venerdì 7 dicembre 2012
«Grazie a voi è di nuovo Natale». Iniziativa di AddioPizzo per il consumo critico antiracket
Addiopizzo rilancia la sua strategia di Consumo critico antiracket per unire gli imprenditori
della sua rete e i cittadini che li sostengono nella rivolta contro il pizzo.
Il 22 e 23 dicembre, nell'ambito delle manifestazioni natalizie organizzate dal Comune di
Palermo, l’associazione antiracket dà appuntamento a piazza Castelnuovo a Palermo,
dalle ore 10.00 alle 22.00, per dire insieme “Pago chi non paga”.
Un video-box registrerà i messaggi dei cittadini che vogliono comunicare, in 30 secondi,
il loro “No al pizzo!”: le loro voci saranno successivamente diffuse in rete, sul sito
www.pagochinonpaga.org
Inoltre, a tutti i consumatori che avranno orientato i loro acquisti di Natale verso la rete di
Consumo critico Addiopizzo, presentando una prova d’acquisto, l’associazione ricambierà
il gesto di partecipazione con un piccolo dono.
L’azione è realizzata nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo
sviluppo “Obiettivo convergenza 2007–2013”. “Consumo critico antiracket: diffusione e
consolidamento di un circuito di economia fondato sulla legalità e lo sviluppo”, di cui è
beneficiario l’Ufficio del Commissario nazionale antiracket.
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mercoledì 5 dicembre 2012
5 dicembre, Giornata del Volontariato. Lettera al Paese che i volontari italiani hanno indirizzato alla società e alle istituzioni
Un grande sforzo culturale
Anche se questa crisi sta colpendo duramente tutti, e soprattutto i più deboli, noi crediamo che sia un'occasione per ripensare a fondo la nostra società e il nostro modello di sviluppo e per delineare un futuro più sostenibile e giusto. Occorre però affrontarla con un grande sforzo culturale, per individuare le strade del cambiamento, con disponibilità e capacità di innovazione. Noi, che già siamo presenti in tutte le situazioni più difficili e ovunque ci sia da difendere il bene comune, ci impegniamo ad esserlo ancora di più, con la gratuità, la solidarietà e la responsabilità che ci contraddistinguono. Ci impegniamo a difendere i diritti di ciascuno, soprattutto dei più deboli, e ad assumere con responsabilità il nostro ruolo di denuncia dei bisogni, delle ingiustizie, delle inefficienze.
1) - Ci impegniamo ad attivare percorsi di coesione sociale, rigenerando i tessuti relazionali delle nostre comunità, nel rispetto delle specifiche identità.
2) - Ci impegniamo a cercare e proporre nuovi stili di vita e modelli di sviluppo, che ci permettano di guardare con più fiducia al futuro.
3) - Ci impegniamo a collaborare con gli altri soggetti del terzo settore e della società civile, dell'Amministrazione pubblica e del privato per costruire filiere di solidarietà e di inclusione.
4) - Ci impegniamo a ricercare ad ogni livello - dal locale, al regionale, al nazionale - forme di rappresentanza per essere più incisivi, sia a livello sociale che a livello politico.
5) - Ci impegniamo ad essere i primi testimoni di trasparenza nel corretto utilizzo delle risorse, sia umane che economiche.
6) - Ci impegniamo a comunicare sempre meglio i temi di cui ci occupiamo, chi siamo e che cosa facciamo.
Quello che chiediamo
1) - Chiediamo di rimettere al centro delle scelte politiche, economiche, culturali ed amministrative la persona umana, criterio, cifra e misura di ogni politica.
2) - Chiediamo che il volontariato sia riconosciuto come un moltiplicatore di risorse relazionali ed economiche, in grado di contribuire alla governance delle nostre comunità e dei nostri territori. Non possiamo accettare di essere chiamati solo ad attuare scelte fatte da altri o a coprire le carenze dei servizi pubblici, delle Amministrazioni e delle istituzioni.
3) - Chiediamo di incidere sulla determinazione delle politiche locali, nazionali e globali, sui temi di cui ci occupiamo.
4) - Chiediamo alla politica, alle amministrazioni, alle aziende che facciano della legalità, dell'etica del bene comune, della solidarietà e della sobrietaà la base di qualsiasi comportamento personale e collettivo. Chiediamo di conseguenza la trasparenza necessaria per costruire rapporti corretti. Il volontariato difende la propria autonomia e rifiuta logiche clientelari o di strumentalizzazione.
All'interno di questa cornice chiediamo inoltre
1) - Che il mondo del lavoro costruisca, promuova e agevoli il volontariato;
2) - Che ne venga riconosciuto il valore educativo, anche inserendo sistematicamente programmi specifici nella scuola e nella formazione degli adulti;
3) - L'applicazione dei livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale;
4) - Chiediamo l'approvazione di una legge efficace contro la corruzione e il riutilizzo nel sociale delle risorse liberate e dei beni confiscati ai corrotti;
5) - Che il Governo aumenti e stabilizzi i finanziamenti per il servizio civile nazionale;
6) - Che faccia diventare il 5 per mille legge dello Stato, conceda agevolazioni fiscali, abbatta l'Iva e preveda alcune esenzioni (Irap, tassa rifiuti, bollo auto...) anche alla luce delle indicazioni dell'Unione Europea;
7) - Che Governo e forze politiche si facciano carico dell'urgenza di rivedere, diminuendole, le spese militari e di aumentare l'impegno di risorse per il welfare;
8) - Che si semplifichino le pratiche burocratiche e amministrative che soffocano soprattutto le piccole organizzazioni; 9) - Che si inserisca il parametro della reciprocità nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione, per avere certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione;
10) - Che si mettano a disposizione delle associazioni strutture, strumenti, spazi urbani, anche velocizzando e rendendo più trasparenti l'assegnazione dei beni confiscati.
11) - L'istituzione del Registro delle Reti nazionali di volontariato e la riforma dell'Osservatorio Nazionale.
