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lunedì 9 novembre 2015

Conclusa a Napoli la Conferenza annuale di CSVnet

Si è chiusa domenica 8 novembre a Napoli la Conferenza annuale di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Una conferenza realizzata in collaborazione con i CSV della Campania e vissuta all’insegna del confronto ampio e partecipato, grazie agli oltre 270 partecipanti di 60 CSV presenti (i CSV soci sono 69 su 72 attivi in Italia) a cui si sono uniti importanti interlocutori del sistema dei Centri di Servizio.
Otto gruppi di lavoro tematici hanno animato il dibattito, uno dei quali ha ospitato rappresentanti delle reti nazionali che si sono rese disponibili a riflettere insieme sulle attuali sfide della promozione del volontariato con l’obiettivo comune di coinvolgere una fascia sempre più ampia di popolazione, ed in particolare i giovani, in una esperienza di fattiva solidarietà. In Conferenza presenti esponenti di Anfass, Anpas, Anteas, CDO Opere sociali, Centro Sportivo Italiano, Lega Ambiente, Libera, Mo.Vi., Touring Club oltre a ConVol.
Significativo è stato poi il confronto con le istituzioni, in particolare con i relatori della Riforma del Terzo Settore. Molti sono gli aspetti ancora da chiarire e permangono motivi di forte preoccupazione sull’impianto della riforma, ma non mancano punti di convergenza. CSVnet si è riconosciuto in sintonia con le argomentazioni avanzate dai relatori – on. Donata Lenzi e sen. Stefano Lepri - convinti della necessità che i CSV del “dopo Riforma” assicurino, nella propria governance, pieno coinvolgimento ed ampia partecipazione del volontariato locale.
“Il principio della “porta aperta” – dichiara Stefano Tabò, presidente di CSVnet - è già contenuto nelle nostre linee guida elaborate nel 2011. In base a tale impostazione, si tratta di assicurare regole e strumenti per consentire alle organizzazioni di volontariato presenti in un dato territorio di concorrere alle scelte strategiche del proprio CSV, ivi compresa l’elezione dei suoi organi sociali. È il momento di convenire sul fatto che questa sia condizione necessaria alla gestione di tutti i CSV”.
CSVnet, non a caso, ha da subito accolto l’idea di una riforma normativa inerente alla gestione e al controllo dell’attività dei CSV, auspicando pubblicamente criteri e procedure comuni a tutte le regioni del nostro Paese.
Il principio della “porta aperta”, dunque, non è il solo che si può e che si deve prendere in considerazione: c’è in gioco un progetto complessivo destinato ad assicurare coerenza e qualità nella promozione del volontariato italiano. Risulta tuttavia evidente che occorre dare concretezza e fattibilità ad ognuna delle affermazioni teoriche del futuro dettato normativo. CSVnet, pertanto, si impegna da subito ad evidenziare e mettere a disposizione le diverse soluzioni contenute negli statuti con le quali numerosi CSV hanno fin qui concretamente declinato il principio della “porta aperta” nella propria governance.
Portare a fattor comune le buone prassi esistenti è uno dei compiti di CSVnet ma è anche uno degli obiettivi della Riforma”.
Sul sito di CSVnet sono disponibili le interviste ai protagonisti, le immagini il racconto su Twitter e molto altro

venerdì 6 novembre 2015

Rotta per il futuro. Il volontariato che dà energia. Conferenza nazionale CSVnet a Napoli

