venerdì 13 maggio 2016

A Palermo le tante iniziative che il Festival della Città Educativa offre per maggio 2016

Un mese ricchissimo di appuntamenti per il maggio 2016 del Festival della Città Educativa. Qui sotto il calendario con tutte le date (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Crisi, le difficoltà del Banco Alimentare

Ne parla il presidente Santo Giordano, in un'intervista al Giornale di Sicilia del 13 maggio 2016 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Invecchiamento attivo e corretti stili di vita, a Palermo un seminario per capirne di più

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Come affrontare la terza età all’insegna del benessere fisico ed emotivo? Un interrogativo molto diffuso - anche in considerazione dei cambiamenti demografici e della recente proposta di legge sull’invecchiamento attivo, che prevede l’impiego delle persone anziane in attività di utilità sociale e iniziative di formazione permanente - al quale lunedì 16 maggio 2016 risponderanno medici, esperti ed esponenti della comunità scientifica, nell’ambito di un seminario che si terrà a Palermo presso il complesso monumentale della Basilica della Santissima Trinità in via Magione n. 44 dalle ore 9,30.
L’evento è organizzato e promosso da CO.AS.AN. (Coordinamento Associazioni Anziani) e CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo) e mira a sensibilizzare la collettività sui temi di maggiore interesse per gli over 60, sempre più numerosi e sempre più dinamicamente inseriti nella società, tra impegni familiari, associazionismo ed attività di volontariato.
La giornata di approfondimento, che vedrà in prima linea, oltre agli esperti, anche il mondo del terzo settore, sarà articolata in due parti: la prima prenderà il via alle 9,30 con i saluti dell’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi, del portavoce del Forum del Terzo Settore Sicilia Giuseppe Di Natale e del presidente del CeSVoP Giuditta Petrillo.
Il primo dei relatori sarà il professore Antonino Mario Oliveri del dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo, con una riflessione sull’invecchiamento nella società liquida tra vecchi e nuovi stili di vita; il ruolo degli anziani e la legge sull’invecchiamento attivo saranno invece i temi trattati dal sociologo della comunicazione Andrea Volterrani, docente presso l’Università degli Studi di Roma Tre.
Ad animare i lavori della mattinata saranno, a seguire, il dottore Gioacchino Oddo e il professore Mario Barbagallo, rispettivamente specialista in medicina dello sport presso l’Unità Operativa di Riabilitazione dell’Asp e direttore della scuola di geriatria presso la facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Palermo.
Il primo “fotograferà” la situazione dell’anziano medio nel territorio della provincia di Palermo, il secondo proporrà una lettura geriatrica dell’active ageing, che vede la longevità come potenziale motore di sviluppo.
Prevista, infine, l’illustrazione del progetto “Parco della Salute” a cura di Daniele Giliberti, presidente dell’associazione di promozione sociale “Vivi sano”.
Conclusione degli interventi con un dibattito.
I lavori della seconda parte prenderanno il via alle ore 14,30, e saranno introdotti e coordinati da Gaetano Cuttitta, presidente provinciale dell’ADA (Associazione per i Diritti degli Anziani) di Palermo, promotrice del progetto sperimentale “Qua la mano”, prassi innovativa per il servizio di affidamento dell’anziano che sarà illustrata dal suo stesso ideatore, il dottore Antonio Zagari. Seguirà l’intervento della dottoressa Laura Vernuccio, responsabile del centro di Unità Valutativa Alzheimer del Policlinico Universitario di Palermo, sul tema del trattamento efficace delle demenze.
Alla psicologa e psicoterapeutica Valentina Picciolo il compito di chiudere i lavori, prima del dibattito conclusivo previsto per le ore 16,15, con la presentazione delle iniziative messe a punto dall’ADA di Palermo nell’ambito del progetto “Qua la mano”.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, l'ingresso è libero.

