giovedì 29 novembre 2012

Intervista al Ministro Andrea Riccardi sul rapporto tra Volontariato e Politica

A proposito di crisi della politica, della disaffezione dei cittadini verso l'impegno e la partecipazione, della cosiddetta "antipolitica" che attraversa anche il Volontariato e il Terzo Settore, abbiamo posto alcune domande ad Andrea Riccardi, tra i fondatori della Comunità di S. Egidio e attuale Ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione. Qui di seguito l'intervista rilasciata a Nunzio Bruno dell'Area comunicazione e informazione del CeSVoP. 

Prof. Riccardi, in un periodo di grande disaffezione, soffia il vento della cosiddetta «antipolitica» e la diffidenza verso l’attuale ceto politico sembra attraversare anche gli operatori sociali, le realtà del Terzo settore e il volontariato. Dal suo punto di osservazione, che risvolti sta avendo questo fenomeno tra le fila del volontariato. E quali riflessioni le suscita?
C’è bisogno di un rinnovamento dei partiti e della politica, unico argine all' onda di populismo che rischia di travolgere tutto. C’è un «ethos democratico» da ricostruire attraverso la politica, nella convinzione che i partiti siano decisivi per la democrazia. Sì, l'antipolitica mi preoccupa molto e preoccupa molti. Il rischio dell'antipolitica c'è. Ma il governo tecnico non ha mai inteso cavalcarla. Né ha mai considerato la politica democratica uno stanco rito cui sottoporsi. Credo che questo Paese abbia bisogno di più politica, di una politica diffusa e partecipata dalla gente. E parlo di partecipazione attiva, non solo attraverso il voto. Quel tipo di partecipazione che caratterizza il lavoro degli operatori sociali, del Terzo settore e del volontariato, per questo più sensibili al tema. L'antidoto all'antipolitica è una buona politica. E’ quella che stiamo cercando di praticare sin d’ora, rivolgendo l’attenzione proprio al volontariato, a chi ci osserva con gli occhi di crede ancora in valori come quello della gratuità.

A chi è impegnato sul fronte della solidarietà organizzata è proprio necessaria la mediazione politica? Non si potrebbero eventualmente ridisegnare i rapporti con i soggetti economici, sociali e culturali, direttamente, senza alcuna mediazione?
La mediazione come accoglienza delle istanze fondamentali che vengono dal basso e rielaborazione in termini di proposte sostenibili resta a mio avviso fondamentale. In quest’ottica, i partiti restano strumenti essenziali per raccogliere idee e passioni senza le quali non si costruisce nulla. Ma devono essere in grado di far fiorire e fruttare queste idee e queste passioni, attraverso una grande apertura alla società civile.

Ministro Riccardi, dal punto di vista di uno dei fondatori della Comunità di S. Egidio, adesso impegnato in alte cariche istituzionali, quali sono gli aspetti cruciali della crisi della politica, i suoi mali di fondo?
Sant'Egidio ha preso le mosse nel Sessantotto, il grande anno della rivoluzione - chiamiamola così - antropologica. Quello del Sessantotto era un tempo escatologico: c'era un'ansia di cambiamento, di futuro, un'ansia utopica, di chi è convinto di poter costruire il futuro. Le cose sono molto cambiate da allora. La crisi della politica ha molto a che fare con la sua incapacità a rapportarsi con il Tempo. La sensazione è che siamo in un tempo in cui conta solo il presente. Karol Wojtyla, in un verso dei difficili anni polacchi, diceva: «L'uomo soffre soprattutto per mancanza di visione». Manca, alla nostra politica, una visione del futuro, qualcosa verso cui andare, a cui aspirare. Ma manca anche la giusta memoria del passato.

