mentre ne rimangono fuori altri sei: tre dell'Università, due dell'ospedale Villa Sofia e una all'ospedale Civico. Nessuno sa dopo la valutazione da parte delle Uva come avverrà l'inserimento effettivo all'interno del centro diurno. Ci si chiede anche perché siano stati abilitati soltanto tre Uva e che dovranno fare i malati valutati dalle altre Uva. Intanto stupisce non poco che, sabato scorso nel corso di una tavola rotonda del Cea, organizzata da Alzheimer Palermo e dalla Federazione Alzaheimer Sicilia con il supporto del CeSVoP, per fare il punto della situazione non si sia presentato nessun rappresentante dell'Asda. Un'assenza ingiustificata che ha fatto discutere soprattutto le famiglie dei malati, le uniche che piangono sulle loro spalle negligenze e inefficienze delle pubbliche amministrazioni.
"Si vuole fare ripartire il Centro con un'organizzazione traballante - dicono i familiari -. Ci chiediamo perché se abbiamo una Ferrari si vuole partire con una cinquecento. Perché ridurre il Cea come una palafitta quando è stato e, potrebbe continuare ad esserlo, un centro d'eccellenza europeo? Forse che ci sia la volontà di boicottare la struttura per altri programmi che non conosciamo?". Inoltre nella prospettiva, ancora piuttosto lontana che l'assessorato alla sanità con decreto dia attuazione ai 18 centri diurni per i malati di Alzheimer in Sicilia di cui uno a Palermo, i familiari hanno fatto una richiesta esplicita all'assessorato regionale alla sanità in cui sottolineano che: "Da 11 anni è funzionate il centro diurno Alzheimer. Piuttosto che individuare altri luoghi, con relative spese e allungare i tempi, non si potrebbe rendere funzionante al meglio questo centro? Una soluzione che produrrebbe evidenti economie, evitando sprechi e perdite di tempo".
Da settembre 2009 il centro, infatti, pur mantenuto attivo grazie all'opera di operatori qualificati, ridotti poi a volontari, non è stato messo nelle condizioni di accogliere i malati in quanto le richieste alle istituzioni sono finite e gli operatori volontari indignati dell'atteggiamento di quest'ultime e, forse, dubitanti di qualche boicottaggio, non hanno voluto prestare più la loro opera. Lo scorso novembre 2009 il distretto socio-sanitario 42 ha erogato la somma di 322.000,00 euro per potenziare il Cea ma da oggi non c'è nessuna nuova. L'attrezzatura didattica è perfettamente funzionante ma ancora il Cei non è in grado di ospitare i malati.
"Dopo tanti anni di lavoro, percepiamo che da parte delle istituzioni non c'è la volontà di valorizzare questa struttura - dice rammaricato Gaetano Lisciandra presidente dell'associazione Alzheimer del Cea -. Sappiamo che il centro verrà potenziato ma resta il grosso problema legato ai nostri operatori sanitari che dopo dodici anni di volontariato e retribuzione a singhiozzo, devono lasciare il posto ai vincitori del bando. Sarò pronto comunque a collaborare con l'Asda e mi auguro che si possa creare un protocollo d'Intesa finalizzato a lavorare insieme ed assistere chi soffre di questa grave malattia". "Gli operatori del Cea - ha riferito Orso Bugiani, primario emerito dell'istituto Carlo Besta di Milano, intervenuto alla tavola rotonda di Sabato scorso - oggi si ritrovano soli e con il rischio evidente di rimanere fuori a causa di un sistema sanitario, spesso, troppo impegnato a rincorrere poltrone e non a dare servizi agli utenti. Mi auguro che si possano creare collaborazioni per non fare morire una struttura unica in Italia per spazi e professionalità di operatori qualificati".(set)

5 per mille 2011

Scadenze e procedure per le associazioni di Volontariato che vogliono usufruire del beneficio di accreditamento del 5x1000 della dichiarazione dei redditi. INVIO DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ENTRO E NON OLTRE 30/06/11

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lunedì 27 giugno 2011

Inserimento lavorativo dei disabili, un convegno a Palermo

Promosso dall'associazione "L'Arte di Crescere", con il patrocinio della Regione Siciliana -Assessorato regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, il convegno si svolge martedì 28 giugno a Palazzo delle Aquile dalle ore 9. E' a disposizione, per la partecipazione al convegno da parte dei disabili, un apposito pulmino con autista. Nel caso di vostra richiesta si prega di contattare i numeri 091228025-0919762277-3382194804, o l’indirizzo email cantieredelleidee.pa@virgilio.it

