All’insegna dello slogan «Pieni di vita. Il volontariato insieme per lo sviluppo della comunità», il 3 agosto 2013 dalle ore 17,30 le organizzazioni della locale Delegazione CeSVoP organizzano a Castellammare del Golfo in piazza Castello (quartiere Chiesa madre) una festa d’estate.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Castellammare del Golfo, coinvolge sette associazioni di volontariato e quest’anno è pure associata alla VI edizione di «Autori in piazza», evento culturale promosso dal Centro Culturale «La Traccia» di Castellammare del Golfo.
L’evento si prefigge di promuovere e diffondere tra i giovani e la popolazione la cultura della solidarietà e della gratuità tipiche del volontariato. Infatti, il programma della manifestazione prevede una festa per bambini al pomeriggio (dalle ore 17,30 alle ore 20,00), l’apertura degli stand delle associazioni di volontariato e la degustazione di prodotti tipici offerti da aziende del territorio che hanno raccolto l’invito (dalle ore 20,00 in poi), quindi la presentazione delle associazioni promotrici dell’iniziativa ed uno spettacolo musicale per tutti con la partecipazione speciale di due musicisti e cantautori d’eccezione: Carlo Pastori e Walter Muto.
Insomma, la Festa dell’estate di sabato 3 agosto sarà un bel momento non solo per il mondo della solidarietà organizzata, ma anche per l’intera comunità cittadina. Anche considerando che i progetti realizzati dalla Delegazione CeSVoP di Alcamo (dss 55), attraverso i tanti volontari che gratuitamente si spendono per i più deboli e per l’ambiente-territorio, sono risorsa che si affianca ai servizi socio-assistenziali pubblici e sono garanzia di tutela dei diritti e contribuiscono alla tenuta e alla crescita socio-economica della realtà locale.
mercoledì 31 luglio 2013
lunedì 29 luglio 2013
L'Istituto Ricerca Sociale organizza un convegno nazionale sul welfare del futuro
Dall'IRS riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:
Le sofferenze sociali generate dalla crisi in atto e i vincoli di bilancio sollecitano urgenti riforme attuabili ottimizzando l’uso delle risorse oggi disponibili. A due anni dal convegno “Disegnamo il welfare di domani”, il 26 Settembre prossimo si terrà il convegno “Costruiamo il welfare di domani” dove verranno presentate e discusse proposte di riforma delle politiche socio-assistenziali che da allora abbiamo approfondito, verificato anche con simulazioni quantitative, confrontato con pubblicazioni e con incontri e dibattiti. Autorevoli discussant (Maria Cecilia Guerra, Viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali; Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano; Lorena Rambaudi, Coordinatore Assessori alle Politiche sociali delle Regioni e Province autonome; Pietro Barbieri, Portavoce del Forum nazionale del Terzo settore) approfondiranno e commenteranno i contenuti esposti da Emanuele Ranci Ortigosa e da Bosi, e Gad Lerner modererà gli interventi. Per la pausa pranzo, verrà offerto un light lunch dagli organizzatori.
Nel pomeriggio tre workshop approfondiranno e discuteranno la proposta di riforma per tre importanti politiche sociali (Politiche di sostegno alle famiglie con figli, Politiche di sostegno alla non autosufficienza, Politiche di contrasto alla povertà e di inserimento sociale e lavorativo)
La proposta di riforma è stata sviluppata da Ars, associazione non profit, con la collaborazione dell’Irs e del Capp dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e con il patrocinio della Fondazione Cariplo. Al progetto partecipano le Regioni Emilia Romagna e Puglia.
Al convegno verrà distribuito il monografico di Prospettive Sociali e Sanitarie con il testo integrale della ricerca e delle proposte.
Per informazioni e iscrizioni (fino ad esaurimento posti) vi invitiamo a collegarvi al link http://pss.irsonline.it/convegnowelfare/ oppure a seguirci sulla pagina facebook di Prospettive sociali e sanitarie o sul nostro blog http://www.prospettivesocialiesanitarie.it/scambi/
Sono stati richiesti al CROAS Lombardia i crediti formativi per assistenti sociali. E’ previsto durante la mattinata un servizio di sottotitolatura per non udenti, a richiesta il pomeriggio.