Il Terzo settore e, in particolare, il volontariato quale ruolo «politico» possono giocare nell'attuale contesto socio-economico e culturale?
Nell’attuale contesto questo settore sembra quello che – nonostante qualche segnale di crisi - funziona meglio, forse perché più motivato. Il suo ruolo politico può essere quello di impegnarsi direttamente e nelle diverse forme associative per il conseguimento di alcuni obiettivi, ma anche quello di indicare una strada da percorrere, sia ai partiti sia a chi governa. Secondo l’ultima indagine multiscopo dell’Istat questo momento storico vede una chiara disaffezione da parte dei giovani nei confronti di una politica percepita come qualcosa di incomprensibile e inaffidabile. Mentre, per quanto riguarda la partecipazione alle attività di volontariato, associative e culturali, si evidenzia una buona risposta giovanile (con il coinvolgimento di più di un giovane su dieci). Appare dunque chiaro, che oltre alla necessità di riabilitare la politica agli occhi dei giovani, vi è anche quella di premiare quei settori in cui i giovani si sentono invece a proprio agio.

Ministro, qual è la linea politica del governo Monti nei riguardi della tutela dei diritti e delle fasce deboli della popolazione?
Il Governo Monti è stato chiamato in un momento di gravissima crisi per evitare che l’Italia sprofondasse nel baratro. Il rischio, alla fine dello scorso anno, era che non si potessero pagare più gli stipendi statali e le pensioni. Questo ha comportato una politica di tagli anche molto dolorosi e l’aumento della pressione fiscale. Bisogna essere chiari: è difficile fare politiche sociali senza fondi. Il criterio che ha guidato il governo è stato quello di tagliare cercando di spalmare i sacrifici sul più alto numero di cittadini. L’Italia ha un cancro: quello dell’evasione fiscale. Se non ci fosse questa piaga, non ci sarebbe bisogno di rigore e di tagli. In queste condizioni oggettivamente difficili, siamo però riusciti a dare dei segnali significativi. Penso ai fondi per gli asili nido e per l’assistenza domiciliare agli anziani, i finanziamenti alle imprese giovanili e così via.

Quale futuro avrà lo stato sociale dopo la «cura» del governo Monti?
Credo che al Governo Monti dovrà essere riconosciuto il merito di aver evitato il fallimento dello Stato e di aver posto le basi imprescindibili per la ripresa economica. Chi verrà dopo avrà il compito di coniugare sviluppo e solidarietà e di rilanciare la crescita ma non potrà, mi auguro, tornare alla politica della spesa allegra, del clientelismo, degli sprechi (nunzio bruno, 13 novembre 2012).

lunedì 26 novembre 2012

Presentazione ad Agrigento della banca dati online del volontariato salute in Siiclia

Giovedì 29 novembre 2012 alle ore 9,30 nella Sala conferenze dell’ASP1 in Contrada Consolida ad Agrigento, l'Assessorato regionale della Salute, in collaborazione con il CeSVoP, il CSV Etneo e il CeSV Messina, presenta il database online dedicato al volontariato sanitario. L’iniziativa fa parte della serie di Seminari provinciali che si svolgono nei capoluoghi di provincia di tutta la Sicilia per far conoscere agli operatori sanitari, ai volontari e alla cittadinanza il nuovo strumento informativo (www.volontariatosalutesicilia.org) on-line messo a disposizione dall'Assessorato in concerto con i Centri di Servizio per il Volontariato siciliani.
All’incontro del 29 novembre ad Agrigento partecipano: Salvatore Roberto Messina, commissario straordinario ASP1 Agrigento; Calogero Muscarnera, responsabile URP ASP1 e referente aziendale per la banca dati regionale; Giovanni Giammanco, presidente del Comitato Consultivo Aziendale ASP1 e presidente di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato sez. di Agrigento; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp) e presidente regionale del MoVI Sicilia; Damiana Pepe, dirigente dell’Assessorato regionale della Salute; Alberto Giampino, direttore CeSVoP; Alessandro Di Leo, programmatore e webdesigner; Orazio De Guilmi, presidente del CoReOV (Coordinamento Regionale delle Organizzazioni di Volontariato) “Sicilia Solidale”.