12) - Che le istituzioni comunitarie elaborino un programma chiaro di promozione e sviluppo della cittadinanza attiva europea, anche in funzione della promozione del volontariato;
13) - Che le istituzioni nazionali ed europee riconoscano e valorizzino la realta? del volontariato internazionale, quale strumento di promozione della pace e di valorizzazione della cittadinanza globale; 14) - Che il Governo si attivi affinché il servizio pubblico radiotelevisivo presti maggiore attenzione al volontariato e alla comunicazione sociale e che venga attivato un canale ad esso dedicato;
15) - Chiediamo che i media offrano una rappresentazione del volontariato e del sociale più articolata e rispondente alla realtà.
Anche se questa crisi sta colpendo duramente tutti, e soprattutto i più deboli, noi crediamo che sia un'occasione per ripensare a fondo la nostra società e il nostro modello di sviluppo e per delineare un futuro più sostenibile e giusto. Occorre però affrontarla con un grande sforzo culturale, per individuare le strade del cambiamento, con disponibilità e capacità di innovazione. Noi, che già siamo presenti in tutte le situazioni più difficili e ovunque ci sia da difendere il bene comune, ci impegniamo ad esserlo ancora di più, con la gratuità, la solidarietà e la responsabilità che ci contraddistinguono. Ci impegniamo a difendere i diritti di ciascuno, soprattutto dei più deboli, e ad assumere con responsabilità il nostro ruolo di denuncia dei bisogni, delle ingiustizie, delle inefficienze.
1) - Ci impegniamo ad attivare percorsi di coesione sociale, rigenerando i tessuti relazionali delle nostre comunità, nel rispetto delle specifiche identità.
2) - Ci impegniamo a cercare e proporre nuovi stili di vita e modelli di sviluppo, che ci permettano di guardare con più fiducia al futuro.
3) - Ci impegniamo a collaborare con gli altri soggetti del terzo settore e della società civile, dell'Amministrazione pubblica e del privato per costruire filiere di solidarietà e di inclusione.
4) - Ci impegniamo a ricercare ad ogni livello - dal locale, al regionale, al nazionale - forme di rappresentanza per essere più incisivi, sia a livello sociale che a livello politico.
5) - Ci impegniamo ad essere i primi testimoni di trasparenza nel corretto utilizzo delle risorse, sia umane che economiche.
6) - Ci impegniamo a comunicare sempre meglio i temi di cui ci occupiamo, chi siamo e che cosa facciamo.
Quello che chiediamo
1) - Chiediamo di rimettere al centro delle scelte politiche, economiche, culturali ed amministrative la persona umana, criterio, cifra e misura di ogni politica.
2) - Chiediamo che il volontariato sia riconosciuto come un moltiplicatore di risorse relazionali ed economiche, in grado di contribuire alla governance delle nostre comunità e dei nostri territori. Non possiamo accettare di essere chiamati solo ad attuare scelte fatte da altri o a coprire le carenze dei servizi pubblici, delle Amministrazioni e delle istituzioni.
3) - Chiediamo di incidere sulla determinazione delle politiche locali, nazionali e globali, sui temi di cui ci occupiamo.
4) - Chiediamo alla politica, alle amministrazioni, alle aziende che facciano della legalità, dell'etica del bene comune, della solidarietà e della sobrietaà la base di qualsiasi comportamento personale e collettivo. Chiediamo di conseguenza la trasparenza necessaria per costruire rapporti corretti. Il volontariato difende la propria autonomia e rifiuta logiche clientelari o di strumentalizzazione.
All'interno di questa cornice chiediamo inoltre
1) - Che il mondo del lavoro costruisca, promuova e agevoli il volontariato;
2) - Che ne venga riconosciuto il valore educativo, anche inserendo sistematicamente programmi specifici nella scuola e nella formazione degli adulti;
3) - L'applicazione dei livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale;
4) - Chiediamo l'approvazione di una legge efficace contro la corruzione e il riutilizzo nel sociale delle risorse liberate e dei beni confiscati ai corrotti;
5) - Che il Governo aumenti e stabilizzi i finanziamenti per il servizio civile nazionale;
6) - Che faccia diventare il 5 per mille legge dello Stato, conceda agevolazioni fiscali, abbatta l'Iva e preveda alcune esenzioni (Irap, tassa rifiuti, bollo auto...) anche alla luce delle indicazioni dell'Unione Europea;
7) - Che Governo e forze politiche si facciano carico dell'urgenza di rivedere, diminuendole, le spese militari e di aumentare l'impegno di risorse per il welfare;
8) - Che si semplifichino le pratiche burocratiche e amministrative che soffocano soprattutto le piccole organizzazioni; 9) - Che si inserisca il parametro della reciprocità nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione, per avere certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione;
10) - Che si mettano a disposizione delle associazioni strutture, strumenti, spazi urbani, anche velocizzando e rendendo più trasparenti l'assegnazione dei beni confiscati.
11) - L'istituzione del Registro delle Reti nazionali di volontariato e la riforma dell'Osservatorio Nazionale.
12) - Che le istituzioni comunitarie elaborino un programma chiaro di promozione e sviluppo della cittadinanza attiva europea, anche in funzione della promozione del volontariato;
13) - Che le istituzioni nazionali ed europee riconoscano e valorizzino la realta? del volontariato internazionale, quale strumento di promozione della pace e di valorizzazione della cittadinanza globale; 14) - Che il Governo si attivi affinché il servizio pubblico radiotelevisivo presti maggiore attenzione al volontariato e alla comunicazione sociale e che venga attivato un canale ad esso dedicato;
15) - Chiediamo che i media offrano una rappresentazione del volontariato e del sociale più articolata e rispondente alla realtà.
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La Sicilia riparte dalla sfida educativa e dalla famiglia. 80 associazioni di volontariato propongono la nascita di una rete regionale per l'educazione
Dal 7 al 9 dicembre a Scoglitti (RG) arriva il Meeting STOPandGO! rivolto alle famiglie, agli educatori e ai volontari.
