Si potrebbe dire "40 e non li dimostra". Il 6 ottobre si celebra il "compleanno" dell'Avis di Campobello di Mazara con tanto di banda musicale, di stele commemorativa e di convegno sulla Riforma del terzo settore. Tutti i dettagli del programma nella locandina qui sotto.
martedì 3 ottobre 2017
lunedì 2 ottobre 2017
Sospeso l'avvio delle pratiche per il Progetto InVolo
Si comunica che la consulenza del CeSVoP per l’avvio delle pratiche InVolo
viene sospesa in attesa di chiarimenti tra il Coordinamento regionale
dei CSV siciliani e Banca Prossima, al fine di definire il prosieguo o
la modifica della convenzione in essere.
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A Roma si è conclusa la Conferenza organizzativa di CSVnet
Chiusa la conferenza annuale dei record (378 iscritti). CSVnet “presidierà la delicatissima transizione dei Centri di servizio per il volontariato in base a quanto previsto dal Codice del Terzo settore”. All’inizio del 2018 l’assemblea elettiva, il presidente pronto al terzo mandato
Roma 1 ottobre 2017 - “Il percorso attuativo della riforma del Terzo settore non è finito e siamo nel pieno di un delicato momento di passaggio. Anche se non credo nei presidenti “a vita” penso che ci siano le condizioni per poter lavorare assieme ai Centri in modo partecipato; sono quindi disponibile a confermare la presidenza per il tempo necessario ad accompagnare questa fase di transizione”.
Cosi il presidente di CSVnet Stefano Tabò ha sciolto le riserve circa il rinnovo del suo incarico per il prossimo triennio (le elezioni sono previste all’inizio del 2018). L’annuncio è arrivato in chiusura della conferenza più partecipata nella storia di CSVnet: 378 iscritti provenienti dai CSV di tutta Italia hanno animato il quartiere Pigneto di Roma per l’incontro annuale, organizzato quest’anno in collaborazione con i CSV del Lazio.
Concentrandosi sulla riforma, Tabò ha descritto questa fase - come “attraversare una porta e ‘cambiare casa’”: i decreti attuativi del codice del terzo settore investono ampiamente il sistema dei Centri a partire dalla loro riorganizzazione territoriale.
“CSVnet presidierà questo passaggio; troveremo le condizioni migliori per assolvere il compito di promuovere ed essere al servizio del volontariato, secondo quanto il Codice ci affida. Le funzioni cui i CSV sono chiamati sono più ampie; dovremo ‘arredare’ questa nuova casa con tutti gli strumenti e le professionalità di cui siamo capaci e che abbiamo potuto riscontrare anche dai gruppi di lavoro che hanno affrontato gli aspetti più importanti circa il futuro dei CSV”.
La conclusione della conferenza è stata anche l’occasione per illustrare alcune fra i progetti più importanti a cui sta lavorando CSVnet: come la nuova Area riservata, la piattaforma interna che metterà a disposizione dei CSV strumenti e informazioni sulla vita associativa di CSVnet e che darà la possibilità ai Centri di disporre di un proprio spazio in cui gestire in autonomia documenti, dati sulle attività e i loro strumenti di lavoro quotidiano.
Connesso all’Area riservata è il nuovo sito di CSVnet, on line dalla conferenza e che sarà la “voce” ufficiale dell’associazione dei Centri di servizio, aumentando fortemente la sua matrice informativa. Sul piano della comunicazione è stata anche presentata in anteprima la copertina del volume “20 anni di servizio” il reportage che racconterà la storia dei CSV per celebrare questo importante anniversario.
Grande successo anche per Infobandi CSVnet, la piattaforma online lanciata lo scorso anno per supportare i CSV e le organizzazioni del Terzo settore nella ricerca delle opportunità migliori per finanziare i propri progetti e attività. In soli 14 mesi di attività sono 216 i bandi pubblicati - con una media di 15 bandi al mese.
Tra gli altri progetti presentati, l’accordo con Pro Bono Italia, la rete di studi legali che offrono consulenze gratuite per il non profit. Aggiornamento anche sul progetto "Volontariato in stazione”, che grazie all’accordo di CSVnet con Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, in questi anni ha portato all’affidamento grazie ai CSV di 12 scali in comodato d'uso gratuito.