CLICCA QUI PER SCARICARE LA LOCANDINA

giovedì 12 maggio 2016

Piazza Comunità Connessioni, un libro sui processi partecipativi

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Il 17 maggio ore 9,30 presso Università di Palermo (in viale delle Scienze Edificio 16 aula S1) alla presentazione del libro “Piazza Comunità Connessioni”. Creazione di processi partecipativi” a cura di Loredana Varveri e Cinzia Novara.
All’incontro interverranno il rettore dell’Università prof. Fabrizio Micari, gli assessori comunali alla partecipazione, Giusto Catania e alla cittadinanza sociale, Agnese Ciulla e i due presidenti della VI e VIII circoscrizione, territori dove si è svolta una ricerca sperimentale con i profili di comunità che ha coinvolto anche alcune scuole. Interverranno anche il prof. Ferdinando Trapani, docente universitario di urbanistica e Lino D’Andrea, garante ai diritti dell’Infanzia del comune di Palermo.
Ci saranno alcuni esperti che interverranno sul tema della democrazia partecipativa ed anche dei gruppi di lavoro con studenti universitari.
L’incontro è gratuito ed aperto a tutti, potete girare l’invito a chiunque pensiate possa essere interessato.

Condividere la città con i migranti

Sharing the city with migrants è il tema del seminario proposto dagli studenti del corso di laurea in Relazioni internazionali per la cooperazione e lo sviluppo dell'Università di Palermo. L'incontro con l'esperta Barbara Sidoti avrà al centro il tema della gestione condivisa della città e si svolge il 25 maggio 2016 dalle ore 15-19 aula seminari B edificio 19 in viale delle Scienze a Palermo. Tutti i dettagli nella locandina qui sotto (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Premio Nazionale di Cultura Isola di Pino Fortini 2016 - I Edizione

Il Premio ha come finalità la Valorizzazione del Patrimonio Culturale Siciliano inteso quale somma dei valori materiali e immateriali, fondanti delle Comunità. I Beni Culturali, naturalistico, storico, archeologico, letterario artistico, demo-etnoantropologico, tutela del paesaggio, costituiscono aspetti non derogabili dalla evoluzione del pensiero e dei comportamenti umani portatori di crescita dei valori di libertà e democrazia dei popoli.
Il Premio realizza lo scopo delle finalità mediante l’esame delle Opere partecipanti con l'obiettivo di stimolare riflessioni sull'importanza dei Beni Culturali in Sicilia, la salvaguardia ambientale e sulla complessità delle interazioni ecologiche attraverso il connubio e la contaminazione tra cultura umanistica e cultura scientifica.
E’ possibile per ogni Autore concorrere alle tre singole Sezioni, previo regolamento.
Bando e Regolamento in: www.edizionidelmirto.it/Bandi/Contributiscientifici
Per gli invii tramite email indirizzare a info@edizionidelmirto.it
Per gli invii a mezzo posta i plichi dovranno essere indirizzati a: Edizioni del Mirto I° Premio Nazionale di Cultura Isola di Pino Fortini 2016, via Porta di Mare n 77/c, 90151 Partanna Mondello, Palermo Sicilia Italia.
Fa fede il timbro postale. La Segreteria non si riterrà responsabile per eventuali disservizi postali.

Il Premio si articola in tre sezioni:
A - SEZIONE LETTERATURA: NARRATIVA EDITA e SAGGISTICA EDITA
B - SEZIONE FOTOGRAFIA
C - SEZIONE PITTURA: ESTEMPORANEA DI PITTURA

A - SEZIONE LETTERATURA: NARRATIVA EDITA inviare n. 5 copie;
SAGGISTICA EDITA inviare n. 3 copie.
La Sezione Letteratura ha come obiettivo la Valorizzazione del Patrimonio Culturale intellettivo, inteso quale somma dei valori materiali e immateriali presenti nelle scritture. Le opere letterarie, ammesse a concorso, SARANNO SOLO DI RIFERIMENTO AL PATRIMONIO CULTURALE SICILIANO PERVENUTE TRAMITE IL BANDO PUBBLICO.
Sono ammesse al Premio le opere letterarie pubblicate in versione cartacea nel periodo compreso fra l’1 gennaio 2013 ed il 31 dicembre 2015 e regolarmente in commercio; il modulo di partecipazione è scaricabile dal sito www.edizionidelmirto (link Bandi e Contributi scientifici) da inviare a info@edizionidelmirto.it completo del pagamento di iscrizione di € 10,00 per ogni opera presentata, inviare tramite email modulo di iscrizione entro 30 giugno 2016; inviare le copie a mezzo postale, unitamente alla copia della ricevuta di avvenuto versamento, alla scheda di iscrizione al concorso già inviata tramite mail all’indirizzo. Proclamazione delle Femmine.