«Educare al Volontariato con Famiglie e Associazioni in Rete» con questo slogan gli organizzatori lanciano il Meeting nazionale come originale evento formativo che segue il filo conduttore della creatività educativa. Vengono chiamati a raccolta operatori, volontari, genitori in collaborazione con le realtà pastorali, educative ed associazionistiche.
L’evento è stato progettato per allargare ulteriormente la grande comunità in apprendimento di creativementi, un villaggio nel quale ogni persona con la sua esperienza e il suo vissuto porta un pezzo della propria storia per costruire insieme qualcosa di più grande. Le agenzie educative informali come le associazioni di volontariato, e la famiglie hanno la necessità sempre più forte di sperimentare forme di relazione intese come un riconoscimento reciproco, ritenendo con questo non solo un riconoscimento formale ma anche esistenziale (rispetto all’identità del bambino e al suo sviluppo) e intenzionale (rispetto ai percorsi e agli obiettivi educativi). Un riconoscimento reciproco che sappia fronteggiare le irriducibili diversità insite nella relazione società-famiglia, trasformandole in risorse, in grado di rendere visibile e forte la comunità educante che si prende cura dei piccoli. Un’alleanza però non si istituisce solo tramite un accordo formale, se vuole veramente produrre effetti qualitativi: richiede riti, riconoscenza e partecipazione reciproca, appositi spazi di ascolto e confronto, di co-progettazione e condivisione di obiettivi, un’educazione alla partecipazione, in questa direzione, il Meeting STOPandGO! Sicilia, intende dare risposte e provocazioni concrete.
L’iniziativa è promossa dal MoVI – Movimento Volontariato Italiano Sicilia e dal CeSVoP – Centro di Servizi per il Volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia e con il sostegno di Fondazione con il Sud.
Una tre giorni all’insegna della formazione, della rete, dello stare insieme riflettendo, lanciando nuove sfide educative, un evento a misura di famiglia, un meeting che intende creare uno spazio dove educatori volontari, operatori del sociale e rappresentati delle istituzioni educative e politiche, possano riflettere insieme per creare una nuova alleanza educativa, che veda la famiglia come soggetto e non oggetto di interventi educativi, che aiuti i volontari impegnati nelle associazioni ad acquisire competenze e conoscenze nuove per fronteggiare l’attuale realtà socio-culturale che rende più difficile e complesso il ruolo educativo e aggregante.
All’interno del vasto programma, i partecipanti lavoreranno con l’equipe di Formatori CREATIV, nella scaletta:
venerdì 7 alle ore 17 la tavola rotonda “Famiglia protagonista”, alla sera alle ore 21 il grande gioco serale “The family life” per scoprire il lato comico di routine e “vizi” della vita domestica.
Sabato 8 dicembre giornata interamente dedicata ai Workshop, alle ore 15 “Pomeriggio tra famiglia, compiti e associazione” - Viaggio alla scoperta delle dinamiche familiari attraverso performance teatrali sparse all’interno della location del meeting. Alla sera il percorso di “spettacolo itinerante” – “Volontari e volenterosi a passeggio per la città”.
Nella giornata di domenica la celebrazione della S. Messa, la terza sessione di Workshop e la chiusura animata alle ore 12.
Un evento che ha già segnato il sold out per le iscrizioni con un successo di partecipazione oltre ogni aspettativa.
Sicilia Educa Web: www.siciliaeduca.it
Social: www.facebook.com/siciliaeduca; www.twitter.com/siciliaeduca
Mail: siciliaeduca@gmail.com
I Diritti Umani e il Sostegno a Distanza. Incontro a Palermo il 10 dicembre
Da Forum SaD riceviamo un invito rivolto a tutte le associazioni interessate. Ecco di cosa si tratta.
ForumSaD - Forum Permanente per il Sostegno a Distanza e Fondazione con il Sud sono lieti di invitare all'evento pubblico I Diritti Umani e il Sostegno a Distanza in Sicilia, un Seminario delle Associazioni con le Scuole e le Istituzioni 10 Dicembre 2012, ore 11-16,30 Villa Niscemi, Piazza dei Quartieri 2, Palermo, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
L’evento è un’importante opportunità per promuovere la rete del SaD in Sicilia, per scambiare esperienze tra associazioni, instaurare rapporti con gli Enti Locali, dedicarsi alla formazione dei volontari e aprire un canale di comunicazione con le Istituzioni. Saranno presenti rappresentanti della Regione, delle Province, del Comune di Palermo e dei Centri di Servizi per il Volontariato della Sicilia.
Di seguito il programma dell’evento:
ore 11-13 – Seminario con le scuole Introduzione sui Diritti Umani: avv. Marco Scarpati, Presidente Ecpat Italia I Diritti Umani attraverso i progetti SaD: presentazioni delle associazioni
ore 14,30-16,30 – Seminario tra Associazioni e Istituzioni “Costruiamo la rete del SaD in Sicilia”. Saluti istituzionali
Relazione iniziale: avv. Marco Scarpati, Ecpat Italia e CIFA
Video: il servizio sul progetto trasmesso da RAI Tre
Risultati del progetto “Il SaD in rete” e del corso, ForumSaD Onlus
Presentazione della rete SaD in Sicilia
Come collaborare: dibattito tra le associazioni e le Istituzioni
Consegna degli attestati di frequenza al corso
Per partecipare come associazione è necessario iscriversi all'Anagrafe del Sostegno a Distanza (collegarsi a www.sostegnoadistanza.uniroma3.it, cliccare su "per aderire", seguire le istruzioni) e inviare risposta a segreteria@forumsad.it entro il 9 dicembre indicando:
- di essersi iscritti all'Anagrafe del Sostegno a Distanza: sì - no
- i vostri recapiti (personali e dell'associazione): _________________________________________
- la disponibilità ad esporre materiali informativi sulle vostre attività: sì - no
- la prenotazione di un vostro intervento al dibattito: sì - no
- la richiesta di ricevere un rimborso per le spese di viaggio: sì - no
Riteniamo infatti doveroso riconoscere delle facilitazioni alle associazioni che si iscrivono alla banca dati dell'Anagrafe, dimostrando di impegnarsi concretamente a costruire la Rete del Sostegno a Distanza.