"Rotta per il futuro. Il Volontariato che dà energia" è il titolo della conferenza nazionale di CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), in programma all’Holiday Inn di Napoli, dal 6 all’8 novembre 2015.
La conferenza, realizzata in collaborazione con il Coordinamento dei CSV della Campania, è l’appuntamento annuale più importante per la rete dei CSV, una realtà che riguarda direttamente oltre 44mila Organizzazioni di Volontariato in tutta Italia, come analizzato nel “Report delle OdV censite dal sistema dei CSV”, presentato lo scorso 19 ottobre nell’ambito di Expo Milano 2015.
Il programma prevede incontri, dibattiti e gruppi di lavoro in cui saranno coinvolti oltre 200 tra referenti tecnici e politici provenienti dai CSV di tutta Italia, che avranno l’occasione di confrontarsi con qualificati esponenti del mondo istituzionale e delle principali reti nazionali di volontariato e di Terzo Settore.
“La conferenza di Napoli continua nella tradizione di far confluire le esperienze e le sensibilità presenti nel sistema dei CSV in una riflessione e in un progetto comune” – dichiara Stefano Tabò, presidente di CSVnet. “Ci incontriamo a Napoli nella convinzione che solo una visione ampia e coraggiosa possa consentirci di promuovere il volontariato italiano. Prendere energie dal volontariato non è banale; essere capaci di restituirgli almeno in parte questa energia è un dovere per i CSV e un impegno per tutti”.
La giornata di venerdì 6 novembre sarà aperta dai saluti del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e del sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
Sul tema della promozione del volontariato sono previsti gli interventi di Emma Cavallaro, presidente della ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato, e di Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore.
Sempre venerdì i partecipanti potranno confrontarsi sulla Riforma del Terzo Settore con la presenza dell’onorevole Donata Lenzi e del senatore Stefano Lepri, entrambi relatori, rispettivamente alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, del disegno di legge.
In occasione della conferenza, inoltre, il Coordinamento campano dei CSV donerà a tutti i delegati un pacco di pasta Rummo, acquistato per dare un aiuto concreto allo storico pastificio Rummo di Benevento, colpito dalla recente alluvione che ha messo in ginocchio l’intero territorio del Sannio.
Segui la diretta Twitter sul profilo di CSVnet.
Il CSV di Chieti e il CSV Sardegna Solidale realizzeranno una diretta streaming della Conferenza che sarà possibile seguire sul sito di CSVnet.