B - SEZIONE FOTOGRAFIA
La Sezione Fotografia ha come obiettivo la conoscenza e valorizzazione delle bellezze naturalistiche marine e terrestri presenti nelle aree di Isola delle Femmine, Capo Gallo e di Monte Billiemi.
Per partecipare alla Sezione Fotografica scaricare dal sito www.edizionidelmirto (link Bandi e Contributi scientifici) il modulo di partecipazione, da inviare a info@edizionidelmirto.it completo in ogni parte entro 30 giugno 2016, completo del pagamento di iscrizione di € 10,00; inviare il materiale fotografico a mezzo postale, unitamente alla copia della ricevuta di avvenuto versamento, alla scheda di iscrizione al concorso già inviata.
Proclamazione dei vincitori venerdì 29 luglio 2016 Comune di Isola delle Femmine.

C - SEZIONE PITTURA – ESTEMPORANEA DI PITTURA
La Sezione Pittura – estemporanea di pittura ha come obiettivo la conoscenza e valorizzazione delle bellezze paesaggistiche, la conoscenza della vita sociale del luogo, gli aspetti caratteristici e originali presenti nel dei vincitori sabato 30 luglio 2016, Comune di Isola Comune di Isola delle Femmine e luoghi limitrofi.
Per partecipare alla Sezione Pittura scaricare dal sito www.edizionidelmirto (link Bandi e Contributi scientifici) il modulo di partecipazione da inviare a info@edizionidelmirto.it entro il 30 giugno 2016 completo del pagamento di iscrizione di € 10,00; l’estemporanea di pittura si svolgerà nelle giornate di martedì 26, mercoledì 27 Luglio 2016, presso il territorio di Isola delle Femmine e d’intorni. Proclamazione dei vincitori giovedì 28 luglio Comune di Isola delle Femmine.

PREMI: Le opere saranno valutate da un’apposita giuria di esperti che, a proprio insindacabile giudizio, assegneranno i seguenti premi:
I classificato
Premio Isola di Pino Fortini
Cittadinanza onoraria e soggiorno per due persone presso il Comune di Isola delle Femmine.
II classificato
Premio Isola di Pino Fortini
Cittadinanza onoraria Comune di isola delle Femmine e targa in ceramica.
III classificato
Premio Isola di Pino
Cittadinanza onoraria Comune di isola delle Femmine e targa in bronzo.

Segreteria Organizzativa:
Edizioni del Mirto via Porta di Mare n.77/c
90151 Partanna Mondello (Palermo) Sicilia – Italia,
www.edizionidelmirto.it
Comunicazioni e contatti: info@edizionidelmirto.it

lunedì 9 maggio 2016

Festival del Fundraising 2016: plenaria d’apertura e IFA in diretta streaming

Grandi novità per l’edizione 2016 del Festival del Fundraising: chiunque non avrà la possibilità di partecipare alla nona edizione dell’evento più importante sul tema della raccolta fondi in Italia, potrà comunque assistere ad alcune delle sue fasi clou comodamente da casa.
Per mercoledì 11 maggio, infatti, è prevista una diretta streaming che seguirà la plenaria d’apertura, tenuta da Abigail Disney, regista, filantropa e nipote del grande Walt Disney, ed Yvette Alberdingk-Thijm, di witness.org. Il titolo della sessione, “Show, don’t tell! Il potere delle immagini per cambiare il mondo”, offre di per sé un quadro molto specifico degli argomenti che andranno a trattare le due fundraiser: l’intervento, che aprirà i battenti del Festival del Fundraising 2016, è previsto per le ore 14, e sarà trasmesso interamente in streaming sulla piattaforma del sito internet ufficiale (clicca qui per registrarti gratuitamente e seguire l'evento).
Ma le novità non finiscono qui. La diretta web di mercoledì 11 maggio continuerà anche dopo la plenaria iniziale, per trasmettere le immagini dell’Italian Fundraising Award, l’unico premio dedicato a protagonisti della raccolta fondi in Italia, fundraiser e donatori, che si sono particolarmente distinti nel corso dell’anno. L’obiettivo del riconoscimento, concepito nel 2011 e gestito da ASSIF, l’Associazione Italiana Fundraiser, è di raccontare le più belle storie del nonprofit: storie di solidarietà e generosità, di dedizione e professionalità. Vincitori della passata edizione Rossano Bartoli, della Lega del Filo d’Oro, per la categoria fundraiser; mentre, per quel che concerne il donatore 2015, il riconoscimento è andato alla Granarolo S.p.A., per il suo impegno a sostegno dell’Associazione Servizi per il Volontariato di Modena di apertura dell’emporio solidale Portobello.
Scoprire chi saranno i vincitori dell’edizione 2016 dell’Italian Fundraising Award, in programma per mercoledì 11 maggio dalle ore 19, è facile: basta collegarsi al sito internet www.festivaldelfundraising.it e registrarsi per la diretta streaming. L’iscrizione è assolutamente gratuita.