A Caltanissetta presentazione della banca dati online del volontariato salute in Sicilia

Il 27 novembre 2012 alle ore 15,30 nell’Aula Magna dell'ospedale Sant'Elia in Via Luigi Russo, 6 a Caltanissetta, l'Assessorato regionale della Salute, in collaborazione con il CeSVoP, il CSV Etneo e il CeSV Messina, presenta il database online dedicato al volontariato sanitario. L’iniziativa fa parte della serie di Seminari provinciali che si svolgono nei capoluoghi di provincia di tutta la Sicilia per far conoscere agli operatori sanitari, ai volontari e alla cittadinanza il nuovo strumento informativo (www.volontariatosalutesicilia.org) on line messo a disposizione dall'Assessorato in concerto con i Centri di Servizio per il Volontariato siciliani.
All’incontro del 27 novembre a Caltanissetta partecipano: Paolo Cantaro, commissario straordinario ASP2 Caltanissetta; Elia Gueli, referente aziendale ASP2 per la banca dati regionale; Pia Falzone, presidente del Comitato Consultivo Aziendale ASP2 e presidente gruppo Fratres San Cataldo; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp) e presidente regionale del MoVI Sicilia; Damiana Pepe, dirigente dell’Assessorato regionale della Salute; Alberto Giampino, direttore CeSVoP; Alessandro Di Leo, programmatore e webdesigner; Orazio De Guilmi, presidente del CoReOV (Coordinamento Regionale delle Organizzazioni di Volontariato) “Sicilia Solidale”.

Foto di non vedenti palermitani da lunedì esposte a Parigi

Nell’ambito del progetto “Montre moi qui tu es” che ha coinvolto 14 allievi dell’istituto dei ciechi “Florio e Salamone”, sarà inaugurata lunedì 26 novembre alle 18 alla Maison dell’Unesco a Parigi la mostra “Montre mois qui tu es” proposta dal settore educazione dell’Unesco e organizzata dall'associazione Dialogo dell’Immagine con il sostegno del Istituto dei ciechi “Florio e Salamone” di Parigi e la Federazione dei Ciechi di Francia.
La mostra esporrà fino al 7 dicembre le foto scattate da non vedenti e ipovedenti palermitani e parigini con il metodo stenopeico. Il progetto ha coinvolto gli allievi dell’Istituto dei ciechi “Florio e Salamone” del capoluogo. Quattordici studenti, diretti dagli istruttori francesi Francois Perri, Fausto Urru, Christine e Lea Talabard, e dal docente dell’istituto, Felice Gulotta, hanno realizzato scatti fotografici con delle boite stenopeiche, vere e proprie “buatte” con un buchino di circa un millimetro, dentro alle quale si poggia una pellicola o un foglio di carta fotografica che, dopo una lunga esposizione, diventa negativo da stampare. A scattare le foto gli allievi dell’Istituto Vincenzo Benigno, Filomena Autiero, Tiziano Ferraro, Antonino Pillitteri, Antonino Mazzara, Giorgia Inzinzola, Stefano D’Alessandro, Alessandra Di Peri, Claudio Romeo, Ignazia D’Agostino, Salvatore Renda, Antonella Noto, Carmen La Sala ed Elena Iacob che si sono cimentati con il principio della “camera oscura”. In occasione della mostra verrà presentato anche il libro fotografico con tutti gli scatti realizzati ed un dvd contenente le interviste ad ogni singolo partecipante. Domenica 25 novembre un gruppo dell'Istituto dei Ciechi di Palermo, partirà per Parigi per partecipare alla manifestazione di inaugurazione. La Fondazione Telecom Italia ha finanziato la trasferta parigina dei non vedenti palermitani che rimarranno nella capitale francese fino al 30 novembre.

sabato 17 novembre 2012

A sud del sud, voglia d’impresa e riscatto. Innovazione e green economy passando per servizi per chi vive ai margini

