mercoledì 29 giugno 2011

Il Centro Educativo Alzheimer a Palermo, un convegno per non dimenticare

Il sito superabile.it dell'Inail ha dedicato "il Punto" al convegno che l'associazione Alzheimer Palermo e la Federazione Alzheimer Sicilia hanno organizzato nel capoluogo siciliano lo scorso 28 giugno. Qui sotto riportiamo l'articolo firmato da Serena Termini.

Assistenza Alzheimer. Sul futuro del Cea di Palermo ancora molti gli interrogativi

Le sorti del Cea-Centro educativo Alzheimer di Palermo sono ancora in sospeso. Critici i familiari dei malati: "Ci chiediamo perché, avendo una Ferrari si vuole partire con una cinquecento. C'è un boicottaggio o ci sono programmi che non conosciamo?"

PALERMO - E' ancora tutto fermo: i malati aspettano, i familiari continuano a sperare, nonostante le istituzioni preposte a rendere operativo il bando, sono andate finora molto a rilento. Le sorti del Centro educativo Alzheimer di Palermo sono ancora in sospeso e tanti sono ancora gli interrogativi irrisolti legati al bando con il quale si dovrebbe insediare il nuovo personale pronto a dare assistenza ai malati di Alzheimer. Quando funzionerà e come funzionerà il centro, finanziato dalla 328 ancora nessuno è in grado di saperlo. Lo scorso maggio la gestione del servizio è stata assegnata all'associazione Asda, una realtà specializzata nell'assistenza degli anziani. Si rimane in attesa che l'ente che si è aggiudicato il bando proceda a produrre tutta la documentazione richiesta per l'aggiudicazione definitiva dell'appalto.
Resta irrisolto il problema della turnazione perché non si capisce in che modo il personale potrà garantire lo svolgimento ordinario del servizio. Il bando prevede che l'attività sia svolta per un tempo di venti mesi e per un numero di venticinque utenti giornalieri, i quali non saranno presenti tutti in contemporanea, ma si presenteranno in base ai Piani di Assistenza Individuale, questi ultimi flessibili e stabiliti per alcune ore giornaliere ed in base alla tipologia della malattia e dei bisogni dei familiari, per cui gli operatori si occuperanno solo dei complessivi venticinque utenti nell'arco della giornata. Non è difficile immaginare che saranno pochi i familiari che accetteranno di portare il familiare per poche ore al giorno.
Inoltre i malati verranno ospitati al Cea solo dopo essere stati valutati dalle Unità di Valutazione Alzheimer . Di queste, soltanto tre sono quelle che a Palermo sono state abilitate mentre ne rimangono fuori altri sei: tre dell'Università, due dell'ospedale Villa Sofia e una all'ospedale Civico. Nessuno sa dopo la valutazione da parte delle Uva come avverrà l'inserimento effettivo all'interno del centro diurno. Ci si chiede anche perché siano stati abilitati soltanto tre Uva e che dovranno fare i malati valutati dalle altre Uva. Intanto stupisce non poco che, sabato scorso nel corso di una tavola rotonda del Cea, organizzata da Alzheimer Palermo e dalla Federazione Alzaheimer Sicilia con il supporto del CeSVoP, per fare il punto della situazione non si sia presentato nessun rappresentante dell'Asda. Un'assenza ingiustificata che ha fatto discutere soprattutto le famiglie dei malati, le uniche che piangono sulle loro spalle negligenze e inefficienze delle pubbliche amministrazioni.
"Si vuole fare ripartire il Centro con un'organizzazione traballante - dicono i familiari -. Ci chiediamo perché se abbiamo una Ferrari si vuole partire con una cinquecento. Perché ridurre il Cea come una palafitta quando è stato e, potrebbe continuare ad esserlo, un centro d'eccellenza europeo? Forse che ci sia la volontà di boicottare la struttura per altri programmi che non conosciamo?". Inoltre nella prospettiva, ancora piuttosto lontana che l'assessorato alla sanità con decreto dia attuazione ai 18 centri diurni per i malati di Alzheimer in Sicilia di cui uno a Palermo, i familiari hanno fatto una richiesta esplicita all'assessorato regionale alla sanità in cui sottolineano che: "Da 11 anni è funzionate il centro diurno Alzheimer. Piuttosto che individuare altri luoghi, con relative spese e allungare i tempi, non si potrebbe rendere funzionante al meglio questo centro? Una soluzione che produrrebbe evidenti economie, evitando sprechi e perdite di tempo".
Da settembre 2009 il centro, infatti, pur mantenuto attivo grazie all'opera di operatori qualificati, ridotti poi a volontari, non è stato messo nelle condizioni di accogliere i malati in quanto le richieste alle istituzioni sono finite e gli operatori volontari indignati dell'atteggiamento di quest'ultime e, forse, dubitanti di qualche boicottaggio, non hanno voluto prestare più la loro opera. Lo scorso novembre 2009 il distretto socio-sanitario 42 ha erogato la somma di 322.000,00 euro per potenziare il Cea ma da oggi non c'è nessuna nuova. L'attrezzatura didattica è perfettamente funzionante ma ancora il Cei non è in grado di ospitare i malati.
"Dopo tanti anni di lavoro, percepiamo che da parte delle istituzioni non c'è la volontà di valorizzare questa struttura - dice rammaricato Gaetano Lisciandra presidente dell'associazione Alzheimer del Cea -. Sappiamo che il centro verrà potenziato ma resta il grosso problema legato ai nostri operatori sanitari che dopo dodici anni di volontariato e retribuzione a singhiozzo, devono lasciare il posto ai vincitori del bando. Sarò pronto comunque a collaborare con l'Asda e mi auguro che si possa creare un protocollo d'Intesa finalizzato a lavorare insieme ed assistere chi soffre di questa grave malattia". "Gli operatori del Cea - ha riferito Orso Bugiani, primario emerito dell'istituto Carlo Besta di Milano, intervenuto alla tavola rotonda di Sabato scorso - oggi si ritrovano soli e con il rischio evidente di rimanere fuori a causa di un sistema sanitario, spesso, troppo impegnato a rincorrere poltrone e non a dare servizi agli utenti. Mi auguro che si possano creare collaborazioni per non fare morire una struttura unica in Italia per spazi e professionalità di operatori qualificati".(set)