Per qualsiasi informazione:
www.festivaldelfundraising.it
tel. 0543.374150
email festival@fundraising.it

sabato 7 maggio 2016

Dall'Anci l'iniziativa Giovani RiGenerAzioni Creative

Lo scorso 29 aprile l'Anci ha pubblicato l'avviso pubblico "Giovani RiGenerAzioni Creative" (clicca qui per scaricarlo) per la presentazione di proposte progettuali di sviluppo della creatività giovanile per la rigenerazione urbana. Si tratta di un'iniziativa realizzata in attuazione dell'Accordo, stipulato il 10 settembre 2015, fra il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Anci per l'utilizzo del riparto 2014 del Fondo per le Politiche Giovanili.
L'obiettivo dell'avviso, che mette a disposizione 2.393.680 euro, è quello di selezionare progetti che integrino interventi di stimolo della creatività giovanile all'interno di programmi di rigenerazione urbana già attivi nei Comuni. Le proposte progettuali da presentare in risposta all'avviso dovranno prevedere l'attivazione di servizi, iniziative, interventi e attività innovative rivolte ai giovani creativi e mirati a una riqualificazione e ridefinizione dell'identità e della funzione di edifici o aree pubbliche che hanno visto esaurirsi in tempi recenti la loro originaria destinazione d'uso e funzione economica, sociale e culturale. Fare riferimento alla creatività giovanile quale elemento cardine di una politica locale rivolta ai giovani significa situarsi alla confluenza di numerosi e diversificati processi della società e della contemporaneità: neoartigianato digitale, industrie e professioni creative, relazioni fra percorsi della creatività e mondo scientifico e tecnologico, multimedialità, riqualificazione degli spazi a fini culturali, aggregativi ed economici.

Ambito soggettivo
All'avviso possono partecipare, in qualità di capofila di partenariati composti da associazioni, soggetti privati e altri Comuni, amministrazioni che fanno parte del "Tavolo sulla rigenerazione creativa" dell'Anci, avendo risposto a una specifica manifestazione d'interesse aperta ad agosto e settembre 2015 e successivamente dal 10 al 20 novembre 2015, oltreché quelle beneficiarie del progetto "Giovani, legalità, cittadinanza e partecipazione", realizzato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale nell'ambito del Pon Sicurezza 2007-2013. Il finanziamento nazionale massimo per ogni progetto è pari a 200.000 per i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, e a 150.000 euro per quelli con popolazione inferiore. Tutte le proposte devono garantire un cofinanziamento locale, messo a disposizione dal Comune proponente o dai suoi partner, pari ad almeno il 20% del valore totale del progetto.
Le proposte progettuali dovranno avere come beneficiari finali giovani di età compresa fra i 16 e 35 anni e dovranno prevedere percorsi di progettazione partecipata mirati a definire le nuove funzioni e modalità di utilizzo degli spazi. Inoltre, al fine di finanziare progetti in grado di innestare innovazioni sostenibili nel tempo, in fase di proposta progettuale dovrà essere presentato un piano di utilizzo almeno triennale dell'edificio o area pubblica oggetto dell'intervento, congruente e conseguente rispetto alla proposta progettuale presentata.

Le proposte
Le aree d'intervento e relative azioni esemplificative delle proposte progettuali che possono essere ammesse a finanziamento sono:
a) Innovazione culturale: iniziative e servizi innovativi sul piano della produzione, dell'offerta e della fruizione in ambito artistico e culturale; valorizzazione delle forme espressive della contemporaneità; centri di produzione e sperimentazione culturale; progetti che mettano in relazione la ricerca e produzione dei giovani creativi con il mercato artistico e culturale; nuovi modelli per quel che riguarda le residenze e la circuitazione dei giovani creativi; progetti innovativi nell'ambito della formazione artistica; riqualificazione di attrattori culturali locali eccetera;
b) Innovazione sociale: progetti e servizi nell'ambito della social innovation (nuovi modelli di imprenditoria sociale e culturale giovanile); progetti e servizi innovativi nell'ambito della creatività e della didattica finalizzate alla mediazione culturale e all'integrazione sociale e multiculturale;
c) Innovazione economica: sperimentazione di nuove forme di lavoro e imprenditorialità giovanile, in particolare in ambito culturale; modelli innovativi di industrie e professioni culturali e creative in ambito giovanile; progetti e servizi innovativi nell'ambito dell'economia solidale e sostenibile; interventi di riqualificazione territoriale con finalità turistiche; spazi di co-working e fab-lab eccetera.
Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato per le 24,00 del 10 giugno 2016.