A Sud del sud, nella periferia di Gela, immersa nella zona industriale, una grande aula magna ha accolto ottanta giovani in cerca di un lavoro ma soprattutto pronti a scommettere sui propri studi e sulle proprie competenze senza piangersi addossi. Prima giornata di lavori per Autonomamente Start-up, e le parole che descrivono meglio quello che è successo e che succederà oggi e domani sono: “entusiasmo e determinazione”.
Gli startupper, nel pomeriggio del 16 novembre, hanno anticipato le idee imprenditoriali su cui lavoreranno per tutto il giorno. Grandi idee in linea con le tendenze globali, quali l’innovazione e il rispetto per l’ambiente, ma senza trascurare i servizi sociali e attività commerciali. Rilevante interesse anche per i vecchi temi legati all’artigianato e all’agricoltura. Tendenze che dal globale si spostano al locale creando anche qui, nel territorio gelese, nuove imprese “glocalizzate” come il bike sharing, come delle piattaforme multiservizi o idee che rivoluzionano il modo di comunicare. D’altronde come ha spiegato il facilitatore, l’imprenditore startupper anche lui, Giuseppe Sirchia: “Non bisogna avere paura di fallire, occorre avere fiducia e mettersi in gioco” ricordando sempre, parole di Tonino Collura esperto in progettazione comunitaria, che “l’idea parte dalle proprie abilità”. E le abilità non mancano tra i numerosi partecipanti allo Start-up, che già da ieri hanno messo in rete le loro competenze e formazione. L’altra parola d’ordine della giornata, infatti, è stata networking, lavorare insieme, fare rete per migliorarsi e trovare in altri capacità, abilità differenti, che possono rendere migliore l’idea imprenditoriale
Molti giovani hanno deciso di partecipare senza una vera e propria idea, ma portando con sé il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze; bagaglio che metteranno a disposizione della platea. Già nel pomeriggio di venerdì i partecipanti si sono scambiati i primi consigli e hanno creato le prime relazioni che potranno diventare vere e proprie collaborazioni in società e imprese. Ad aprire i lavori sono stati Luciana Carfì ed Enzo Madonia rispettivamente direttore e coordinatore dell’animazione territoriale del progetto Autonomamente. Hanno ribadito entrambi l’importanza del fare impresa come una nuova possibilità di riscatto e di sviluppo. Enzo Madonia sottolinea come “questo percorso innovativo, che vi dà fiducia, rappresenta che la forza di una comunità è la sua capacità di mettere in comune e far incontrare le risorse sane e buone”.
Sabato 17 novembre, altra giornata intensa, gli aspiranti imprenditori metteranno nero su bianco, grazie all’aiuto di esperti, le loro idee; i lavori in team saranno interrotti da momenti di formazione, ci saranno, infatti, le plenarie di Emanuele Tuccio, dirigente del Comune di Gela, di Tonino Collura, Vincenzo Castellana presidente dell’Adi Sicilia, Sheila Scerba della fondazione Microcredito di Caltagirone e Michele Augello Direttore Generale Banca di Credito Cooperativo. Startup Autonomamente si concluderà domenica con la presentazione la rassegna di idee per l’incubatore di impresa.
Le foto della giornata di venerdì http://www.autonomamentesud.it/3-2-1-start-up/
info 346/3720323

venerdì 16 novembre 2012

Testimoni di solidarietà. A Sciacca inizia un percorso di promozione del volontariato giovanile

Il 17 novembre dalle ore 16, all'Ex Convento San Francesco di Sciacca (Via Agatocle), grande raduno degli alunni delle scuole superiori del distretto. Con questo evento le OdV della delegazione CeSVoP di Sciacca avviano un percorso che porterà i ragazzi a fare esperienza diretta di volontariato. Tutti i dettagli cliccando qui.

