In occasione della festività di S. Lucia, protettrice della vista, la sezione provinciale UIC di Palermo propone delle iniziative mirate a far conoscere meglio il mondo dei non vedenti e degli ipovedenti, in una realtà sociale sempre più complessa e spesso disattenta ai problemi della disabilità.
In particolare, il 13 dicembre 2012 alle ore 10 si celebrerà una messa presso la chiesa di Santa Lucia (via Albanese), Santa protettrice degli occhi; alle 11 si svolgerà una sfilata di costumi storici in stile barocco, ideata e curata dallo scenografo Calogero Armato. A sfilare tra i figuranti ci saranno una decina di giovani ciechi ed ipovedenti. Il corteo partirà da Palazzo delle Aquile per raggiungere la Cattedrale dove i partecipanti riceveranno la benedizione del Vescovo ausiliario di Palermo Carmelo Cuttitta.
Il 16 dicembre 2012, alle ore 11, la sfilata viene ripetuta con un percorso diverso: Teatro Massimo – Piazza Delle Croci e ritorno.
Il 19 dicembre 2012, alle 15.30, infine, uno spettacolo teatrale e musicale, presso il teatro Colosseum, con la partecipazione dei ragazzi frequentanti le varie attività extrascolastiche ed aggregative organizzate dalla Sezione palermitana dell'Unione Italiana Ciechi per l’anno scolastico 2012-2013.
“Con queste iniziative vogliamo mettere l'accento sull'importanza dell'integrazione fra persone cieche ed ipovedenti e persone normodotate; allo stesso tempo vogliamo contribuire alla crescita culturale della città” sottolinea il prof. Giuseppe Scaccia, presidente della sezione palermitana dell'Unione italiana dei ciechi. In occasione della giornata di Santa Lucia, santa protettrice della vista, Scaccia lancia anche un appello agli amministratori comunali affinché rinnovino le due convenzioni che da una decina d'anni il Comune stipula con l'Uic. Grazie a queste due convenzioni, infatti, in questi anni l'Uic è riuscito ad offrire una serie di servizi a favore dei ciechi e degli ipovedenti della città. “Attraverso 'Oltre gli ostacoli', abbiamo assistito nel centro di via Molara una trentina di ragazzi ciechi pluriminorati - illustra Scaccia -; mentre con 'cittadini come gli altri' dei lettori hanno letto libri o ricette mediche a centinaia di bambini e anziani”.
lunedì 10 dicembre 2012
La crisi nel Rapporto Censis: il soccorso delle reti familiari e la malapolitica
Quasi il 60 per cento delle famiglie intervistate nel 2012 ha dichiarato di aver dato o ricevuto nell’ultimo anno almeno una forma di aiuto ad altri nuclei.
Le reti familiari hanno salvato gli italiani dal baratro della crisi. È quanto evidenzia il Censis nel suo Rapporto sulla situazione sociale del Paese. «Complessivamente il 59,4% delle famiglie intervistate dal Censis nel 2012 ha dichiarato di aver dato o ricevuto nell’ultimo anno almeno una forma di aiuto ad altre famiglie – spiega il rapporto - (le quote più alte del campione fanno riferimento al tenere i bambini, 17,3%, e a fare compagnia a persone sole o malate, 15,9%) partecipando alla rete informale di supporto famigliare». Le famiglie, però, giocano un ruolo soprattutto come «agenti della redistribuzione interna di risorse» a supporto dei componenti più vulnerabili: figli che stentano a rendersi completamente autonomi e chi necessita di assistenza. «Si tratta di un’autogestione e autoregolazione che in molti casi risulta efficace – spiega il Censis –, ma che mostra evidentemente delle criticità, dal momento che una quota rilevante delle risorse che le famiglie dedicano al welfare familiare proviene con ogni probabilità da redditi pensionistici: da un lato i redditi dei pensionati saranno sensibilmente più contenuti in futuro, dall’altro va considerata la forte differenziazione tra le famiglie, per cui le più vulnerabili hanno accesso a prestazioni pensionistiche di livello basso, che non consentono strategie redistributive autonome».
«Nella graduatoria delle cause della crisi piu' citate, il 43,1% degli italiani indica la crisi morale della politica e la corruzione, il 26,6% il debito pubblico legato a sprechi e clientele, il 26,4% l'evasione fiscale. Solo al quinto posto di questa sorta di graduatoria di fattori determinanti, dal 18% circa viene richiamata la politica europea e l'euro, mentre i problemi delle banche italiane sono piu' citati anche rispetto alle temute speculazioni della famigerata finanza internazionale». Lo scrive il Censis nel Rapporto 2012 sulla situazione sociale del Paese.
