giovedì 6 ottobre 2011

Over 55 a lezione di «web comunication» e giovani tra i banchi per le “buone prassi”: progetto dell’Avis Sicilia

I dirigenti avisini over 55 seguiranno le lezioni per imparare il linguaggio della «web comunication», come si naviga e come “dialogano nella rete” i giovani. I ragazzi del gruppo Avis Sicilia (tra 18 e 35 anni), invece, dagli adulti impareranno le “buone prassi”, cogliendo il senso della storia e della mission dell’associazione. Su questo percorso a doppio senso - gli adulti imparano dai giovani e i ragazzi imparano dagli adulti - si basa il progetto «Passato prossimo, futuro anteriore» promosso dall’Avis regionale siciliana e finanziato dalla «Fondazione con il Sud».
Il progetto, dalla durata di 12 mesi, è costato 60 mila euro ed è compartecipato dalla Fondazione per 55 mila euro, per 3 mila dall’Avis e 2 mila euro è il valore dell’impegno dei volontari. «In un momento storico in cui la società registra la seria difficoltà del rapporto tra adulto e giovane, della mancanza di dialogo, di linguaggi diversi tra generazioni, questo progetto vuole riprendersi il valore del “dialogo” - spiega Domenico Alfonzo, presidente regionale dell’Avis - e così tramite percorsi di formazione intergenerazionali rinsalderemo la “rete” e promuoveremo la donazione del sangue». In questi percorsi l’Avis ha scelto testimoni privilegiati: proprio i fondatori della rete Avis della Sicilia che ancora operano all’interno dell’associazione. Saranno proprio coloro che negli anni hanno visto crescere l’Avis e i suoi donatori che spiegheranno le “buone prassi” ai ragazzi. «Buone prassi significa anche comportamenti sociali, una maggiore propensione al volontariato, all’azione di valorizzazione della donazione di sangue, farne capire l’importanza già tra gli adolescenti, i ragazzi distratti da altri interessi» dice Antonella Fazio del coordinamento giovanile dell’Avis.
LA DIFFUSIONE DI UNA MAGGIORE COSCIENZA DEL VOLONTARIATO - «Tra gli obiettivi del progetto che interesserà 150 persone - spiega Alfonzo - c’è anche quello di rafforzare il ruolo politico del volontariato inteso come capacità di sviluppare e diffondere nella cittadinanza una coscienza politica sui problemi dei territori, con particolare riferimento ai problemi di salute delle persone più deboli».
L’AVIS IN SICILIA - Con la capillare ramificazione dell’Avis in Sicilia, il progetto interesserà tutte le nove province, con incontri territoriali ed un evento finale dove verranno presentati i risultati finali del progetto. L’Avis, oltre la sede regionale a Palermo, ha 8 sedi provinciali e 145 sedi comunali. I donatori in tutta l’isola sono 67.000. L’Avis in tutta la Sicilia opera in accordo con il Servizio Sanitario e le autorità sanitarie locali per raggiungere l’autosufficienza di sangue, emocomponenti e plasmaderivati, in condizioni di qualità e sicurezza sia per chi dona sia per chi riceve.

Dal Consiglio Nazionale UILDM un grido unanime contro i tagli previsti dalle manovre governative

A proposito delle ricadute sociali delle manovre varate ultimamente dal governo Berlusconi, ecco la presa di posizione della UILDM nazionale:

Dall’incontro, svoltosi il 1° ottobre, è emersa la profonda preoccupazione di tutti i rappresentanti dell’Associazione, in particolare dei Presidenti Provinciali, per le conseguenze che avranno per le persone con disabilità i provvedimenti del Governo in ambito di Politiche Sociali.
È quanto mai viva, all’interno dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM), la lotta per i diritti delle persone con disabilità. Come dimostrato con il sostegno offerto alle manifestazioni promosse da alcune Sezioni Provinciali dell’Associazione e a livello nazionale dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per non cedere ai metodi e alle forme con cui il Governo tenta di gestire il delicato momento di crisi che stiamo attraversando, nella UILDM il livello di guardia rispetto ai provvedimenti in ambito di Politiche Sociali è altissimo. Fin d’ora, ma in particolare dal 2012, infatti, le conseguenze per le persone con disabilità derivanti dalle Manovre economiche di luglio e agosto si faranno sentire in modo drammaticamente concreto e reale.
«Non possiamo e non vogliamo aspettare quel momento per dare il nostro contributo alla mobilitazione, perché potrebbe essere veramente troppo tardi», fanno sapere alcuni dei Presidenti Provinciali UILDM che si sono riuniti a Pisa e hanno dedicato ampio spazio del loro consueto incontro al confronto su questo importantissimo tema. «Noi siamo lo specchio della UILDM sul territorio italiano e possiamo testimoniare che il disagio in questo senso è già molto sentito e sempre più diffuso. Per questo abbiamo deciso di alzare quanto più possibile la nostra voce, a nome e per conto di tutti coloro che in questo momento non sono in grado di farlo e che tra qualche mese saranno i primi a pagare le conseguenze di provvedimenti che violano i diritti umani, prima ancora di quelli civili».
Dopo l’approvazione della seconda Manovra economica, la previsione del Movimento delle Persone con Disabilità è che nei prossimi mesi, in Italia, il 25-30% delle persone si veda privato dei Servizi Sociali (servizi e prestazioni vari per bambini, persone anziane e con disabilità) di cui oggi si avvale, in particolare in conseguenza ai pesantissimi tagli agli enti locali.