A Petrosino e Marsala una bella esperienza di interculturalità

«Io ho lasciato il mio Paese, la mia famiglia e i miei amici per cercare una vita migliore qui. Ti racconto la mia storia con questo dolce, con questo cous cous, con questo ricamo e con questo merletto». Molto più che un progetto di volontariato quello realizzato dall’Auser di Petrosino in collaborazione con l’Auser di Marsala, l’associazione nazionale Vigili del fuoco in Congedo, Andos e La Provvidenza e sostenuto dai fondi messi a disposizione grazie al Bando Perequazione promosso dal CeSVoP – Centro Servizi per il Volontariato di Palermo, dal CSV Etneo, dal CeSV Messina e dal CoGe Sicilia. Quest’anno, per sette mesi, grazie al percorso «Immigrazione: dall’accoglienza all’integrazione», la sede dell’associazione capofila è diventata la casa dei sentimenti di donne, uomini e bambini che si sono trovati uniti nelle attività di laboratorio.
A Petrosino, in via Marsala, 12, al circolo Auser diretto da Nicolò Anastasi, sono stati effettuati corsi di alfabetizzazione della lingua italiana per donne immigrate, recupero scolastico per figli di immigrati e autoctoni con disagio economico, un laboratorio interculturale per donne immigrate e autoctone. Qui è nato un percorso sensoriale fatto di sapori mediterranei, di gusti speziati, di sorrisi, ma anche di “veli” compresi e di “veli” svelati. Emozionante la testimonianza di una delle immigrate di origine tunisina il cui nome è Ouafa, ma che tutti chiamano Francesca: «Ogni giorno mio figlio mi chiede: oggi andiamo all’Auser? Questa per noi è diventata una grande famiglia». E, per scoprire il valore del volontariato è accaduto che le destinatarie del progetto siano diventate le protagoniste di un processo di solidarietà che è “contagioso”. Due donne immigrate, infatti, sono diventate volontarie Auser e sostengono gli anziani del luogo con visite e sorrisi.
Il 24 giugno scorso il progetto – coordinato da Nino Rosolia e che ha visto la partecipazione attiva di Maria De Vita del Consorzio Solidalia che gestisce lo SPRAR di contrada Perino (Marsala) – è finito, ma le attività non si fermeranno. «Il CeSVoP crede in questo genere di iniziative e contiamo di continuare attraverso le reti di delegazione – ha detto la vicepresidente Giuditta Petrillo – ad ogni modo, l’Auser non perderà i contatti che ormai sono diventati affetti preziosi».
Giornata conclusiva al sapore di cous cous di carne, gnocculi cavati, thè verde ai pinoli e vino stravecchio con contorno di verdure e pane fritto alla maniera dello Sri lanka, sono stati esposti i merletti, i cuscini, le borse e i cappelli realizzati nel corso delle attività laboratoriali. Un ruolo rilevante spetta però al percorso condotto nel segno dell’integrazione grazie alle visite nelle scuole superiori di Marsala e Petrosino.
Con questi incontri è stato realizzato un ponte tra l’Italia e il mondo: ex migranti italiani si sono raccontati agli studenti e la stessa cosa è stata fatta dagli attuali immigrati. Iniziativa di un gruppo di associazioni che fanno capo al CeSVoP, ha visto coinvolti gli alunni di tecnico commerciale “Garibaldi”, professionale e industriale “Cosentino”, agrario “Damiani” e del tecnico per geometri “Accardi” di Petrosino, sempre nell’ambito del Progetto «Immigrazione: dall’accoglienza all’integrazione» (realizzato con i fondi protocollo di Intesa fra Fondazioni Bancarie e volontariato). A raccontarsi e confrontarsi sono state, tra gli altri due signore marsalesi emigrate tanti anni fa e rientrate da qualche tempo a Marsala tra cui Giovanna Marino che ha vissuto a Chicago e lavorato in una fabbrica con operai di tutto il mondo dove – dice – «mi hanno trattato come una sorella». Anche il consigliere comunale aggiunto del Comune di Mazara, Mohamed Zitoun, e ha rivelato agli alunni che anche se è nato in Italia, per non essere stato registrato subito, giunto all’età di 31 anni, non ha ancora la cittadinanza italiana, Mourad Aissa, direttore di un centro di accoglienza e Akmet Sadikov, fuggito all’età di 2 anni dalla Bosnia, per via della guerra dei Balcani. Ma a conquistare l’uditorio dei giovani è stato Kossi Djaka. Ingegnere, ma anche maestro di karate: è stato nella sua palestra, in Togo, che ha cominciato manifestare il suo disagio per un governo oppressivo e illiberale. «Sono diventato l’opinion leader del quartiere e ho organizzato le proteste contro il vecchio dittatore e, morto quest’ultimo, contro il figlio che ne ha preso il posto. La situazione è precipitata quando alle nuove elezioni il risultato è stato a dir poco drammatico: 98% al partito di governo, 2% all’opposizione». Da qui proteste annegate nel sangue, nelle prigioni, nelle torture e per Kossi nella fuga dal suo Paese. In Italia la sua vita è cambiata. Di grande effetto sugli alunni e anche sui volontari dell’Auser la storia di Giuseppina Laudicina, nata a Tunisi nel 1930 da genitori siciliani. «Mio nonno era ebanista di gran pregio – ha detto – ma qui non c’era lavoro e così è partito per l’Africa, allora per noi era come l’America. Io a 16 anni già lavoravo come stenografa per una grande azienda, ma poi Bourguiba ha ottenuto l’indipendenza del suo Paese, fino ad allora protettorato francese e noi ex emigrati siamo stati costretti a tornare in Europa senza portarci via nulla di quanto avevamo guadagnato. Ho ricostruito la mia vita in Francia e poi di nuovo in Italia. E devo dire che quando mi conviene sono francese e quando mi conviene sono siciliana». Una sola morale: a tutti conviene essere cittadini del mondo. (chiara putaggio)