N.B.: I rimborsi spese saranno riconosciuti per viaggi in treno o pullman (no auto) su presentazione del titolo di viaggio e fino ad esaurimento del budget disponibile, con priorità alle associazioni più lontane. Vi aspettiamo!!!
ForumSaD - Forum Permanente per il Sostegno a Distanza e Fondazione con il Sud sono lieti di invitare all'evento pubblico I Diritti Umani e il Sostegno a Distanza in Sicilia, un Seminario delle Associazioni con le Scuole e le Istituzioni 10 Dicembre 2012, ore 11-16,30 Villa Niscemi, Piazza dei Quartieri 2, Palermo, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
L’evento è un’importante opportunità per promuovere la rete del SaD in Sicilia, per scambiare esperienze tra associazioni, instaurare rapporti con gli Enti Locali, dedicarsi alla formazione dei volontari e aprire un canale di comunicazione con le Istituzioni. Saranno presenti rappresentanti della Regione, delle Province, del Comune di Palermo e dei Centri di Servizi per il Volontariato della Sicilia.
Di seguito il programma dell’evento:
ore 11-13 – Seminario con le scuole Introduzione sui Diritti Umani: avv. Marco Scarpati, Presidente Ecpat Italia I Diritti Umani attraverso i progetti SaD: presentazioni delle associazioni
ore 14,30-16,30 – Seminario tra Associazioni e Istituzioni “Costruiamo la rete del SaD in Sicilia”. Saluti istituzionali
Relazione iniziale: avv. Marco Scarpati, Ecpat Italia e CIFA
Video: il servizio sul progetto trasmesso da RAI Tre
Risultati del progetto “Il SaD in rete” e del corso, ForumSaD Onlus
Presentazione della rete SaD in Sicilia
Come collaborare: dibattito tra le associazioni e le Istituzioni
Consegna degli attestati di frequenza al corso
Per partecipare come associazione è necessario iscriversi all'Anagrafe del Sostegno a Distanza (collegarsi a www.sostegnoadistanza.uniroma3.it, cliccare su "per aderire", seguire le istruzioni) e inviare risposta a segreteria@forumsad.it entro il 9 dicembre indicando:
- di essersi iscritti all'Anagrafe del Sostegno a Distanza: sì - no
- i vostri recapiti (personali e dell'associazione): _________________________________________
- la disponibilità ad esporre materiali informativi sulle vostre attività: sì - no
- la prenotazione di un vostro intervento al dibattito: sì - no
- la richiesta di ricevere un rimborso per le spese di viaggio: sì - no
Riteniamo infatti doveroso riconoscere delle facilitazioni alle associazioni che si iscrivono alla banca dati dell'Anagrafe, dimostrando di impegnarsi concretamente a costruire la Rete del Sostegno a Distanza.
N.B.: I rimborsi spese saranno riconosciuti per viaggi in treno o pullman (no auto) su presentazione del titolo di viaggio e fino ad esaurimento del budget disponibile, con priorità alle associazioni più lontane. Vi aspettiamo!!!
venerdì 30 novembre 2012
Seminario all'Arrupe per le Giornate dell'economia del Mezzogiorno a Palermo
Alla nostra Regione e alla disamina delle cause che hanno sinora ostacolato il suo sviluppo è dedicato l’appuntamento in programma martedì 4 dicembre 2012 alle ore 17.30 presso l’Istituto Arrupe (Via F. Lehar, 6 - Palermo) nell'ambito delle Giornate dell'Economia del Mezzogiorno organizzate a Palermo dalla Fondazione Curella (3-7 dicembre 2012).
Il seminario sarà aperto da Alessandro La Monica, presidente del Comitato esecutivo delle giornate dell’economia del Mezzogiorno, e da Antonino Lo Nardo, dell’Istituto Arrupe. L’incontro presenta il volume “La Sicilia nel secolo breve: modernità e sottosviluppo” scritto da Luigi Chiara, Luigi D’Andrea e Michele Limosani, dell’Università di Messina. Presenti gli autori.
Il seminario sarà aperto da Alessandro La Monica, presidente del Comitato esecutivo delle giornate dell’economia del Mezzogiorno, e da Antonino Lo Nardo, dell’Istituto Arrupe. L’incontro presenta il volume “La Sicilia nel secolo breve: modernità e sottosviluppo” scritto da Luigi Chiara, Luigi D’Andrea e Michele Limosani, dell’Università di Messina. Presenti gli autori.
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giovedì 29 novembre 2012
Intervista al Ministro Andrea Riccardi sul rapporto tra Volontariato e Politica
A proposito di crisi della politica, della disaffezione dei cittadini verso l'impegno e la partecipazione, della cosiddetta "antipolitica" che attraversa anche il Volontariato e il Terzo Settore, abbiamo posto alcune domande ad Andrea Riccardi, tra i fondatori della Comunità di S. Egidio e attuale Ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione. Qui di seguito l'intervista rilasciata a Nunzio Bruno dell'Area comunicazione e informazione del CeSVoP.
Prof. Riccardi, in un periodo di grande disaffezione, soffia il vento della cosiddetta «antipolitica» e la diffidenza verso l’attuale ceto politico sembra attraversare anche gli operatori sociali, le realtà del Terzo settore e il volontariato. Dal suo punto di osservazione, che risvolti sta avendo questo fenomeno tra le fila del volontariato. E quali riflessioni le suscita?