Il sentimento più diffuso in questo momento di evidente difficoltà del Paese «è la rabbia, che accomuna il 52,3% degli italiani, frutto della consapevolezza che la situazione drammatica che oggi impone ineludibili interventi "tecnici", fortemente penalizzanti per ampie quote di popolazione, è addebitabile a scelte irresponsabili assunte nel passato e anche oggi senza conseguenze per chi ne è stato l'artefice. Seguono la paura (21,4%), la voglia di reagire (20,1%), il senso di frustrazione (11,8%). Un segnale di come la gravità della crisi stia lentamente ma inesorabilmente acquisendo un posto centrale tra le preoccupazioni degli italiani è il fatto che, interrogati sulle proprie personali paure per il futuro, stilano una graduatoria in cui si citano innanzitutto malattia (35,9%) e non autosufficienza (27%), subito dopo il futuro dei figli (26,6%, in crescita rispetto a un anno fa), la situazione economica generale (25,5%, in crescita), la disoccupazione e la perdita del lavoro (25,2%)» (fonte DIRE Redattore sociale, 7dic12).
Le reti familiari hanno salvato gli italiani dal baratro della crisi. È quanto evidenzia il Censis nel suo Rapporto sulla situazione sociale del Paese. «Complessivamente il 59,4% delle famiglie intervistate dal Censis nel 2012 ha dichiarato di aver dato o ricevuto nell’ultimo anno almeno una forma di aiuto ad altre famiglie – spiega il rapporto - (le quote più alte del campione fanno riferimento al tenere i bambini, 17,3%, e a fare compagnia a persone sole o malate, 15,9%) partecipando alla rete informale di supporto famigliare». Le famiglie, però, giocano un ruolo soprattutto come «agenti della redistribuzione interna di risorse» a supporto dei componenti più vulnerabili: figli che stentano a rendersi completamente autonomi e chi necessita di assistenza. «Si tratta di un’autogestione e autoregolazione che in molti casi risulta efficace – spiega il Censis –, ma che mostra evidentemente delle criticità, dal momento che una quota rilevante delle risorse che le famiglie dedicano al welfare familiare proviene con ogni probabilità da redditi pensionistici: da un lato i redditi dei pensionati saranno sensibilmente più contenuti in futuro, dall’altro va considerata la forte differenziazione tra le famiglie, per cui le più vulnerabili hanno accesso a prestazioni pensionistiche di livello basso, che non consentono strategie redistributive autonome».
«Nella graduatoria delle cause della crisi piu' citate, il 43,1% degli italiani indica la crisi morale della politica e la corruzione, il 26,6% il debito pubblico legato a sprechi e clientele, il 26,4% l'evasione fiscale. Solo al quinto posto di questa sorta di graduatoria di fattori determinanti, dal 18% circa viene richiamata la politica europea e l'euro, mentre i problemi delle banche italiane sono piu' citati anche rispetto alle temute speculazioni della famigerata finanza internazionale». Lo scrive il Censis nel Rapporto 2012 sulla situazione sociale del Paese.
Il sentimento più diffuso in questo momento di evidente difficoltà del Paese «è la rabbia, che accomuna il 52,3% degli italiani, frutto della consapevolezza che la situazione drammatica che oggi impone ineludibili interventi "tecnici", fortemente penalizzanti per ampie quote di popolazione, è addebitabile a scelte irresponsabili assunte nel passato e anche oggi senza conseguenze per chi ne è stato l'artefice. Seguono la paura (21,4%), la voglia di reagire (20,1%), il senso di frustrazione (11,8%). Un segnale di come la gravità della crisi stia lentamente ma inesorabilmente acquisendo un posto centrale tra le preoccupazioni degli italiani è il fatto che, interrogati sulle proprie personali paure per il futuro, stilano una graduatoria in cui si citano innanzitutto malattia (35,9%) e non autosufficienza (27%), subito dopo il futuro dei figli (26,6%, in crescita rispetto a un anno fa), la situazione economica generale (25,5%, in crescita), la disoccupazione e la perdita del lavoro (25,2%)» (fonte DIRE Redattore sociale, 7dic12).