5 per mille 2011

Scadenze e procedure per le associazioni di Volontariato che vogliono usufruire del beneficio di accreditamento del 5x1000 della dichiarazione dei redditi. INVIO DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ENTRO E NON OLTRE 30/06/11

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lunedì 27 giugno 2011

Inserimento lavorativo dei disabili, un convegno a Palermo

Promosso dall'associazione "L'Arte di Crescere", con il patrocinio della Regione Siciliana -Assessorato regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, il convegno si svolge martedì 28 giugno a Palazzo delle Aquile dalle ore 9. E' a disposizione, per la partecipazione al convegno da parte dei disabili, un apposito pulmino con autista. Nel caso di vostra richiesta si prega di contattare i numeri 091228025-0919762277-3382194804, o l’indirizzo email cantieredelleidee.pa@virgilio.it

A Petrosino e Marsala una bella esperienza di interculturalità

«Io ho lasciato il mio Paese, la mia famiglia e i miei amici per cercare una vita migliore qui. Ti racconto la mia storia con questo dolce, con questo cous cous, con questo ricamo e con questo merletto». Molto più che un progetto di volontariato quello realizzato dall’Auser di Petrosino in collaborazione con l’Auser di Marsala, l’associazione nazionale Vigili del fuoco in Congedo, Andos e La Provvidenza e sostenuto dai fondi messi a disposizione grazie al Bando Perequazione promosso dal CeSVoP – Centro Servizi per il Volontariato di Palermo, dal CSV Etneo, dal CeSV Messina e dal CoGe Sicilia. Quest’anno, per sette mesi, grazie al percorso «Immigrazione: dall’accoglienza all’integrazione», la sede dell’associazione capofila è diventata la casa dei sentimenti di donne, uomini e bambini che si sono trovati uniti nelle attività di laboratorio.
A Petrosino, in via Marsala, 12, al circolo Auser diretto da Nicolò Anastasi, sono stati effettuati corsi di alfabetizzazione della lingua italiana per donne immigrate, recupero scolastico per figli di immigrati e autoctoni con disagio economico, un laboratorio interculturale per donne immigrate e autoctone. Qui è nato un percorso sensoriale fatto di sapori mediterranei, di gusti speziati, di sorrisi, ma anche di “veli” compresi e di “veli” svelati. Emozionante la testimonianza di una delle immigrate di origine tunisina il cui nome è Ouafa, ma che tutti chiamano Francesca: «Ogni giorno mio figlio mi chiede: oggi andiamo all’Auser? Questa per noi è diventata una grande famiglia». E, per scoprire il valore del volontariato è accaduto che le destinatarie del progetto siano diventate le protagoniste di un processo di solidarietà che è “contagioso”. Due donne immigrate, infatti, sono diventate volontarie Auser e sostengono gli anziani del luogo con visite e sorrisi.
Il 24 giugno scorso il progetto – coordinato da Nino Rosolia e che ha visto la partecipazione attiva di Maria De Vita del Consorzio Solidalia che gestisce lo SPRAR di contrada Perino (Marsala) – è finito, ma le attività non si fermeranno. «Il CeSVoP crede in questo genere di iniziative e contiamo di continuare attraverso le reti di delegazione – ha detto la vicepresidente Giuditta Petrillo – ad ogni modo, l’Auser non perderà i contatti che ormai sono diventati affetti preziosi».