C’è bisogno di un rinnovamento dei partiti e della politica, unico argine all' onda di populismo che rischia di travolgere tutto. C’è un «ethos democratico» da ricostruire attraverso la politica, nella convinzione che i partiti siano decisivi per la democrazia. Sì, l'antipolitica mi preoccupa molto e preoccupa molti. Il rischio dell'antipolitica c'è. Ma il governo tecnico non ha mai inteso cavalcarla. Né ha mai considerato la politica democratica uno stanco rito cui sottoporsi. Credo che questo Paese abbia bisogno di più politica, di una politica diffusa e partecipata dalla gente. E parlo di partecipazione attiva, non solo attraverso il voto. Quel tipo di partecipazione che caratterizza il lavoro degli operatori sociali, del Terzo settore e del volontariato, per questo più sensibili al tema. L'antidoto all'antipolitica è una buona politica. E’ quella che stiamo cercando di praticare sin d’ora, rivolgendo l’attenzione proprio al volontariato, a chi ci osserva con gli occhi di crede ancora in valori come quello della gratuità.
A chi è impegnato sul fronte della solidarietà organizzata è proprio necessaria la mediazione politica? Non si potrebbero eventualmente ridisegnare i rapporti con i soggetti economici, sociali e culturali, direttamente, senza alcuna mediazione?
La mediazione come accoglienza delle istanze fondamentali che vengono dal basso e rielaborazione in termini di proposte sostenibili resta a mio avviso fondamentale. In quest’ottica, i partiti restano strumenti essenziali per raccogliere idee e passioni senza le quali non si costruisce nulla. Ma devono essere in grado di far fiorire e fruttare queste idee e queste passioni, attraverso una grande apertura alla società civile.
Ministro Riccardi, dal punto di vista di uno dei fondatori della Comunità di S. Egidio, adesso impegnato in alte cariche istituzionali, quali sono gli aspetti cruciali della crisi della politica, i suoi mali di fondo?
Sant'Egidio ha preso le mosse nel Sessantotto, il grande anno della rivoluzione - chiamiamola così - antropologica. Quello del Sessantotto era un tempo escatologico: c'era un'ansia di cambiamento, di futuro, un'ansia utopica, di chi è convinto di poter costruire il futuro. Le cose sono molto cambiate da allora. La crisi della politica ha molto a che fare con la sua incapacità a rapportarsi con il Tempo. La sensazione è che siamo in un tempo in cui conta solo il presente. Karol Wojtyla, in un verso dei difficili anni polacchi, diceva: «L'uomo soffre soprattutto per mancanza di visione». Manca, alla nostra politica, una visione del futuro, qualcosa verso cui andare, a cui aspirare. Ma manca anche la giusta memoria del passato.
Il Terzo settore e, in particolare, il volontariato quale ruolo «politico» possono giocare nell'attuale contesto socio-economico e culturale?
Nell’attuale contesto questo settore sembra quello che – nonostante qualche segnale di crisi - funziona meglio, forse perché più motivato. Il suo ruolo politico può essere quello di impegnarsi direttamente e nelle diverse forme associative per il conseguimento di alcuni obiettivi, ma anche quello di indicare una strada da percorrere, sia ai partiti sia a chi governa. Secondo l’ultima indagine multiscopo dell’Istat questo momento storico vede una chiara disaffezione da parte dei giovani nei confronti di una politica percepita come qualcosa di incomprensibile e inaffidabile. Mentre, per quanto riguarda la partecipazione alle attività di volontariato, associative e culturali, si evidenzia una buona risposta giovanile (con il coinvolgimento di più di un giovane su dieci). Appare dunque chiaro, che oltre alla necessità di riabilitare la politica agli occhi dei giovani, vi è anche quella di premiare quei settori in cui i giovani si sentono invece a proprio agio.
Ministro, qual è la linea politica del governo Monti nei riguardi della tutela dei diritti e delle fasce deboli della popolazione?
Il Governo Monti è stato chiamato in un momento di gravissima crisi per evitare che l’Italia sprofondasse nel baratro. Il rischio, alla fine dello scorso anno, era che non si potessero pagare più gli stipendi statali e le pensioni. Questo ha comportato una politica di tagli anche molto dolorosi e l’aumento della pressione fiscale. Bisogna essere chiari: è difficile fare politiche sociali senza fondi. Il criterio che ha guidato il governo è stato quello di tagliare cercando di spalmare i sacrifici sul più alto numero di cittadini. L’Italia ha un cancro: quello dell’evasione fiscale. Se non ci fosse questa piaga, non ci sarebbe bisogno di rigore e di tagli. In queste condizioni oggettivamente difficili, siamo però riusciti a dare dei segnali significativi. Penso ai fondi per gli asili nido e per l’assistenza domiciliare agli anziani, i finanziamenti alle imprese giovanili e così via.
Quale futuro avrà lo stato sociale dopo la «cura» del governo Monti?
Credo che al Governo Monti dovrà essere riconosciuto il merito di aver evitato il fallimento dello Stato e di aver posto le basi imprescindibili per la ripresa economica. Chi verrà dopo avrà il compito di coniugare sviluppo e solidarietà e di rilanciare la crescita ma non potrà, mi auguro, tornare alla politica della spesa allegra, del clientelismo, degli sprechi (nunzio bruno, 13 novembre 2012).
Prof. Riccardi, in un periodo di grande disaffezione, soffia il vento della cosiddetta «antipolitica» e la diffidenza verso l’attuale ceto politico sembra attraversare anche gli operatori sociali, le realtà del Terzo settore e il volontariato. Dal suo punto di osservazione, che risvolti sta avendo questo fenomeno tra le fila del volontariato. E quali riflessioni le suscita?
C’è bisogno di un rinnovamento dei partiti e della politica, unico argine all' onda di populismo che rischia di travolgere tutto. C’è un «ethos democratico» da ricostruire attraverso la politica, nella convinzione che i partiti siano decisivi per la democrazia. Sì, l'antipolitica mi preoccupa molto e preoccupa molti. Il rischio dell'antipolitica c'è. Ma il governo tecnico non ha mai inteso cavalcarla. Né ha mai considerato la politica democratica uno stanco rito cui sottoporsi. Credo che questo Paese abbia bisogno di più politica, di una politica diffusa e partecipata dalla gente. E parlo di partecipazione attiva, non solo attraverso il voto. Quel tipo di partecipazione che caratterizza il lavoro degli operatori sociali, del Terzo settore e del volontariato, per questo più sensibili al tema. L'antidoto all'antipolitica è una buona politica. E’ quella che stiamo cercando di praticare sin d’ora, rivolgendo l’attenzione proprio al volontariato, a chi ci osserva con gli occhi di crede ancora in valori come quello della gratuità.