Come segnalato anche nel sito nazionale www.uildm.org, a rendere la situazione ancora più difficile ricordiamo che si attende la discussione in Parlamento della questione legata alla delega che il Governo ha chiesto per la riforma assistenziale, al fine di realizzare entrate rapide e sicure. Con la spada di Damocle di questa iniziativa da un lato e il Fondo per le Politiche Sociali ridotto sempre più drasticamente e quello per la Non Autosufficienza azzerato dall’altro, la prospettiva per le persone con disabilità è che circa una su tre perda l’indennità di accompagnamento.
Chiediamo dunque a tutti i cittadini italiani di essere consapevoli di questa situazione e di prendere una posizione, sostenendo la mobilitazione odierna e quella futura in difesa dei diritti delle persone con disabilità nel nostro Paese.
Padova, 4 ottobre 2011
Alberto Fontana – Presidente Nazionale UILDM

mercoledì 5 ottobre 2011

Truck itinerante dell'Agenzia per i Giovani: "Volontari che cambiano il Mondo"

In occasione dell'Anno Europeo del Volontariato, l'Agenzia Nazionale per i Giovani insieme al Ministro della Gioventù ed in collaborazione con il Forum Nazionale dei Giovani ed il Ministero del Lavoro, ha organizzato un Truck itinerante del Volontariato «Volontari che cambiano il Mondo», finalizzato a promuovere il Volontariato in ogni sua forma e la partecipazione attiva dei giovani.
Il Truck, che è partito il 24 settembre da Catania e girerà tutta l'Italia, sarà un veicolo per trasmettere i seguenti obiettivi: promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva dei giovani; sviluppare la solidarietà; promuovere la tolleranza tra i giovani; favorire la conoscenza, la comprensione e l'integrazione culturale tra i giovani di paesi diversi.
Sarà inoltre uno strumento dove si potrà venire a conoscenza di novità importanti ed interessanti legate al mondo giovanile, attraverso attività di intrattenimento, informazione, confronto con gli operatori del settore e distribuzione di materiale informativo del Ministro della Gioventú e del Ministero del Lavoro.
Al fine di rendere il Truck uno strumento veramente attivo e in grado di offrire tutte le migliori proposte, iniziative ed attività legate al mondo giovanile, si sollecita la partecipazione all'iniziativa al fine di condividere le esperienze nell'ambito del Programma Gioventù in Azione, anche non riguardanti esclusivamente il Servizio di Volontariato Europeo. Chi fosse interessato, può compilare un modulo per indicare come vorrebbe partecipare al Truck, da rimandare alla casella mail gioventuinmovimento@agenziagiovani.it
Sarà un'occasione per condividere esperienze, conoscere, informarsi ulteriormente, socializzare e fare rete con altri operatori giovanili del settore al fine di intensificare e migliorare le misure tese a valorizzare il volontariato in Europa e la partecipazione attiva dei giovani.
Potete trovare maggiori informazioni sul contatto facebook con la pagina «Gioventù in Movimento» ad esso dedicato, Twitter
(@gioventuinmov) e Forsquare, create appositamente.
Per maggiori informazioni, visita il sito web dell'Agenzia Nazionale per i Giovani

martedì 4 ottobre 2011

Neava Onlus organizza un corso di formazione a Palermo

«Globalità e umanizzazione delle cure» viene presentato il 6 ottobre alle ore 15,30 nell'Aula Magna "Maurizio Vignola" dell'ospedale Cervello di Palermo. Il corso prevede incontri dal 6 al 21 ottobre e mette a disposizione anche la possibilità di acquisire crediti formativi.
All'incontro inaugurale intervengono: Salvatore Di Rosa, direttore generale Azienda osp. Villa Sofia-Cervello; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP; Bartolo Maniscalco, presidente Neava; Vincenzo Borruso, opinionista; Salvatore Migliore, esperto politiche sanitarie; Maria Ricontati, psicologa.