La conferenza si è conclusa con l’assemblea dei soci
(fonte ufficio stampa CSVnet)
Roma 1 ottobre 2017 - “Il percorso attuativo della riforma del Terzo settore non è finito e siamo nel pieno di un delicato momento di passaggio. Anche se non credo nei presidenti “a vita” penso che ci siano le condizioni per poter lavorare assieme ai Centri in modo partecipato; sono quindi disponibile a confermare la presidenza per il tempo necessario ad accompagnare questa fase di transizione”.
Cosi il presidente di CSVnet Stefano Tabò ha sciolto le riserve circa il rinnovo del suo incarico per il prossimo triennio (le elezioni sono previste all’inizio del 2018). L’annuncio è arrivato in chiusura della conferenza più partecipata nella storia di CSVnet: 378 iscritti provenienti dai CSV di tutta Italia hanno animato il quartiere Pigneto di Roma per l’incontro annuale, organizzato quest’anno in collaborazione con i CSV del Lazio.
Concentrandosi sulla riforma, Tabò ha descritto questa fase - come “attraversare una porta e ‘cambiare casa’”: i decreti attuativi del codice del terzo settore investono ampiamente il sistema dei Centri a partire dalla loro riorganizzazione territoriale.
“CSVnet presidierà questo passaggio; troveremo le condizioni migliori per assolvere il compito di promuovere ed essere al servizio del volontariato, secondo quanto il Codice ci affida. Le funzioni cui i CSV sono chiamati sono più ampie; dovremo ‘arredare’ questa nuova casa con tutti gli strumenti e le professionalità di cui siamo capaci e che abbiamo potuto riscontrare anche dai gruppi di lavoro che hanno affrontato gli aspetti più importanti circa il futuro dei CSV”.
La conclusione della conferenza è stata anche l’occasione per illustrare alcune fra i progetti più importanti a cui sta lavorando CSVnet: come la nuova Area riservata, la piattaforma interna che metterà a disposizione dei CSV strumenti e informazioni sulla vita associativa di CSVnet e che darà la possibilità ai Centri di disporre di un proprio spazio in cui gestire in autonomia documenti, dati sulle attività e i loro strumenti di lavoro quotidiano.
Connesso all’Area riservata è il nuovo sito di CSVnet, on line dalla conferenza e che sarà la “voce” ufficiale dell’associazione dei Centri di servizio, aumentando fortemente la sua matrice informativa. Sul piano della comunicazione è stata anche presentata in anteprima la copertina del volume “20 anni di servizio” il reportage che racconterà la storia dei CSV per celebrare questo importante anniversario.
Grande successo anche per Infobandi CSVnet, la piattaforma online lanciata lo scorso anno per supportare i CSV e le organizzazioni del Terzo settore nella ricerca delle opportunità migliori per finanziare i propri progetti e attività. In soli 14 mesi di attività sono 216 i bandi pubblicati - con una media di 15 bandi al mese.
Tra gli altri progetti presentati, l’accordo con Pro Bono Italia, la rete di studi legali che offrono consulenze gratuite per il non profit. Aggiornamento anche sul progetto "Volontariato in stazione”, che grazie all’accordo di CSVnet con Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, in questi anni ha portato all’affidamento grazie ai CSV di 12 scali in comodato d'uso gratuito.
La conferenza si è conclusa con l’assemblea dei soci
(fonte ufficio stampa CSVnet)
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domenica 1 ottobre 2017
Volontariato: la vera sfida è incidere sull’80% di cittadini “inattivi”
L’intervento di Riccardo Guidi, ricercatore dell’università di Pisa alla conferenza 2017 di CSVnet. La frequenza dell’impegno sociale non è legata al titolo di studio, ma più a dove si abita e alle occasioni culturali che si hanno. “I CSV devono essere il pivot del volontariato di domani”“La vera sfida è incidere sull’80 per cento di italiani ‘inattivi’, quelli che non hanno mai svolto alcuna attività di volontariato, né hanno mai fatto donazioni. Rendetevi conto che voi fate parte della minoranza!”. Riccardo Guidi ha concluso così il suo intervento davanti ai 300 partecipanti, tra volontari dirigenti e operatori dei Centri di servizio, alla Conferenza 2017 di CSVnet, in corso a Roma fino all’1 ottobre.