A chi è impegnato sul fronte della solidarietà organizzata è proprio necessaria la mediazione politica? Non si potrebbero eventualmente ridisegnare i rapporti con i soggetti economici, sociali e culturali, direttamente, senza alcuna mediazione?
La mediazione come accoglienza delle istanze fondamentali che vengono dal basso e rielaborazione in termini di proposte sostenibili resta a mio avviso fondamentale. In quest’ottica, i partiti restano strumenti essenziali per raccogliere idee e passioni senza le quali non si costruisce nulla. Ma devono essere in grado di far fiorire e fruttare queste idee e queste passioni, attraverso una grande apertura alla società civile.
Ministro Riccardi, dal punto di vista di uno dei fondatori della Comunità di S. Egidio, adesso impegnato in alte cariche istituzionali, quali sono gli aspetti cruciali della crisi della politica, i suoi mali di fondo?
Sant'Egidio ha preso le mosse nel Sessantotto, il grande anno della rivoluzione - chiamiamola così - antropologica. Quello del Sessantotto era un tempo escatologico: c'era un'ansia di cambiamento, di futuro, un'ansia utopica, di chi è convinto di poter costruire il futuro. Le cose sono molto cambiate da allora. La crisi della politica ha molto a che fare con la sua incapacità a rapportarsi con il Tempo. La sensazione è che siamo in un tempo in cui conta solo il presente. Karol Wojtyla, in un verso dei difficili anni polacchi, diceva: «L'uomo soffre soprattutto per mancanza di visione». Manca, alla nostra politica, una visione del futuro, qualcosa verso cui andare, a cui aspirare. Ma manca anche la giusta memoria del passato.
Il Terzo settore e, in particolare, il volontariato quale ruolo «politico» possono giocare nell'attuale contesto socio-economico e culturale?
Nell’attuale contesto questo settore sembra quello che – nonostante qualche segnale di crisi - funziona meglio, forse perché più motivato. Il suo ruolo politico può essere quello di impegnarsi direttamente e nelle diverse forme associative per il conseguimento di alcuni obiettivi, ma anche quello di indicare una strada da percorrere, sia ai partiti sia a chi governa. Secondo l’ultima indagine multiscopo dell’Istat questo momento storico vede una chiara disaffezione da parte dei giovani nei confronti di una politica percepita come qualcosa di incomprensibile e inaffidabile. Mentre, per quanto riguarda la partecipazione alle attività di volontariato, associative e culturali, si evidenzia una buona risposta giovanile (con il coinvolgimento di più di un giovane su dieci). Appare dunque chiaro, che oltre alla necessità di riabilitare la politica agli occhi dei giovani, vi è anche quella di premiare quei settori in cui i giovani si sentono invece a proprio agio.
Ministro, qual è la linea politica del governo Monti nei riguardi della tutela dei diritti e delle fasce deboli della popolazione?
Il Governo Monti è stato chiamato in un momento di gravissima crisi per evitare che l’Italia sprofondasse nel baratro. Il rischio, alla fine dello scorso anno, era che non si potessero pagare più gli stipendi statali e le pensioni. Questo ha comportato una politica di tagli anche molto dolorosi e l’aumento della pressione fiscale. Bisogna essere chiari: è difficile fare politiche sociali senza fondi. Il criterio che ha guidato il governo è stato quello di tagliare cercando di spalmare i sacrifici sul più alto numero di cittadini. L’Italia ha un cancro: quello dell’evasione fiscale. Se non ci fosse questa piaga, non ci sarebbe bisogno di rigore e di tagli. In queste condizioni oggettivamente difficili, siamo però riusciti a dare dei segnali significativi. Penso ai fondi per gli asili nido e per l’assistenza domiciliare agli anziani, i finanziamenti alle imprese giovanili e così via.
Quale futuro avrà lo stato sociale dopo la «cura» del governo Monti?
Credo che al Governo Monti dovrà essere riconosciuto il merito di aver evitato il fallimento dello Stato e di aver posto le basi imprescindibili per la ripresa economica. Chi verrà dopo avrà il compito di coniugare sviluppo e solidarietà e di rilanciare la crescita ma non potrà, mi auguro, tornare alla politica della spesa allegra, del clientelismo, degli sprechi (nunzio bruno, 13 novembre 2012).
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lunedì 26 novembre 2012
Presentazione ad Agrigento della banca dati online del volontariato salute in Siiclia
All’incontro del 29 novembre ad Agrigento partecipano: Salvatore Roberto Messina, commissario straordinario ASP1 Agrigento; Calogero Muscarnera, responsabile URP ASP1 e referente aziendale per la banca dati regionale; Giovanni Giammanco, presidente del Comitato Consultivo Aziendale ASP1 e presidente di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato sez. di Agrigento; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp) e presidente regionale del MoVI Sicilia; Damiana Pepe, dirigente dell’Assessorato regionale della Salute; Alberto Giampino, direttore CeSVoP; Alessandro Di Leo, programmatore e webdesigner; Orazio De Guilmi, presidente del CoReOV (Coordinamento Regionale delle Organizzazioni di Volontariato) “Sicilia Solidale”.
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A Caltanissetta presentazione della banca dati online del volontariato salute in Sicilia
Il 27 novembre 2012 alle ore 15,30 nell’Aula Magna dell'ospedale Sant'Elia in Via Luigi Russo, 6 a Caltanissetta, l'Assessorato regionale della Salute, in collaborazione con il CeSVoP, il CSV Etneo e il CeSV Messina, presenta il database online dedicato al volontariato sanitario.