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Dal Rapporto Censis appena pubblicato emerge un Centro-Sud in ginocchio
Il Centro-Nord ha sofferto maggiormente gli effetti della crisi, rispetto al Sud Italia che continua a soffrire di un disagio sociale generalizzato. È quanto emerge dal Rapporto sulla situazione sociale del Paese del Censis. «La graduatoria provinciale fondata sull’indicatore del disagio generato nella crisi (periodo 2008-2011), elaborato dal Censis, è per molti aspetti sorprendente, con al suo vertice le province di Pesaro e Urbino, Livorno, Rieti, Varese e Novara. Nelle prime venti province ve ne sono 11 del Centro, 5 del Sud e 4 del Nord”. Ma sul disagio in generale non ci sono dubbi: “al vertice si collocano le province di Caltanissetta, Catania, Napoli, Palermo e Siracusa. Tra le prime venti province della graduatoria, ben 17 sono del Sud. Caserta, Napoli, Ragusa, Prato e Oristano sono le province a più alta emergenza da disagio sociale. Tra le prime venti province della graduatoria si registrano 10 province del Sud, 7 del Centro e 3 del Nord».
La cartografia dei gruppi sociali più colpiti dalla crisi non è meno complessa, spiega il Censis. «Nel rapporto con il lavoro hanno subito i più alti impatti negativi i maschi (-46mila attivi, -438mila occupati), le persone con basso titolo di studio (oltre 927mila occupati in meno con al massimo il diploma di media inferiore) e i residenti nel Sud (-129mila attivi, -300mila occupati). Sotto il profilo del reddito disponibile, più a rischio sono ovviamente le famiglie marginali, tra le quali vanno sicuramente annoverate quelle che escono dal rischio povertà solo grazie ai trasferimenti pubblici, oggi così minacciati”. Il rapporto mette in evidenza inoltre che, secondo dati Eurostat, più del 5% degli italiani è a rischio povertà senza i trasferimenti pubblici. “È vero che l’Italia non è tra i Paesi europei dove è più alta la quota di cittadini che i trasferimenti pubblici tengono lontani dal rischio povertà (nel Regno Unito è quasi il 14% dei cittadini, in Francia l’11,5%, in Germania il 6,6%), esiste però il fondato rischio che i tagli ai trasferimenti pubblici esercitino un effetto domino sulle famiglie, tenuto conto di un’altra caratteristica tipicamente italiana: per tante famiglie contano i trasferimenti orizzontali, quelli intra-familiari» (fonte Redattore Sociale, 7dic12).
La cartografia dei gruppi sociali più colpiti dalla crisi non è meno complessa, spiega il Censis. «Nel rapporto con il lavoro hanno subito i più alti impatti negativi i maschi (-46mila attivi, -438mila occupati), le persone con basso titolo di studio (oltre 927mila occupati in meno con al massimo il diploma di media inferiore) e i residenti nel Sud (-129mila attivi, -300mila occupati). Sotto il profilo del reddito disponibile, più a rischio sono ovviamente le famiglie marginali, tra le quali vanno sicuramente annoverate quelle che escono dal rischio povertà solo grazie ai trasferimenti pubblici, oggi così minacciati”. Il rapporto mette in evidenza inoltre che, secondo dati Eurostat, più del 5% degli italiani è a rischio povertà senza i trasferimenti pubblici. “È vero che l’Italia non è tra i Paesi europei dove è più alta la quota di cittadini che i trasferimenti pubblici tengono lontani dal rischio povertà (nel Regno Unito è quasi il 14% dei cittadini, in Francia l’11,5%, in Germania il 6,6%), esiste però il fondato rischio che i tagli ai trasferimenti pubblici esercitino un effetto domino sulle famiglie, tenuto conto di un’altra caratteristica tipicamente italiana: per tante famiglie contano i trasferimenti orizzontali, quelli intra-familiari» (fonte Redattore Sociale, 7dic12).
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Firmata la Carta di intenti della rete educativa regionale Sicilia Educa
Domenica 9 dicembre a Scoglitti (RG) - sede del sesto Meeting del volontariato per l'educazione Star&Go - è stata siglata la Carta di intenti che avvia la nascita della Conferenza regionale per l'educazione Sicilia Educa. I promotori sono MoVI, Arciragazzi, Libera e la CESI - Conferenza Episcopale Sicilana. Vi è l'intenzione di completare presto le adesioni con altre reti regionali e locali educative e di avviare una serie di iniziative.
Qui sotto la breve del Giornale di Sicilia e l'articolo apparso sul quotidiano Avvenire domenica 9 dicembre.
Qui sotto la breve del Giornale di Sicilia e l'articolo apparso sul quotidiano Avvenire domenica 9 dicembre.
SOS della Missione Speranza e Carità di Palermo
La situazione della Missione, fondata e animata da Biagio Conte che accoglie quasi mille ospiti tra senza tetto, immigrati e poveri a Palermo, è ormai critica. Ecco come il Giornale di Sicilia del 10 dicembre 2012 racconta la situazione d'emergenza della Missione.