Chiamato a “prevedere” come sarà “Il volontariato di domani”, il docente dell’università di Pisa (autore di numerose ricerche sul tema) è partito con l’elencare alcune tendenze del fenomeno. Dal 2000 al 2015 “l’infrastruttura del volontariato ha sostanzialmente tenuto”: nonostante la crisi il loro numero complessivo è rimasto relativamente stabile, anche se “permane un'ombra sulla quota, che resta in calo, di chi è disposto a fare donazioni in denaro”. Non siamo dunque di fronte a pericoli da questo punto di vista.
Il reddito e il titolo di studio, inoltre, non sembrano influire troppo sulla frequenza dell’impegno nel volontariato: “non è insomma un’attività da ricchi”. Ci sono invece due fratture che possono determinare il maggiore o minore impegno sociale: “La prima è una frattura territoriale: a parità di condizioni, una persona del sud ha il 7-8 per cento di probabilità in meno di fare volontariato rispetto a una che abita al nord. E chi vive in un comune piccolo ha il 15 per cento di probabilità in più rispetto a chi sta in una grande città. Le città metropolitane disincentivano la partecipazione”. L’altra frattura riguarda l’opportunità di avere accesso a occasioni culturali: chi ne ha di più, ha anche fino al 35 per cento di maggiori probabilità di essere un volontario, ha spiegato Guidi, esortando i CSV e le associazioni a crearne il più possibile nell’ambito delle loro attività di animazione territoriale.
L'attuale “geografia dei modelli di volontariato, - ha detto il ricercatore, - si può descrivere in tre grandi ambiti: il primo è quello convenzionale, fatto in enti strutturati che presuppongono di solito una appartenenza durevole nel tempo: riusciranno domani queste organizzazioni a saper conciliare organizzazione e creatività? Sapranno collaborare tra loro e rispondere al cambiamento?”
Il secondo modello è quello individuale, che ha anche molti elementi del primo: è fatto di 3 milioni di volontari che “danno una mano”, che “senza di loro come si farebbe” (i tantissimi impegnati nell’assistenza), o che “scelgono di fare da soli”: sono volontari che rifiutano la mediazione delle associazioni, ha chiesto Guidi ai presenti, “ma sono davvero individualisti o non li avete finora saputi intercettare e valorizzare?”.
Il terzo modello è quelli non convenzionale: sono i volontari “sporadici”, occasionali, che si impegnano su eventi o azioni di breve durata, sono i più difficili da catalogare. Nei loro confronti, ha argomentato Guidi, “i CSV esprimono sul territorio molta più innovazione di quanto non emerga. Ma non sono state ancora sciolte alcune ambiguità come ad esempio decidere se questo è da considerare ‘vero’ volontariato; e qual è il ruolo delle associazioni. Insomma, i CSV quanto sapranno davvero relazionarsi con questo attivismo, che spesso non ha alcun colore, anzi è di tutti i colori?”
Alla luce di questo scenario, Guidi ha concluso il suo intervento con una metafora legata alla pallacanestro: “I CSV devono essere come il pivot, la figura attorno a cui ruota tutto il gioco di attacco: siate il pivot del volontariato, siate capaci di gestire gli intrecci tra quei diversi modelli, di rilanciare e di… segnare punti perché si possa sempre più incidere su quella maggioranza di cittadini che restano lontani dall’impegno sociale.”
Guarda lo speciale sulla Conferenza 2017.
Guarda le slide dell'intervento di Riccardo Guidi e la sua intervista realizzata dal CSV di Chieti.
Chiamato a “prevedere” come sarà “Il volontariato di domani”, il docente dell’università di Pisa (autore di numerose ricerche sul tema) è partito con l’elencare alcune tendenze del fenomeno. Dal 2000 al 2015 “l’infrastruttura del volontariato ha sostanzialmente tenuto”: nonostante la crisi il loro numero complessivo è rimasto relativamente stabile, anche se “permane un'ombra sulla quota, che resta in calo, di chi è disposto a fare donazioni in denaro”. Non siamo dunque di fronte a pericoli da questo punto di vista.