mercoledì 14 novembre 2012

A Mazara del Vallo il volontariato si mette in mostra

Dal 16 al 17 novembre 2012 le organizzazioni di volontariato della delegazione CeSVoP di Mazara del Vallo propongono la Festa del Volontariato in Piazza della Repubblica. Due giorni di riflessioni, iniziative, mostre, dimostrazioni che permetteranno ai cittadini (di ogni età) di conoscere da vicino le svariate attività dei volontari mazaresi.
In pratica, si inizia il 16 novembre 2012 alle ore 9,30 in Piazza Repubblica con l’estemporanea di pittura «Sulle sponde del Mediterraneo» animata dagli alunni del Liceo artistico di Mazara. Alle 10, nell’Aula Consiliare del Comune, il convegno «Giovani ed Anziani a confronto» (in concomitanza con l’Anno Europeo per l’Invecchiamento Attivo) nell’ambito del quale si svolgono: il «Memorial Rolando Certa a 25 anni dalla scomparsa», la consegna delle borse di studio «Rolando Certa» e la premiazione del concorso fotografico «Respira la natura… metti a fuoco il tuo futuro». Nel pomeriggio si riprende alle ore 15 con la continuazione dell’estemporanea di pittura; alle ore 16,30 animazione per i bambini con l’attività manuale «Ti regalo tutto il colore che ho nel cuore» e il percorso ad ostacoli «Il baby volontariato. Inoltre, sempre nel pomeriggio, si inaugura la mostra fotografica del concorso «Respira la natura…» e l’esposizione «Il racconto come luogo di incontro». Alle 19 una degustazione per prepararsi all’evento finale delle ore 21, lo spettacolo di canti folkloristici. Il 17 novembre dalle ore 9,30 alle 12, ancora a Piazza Repubblica, le associazioni di volontariato di protezione civile mazaresi sono impegnate in attività dimostrative come: il montaggio di una tenda F29; la simulazione, con la partecipazione delle scuole, di un evento sismico con interventi di soccorso. Intanto, si svolgono anche attività di animazione per i bambini. Nel pomeriggio si riprende alle 16,30. Prosegue l’animazione per bambini con le attività manuali, i percorsi ad ostacoli e «Orienting», una caccia al tesoro a misura di ragazzi. Segue la dimostrazione del gruppo di volontariato cinofilo e l’esposizione «Il racconto come luogo di incontro». Il tutto si conclude, dopo la degustazione delle 19, con il musical «The Music of Happiness» che viene messo in scena alle ore 21. La delegazione CeSVoP di Mazara del Vallo invita tutta la cittadinanza a partecipare, l’ingresso è gratuito.

Rinnovato il CoGe Sicilia. Vito Puccio confermato presidente

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il volontariato in Sicilia (che gestisce i fondi assegnati dalle fondazioni bancarie e trasferiti ai Centri di Servizio) è stato rinnovato. La designazione dei nuovi componenti è avvenuta da parte delle Fondazioni bancarie, Anci Sicilia, Regione. È ancora attesa, invece, la nomina del componente (il quindicesimo) in rappresentanza del Ministero della solidarietà sociale e del mondo del volontariato. La nomina dei componenti è avvenuta dopo due anni di carica dell’ex Comitato che si è occupato, tra gli altri, della questione legata alla Progettazione sociale per il Sud e al progetto “In.Volo.”, promosso in collaborazione coi Centri di Servizio e Banca Prossima.
Nel nuovo Comitato - che rimarrà in carica due anni – sono stati riconfermati: Vito Puccio (Fondazione Monte dei Paschi di Siena), Cettina Coffa (Fondazione Sicilia), Santo Spagnolo (Cassa Risparmio Torino), Salvatore Costanzo (Regione Siciliana), Vincenzo Lo Monte (Anci Sicilia), Manlio Calvaruso (Confraternita di Misericordia), Giuseppe Di Natale (Auser), Michele Longo (Fondazione Sicilia), Domenico Alfonzo (Avis). I cinque nuovi componenti sono, invece: Maurizio Lisciandra (Cariplo), Giovanni Perrone (Fondazione Cariplo), Marco Montesano (Acri), Massimo Anzalone (Cassa Risparmio di Parma), Mario Panebianco (Avulss). In seno al Comitato, ieri nella seduta d’insediamento, è stato rieletto all’unanimità presidente Vito Puccio (in rappresentanza della Fondazione Mps). Riconfermati vice presidenti Spagnolo e Alfonzo, ai quali si è aggiunto Maurizio Lisciandra. Segretario, invece, è stato eletto Manlio Calvaruso. Il Comitato ha anche provveduto ad indicare i rappresentanti dell’organo in seno ai direttivi dei Centri servizi: a Messina andrà Salvatore Costanza, a Catania Pippo Di Natale e a Palermo Vincenzo Lo Monte.
Puccio è al suo sesto mandato da presidente: «I tempi che si aspettano saranno duri – ha detto Puccio – perché la crisi ha sensibilmente ridotto le somme destinate dalle fondazioni bancarie al mondo del volontariato. Il sistema Sicilia, comunque, nel mondo del volontariato funziona – ha ancora detto Puccio - in questi anni abbiamo definito percorsi comuni, linee guida per la progettazione. Ma abbiamo messo in campo anche il metodo unico per la rendicontazione dei tre centri di servizio. Questo “sistema” ha funzionato e funziona con la compartecipazione di tutti i portatori d’interesse. Se oggi più di duemila associazioni di volontariato siciliano si rivolgono ai Centri di Servizio (Cesvop, Csve e Cesv Messina, ndr), questo è il risultato di un impegno costante garantito al servizio delle associazioni». E Puccio, a testimonianza del buon funzionamento del sistema, ricorda: «La Sicilia, in alcuni casi, ha fatto da apri pista e da punto di riferimento per gli altri sistemi regionali. Ricordo l’approvazione del “Documento di Palermo” sulle procedute ed i rapporti tra Co.Ge. e Csv, diventato successivamente «Linee guida nazionali» condivise tra la Consulta Co.Ge. e Csv.Net , approvate nel 2007 a livello nazionale». Per il 2013 il Co.Ge. gestirà un fondo di 2,9 milioni di euro, somme da assegnare alla progettualità dei tre centri di servizi siciliani.