L’iniziativa fa parte della serie di Seminari provinciali che si svolgono nei capoluoghi di provincia di tutta la Sicilia per far conoscere agli operatori sanitari, ai volontari e alla cittadinanza il nuovo strumento informativo (www.volontariatosalutesicilia.org) on line messo a disposizione dall'Assessorato in concerto con i Centri di Servizio per il Volontariato siciliani.
All’incontro del 27 novembre a Caltanissetta partecipano: Paolo Cantaro, commissario straordinario ASP2 Caltanissetta; Elia Gueli, referente aziendale ASP2 per la banca dati regionale; Pia Falzone, presidente del Comitato Consultivo Aziendale ASP2 e presidente gruppo Fratres San Cataldo; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp) e presidente regionale del MoVI Sicilia; Damiana Pepe, dirigente dell’Assessorato regionale della Salute; Alberto Giampino, direttore CeSVoP; Alessandro Di Leo, programmatore e webdesigner; Orazio De Guilmi, presidente del CoReOV (Coordinamento Regionale delle Organizzazioni di Volontariato) “Sicilia Solidale”.
All’incontro del 27 novembre a Caltanissetta partecipano: Paolo Cantaro, commissario straordinario ASP2 Caltanissetta; Elia Gueli, referente aziendale ASP2 per la banca dati regionale; Pia Falzone, presidente del Comitato Consultivo Aziendale ASP2 e presidente gruppo Fratres San Cataldo; Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato delle province di Ag, Cl, Pa e Tp) e presidente regionale del MoVI Sicilia; Damiana Pepe, dirigente dell’Assessorato regionale della Salute; Alberto Giampino, direttore CeSVoP; Alessandro Di Leo, programmatore e webdesigner; Orazio De Guilmi, presidente del CoReOV (Coordinamento Regionale delle Organizzazioni di Volontariato) “Sicilia Solidale”.
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Foto di non vedenti palermitani da lunedì esposte a Parigi
Nell’ambito del progetto “Montre moi qui tu es” che ha coinvolto
14 allievi dell’istituto dei ciechi “Florio e Salamone”, sarà inaugurata lunedì 26 novembre alle 18 alla Maison dell’Unesco a Parigi la mostra “Montre mois qui tu es” proposta dal settore educazione dell’Unesco e organizzata dall'associazione Dialogo dell’Immagine con il sostegno del Istituto dei ciechi “Florio e Salamone” di Parigi e la Federazione dei Ciechi di Francia.
La mostra esporrà fino al 7 dicembre le foto scattate da non vedenti e ipovedenti palermitani e parigini con il metodo stenopeico. Il progetto ha coinvolto gli allievi dell’Istituto dei ciechi “Florio e Salamone” del capoluogo. Quattordici studenti, diretti dagli istruttori francesi Francois Perri, Fausto Urru, Christine e Lea Talabard, e dal docente dell’istituto, Felice Gulotta, hanno realizzato scatti fotografici con delle boite stenopeiche, vere e proprie “buatte” con un buchino di circa un millimetro, dentro alle quale si poggia una pellicola o un foglio di carta fotografica che, dopo una lunga esposizione, diventa negativo da stampare. A scattare le foto gli allievi dell’Istituto Vincenzo Benigno, Filomena Autiero, Tiziano Ferraro, Antonino Pillitteri, Antonino Mazzara, Giorgia Inzinzola, Stefano D’Alessandro, Alessandra Di Peri, Claudio Romeo, Ignazia D’Agostino, Salvatore Renda, Antonella Noto, Carmen La Sala ed Elena Iacob che si sono cimentati con il principio della “camera oscura”. In occasione della mostra verrà presentato anche il libro fotografico con tutti gli scatti realizzati ed un dvd contenente le interviste ad ogni singolo partecipante. Domenica 25 novembre un gruppo dell'Istituto dei Ciechi di Palermo, partirà per Parigi per partecipare alla manifestazione di inaugurazione. La Fondazione Telecom Italia ha finanziato la trasferta parigina dei non vedenti palermitani che rimarranno nella capitale francese fino al 30 novembre.
La mostra esporrà fino al 7 dicembre le foto scattate da non vedenti e ipovedenti palermitani e parigini con il metodo stenopeico. Il progetto ha coinvolto gli allievi dell’Istituto dei ciechi “Florio e Salamone” del capoluogo. Quattordici studenti, diretti dagli istruttori francesi Francois Perri, Fausto Urru, Christine e Lea Talabard, e dal docente dell’istituto, Felice Gulotta, hanno realizzato scatti fotografici con delle boite stenopeiche, vere e proprie “buatte” con un buchino di circa un millimetro, dentro alle quale si poggia una pellicola o un foglio di carta fotografica che, dopo una lunga esposizione, diventa negativo da stampare. A scattare le foto gli allievi dell’Istituto Vincenzo Benigno, Filomena Autiero, Tiziano Ferraro, Antonino Pillitteri, Antonino Mazzara, Giorgia Inzinzola, Stefano D’Alessandro, Alessandra Di Peri, Claudio Romeo, Ignazia D’Agostino, Salvatore Renda, Antonella Noto, Carmen La Sala ed Elena Iacob che si sono cimentati con il principio della “camera oscura”. In occasione della mostra verrà presentato anche il libro fotografico con tutti gli scatti realizzati ed un dvd contenente le interviste ad ogni singolo partecipante. Domenica 25 novembre un gruppo dell'Istituto dei Ciechi di Palermo, partirà per Parigi per partecipare alla manifestazione di inaugurazione. La Fondazione Telecom Italia ha finanziato la trasferta parigina dei non vedenti palermitani che rimarranno nella capitale francese fino al 30 novembre.