domenica 26 giugno 2011

Giornata Mondiale del Rifugiato. Celebrazioni anche a Marsala, per "contaminare" la città

Lo scorso 20 Giugno si è celebrata la Giornata Nazionale del Rifugiato, per ricordare i 60 anni dall’entrata in funzione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dalla Convenzione di Ginevra, - il primo accordo internazionale che impegna gli stati aderenti a concedere protezione a chi fugge dalle persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche.

Anche a Marsala, dove da diversi anni è operativo il Centro S.p.r.a.r. di Perino (Sistema di Protezione richiedenti asilo e rifugiati) gestito dal Consorzio Solidalia, le diverse associazioni hanno voluto ricordare questa data coinvolgendo l’intera cittadinanza nella manifestazione che ha avuto luogo al Complesso monumentale di S. Pietro. La giornata quest’anno è stata dedicata a “tutti coloro che non sono mai arrivati”, inghiottiti dal Mar Mediterraneo o dal deserto.

L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Amici del Terzo Mondo e dal Consorzio Solidalia, con il patrocinio del Comune e la collaborazione di diverse associazioni che operano sul territorio: Zaum, Associazione Scacchistica Lilybetana , Amunì, Ande, Aleimar, il presidio “Vito Pipitone” di Libera, l’agenzia Communico, le cooperative Macondo e Il Miglioramento.

La presenza della cittadinanza è stata molto numerosa, oltre 500 persone hanno preso parte ai vari momenti della manifestazione che alle loro storie di alcuni rifugiati che vivono nel territorio marsalese. Percorsi di vita diversi, ma ugualmente segnati dalla violenza e dalla profonda volontà di “farcela”, di sopravvivere per cercare una vita migliore.

Misgina, 26 anni, ha lasciato l’Eritrea per fuggire da un destino segnato dalla guerra. Era stato costretto dal governo ad entrare nell’esercito, così come avevano già dovuto fare i suoi fratelli e le sue sorelle. Misgina avrebbe voluto studiare, ma dopo un anno e mezzo di studi universitari in farmacia, si trova adesso in Italia, non c’è la guerra, ma anche qui le possibilità di continuare i suoi studi restano poche.

Kossì, un giovane militante del Togo, che per anni ha portato avanti una battaglia politica per la democrazia, contro il regime Togolese. Ha rischiato più volte la vita, è stato ripetutamente rinchiuso nelle prigioni e torturato. Quando ha capito che l’avrebbero ucciso è fuggito via dal suo Paese, a piedi ha raggiunto il Ghana e ha preso il primo volo disponibile per l’Europa, destinazione Malpensa. Oggi è un mediatore culturale.

Ahmed è un minore tunisino non accompagnato, a soli 15 anni ha rischiato la vita in mare con la speranza di un futuro migliore, e adesso è ospite di una Comunità per Minori di Marsala.

Sebbene siano trascorsi 60 anni dalla Convenzione di Ginevra, le testimonianze di Misgina, Kossì e dei 15 rifugiati attualmente ospiti del Centro di Perino ci ricordano che la pace resta ancora un obiettivo lontano in molti luoghi del pianeta. Ancora oggi sono milioni, precisamente 43, 7 milioni secondo la stima dell’UNHCR, gli uomini, le donne e i bambini vittime di persecuzioni, guerre e violenze. Di fronte a tale realtà il volontariato ha un ruolo molto importante, è un ponte tra i rifugiati e la comunità locale, che opera a favore dell’integrazione e l’inclusione. (anna laura casano)

Intervista a Maria De Vita, responsabile del Centro Sprar