Giornata conclusiva al sapore di cous cous di carne, gnocculi cavati, thè verde ai pinoli e vino stravecchio con contorno di verdure e pane fritto alla maniera dello Sri lanka, sono stati esposti i merletti, i cuscini, le borse e i cappelli realizzati nel corso delle attività laboratoriali. Un ruolo rilevante spetta però al percorso condotto nel segno dell’integrazione grazie alle visite nelle scuole superiori di Marsala e Petrosino.
Con questi incontri è stato realizzato un ponte tra l’Italia e il mondo: ex migranti italiani si sono raccontati agli studenti e la stessa cosa è stata fatta dagli attuali immigrati. Iniziativa di un gruppo di associazioni che fanno capo al CeSVoP, ha visto coinvolti gli alunni di tecnico commerciale “Garibaldi”, professionale e industriale “Cosentino”, agrario “Damiani” e del tecnico per geometri “Accardi” di Petrosino, sempre nell’ambito del Progetto «Immigrazione: dall’accoglienza all’integrazione» (realizzato con i fondi protocollo di Intesa fra Fondazioni Bancarie e volontariato). A raccontarsi e confrontarsi sono state, tra gli altri due signore marsalesi emigrate tanti anni fa e rientrate da qualche tempo a Marsala tra cui Giovanna Marino che ha vissuto a Chicago e lavorato in una fabbrica con operai di tutto il mondo dove – dice – «mi hanno trattato come una sorella». Anche il consigliere comunale aggiunto del Comune di Mazara, Mohamed Zitoun, e ha rivelato agli alunni che anche se è nato in Italia, per non essere stato registrato subito, giunto all’età di 31 anni, non ha ancora la cittadinanza italiana, Mourad Aissa, direttore di un centro di accoglienza e Akmet Sadikov, fuggito all’età di 2 anni dalla Bosnia, per via della guerra dei Balcani. Ma a conquistare l’uditorio dei giovani è stato Kossi Djaka. Ingegnere, ma anche maestro di karate: è stato nella sua palestra, in Togo, che ha cominciato manifestare il suo disagio per un governo oppressivo e illiberale. «Sono diventato l’opinion leader del quartiere e ho organizzato le proteste contro il vecchio dittatore e, morto quest’ultimo, contro il figlio che ne ha preso il posto. La situazione è precipitata quando alle nuove elezioni il risultato è stato a dir poco drammatico: 98% al partito di governo, 2% all’opposizione». Da qui proteste annegate nel sangue, nelle prigioni, nelle torture e per Kossi nella fuga dal suo Paese. In Italia la sua vita è cambiata. Di grande effetto sugli alunni e anche sui volontari dell’Auser la storia di Giuseppina Laudicina, nata a Tunisi nel 1930 da genitori siciliani. «Mio nonno era ebanista di gran pregio – ha detto – ma qui non c’era lavoro e così è partito per l’Africa, allora per noi era come l’America. Io a 16 anni già lavoravo come stenografa per una grande azienda, ma poi Bourguiba ha ottenuto l’indipendenza del suo Paese, fino ad allora protettorato francese e noi ex emigrati siamo stati costretti a tornare in Europa senza portarci via nulla di quanto avevamo guadagnato. Ho ricostruito la mia vita in Francia e poi di nuovo in Italia. E devo dire che quando mi conviene sono francese e quando mi conviene sono siciliana». Una sola morale: a tutti conviene essere cittadini del mondo. (chiara putaggio)