Info: Segreteria Organizzativa 02 46 76 43 10 fpicozzi@irsonline.it
Le sofferenze sociali generate dalla crisi in atto e i vincoli di bilancio sollecitano urgenti riforme attuabili ottimizzando l’uso delle risorse oggi disponibili. A due anni dal convegno “Disegnamo il welfare di domani”, il 26 Settembre prossimo si terrà il convegno “Costruiamo il welfare di domani” dove verranno presentate e discusse proposte di riforma delle politiche socio-assistenziali che da allora abbiamo approfondito, verificato anche con simulazioni quantitative, confrontato con pubblicazioni e con incontri e dibattiti. Autorevoli discussant (Maria Cecilia Guerra, Viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali; Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano; Lorena Rambaudi, Coordinatore Assessori alle Politiche sociali delle Regioni e Province autonome; Pietro Barbieri, Portavoce del Forum nazionale del Terzo settore) approfondiranno e commenteranno i contenuti esposti da Emanuele Ranci Ortigosa e da Bosi, e Gad Lerner modererà gli interventi. Per la pausa pranzo, verrà offerto un light lunch dagli organizzatori.
Nel pomeriggio tre workshop approfondiranno e discuteranno la proposta di riforma per tre importanti politiche sociali (Politiche di sostegno alle famiglie con figli, Politiche di sostegno alla non autosufficienza, Politiche di contrasto alla povertà e di inserimento sociale e lavorativo)
La proposta di riforma è stata sviluppata da Ars, associazione non profit, con la collaborazione dell’Irs e del Capp dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e con il patrocinio della Fondazione Cariplo. Al progetto partecipano le Regioni Emilia Romagna e Puglia.
Al convegno verrà distribuito il monografico di Prospettive Sociali e Sanitarie con il testo integrale della ricerca e delle proposte.
Per informazioni e iscrizioni (fino ad esaurimento posti) vi invitiamo a collegarvi al link http://pss.irsonline.it/convegnowelfare/ oppure a seguirci sulla pagina facebook di Prospettive sociali e sanitarie o sul nostro blog http://www.prospettivesocialiesanitarie.it/scambi/
Sono stati richiesti al CROAS Lombardia i crediti formativi per assistenti sociali. E’ previsto durante la mattinata un servizio di sottotitolatura per non udenti, a richiesta il pomeriggio.
Info: Segreteria Organizzativa 02 46 76 43 10 fpicozzi@irsonline.it
giovedì 25 luglio 2013
Educazione e beni comuni, se ne parla in un convegno nazionale a Palermo
Dal 26 luglio entra nel vivo il convegno nazionale estivo del Mieac (Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica). Per quest’anno la sede è Palermo e il tema molto suggestivo, «Fraternità ed educazione per il bene comune». Il programma della tre giorni (26-28 luglio) è ricco di appuntamenti fra i quali spiccano: l’incontro con don Carmelo Torcivia, teologo pastoralista, venerdì 26 luglio ore 9,30 su »Fraternità, un modo nuovo per dire comunità e convivenza civile»; il confronto di esperienze «Dentro la città, bene comune» (con Centro Astalli, Centro Santa Chiara, associazione Handala e associazione Il Quartiere) che si svolge alle 18 sempre del 26 luglio al Centro Santa Chiara; l’approfondimento «Acqua, ambiente, quartieri… tendenze e prospettive nella riscoperta dei beni comuni» con Ketty Vaccaro, responsabile settore Welfare e Salute del Censis, sabato 27 luglio alle 10,30. Inoltre, tre vescovi siciliani (Calogero Peri, Domenico Mogavero e il card. Paolo Romeo) guideranno degli approfondimenti biblico-spirituali, uno per ogni giornata dell’incontro nazionale.
