lunedì 7 settembre 2015

La Rete regionale antidiscriminazioni si sviluppa anche in Sicilia

Dal Comitato regionale della CRI siciliana ci arrica questo invito che volentieri pubblichiamo.

Egregio Signore/Signora,
con decreto del Dirigente Generale del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali 19 marzo 2014, n. 612, la Regione Siciliana ha istituito il Centro regionale di coordinamento per la prevenzione e contrasto delle discriminazioni. Contestualmente, e tramite apposito avviso di manifestazione di interesse, che ad ogni buon conto si invia in allegato (vd. sotto), la Regione ha invitato Enti pubblici e privati del Nostro territorio, che abbiano specifici requisiti, a aderire alla Rete regionale antidiscriminazione.
Attualmente sono oltre 90 gli Enti pubblici e privati in Sicilia che hanno aderito alla rete regionale antidiscriminazione, manifestando la volontà di essere soggetti che informano, accolgono e forniscono orientamento o assistenza alle vittime di discriminazione basate su razza, origine etnica o nazionalità, orientamento sessuale, disabilità, età e genere.
Su incarico del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali, ed in attuazione del progetto “Promozione e sviluppo della Rete regionale dei centri antidiscriminazione”, che ha come obiettivo generale il sostegno ed il rafforzamento della governance della Rete regionale antidiscriminazioni della Sicilia, supportando la cooperazione tra gli organismi pubblici e privati che ne fanno parte, si comunica che il Comitato Regionale C.R.I. della Sicilia organizza nove incontri di sensibilizzazione ed informazione, il cui calendario si trasmette in allegato (vd. sotto).
Ciascun incontro avrà lo scopo di:
· fornire un'informazione giuridica necessaria per essere, a pieno titolo, soggetti che informano, accolgono e danno orientamento o assistenza alle vittime di discriminazione basate su razza, origine etnica o nazionalità, orientamento sessuale, disabilità, età e genere sessuale.
· iniziare una collaborazione attiva nelle iniziative di prevenzione, rilevazione e rimozione delle discriminazioni, al fine di rafforzare gli strumenti operativi della Rete Regionale e del coordinamento regionale C.R.I. per la prevenzione e contrasto delle discriminazioni.
Con preghiera di diffondere il presente invito alla vostra rete di contatti, si sottolinea che la partecipazione agli eventi è libera e non necessita di alcuna prenotazione; ciascuna organizzazione potrà prendervi parte con un numero di partecipanti adeguato alle proprie necessità. Il modulo di adesione alla Rete Regionale antidiscriminazioni potrà essere consegnato al personale dedicato in sede dell'evento di informazione.
Per qualsiasi richiesta, non esiti a contattare la segreteria del coordinamento regionale C.R.I. per la prevenzione e contrasto delle discriminazioni (reteregionaleaperta@sicilia.cri.it).
Nella speranza di un riscontro positivo del presente invito mi è gradita l’occasione per porgere i migliori saluti.-
Il Presidente, avv. Rosario M.G. Valastro