(*) Area Innovazione tecnologica, Attività produttive, Cultura e Turismo, Politiche giovanili, Mobilità, Energia, Progetti europei Anci

Il discorso di Papa Francesco sull'Unione Europea

In occasione del conferimento a Papa Francesco del Premio Carlo Magno da parte dei vertici dell'Unione Europea, il pontefice ha indirizzato ai presenti un discorso che riportiamo qui sotto e nel quale vengono richiamati temi e istanze su cui anche il volontariato è impegnato da anni.

Illustri Ospiti,
vi porgo il mio cordiale benvenuto e vi ringrazio per la vostra presenza. Sono grato in particolare ai Signori Marcel Philipp, Jürgen Linden, Martin Schulz, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk per le loro cortesi parole. Desidero ribadire la mia intenzione di offrire il prestigioso Premio, di cui vengo onorato, per l’Europa: non compiamo infatti un gesto celebrativo; cogliamo piuttosto l’occasione per auspicare insieme uno slancio nuovo e coraggioso per questo amato Continente.
La creatività, l’ingegno, la capacità di rialzarsi e di uscire dai propri limiti appartengono all’anima dell’Europa. Nel secolo scorso, essa ha testimoniato all’umanità che un nuovo inizio era possibile: dopo anni di tragici scontri, culminati nella guerra più terribile che si ricordi, è sorta, con la grazia di Dio, una novità senza precedenti nella storia. Le ceneri delle macerie non poterono estinguere la speranza e la ricerca dell’altro, che arsero nel cuore dei Padri fondatori del progetto europeo. Essi gettarono le fondamenta di un baluardo di pace, di un edificio costruito da Stati che non si sono uniti per imposizione, ma per la libera scelta del bene comune, rinunciando per sempre a fronteggiarsi. L’Europa, dopo tante divisioni, ritrovò finalmente sé stessa e iniziò a edificare la sua casa.
Questa «famiglia di popoli»[1], lodevolmente diventata nel frattempo più ampia, in tempi recenti sembra sentire meno proprie le mura della casa comune, talvolta innalzate scostandosi dall’illuminato progetto architettato dai Padri. Quell’atmosfera di novità, quell’ardente desiderio di costruire l’unità paiono sempre più spenti; noi figli di quel sogno siamo tentati di cedere ai nostri egoismi, guardando al proprio utile e pensando di costruire recinti particolari. Tuttavia, sono convinto che la rassegnazione e la stanchezza non appartengono all’anima dell’Europa e che anche «le difficoltà possono diventare promotrici potenti di unità»[2].
Nel Parlamento europeo mi sono permesso di parlare di Europa nonna. Dicevo agli Eurodeputati che da diverse parti cresceva l’impressione generale di un’Europa stanca e invecchiata, non fertile e vitale, dove i grandi ideali che hanno ispirato l’Europa sembrano aver perso forza attrattiva; un’Europa decaduta che sembra abbia perso la sua capacità generatrice e creatrice. Un’Europa tentata di voler assicurare e dominare spazi più che generare processi di inclusione e trasformazione; un’Europa che si va “trincerando” invece di privilegiare azioni che promuovano nuovi dinamismi nella società; dinamismi capaci di coinvolgere e mettere in movimento tutti gli attori sociali (gruppi e persone) nella ricerca di nuove soluzioni ai problemi attuali, che portino frutto in importanti avvenimenti storici; un’Europa che lungi dal proteggere spazi si renda madre generatrice di processi (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 223).
Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?
Lo scrittore Elie Wiesel, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, diceva che oggi è capitale realizzare una “trasfusione di memoria”. E’ necessario “fare memoria”, prendere un po’ di distanza dal presente per ascoltare la voce dei nostri antenati. La memoria non solo ci permetterà di non commettere gli stessi errori del passato (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 108), ma ci darà accesso a quelle acquisizioni che hanno aiutato i nostri popoli ad attraversare positivamente gli incroci storici che andavano incontrando. La trasfusione della memoria ci libera da quella tendenza attuale spesso più attraente di fabbricare in fretta sulle sabbie mobili dei risultati immediati che potrebbero produrre «una rendita politica facile, rapida ed effimera, ma che non costruiscono la pienezza umana» (ibid., 224).