Pieghevole con il programma completo

Verso le amministrative a Palermo. Nasce il cartello di associazioni "Palermo Più"

Si tratta di 13 associazioni della società civile palermitana che stanno dando vita al movimento politico Palermo Più. Finalità, natura e programmi della nuova formazione, presentata nel capoluogo siciliano lo scorso 1 ottobre, in questa intervista a Vito Restivo (ass. Voci Attive) realizzata dal quotidiano online SiciliaInformazioni.

lunedì 3 ottobre 2011

A Cardillo il mondo si colora. Corso base di pittura ad acquarello per bambini e ragazzi

L’associazione Imago e l’associazione Il nostro Quartiere organizzano un corso di pittura ad acquarello per bambini e ragazzi (dai cinque anni in su) presso la sede di Imago, via Costantino, 12 nel quartiere Cardillo a Palermo.
Il corso ha una durata complessiva di 5 incontri. Si parte da martedì 4 ottobre 2011 alle ore 17, durante i quali i ragazzi verranno introdotti dal pittore Marco Brucoli - coadiuvato dalle volontarie del Servizio Civile, Vanessa Fabio, Chiara Mazzola, Teresa Totaro e Paola Terruso - nel mondo della pittura. Ai ragazzi verranno forniti i materiali necessari all’espletamento del corso con un contributo di 10 euro e, al termine degli incontri, sarà rilasciato un attestato di partecipazione che certifica le competenze raggiunte. L’iniziativa ha come obiettivo specifico lo sviluppo della creatività dei partecipanti, garantendo la loro espressività e permettendo loro d’imparare divertendosi. Per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere a ass. Imago tf. 091/243714 - info@imagobiblioteca.it; ass. Il nostro Quartiere, Salvatore Alicata, tf. 3387646836 - ilnostroquartiere@alice.it

Nono Forum nazionale dell'ADOSItalia a Gela

Guarire dal tumore alla mammella oggi si può. Lo assicurano medici ed esperti senologi che si sono dati appuntamento al 9° Forum Nazionale AdosItalia. Ad ospitare quest’anno l’importante appuntamento con la prevenzione è stata la città di Gela con un convegno che si è tenuto presso l’auditorium dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela alla presenza della Presidente Nazionale AdosItalia Luisa Nemez che ha invitato le donne a «riprendere il cammino della vita interrotto con la malattia, perché oggi il tumore al seno è guaribile», ha detto. «E’ vero che l’incidenza è aumentata – ha proseguito – ma parallelamente si registrano più casi di guarigione. Fare prevenzione significa tracciare una diagnosi precoce della malattia». Il convegno è stato organizzato con il patrocinio del Comune di Gela e della Provincia Regionale di Caltanissetta, la collaborazione del CeSVoP e l’Asp 2 di Caltanissetta del direttore Paolo Cantaro che ha sottolineato, nel corso del suo intervento, «l’indispensabile ruolo del volontariato nel percorso di informazione alle donne che lottano contro il tumore al seno». «C’è più fiducia attorno alla scoperta – ha detto il senologo Giuseppe Di Martino. Le donne si avvicinano agli sportelli informazione perché vogliono fare prevenzione e ricevere informazioni». Una sala gremita di oltre 200 persone ha seguito i lavori del convegno da cui è emerso il ruolo fondamentale dell’approccio in campo sanitario tra medico e paziente indispensabile per affrontare la malattia. (andrea cassisi)

Nuovo numero del trimestrale regionale Mondo Solidale

La versione cartacea di Mondo Solidale - trimestrale dei tre CSV siciliani - è arrivata alla sua seconda uscita (n. 2 aprile-giugno 2011). Il numero è stato chiuso a fine settembre e affronta, fra l'altro, il tema delle carceri siciliane visto dai volontari. Poi tanti altri argomenti. In particolare, lo speciale sulla situazione giovanile. Se vuoi ricevere la rivista a casa gratuitamente, scrivi a comunicazione@cesvop.org.
Clicca sulla copertina e buona lettura.