CALENDARIO INCONTRI
SCALETTA DEI CONTENUTI
SCHEDA PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ED ADESIONE

venerdì 4 settembre 2015

La Casa del Volontariato di Gela all'Expo

La Casa del volontariato di Gela sarà ospite del Comune di Milano durante un seminario che si svolgerà all’Expo il 16 settembre dal titolo “Le Case delle Associazioni e del Volontariato: una nuova risorsa per lo sviluppo locale” promosso oltre che dal Comune di Milano, anche dal Forum nazionale del Terzo Settore, dalla Fondazione Triulza, CSVnet e CIESSEVI.
L'incontro servirà per favorire una prima occasione di incontro e confronto tra le diverse esperienze di Case delle Associazioni esistenti in Italia e nel mondo.
L’incontro avverrà presso la sala eventi di Cascina Triulza, lo spazio di Expo Milano 2015 dedicato alla società civile, per un momento confronto tra le diverse esperienze di Case che porti alla luce le rispettive peculiarità, ma nel contempo delinei alcune prospettive di sviluppo comuni.
Oltre al workshop mattutino, infatti, il programma prevede un seminario pomeridiano alle ore 18.00 con l’ausilio di testimonianze di Case delle Associazioni di altri paesi europei, si discuterà del ruolo che le Case possono svolgere nel promuovere la cura dei beni comuni. Al termine del seminario, i partecipanti sigleranno un documento di intenti, la “Carta delle Associazioni per la cura dei beni comuni” e sanciranno un impegno comune.
«La presenza all'Expo dell'esperienza della Casa del volontariato di Gela, afferma Ferdinando Siringo presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Palermo, da noi sostenuta fin dalla sua nascita, è il riconoscimento del lavoro svolto per anni dal Centro di servizio per il volontariato e dal volontariato locale che è già da tempo esempio sul quale altre esperienze simili stanno nascendo. Grazie anche all'amministrazione comunale di Gela che ha messo a disposizione gli spazi gratuitamente, viene messo in pratica un modello di volontariato della cittadinanza e dell'autogestione di servizi gratuitamente offerti ai cittadini, al quale i Centri di Servizio per il Volontariato devono guardare con estrema attenzione e che rappresenta una peculiare identità all'interno del Terzo Settore».
«L’invito ci ha sorpreso e ci fa tantissimo piacere rappresentare Gela ad Expo con l’esperienza della Casa del Volontariato che è una fucina di progetti ed interventi costanti e da circa 10 anni produce coesione sociale». A dirlo è Enzo Madonia, presidente del MoVI tra i fondatori e primo presidente della Casa del Volontariato di Gela, che continua: «In questi anni, con l'importante supporto del CeSVoP, senza alcun contributo pubblico per una nostra scelta chiara che fa della gratuità l’agire distintivo del volontariato, abbiamo realizzato, in silenzio progetti innovativi che hanno messo al centro del nostro agire la promozione della dignità umana. Abbiamo incontrato migliaia di bambini e famiglie contribuendo a rafforzare la costruzione di relazioni nella nostra città rendendola, più solida e solidale. Esemplari i progetti della rete educativa cittadina, del passaporto del volontariato e gli stati generali della società civile e una miriadi di progetti di educazione alla salute, all’affettività, alla cittadinanza attiva, all'integrazione dei disabili.
Assolutamente innovativa è originale è la Casa del Volontariato di Gela che ha una sua autonomia gestionale e amministrativa guidata da una rete di 33 associazioni di volontariato riconosciute ed attive, che si riuniscono almeno una volta al mese per costruire scelte condivise».

giovedì 3 settembre 2015

Il Comune di Palermo chiede collaborazione per la vigilanza sul verde pubblico

Abbiamo già pubblicato la notizia dell'avviso del Comune di Palermo rivolto alle associazioni di volontariato. Adesso riportiamo l'articolo che il Giornale di Sicilia del 3 settembre 2015 dedica all'argomento (clicca sull'immagine per ingradirla).

mercoledì 2 settembre 2015

Centro Astalli di Catania: "Il Cara di Mineo è un posto folle..."

Dall'Agenzia Redattore Sociale questo interessante e allarmante articolo (del 2 settembre 2015) che racconta la reale situazione del Cara di Mineo e delle altre ipotesi che si stanno delinenando a livello europeo a proposito di accoglienza dei migranti.

