lunedì 16 ottobre 2017
Fondazione Finanza Etica, avviso per favorire lo sviluppo di nuova economia
Avviso pubblico di Fondazione Finanza Etica a favore di progetti per la promozione e lo sviluppo della finanza etica e di nuova economia predisposti e presentati dai Portatori di Valore. CLICCA QUI per scaricare l'avviso pubblico in cui trovi tutte le informazioni necessarie per poter partecipare. Scadenza 30 novembre 2017
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martedì 10 ottobre 2017
Il volontariato al centro. Seminari provinciali su Riforma Terzo settore e ruolo del volontariato
"Il volontariato al centro" è il seminario provinciale per le organizzazioni di volontariato del territorio nisseno. Si svolge il 12 ottobre 2017, alla Casa del volontariato e delle culture di Caltanissetta (via Xiboli, 310) dalle ore 9. Si affronteranno temi legati alla situazione territoriale, ai nuovi scenari che si preparano per il terzo settore e al ruolo di innovazione e trasformazione che può rivestire il volontariato, con il supporto del CeSVoP. Qui di seguito il programma della giornata.
Sono invitate tutte le organizzazioni di volontariato e le realtà del Terzo settore del territorio provinciale di Caltanissetta.
PIEGHEVOLE CON PROGRAMMA
Sono invitate tutte le organizzazioni di volontariato e le realtà del Terzo settore del territorio provinciale di Caltanissetta.
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venerdì 6 ottobre 2017
Corso di formazione proposto dall'AVO Palermo
AVO Palermo organizza il II° Corso di Formazione per Volontari Ospedalieri che viene presentato il 21 ottobre 2017 a Palermo.
Il corso inizia il 24 ottobre, clicca qui per scaricare il programma.
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Prende avvio il progetto No Profit Challenge. 12 ottobre 2017 presentazione a Trapani
Se stai leggendo questa notizia magari conoscerai già concetti come VOLONTARIATO e TERZO SETTORE. Ma non conosci ancora il progetto No Profit Challenge! Il 12 ottobre 2017 alle ore 15.30 presso Sala Riunioni di Palazzo D'Alì (Piazza Vittorio Veneto) a Trapani l’evento di presentazione del progetto e dell'App NPC che ti aiuterà a vivere meglio, da operatore e volontario, il mondo del terzo settore.
Si tratta di una piattaforma informatica che permette di promuovere le attività della tua associazione ed organizzazione o il tuo network.
NPC è luogo virtuale che permetterà l’incontro di persone che partecipano ad attività di volontariato e di organizzazioni ed associazioni che operano nel mondo del terzo settore.
Grazie a questo strumento verrai aiutato anche nel creare nuove reti associative e potrai conoscere tantissimi volontari che vogliono aiutare la tua organizzazione.
Inoltre, ci sarà un momento dedicato alla presentazione di tutte le associazioni che daranno la propria conferma di partecipazione, attraverso la compilazione di questo modulo (clicca qui).
E allora che aspetti?
Vai su www.noprofitchallenge.org e iscriviti e inserisci le tue Attività!
LOCANDINA EVENTO TRAPANI
Si tratta di una piattaforma informatica che permette di promuovere le attività della tua associazione ed organizzazione o il tuo network.
NPC è luogo virtuale che permetterà l’incontro di persone che partecipano ad attività di volontariato e di organizzazioni ed associazioni che operano nel mondo del terzo settore.
Grazie a questo strumento verrai aiutato anche nel creare nuove reti associative e potrai conoscere tantissimi volontari che vogliono aiutare la tua organizzazione.
Inoltre, ci sarà un momento dedicato alla presentazione di tutte le associazioni che daranno la propria conferma di partecipazione, attraverso la compilazione di questo modulo (clicca qui).
E allora che aspetti?
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LOCANDINA EVENTO TRAPANI
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giovedì 5 ottobre 2017
Un'osservatorio regionale senza i diretti interessati
Lettera del portavoce del Forum del Terzo settore Sicilia in cui si denuncia la mancata previsione di disabili e di rappresentanti delle loro associazioni nell'Osservatorio appositamente costituito dall'Assessorato regionale della Famiglia Regione Siciliana. Qui sotto il testo della lettera e il Decreto assessoriale.