Il reddito e il titolo di studio, inoltre, non sembrano influire troppo sulla frequenza dell’impegno nel volontariato: “non è insomma un’attività da ricchi”. Ci sono invece due fratture che possono determinare il maggiore o minore impegno sociale: “La prima è una frattura territoriale: a parità di condizioni, una persona del sud ha il 7-8 per cento di probabilità in meno di fare volontariato rispetto a una che abita al nord. E chi vive in un comune piccolo ha il 15 per cento di probabilità in più rispetto a chi sta in una grande città. Le città metropolitane disincentivano la partecipazione”. L’altra frattura riguarda l’opportunità di avere accesso a occasioni culturali: chi ne ha di più, ha anche fino al 35 per cento di maggiori probabilità di essere un volontario, ha spiegato Guidi, esortando i CSV e le associazioni a crearne il più possibile nell’ambito delle loro attività di animazione territoriale.
L'attuale “geografia dei modelli di volontariato, - ha detto il ricercatore, - si può descrivere in tre grandi ambiti: il primo è quello convenzionale, fatto in enti strutturati che presuppongono di solito una appartenenza durevole nel tempo: riusciranno domani queste organizzazioni a saper conciliare organizzazione e creatività? Sapranno collaborare tra loro e rispondere al cambiamento?”
Il secondo modello è quello individuale, che ha anche molti elementi del primo: è fatto di 3 milioni di volontari che “danno una mano”, che “senza di loro come si farebbe” (i tantissimi impegnati nell’assistenza), o che “scelgono di fare da soli”: sono volontari che rifiutano la mediazione delle associazioni, ha chiesto Guidi ai presenti, “ma sono davvero individualisti o non li avete finora saputi intercettare e valorizzare?”.
Il terzo modello è quelli non convenzionale: sono i volontari “sporadici”, occasionali, che si impegnano su eventi o azioni di breve durata, sono i più difficili da catalogare. Nei loro confronti, ha argomentato Guidi, “i CSV esprimono sul territorio molta più innovazione di quanto non emerga. Ma non sono state ancora sciolte alcune ambiguità come ad esempio decidere se questo è da considerare ‘vero’ volontariato; e qual è il ruolo delle associazioni. Insomma, i CSV quanto sapranno davvero relazionarsi con questo attivismo, che spesso non ha alcun colore, anzi è di tutti i colori?”
Alla luce di questo scenario, Guidi ha concluso il suo intervento con una metafora legata alla pallacanestro: “I CSV devono essere come il pivot, la figura attorno a cui ruota tutto il gioco di attacco: siate il pivot del volontariato, siate capaci di gestire gli intrecci tra quei diversi modelli, di rilanciare e di… segnare punti perché si possa sempre più incidere su quella maggioranza di cittadini che restano lontani dall’impegno sociale.”
Guarda lo speciale sulla Conferenza 2017.
Guarda le slide dell'intervento di Riccardo Guidi e la sua intervista realizzata dal CSV di Chieti.
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venerdì 29 settembre 2017
Guzzetti tranquillizza i Csv: “Sui fondi sceglieremo insieme criteri equi”
Il presidente dell’Acri interviene in video alla Conferenza 2017 di CSVnet. “I momenti di tensione sono alle spalle, ora rapporti tranquilli. Negli organismi di controllo opereremo per decidere all’unanimità. Nessun centralismo, né pericoli per il pluralismo”
“La nostra maggioranza nell’Organismo nazionale di controllo (Onc) e in quelli territoriali (Otc) sarà messa a disposizione per arrivare alle soluzioni migliori: noi opereremo perché tutte le decisioni siano prese all’unanimità”. È uno dei passaggi più importanti dell’intervento video che il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti ha inviato oggi alla Conferenza 2017 di CSVnet, in corso a Roma fino a domenica 1 ottobre.