ROMA – Prostituzione, caporalato, pochi controlli sui migranti accolti. Al Cara di Mineo, in provincia di Catania, non basta ridurre le presenze: servono dei veri percorsi di accoglienza. È questa la risposta di Elvira Iovino del Centro Astalli di Catania, all’ipotesi  di contenere i numeri del Centro di accoglienza per richiedenti asilo avanzata dal prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, in un’intervista al quotidiano Avvenire.
Tornata al centro delle polemiche con lo scandalo di Mafia capitale, la struttura di Mineo è di nuovo sui giornali per via del duplice omicidio di Palagonia, che vede come principale sospettato un ospite del centro. Vicenda che ha riacceso le polemiche sul Cara che secondo il Viminale potrebbe passare dalle 3 mila presenze a circa 2 mila. Ipotesi che però non soddisfa chi sul territorio si occupa di accoglienza da anni. “Duemila presenze? È assurdo. Mille? È sempre assurdo – spiega Iovino -. Noi siamo contrari ad ogni tipo di ghettizzazione perché il posto dove è situato il Cara di Mineo è semplicemente folle. È un posto che andava bene per gli americani, non per chi viene buttato lì come in una riserva indiana senza alcun tipo di scambio. Sono destinati a creare problemi”.
La vicenda di Palagonia, aggiunge Iovino, non ha lasciato indifferenti i migranti del Cara, ma al di là delle responsabilità che verranno accertate dalla magistratura, per Iovino i problemi creati da una cattiva accoglienza sono evidenti e vanno affrontati. “Oggi i ragazzi, quelli onesti che sono assolutamente la maggioranza, sono terrorizzati – continua Iovino -. Una paura tangibile, ma i disonesti ci sono e si è fatto di tutto, con questa modalità di accoglienza assurda, affinché questo succedesse. Magistratura e forze dell’ordine fanno un lavoro enorme, fanno di tutto, ma è una lotta contro i mulini a vento. Questa concentrazione numerica è fonte di tutto ciò che di negativo possa essere ipotizzabile”.
A circa 45 minuti in auto dal centro di Catania, dal Cara è difficile muoversi per qualsiasi ragione se non si dispone di soldi o di un mezzo proprio. In molti, tuttavia, si mettono in viaggio per raggiungere lo sportello legale e l’ambulatorio del Centro Astalli. “Vengono soprattutto per gli avvocati – spiega Iovino -, perché destinatari di un diniego e per fare un ricorso, sono la stragrande maggioranza. O magari perché fermati per spaccio o altre cose. Poi vengono anche perché vogliono il medico, perché al Cara i tempi sono lunghissimi e sanno che da noi c’è un ambulatorio. Ma arrivano qui anche per avere chiedere di poter ricevere soldi dai parenti o solo per telefonare”.
È in questi momenti che i migranti ospiti del Cara raccontano ai volontari i giorni passati nella struttura. “Al Cara succede ogni sorta di misfatto – denuncia Iovino -. Ci sono ragazze che si prostituiscono, dentro e fuori. C’è un caporalato diffuso, pazzesco e impressionante anche se ora sembra ci siano più controlli”. Tuttavia, non sembra siano sufficienti, stando alle testimonianze raccolte. “Quando i ragazzi scappano – spiega Iovino -, e ne scappano tantissimi, il badge che certifica la loro presenza non viene restituito, ma viene consegnato ai connazionali e risultano ancora presenti. In questo modo non solo viene data la diaria, ma soprattutto viene pagata una ‘presenza-assenza’. Tutto questo si sa. Lo sappiamo tutti da quando si è scoperchiata una pentola maleodorante il cui cattivo odore denunciammo dall’inizio”.
Per Iovino, però, non sono solo i numeri a determinare la cattiva accoglienza. C’è anche l’incapacità di impostare percorsi di integrazione validi. “Quando vengono dai nostri avvocati – racconta Iovino, i ragazzi ci raccontano che stanno lì per mesi senza fare niente. Spesso hanno bisogno di medicine per cui vengono visitati dai nostri medici volontari e scopriamo che dopo un anno di permanenza la Cara non sono neanche iscritti al servizio sanitario nazionale. Alcuni non parlano neanche una parola di italiano dopo un anno di permanenza. La situazione è questa. L’abbiamo sempre denunciata”.  Con queste condizioni, però, la possibilità che possa crearsi terreno fertile per commettere illeciti è reale. “Abbiamo visto persone oneste e ben integrate che hanno cominciato a fare i tassisti abusivi – racconta Iovino - o a farsi dare il 20 o il 30 per cento per farsi mandare soldi dai parenti da dare ai connazionali. In questo modo è nato un indotto di malaffare e anche una mentalità criminale: parliamo anche di spaccio o di mariti che costringono le mogli a prostituirsi”.
Preoccupa anche l’arrivo degli hotspot. Secondo quanto affermato ieri dal capo del dipartimento immigrazione del Viminale, Mario Morcone, in Sicilia ne verranno aperti quattro su cinque. “Bisogna finirla con queste soluzioni di passaggio – aggiunge -. È una esperienza drammatica. Queste esperienze momentanee le riteniamo negative. La dobbiamo smettere con l’emergenza. La mentalità emergenziale è madre solo di cose negative e vede la nascita, come funghi, di comunità che non hanno esperienza di immigrazione”. La soluzione, quindi, è nei piccoli numeri, con migranti “seguiti, occupati, interessati a cose che vanno dai corsi professionali o semplicemente l’alfabetizzazione – spiega Iovino -. Così si generano circoli virtuosi”.(ga)
© Copyright Redattore Sociale