Il Mieac è un movimento laicale di ispirazione religiosa che si rivolge a tutti gli educatori impegnati a vario titolo nel campo dell’educazione. Sorto nell’ambito dell’Azione Cattolica Italiana, punta a suscitare una progettualità educativa condivisa fra tutti coloro che hanno un ruolo nella formazione delle nuove generazioni per giungere ad un’opera educativa che sia al servizio del pieno e autentico sviluppo della persona.
Il Convegno nazionale del Mieac si svolge a Palermo dal 26 al 28 luglio 2013 presso il «Centro San Francesco» (Via Infermeria dei Cappuccini, 3).
Il Mieac è un movimento laicale di ispirazione religiosa che si rivolge a tutti gli educatori impegnati a vario titolo nel campo dell’educazione. Sorto nell’ambito dell’Azione Cattolica Italiana, punta a suscitare una progettualità educativa condivisa fra tutti coloro che hanno un ruolo nella formazione delle nuove generazioni per giungere ad un’opera educativa che sia al servizio del pieno e autentico sviluppo della persona.
Il Convegno nazionale del Mieac si svolge a Palermo dal 26 al 28 luglio 2013 presso il «Centro San Francesco» (Via Infermeria dei Cappuccini, 3).
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Piano assistenza minori e over 65, le prospettive in Sicilia
Nel corso di un incontro a Palermo è stato presentato il piano assistenza nazionale in favore di minori e anziani. In particolare, nel corso dell'evento, si è posta molta attenzione su quanto sarà destinato alla realtà siciliana. Qui sotto l'articolo (clicca sull'immagine per ingrandirla) pubblicato dal Giornale di Sicilia il 25 luglio 2013.
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lunedì 22 luglio 2013
Volontariato, tre storie particolari
Giovedì 25 luglio a partire dalle ore 19, presso il centro multietnico per l’infanzia “Il Giardino di Madre Teresa”, all’interno del cuore di Ballarò, l'associazione di volontariato Per Esempio invita tutti alla presentazione del video conclusivo del progetto “Voluntary Effect”.
Si potrà stare insieme allo staff, ai volontari, agli operatori, agli amici e soprattutto insieme ai protagonisti del video per concludere insieme un anno di intense attività e di grandi risultati.
Voluntary Effect è un progetto finanziato dal programma Gioventu in Azione che, attraverso un video documentario interamente realizzato da un gruppo di 10 ragazzi, accompagnati dalla trainer e videomaker Mapi Rizzo, racconta la storia di 3 giovani stranieri che svolgono attività di volontariato a Palermo. Cittadinanza attiva, Partecipazione, Dialogo Interculturale, Inclusione Sociale e Mobilità sono le parole chiave del video che in poco più di 10 minuti racconta le storie di Alicia, Djack e Mariel.
A conclusione della serata seguirà un buffet indiano con contributo libero
L'associazione Per Esempio vi aspetta. Di seguito il link del trailer del video documentario
Si potrà stare insieme allo staff, ai volontari, agli operatori, agli amici e soprattutto insieme ai protagonisti del video per concludere insieme un anno di intense attività e di grandi risultati.
Voluntary Effect è un progetto finanziato dal programma Gioventu in Azione che, attraverso un video documentario interamente realizzato da un gruppo di 10 ragazzi, accompagnati dalla trainer e videomaker Mapi Rizzo, racconta la storia di 3 giovani stranieri che svolgono attività di volontariato a Palermo. Cittadinanza attiva, Partecipazione, Dialogo Interculturale, Inclusione Sociale e Mobilità sono le parole chiave del video che in poco più di 10 minuti racconta le storie di Alicia, Djack e Mariel.
