sabato 2 aprile 2016

Cena per i senza tetto a Palermo

Oltre 250 volontari coinvolti e diversi punti di distribuzione pasti per i senza tetto del Capoluogo siciliano. A Palermo la solidarietà si fa concreta grazie all'iniziativa di alcune associazioni di volontariato che hanno coinvolto centinaia di cittadini. Qui sotto l'articolo del Giornale di Sicilia del 2 aprile 2016 che ne parla e, ancora, un articolo di Repubblica Palermo sempre del 2 aprile che tratta del fenomeno homeless in Sicilia e a Palermo (clicca sulle immagini per ingrandirle).

giovedì 31 marzo 2016

Riforma Terzo settore: i CSV diventano riferimento di tutti i volontari italiani

“Con questa riforma i Centri di servizio diventano riferimento per il volontariato di tutto il Terzo settore”. Parte da questa constatazione il commento del presidente di CSVnet, Stefano Tabò, al ddl approvato ieri nell’aula del Senato.
Il testo, spiega Tabò, “non limita più le funzioni dei Centri di servizio alle sole organizzazioni di volontariato definite dalle legge 266 del 1991, ma afferma che i CSV sono finalizzati a fornire supporto tecnico, formativo e informativo per promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari nei diversi enti del Terzo settore”.
“È una evoluzione importante – sottolinea il presidente – alla quale il legislatore fa corrispondere l’altra grande novità, ovvero il principio della porta aperta: tutte le organizzazioni del Terzo settore potranno concorrere alla conduzione dei CSV, la cui governance dovrà comunque rimanere in capo alle organizzazioni di volontariato, che devono rappresentarne la maggioranza, attraverso una gestione democratica partecipata e radicata territorialmente”.
I CSV potranno insomma rivolgere la propria azione al più ampio e complesso insieme dei volontari che operano nel nostro paese, senza perdere le proprie peculiarità ma sfruttandole in modo incisivo. “La riforma deve rappresentare un passaggio alla maturità della legislazione in materia – continua Stefano Tabò. – E siamo molto soddisfatti che nell’articolo 5 dedicato ai Centri di Servizio per il Volontariato i parlamentari abbiano accolto gran parte delle istanze presentate da CSVnet”.
Oltre agli aspetti sopra richiamati, infatti, sono ancora da ricordare l’accreditamento e il finanziamento stabile dei CSV, attraverso un programma triennale, con le risorse delle Fondazioni di origine bancaria in base alla stessa legge 266. Un finanziamento che prevede una perequazione territoriale, così da assicurare la promozione del volontariato in tutte le regioni del nostro paese. Un’esigenza che CSVnet, per primo, ha sottoposto all’attenzione del legislatore.
“Auspichiamo – afferma ancora Tabò – che con la redazione dei decreti legislativi che il Governo sarà delegato ad adottare dopo il passaggio alla Camera, possano essere soddisfatte altre due esigenze: il coordinamento nazionale delle funzioni dei CSV e la definizione di criteri e procedure uniformi per quanto riguarda il controllo degli stessi”.
“I decreti saranno determinanti nel definire i dettagli ma, finalmente, già si intravede un impianto giuridico capace di valorizzare il ruolo della nostra rete e l’esperienza maturata in 20 anni di attività. Tuttavia – conclude il presidente di CSVnet – è inevitabile rilevare che la riforma comporterà un forte aumento delle attività a carico dei CSV, che con difficoltà potranno essere adeguatamente garantite tramite le risorse attualmente a disposizione, da anni in progressiva diminuzione”.
Proprio in queste settimane è in corso una verifica dell’accordo Acri–Volontariato, il patto pluriennale privato che regola l’uso dei fondi delle Fondazioni di origine bancaria destinati a sostenere e qualificare le attività del volontariato, in scadenza proprio nel 2016.
Intanto CSVnet ha fissato per giovedì 7 aprile 2016 a Roma la presentazione dell’ultimo Report annuale delle attività dei Centri di Servizio presenti in tutte le regioni d’Italia.