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venerdì 7 dicembre 2012
«Grazie a voi è di nuovo Natale». Iniziativa di AddioPizzo per il consumo critico antiracket
Addiopizzo rilancia la sua strategia di Consumo critico antiracket per unire gli imprenditori
della sua rete e i cittadini che li sostengono nella rivolta contro il pizzo.
Il 22 e 23 dicembre, nell'ambito delle manifestazioni natalizie organizzate dal Comune di
Palermo, l’associazione antiracket dà appuntamento a piazza Castelnuovo a Palermo,
dalle ore 10.00 alle 22.00, per dire insieme “Pago chi non paga”.
Un video-box registrerà i messaggi dei cittadini che vogliono comunicare, in 30 secondi,
il loro “No al pizzo!”: le loro voci saranno successivamente diffuse in rete, sul sito
www.pagochinonpaga.org
Inoltre, a tutti i consumatori che avranno orientato i loro acquisti di Natale verso la rete di
Consumo critico Addiopizzo, presentando una prova d’acquisto, l’associazione ricambierà
il gesto di partecipazione con un piccolo dono.
L’azione è realizzata nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo
sviluppo “Obiettivo convergenza 2007–2013”. “Consumo critico antiracket: diffusione e
consolidamento di un circuito di economia fondato sulla legalità e lo sviluppo”, di cui è
beneficiario l’Ufficio del Commissario nazionale antiracket.
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mercoledì 5 dicembre 2012
5 dicembre, Giornata del Volontariato. Lettera al Paese che i volontari italiani hanno indirizzato alla società e alle istituzioni
Un grande sforzo culturale
Anche se questa crisi sta colpendo duramente tutti, e soprattutto i più deboli, noi crediamo che sia un'occasione per ripensare a fondo la nostra società e il nostro modello di sviluppo e per delineare un futuro più sostenibile e giusto. Occorre però affrontarla con un grande sforzo culturale, per individuare le strade del cambiamento, con disponibilità e capacità di innovazione. Noi, che già siamo presenti in tutte le situazioni più difficili e ovunque ci sia da difendere il bene comune, ci impegniamo ad esserlo ancora di più, con la gratuità, la solidarietà e la responsabilità che ci contraddistinguono. Ci impegniamo a difendere i diritti di ciascuno, soprattutto dei più deboli, e ad assumere con responsabilità il nostro ruolo di denuncia dei bisogni, delle ingiustizie, delle inefficienze.
1) - Ci impegniamo ad attivare percorsi di coesione sociale, rigenerando i tessuti relazionali delle nostre comunità, nel rispetto delle specifiche identità.
2) - Ci impegniamo a cercare e proporre nuovi stili di vita e modelli di sviluppo, che ci permettano di guardare con più fiducia al futuro.
3) - Ci impegniamo a collaborare con gli altri soggetti del terzo settore e della società civile, dell'Amministrazione pubblica e del privato per costruire filiere di solidarietà e di inclusione.
4) - Ci impegniamo a ricercare ad ogni livello - dal locale, al regionale, al nazionale - forme di rappresentanza per essere più incisivi, sia a livello sociale che a livello politico.
5) - Ci impegniamo ad essere i primi testimoni di trasparenza nel corretto utilizzo delle risorse, sia umane che economiche.
6) - Ci impegniamo a comunicare sempre meglio i temi di cui ci occupiamo, chi siamo e che cosa facciamo.
Quello che chiediamo
1) - Chiediamo di rimettere al centro delle scelte politiche, economiche, culturali ed amministrative la persona umana, criterio, cifra e misura di ogni politica.
2) - Chiediamo che il volontariato sia riconosciuto come un moltiplicatore di risorse relazionali ed economiche, in grado di contribuire alla governance delle nostre comunità e dei nostri territori. Non possiamo accettare di essere chiamati solo ad attuare scelte fatte da altri o a coprire le carenze dei servizi pubblici, delle Amministrazioni e delle istituzioni.
3) - Chiediamo di incidere sulla determinazione delle politiche locali, nazionali e globali, sui temi di cui ci occupiamo.
4) - Chiediamo alla politica, alle amministrazioni, alle aziende che facciano della legalità, dell'etica del bene comune, della solidarietà e della sobrietaà la base di qualsiasi comportamento personale e collettivo. Chiediamo di conseguenza la trasparenza necessaria per costruire rapporti corretti. Il volontariato difende la propria autonomia e rifiuta logiche clientelari o di strumentalizzazione.