A conclusione della serata seguirà un buffet indiano con contributo libero
L'associazione Per Esempio vi aspetta. Di seguito il link del trailer del video documentario
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domenica 21 luglio 2013
Emergenza famiglie morose e senza casa a Palermo. Un'associazione che li aiuta rimane senza sede
Sul GDS del 21 luglio 2013 a pag. 23 si parla del crescente fenomeno della famiglie che diventano morose e perdono la casa in cui abitano. Si tratta di un problema che, in realtà, accomuna gran parte dei centri urbani siciliani. Qui sotto l'articolo del quotidiano palermitano (clicca sull'immagine per ingrandirla). Nella stessa pagina si racconta dell'associazione "La danza delle ombre" che aiuta i senza tetto e adesso rimane senza sede.
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sabato 20 luglio 2013
L'equivoco del Sud. Presentazione del volume del presidente della Fondazione con il Sud
Parlare di Mezzogiorno è diventato perfino noioso: l’impressione è che sia una questione irrisolvibile. Metà degli italiani pensa che al Sud siano stati dati troppi soldi; l’altra metà denuncia l’insufficienza delle risorse e l’incoerenza delle politiche adottate. Al di là di interventi sbagliati, sprechi, incapacità, c’è stato un errore di fondo: condannare il Sud a inseguire il livello di reddito del Nord, a importare modelli estranei alla cultura e alle tradizioni e a sviluppare, di fatto, una dimensione politica di dipendenza. Per spezzare questa logica bisogna introdurre una profonda discontinuità, a partire dalla consapevolezza della natura vera del divario. Il Sud è meno ricco del Nord, ma la distanza più grave è nei diritti di cittadinanza, nella scuola, nei servizi sociali, nella cultura della legalità. È da qui che bisogna ripartire convincendosi che la coesione sociale è una premessa, non un effetto dello sviluppo.
Appuntamento lunedì 22 luglio 2013 ore 21 all'Arena Canapè di Gioiosa Marea.
Intervengono:
Eduardo Spinella - sindaco di Gioiosa Marea
Carlo Borgomeo – autore
Teodoro La Monica – Assessore Comunale ai beni comuni
Felice Coppolino – presidente regionale UNICOOP Sicilia
Sebastiano Lentini – presidente ConfAPI Sicilia
coordina Elisabetta Raffa - Direttore Messina.sicilians.it
Appuntamento lunedì 22 luglio 2013 ore 21 all'Arena Canapè di Gioiosa Marea.
Intervengono:
Eduardo Spinella - sindaco di Gioiosa Marea
Carlo Borgomeo – autore
Teodoro La Monica – Assessore Comunale ai beni comuni
Felice Coppolino – presidente regionale UNICOOP Sicilia
Sebastiano Lentini – presidente ConfAPI Sicilia
coordina Elisabetta Raffa - Direttore Messina.sicilians.it
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Convegno PAIM a Petralia Sottana (PA)
In occasione dell'inaugurazione della sua nuova sede, l'associazione di Protezione civile Pubblica Assistenza Madonita organizza il 20 luglio 2013 un convegno per fare il punto della situazione nella programmazione e nell'organizzazione dei piani di Protezione civile nelle Alte Madonie. Qui sotto la notizia così come è stata pubblicata dal Giornale di Sicilia del 19 luglio 2013.
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mercoledì 17 luglio 2013
Testo integrale del discorso all’Onu di Malala, la sedicenne candidata al Nobel per la pace
Pakistana, vittima di un grave attentato talebano causato dal suo impegno per il diritto allo studio per i bambini e, soprattutto, le bambine del suo paese, Malala il 12 luglio 2013 ha parlato all'assemblea dei giovani alle Nazioni Unite. Qui sotto il suo discorso.