A Gela si cercano 18 giovani per mettere tutto Sottosopra

Sottosopra è il nome del progetto presentato alla Casa del Volontariato/Social Cohesion Factory di Gela. Si cercano 18 giovani con l'obiettivo di creare un format e una impresa sociale nel settore audio visivo. Scadenza 8 aprile 2016.
"Mettiamo tutto SottoSopra non per fare confusione, ma per fare ordine. Per fare spazio e per dare spazio, per promuovere innovazione a sostegno dei giovani e dell’impresa sociale".
Il progetto SOTTOSOPRA è stato co-finanziato dalla Presidente del Consiglio dei Ministri, dipartimento per la gioventù e il servizio civile nazionale.
L’obiettivo generale del progetto è quello di realizzare un percorso d’impresa sociale sostenibile, capace di coniugare sia l’aspetto tecnologico e competitivo con quello creativo e solidale, in cui giovani provenienti da diverse realtà culturali, sociali e con abilità altre, tramite il supporto di professionisti, possono sviluppare e valorizzare le proprie capacità.
I partner del progetto sono la Cooperativa Sociale Progetto H, che ha al sua attivo percorsi d’integrazione e di potenziamento della creatività dei soggetti diversamente abili tramite l’utilizzo degli linguaggio audiovisivo; Koiné film, che ha al sua attivo produzioni indipendenti di documentari e di fiction, su temi sociali e di denuncia, con riconoscimenti sia nazionali che esteri; Edit azienda innovativa nel campo delle apparecchiature audiovisive con diverse collaborazione con la rai per la realizzazione di servizi sul territorio regionale e nazionale; MoVi Federazione di Gela, che rappresenta una delle prime esperienze di costituzione di Rete Educativa Cittadina, tra soggetti del no-profit, del mondo ecclesiale e della scuola, e che attualmente impegnata nella sperimentazione del “passaporto del volontariato”. Costruisce da oltre un decennio percorsi di coesione sociale di comunità.
I giovani impegnati nel progetto realizzeranno 6 format televisivi su tematiche sociali che saranno messi in onda in emittenti regionali e on line. L’idea è quella di raccontare, attraverso uno stile ed un approccio nuovi, non consueti, fatti e cose che accadono in Sicilia e che hanno come comune denominatore la società civile. I temi trattati andranno dall’integrazione sociale alle pari opportunità, dal diritto all’infanzia e all’istruzione al volontariato, dal degrado urbanistico allo sviluppo sostenibile, dal problema del lavoro all’occupazione, dai problemi dell’handicap ai problemi dei giovani a rischio con l’idea di affrontare e documentare senza quell’atteggiamento vittimistico, vuoto di “spinte costruttive” che purtroppo spesso caratterizza prodotti simili, bensì con la voglia di far riflettere l’utente televisivo e, anche nella denuncia, di trovare strade nuove alla crescita e allo sviluppo per mettere tutto Sotto Sopra!
SottoSopra si rivolge ad un target ben preciso che sarà selezionato tramite un bando di evidenza pubblica. I destinatari sono 12 giovani siciliani di età compresa tra i 16 e i 35 anni e 6 giovani diversamente abili di età compresa tra i 16 e i 35 anni che realizzeranno tramite un percorso di work experience un format televisivo. Si tratta di giovani professionisti e giovani diversamente abili che collaboreranno per la realizzazione del progetto e che tramite la produzione del format televisivo avvieranno un percorso di impresa sociale nel settore audiovisivo. La sede delle attività è presso la Social Cohesion Factory/Casa del Volontariato di Gela. Per partecipare alla selezione occorre scaricare il bando dal sito www.siciliasottosopra.it ed inviare la propria candidatura tramite l’apposito allegato entro e non oltre l’8 aprile 2016 ai recapiti indicati

Il Senato approva. Ecco il testo della Riforma del Terzo Settore

A circa un anno dal suo ingresso in Senato, il testo del Disegno di Legge delega sulla Riforma del Terzo settore è stato approvato dall'aula dei senatori il 30 marzo 2016. Rispetto al testo già licenziato dalla Camera dei deputati, vi sono stati vari cambiamenti per cui il Disegno tornerà alla Camera per una seconda lettura.
Intanto, nel testo approvato dal Senato vi sono delineati i punti fondamentali dell'impalcatura della Riforma. Per una migliore informazione, qui sotto proponiamo una versione ufficiosa (tratta dal sito www.quinonprofit.it) del DDL delega licenziato dal Senato.