domenica 26 giugno 2011

Giornata Mondiale del Rifugiato. Celebrazioni anche a Marsala, per "contaminare" la città

Lo scorso 20 Giugno si è celebrata la Giornata Nazionale del Rifugiato, per ricordare i 60 anni dall’entrata in funzione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dalla Convenzione di Ginevra, - il primo accordo internazionale che impegna gli stati aderenti a concedere protezione a chi fugge dalle persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche.

Anche a Marsala, dove da diversi anni è operativo il Centro S.p.r.a.r. di Perino (Sistema di Protezione richiedenti asilo e rifugiati) gestito dal Consorzio Solidalia, le diverse associazioni hanno voluto ricordare questa data coinvolgendo l’intera cittadinanza nella manifestazione che ha avuto luogo al Complesso monumentale di S. Pietro. La giornata quest’anno è stata dedicata a “tutti coloro che non sono mai arrivati”, inghiottiti dal Mar Mediterraneo o dal deserto.

L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Amici del Terzo Mondo e dal Consorzio Solidalia, con il patrocinio del Comune e la collaborazione di diverse associazioni che operano sul territorio: Zaum, Associazione Scacchistica Lilybetana , Amunì, Ande, Aleimar, il presidio “Vito Pipitone” di Libera, l’agenzia Communico, le cooperative Macondo e Il Miglioramento.

La presenza della cittadinanza è stata molto numerosa, oltre 500 persone hanno preso parte ai vari momenti della manifestazione che alle loro storie di alcuni rifugiati che vivono nel territorio marsalese. Percorsi di vita diversi, ma ugualmente segnati dalla violenza e dalla profonda volontà di “farcela”, di sopravvivere per cercare una vita migliore.

Misgina, 26 anni, ha lasciato l’Eritrea per fuggire da un destino segnato dalla guerra. Era stato costretto dal governo ad entrare nell’esercito, così come avevano già dovuto fare i suoi fratelli e le sue sorelle. Misgina avrebbe voluto studiare, ma dopo un anno e mezzo di studi universitari in farmacia, si trova adesso in Italia, non c’è la guerra, ma anche qui le possibilità di continuare i suoi studi restano poche.

Kossì, un giovane militante del Togo, che per anni ha portato avanti una battaglia politica per la democrazia, contro il regime Togolese. Ha rischiato più volte la vita, è stato ripetutamente rinchiuso nelle prigioni e torturato. Quando ha capito che l’avrebbero ucciso è fuggito via dal suo Paese, a piedi ha raggiunto il Ghana e ha preso il primo volo disponibile per l’Europa, destinazione Malpensa. Oggi è un mediatore culturale.