Cari fratelli e sorelle ricordate una cosa. La giornata di Malala non è la mia giornata. Oggi è la giornata di ogni donna, di ogni bambino, di ogni bambina che ha alzato la voce per reclamare i suoi diritti. Ci sono centinaia di attivisti e di assistenti sociali che non soltanto chiedono il rispetto dei diritti umani, ma lottano anche per assicurare istruzione a tutti in tutto il mondo, per raggiungere i loro obiettivi di istruzione, pace e uguaglianza. Migliaia di persone sono state uccise dai terroristi e migliaia di altre sono state ferite da loro. Io sono soltanto una di loro. Io sono qui, una ragazza tra tante, e non parlo per me, ma per tutti i bambini e le bambine. Voglio far sentire la mia voce non perché posso gridare, ma perché coloro che non l’hanno siano ascoltati. Coloro che lottano per i loro diritti: il diritto di vivere in pace, il diritto di essere trattati con dignità, il diritto di avere pari opportunità e il diritto di ricevere un’istruzione. Cari amici, nella notte del 9 ottobre 2012 i Taliban mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato anche ai miei amici. Pensavano che le loro pallottole ci avrebbero messo a tacere. Ma hanno fallito. E da quel silenzio si sono levate migliaia di voci. I terroristi pensavano che sparando avrebbero cambiato i nostri obiettivi e fermato le nostre ambizioni, ma niente nella mia vita è cambiato tranne questo: la debolezza, la paura e la disperazione sono morte. La forza, il potere e il coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Così pure le mie speranze sono le stesse. Cari fratelli e sorelle io non sono contro nessuno. Nemmeno contro i terroristi. Non sono qui a parlare in termini di vendetta personale contro i Taliban o qualsiasi altro gruppo terrorista. Sono qui a parlare a favore del diritto all’istruzione di ogni bambino. Io voglio che tutti i figli e le figlie degli estremisti, soprattutto Taliban, ricevano un’istruzione. Non odio neppure il Taliban che mi ha sparato. Anche se avessi una pistola in mano ed egli mi stesse davanti e stesse per spararmi, io non sparerei. Questa è la compassione che ho appreso da Mohamed, il profeta misericordioso, da Gesù Cristo e dal Buddha. Questa è il lascito che ho ricevuto da Martin Luther King, Nelson Mandela e Muhammed Ali Jinnah. Questa è la filosofia della non-violenza che ho appreso da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa. E questo è il perdono che ho imparato da mio padre e da mia madre. Questo è quello che la mia anima mi dice: siate in pace e amatevi l’un l’altro.
Cari fratelli e sorelle, tutti ci rendiamo conto dell’importanza della luce quando ci troviamo al buio, e tutti ci rendiamo conto dell’importanza della voce quando c’è il silenzio. E nello stesso modo quando eravamo nello Swat, in Pakistan, noi ci siamo resi conto dell’importanza dei libri e delle penne quando abbiamo visto le armi. I saggi dicevano che la penna uccide più della spada, ed è vero. Gli estremisti avevano e hanno paura dell’istruzione, dei libri e delle penne. Hanno paura del potere dell’istruzione. Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Ed è per questo che hanno appena ucciso a Quetta 14 innocenti studenti di medicina. È per questo che fanno saltare scuole in aria tutti i giorni. È per questo che uccidono i volontari antipolio nel Khyber Pukhtoonkhwa e nelle Fata. Perché hanno avuto e hanno paura del cambiamento, dell’uguaglianza che essa porterebbero nella nostra società.
Un giorno ricordo che un bambino della nostra scuola chiese a un giornalista perché i Taliban sono contrari all’istruzione. Il giornalista rispose con grande semplicità. Indicando un libro disse: “I Taliban hanno paura dei libri perché non sanno che cosa c’è scritto dentro”. Pensano che Dio sia un piccolo essere conservatore che manderebbe le bambine all’inferno soltanto perché vogliono andare a scuola. I terroristi usano a sproposito il nome dell’Islam e la società pashtun per il loro tornaconto personale. Il Pakistan è un paese democratico che ama la pace e che vorrebbe trasmettere istruzione ai suoi figli. L’Islam dice che non soltanto è diritto di ogni bambino essere educato, ma anche che quello è il suo dovere e la sua responsabilità.