Il riferimento di Guzzetti è alla maggioranza che le fondazioni di origine bancaria, in quanto finanziatrici delle attività dei Centri di servizio per il volontariato, avranno nei nuovi organismi previsti dal nuovo Codice del Terzo settore per l’indirizzo e il controllo degli stessi CSV: sette membri su tredici nell’Onc e nei sette Otc pluriregionali (Piemonte e Val d’Aosta, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano, Marche e Umbria, Lazio e Abruzzo, Puglia e Basilicata, Campania e Molise); quattro membri su sette negli altri sette Otc regionali. Una dichiarazione di grande disponibilità che Guzzetti lega ai “rapporti tranquilli” ormai instaurati tra le fondazioni bancarie e la rete dei CSV, dopo una storia che in oltre 25 anni (i Centri sono stati istituiti dalla legge sul volontariato del 1991) ha registrato momenti di tensione e contenziosi giudiziari, ma che negli ultimi anni ha condotto a traguardi importanti. Guzzetti ha ricordato in particolare i tre accordi “Acri-Volontariato”, l’accordo che ha dato vita alla Fondazione Con il Sud e ai recenti bandi per progetti contro la povertà educativa e altre intese locali per lo sviluppo del volontariato e contro il disagio sociale.
Ed è in base a questi “rapporti tranquilli” che il presidente dell’associazione delle Casse di risparmio si è impegnato a garantire la massima collegialità negli organismi di controllo, che entreranno in funzione nel 2018 smantellando gli attuali Comitati di gestione dei fondi speciali per il volontariato e dando vita al Fondo unico nazionale per i CSV, dove convergerà la quota (1/15) degli utili delle fondazioni destinata per legge a questo uso.
Tali cambiamenti, ha inoltre sottolineato Guzzetti rispondendo alle preoccupazioni emerse in questi mesi in vari territori, non mortificheranno affatto l’autonomia dei singoli Centri: “Non ci sarà nessun centralismo e nessun pericolo per la pluralità delle esperienze locali”, ha affermato.
Riguardo le risorse per i CSV, Guzzetti ha sottolineato che “la riforma garantisce al sistema dei CSV una certa tranquillità per il futuro. Non c’è invece “motivo di preoccupazione riguardo il pericolo di minori finanziamenti per le regioni più deboli a causa dell’istituzione del Fondo unico nazionale: troveremo insieme i criteri più equi per ripartire il fondo, al di là della presenza o meno delle fondazioni bancarie sul territorio”.
Il video messaggio si è concluso con un riconoscimento non formale per il presidente di CSVnet Stefano Tabò, elogiato per la sua “onestà intellettuale” nelle trattative spesso dure tra CSVnet e Acri negli ultimi sei anni.
“La nostra maggioranza nell’Organismo nazionale di controllo (Onc) e in quelli territoriali (Otc) sarà messa a disposizione per arrivare alle soluzioni migliori: noi opereremo perché tutte le decisioni siano prese all’unanimità”. È uno dei passaggi più importanti dell’intervento video che il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti ha inviato oggi alla Conferenza 2017 di CSVnet, in corso a Roma fino a domenica 1 ottobre.
Il riferimento di Guzzetti è alla maggioranza che le fondazioni di origine bancaria, in quanto finanziatrici delle attività dei Centri di servizio per il volontariato, avranno nei nuovi organismi previsti dal nuovo Codice del Terzo settore per l’indirizzo e il controllo degli stessi CSV: sette membri su tredici nell’Onc e nei sette Otc pluriregionali (Piemonte e Val d’Aosta, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano, Marche e Umbria, Lazio e Abruzzo, Puglia e Basilicata, Campania e Molise); quattro membri su sette negli altri sette Otc regionali. Una dichiarazione di grande disponibilità che Guzzetti lega ai “rapporti tranquilli” ormai instaurati tra le fondazioni bancarie e la rete dei CSV, dopo una storia che in oltre 25 anni (i Centri sono stati istituiti dalla legge sul volontariato del 1991) ha registrato momenti di tensione e contenziosi giudiziari, ma che negli ultimi anni ha condotto a traguardi importanti. Guzzetti ha ricordato in particolare i tre accordi “Acri-Volontariato”, l’accordo che ha dato vita alla Fondazione Con il Sud e ai recenti bandi per progetti contro la povertà educativa e altre intese locali per lo sviluppo del volontariato e contro il disagio sociale.