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sabato 17 novembre 2012
A sud del sud, voglia d’impresa e riscatto. Innovazione e green economy passando per servizi per chi vive ai margini
A Sud del sud, nella periferia di Gela, immersa nella zona industriale, una grande aula magna ha accolto ottanta giovani in cerca di un lavoro ma soprattutto pronti a scommettere sui propri studi e sulle proprie competenze senza piangersi addossi. Prima giornata di lavori per Autonomamente Start-up, e le parole che descrivono meglio quello che è successo e che succederà oggi e domani sono: “entusiasmo e determinazione”.
Gli startupper, nel pomeriggio del 16 novembre, hanno anticipato le idee imprenditoriali su cui lavoreranno per tutto il giorno. Grandi idee in linea con le tendenze globali, quali l’innovazione e il rispetto per l’ambiente, ma senza trascurare i servizi sociali e attività commerciali. Rilevante interesse anche per i vecchi temi legati all’artigianato e all’agricoltura. Tendenze che dal globale si spostano al locale creando anche qui, nel territorio gelese, nuove imprese “glocalizzate” come il bike sharing, come delle piattaforme multiservizi o idee che rivoluzionano il modo di comunicare. D’altronde come ha spiegato il facilitatore, l’imprenditore startupper anche lui, Giuseppe Sirchia: “Non bisogna avere paura di fallire, occorre avere fiducia e mettersi in gioco” ricordando sempre, parole di Tonino Collura esperto in progettazione comunitaria, che “l’idea parte dalle proprie abilità”. E le abilità non mancano tra i numerosi partecipanti allo Start-up, che già da ieri hanno messo in rete le loro competenze e formazione. L’altra parola d’ordine della giornata, infatti, è stata networking, lavorare insieme, fare rete per migliorarsi e trovare in altri capacità, abilità differenti, che possono rendere migliore l’idea imprenditoriale
Molti giovani hanno deciso di partecipare senza una vera e propria idea, ma portando con sé il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze; bagaglio che metteranno a disposizione della platea. Già nel pomeriggio di venerdì i partecipanti si sono scambiati i primi consigli e hanno creato le prime relazioni che potranno diventare vere e proprie collaborazioni in società e imprese. Ad aprire i lavori sono stati Luciana Carfì ed Enzo Madonia rispettivamente direttore e coordinatore dell’animazione territoriale del progetto Autonomamente. Hanno ribadito entrambi l’importanza del fare impresa come una nuova possibilità di riscatto e di sviluppo. Enzo Madonia sottolinea come “questo percorso innovativo, che vi dà fiducia, rappresenta che la forza di una comunità è la sua capacità di mettere in comune e far incontrare le risorse sane e buone”.
Sabato 17 novembre, altra giornata intensa, gli aspiranti imprenditori metteranno nero su bianco, grazie all’aiuto di esperti, le loro idee; i lavori in team saranno interrotti da momenti di formazione, ci saranno, infatti, le plenarie di Emanuele Tuccio, dirigente del Comune di Gela, di Tonino Collura, Vincenzo Castellana presidente dell’Adi Sicilia, Sheila Scerba della fondazione Microcredito di Caltagirone e Michele Augello Direttore Generale Banca di Credito Cooperativo. Startup Autonomamente si concluderà domenica con la presentazione la rassegna di idee per l’incubatore di impresa.
Le foto della giornata di venerdì http://www.autonomamentesud.it/3-2-1-start-up/
info 346/3720323
Gli startupper, nel pomeriggio del 16 novembre, hanno anticipato le idee imprenditoriali su cui lavoreranno per tutto il giorno. Grandi idee in linea con le tendenze globali, quali l’innovazione e il rispetto per l’ambiente, ma senza trascurare i servizi sociali e attività commerciali. Rilevante interesse anche per i vecchi temi legati all’artigianato e all’agricoltura. Tendenze che dal globale si spostano al locale creando anche qui, nel territorio gelese, nuove imprese “glocalizzate” come il bike sharing, come delle piattaforme multiservizi o idee che rivoluzionano il modo di comunicare. D’altronde come ha spiegato il facilitatore, l’imprenditore startupper anche lui, Giuseppe Sirchia: “Non bisogna avere paura di fallire, occorre avere fiducia e mettersi in gioco” ricordando sempre, parole di Tonino Collura esperto in progettazione comunitaria, che “l’idea parte dalle proprie abilità”. E le abilità non mancano tra i numerosi partecipanti allo Start-up, che già da ieri hanno messo in rete le loro competenze e formazione. L’altra parola d’ordine della giornata, infatti, è stata networking, lavorare insieme, fare rete per migliorarsi e trovare in altri capacità, abilità differenti, che possono rendere migliore l’idea imprenditoriale
Molti giovani hanno deciso di partecipare senza una vera e propria idea, ma portando con sé il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze; bagaglio che metteranno a disposizione della platea. Già nel pomeriggio di venerdì i partecipanti si sono scambiati i primi consigli e hanno creato le prime relazioni che potranno diventare vere e proprie collaborazioni in società e imprese. Ad aprire i lavori sono stati Luciana Carfì ed Enzo Madonia rispettivamente direttore e coordinatore dell’animazione territoriale del progetto Autonomamente. Hanno ribadito entrambi l’importanza del fare impresa come una nuova possibilità di riscatto e di sviluppo. Enzo Madonia sottolinea come “questo percorso innovativo, che vi dà fiducia, rappresenta che la forza di una comunità è la sua capacità di mettere in comune e far incontrare le risorse sane e buone”.
Sabato 17 novembre, altra giornata intensa, gli aspiranti imprenditori metteranno nero su bianco, grazie all’aiuto di esperti, le loro idee; i lavori in team saranno interrotti da momenti di formazione, ci saranno, infatti, le plenarie di Emanuele Tuccio, dirigente del Comune di Gela, di Tonino Collura, Vincenzo Castellana presidente dell’Adi Sicilia, Sheila Scerba della fondazione Microcredito di Caltagirone e Michele Augello Direttore Generale Banca di Credito Cooperativo. Startup Autonomamente si concluderà domenica con la presentazione la rassegna di idee per l’incubatore di impresa.
Le foto della giornata di venerdì http://www.autonomamentesud.it/3-2-1-start-up/
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