"Gentilissimi,
mi permetto di inviarVi il decreto dell'assessore regionale alla famiglia della Sicilia con il quale viene istituito l'osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità.
Credo che la lettura del Decreto indichi con tutta evidenza la superficialità e l'insufficiente capacità del Governo Regionale e dell'Assessore in particolare, ad affrontare con serietà le questioni legate ai diritti e alle tutele dei disabili e delle loro famiglie.
E' per lo meno strano che nell'Osservatorio non sia presente nessun disabile e nessun rappresentante delle Associazioni di disabili e delle loro famiglie Ciò vale anche per il Comitato Tecnico Scientifico. Desidero sottolineare che non è prevista nemmeno la presenza del Garante delle persone con disabilità della Regione Siciliana (figura istituita da una Legge Regionale e la cui nomina è di competenza dello stesso assessore). E' chiedere troppo che si ricordi all'Assessore Regionale Alla Famiglia che ha ancora senso e assume una forza straordinaria il motto che contraddistingue le battaglie di civiltà del mondo della disabilità:
"Nulla su di noi senza di noi"
In Sicilia questo non accade!!!!
Il portavoce del Forum del Terzo Settore Sicilia
Giuseppe Di Natale"
DECRETO ASSESSORIALE PER L'OSSERVATORIO DISABILITA'
"Gentilissimi,
mi permetto di inviarVi il decreto dell'assessore regionale alla famiglia della Sicilia con il quale viene istituito l'osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità.
Credo che la lettura del Decreto indichi con tutta evidenza la superficialità e l'insufficiente capacità del Governo Regionale e dell'Assessore in particolare, ad affrontare con serietà le questioni legate ai diritti e alle tutele dei disabili e delle loro famiglie.
E' per lo meno strano che nell'Osservatorio non sia presente nessun disabile e nessun rappresentante delle Associazioni di disabili e delle loro famiglie Ciò vale anche per il Comitato Tecnico Scientifico. Desidero sottolineare che non è prevista nemmeno la presenza del Garante delle persone con disabilità della Regione Siciliana (figura istituita da una Legge Regionale e la cui nomina è di competenza dello stesso assessore). E' chiedere troppo che si ricordi all'Assessore Regionale Alla Famiglia che ha ancora senso e assume una forza straordinaria il motto che contraddistingue le battaglie di civiltà del mondo della disabilità:
"Nulla su di noi senza di noi"
In Sicilia questo non accade!!!!
Il portavoce del Forum del Terzo Settore Sicilia
Giuseppe Di Natale"
DECRETO ASSESSORIALE PER L'OSSERVATORIO DISABILITA'
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martedì 3 ottobre 2017
40 anni di Avis a Campobello di Mazara (TP)
Si potrebbe dire "40 e non li dimostra". Il 6 ottobre si celebra il "compleanno" dell'Avis di Campobello di Mazara con tanto di banda musicale, di stele commemorativa e di convegno sulla Riforma del terzo settore. Tutti i dettagli del programma nella locandina qui sotto.
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lunedì 2 ottobre 2017
Sospeso l'avvio delle pratiche per il Progetto InVolo
Si comunica che la consulenza del CeSVoP per l’avvio delle pratiche InVolo
viene sospesa in attesa di chiarimenti tra il Coordinamento regionale
dei CSV siciliani e Banca Prossima, al fine di definire il prosieguo o
la modifica della convenzione in essere.
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A Roma si è conclusa la Conferenza organizzativa di CSVnet
Chiusa la conferenza annuale dei record (378 iscritti). CSVnet “presidierà la delicatissima transizione dei Centri di servizio per il volontariato in base a quanto previsto dal Codice del Terzo settore”. All’inizio del 2018 l’assemblea elettiva, il presidente pronto al terzo mandato
Roma 1 ottobre 2017 - “Il percorso attuativo della riforma del Terzo settore non è finito e siamo nel pieno di un delicato momento di passaggio. Anche se non credo nei presidenti “a vita” penso che ci siano le condizioni per poter lavorare assieme ai Centri in modo partecipato; sono quindi disponibile a confermare la presidenza per il tempo necessario ad accompagnare questa fase di transizione”.