All'interno di questa cornice chiediamo inoltre
1) - Che il mondo del lavoro costruisca, promuova e agevoli il volontariato;
2) - Che ne venga riconosciuto il valore educativo, anche inserendo sistematicamente programmi specifici nella scuola e nella formazione degli adulti;
3) - L'applicazione dei livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale;
4) - Chiediamo l'approvazione di una legge efficace contro la corruzione e il riutilizzo nel sociale delle risorse liberate e dei beni confiscati ai corrotti;
5) - Che il Governo aumenti e stabilizzi i finanziamenti per il servizio civile nazionale;
6) - Che faccia diventare il 5 per mille legge dello Stato, conceda agevolazioni fiscali, abbatta l'Iva e preveda alcune esenzioni (Irap, tassa rifiuti, bollo auto...) anche alla luce delle indicazioni dell'Unione Europea;
7) - Che Governo e forze politiche si facciano carico dell'urgenza di rivedere, diminuendole, le spese militari e di aumentare l'impegno di risorse per il welfare;
8) - Che si semplifichino le pratiche burocratiche e amministrative che soffocano soprattutto le piccole organizzazioni; 9) - Che si inserisca il parametro della reciprocità nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione, per avere certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione;
10) - Che si mettano a disposizione delle associazioni strutture, strumenti, spazi urbani, anche velocizzando e rendendo più trasparenti l'assegnazione dei beni confiscati.
11) - L'istituzione del Registro delle Reti nazionali di volontariato e la riforma dell'Osservatorio Nazionale.
12) - Che le istituzioni comunitarie elaborino un programma chiaro di promozione e sviluppo della cittadinanza attiva europea, anche in funzione della promozione del volontariato;
13) - Che le istituzioni nazionali ed europee riconoscano e valorizzino la realta? del volontariato internazionale, quale strumento di promozione della pace e di valorizzazione della cittadinanza globale; 14) - Che il Governo si attivi affinché il servizio pubblico radiotelevisivo presti maggiore attenzione al volontariato e alla comunicazione sociale e che venga attivato un canale ad esso dedicato;
15) - Chiediamo che i media offrano una rappresentazione del volontariato e del sociale più articolata e rispondente alla realtà.
Anche se questa crisi sta colpendo duramente tutti, e soprattutto i più deboli, noi crediamo che sia un'occasione per ripensare a fondo la nostra società e il nostro modello di sviluppo e per delineare un futuro più sostenibile e giusto. Occorre però affrontarla con un grande sforzo culturale, per individuare le strade del cambiamento, con disponibilità e capacità di innovazione. Noi, che già siamo presenti in tutte le situazioni più difficili e ovunque ci sia da difendere il bene comune, ci impegniamo ad esserlo ancora di più, con la gratuità, la solidarietà e la responsabilità che ci contraddistinguono. Ci impegniamo a difendere i diritti di ciascuno, soprattutto dei più deboli, e ad assumere con responsabilità il nostro ruolo di denuncia dei bisogni, delle ingiustizie, delle inefficienze.
1) - Ci impegniamo ad attivare percorsi di coesione sociale, rigenerando i tessuti relazionali delle nostre comunità, nel rispetto delle specifiche identità.
2) - Ci impegniamo a cercare e proporre nuovi stili di vita e modelli di sviluppo, che ci permettano di guardare con più fiducia al futuro.
3) - Ci impegniamo a collaborare con gli altri soggetti del terzo settore e della società civile, dell'Amministrazione pubblica e del privato per costruire filiere di solidarietà e di inclusione.
4) - Ci impegniamo a ricercare ad ogni livello - dal locale, al regionale, al nazionale - forme di rappresentanza per essere più incisivi, sia a livello sociale che a livello politico.
5) - Ci impegniamo ad essere i primi testimoni di trasparenza nel corretto utilizzo delle risorse, sia umane che economiche.
6) - Ci impegniamo a comunicare sempre meglio i temi di cui ci occupiamo, chi siamo e che cosa facciamo.
Quello che chiediamo
1) - Chiediamo di rimettere al centro delle scelte politiche, economiche, culturali ed amministrative la persona umana, criterio, cifra e misura di ogni politica.
2) - Chiediamo che il volontariato sia riconosciuto come un moltiplicatore di risorse relazionali ed economiche, in grado di contribuire alla governance delle nostre comunità e dei nostri territori. Non possiamo accettare di essere chiamati solo ad attuare scelte fatte da altri o a coprire le carenze dei servizi pubblici, delle Amministrazioni e delle istituzioni.