Fqts 2020 è ai blocchi di partenza

Il percorso formativo per i quadri del Terzo settore ha una durata triennale, prevede due momenti interregionali l'anno di 5 giorni ciascuno (il primo sarà a novembre), 2 momenti regionali per complessivi quattro giorni e poi formazione a distanza. La Sicilia ha l'opportunità di mettere in formazione 60 persone.
Si stanno organizzazondo tre momenti informativi che si terranno a:

- CATANIA (per le realtà delle province di CT, EN, SR, RG) il 21 settembre 2015 alle ore 15 nella sede delle ACLI (Corso Sicilia, 111), con la partecipazione del prof. Andrea Volterrani

- MESSINA (per le realtà della provincia di ME) il 3 ottobre 2015 alle ore 10 nella sede del CeSV - Centro di Servizio per il Volontariato messinese (Via Salita Cappuccini, 31) con la parecipazione di Luciano Squillaci

- PALERMO (per le realtà delle province di PA, TP, CL, AG) il 2 ottobre 2015 alle ore 15 nella sede del Circolo Leonardo Sciascia dell'Auser (Via Nissa, 2) di Palermo con la partecipazione di Luciano Squillaci

Clicca qui per la Scheda sintetica del progetto e il progetto più dettagliato.

Ci si può già iscrivere online all'indirizzo http://www.social-hub.it/fqts2020

COSA FARE?E' importantissimo che ai seminari partecipino più associazioni possibile, occorre divulgare al massimo tali informazioni, tale ragione impone che le reti regionali informino i loro referenti provinciali, invitandoli alla partecipazione e i portavoci provinciali informino tutte le associazioni aderenti. Vi ricordiamo ancora che è già possibile iscriversi nel Portale di iscrizione

Tutorial su come ci si può iscrivere online 

Il Comune di Palermo cerca collaborazione dalle associazioni di volontariato per il verde pubblico

Avviso del Comune di Palermo per collaborazioni con il volontariato per lo svolgimento di attività di informazione, supporto alla vigilanza all'interno delle ville e delle aree a verde pubblico per la tutela degli spazi verdi e dei cittadini. Scadenza 30 settembre 2015.
Clicca qui per i dettagli.
Il CeSVoP fornisce consulenza alle OdV interessate.

lunedì 31 agosto 2015

Emergenza sbarchi. Momento di preghiera al porto di Palermo

L'1 settembre 2015 a Palermo l'incontro di preghiera per commemorare le vittime della tratta di persone che continua sulle acque del Mediterraneo. Qui sotto la locandina (clicca sull'immagine per ingrandirla).

sabato 29 agosto 2015

Casa del volontariato, l'esperienza di Gela all'Expo

A metà settembre anche una delegazione del volontariato gelese sarà ospite di uno degli eventi collaterali dell'Expo di Milano. Si tratta di un incontro sulle "Case delle Associazioni" presenti nel territorio nazionale. Tutti i dettagli in questo articolo del giornale online "Accento" del 25 agosto 2015 (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Dall'ASP 6 di Palermo l'avviso per azioni di educazione e promozione della salute

L'Azienda ha pubblicato l'avviso per la "Manifestazione di interesse a collaborare in forma gratuita ad azioni di educazione e promozione della salute relativi ad obiettivi del Piano Aziendale di Educazione e Promozione della Salute dell'ASP di Palermo (P.A.E.P.S.). - Costituzione Elenco Aziendale Enti Terzo Settore No-Profit". Scadenza 20 settembre 2015 ore 12.
Per i dettagli clicca qui

giovedì 20 agosto 2015

Ennesimo furto e raid vandalico ad Arciragazzi Palermo

Ludoteca senza pace a Borgo Nuovo, quartiere periferico di Palermo. I locali e le attività gestiti da Arciragazzi di nuovo nel mirino dei vandali. Ne parla il Giornale di Sicilia del 20 agosto 2015 (clicca sull'immagine per ingrandirla).