A tal fine ci farà bene evocare i Padri fondatori dell’Europa. Essi seppero cercare strade alternative, innovative in un contesto segnato dalle ferite della guerra. Essi ebbero l’audacia non solo di sognare l’idea di Europa, ma osarono trasformare radicalmente i modelli che provocavano soltanto violenza e distruzione. Osarono cercare soluzioni multilaterali ai problemi che poco a poco diventavano comuni.
Robert Schuman, in quello che molti riconoscono come l’atto di nascita della prima comunità europea, disse: «L’Europa non si farà in un colpo solo, né attraverso una costruzione d’insieme; essa si farà attraverso realizzazioni concrete, creanti anzitutto una solidarietà di fatto»[3]. Proprio ora, in questo nostro mondo dilaniato e ferito, occorre ritornare a quella solidarietà di fatto, alla stessa generosità concreta che seguì il secondo conflitto mondiale, perché – proseguiva Schuman – «la pace mondiale non potrà essere salvaguardata senza sforzi creatori che siano all’altezza dei pericoli che la minacciano»[4]. I progetti dei Padri fondatori, araldi della pace e profeti dell’avvenire, non sono superati: ispirano, oggi più che mai, a costruire ponti e abbattere muri. Sembrano esprimere un accorato invito a non accontentarsi di ritocchi cosmetici o di compromessi tortuosi per correggere qualche trattato, ma a porre coraggiosamente basi nuove, fortemente radicate;  come affermava Alcide De Gasperi, «tutti egualmente animati dalla preoccupazione del bene comune delle nostre patrie europee, della nostra Patria Europa», ricominciare, senza paura un «lavoro costruttivo che esige tutti i nostri sforzi di paziente e lunga cooperazione»[5].
Questa trasfusione della memoria ci permette di ispirarci al passato per affrontare con coraggio il complesso quadro multipolare dei nostri giorni, accettando con determinazione la sfida di “aggiornare” l’idea di Europa. Un’Europa capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare.
Capacità di integrare
Erich Przywara, nella sua magnifica opera L’idea di Europa, ci sfida a pensare la città come un luogo di convivenza tra varie istanze e livelli. Egli conosceva quella tendenza riduzionistica che abita in ogni tentativo di pensare e sognare il tessuto sociale. La bellezza radicata in molte delle nostre città si deve al fatto che sono riuscite a conservare nel tempo le differenze di epoche, di nazioni, di stili, di visioni. Basta guardare l’inestimabile patrimonio culturale di Roma per confermare ancora una volta che la ricchezza e il valore di un popolo si radica proprio nel saper articolare tutti questi livelli in una sana convivenza. I riduzionismi e tutti gli intenti uniformanti, lungi dal generare valore, condannano i nostri popoli a una crudele povertà: quella dell’esclusione. E lungi dall’apportare grandezza, ricchezza e bellezza, l’esclusione provoca viltà, ristrettezza e brutalità. Lungi dal dare nobiltà allo spirito, gli apporta meschinità.
Le radici dei nostri popoli, le radici dell’Europa si andarono consolidando nel corso della sua storia imparando a integrare in sintesi sempre nuove le culture più diverse e senza apparente legame tra loro. L’identità europea è, ed è sempre stata, un’identità dinamica e multiculturale.
L’attività politica sa di avere tra le mani questo lavoro fondamentale e non rinviabile. Sappiamo che «il tutto è più delle parti, e anche della loro semplice somma», per cui si dovrà sempre lavorare per «allargare lo sguardo per riconoscere un bene più grande che porterà benefici a tutti noi» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 235). Siamo invitati a promuovere un’integrazione che trova nella solidarietà il modo in cui fare le cose, il modo in cui costruire la storia. Una solidarietà che non può mai essere confusa con l’elemosina, ma come generazione di opportunità perché tutti gli abitanti delle nostre città – e di tante altre città – possano sviluppare la loro vita con dignità. Il tempo ci sta insegnando che non basta il solo inserimento geografico delle persone, ma la sfida è una forte integrazione culturale.