Onorevole Signor Segretario generale, per l’istruzione è necessaria la pace, ma in molti paesi del mondo c’è la guerra. E noi siamo veramente stufi di queste guerre. In molti paesi del mondo donne e bambini soffrono in altri modi. In India i bambini poveri sono vittime del lavoro infantile. Molte scuole sono state distrutte in Nigeria. In Afghanistan la popolazione è oppressa dalle conseguenze dell’estremismo da decenni. Le giovani donne sono costrette a lavorare e a sposarsi in tenera età. Povertà, ignoranza, ingiustizia, razzismo e privazione dei diritti umani di base sono i problemi principali con i quali devono fare i conti sia gli uomini sia le donne.
Cari fratelli e sorelle, è giunta l’ora di farsi sentire, di lottare per cambiare questo mondo e quindi oggi facciamo appello ai leader di tutto il mondo affinché proteggano i diritti delle donne e dei bambini. Facciamo appello alle nazioni sviluppate affinché garantiscano sostegno ed espandano le pari opportunità di istruzione alle bambine nei paesi in via di sviluppo. Facciamo appello a tutte comunità di essere tolleranti, di respingere i pregiudizi basati sulla casta, sulla fede, sulla setta, sulla fede o sul genere. Per garantire libertà e eguaglianza alle donne, così che possano stare bene e prosperare. Non potremo avere successo come razza umana, se la metà di noi resta indietro. Facciamo appello a tutte le sorelle nel mondo affinché siano coraggiose, per abbracciare la forza che è in loro e cercare di realizzarsi al massimo delle loro possibilità.
Cari fratelli e sorelle vogliamo scuole, vogliamo istruzione per tutti i bambini per garantire loro un luminoso futuro. Ci faremo sentire, parleremo per i nostri diritti e così cambieremo le cose. Dobbiamo credere nella potenza e nella forza delle nostre parole. Le nostre parole possono cambiare il mondo. Perché siamo tutti uniti, riuniti per la causa dell’istruzione e se vogliamo raggiungere questo obiettivo dovreste aiutarci a conquistare potere tramite le armi della conoscenza e lasciarci schierare le une accanto alle altre con unità e senso di coesione.
Cari fratelli e sorelle non dobbiamo dimenticare che milioni di persone soffrono per ignoranza, povertà e ingiustizia. Non dobbiamo dimenticare che milioni di persone non hanno scuole. Lasciateci ingaggiare dunque una lotta globale contro l’analfabetismo, la povertà e il terrorismo e lasciateci prendere in mano libri e penne. Queste sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono fare la differenza e cambiare il mondo. L’istruzione è la sola soluzione ai mali del mondo. L’istruzione potrà salvare il mondo.
Cari fratelli e sorelle ricordate una cosa. La giornata di Malala non è la mia giornata. Oggi è la giornata di ogni donna, di ogni bambino, di ogni bambina che ha alzato la voce per reclamare i suoi diritti. Ci sono centinaia di attivisti e di assistenti sociali che non soltanto chiedono il rispetto dei diritti umani, ma lottano anche per assicurare istruzione a tutti in tutto il mondo, per raggiungere i loro obiettivi di istruzione, pace e uguaglianza. Migliaia di persone sono state uccise dai terroristi e migliaia di altre sono state ferite da loro. Io sono soltanto una di loro. Io sono qui, una ragazza tra tante, e non parlo per me, ma per tutti i bambini e le bambine. Voglio far sentire la mia voce non perché posso gridare, ma perché coloro che non l’hanno siano ascoltati. Coloro che lottano per i loro diritti: il diritto di vivere in pace, il diritto di essere trattati con dignità, il diritto di avere pari opportunità e il diritto di ricevere un’istruzione. Cari amici, nella notte del 9 ottobre 2012 i Taliban mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato anche ai miei amici. Pensavano che le loro pallottole ci avrebbero messo a tacere. Ma hanno fallito. E da quel silenzio si sono levate migliaia di voci. I terroristi pensavano che sparando avrebbero cambiato i nostri obiettivi e fermato le nostre ambizioni, ma niente nella mia vita è cambiato tranne questo: la debolezza, la paura e la disperazione sono morte. La forza, il potere e il coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Così pure le mie speranze sono le stesse. Cari fratelli e sorelle io non sono contro nessuno. Nemmeno contro i terroristi. Non sono qui a parlare in termini di vendetta personale contro i Taliban o qualsiasi altro gruppo terrorista. Sono qui a parlare a favore del diritto all’istruzione di ogni bambino. Io voglio che tutti i figli e le figlie degli estremisti, soprattutto Taliban, ricevano un’istruzione. Non odio neppure il Taliban che mi ha sparato. Anche se avessi una pistola in mano ed egli mi stesse davanti e stesse per spararmi, io non sparerei. Questa è la compassione che ho appreso da Mohamed, il profeta misericordioso, da Gesù Cristo e dal Buddha. Questa è il lascito che ho ricevuto da Martin Luther King, Nelson Mandela e Muhammed Ali Jinnah. Questa è la filosofia della non-violenza che ho appreso da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa. E questo è il perdono che ho imparato da mio padre e da mia madre. Questo è quello che la mia anima mi dice: siate in pace e amatevi l’un l’altro.