3) - Chiediamo di incidere sulla determinazione delle politiche locali, nazionali e globali, sui temi di cui ci occupiamo.
4) - Chiediamo alla politica, alle amministrazioni, alle aziende che facciano della legalità, dell'etica del bene comune, della solidarietà e della sobrietaà la base di qualsiasi comportamento personale e collettivo. Chiediamo di conseguenza la trasparenza necessaria per costruire rapporti corretti. Il volontariato difende la propria autonomia e rifiuta logiche clientelari o di strumentalizzazione.
All'interno di questa cornice chiediamo inoltre
1) - Che il mondo del lavoro costruisca, promuova e agevoli il volontariato;
2) - Che ne venga riconosciuto il valore educativo, anche inserendo sistematicamente programmi specifici nella scuola e nella formazione degli adulti;
3) - L'applicazione dei livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale;
4) - Chiediamo l'approvazione di una legge efficace contro la corruzione e il riutilizzo nel sociale delle risorse liberate e dei beni confiscati ai corrotti;
5) - Che il Governo aumenti e stabilizzi i finanziamenti per il servizio civile nazionale;
6) - Che faccia diventare il 5 per mille legge dello Stato, conceda agevolazioni fiscali, abbatta l'Iva e preveda alcune esenzioni (Irap, tassa rifiuti, bollo auto...) anche alla luce delle indicazioni dell'Unione Europea;
7) - Che Governo e forze politiche si facciano carico dell'urgenza di rivedere, diminuendole, le spese militari e di aumentare l'impegno di risorse per il welfare;
8) - Che si semplifichino le pratiche burocratiche e amministrative che soffocano soprattutto le piccole organizzazioni; 9) - Che si inserisca il parametro della reciprocità nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione, per avere certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione;
10) - Che si mettano a disposizione delle associazioni strutture, strumenti, spazi urbani, anche velocizzando e rendendo più trasparenti l'assegnazione dei beni confiscati.
11) - L'istituzione del Registro delle Reti nazionali di volontariato e la riforma dell'Osservatorio Nazionale.
12) - Che le istituzioni comunitarie elaborino un programma chiaro di promozione e sviluppo della cittadinanza attiva europea, anche in funzione della promozione del volontariato;
13) - Che le istituzioni nazionali ed europee riconoscano e valorizzino la realta? del volontariato internazionale, quale strumento di promozione della pace e di valorizzazione della cittadinanza globale; 14) - Che il Governo si attivi affinché il servizio pubblico radiotelevisivo presti maggiore attenzione al volontariato e alla comunicazione sociale e che venga attivato un canale ad esso dedicato;
15) - Chiediamo che i media offrano una rappresentazione del volontariato e del sociale più articolata e rispondente alla realtà.
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La Sicilia riparte dalla sfida educativa e dalla famiglia. 80 associazioni di volontariato propongono la nascita di una rete regionale per l'educazione
Dal 7 al 9 dicembre a Scoglitti (RG) arriva il Meeting STOPandGO! rivolto alle famiglie, agli educatori e ai volontari.
«Educare al Volontariato con Famiglie e Associazioni in Rete» con questo slogan gli organizzatori lanciano il Meeting nazionale come originale evento formativo che segue il filo conduttore della creatività educativa. Vengono chiamati a raccolta operatori, volontari, genitori in collaborazione con le realtà pastorali, educative ed associazionistiche.
L’evento è stato progettato per allargare ulteriormente la grande comunità in apprendimento di creativementi, un villaggio nel quale ogni persona con la sua esperienza e il suo vissuto porta un pezzo della propria storia per costruire insieme qualcosa di più grande. Le agenzie educative informali come le associazioni di volontariato, e la famiglie hanno la necessità sempre più forte di sperimentare forme di relazione intese come un riconoscimento reciproco, ritenendo con questo non solo un riconoscimento formale ma anche esistenziale (rispetto all’identità del bambino e al suo sviluppo) e intenzionale (rispetto ai percorsi e agli obiettivi educativi). Un riconoscimento reciproco che sappia fronteggiare le irriducibili diversità insite nella relazione società-famiglia, trasformandole in risorse, in grado di rendere visibile e forte la comunità educante che si prende cura dei piccoli. Un’alleanza però non si istituisce solo tramite un accordo formale, se vuole veramente produrre effetti qualitativi: richiede riti, riconoscenza e partecipazione reciproca, appositi spazi di ascolto e confronto, di co-progettazione e condivisione di obiettivi, un’educazione alla partecipazione, in questa direzione, il Meeting STOPandGO! Sicilia, intende dare risposte e provocazioni concrete.