giovedì 29 settembre 2011

Dal mondo del calcio una mano agli anziani soli. Iniziativa nazionale dell'Auser

L'associazione che punta a promuovere l'attiva partecipazione dell'anziano nella vita sociale lancia, per tutto il mese di ottobre sui campi di calcio della Lega Serie B, la campagna Auser contro la solitudine degli anziani.
Ecco qui sotto il testo del comunicato stampa che accompagna l'annuncio dell'iniziativa:
“Un anziano chiama la solidarietà risponde” è la campagna contro la solitudine e l’emarginazione degli anziani che, dal primo ottobre al primo novembre 2011, varcherà i campi di calcio del Campionato Serie bwin. Il pubblico dei tifosi, seguaci di una squadra del cuore, potranno conoscere i servizi di aiuto agli anziani soli, forniti dalla rete di volontariato di Auser Filo d’Argento.
L’iniziativa si è resa possibile grazie a B Solidale, la nuova piattaforma per la Solidarietà Sociale, promossa dalla Lega Serie B. Un Bando Nazionale ha selezionato cinque associazioni impegnate in cinque diverse aree di intervento sociale: infanzia, terza età, disabilità, ricerca scientifica e disagio sociale che per l’intero campionato 2011/2012 avranno la possibilità di usufruire di un supporto di comunicazione della Lega Serie B.
Per il settore terza età è risultato vincitore Auser Filo d’Argento con il progetto di Telefonia Sociale a favore degli anziani soli.
"B Solidale rappresenta una scelta di campo, diversa rispetto al passato, che la Lega Serie B vuole dare per supportare in modo consapevole ed efficace il Terzo Settore nello straordinario sforzo che, quotidianamente, mette a servizio della comunità tutta – dichiara il presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie B Andrea Abodi -L'obiettivo è essere maggiormente impegnati con i nostri progetti solidali, non a spot, come a volte accadeva nel passato, ma in modo continuativo e adeguato. Con il calcio – continua Abodi - che diventa ancora una volta, doverosamente, veicolo positivo di comunicazione utilizzando la sua forza mediatica. Auser rappresenta solo la prima tappa di un percorso che coinvolgerà anche le altre categorie del sociale: infanzia, diversa abilità, ricerca scientifica e disagio".
“Con questa iniziativa avremo modo di far entrare sui campi di calcio la solidarietà agli anziani soli e più fragili e ed eterogeno del nostro impegno contro la solitudine e l’emarginazione – sottolinea Michele Mangano, presidente nazionale Auser.
Apprezziamo molto la decisione della Lega Nazionale Professionisti Serie B – prosegue Mangano- di unire allo Sport l’impegno solidale, una grande sfida che affronteremo insieme per veicolare messaggi e valori positivi”.
LA SOLITUDINE DEGLI ANZIANI E L’IMPEGNO DI AUSER FILO D’ARGENTO
La solitudine è una piaga che colpisce sempre più anziani, soprattutto le donne, con ricadute pesantissime sulla qualità della vita e la salute. Una condizione di fragilità aggravata dalla crisi economica. Ogni anno i volontari del Filo d’Argento Auser seguono più di 400.000 anziani e forniscono oltre 2.200.000 servizi.
Attraverso il Numero Verde gratuito 800-995988 del Filo d’Argento, gli anziani possono trovare risposte concrete ai loro bisogni: la consegna a casa della spesa o dei farmaci, compagnia, servizi di trasporto verso centri socio sanitari. Il Numero Verde del Filo d’Argento è attivo tutto l’anno, festivi compresi, dalle 8 alle 20 e rappresenta l’unico esempio su scala nazionale di servizio di telefonia sociale rivolto alla terza età e gestito totalmente dal volontariato.
Gli anziani con più di 75 anni richiedono in particolare tutte le forme di compagnia: a casa, al telefono, per uscire.
Nel solo mese di agosto sono giunte più di 10.000 chiamate.
L’iniziativa ha ottenuto il Patrocinio del Segretariato Sociale RAI.

martedì 27 settembre 2011

Marcia della pace 2011. L'appello finale

A chiusura della Marcia della pace Perugia-Assisi dello scorso 25 settembre 2011, i promotori hanno lanciato un appello che riportiamo qui sotto integralmente:

A conclusione della Perugia-Assisi, che abbiamo convocato a cinquant’anni dalla prima Marcia organizzata il 24 settembre 1961 da Aldo Capitini, vogliamo lanciare un nuovo appello per la pace e la fratellanza dei popoli.
Lo facciamo richiamando il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che proclama: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
La fratellanza dei popoli si basa sulla dignità, sugli eguali diritti fondamentali e sulla cittadinanza universale delle persone che compongono i popoli. I diritti umani sono il nome dei bisogni vitali di cui è portatrice ogni persona. Essi interpellano l’agenda della politica la quale deve farsi carico di azioni concrete per assicurare “tutti i diritti umani per tutti” a livello nazionale e internazionale. La sfida è tradurre in pratica il principio dell’interdipendenza e indivisibilità dei diritti umani – civili, politici, economici, sociali e culturali – e ridefinire la cittadinanza nel segno dell’inclusione. L’agenda politica dei diritti umani comporta che nei programmi dei partiti e dei governi ciascun diritto umano deve costituire il capoverso di un capitolo articolato concretamente in politiche pubbliche e misure positive.
Il nostro appello per la pace e la fratellanza dei popoli contiene alcuni principi, proposte e impegni:

Principi
Primo. Il mondo sta diventando sempre più insicuro. Se continuiamo a spendere 1.6 trilioni di dollari all’anno per fare la guerra non riusciremo a risolvere nessuno dei grandi problemi del nostro tempo: la miseria e la morte per fame, il cambio climatico, la disoccupazione, le mafie, la criminalità organizzata e la corruzione. Se vogliamo uscire dalla crisi dobbiamo smettere di fare la guerra e passare dalla sicurezza militare alla sicurezza umana, dalla sicurezza nazionale alla sicurezza comune.
Secondo. Se vogliamo la pace dobbiamo rovesciare le priorità della politica e dell’economia. Dobbiamo mettere al centro le persone e i popoli con la loro dignità, responsabilità e diritti.
Terzo. La nonviolenza è per l’Italia, per l’Europa e per tutti via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, metodo e stile di vita, strumento di liberazione, strada maestra per contrastare ogni forma d’ingiustizia e costruire persone, società e realtà migliori.
Quarto. Se vogliamo la pace dobbiamo investire sulla solidarietà e sulla cooperazione a tutti i livelli, a livello personale, nelle nostre comunità come nelle relazioni tra i popoli e gli stati. La logica perversa dei cosiddetti "interessi nazionali", del mercato, del profitto e della competizione globale sta impoverendo e distruggendo il mondo. La solidarietà tra le persone, i popoli e le generazioni, se prima era auspicabile, oggi è diventata indispensabile.
Quinto. Non c’è pace senza una politica di pace e di giustizia. L’Italia, l’Europa e il mondo hanno bisogno urgente di una politica nuova e di una nuova cultura politica nonviolenta fondata sui diritti umani. Quanto più si aggrava la crisi della politica, tanto più è necessario sviluppare la consapevolezza delle responsabilità condivise. Serve un nuovo coraggio civico e politico.
Sesto. Se davvero vogliamo la pace dobbiamo costruire e diffondere la cultura della pace positiva. Una cultura che rimetta al centro della nostra vita i valori della nostra Costituzione e che sappia generare comportamenti personali e politiche pubbliche coerenti. Per questo, prima di tutto, è necessario educare alla pace. Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità e un compito speciali.