Ed è in base a questi “rapporti tranquilli” che il presidente dell’associazione delle Casse di risparmio si è impegnato a garantire la massima collegialità negli organismi di controllo, che entreranno in funzione nel 2018 smantellando gli attuali Comitati di gestione dei fondi speciali per il volontariato e dando vita al Fondo unico nazionale per i CSV, dove convergerà la quota (1/15) degli utili delle fondazioni destinata per legge a questo uso.
Tali cambiamenti, ha inoltre sottolineato Guzzetti rispondendo alle preoccupazioni emerse in questi mesi in vari territori, non mortificheranno affatto l’autonomia dei singoli Centri: “Non ci sarà nessun centralismo e nessun pericolo per la pluralità delle esperienze locali”, ha affermato.
Riguardo le risorse per i CSV, Guzzetti ha sottolineato che “la riforma garantisce al sistema dei CSV una certa tranquillità per il futuro. Non c’è invece “motivo di preoccupazione riguardo il pericolo di minori finanziamenti per le regioni più deboli a causa dell’istituzione del Fondo unico nazionale: troveremo insieme i criteri più equi per ripartire il fondo, al di là della presenza o meno delle fondazioni bancarie sul territorio”.
Il video messaggio si è concluso con un riconoscimento non formale per il presidente di CSVnet Stefano Tabò, elogiato per la sua “onestà intellettuale” nelle trattative spesso dure tra CSVnet e Acri negli ultimi sei anni.
Riforma terzo settore, Forum e CSVnet lanciano la raccolta di segnalazioni
In una lettera a tutte le associazioni e ai Centri di servizio per il volontariato i presidenti Fiaschi e Tabò invitano a trasmettere attraverso un modulo online dubbi e problemi rilevati. Saranno portati all’attenzione del governo nella scrittura dei 40 atti normativi mancanti.
La riforma del Terzo settore ha i suoi cinque decreti legislativi, ma perché entri davvero in vigore ci sarà da attendere almeno un anno, entro il quale dovrebbero essere varati circa 40 testi normativi dai ministeri competenti. Mentre in tutta Italia si susseguono già decine di convegni sulla riforma, i veri giochi si faranno nella imminente scrittura di quei testi, per i quali il governo sta coinvolgendo esponenti del non profit.
È questo il motivo per cui i presidenti del Forum Terzo settore e di CSVnet, Claudia Fiaschi e Stefano Tabò, hanno lanciato una raccolta di segnalazioni di dubbi e problemi rilevati dalle associazioni e dai Centri di servizio aderenti. La richiesta è quella di compilare un modulo online con tali segnalazioni, che saranno poi sistematizzati al fine di “portare contributi alla elaborazione degli atti e dei decreti ministeriali attuativi della riforma, - scrivono i presidenti in una lettera. - Coloro che volessero segnalare più quesiti potranno compilare più di una scheda. In tal modo vogliamo raccogliere anche le eventuali risposte già fornite da enti pubblici sulle problematiche oggetto delle segnalazioni”. L’invito è anche a diffondere questa opportunità “il più capillarmente possibile a tutte le organizzazioni di Terzo settore per consentire la massima partecipazione e ascolto”.
“Questa iniziativa, - concludono i due presidenti, - si inserisce in un più ampio percorso di collaborazione tra Forum nazionale del Terzo settore e CSVnet per diffondere la conoscenza della riforma del Terzo settore. Sono infatti in corso di preparazione una serie di materiali informativi sulle novità introdotte e alcuni strumenti formativi sugli aspetti più critici e delicati. Si tratta di un impegno rilevante che, considerato l’ancor lungo percorso attuativo della riforma, ci impegnerà nei prossimi mesi”. (clara capponi, csvnet)
Clicca qui per aprire il modulo di segnalazione.
La riforma del Terzo settore ha i suoi cinque decreti legislativi, ma perché entri davvero in vigore ci sarà da attendere almeno un anno, entro il quale dovrebbero essere varati circa 40 testi normativi dai ministeri competenti. Mentre in tutta Italia si susseguono già decine di convegni sulla riforma, i veri giochi si faranno nella imminente scrittura di quei testi, per i quali il governo sta coinvolgendo esponenti del non profit.