L’iniziativa è promossa dal MoVI – Movimento Volontariato Italiano Sicilia e dal CeSVoP – Centro di Servizi per il Volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia e con il sostegno di Fondazione con il Sud.
Una tre giorni all’insegna della formazione, della rete, dello stare insieme riflettendo, lanciando nuove sfide educative, un evento a misura di famiglia, un meeting che intende creare uno spazio dove educatori volontari, operatori del sociale e rappresentati delle istituzioni educative e politiche, possano riflettere insieme per creare una nuova alleanza educativa, che veda la famiglia come soggetto e non oggetto di interventi educativi, che aiuti i volontari impegnati nelle associazioni ad acquisire competenze e conoscenze nuove per fronteggiare l’attuale realtà socio-culturale che rende più difficile e complesso il ruolo educativo e aggregante.
All’interno del vasto programma, i partecipanti lavoreranno con l’equipe di Formatori CREATIV, nella scaletta:
venerdì 7 alle ore 17 la tavola rotonda “Famiglia protagonista”, alla sera alle ore 21 il grande gioco serale “The family life” per scoprire il lato comico di routine e “vizi” della vita domestica.
Sabato 8 dicembre giornata interamente dedicata ai Workshop, alle ore 15 “Pomeriggio tra famiglia, compiti e associazione” - Viaggio alla scoperta delle dinamiche familiari attraverso performance teatrali sparse all’interno della location del meeting. Alla sera il percorso di “spettacolo itinerante” – “Volontari e volenterosi a passeggio per la città”.
Nella giornata di domenica la celebrazione della S. Messa, la terza sessione di Workshop e la chiusura animata alle ore 12.
Un evento che ha già segnato il sold out per le iscrizioni con un successo di partecipazione oltre ogni aspettativa.
Sicilia Educa Web: www.siciliaeduca.it
Social: www.facebook.com/siciliaeduca; www.twitter.com/siciliaeduca
Mail: siciliaeduca@gmail.com
I Diritti Umani e il Sostegno a Distanza. Incontro a Palermo il 10 dicembre
Da Forum SaD riceviamo un invito rivolto a tutte le associazioni interessate. Ecco di cosa si tratta.
ForumSaD - Forum Permanente per il Sostegno a Distanza e Fondazione con il Sud sono lieti di invitare all'evento pubblico I Diritti Umani e il Sostegno a Distanza in Sicilia, un Seminario delle Associazioni con le Scuole e le Istituzioni 10 Dicembre 2012, ore 11-16,30 Villa Niscemi, Piazza dei Quartieri 2, Palermo, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
L’evento è un’importante opportunità per promuovere la rete del SaD in Sicilia, per scambiare esperienze tra associazioni, instaurare rapporti con gli Enti Locali, dedicarsi alla formazione dei volontari e aprire un canale di comunicazione con le Istituzioni. Saranno presenti rappresentanti della Regione, delle Province, del Comune di Palermo e dei Centri di Servizi per il Volontariato della Sicilia.
Di seguito il programma dell’evento:
ore 11-13 – Seminario con le scuole Introduzione sui Diritti Umani: avv. Marco Scarpati, Presidente Ecpat Italia I Diritti Umani attraverso i progetti SaD: presentazioni delle associazioni
ore 14,30-16,30 – Seminario tra Associazioni e Istituzioni “Costruiamo la rete del SaD in Sicilia”. Saluti istituzionali
Relazione iniziale: avv. Marco Scarpati, Ecpat Italia e CIFA
Video: il servizio sul progetto trasmesso da RAI Tre
Risultati del progetto “Il SaD in rete” e del corso, ForumSaD Onlus
Presentazione della rete SaD in Sicilia
Come collaborare: dibattito tra le associazioni e le Istituzioni
Consegna degli attestati di frequenza al corso
Per partecipare come associazione è necessario iscriversi all'Anagrafe del Sostegno a Distanza (collegarsi a www.sostegnoadistanza.uniroma3.it, cliccare su "per aderire", seguire le istruzioni) e inviare risposta a segreteria@forumsad.it entro il 9 dicembre indicando:
- di essersi iscritti all'Anagrafe del Sostegno a Distanza: sì - no
- i vostri recapiti (personali e dell'associazione): _________________________________________
- la disponibilità ad esporre materiali informativi sulle vostre attività: sì - no
- la prenotazione di un vostro intervento al dibattito: sì - no
- la richiesta di ricevere un rimborso per le spese di viaggio: sì - no
Riteniamo infatti doveroso riconoscere delle facilitazioni alle associazioni che si iscrivono alla banca dati dell'Anagrafe, dimostrando di impegnarsi concretamente a costruire la Rete del Sostegno a Distanza.