domenica 22 marzo 2015

Il discorso del Papa a Scampia

Nella sua visita pastorale a Napoli, come è ormai sua consuetudine, Papa Francesco ha voluto iniziare dalle periferie. La sua prima tappa - dopo la preghiera al Santuario di Pompei - è stata la piazza di Scampia. Qui sotto il suo discorso nel quartiere napoletano, carico di spunti di riflessione e di note di carattere sociale molto interessanti. Il testo ufficiale del Vaticano corregge in italiano alcune espressioni che invece il Papa ha pronunciato con sfumature spagnole: per lui la corruzione "spuzza", la società e la vita corrotta "spuzzano". Le frasi espresse in questo modo, non sono solo più "divertenti", ma soprattutto risultano molto più incisive di quelle in italiano corretto.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Ho voluto incominciare da qui, da questa periferia, la mia visita a Napoli. Saluto tutti voi e vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza! Davvero si vede che i napoletani non sono freddi! Ringrazio il vostro Arcivescovo per avermi invitato - anche minacciato se non fossi venuto a Napoli - per le sue parole di benvenuto; e grazie a coloro che hanno dato voce alle realtà dei migranti, dei lavoratori e dei magistrati.
Voi appartenete a un popolo dalla lunga storia, attraversata da vicende complesse e drammatiche. La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste! È questa la vostra grande risorsa: la gioia, l’allegria. Il cammino quotidiano in questa città, con le sue difficoltà e i suoi disagi e talvolta le sue dure prove, produce una cultura di vita che aiuta sempre a rialzarsi dopo ogni caduta, e a fare in modo che il male non abbia mai l’ultima parola. Questa è una sfida bella: non lasciare mai che il male abbia l’ultima parola. È la speranza, lo sapete bene, questo grande patrimonio, questa “leva dell’anima”, tanto preziosa, ma anche esposta ad assalti e ruberie.
Lo sappiamo, chi prende volontariamente la via del male ruba un pezzo di speranza, guadagna qualcosina ma ruba speranza a sé stesso, agli altri, alla società. La via del male è una via che ruba sempre speranza, la ruba anche alla gente onesta e laboriosa, e anche alla buona fama della città, alla sua economia.
Vorrei rispondere alla sorella che ha parlato a nome degli immigrati e dei senza fissa dimora. Lei ha chiesto una parola che assicuri che i migranti sono figli di Dio e che sono cittadini. Ma è necessario arrivare a questo? I migranti sono esseri umani di seconda classe? Dobbiamo far sentire ai nostri fratelli e sorelle migranti che sono cittadini, che sono come noi, figli di Dio, che sono migranti come noi, perché tutti noi siamo migranti verso un’altra patria, e magari arriveremo tutti. E nessuno si perda per il cammino! Tutti siamo migranti, figli di Dio che ci ha messo tutti in cammino. Non si può dire: “Ma i migranti sono così…Noi siamo…”. No! Tutti siamo migranti, tutti siamo in cammino. E questa parola che tutti siamo migranti non è scritta su un libro, è scritta nella nostra carne, nel nostro cammino di vita, che ci assicura che in Gesù tutti siamo figli di Dio, figli amati, figli voluti, figli salvati. Pensiamo a questo: tutti siamo migranti nel cammino della vita, nessuno di noi ha dimora fissa in questa terra, tutti ce ne dobbiamo andare. E tutti dobbiamo andare a trovare Dio: uno prima, l’altro dopo, o come diceva quell’anziano, quel vecchietto furbo: “Sì, sì, tutti! Andate voi, io vado per ultimo!”. Tutti dobbiamo andarci.
Poi c’è stato l’intervento del lavoratore. E ringrazio anche lui, perché naturalmente volevo toccare questo punto, che è un segno negativo del nostro tempo. In modo speciale lo è la mancanza di lavoro per i giovani. Ma voi pensate: più del 40 per cento dei giovani dai 25 anni in giù non ha lavoro! Questo è grave! Cosa fa un giovane senza lavoro? Che futuro ha? Che strada di vita sceglie? Questa è una responsabilità non solo della città, non solo del Paese, ma del mondo! Perché? Perché c’è un sistema economico che scarta la gente e adesso è il turno dei giovani a essere scartati, cioè senza lavoro. Questo è grave! “Ma ci sono le opere di carità, ci sono i volontariati, c’è la Caritas, c’è quel centro, c’è quel club che dà da mangiare…”. Ma il problema non è mangiare, il problema più grave è non avere la possibilità di portare il pane a casa, di guadagnarlo! E quando non si guadagna il pane, si perde la dignità! Questa mancanza di lavoro ci ruba la dignità. Dobbiamo lottare per questo, dobbiamo difendere la nostra dignità di cittadini, di uomini, di donne, di giovani. Questo è il dramma del nostro tempo. Non dobbiamo rimanere zitti.
Penso anche al lavoro a metà. Cosa voglio dire con questo? Lo sfruttamento delle persone nel lavoro. Alcune settimane fa, una ragazza che aveva bisogno di lavoro, ne ha trovato uno in una ditta turistica e le condizioni erano queste: 11 ore di lavoro, 600 euro al mese senza nessun contributo per la pensione. “Ma è poco per 11 ore!”. “Se non ti piace, guarda la coda di gente che sta aspettando il lavoro!”. Questo si chiama schiavitù, questo si chiama sfruttamento, questo non è umano, questo non è cristiano. E se quello che fa così si dice cristiano è un bugiardo, non dice il vero, non è cristiano. Anche lo sfruttamento del lavoro in nero - tu lavori senza contratto e ti pago quello che voglio - è sfruttamento delle persone. “Senza i contributi per la pensione e per la salute?”. “A me non interessa”.