A Palermo cerimonia di conclusione del Premio e del Festival Mondello giovani giunto alla sua V edizione

Fulvio Abbate, Edoardo Albinati, Enza Campino, Gianni Canova, Antonio Debenedetti, Paolo Di Paolo, Tiziana Ferrario, Anna Li Vigni, Armando Massarenti,
Stefano Mordini, Salvatore Silvano Nigro, Massimo Onofri, Fabrizio Piazza, Domenico Scarpa, Dino Spinella, Emanuele Trevi
Il 29 e il 30 novembre Palermo ospita la quinta edizione del MondelloGiovani, Festival della letteratura giovane, promosso dalla Fondazione Sicilia e nato dal Premio Letterario Internazionale Mondello.
E quest’anno, l’evento di chiusura del Festival sarà proprio la cerimonia di premiazione delMondello, che decreterà i vincitori della XXXVIII edizione del Premio.
Il Festival, quest’anno sarà intitolato a Carmela Petrucci, la giovane palermitana barbaramente uccisa a ottobre nel capoluogo siciliano: un segnale forte teso a sensibilizzare i ragazzi al rispetto della persona e della vita umana.
Gli spunti di riflessione proposti per l’edizione 2012 sono il ruolo della letteratura in questi tempi di crisi planetaria e il destino di quei libri che dalle pagine traghettano al cinema, per dar vita a film che, spesso, hanno contribuito a riavvicinare i giovani alla lettura.
I luoghi in cui andrà in scena il festival sono l’ormai tradizionale cornice del Kursaal Kalhesa e l’auditorium di Palazzo Branciforte, edificio cinquecentesco nel cuore del centro storico palermitano, restaurato grazie all’impegno della Fondazione Sicilia e al genio creativo dell’indimenticabile architetto Gae Aulenti.
Tutte le informazioni sui siti internet www.premiomondello.it e www.fondazionesicilia.it

lunedì 12 novembre 2012

Da Lampedusa si alza la voce del sindaco contro l'abitudine e il silenzio che avvolge le tragiche morti nel Canale di Sicilia

Giusi Nicolini, nuovo sindaco di Lampedusa, affida a queste righe la sua amarezza e la sua denuncia contro l'indifferenza che ha reso "normali" le migliaia di vite di immigrati perse nel Canale di Sicilia.

Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola? Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l'idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l'inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce. Sono indignata dall'assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell'Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull'immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l'unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l'Europa motivo di vergogna e disonore. In tutta questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l'unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche. Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all'accoglienza, che dà dignità di esseri umane a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all'Europa intera. Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza.
Giusi Nicolini