Cosi il presidente di CSVnet Stefano Tabò ha sciolto le riserve circa il rinnovo del suo incarico per il prossimo triennio (le elezioni sono previste all’inizio del 2018). L’annuncio è arrivato in chiusura della conferenza più partecipata nella storia di CSVnet: 378 iscritti provenienti dai CSV di tutta Italia hanno animato il quartiere Pigneto di Roma per l’incontro annuale, organizzato quest’anno in collaborazione con i CSV del Lazio.
Concentrandosi sulla riforma, Tabò ha descritto questa fase - come “attraversare una porta e ‘cambiare casa’”: i decreti attuativi del codice del terzo settore investono ampiamente il sistema dei Centri a partire dalla loro riorganizzazione territoriale.
“CSVnet presidierà questo passaggio; troveremo le condizioni migliori per assolvere il compito di promuovere ed essere al servizio del volontariato, secondo quanto il Codice ci affida. Le funzioni cui i CSV sono chiamati sono più ampie; dovremo ‘arredare’ questa nuova casa con tutti gli strumenti e le professionalità di cui siamo capaci e che abbiamo potuto riscontrare anche dai gruppi di lavoro che hanno affrontato gli aspetti più importanti circa il futuro dei CSV”.
La conclusione della conferenza è stata anche l’occasione per illustrare alcune fra i progetti più importanti a cui sta lavorando CSVnet: come la nuova Area riservata, la piattaforma interna che metterà a disposizione dei CSV strumenti e informazioni sulla vita associativa di CSVnet e che darà la possibilità ai Centri di disporre di un proprio spazio in cui gestire in autonomia documenti, dati sulle attività e i loro strumenti di lavoro quotidiano.
Connesso all’Area riservata è il nuovo sito di CSVnet, on line dalla conferenza e che sarà la “voce” ufficiale dell’associazione dei Centri di servizio, aumentando fortemente la sua matrice informativa. Sul piano della comunicazione è stata anche presentata in anteprima la copertina del volume “20 anni di servizio” il reportage che racconterà la storia dei CSV per celebrare questo importante anniversario.
Grande successo anche per Infobandi CSVnet, la piattaforma online lanciata lo scorso anno per supportare i CSV e le organizzazioni del Terzo settore nella ricerca delle opportunità migliori per finanziare i propri progetti e attività. In soli 14 mesi di attività sono 216 i bandi pubblicati - con una media di 15 bandi al mese.
Tra gli altri progetti presentati, l’accordo con Pro Bono Italia, la rete di studi legali che offrono consulenze gratuite per il non profit. Aggiornamento anche sul progetto "Volontariato in stazione”, che grazie all’accordo di CSVnet con Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, in questi anni ha portato all’affidamento grazie ai CSV di 12 scali in comodato d'uso gratuito.
La conferenza si è conclusa con l’assemblea dei soci
(fonte ufficio stampa CSVnet)
Roma 1 ottobre 2017 - “Il percorso attuativo della riforma del Terzo settore non è finito e siamo nel pieno di un delicato momento di passaggio. Anche se non credo nei presidenti “a vita” penso che ci siano le condizioni per poter lavorare assieme ai Centri in modo partecipato; sono quindi disponibile a confermare la presidenza per il tempo necessario ad accompagnare questa fase di transizione”.
Cosi il presidente di CSVnet Stefano Tabò ha sciolto le riserve circa il rinnovo del suo incarico per il prossimo triennio (le elezioni sono previste all’inizio del 2018). L’annuncio è arrivato in chiusura della conferenza più partecipata nella storia di CSVnet: 378 iscritti provenienti dai CSV di tutta Italia hanno animato il quartiere Pigneto di Roma per l’incontro annuale, organizzato quest’anno in collaborazione con i CSV del Lazio.
Concentrandosi sulla riforma, Tabò ha descritto questa fase - come “attraversare una porta e ‘cambiare casa’”: i decreti attuativi del codice del terzo settore investono ampiamente il sistema dei Centri a partire dalla loro riorganizzazione territoriale.