Testo DDL delega approvato in Senato

Sviluppo sostenibile ed energia in Sicilia, se ne parla a Palermo

A pochi giorni dal referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare, Legambiente organizza un convegno per parlare di rinnovabili che, è ormai sempre più evidente, sostituiscono petrolio e carbone per la produzione di energia e creano sviluppo e lavoro. Moltissimi Paesi hanno ormai intrapreso questa strada che rappresenta il futuro anche per l'Italia e la Sicilia.
Il convegno "La sfida delle rinnovabili per lo sviluppo sostenibile della Sicilia" si terrà venerdì 1 aprile, alle ore 15. 30, presso la sede della Presidenza della Regione in via G. Magliocco, 46 a Palermo.
In occasione del convegno, al quale parteciperanno diversi Sindaci della regione, sarà presentato il Manifesto per le autoproduzione da fonti rinnovabili, uno strumento che intende coinvolgere i Sindaci nel rendere concreta la possibilità di produrre direttamente l’energia da fonti rinnovabili e nello stesso tempo semplificare e liberare le imprese e i cittadini dalle barriere che attualmente impediscono di produrre energia rinnovabile e venderla ad utenze poste nelle vicinanza.
Partecipano:
Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale di Legambiente
Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QUALENERGIA
Vania Contrafatto, assessore regionale all'Energia
Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia
Tommaso Cassata, membro di giunta di AssoRinnovabili
Modera
Tommaso Castronovo, responsabile energie rinnovabili di Legambiente Sicilia.

mercoledì 30 marzo 2016

A proposito di immigrazione... I dati del Rapporto Sicilia 2015

Il Centro Arrupe di Palermo ha presentato il proprio Report 2015 sull'immigrazione in Sicilia. Ecco come il Giornale di Sicilia del 30 marzo 2016 sintetizza quanto emerge dal documento (clicca sull'immagine per ingrandirla)

martedì 22 marzo 2016

Rapporto Migrazioni in Sicilia 2015

(clicca sull'immagine per ingrandirla)
Martedì 29 marzo 2016 presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo, a partire dalle ore 15.30, verrà presentato il III Rapporto “Migrazioni in Sicilia 2015” pubblicato dall’Osservatorio Migrazioni dell’Istituto Arrupe.
All’evento, organizzato con il patrocinio della Regione Siciliana - Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro - Ufficio Speciale Immigrazione, saranno presenti i referenti istituzionali, il sociologo Maurizio Ambrosini e i ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione del Rapporto.

venerdì 18 marzo 2016

Sostegno a distanza, cooperazione allo sviluppo e accoglienza. Convegno di Forum Sad a Palermo

Il 29 marzo 2016, Forum SAD organizza nella Sala delle Carrozze a Villa Niscemi a Palermo (ore 10,30-13,30) un convegno dal titolo "Sostegno a distanza, cooperazione allo sviluppo e accoglienza", nell'ambito del progetto "Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare", in conclusione nelle regioni meridionali grazie al sostegno della Fondazione con il Sud. L'incontro, a cui prende parte anche Giuditta Petrillo, presidente del CeSVoP, si rivolge a tutte le organizzazioni che si occupano di sostegno a distanza, ma non solo. Sono invitati cittadini e realtà del volontariato e sociali che sono interessate delle varie forme di sostegno dei bambini, famiglie e progetti nel Sud del mondo.
Qui sotto il programma.
(clicca sull'immagine per ingrandirla)