Ahmed è un minore tunisino non accompagnato, a soli 15 anni ha rischiato la vita in mare con la speranza di un futuro migliore, e adesso è ospite di una Comunità per Minori di Marsala.

Sebbene siano trascorsi 60 anni dalla Convenzione di Ginevra, le testimonianze di Misgina, Kossì e dei 15 rifugiati attualmente ospiti del Centro di Perino ci ricordano che la pace resta ancora un obiettivo lontano in molti luoghi del pianeta. Ancora oggi sono milioni, precisamente 43, 7 milioni secondo la stima dell’UNHCR, gli uomini, le donne e i bambini vittime di persecuzioni, guerre e violenze. Di fronte a tale realtà il volontariato ha un ruolo molto importante, è un ponte tra i rifugiati e la comunità locale, che opera a favore dell’integrazione e l’inclusione. (anna laura casano)

Intervista a Maria De Vita, responsabile del Centro Sprar

sabato 25 giugno 2011

Assicurazione dei soci delle associazioni di volontariato. Si può chiedere un contributo alla Regione Siciliana

Entro il 31/07/11 è possibile richiedere un contributo per le spese di assicurazione degli aderenti sostenute nell'anno precedente. Va evidenziato che l'anno scorso, a differenza degli anni precedenti, la voce del bilancio regionale non ha previsto alcun fondo destinato a tale scopo, ciò non preclude la possibilità di richiesta contributo nell'evenienza che quest'anno tale voce di bilancio sia finanziata. Qui sotto la normativa vigente.

L. R. 22/94 Art. 16
Contributo alla spesa dei contratti di assicurazione

Alle organizzazioni di volontariato iscritte nel registro generale l'Assessore regionale per gli enti locali è autorizzato a concedere un contributo fino all'80 per cento della spesa sostenuta per i contratti di assicurazione dei volontari.


Decr. Ass. EE LL n. 602 del 22/05/97 – Art. 6

Le istanze di concessione del contributo alle spese di assicurazione, possono essere avanzate all'Assessorato regionale degli enti locali (ora Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro) entro il 31 luglio di ogni anno dalle organizzazioni di volontariato iscritte nel registro generale.

Il contributo si riferisce alle spese sostenute nel corso del precedente esercizio, per contratti di assicurazione degli aderenti, i cui oneri non siano stati assunti da enti pubblici anche in occasione della stipula di convenzioni.

La domanda in carta libera, a firma del legale rappresentante, deve essere corredata dalla seguente documentazione in copia autentica nelle forme di legge:

- rendiconto relativo all'esercizio finanziario appena concluso;

- registro degli aderenti che prestano effettiva attività di volontariato, ufficialmente istituito ai sensi dell'art. 3 del D.M. 16 novembre 1992 (nell'ipotesi di polizze numeriche o collettive);

- contratto di assicurazione con indicazione dell'ammontare del premio;

- nota di quietanza di pagamento;

- autocertificazione relativa alle convenzioni con enti pubblici stipulate nel corso dell'anno precedente.

La domanda deve, altresì, contenere l'indicazione degli estremi di iscrizione dell'organizzazione nel registro generale e la dichiarazione attestante che gli oneri assicurativi, per i quali si chiede il contributo, non siano stati posti a carico di volontari o assunti da enti pubblici in occasione della stipula di convenzioni.

La firma in calce alle domande deve essere autenticata, pena l'esclusione.

La misura del contributo, per un massimo dell'80 per cento della spesa, verrà determinata annualmente ed in misura proporzionale tenendo conto delle istanze pervenute e dei relativi stanziamenti sul bilancio regionale.