“CSVnet presidierà questo passaggio; troveremo le condizioni migliori per assolvere il compito di promuovere ed essere al servizio del volontariato, secondo quanto il Codice ci affida. Le funzioni cui i CSV sono chiamati sono più ampie; dovremo ‘arredare’ questa nuova casa con tutti gli strumenti e le professionalità di cui siamo capaci e che abbiamo potuto riscontrare anche dai gruppi di lavoro che hanno affrontato gli aspetti più importanti circa il futuro dei CSV”.
La conclusione della conferenza è stata anche l’occasione per illustrare alcune fra i progetti più importanti a cui sta lavorando CSVnet: come la nuova Area riservata, la piattaforma interna che metterà a disposizione dei CSV strumenti e informazioni sulla vita associativa di CSVnet e che darà la possibilità ai Centri di disporre di un proprio spazio in cui gestire in autonomia documenti, dati sulle attività e i loro strumenti di lavoro quotidiano.
Connesso all’Area riservata è il nuovo sito di CSVnet, on line dalla conferenza e che sarà la “voce” ufficiale dell’associazione dei Centri di servizio, aumentando fortemente la sua matrice informativa. Sul piano della comunicazione è stata anche presentata in anteprima la copertina del volume “20 anni di servizio” il reportage che racconterà la storia dei CSV per celebrare questo importante anniversario.
Grande successo anche per Infobandi CSVnet, la piattaforma online lanciata lo scorso anno per supportare i CSV e le organizzazioni del Terzo settore nella ricerca delle opportunità migliori per finanziare i propri progetti e attività. In soli 14 mesi di attività sono 216 i bandi pubblicati - con una media di 15 bandi al mese.
Tra gli altri progetti presentati, l’accordo con Pro Bono Italia, la rete di studi legali che offrono consulenze gratuite per il non profit. Aggiornamento anche sul progetto "Volontariato in stazione”, che grazie all’accordo di CSVnet con Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, in questi anni ha portato all’affidamento grazie ai CSV di 12 scali in comodato d'uso gratuito.
La conferenza si è conclusa con l’assemblea dei soci
(fonte ufficio stampa CSVnet)
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domenica 1 ottobre 2017
Volontariato: la vera sfida è incidere sull’80% di cittadini “inattivi”
L’intervento di Riccardo Guidi, ricercatore dell’università di Pisa alla conferenza 2017 di CSVnet. La frequenza dell’impegno sociale non è legata al titolo di studio, ma più a dove si abita e alle occasioni culturali che si hanno. “I CSV devono essere il pivot del volontariato di domani”“La vera sfida è incidere sull’80 per cento di italiani ‘inattivi’, quelli che non hanno mai svolto alcuna attività di volontariato, né hanno mai fatto donazioni. Rendetevi conto che voi fate parte della minoranza!”. Riccardo Guidi ha concluso così il suo intervento davanti ai 300 partecipanti, tra volontari dirigenti e operatori dei Centri di servizio, alla Conferenza 2017 di CSVnet, in corso a Roma fino all’1 ottobre.
Chiamato a “prevedere” come sarà “Il volontariato di domani”, il docente dell’università di Pisa (autore di numerose ricerche sul tema) è partito con l’elencare alcune tendenze del fenomeno. Dal 2000 al 2015 “l’infrastruttura del volontariato ha sostanzialmente tenuto”: nonostante la crisi il loro numero complessivo è rimasto relativamente stabile, anche se “permane un'ombra sulla quota, che resta in calo, di chi è disposto a fare donazioni in denaro”. Non siamo dunque di fronte a pericoli da questo punto di vista.
Il reddito e il titolo di studio, inoltre, non sembrano influire troppo sulla frequenza dell’impegno nel volontariato: “non è insomma un’attività da ricchi”. Ci sono invece due fratture che possono determinare il maggiore o minore impegno sociale: “La prima è una frattura territoriale: a parità di condizioni, una persona del sud ha il 7-8 per cento di probabilità in meno di fare volontariato rispetto a una che abita al nord. E chi vive in un comune piccolo ha il 15 per cento di probabilità in più rispetto a chi sta in una grande città. Le città metropolitane disincentivano la partecipazione”. L’altra frattura riguarda l’opportunità di avere accesso a occasioni culturali: chi ne ha di più, ha anche fino al 35 per cento di maggiori probabilità di essere un volontario, ha spiegato Guidi, esortando i CSV e le associazioni a crearne il più possibile nell’ambito delle loro attività di animazione territoriale.