È questo il motivo per cui i presidenti del Forum Terzo settore e di CSVnet, Claudia Fiaschi e Stefano Tabò, hanno lanciato una raccolta di segnalazioni di dubbi e problemi rilevati dalle associazioni e dai Centri di servizio aderenti. La richiesta è quella di compilare un modulo online con tali segnalazioni, che saranno poi sistematizzati al fine di “portare contributi alla elaborazione degli atti e dei decreti ministeriali attuativi della riforma, - scrivono i presidenti in una lettera. - Coloro che volessero segnalare più quesiti potranno compilare più di una scheda. In tal modo vogliamo raccogliere anche le eventuali risposte già fornite da enti pubblici sulle problematiche oggetto delle segnalazioni”. L’invito è anche a diffondere questa opportunità “il più capillarmente possibile a tutte le organizzazioni di Terzo settore per consentire la massima partecipazione e ascolto”.
“Questa iniziativa, - concludono i due presidenti, - si inserisce in un più ampio percorso di collaborazione tra Forum nazionale del Terzo settore e CSVnet per diffondere la conoscenza della riforma del Terzo settore. Sono infatti in corso di preparazione una serie di materiali informativi sulle novità introdotte e alcuni strumenti formativi sugli aspetti più critici e delicati. Si tratta di un impegno rilevante che, considerato l’ancor lungo percorso attuativo della riforma, ci impegnerà nei prossimi mesi”. (clara capponi, csvnet)
Clicca qui per aprire il modulo di segnalazione.
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martedì 19 settembre 2017
La Giornata mondiale Alzheimer a Caltanissetta
L'associazione Comitato Familiari Alzheimer Onlus il 21 settembre 2017 organizza a Caltanissetta alcune iniziative in occasione della 24ma Giornata mondiale. Si avvale della collaborazione di ASP CL, CGS Don Bosco, WWF e LIPU. Qui sotto la locandina con il dettaglio delle iniziative (clicca sull'immagine per ingrandirla).
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giovedì 14 settembre 2017
Dieci di Banca Etica in Sicilia
![]() |
| (clicca sull'immagine per ingrandirla) |
Il programma dettagliato lo trovi sulla locandina.
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Provaci, la piattaforma che favorisce l’incontro tra volontari e organizzazioni impegnate nell’accoglienza dei migranti e nella povertà educativa
Nasce la piattaforma www.provaci.org, cuore dell’omonimo progetto
orientato alla promozione di percorsi di partecipazione attiva negli
ambiti dell’accoglienza dei migranti e della povertà educativa.
Attraverso una semplice iscrizione online, persone desiderose di
intraprendere un’esperienza di volontariato potranno trovare
l’organizzazione adatta al loro profilo e alle loro competenze. Alla
base di PRO.V.A.C.I. - acronimo di Profili di Volontari in Apprendimento
per l’Inclusione - un importante presupposto: interpretare il
volontariato come percorso di crescita e di acquisizione di competenze
utili anche a fini professionali. Il progetto garantisce infatti a chi
si iscrive in piattaforma la possibilità di effettuare un bilancio di
competenze prima e al termine dell’esperienza di volontariato e di
seguire una formazione ad hoc, curata dal Dipartimento di Scienze
Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione dell’Università di Palermo,
su competenze trasversali e su quelle strettamente attinenti all’ambito
di intervento scelto. Per gli studenti universitari il percorso di
volontariato attivato attraverso la piattaforma www.provaci.org potrà
dare diritto al riconoscimento di CFU.
Al momento sono circa 60 le organizzazioni già aderenti al progetto impegnate nell’accoglienza e inclusione dei migranti e nel contrasto alla povertà educativa. Anche a queste saranno dedicati eventi di approfondimento sul volontariato e sui temi del progetto.
La piattaforma provaci.org riserva inoltre una sezione, denominata Idee, a singoli individui o gruppi informali che hanno in mente un’iniziativa e cercano collaborazione e supporto tecnico per realizzarle. La piattaforma creerà un circuito di scambio di informazioni che ne aiuterà la realizzazione.