"L'anello debole", ecco il nuovo bando: scade l'1 agosto 2011

Dopo essersi affermato come uno dei più importanti riconoscimenti italiani dedicati alla comunicazione audio-video su tematiche di forte contenuto sociale e sulla sostenibilità ambientale il premio “L’Anello Debole” punta ad una dimensione internazionale. Per l’occasione, il bando dell’edizione 2011, la settima, è stato tradotto in inglese. In questo modo, la Comunità di Capodarco, che bandisce il premio dal 2005, spera di coinvolgere e far conoscere in Italia anche parte della ricchissima produzione di servizi giornalistici radiofonici e televisivi e cortometraggi che vengono realizzati all’estero. Il bando e tutti i moduli per partecipare sono da oggi disponibili sul questo sito, dove si possono vedere anche le opere vincitrici, menzionate e finaliste delle sei edizioni passate.
La scadenza per consegnare le opere è fissata all’1 agosto 2011.

Nato da un’idea di Giancarlo Santalmassi, “L’Anello Debole” ha raccolto un interesse crescente, grazie anche al supporto costante di una Giuria di Qualità di prestigio composta dallo stesso Santalmassi (Presidente), da don Vinicio Albanesi, Pino Corrias, Daniela De Robert, Andrea Pellizzari e Daniele Segre. Nelle sei edizioni svoltesi finora sono state ammesse al concorso 671 opere (su 717 inviate) e 339 sono state selezionate per la votazione finale. Tra i partecipanti giornalisti di tutte le testate Rai e Mediaset, di Sky, La 7, Radio 24 e di varie testate radiotelevisive regionali, insieme a numerosi autori audio-video in concorso come singoli o in rappresentanza delle principali organizzazioni non profit. Nel 2010 è stata avviata una partnership con il Corriere della Sera che ha pubblicato le opere finaliste sul proprio portale.
La settima edizione del premio ripropone la formula varata con successo lo scorso anno: la premiazione verrà inserita all’interno di un festival ricco di eventi e articolato in più giorni: L’Anello Debole - Capodarco Corto Film Festival (2-6 novembre), il cui programma è ancora in definizione.

Il bando. Possono partecipare a “L’Anello Debole” opere audio e video, edite o inedite, realizzate e/o trasmesse dopo l’1 gennaio 2010. Il campo tematico è molto ampio: il vasto mondo del disagio e dell’impegno sociale; la sostenibilità e la denuncia ambientale. Il premio riguarda programmi giornalistici radiofonici (sezione “Radio”), televisivi (sezione “TV”), cortometraggi che documentano in presa diretta la realtà (sezione “Corti della realtà”), che utilizzano attori o realizzati con la tecnica dell’animazione (sezione “Corti di Fiction”) di durata compresa tra i 3 e i 25 minuti. La sezione “I cortissimi” invece, riguarda audio-video della durata massima di 3’ realizzati solo con le videocamere dei telefoni cellulari. Termine ultimo per inviare le opere è l’1 agosto 2011. Vai al bando 2011

Le opere inviate dovranno superare un primo esame ad opera di un gruppo di persone appositamente nominato dalla Comunità di Capodarco. Successivamente le “selezionate” passeranno alla Giuria di qualità che sceglierà le finaliste. Queste saranno votate da una Giuria popolare nel corso del “Capodarco Corto Film Festival” secondo un apposito regolamento. La Giuria popolare è composta da circa 200 persone di diversa età ed estrazione sociale e da studenti delle scuole superiori che avranno fatto specifica richiesta di iscrizione all’elenco dei giurati. I loro voti saranno ponderati con quelli della Giuria di qualità per raggiungere il verdetto finale nel corso della giornata conclusiva del Festival prevista per il 6 novembre 2011.

Sull'apposito sito è possibile leggere il regolamento di votazione e scaricare il modulo d’iscrizione alla Giuria popolare (vai al sito). Alle 5 opere vincitrici (una per ciascuna categoria) verrà assegnato un premio in denaro di 1.500 euro e un monile con il simbolo del premio. La Giuria di qualità si riserva la facoltà di assegnare un proprio premio speciale a un’opera di ciascuna sezione.