L'attuale “geografia dei modelli di volontariato, - ha detto il ricercatore, - si può descrivere in tre grandi ambiti: il primo è quello convenzionale, fatto in enti strutturati che presuppongono di solito una appartenenza durevole nel tempo: riusciranno domani queste organizzazioni a saper conciliare organizzazione e creatività? Sapranno collaborare tra loro e rispondere al cambiamento?”
Il secondo modello è quello individuale, che ha anche molti elementi del primo: è fatto di 3 milioni di volontari che “danno una mano”, che “senza di loro come si farebbe” (i tantissimi impegnati nell’assistenza), o che “scelgono di fare da soli”: sono volontari che rifiutano la mediazione delle associazioni, ha chiesto Guidi ai presenti, “ma sono davvero individualisti o non li avete finora saputi intercettare e valorizzare?”.
Il terzo modello è quelli non convenzionale: sono i volontari “sporadici”, occasionali, che si impegnano su eventi o azioni di breve durata, sono i più difficili da catalogare. Nei loro confronti, ha argomentato Guidi, “i CSV esprimono sul territorio molta più innovazione di quanto non emerga. Ma non sono state ancora sciolte alcune ambiguità come ad esempio decidere se questo è da considerare ‘vero’ volontariato; e qual è il ruolo delle associazioni. Insomma, i CSV quanto sapranno davvero relazionarsi con questo attivismo, che spesso non ha alcun colore, anzi è di tutti i colori?”
Alla luce di questo scenario, Guidi ha concluso il suo intervento con una metafora legata alla pallacanestro: “I CSV devono essere come il pivot, la figura attorno a cui ruota tutto il gioco di attacco: siate il pivot del volontariato, siate capaci di gestire gli intrecci tra quei diversi modelli, di rilanciare e di… segnare punti perché si possa sempre più incidere su quella maggioranza di cittadini che restano lontani dall’impegno sociale.”
Guarda lo speciale sulla Conferenza 2017.
Guarda le slide dell'intervento di Riccardo Guidi e la sua intervista realizzata dal CSV di Chieti.
Chiamato a “prevedere” come sarà “Il volontariato di domani”, il docente dell’università di Pisa (autore di numerose ricerche sul tema) è partito con l’elencare alcune tendenze del fenomeno. Dal 2000 al 2015 “l’infrastruttura del volontariato ha sostanzialmente tenuto”: nonostante la crisi il loro numero complessivo è rimasto relativamente stabile, anche se “permane un'ombra sulla quota, che resta in calo, di chi è disposto a fare donazioni in denaro”. Non siamo dunque di fronte a pericoli da questo punto di vista.
Il reddito e il titolo di studio, inoltre, non sembrano influire troppo sulla frequenza dell’impegno nel volontariato: “non è insomma un’attività da ricchi”. Ci sono invece due fratture che possono determinare il maggiore o minore impegno sociale: “La prima è una frattura territoriale: a parità di condizioni, una persona del sud ha il 7-8 per cento di probabilità in meno di fare volontariato rispetto a una che abita al nord. E chi vive in un comune piccolo ha il 15 per cento di probabilità in più rispetto a chi sta in una grande città. Le città metropolitane disincentivano la partecipazione”. L’altra frattura riguarda l’opportunità di avere accesso a occasioni culturali: chi ne ha di più, ha anche fino al 35 per cento di maggiori probabilità di essere un volontario, ha spiegato Guidi, esortando i CSV e le associazioni a crearne il più possibile nell’ambito delle loro attività di animazione territoriale.
L'attuale “geografia dei modelli di volontariato, - ha detto il ricercatore, - si può descrivere in tre grandi ambiti: il primo è quello convenzionale, fatto in enti strutturati che presuppongono di solito una appartenenza durevole nel tempo: riusciranno domani queste organizzazioni a saper conciliare organizzazione e creatività? Sapranno collaborare tra loro e rispondere al cambiamento?”