Cari fratelli e sorelle, tutti ci rendiamo conto dell’importanza della luce quando ci troviamo al buio, e tutti ci rendiamo conto dell’importanza della voce quando c’è il silenzio. E nello stesso modo quando eravamo nello Swat, in Pakistan, noi ci siamo resi conto dell’importanza dei libri e delle penne quando abbiamo visto le armi. I saggi dicevano che la penna uccide più della spada, ed è vero. Gli estremisti avevano e hanno paura dell’istruzione, dei libri e delle penne. Hanno paura del potere dell’istruzione. Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Ed è per questo che hanno appena ucciso a Quetta 14 innocenti studenti di medicina. È per questo che fanno saltare scuole in aria tutti i giorni. È per questo che uccidono i volontari antipolio nel Khyber Pukhtoonkhwa e nelle Fata. Perché hanno avuto e hanno paura del cambiamento, dell’uguaglianza che essa porterebbero nella nostra società.
Un giorno ricordo che un bambino della nostra scuola chiese a un giornalista perché i Taliban sono contrari all’istruzione. Il giornalista rispose con grande semplicità. Indicando un libro disse: “I Taliban hanno paura dei libri perché non sanno che cosa c’è scritto dentro”. Pensano che Dio sia un piccolo essere conservatore che manderebbe le bambine all’inferno soltanto perché vogliono andare a scuola. I terroristi usano a sproposito il nome dell’Islam e la società pashtun per il loro tornaconto personale. Il Pakistan è un paese democratico che ama la pace e che vorrebbe trasmettere istruzione ai suoi figli. L’Islam dice che non soltanto è diritto di ogni bambino essere educato, ma anche che quello è il suo dovere e la sua responsabilità.
Onorevole Signor Segretario generale, per l’istruzione è necessaria la pace, ma in molti paesi del mondo c’è la guerra. E noi siamo veramente stufi di queste guerre. In molti paesi del mondo donne e bambini soffrono in altri modi. In India i bambini poveri sono vittime del lavoro infantile. Molte scuole sono state distrutte in Nigeria. In Afghanistan la popolazione è oppressa dalle conseguenze dell’estremismo da decenni. Le giovani donne sono costrette a lavorare e a sposarsi in tenera età. Povertà, ignoranza, ingiustizia, razzismo e privazione dei diritti umani di base sono i problemi principali con i quali devono fare i conti sia gli uomini sia le donne.
Cari fratelli e sorelle, è giunta l’ora di farsi sentire, di lottare per cambiare questo mondo e quindi oggi facciamo appello ai leader di tutto il mondo affinché proteggano i diritti delle donne e dei bambini. Facciamo appello alle nazioni sviluppate affinché garantiscano sostegno ed espandano le pari opportunità di istruzione alle bambine nei paesi in via di sviluppo. Facciamo appello a tutte comunità di essere tolleranti, di respingere i pregiudizi basati sulla casta, sulla fede, sulla setta, sulla fede o sul genere. Per garantire libertà e eguaglianza alle donne, così che possano stare bene e prosperare. Non potremo avere successo come razza umana, se la metà di noi resta indietro. Facciamo appello a tutte le sorelle nel mondo affinché siano coraggiose, per abbracciare la forza che è in loro e cercare di realizzarsi al massimo delle loro possibilità.