In questo modo la comunità dei popoli europei potrà vincere la tentazione di ripiegarsi su paradigmi unilaterali e di avventurarsi in “colonizzazioni ideologiche”; riscoprirà piuttosto l’ampiezza dell’anima europea, nata dall’incontro di civiltà e popoli, più vasta degli attuali confini dell’Unione e chiamata a diventare modello di nuove sintesi e di dialogo. Il volto dell’Europa non si distingue infatti nel contrapporsi ad altri, ma nel portare impressi i tratti di varie culture e la bellezza di vincere le chiusure. Senza questa capacità di integrazione le parole pronunciate da Konrad Adenauer nel passato risuoneranno oggi come profezia di futuro: «Il futuro dell’Occidente non è tanto minacciato dalla tensione politica, quanto dal pericolo della massificazione, della uniformità del pensiero e del sentimento; in breve, da tutto il sistema di vita, dalla fuga dalla responsabilità, con l’unica preoccupazione per il proprio io»[6].
Capacità di dialogo
Se c’è una parola che dobbiamo ripetere fino a stancarci è questa: dialogo. Siamo invitati a promuovere una cultura del dialogo cercando con ogni mezzo di aprire istanze affinché questo sia possibile e ci permetta di ricostruire il tessuto sociale. La cultura del dialogo implica un autentico apprendistato, un’ascesi che ci aiuti a riconoscere l’altro come un interlocutore valido; che ci permetta di guardare lo straniero, il migrante, l’appartenente a un’altra cultura come un soggetto da ascoltare, considerato e apprezzato. E’ urgente per noi oggi coinvolgere tutti gli attori sociali nel promuovere «una cultura che privilegi il dialogo come forma di incontro», portando avanti «la ricerca di consenso e di accordi, senza però separarla dalla preoccupazione per una società giusta, capace di memoria e senza esclusioni» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 239). La pace sarà duratura nella misura in cui armiamo i nostri figli con le armi del dialogo, insegniamo loro la buona battaglia dell’incontro e della negoziazione. In tal modo potremo lasciare loro in eredità una cultura che sappia delineare strategie non di morte ma di vita, non di esclusione ma di integrazione.
Questa cultura del dialogo, che dovrebbe essere inserita in tutti i curriculi scolastici come asse trasversale delle discipline, aiuterà ad inculcare nelle giovani generazioni un modo di risolvere i conflitti diverso da quello a cui li stiamo abituando. Oggi ci urge poter realizzare “coalizioni” non più solamente militari o economiche ma culturali, educative, filosofiche, religiose. Coalizioni che mettano in evidenza che, dietro molti conflitti, è spesso in gioco il potere di gruppi economici. Coalizioni capaci di difendere il popolo dall’essere utilizzato per fini impropri. Armiamo la nostra gente con la cultura del dialogo e dell’incontro.
Capacità di generare
Il dialogo e tutto ciò che esso comporta ci ricorda che nessuno può limitarsi ad essere spettatore né mero osservatore. Tutti, dal più piccolo al più grande, sono parte attiva nella costruzione di una società integrata e riconciliata. Questa cultura è possibile se tutti partecipiamo alla sua elaborazione e costruzione. La situazione attuale non ammette meri osservatori di lotte altrui. Al contrario, è un forte appello alla responsabilità personale e sociale.
In questo senso i nostri giovani hanno un ruolo preponderante. Essi non sono il futuro dei nostri popoli, sono il presente; sono quelli che già oggi con i loro sogni, con la loro vita stanno forgiando lo spirito europeo. Non possiamo pensare il domani senza offrire loro una reale partecipazione come agenti di cambiamento e di trasformazione. Non possiamo immaginare l’Europa senza renderli partecipi e protagonisti di questo sogno.
Ultimamente ho riflettuto su questo aspetto e mi sono chiesto: come possiamo fare partecipi i nostri giovani di questa costruzione quando li priviamo di lavoro; di lavori degni che permettano loro di svilupparsi per mezzo delle loro mani, della loro intelligenza e delle loro energie? Come pretendiamo di riconoscere ad essi il valore di protagonisti, quando gli indici di disoccupazione e sottoccupazione di milioni di giovani europei sono in aumento? Come evitare di perdere i nostri giovani, che finiscono per andarsene altrove in cerca di ideali e senso di appartenenza perché qui, nella loro terra, non sappiamo offrire loro opportunità e valori?
«La giusta distribuzione dei frutti della terra e del lavoro umano non è mera filantropia. E’ un dovere morale».[7] Se vogliamo pensare le nostre società in un modo diverso, abbiamo bisogno di creare posti di lavoro dignitoso e ben remunerato, specialmente per i nostri giovani.