Il festival. Il programma del “Capodarco Corto Film Festival” è ancora in fase di elaborazione. Avrà una durata di 5 giorni (2-6 novembre) durante i quali le opere scelte dalla giuria di qualità saranno votate dalla giuria popolare, e le proiezioni saranno alternate a eventi fuori concorso, dibattiti e incontri in varie strutture della Provincia di Fermo. Tra gli eventi previsti; un seminario di formazione sulle tecniche di comunicazione audiovisiva rivolto alle scuole superiori del territorio; la seconda edizione della rassegna cinematografica dedicata al sociale, Capodarco Social Film; un incontro con gli autori di tutte le opere finaliste. La cerimonia di premiazione si svolgerà presso la Comunità di Capodarco di Fermo (FM) il 6 novembre 2011 con la partecipazione dei componenti della Giuria di qualità e di altre personalità di rilievo nazionale.

Il “Capodarco corto film festival” si avvale del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, della Regione Marche, della Provincia di Fermo, del Comune di Fermo. Può contare inoltre sul contributo di alcuni sponsor privati e sulla collaborazione di Corriere TV, della Marche Film Commission, di Corto Dorico e del cinema “Sala degli artisti” di Fermo.
Per ulteriori informazioni si può contattare la segreteria del premio: 0734 681001 - info@premioanellodebole.it

Un defilé particolare. In passerella gli abiti per i poveri

L'idea è venuta all'associazione di volontariato "Madre Serafina Farolfi" di Palermo che con un gruppo di ragazzi ha realizzato un "defilé dei poveri" in una parrocchia del capoluogo. Qui sotto trovi la cronaca di Repubblica Palermo.

Defilé per i poveri (Repubblica Palermo 24giu11)

mercoledì 22 giugno 2011

A Trapani work-shop sul "Racconto lungo"

L’associazione di volontariato “Insieme si può” di Trapani, con sede in via Giovan Battista Fardella 143, ospiterà un work-shop sul “Racconto lungo”, nei giorni 24, 25 e 26 giugno. Le lezioni e le esercitazioni saranno condotte da Luigi La Rosa, giornalista, scrittore, critico letterario, curatore per le case editrici Rizzoli e Bur.
Il programma del Work-shop verterà sulle componenti stilistiche e strutturali del racconto lungo, un genere letterario attualmente di particolare interesse per le sue ricadute sul piano della formazione, della conoscenza, della consapevolezza dello scrivere. L’idea è quella di leggere e de-strutturare alcuni grandi classici di Otto e Novecento, indagandoli nella loro complessità tecnica e interezza.
Tra gli altri, saranno indagati i seguenti testi: Nina Berberova, L’accompagnatrice (Feltrinelli); Stefan Zweig, Bruciante segreto (Adelphi); Stefan Zweig, Storia di una caduta (Adelphi). Dopo la discesa nel cuore simbolico e contenutistico dell’opera, gli allievi saranno invitati a scrivere, in tempo reale, il proprio racconto lungo. Saranno forniti i materiali di studio e per la produzione dei testi.
Il calendario del corso:
venerdì 24 giugno: 15.30 – 19;
sabato 25 giugno: 8.30 – 13; 15.30 – 19;
domenica 26 giugno: 8.30 – 13.
Per maggiori informazioni è possibile scrivere una e-mail a luigilarosa2@yahoo.it oppure telefonare al 3470663111. (chiara damiano)

martedì 21 giugno 2011

Musica e solidarietà dall'Avis di Trapani

Uno spettacolo musicale di beneficenza in favore dell'Avis (Associazione italiana volontari sangue) di Trapani. Si chiama "Musicily" e si terrà martedì 28 giugno alle 20.30 al teatro della villa comunale Margherita "Antonino Di Stefano". L'iniziativa è organizzata dal comando provinciale della Guardia di Finanza.
Lo spettacolo sarà condotto da Vanessa Galipoli. Ospiti della serata Gigi Garretta dal "Saturday Night Live" di Italia 1 e Angelo Pintus, famoso comico di "Colorado cafè". Durante la serata si esibirà la band dei Charamira. La direzione musicale è a cura dell'accademia musicale "Setticlavio". (chiara damiano)