Il secondo modello è quello individuale, che ha anche molti elementi del primo: è fatto di 3 milioni di volontari che “danno una mano”, che “senza di loro come si farebbe” (i tantissimi impegnati nell’assistenza), o che “scelgono di fare da soli”: sono volontari che rifiutano la mediazione delle associazioni, ha chiesto Guidi ai presenti, “ma sono davvero individualisti o non li avete finora saputi intercettare e valorizzare?”.
Il terzo modello è quelli non convenzionale: sono i volontari “sporadici”, occasionali, che si impegnano su eventi o azioni di breve durata, sono i più difficili da catalogare. Nei loro confronti, ha argomentato Guidi, “i CSV esprimono sul territorio molta più innovazione di quanto non emerga. Ma non sono state ancora sciolte alcune ambiguità come ad esempio decidere se questo è da considerare ‘vero’ volontariato; e qual è il ruolo delle associazioni. Insomma, i CSV quanto sapranno davvero relazionarsi con questo attivismo, che spesso non ha alcun colore, anzi è di tutti i colori?”
Alla luce di questo scenario, Guidi ha concluso il suo intervento con una metafora legata alla pallacanestro: “I CSV devono essere come il pivot, la figura attorno a cui ruota tutto il gioco di attacco: siate il pivot del volontariato, siate capaci di gestire gli intrecci tra quei diversi modelli, di rilanciare e di… segnare punti perché si possa sempre più incidere su quella maggioranza di cittadini che restano lontani dall’impegno sociale.”
Guarda lo speciale sulla Conferenza 2017.
Guarda le slide dell'intervento di Riccardo Guidi e la sua intervista realizzata dal CSV di Chieti.
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venerdì 29 settembre 2017
Guzzetti tranquillizza i Csv: “Sui fondi sceglieremo insieme criteri equi”
Il presidente dell’Acri interviene in video alla Conferenza 2017 di CSVnet. “I momenti di tensione sono alle spalle, ora rapporti tranquilli. Negli organismi di controllo opereremo per decidere all’unanimità. Nessun centralismo, né pericoli per il pluralismo”
“La nostra maggioranza nell’Organismo nazionale di controllo (Onc) e in quelli territoriali (Otc) sarà messa a disposizione per arrivare alle soluzioni migliori: noi opereremo perché tutte le decisioni siano prese all’unanimità”. È uno dei passaggi più importanti dell’intervento video che il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti ha inviato oggi alla Conferenza 2017 di CSVnet, in corso a Roma fino a domenica 1 ottobre.
Il riferimento di Guzzetti è alla maggioranza che le fondazioni di origine bancaria, in quanto finanziatrici delle attività dei Centri di servizio per il volontariato, avranno nei nuovi organismi previsti dal nuovo Codice del Terzo settore per l’indirizzo e il controllo degli stessi CSV: sette membri su tredici nell’Onc e nei sette Otc pluriregionali (Piemonte e Val d’Aosta, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano, Marche e Umbria, Lazio e Abruzzo, Puglia e Basilicata, Campania e Molise); quattro membri su sette negli altri sette Otc regionali. Una dichiarazione di grande disponibilità che Guzzetti lega ai “rapporti tranquilli” ormai instaurati tra le fondazioni bancarie e la rete dei CSV, dopo una storia che in oltre 25 anni (i Centri sono stati istituiti dalla legge sul volontariato del 1991) ha registrato momenti di tensione e contenziosi giudiziari, ma che negli ultimi anni ha condotto a traguardi importanti. Guzzetti ha ricordato in particolare i tre accordi “Acri-Volontariato”, l’accordo che ha dato vita alla Fondazione Con il Sud e ai recenti bandi per progetti contro la povertà educativa e altre intese locali per lo sviluppo del volontariato e contro il disagio sociale.
Ed è in base a questi “rapporti tranquilli” che il presidente dell’associazione delle Casse di risparmio si è impegnato a garantire la massima collegialità negli organismi di controllo, che entreranno in funzione nel 2018 smantellando gli attuali Comitati di gestione dei fondi speciali per il volontariato e dando vita al Fondo unico nazionale per i CSV, dove convergerà la quota (1/15) degli utili delle fondazioni destinata per legge a questo uso.