PRO.V.A.C.I. - Profili di Volontari in Apprendimento di Competenze per l’Inclusione - è un’iniziativa sostenuta da Fondazione CON IL SUD e promossa da Per Esempio Onlus, ASCC, CESIE, Comune di Palermo, Libera Palermo contro le mafie, SEND, Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Scienza Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.provaci.org o scrivere a info@provaci.org.
Al momento sono circa 60 le organizzazioni già aderenti al progetto impegnate nell’accoglienza e inclusione dei migranti e nel contrasto alla povertà educativa. Anche a queste saranno dedicati eventi di approfondimento sul volontariato e sui temi del progetto.
La piattaforma provaci.org riserva inoltre una sezione, denominata Idee, a singoli individui o gruppi informali che hanno in mente un’iniziativa e cercano collaborazione e supporto tecnico per realizzarle. La piattaforma creerà un circuito di scambio di informazioni che ne aiuterà la realizzazione.
PRO.V.A.C.I. - Profili di Volontari in Apprendimento di Competenze per l’Inclusione - è un’iniziativa sostenuta da Fondazione CON IL SUD e promossa da Per Esempio Onlus, ASCC, CESIE, Comune di Palermo, Libera Palermo contro le mafie, SEND, Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Scienza Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.provaci.org o scrivere a info@provaci.org.
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mercoledì 6 settembre 2017
A Palermo inizia l'esperienza della Cooperativa Symposium
E' giunto al termine un progetto guidato da Volta la Carta Onlus,
( https://www.facebook.com/Progetto-Symposium-Palermo-218104…/ ) finanziato dal Ministero della Gioventù che ha portato alla costituzione della Cooperativa Symposium, formata da giovani a rischio sociale e persone con disagio psichico che hanno svolto un percorso di formazione e integrazione socio lavorativa davvero entusiasmante.
La cooperativa riunisce 15 lavoratori di cui il 30% con disabilità psichica, ha già stipulato protocolli di intesa e accordi per entrare nel mercato del catering sociale, un'occasione unica anche per la psichiatria di dimostrare le risorse che sono presenti dietro la riabilitazione sociale delle malattie psichiche.
Vi invitiamo a partecipare a questo ultimo evento (trovate l'invito in allegato) che si svolgerà il 6 settembre alle ore 10 presso la Real Fonderia alla Cala a Palermo; saranno degustate le delizie che sono in grado di preparare i nostri ragazzi di Symposium e sarà l'occasione per sentirli parlare della loro esperienza.
Vi aspettiamo numerosi, si tratta di dimostrare ai ragazzi che devono avere fiducia nella possibilità di essere accolti!
Grazie!!
Per lo staff del progetto Symposium
Claudia Cincotta e Rosy Sberna
http://www.symposiumcatering.it/
( https://www.facebook.com/Progetto-Symposium-Palermo-218104…/ ) finanziato dal Ministero della Gioventù che ha portato alla costituzione della Cooperativa Symposium, formata da giovani a rischio sociale e persone con disagio psichico che hanno svolto un percorso di formazione e integrazione socio lavorativa davvero entusiasmante.
La cooperativa riunisce 15 lavoratori di cui il 30% con disabilità psichica, ha già stipulato protocolli di intesa e accordi per entrare nel mercato del catering sociale, un'occasione unica anche per la psichiatria di dimostrare le risorse che sono presenti dietro la riabilitazione sociale delle malattie psichiche.
Vi invitiamo a partecipare a questo ultimo evento (trovate l'invito in allegato) che si svolgerà il 6 settembre alle ore 10 presso la Real Fonderia alla Cala a Palermo; saranno degustate le delizie che sono in grado di preparare i nostri ragazzi di Symposium e sarà l'occasione per sentirli parlare della loro esperienza.
Vi aspettiamo numerosi, si tratta di dimostrare ai ragazzi che devono avere fiducia nella possibilità di essere accolti!
Grazie!!
Per lo staff del progetto Symposium
Claudia Cincotta e Rosy Sberna
http://www.symposiumcatering.it/
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