Cari fratelli e sorelle vogliamo scuole, vogliamo istruzione per tutti i bambini per garantire loro un luminoso futuro. Ci faremo sentire, parleremo per i nostri diritti e così cambieremo le cose. Dobbiamo credere nella potenza e nella forza delle nostre parole. Le nostre parole possono cambiare il mondo. Perché siamo tutti uniti, riuniti per la causa dell’istruzione e se vogliamo raggiungere questo obiettivo dovreste aiutarci a conquistare potere tramite le armi della conoscenza e lasciarci schierare le une accanto alle altre con unità e senso di coesione.
Cari fratelli e sorelle non dobbiamo dimenticare che milioni di persone soffrono per ignoranza, povertà e ingiustizia. Non dobbiamo dimenticare che milioni di persone non hanno scuole. Lasciateci ingaggiare dunque una lotta globale contro l’analfabetismo, la povertà e il terrorismo e lasciateci prendere in mano libri e penne. Queste sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono fare la differenza e cambiare il mondo. L’istruzione è la sola soluzione ai mali del mondo. L’istruzione potrà salvare il mondo.
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"Siamo tutti con Chiara", raccolta fondi per dare una vita normale ad una volontaria di Caltanissetta
Chiara Cumella è una ragazza nissena di 13 anni affetta dalla rara
sindrome di Arnold Chiari ed è socia dell'associazione di volontariato GSI - Giovani Scout Italiani di Caltanissetta. Ha un'unica speranza di tornare alla vita
normale, un intervento
negli Stati Uniti dal costo complessivo di 230 mila dollari. L'intervento è stato fissato per il 5 agosto. Chiara, quindi, andrà negli Stati Uniti per l’operazione di saldatura cranio cervicale e di decompressione cranica che potrà risolvere il suo problema. I nisseni nelle ultime settimane hanno fatto a gara per contribuire direttamente alla raccolta fondi per il costosissimo intervento al “Chiari Institute” di New York. La famiglia Cumella ringrazia la città, le istituzioni, il Vescovo e le parrocchie e tutti coloro si sono spesi per la causa. La cifra raccolta sinora sul conto corrente della banca Toniolo, attivato a tale scopo, è di 70 mila euro, a cui hanno contribuito i nisseni e i cittadini di Ravenna che hanno conosciuto Chiara in un anno di degenza. A queste somme va aggiunto quanto raccolto dalle parrocchie che è confluito in un conto corrente dedicato aperto dalla Curia su iniziativa del Vescovo Mario Russotto.
Si può ancora contribuire e l'associazione GSI invita tutti a sostenere la campagna con un bonifico di qualsiasi cifra.
Per chi volesse dare anche un sostegno morale a Chiara, può scriverle su facebook alla pagina Kiara Cumella o sul gruppo Aiutiamo Chiara.
Si può ancora contribuire e l'associazione GSI invita tutti a sostenere la campagna con un bonifico di qualsiasi cifra.
Per donare ci si può rivolgere a
MARIA CONCETTA CELESTRE (mamma di Chiara)
MARIA CONCETTA CELESTRE (mamma di Chiara)
tel. 328.3779263 o fare un Bonifico Bancario intestato a:
MARIA CONCETTA CELESTRE
IBAN: IT20P0895216700000000137120
CAUSALE: AIUTIAMO CHIARA
Ulteriori dettagli su www.aiutiamochiara.it.Per chi volesse dare anche un sostegno morale a Chiara, può scriverle su facebook alla pagina Kiara Cumella o sul gruppo Aiutiamo Chiara.
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