Proposte e impegni
1. Garantire a tutti il diritto al cibo e all’acqua
E’ intollerabile che ancora oggi più di un miliardo di persone sia privato del cibo e dell’acqua necessaria per sopravvivere mentre abbiamo tutte le risorse per evitarlo. Ed è ancora più intollerabile che queste atroci sofferenze siano aumentate dalla speculazione finanziaria sul cibo, dall’accaparramento delle terre fertili, dalla devastazione dell’agricoltura e dalla privatizzazione dell’acqua.
2. Promuovere un lavoro dignitoso per tutti
Un miliardo e duecento milioni di persone lavorano in condizioni di sfruttamento. Altri 250 milioni non hanno un lavoro. 200 milioni devono emigrare per cercarne uno. Oltre 12 milioni sono vittime della criminalità e sono costrette a lavorare in condizioni disumane. 158 milioni di bambine e di bambini sono costretti a lavorare. Occorre ridare dignità al lavoro e ai lavoratori, giovani e anziani, di tutto il mondo.
3. Investire sui giovani, sull’educazione e la cultura
Un paese che non investe, non valorizza e non dà spazio ai giovani è un paese senza futuro. La lotta alla disoccupazione giovanile deve diventare una priorità nazionale. Investire sulla scuola, sull’università, sulla ricerca e sulla cultura vuol dire investire sulla crescita sociale, politica ed economica del proprio paese.
4. Disarmare la finanza e costruire un’economia di giustizia
La finanza, priva di ogni controllo internazionale, sta mettendo in crisi l'Europa politica e provoca un drammatico aumento della povertà. Bisogna togliere alla finanza il potere che ha acquisito e ripristinare il primato della politica sulla finanza. Occorre tassare le transazioni finanziarie, lottare contro la corruzione e l’evasione fiscale e ridistribuire la ricchezza per ridurre le disuguaglianze sociali.
5. Ripudiare la guerra, tagliare le spese militari
La guerra è sempre un’inutile strage e va messa al bando come abbiamo fatto con la schiavitù. Anche quando la chiamiamo con un altro nome è incapace di risolvere i problemi che dice di voler risolvere e finisce per moltiplicarli. Promuovere e difendere sistematicamente i diritti umani, investire sulla prevenzione dei conflitti e sulla loro soluzione nonviolenta, promuovere il disarmo, contrastare i traffici e il commercio delle armi, tagliare le spese militari e riconvertire l’industria bellica è il miglior modo per aumentare la nostra sicurezza.
6. Difendere i beni comuni e il pianeta.
Se non impariamo a difendere e gestire correttamente i beni comuni globali di cui disponiamo, beni come l’aria, l’acqua, l’energia e la terra, non ci sarà né pace né sicurezza per nessuno. Nessuno si deve più appropriare di questi beni che devono essere tutelati e condivisi con tutti. Urgono istituzioni, politiche nazionali e internazionali democratiche capaci di operare in tal senso. Occorre ridurre la dipendenza dai fossili, introdurre nuove tecnologie verdi e nuovi stili di vita non più basati sull’individualismo, la mercificazione e il consumismo.
7. Promuovere il diritto a un’informazione libera e pluralista
Un'informazione obiettiva, completa, imparziale, plurale che mette al centro la vita delle persone e dei popoli è condizione indispensabile per la libertà e la democrazia. Sollecita la partecipazione alla vita e alle scelte della collettività; favorisce la comprensione dei fenomeni più complessi che attraversano il nostro tempo, promuovere il dialogo e il confronto, costruisce ponti fra le civiltà, avvicina culture diverse, diffonde e consolida la cultura della pace e dei diritti umani.
8. Fare dell’Onu la casa comune dell’umanità.
Tutti nelle Nazioni Unite, le Nazioni Unite per tutti. Se vogliamo costruire un argine al disordine internazionale, i governi devono accettare di democratizzare e rafforzare le Nazioni Unite mettendo in comune le risorse e le conoscenze per fronteggiare le grandi emergenze sociali e ambientali mondiali.
9. Investire sulla società civile e sullo sviluppo della democrazia partecipativa
Senza una società civile attiva e responsabile e lo sviluppo della cooperazione tra la società civile e le istituzioni a tutti i livelli non sarà possibile risolvere nessuno dei grandi problemi del nostro tempo. Rafforzare la società civile responsabile e promuovere la democrazia partecipativa è uno dei modi più concreti per superare la crisi della politica, della democrazia e delle istituzioni.
10. Costruire società aperte e inclusive.
Il futuro non è nella chiusura in comunità sempre più piccole, isolate e intolleranti che perseguono ciecamente i propri interessi ma nell’apertura all’incontro con gli altri e nella costruzione di relazioni improntate ai principi dell’uguaglianza e alla promozione del bene comune. Praticare il rispetto e il dialogo tra le fedi e le culture arricchisce e accresce la coesione delle nostre comunità. I rifugiati e i migranti sono persone e come tali devono vedere riconosciuti e rispettati i diritti fondamentali.
Queste priorità devono essere portate avanti da ogni persona, a livello locale, nazionale e globale, in Europa come nel Mediterraneo.
Per realizzarle abbiamo innanzitutto bisogno di agire insieme con una strategia comune e la consapevolezza di avere un obiettivo comune.
Per realizzarle abbiamo bisogno di dare all’Italia un governo di pace e una nuova politica, coerente in ogni ambito, e di investire con grande determinazione sulla costruzione di un’Europa dei cittadini, federale e democratica, aperta, solidale e nonviolenta e di una Comunità del Mediterraneo che, raccogliendo la straordinaria domanda di libertà e di giustizia della primavera araba, trasformi finalmente quest’area di grandi crisi e tensioni in un mare di pace e benessere per tutti.

Assisi, 25 settembre 2011