Io ti capisco bene, fratello, e ti ringrazio per quello che hai detto. Dobbiamo riprendere la lotta per la nostra dignità che è la lotta per cercare, per trovare, per ritrovare la possibilità di portare il pane a casa! Questa è la nostra lotta!
E qui penso all’intervento del Presidente della Corte di Appello. Lui ha usato una bella espressione “percorso di speranza” e ricordava un motto di san Giovanni Bosco: “buoni cristiani e onesti cittadini”, rivolto ai bambini e ai ragazzi. Il percorso di speranza per i bambini - questi che sono qui e per tutti - è prima di tutto e l’educazione, ma una vera educazione, il percorso di educare per un futuro: questo previene e aiuta ad andare avanti. Il giudice ha detto una parola che io vorrei riprendere, una parola che si usa molto oggi, il giudice ha detto “corruzione”. Ma, ditemi, se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti, nessuno di noi può dire: “io non sarò mai corrotto”. No! E’ una tentazione, è uno scivolare verso gli affari facili, verso la delinquenza, verso i reati, verso lo sfruttamento delle persone. Quanta corruzione c’è nel mondo! E’ una parola brutta, se ci pensiamo un po’. Perché una cosa corrotta è una cosa sporca! Se noi troviamo un animale morto che si sta corrompendo, che è “corrotto”, è brutto e puzza anche. La corruzione puzza! La società corrotta puzza! Un cristiano che lascia entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza!
Cari amici, la mia presenza vuole essere un impulso a un cammino di speranza, di rinascita e di risanamento già in corso. Conosco l’impegno, generoso e fattivo, della Chiesa, presente con le sue comunità e i suoi servizi nel vivo della realtà di Scampia; come pure la continua mobilitazione di gruppi di volontari, che non fanno mancare il loro aiuto.
Incoraggio anche la presenza e l’attivo impegno delle Istituzioni cittadine, perché una comunità non può progredire senza il loro sostegno, tanto più in momenti di crisi e in presenza di situazioni sociali difficili e talvolta estreme. La “buona politica” è un servizio alle persone, che si esercita in primo luogo a livello locale, dove il peso delle inadempienze, dei ritardi, delle vere e proprie omissioni è più diretto e fa più male. La buona politica è una delle espressioni più alte della carità, del servizio e dell’amore. Fate una buona politica, ma fra di voi: la politica si fa tutti insieme! Fra tutti si fa una buona politica!
Napoli è sempre pronta a risorgere, facendo leva su una speranza forgiata da mille prove, e perciò risorsa autentica e concreta sulla quale contare in ogni momento. La sua radice risiede nell’animo stesso dei Napoletani, soprattutto nella loro gioia, nella loro religiosità, nella loro pietà! Vi auguro che abbiate il coraggio di andare avanti con questa gioia, con questa radice, il coraggio di portare avanti la speranza, di non rubare mai la speranza a nessuno, di andare avanti per la strada del bene, non per la strada del male, di andare avanti nell’accoglienza di tutti quelli che vengono a Napoli da qualunque Paese: siano tutti napoletani, imparino il napoletano che è tanto dolce e tanto bello! Vi auguro di andare avanti nel cercare fonti di lavoro, perché tutti abbiano la dignità di portare il pane a casa, e di andare avanti nella pulizia della propria anima, nella pulizia della città, nella pulizia della società perché non ci sia quella puzza della corruzione!
Vi auguro il meglio, andate avanti e San Gennaro, vostro Patrono, vi assista e interceda per voi.
Benedico di cuore tutti voi, benedico le vostre famiglie e questo vostro quartiere, benedico i bambini che sono qui attorno a noi. E voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. ‘A Maronna v’accumpagne! (fonte vatican.va)

venerdì 18 novembre 2011

Crescere al Sud, tutti i materiali della conferenza del 30 settembre

Sul sito http://www.crescerealsud.it/ è possibile trovare i materiali della Conferenza"Crescere al Sud" tenutasi a Napoli lo scorso 30 settembre nell'ambito dellamanifestazione "Con il Sud - giovani e comunità in rete".
Vi si trovano i video degli interventi dei relatori, le schedete matiche, le proposte programmatiche, il programma e tutti gli altri materiali della conferenza.
Inoltre sono presenti i video dei 9 scrittori - Erri De Luca, RobertoSaviano, Andrea Camilleri, Gilda Policastro, Antonio Pascale, ChiaraValerio, Nicola La Gioia, Mariolina Venezia, Mario Desiati - che hanno raccontato in esclusiva i ricordi della loro infanzia, componendo un mosaico originale del Sud dove sono cresciuti.
Attraverso il sito è possibile registrarsi per essere aggiornati sulle prossime attività di Crescere al Sud.