Tali cambiamenti, ha inoltre sottolineato Guzzetti rispondendo alle preoccupazioni emerse in questi mesi in vari territori, non mortificheranno affatto l’autonomia dei singoli Centri: “Non ci sarà nessun centralismo e nessun pericolo per la pluralità delle esperienze locali”, ha affermato.
Riguardo le risorse per i CSV, Guzzetti ha sottolineato che “la riforma garantisce al sistema dei CSV una certa tranquillità per il futuro. Non c’è invece “motivo di preoccupazione riguardo il pericolo di minori finanziamenti per le regioni più deboli a causa dell’istituzione del Fondo unico nazionale: troveremo insieme i criteri più equi per ripartire il fondo, al di là della presenza o meno delle fondazioni bancarie sul territorio”.
Il video messaggio si è concluso con un riconoscimento non formale per il presidente di CSVnet Stefano Tabò, elogiato per la sua “onestà intellettuale” nelle trattative spesso dure tra CSVnet e Acri negli ultimi sei anni.
“La nostra maggioranza nell’Organismo nazionale di controllo (Onc) e in quelli territoriali (Otc) sarà messa a disposizione per arrivare alle soluzioni migliori: noi opereremo perché tutte le decisioni siano prese all’unanimità”. È uno dei passaggi più importanti dell’intervento video che il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti ha inviato oggi alla Conferenza 2017 di CSVnet, in corso a Roma fino a domenica 1 ottobre.
Il riferimento di Guzzetti è alla maggioranza che le fondazioni di origine bancaria, in quanto finanziatrici delle attività dei Centri di servizio per il volontariato, avranno nei nuovi organismi previsti dal nuovo Codice del Terzo settore per l’indirizzo e il controllo degli stessi CSV: sette membri su tredici nell’Onc e nei sette Otc pluriregionali (Piemonte e Val d’Aosta, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano, Marche e Umbria, Lazio e Abruzzo, Puglia e Basilicata, Campania e Molise); quattro membri su sette negli altri sette Otc regionali. Una dichiarazione di grande disponibilità che Guzzetti lega ai “rapporti tranquilli” ormai instaurati tra le fondazioni bancarie e la rete dei CSV, dopo una storia che in oltre 25 anni (i Centri sono stati istituiti dalla legge sul volontariato del 1991) ha registrato momenti di tensione e contenziosi giudiziari, ma che negli ultimi anni ha condotto a traguardi importanti. Guzzetti ha ricordato in particolare i tre accordi “Acri-Volontariato”, l’accordo che ha dato vita alla Fondazione Con il Sud e ai recenti bandi per progetti contro la povertà educativa e altre intese locali per lo sviluppo del volontariato e contro il disagio sociale.
Ed è in base a questi “rapporti tranquilli” che il presidente dell’associazione delle Casse di risparmio si è impegnato a garantire la massima collegialità negli organismi di controllo, che entreranno in funzione nel 2018 smantellando gli attuali Comitati di gestione dei fondi speciali per il volontariato e dando vita al Fondo unico nazionale per i CSV, dove convergerà la quota (1/15) degli utili delle fondazioni destinata per legge a questo uso.
Tali cambiamenti, ha inoltre sottolineato Guzzetti rispondendo alle preoccupazioni emerse in questi mesi in vari territori, non mortificheranno affatto l’autonomia dei singoli Centri: “Non ci sarà nessun centralismo e nessun pericolo per la pluralità delle esperienze locali”, ha affermato.
Riguardo le risorse per i CSV, Guzzetti ha sottolineato che “la riforma garantisce al sistema dei CSV una certa tranquillità per il futuro. Non c’è invece “motivo di preoccupazione riguardo il pericolo di minori finanziamenti per le regioni più deboli a causa dell’istituzione del Fondo unico nazionale: troveremo insieme i criteri più equi per ripartire il fondo, al di là della presenza o meno delle fondazioni bancarie sul territorio”.
Il video messaggio si è concluso con un riconoscimento non formale per il presidente di CSVnet Stefano Tabò, elogiato per la sua “onestà intellettuale” nelle trattative spesso dure tra CSVnet e Acri negli ultimi sei anni.
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