A Palermo presentazione dei risultati del progetto Itaca

Il 15 aprile 2016 l’associazione “Progetto Itaca Palermo” è lieta di invitarvi ad un evento nazionale di informazione e sensibilizzazione sui risultati di un progetto europeo della linea d’azione “Erasmus +” a cui hanno partecipato i soci dei Club Itaca di Palermo, Roma e Milano.
I Club Itaca sono centri di riabilitazione non sanitaria per persone con disturbi psichici che seguono il metodo “Clubhouses”, metodo specifico di riabilitazione regolato da principi e linee guida internazionali (36 Standards), basato sulla “Giornata strutturata dal lavoro” (Work ordered day).
Il progetto ha previsto tre importanti esperienze di formazione Empad (Empowering of adults) all’estero e nello specifico ad Amsterdam, Monaco e Stoccolma con l’obiettivo di apprendere metodologie e strumenti del metodo “Clubhouse”, per migliorare e potenziare in Italia il lavoro di riabilitazione e al fine dell’accreditamento nazionale ed internazionale.
Il Club Itaca Villa Adriana ospiterà pertanto i partecipanti italiani al progetto e presenterà pubblicamente i risultati conseguiti. E’ un momento importante per mostrare in generale l’efficacia del metodo e nello specifico l’impatto delle formazioni all’estero sul lavoro in Italia e nel percorso individuale di riabilitazione dei soci.
Vi aspettiamo numerosi il 15 aprile alle 17.30 in via San Lorenzo 280 a Palermo, per presentarvi i risultati del progetto e raccontarvi le esperienze dei soci e dello staff all’estero. A seguire apericena con prodotti bio e a km 0 preparato dai soci del Club Itaca Villa Adriana (è gradita la prenotazione).

Finalmente la Legge antisprechi

E' stata approvata la mattina del 17 marzo 2016 alla Camera la legge antisprechi nel settore alimentare dal titolo "Norme per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale", un testo unificato la cui prima firmataria è l'onorevole Gadda del Pd . La legge, che raccoglie in sé i contributi di diverse pdl e attorno al quale si è raggiunta un sintesi significativa, è stata licenziata dalla Commissione Affari Sociali a inizio marzo e ha raccolto i pareri favorevoli delle Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Finanze, Cultura, Ambiente, Attività produttive, Lavoro, Agricoltura e Politiche Ue. Un viatico importante per la votazione di queste ore, che infatti ha visto ben 276 voti a favore, 106 astenuti e zero voti contrari.

Gli obiettivi
Ma ecco che cosa prevede l'articolato definitivo della legge. Innanzitutto, l'obiettivo è ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti, favorendo il recupero e la donazione di tutte le eccedenze a fini di solidarietà sociale e promuovendo il riuso e il riciclo. Un obiettivo che la legge raggiunge rendendo più fluido, agevolando anche con nuove risorse e semplificando il sistema che ha come principali protagonisti Onlus, grande distribuzione, organizzazioni agricole, imprese.
L’idea di fondo è che le eccedenze alimentari (per esempio gli alimenti invenduti per carenza di domanda o ritirati dalla vendita perché rimanenze di attività promozionali) e gli alimenti recuperati (prodotti alimentari scartati dalla catena agroalimentare per motivi commerciali o estetici o perché prossimi alla data di scadenza, nel rispetto rigoroso delle misure di conservazione) non sono rifiuti, ma cibo “buono” che può essere utilizzato per chi ne ha bisogno. Le norme favoriscono anche il recupero e la “donazione” dei prodotti farmaceutici (sempre nel rigoroso rispetto delle misure di conservazione e validità) e la ricerca sul confezionamento dei prodotti alimentari per limitare gli sprechi e ridurre le eccedenze e i rifiuti.

Non solo onlus
Il testo stabilisce innanzitutto che «gli operatori del settore alimentare possono cedere gratuitamente le eccedenze alimentari a soggetti cessionari i quali possono ritirarle direttamente o incaricandone altro soggetto cessionario» e obbligando le organizzazioni che ritirano le eccedenze a destinarle a favore di persone indigenti. Altra disposizione importante è quella che prevede la possibilità di cedere le eccedenze alimentari anche «oltre il termine minimo di conservazione, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione» inoltre, gli alimenti prodotti della panificazione invenduti o eccedenti, che non hanno bisogno di essere conservati in frigo, possono essere ceduti entro le 24 ore successive alla produzione anche da parte di supermercati, hotel o ristoranti. Ovviamente spetta alle organizzazioni che ritirano il cibo rispettare le corrette regole di conservazione che garantiscono igiene e sicurezza, e devono inoltre selezionarli per assicurarsi che arrivino agli indigenti in condizioni idonee al consumo.
Per quanto riguarda i soggetti che possono ritirare e distribuire le eccedenze, la legge aggiunge alle onlus anche tutti gli enti privati non profit che «promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità». Sempre per quanto riguarda lo spreco di cibo, via libera anche in Italia alla doggy bag, il contenitore di cui i ristoranti potranno dotarsi per permettere al cliente di portare via quanto non consumato.