N.B.: I rimborsi spese saranno riconosciuti per viaggi in treno o pullman (no auto) su presentazione del titolo di viaggio e fino ad esaurimento del budget disponibile, con priorità alle associazioni più lontane. Vi aspettiamo!!!
ForumSaD - Forum Permanente per il Sostegno a Distanza e Fondazione con il Sud sono lieti di invitare all'evento pubblico I Diritti Umani e il Sostegno a Distanza in Sicilia, un Seminario delle Associazioni con le Scuole e le Istituzioni 10 Dicembre 2012, ore 11-16,30 Villa Niscemi, Piazza dei Quartieri 2, Palermo, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
L’evento è un’importante opportunità per promuovere la rete del SaD in Sicilia, per scambiare esperienze tra associazioni, instaurare rapporti con gli Enti Locali, dedicarsi alla formazione dei volontari e aprire un canale di comunicazione con le Istituzioni. Saranno presenti rappresentanti della Regione, delle Province, del Comune di Palermo e dei Centri di Servizi per il Volontariato della Sicilia.
Di seguito il programma dell’evento:
ore 11-13 – Seminario con le scuole Introduzione sui Diritti Umani: avv. Marco Scarpati, Presidente Ecpat Italia I Diritti Umani attraverso i progetti SaD: presentazioni delle associazioni
ore 14,30-16,30 – Seminario tra Associazioni e Istituzioni “Costruiamo la rete del SaD in Sicilia”. Saluti istituzionali
Relazione iniziale: avv. Marco Scarpati, Ecpat Italia e CIFA
Video: il servizio sul progetto trasmesso da RAI Tre
Risultati del progetto “Il SaD in rete” e del corso, ForumSaD Onlus
Presentazione della rete SaD in Sicilia
Come collaborare: dibattito tra le associazioni e le Istituzioni
Consegna degli attestati di frequenza al corso
Per partecipare come associazione è necessario iscriversi all'Anagrafe del Sostegno a Distanza (collegarsi a www.sostegnoadistanza.uniroma3.it, cliccare su "per aderire", seguire le istruzioni) e inviare risposta a segreteria@forumsad.it entro il 9 dicembre indicando:
- di essersi iscritti all'Anagrafe del Sostegno a Distanza: sì - no
- i vostri recapiti (personali e dell'associazione): _________________________________________
- la disponibilità ad esporre materiali informativi sulle vostre attività: sì - no
- la prenotazione di un vostro intervento al dibattito: sì - no
- la richiesta di ricevere un rimborso per le spese di viaggio: sì - no
Riteniamo infatti doveroso riconoscere delle facilitazioni alle associazioni che si iscrivono alla banca dati dell'Anagrafe, dimostrando di impegnarsi concretamente a costruire la Rete del Sostegno a Distanza.
N.B.: I rimborsi spese saranno riconosciuti per viaggi in treno o pullman (no auto) su presentazione del titolo di viaggio e fino ad esaurimento del budget disponibile, con priorità alle associazioni più lontane. Vi aspettiamo!!!
venerdì 30 novembre 2012
Seminario all'Arrupe per le Giornate dell'economia del Mezzogiorno a Palermo
Alla nostra Regione e alla disamina delle cause che hanno sinora ostacolato il suo sviluppo è dedicato l’appuntamento in programma martedì 4 dicembre 2012 alle ore 17.30 presso l’Istituto Arrupe (Via F. Lehar, 6 - Palermo) nell'ambito delle Giornate dell'Economia del Mezzogiorno organizzate a Palermo dalla Fondazione Curella (3-7 dicembre 2012).
Il seminario sarà aperto da Alessandro La Monica, presidente del Comitato esecutivo delle giornate dell’economia del Mezzogiorno, e da Antonino Lo Nardo, dell’Istituto Arrupe. L’incontro presenta il volume “La Sicilia nel secolo breve: modernità e sottosviluppo” scritto da Luigi Chiara, Luigi D’Andrea e Michele Limosani, dell’Università di Messina. Presenti gli autori.
Il seminario sarà aperto da Alessandro La Monica, presidente del Comitato esecutivo delle giornate dell’economia del Mezzogiorno, e da Antonino Lo Nardo, dell’Istituto Arrupe. L’incontro presenta il volume “La Sicilia nel secolo breve: modernità e sottosviluppo” scritto da Luigi Chiara, Luigi D’Andrea e Michele Limosani, dell’Università di Messina. Presenti gli autori.
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