Ciò richiede la ricerca di nuovi modelli economici più inclusivi ed equi, non orientati al servizio di pochi, ma al beneficio della gente e della società. E questo ci chiede il passaggio da un’economia liquida a un’economia sociale. Penso ad esempio all’economia sociale di mercato, incoraggiata anche dai miei Predecessori (cfr Giovanni Paolo II, Discorso all’Ambasciatore della R.F. di Germania, 8 novembre 1990). Passare da un’economia che punta al reddito e al profitto in base alla speculazione e al prestito a interesse ad un’economia sociale che investa sulle persone creando posti di lavoro e qualificazione.
Dobbiamo passare da un’economia liquida, che tende a favorire la corruzione come mezzo per ottenere profitti, a un’economia sociale che garantisce l’accesso alla terra, al tetto per mezzo del lavoro come ambito in cui le persone e le comunità possano mettere in gioco «molte dimensioni della vita: la creatività, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacità, l’esercizio dei valori, la comunicazione con gli altri, un atteggiamento di adorazione. Perciò la realtà sociale del mondo di oggi, al di là degli interessi limitati delle imprese e di una discutibile razionalità economica, esige che “si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro […] per tutti”[8]» (Enc. Laudato si’, 127).
Se vogliamo mirare a un futuro che sia dignitoso, se vogliamo un futuro di pace per le nostre società, potremo raggiungerlo solamente puntando sulla vera inclusione: «quella che dà il lavoro dignitoso, libero, creativo, partecipativo e solidale».[9]Questo passaggio (da un’economia liquida a un’economia sociale) non solo darà nuove prospettive e opportunità concrete di integrazione e inclusione, ma ci aprirà nuovamente la capacità di sognare quell’umanesimo, di cui l’Europa è stata culla e sorgente.
Alla rinascita di un’Europa affaticata, ma ancora ricca di energie e di potenzialità, può e deve contribuire la Chiesa. Il suo compito coincide con la sua missione: l’annuncio del Vangelo, che oggi più che mai si traduce soprattutto nell’andare incontro alle ferite dell’uomo, portando la presenza forte e semplice di Gesù, la sua misericordia consolante e incoraggiante. Dio desidera abitare tra gli uomini, ma può farlo solo attraverso uomini e donne che, come i grandi evangelizzatori del continente, siano toccati da Lui e vivano il Vangelo, senza cercare altro. Solo una Chiesa ricca di testimoni potrà ridare l’acqua pura del Vangelo alle radici dell’Europa. In questo, il cammino dei cristiani verso la piena unità è un grande segno dei tempi, ma anche l’esigenza urgente di rispondere all’appello del Signore «perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21).
Con la mente e con il cuore, con speranza e senza vane nostalgie, come un figlio che ritrova nella madre Europa le sue radici di vita e di fede, sogno un nuovo umanesimo europeo, «un costante cammino di umanizzazione», cui servono «memoria, coraggio, sana e umana utopia»[10]. Sogno un’Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché rispetta la vita e offre speranze di vita. Sogno un’Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo. Sogno un’Europa che ascolta e valorizza le persone malate e anziane, perché non siano ridotte a improduttivi oggetti di scarto. Sogno un’Europa, in cui essere migrante non è delitto, bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano. Sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo; dove sposarsi e avere figli sono una responsabilità e una gioia grande, non un problema dato dalla mancanza di un lavoro sufficientemente stabile. Sogno un’Europa delle famiglie, con politiche veramente effettive, incentrate sui volti più che sui numeri, sulle nascite dei figli più che sull’aumento dei beni. Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia. Grazie.
(fonte vatican.va)

Memoria e lotta alla mafia, Festa di Primavera a Licata (AG)

Il Centro 3P organizza la Festa di Primavera 2016 alla Villa Comunale Elena di Licata (AG), lunedì 9 maggio 2016 dalle ore 9,30. Al centro dell'iniziativa la percezione della mafia dagli omicidi di Livatino e Puglisi ad oggi. L'ingresso è libero. Nella locandina qui sopra il programma (clicca sull'immagine per ingrandirla)