Fondi e sgravi fiscali
Sul versante economico, il testo stanzia risorse specifiche (3 milioni di euro per il 2016, e almeno altri 2 milioni per il 2017 e il 2018, articoli 10 e 11) e insiste sugli incentivi e sulla semplificazione burocratica. Per esempio, chi dona (inclusi i soggetti della grande distribuzione) non solo potrà fare una dichiarazione consuntiva a fine mese – attualmente va fatta 5 giorni prima della cessione – ma avrà agevolazioni fiscali e potrà ottenere uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato (articoli 14 e 16). Per un quantitativo donato inferiore ai 15mila euro è poi possibile non effettuare dichiarazioni. La legge amplia anche le categorie dei prodotti che possono essere cedute agli indigenti, includendo anche i prodotti farmaceutici. Le associazioni di volontariato potranno anche recuperare i prodotti che rimangono a terra durante la raccolta, sempre a sostegno degli indigenti. E’ prevista inoltre la possibilità (articolo 6) di distribuire beni alimentari confiscati che oggi esiste già ma è a discrezione dei magistrati.
Il provvedimento rifinanzia con 2 milioni di euro il Fondo già esistente per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti (che opera da un paio di anni, con risorse inferiori, mettendo insieme grande distribuzione, industria, enti caritativi e organizzazioni agricole) e istituisce presso il Ministero dell’agricoltura un nuovo Fondo con dotazione di 3 milioni di euro dal 2016 al 2018 (un milione per ogni anno) per finanziare progetti innovativi sulla riduzione degli sprechi, con particolare attenzione alla produzione di imballaggi riutilizzabili o riciclabili (il cosiddetto packaging intelligente antispreco articolo 10). Un altro milione di euro all’anno a partire dal 2017 viene destinato al Fondo del Ministero dell’ambiente sulla riduzione dei rifiuti alimentari.

Un impegno rispettato
«Questo è un testo che ha visto una convergenza sostanziale da parte di tutti i gruppi politici», osserva l'onorevole Mario Marazziti, presidente della Commissione Affari Sociali. «La relatrice onorevole Gadda ha svolto un ampio lavoro di ascolto e la Commissione ha lavorato bene. Non dimentichiamo che questa è una materia che attiene le competenze di tre ministeri, Agricoltura, Ambiente e Salute, e contiene anche una parte fiscale molto dettagliata». Nel corso dell'iter, durato meno di un anno, sottolinea Marazziti, si è puntato ad affrontare tre aspetti: quello della semplificazione, quello della sicurezza alimentare e quello fiscale. «Si è inteso favorire tutte quelle organizzazioni che contribuiscono a ridurre lo spreco, come il mondo delle aziende, della gdo e della ristorazione, e i soggetti che raccolgono e distribuiscono il cibo agli indigenti», spiega ancora il presidente. «Molta attenzione è stata poi posta alla sicurezza alimentare, in modo da garantire che ai poveri arrivi cibo "buono", e infine si è chiarito che le donazioni sono atti liberali, e non scorciatoie per mettere in atto qualsivoglia pratica di evasione fiscale». Il tutto nell'ambito di un processo condiviso che ha visto le associazioni attive nel settore del recupero delle eccedenze trasformarsi in interlocutori privilegiati del legislatore e del governo: «Un governo che ha voluto dare un segnale preciso e no simbolico della propria volontà di avviare una concreta azione contro lo spreco: prova ne sia«, conclude Mario Marazziti, «lo stanziamento di 2 milioni in più per il Fondo per gli indigenti e la creazione di altri due fondi, uno per l'innovazione e uno per la prevenzione». (da Vita.it)